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lunedì 16 settembre 2013

ESTRANGEMENT - Belong Beneath


Informazioni
Gruppo: Estrangement
Titolo: Belong Beneath
Anno: 2013
Provenienza: Australia
Etichetta: Australis Records
Contatti: non disponibili
Autore: Mourning

Tracklist
1. Disentanglement (Of Sound From Mind)
2. Interlude
3. Infinitesimal Spark

DURATA: 20:47

Gli australiani Estrangement sono un piacevole mistero: della band in questione si sa davvero poco o nulla e la tape gentilmente inviatami da Simon della Australis Records non da risposte alle mie domande su quanti siano i membri coinvolti in tale progetto (dovrebbe essere una one man band con il solo J.S. a muoverne le fila) né su come siano sbucati fuori dal nulla. In fin dei conti però ciò che interessa è la musica e allora parliamone.

"Belong Beneath" è la prima demo rilasciata da questa realtà e contiene tre brani: "Disentanglement (Of Sound From Mind)" e "Infinitesimal Spark" sono due lunghi pezzi, tortuosi e infoltiti di atmosfere classiche che si poggiano su di una base funeral doom a tinte goth che pesca direttamente da nomi quali Thergothon, Skepticism, Ea, Worship e My Dying Bride, ai quali si aggiunge un intermezzo che fa da spartiacque intitolato "Interlude".

I venti minuti e poco più registrati su questa cassetta, la cui tiratura è limitata a sole duecentocinquanta copie, ci consegnano una formula musicale acerba, ma intensa e intrigante. Le venature fornite dal filtrare del violoncello, gli assoli di chitarra schizoidi e le trame tessute dall'organo vanno a sedimentarsi su una chiave ritmica che, mantenendo perlopiù costante l'andatura pachidermica caratteristica del genere, non si nega un paio di scappatoie in accelerazione: cambi che aumentano la sensazione di disagio e la velenosità della voce, col suo profondo growl, le urla acide o le tonalità cristalline in un breve frangente del pezzo in apertura.

In "Belong Beneath" non mancano le sbavature, difatti non sempre le incursioni della strumentazione sono perfette, ci si potrebbe lamentare della volontà di "strafare" in alcuni frangenti e la produzione avrebbe potuto essere curata meglio. Tuttavia è una demo e il primo passo di questi Estrangement viene comunque valorizzato dall'efficacia delle melodie e dall'atmosfera soffocante di cui il lavoro è impregnato.

Se amate il funeral, dovreste tentare di far vostro questo nastro. Augurandoci che non siano una cometa passeggera, rimaniamo in attesa di nuove uscite che ci possano dare una conferma sull'effettivo valore del progetto.

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lunedì 2 settembre 2013

MORS SPEI - De Humanitatis Caede


Informazioni
Gruppo: Mors Spei
Titolo: De Humanitatis Caede
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Lupus Niger Distro
Contatti: facebook.com/MorsSpei
Autore: Leonard Z666.

Tracklist
1. Intro
2. De Humanitatis Caede
3. Let Your Eye Shine
4. Through The Eyes Of The Dead

DURATA: 22:02

Demo di debutto per il progetto Mors Spei (Morte Della Speranza), parto solista del polistrumentista Wolf, già attivo in Gort e Vita Odiosa. Il lavoro si presenta in tutto e per tutto come un'uscita in pieno stile anni '90 e il genere di riferimento è proprio il black metal più tradizionale e oltranzista nato in quegli anni.

Le tre canzoni, scritte dal 2000 al 2002 ma pubblicate solo adesso, sono introdotte da una traccia in cui Vittorio Gassman recita alcuni tra i versi più famosi dell'Inferno di Dante Alighieri. I brani sono contraddistinti da una produzione minimale, però efficace, su cui spiccano la voce di Wolf e la drum machine, sebbene tutti gli strumenti siano ben udibili. Il loro fascino si fonda sulla ripetitività di riff di chitarra basati su pochi accordi, fattore più spiccato nella title track. La ricetta di Mors Spei è molto chiara: brani creati con riff semplici, talvolta più melodici, come in "Let Your Eye Shine", talvolta più diretti come in "Through The Eyes Of The Dead", e batteria che rimane sempre su tempi non molto sostenuti.

Per certi versi il demo mi ha ricordato i primi lavori di un'altra one man band italiana, i Deathrow, per il suo interesse verso un black metal in cui l'atmosfera e il senso di oppressione vengono prima del desiderio di lasciarsi andare a sfuriate di blast beat. In definitiva si tratta di un ottimo biglietto da visita per questo progetto nascente: un lavoro semplice, diretto, che piacerà a chi ama il black metal più oscuro e senza fronzoli. Per chi vuole sostenere la scena italiana è senz'altro da avere.

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lunedì 19 agosto 2013

DARK TRANQUILLITY - Trail Of Life Decayed


Informazioni
Artista: Dark Tranquillity
Titolo: Trail Of Life Decayed Demo 1991
Anno: 1991
Provenienza: Svezia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Martin Henriksson, Labackavägen 53, S-430 50 Kallered, Sweden
Autore: ticino1

Tracklist
1. Midwinter
2. Beyond Enlightenment
3. Vernal Awakening
4. Void Of Tranquillity

DURATA: 18:43

Un annuncio fatidico nel Rock Hard tedesco, e già la mia letterina è partita verso la Svezia. Conosco già un poco il death metal americano e sentire che anche dall'Europa arriva qualcosa del genere è una lieta novella. Sarà simile? Totalmente diverso? Mi lascerò sorprendere dal momento.

La cassetta offre copertina e fattura professionali, questi sono i primi punti positivi che mi toccano all'apertura della busta. Come sarà la musica? Guardando la copertina, sogno paesaggi oscuri ma ameni... ora so che queste piste mi trasporteranno con loro durante le prossime settimane. Chi ha mai sentito riff tanto semplici, stimolanti in modo positivo e melodici allo stesso tempo? Non resta altro che lasciarsi andare scuotendo la testa come mai. Perché solo pochi si fanno trascinare da questi ritmi e da quest'atmosfera? Non capisco...

Niklas Sundin mi chiede nella sua lettera di commentare la musica. La mia risposta è semplice: "Magnifica. Resta solo da migliorare la tecnica strumentale".

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lunedì 3 giugno 2013

VEIN - Into The Vein

Informazioni
Gruppo: Vein
Titolo: Into The Vein
Anno: 2013
Provenienza: Stati Uniti
Etichetta: NoVisible Scars
Contatti: novisiblescars.bandcamp.com/album/into-the-vein
Autore: ticino1

Tracklist
1. Satanic Ritual Rape
2. Into The Vein
3. Pater Oediperium
4. Kill

DURATA: 16:34

Il Black sembra offrire sempre meno svago agli ascoltatori che si attendono delle novità di tanto in tanto. Death Fiend, membro anche dei Blessed Offal, si scomoda per presentarci un altro progetto nella sua raccolta di gruppi in cui lui stesso manipola tutti gli strumenti.

Questo quarto d'ora marcio e nero vive del fascino di formazioni come Black Witchery oppure Von, decorato da scale veloci, semplici, ripetitive e mostra un viso grezzo, quasi caotico. Qualche esperimento con il volume del suono, per esempio proprio nella canzone "Into The Vein", mi pare fine a se stesso e non credo contribuisca davvero alla valorizzazione della demo. Gli ascoltatori subiscono l'assalto implacabile di quattro pezzi veloci e privi di pause per l'udito avido di Black brutale e senza fronzoli.

La cassetta non è contenuta nella classica scatoletta, ma è fornita in un astuccio di cartoncino. Chi volesse avere in collezione questa demo, potrà ordinarla sul sito Bandcamp per modici cinque dollari.

La musica offerta dai Vein è interessante solo per il pubblico attaccato al metallo nero americano nello stile dei gruppi citati sopra. Ascoltatela sul sito e decidete poi se l'acquisto vi garbi o meno. Io vi rinuncio, perché non scopro nulla di particolare che mi entusiasmi e dunque giustifichi una spesa.

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lunedì 20 maggio 2013

INFANT DEATH - Cursed Damnation


Informazioni
Gruppo: Infant Death
Titolo: Cursed To Damnation
Anno: 2013
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: infantdeath.bandcamp.com
Autore: ticino1

Tracklist
1. Execution By Torture
2. Violent Death
3. Destruction And Death
4. Fornication Of The Death

DURATA: 11:00

Il vostro acuto bisogno di metallo sporco e rozzo ci ha trasformato in veri scout che cacciano e catturano le migliori registrazioni fisiche e digitali per soddisfare le vostre necessità. Poco tempo è passato da quando avete avuto l'occasione di leggere la mia recensione riguardo la prima demo targata Infant Death pubblicata in gennaio. Vi ricorderete forse che vi parlai della sua brutalità e di quanto fosse grezzo il lavoro. In febbraio è uscita la seconda demo che, credendo alle informazioni su Facebook, sarà ottenibile sotto forma di cassetta da marzo.

Preferite ascoltarvi un disco che dura oltre un'ora, lento, noioso e con magari due o tre pezzi validi, oppure lasciarvi sventrare da una registrazione di una decina di minuti che giunge immediatamente al nocciolo della discussione? Coloro che si sentono attratti dalla prima possibilità possono tranquillamente prendere le loro giacche e uscire, il guardaroba è nel burrone, mentre gli altri possono restare qui a combattere la crociata nel nome del metallo corazzato.

Mi convince sempre più l'idea che questi norvegesi si lascino trascinare parecchio dal thrash teutonico più brutale apparso negli Anni Ottanta. D'accordo, qualcuno affermerà che si trovano anche tocchi di Slayer, ma — parliamoci chiaro — dove non scoprirne nella musica dura? Il mio orecchio filtra anche lo stile dei Protector di "Misanthropy" e naturalmente tanti altri classici dell'epoca. La brutalità immane di queste quattro canzoni dovrebbe lasciar gonfiare il pacco a tutti quelli che sono assolutamente impermeabili alla melodia. Quando qualcuno vi si presenta dicendo di chiamarsi "Violent Death", non vi aspettate certamente una persona che a casa propria celebri un feticcio rosa e profumato. Velocità, marciume, rabbia, violenza... queste sono le spezie con cui si condiscono gli ascolti. Sì, con piacere ci lanciamo all'attacco di tutta quella marmaglia insulsa che avvelena, impesta e diluisce il nobile sangue del metallo privo di compromessi. Respiriamo profondamente e godiamoci l'odore acre della cordite, del sangue dei numerosi nemici caduti e della gloria immensa dataci dalla vittoria sul campo dei generi musicali estremi.

Siete ancora qui a leggere? Andate ad ascoltare... al passo di corsa, marsch!

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lunedì 13 maggio 2013

INFANT DEATH - Demo


Informazioni
Gruppo: Infant Death
Titolo: Demo
Anno: 2013
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Prostata Records
Contatti: infantdeath.bandcamp.com
Autore: ticino1

Tracklist
1. Prosecutor
2. Torment Syndrome
3. Death Throat
4. Ritual Burning
5. Slave To The Grave
6. Unholy Terror

DURATA: 14:13

Sapete che cosa significhi per un genitore la morte di un infante? No? Il gusto nella scelta dei nomi per i gruppi non è mai stato un tema senza controversie. Non fraintendetemi, non ho nulla contro la provocazione, desidero solo svegliarvi un attimo.

Al momento in cui batto questa recensione il gruppo di Trondheim ha già pubblicato la seconda demo in questo giovane 2013. Andiamo per ordine e iniziamo la vivisezione della prima cassetta limitata a cento esemplari. Gli avari fra voi potranno naturalmente approfittare dei vantaggi offerti dal Web 2.0 e assorbire le note sotto forma di zeri e uno dal sito Bandcamp dei ragazzi.

Thrash classico, grezzo e brutale vi attende sulla soglia di casa. Aprite la porta e, mentre l'ascia cala impietosa sul vostro capo, l'atto di coprirvi col braccio si rivelerà inutile, vedrete gli Anni Ottanta scorrervi davanti agli occhi. Non li avete mai vissuti? Forse vi siete reincarnati e avete ora l'onore, terminando la vostra breve vita, di vedere i primi Kreator massacrare timpani, di vivere i vecchi Sodom all'opera durante lo sgretolamento di orecchie delicate. La vostra mente contenuta in un cervello già intaccato dalla lama affilata di quella scure, che ha fenduto la vostra fronte, riesce ora solo a immaginare come potrebbe essere bello sentire ancora una volta note violente ed efficacemente brutali come quelle degli amati Aura Noir. Troppo tardi.

Lancio un appello ai sopravvissuti: andate al macello e ascoltate il lavoro degli Infant Death.

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lunedì 6 maggio 2013

PAYSAGE D'HIVER - Das Tor


Informazioni
Gruppo: Paysage D'Hiver
Titolo: Das Tor
Anno: 2013
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Kunsthall Produktionen
Contatti: myspace.com/paysagedhiver
Autore: ticino1

Tracklist
1. Offenbarung
2. Macht Des Schicksals
3. Ewig Leuchten Die Sterne
4. Schlüssel

DURATA: 79:52

Sono pochi i gruppi che riescono a stabilirsi in una nicchia e a mantenere per anni sveglio l'interesse degli ascoltatori. I Paysage D'Hiver, originari del Canton Berna e formati dal solo Wintherr — che milita anche nei Darkspace — appartengono a questa élite. Un ellepì non è mai stato pubblicato e alcune delle cassette demo come quella discussa qui, limitatissime, sono state ristampate su CD e tuttora ambite dal pubblico internazionale.

Siamo nel 2013 e il progetto si ripresenta in sordina dopo sei anni con un lavoro intitolato "Das Tor" ("Il Portale") che si ricollega alle opere uscite nell'ultimo decennio. Come d'abitudine le tracce sono lunghe e la durata di quasi ottanta minuti si distribuisce dunque su soli quattro capitoli. La ricetta degli svizzeri la conoscete: sfondi pieni d'atmosfera offrono l'impalcatura su cui si arrampicano scale di chitarra spesso veloci e ossessive; la voce soffocata o sussurrata è solo un altro strumento nel complesso che l'ascoltatore dovrà considerare in blocco per gustarne la freddezza. L'atmosfera non è solo gelida, ma raggiunge temperature a dir poco artiche, anche grazie alla produzione lo-fi, e sarà la colonna sonora ideale per una passeggiata nell'oscura foresta durante una sferzante tempesta di neve nel prossimo inverno.

I quattro episodi riveleranno all'ascoltatore attento dei paragrafi che gli costeranno una bella fetta di concentrazione, per non fargli perdere la vista d'insieme. Parti di parlato in "Offenbarung" ("Rivelazione") danno un tocco quasi mistico a un disco che è già molto profondo a livello sentimentale; la varietà di sfumature presentate dai Paysage D'Hiver lascia a volte venire la pelle d'oca. La seconda pista, "Macht Des Schicksals" ("Forza Del Destino"), è molto forte e, dopo una lenta introduzione, si scatena in pura disperazione che assale il pubblico con la sua amarezza. In contrasto a questa rassegnazione troviamo "Ewig Leuchten Die Sterne" ("Le Stelle Brillano In Eterno) che grazie alla sua lentezza lascia trasparire un minimo di speranza e di oppressa gioia. Dopo l'immancabile intermezzo di vento feroce che sferza il viso, il lavoro termina con "Schlüssel" ("Chiave"), traccia nuovamente veloce e particolarmente zeppa d'atmosfera meditativa e ancora arricchita da un passaggio di parlato. Sul sito della Kunsthall questa demo appare nella lista di registrazioni che saranno pubblicate in futuro in versione digipak A5, ormai tipica per la casa appartenente a Wintherr.

Il gruppo bernese resta fedele a se stesso, rimanendo indigesto alla maggior parte dei metallari neri ed è un bene che sia così. I Paysage D'Hiver non hanno mai avuto la pretesa di raggiungere le masse con la loro arte e ci rendono davvero lieti non viziando le orecchie indegne dei... "veri blackster" che vivono la moda perché dotata di una immagine figa e malvagia.

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lunedì 22 aprile 2013

APOCRYFAL - Ravens


Informazioni
Gruppo: Apocryfal
Titolo: Ravens
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/apocryfal - facebook.com/Apocryfal - apocryfal.band[at]gmail.com
Autore: Akh.

Tracklist
1. Dark Matter
2. Ravens
3. Script

DURATA: 11:50

Formatisi nel 2009 e.v. in quel di Jyväskylä, ridente cittadina della Finlandia, gli Apocryfal — dal greco απόκρυφος, composto di ἀπό ("da") e κρύπτω (nascondere), "ciò che è tenuto nascosto" — realizzano il primo demo "Ravens" ("Corvi", intesi probabilmente sia come segno di sventura sia come messaggeri di Odino), il cui tessuto sonoro è basato su un Death Metal di varie estrazioni. Accolgo con piacere il lavoro dei cinque ragazzi, in quanto gli ultimi ascolti del D.M. finnico (in particolare di Serpent Ascending e Forgotten Horror) mi hanno molto esaltato e convinto che questa scena goda di una certa salute.

Gli Apocryfal esordiscono con questo demo promo di tre pezzi che già preannuncia guerra e di cui le etichette dovrebbero interessarsi poiché i progetti del gruppo scandinavo sarebbero quelli di esordire su cd ed entrare in studio per registrare i nuovi brani assieme a un certo Dan Swano nel mese di agosto. Le coordinate su cui si muovono sono una miscela esplosiva di influenze polacche (Vader, Azarath, Behemoth in primis) e una certa fascia di Death Metal di estrazione americana, generando quindi un mix letale di atmosfere dall'incedere assolutamente devastante, sia per quanto riguarda il songwriting sia per la corposità del suono e della produzione. Se infatti "Dark Matter" si impossessa di alcune lezioni di Nergal & Co., già con "Ravens" i lidi d'oltreoceano vengono maggiormente evidenziati nonostante lo stile dei pezzi sia assolutamente omogeneo e non risulti mai procedere a strappi, bensì in maniera molto coinvolgente e ben equilibrata, come si evidenzia pure in "Script" dove Immolation e Behemoth si fondono alla perfezione, dando l'impressione precisa di essere in presenza di una macchina inarrestabile votata all'assalto nudo e crudo.

Se infatti qualcuno potesse avere dubbi, la forza di questa alchimia risiede proprio nel collettivo, nel quale la voce di Pasi e le dinamiche di Juho aprono spesso strade verso territori U.S.A. o nel caso di quest'ultimo anche inflessioni verso lo stile di Inferno, manifestando un'ottima preparazione tecnica; Joni, Juha e Mikko invece macinano e sciorinano tonnellate di morbosa e brutale atmosfera, alternando i frangenti a seconda del proprio estro, fornendo una prestazione inappuntabile a suon di riff granitici e corposi e scudisciate gravi e ricche di momenti che si ripropongono in un alone misterico dai richiami indubbiamente neri.

Un plauso va anche alla produzione che sa fare risaltare il tutto, veramente notevole per essere di un gruppo che è al primo demo. Pulizia e potenza si legano a impatto e equilibrio, creando un connubio ben amalgamato di brutalità e violenza, in maniera che ogni millesimo di questi tre pezzi possa essere goduto al massimo del proprio potenziale (grazie anche a uno spessore delle fasce basse veramente efficace). Gli Apocryfal oltre a essere un gruppo capace tecnicamente sanno anche come esporre le proprie idee, assaltando gli ascoltatori che non potranno che godere di tutto ciò.

La Finlandia continua a non deludermi, per chi ama queste sonorità potrebbero essere indiscutibilmente un'ottima scoperta, ovviamente il consiglio per tutti è di non lasciarseli scappare: relegarli in una dimensione di demo "perenne" sarebbe veramente infausto, in quanto già da ora valgono enormemente di più.

I Corvi scendono dalla Finlandia, assieme a loro: l'apocrifa liturgia.

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lunedì 14 gennaio 2013

A.DEATH.EXPERIENCE - Experience 2008


Informazioni
Gruppo: A.Death.Experience
Titolo: Experience 2008
Anno: 2008
Etichetta: Autoprodotto
Provenienza: Germania
Contatti: Sito - Facebook - Myspace
Autore: Akh.

Tracklist
1. Lost In Illusion
2. Into Purple Skies
3. Chaos Vision

DURATA: 14:35

Proveniente dalla Germania, andiamo a recuperare un demo. Perchè interessarsi a tre pezzi di quasi cinque anni fa? Perchè i talent scout di Aristocrazia (nel nome di Mourning) vi vogliono bene e se amate il Melodic Death Metal vi segnerete immediatamente questo nome e ci ringrazierete.

Ovviamente chi ci legge saprà che il MDM moscio non mi entusiasma neanche un pochino, ma quando è incazzato e gira alla grande mi esalta in maniera incontrollabile e i nostrani Joyless Jokers mi hanno ricordato quanto sia possibile questo accostamento.

Saprete fin da subito che gli A.Death.Experience suonano alla grande e cercano di reimpostare le regole auree (che hanno spinto gli scandinavi a divenire gruppi semi pop) di questo genere, andando a spingere e picchiare su linee dal sapore In Flames, At The Gates, Arch Enemy ma prendendo esclusivamente il meglio dai gruppi menzionati e inserendoci pesantissime dosi di personalità. L'arrembante "Chaos Vision" è un immediato esempio di come girino questi ragazzi, nella parte centrale spunta pure un blastato da cui la chitarra di Paul graffierà con un riffing ispiratissimo e sempre molto fantasioso (questo per tutta la durata del demo in questione).

A mio avviso che questi teutonici siano senza contratto pare inverosimile, possibile che il pubblico di estrazione metal non richieda l'attenzione su musicisti di questo calibro? No signori, non è possibile! Tornatevi a spappolare le orecchie su una devastante "Lost In Illusion" in cui la potenza debordante delle pennate espresse vi farà alzare le chiappe dalle vostre comode poltroncine, dove un indiavolato Micha vi perseguiterà a suon di doppia cassa, bastonate e giri di batteria su cui esprimere tutto il proprio talento.

Ci sono stacchi e ripartenze, momenti di riflessione (come nell'introduzione di "Into Purple Skies" con annesso "destruction mode" a seguito) e tanta tanta voglia di sfasciare tutto ciò che sta attorno. Le linee vocali passano da timbriche aspre a parti growlate alla faccia di chi pensa che le sonorità melodiche siano solamente per il piacere di signorine e invertebrati.

Signori, se teniamo conto che questo demo ha cinque anni e ne ascoltate le sonorità non ci crederete tanta è la bontà! Pulizia e potenza, tecnica e fantasia, abbinamenti che non potranno veramente lasciarvi indifferenti e se inseriamo la mia variabile preferita, ovvero la Violenza!, non potrete non dar ragione ad Aristocrazia Webzine nel supportare questa band di indubbio talento.

Il lavoro appena visionato è liberamente scaricabile; quindi label, ascoltatori, addetti ai lavori, visitate il loro Bandcamp ed alzate il volume al massimo... Un'esaltante Esperienza di Morte vi attende, è ora che paghiate il vostro debito.

Supporto!

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lunedì 24 dicembre 2012

<0>>0< - Kaleidoscopic Black Depression


Informazioni
Gruppo: <0>>0<
Titolo: Kaleidoscopic Black Depression
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/00/336116306534
Autore: M1

Tracklist
1. Nebular Death
2. Black Stellar Depression
3. Abysmall Travel
4. Fourth Dimension Of My Broken Mind
5. Cosmic Overload
6. Escape From Life On Earth

DURATA: 37:01

Sul finire dell'anno torno a occuparmi di una demo (in realtà del 2010), dopo Ak-11 e Rise Of Malice è il turno del progetto di <0>>0< che porta il nome dello stesso factotum e prende le mosse dal black metal più grezzo e sporco (non per nulla la breve presentazione in mio possesso cita la scena francese come influenza primigenia), muovendosi verso atmosfere cosmiche anche grazie al contributo di synth gelidi.

"Kaleidoscopic Black Depression" racchiude le primissime composizioni della one-man band che per generare questo senso di depressione si affida a un vero caleidoscopio di sonorità. "Nebular Death" valorizza la semplicità come principio cardine del black metal, con lo scream filtrato a lacerare le nostre orecchie che si adagia su un contesto sonoro lo-fi, mentre i rallentamenti centrali "omaggiano" il maestro Burzum. "Black Stellar Depression" invece sposta le coordinate del metallo nero in direzione di quel post rock / shoegaze molto in voga oggi, fatto di bordate di feedback e sensazioni prettamente sognanti ma <0>>0< rifugge qualunque velleità "commerciale" o di facile presa, tanto che la prova vocale resta sprezzante e l'atmosfera annerita. Terzo giro e terzo "pezzettino" di vetro con diversa sfumatura che si rivela al mio occhio, "Abysmall Travel" è una traccia ambient / noise molto semplice che sinceramente non mi ha convinto molto, l'ho trovata infatti eccessivamente minimale e spoglia in proporzione alla sua durata (otto minuti), piuttosto oscura e misteriosa quindi poco in linea con le sensazioni di sofferenza e malessere espresse in precedenza; c'è da dire però che queste sonorità così "pure" mi risultano parecchio ostiche.

Nonostante "Fourth Dimension Of My Broken Mind" mi porti alla mente per qualche istante iniziale i primissimi Dimmu Borgir, non voglio fuorviarvi con le associazioni mentali del mio cervello. Il nome adatto a orientarvi potrebbe infatti essere quello di ColdWorld per i caratteri di gelo e malinconia impressi, pur non avendo a che fare con una copia, o peggio un plagio, di quel gioiellino che risponde al nome di "Melancholie²", date anche le tastiere meno presenti in primo piano. Ovviamente <0>>0< non si trova ancora su quei livelli, però "Kaleidoscopic Black Depression" è un biglietto da visita interessante, che lascia aperte strade diverse per il futuro ma tutte quante degne di essere tenute in considerazione. Inoltre il Nostro sembra maneggiare bene la materia sonora, rendendo ogni elemento funzionale all'affresco complessivo, ad esempio l'approccio lo-fi non è una mera ostentazione "fumosa" e la batteria, per quanto mostri un po' la corda nei frangenti più accelerati come la cruda "Escape From Life On Earth" (è stata registrata con un solo microfono), viene saggiamente tenuta in seconda piano.

Non so quindi quale sarà il preciso percorso futuro di <0>>0<, ciò nonostante sono certo varrà la pena non perdere di vista il ragazzo e la sua produzione musicale, sperando di poter recuperare in formato fisico le prossime uscite.

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domenica 23 dicembre 2012

FROSTHAMMER - The Cold Wind Of Eternity


Informazioni
Gruppo: Frosthammer
Titolo: The Cold Wind Of Eternity
Anno: 2011
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/Frosthammer/114251318650117
Autore: Mourning

Tracklist
1. Druids
2. Allegiance Of The Wolf
3. The Wizard's Gold
4. Shining Light
5. You Don't Know The Meaning Of Cold
6. Where The Northern Wind Doth Blow (Part 3) - Abandoned In A Forest Of Wolves

DURATA: 35:08

Facciamo un piccolo passo indietro, mi è capitato fra le mani "The Cold Wind Of Eternity", il quarto demo dei canadesi Frosthammer rilasciato nel 2011, anno che li ha visti pubblicare anche il debutto "Nexus Of Time" da me recensito.
I trentacinque minuti raccolti in questa uscita palesavano al tempo molti dei difetti e dei pregi che verranno successivamente riversati nel primo disco. La formazione riesce a essere espressiva, a catturare più con il suo mood pagano e naturalistico che con la crudezza del black metal. Sono le fasi atmosferiche a regnare, l'operato dei synth e il sinfonismo mai esasperato mettono in evidenza la parte migliore di un suono che soffre di un lavoro di batteria decisamente inadatto, non tanto per le tempistiche utilizzate quanto per il suono privo spessore. Inoltre le aperture in voce pulita così flebili mi ricordano che purtroppo furono una delle note meno brillanti di "Nexus Of Time", proprio perché incapaci di accrescere o quantomeno supportare degnamente l'aspetto ambientale, al contrario dello scream che in questo caso e nell'opera successiva dimostrò di essere più efficace.
Gli spunti di interesse e una discreta forma compositiva non sono mai del tutto mancati ai Frosthammer, pezzi come "Allegiance Of The Wolf", la conclusiva "Where The Northern Wind Doth Blow (Part 3) - Abandoned In A Forest Of Wolves" e "Shining Light" facevano intravedere quale sarebbe potuto essere il successivo step della band, con una quiete scura e spesso accompagnata dal piano a favorire quella sensazione di spazio aperto che tanto aggrada ai canadesi.
La formazione è sempre andata in crescendo seguendo il motto "chi va piano, va sano e va lontano", però ogni tanto uno scatto in avanti repentino permetterebbe di acquisire una maggiore sicurezza dei propri mezzi. Ci riusciranno? A marzo è stato rilasciato "Evocation Of The Forbidden Summoning", l'ennesimo demo, e dato che nulla è cambiato nelle modalità di utilizzo del loro Bandcamp potete ancora scaricarne i lavori gratuitamente: perché non dedicare a questi ragazzi un po' del vostro tempo?

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lunedì 10 dicembre 2012

INVERTED PYRAMID - Anti-Cult

Informazioni
Gruppo: Inverted Pyramid
Titolo: Anti-Cult
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/Inverted-Pyramid/160757000688553
Autore: Mourning

Tracklist
1. Absolute
2. Flag Of Fear
3. Mass Sacrifice
4. Black Misery
5. March Of The Rotten Corpse

DURATA: 23:35

L'underground death metal italiano continua a produrre giovani virgulti pronti a randellare e disseminare puzzo di morte, dalla Toscana giungono a noi gli Inverted Pyramid. Il quartetto composto dalle due asce/cantanti Ruggero Manetti e Matteo Santoni, dal bassista Giacomo Iarrobino e dal batterista Glauco Ricoveri ha da poco rilasciato in formato digitale la prima demo "Anti-Cult", contenente cinque pezzi per quasi venticinque minuti di musica.
I ragazzi sono cresciuti a pane e death anni Novanta, i brani sia per produzione, decisamente ben fatta nella sua forma "grezza" che mantiene vivi i suoni, sia per il groove imposto e la schietta irruenza con la quale si espongono portano alla mente nomi di primo piano della scena statunitense quanto di quella europea, infatti se da un lato si possono annotare Autopsy, Gorguts della prima era e la malignità di Morbid Angel e Immolation, dall'altra rimandi a Carcass e alla Svezia che conta non mancano di certo; è palese che al giorno d'oggi non s'inventi più nulla ma con riferimenti simili si va quanto meno sul sicuro.
Da rilevare inoltre c'è una forma canzone più che discretamente matura nel suo svolgersi, più che adatti i cambi di tempo e il modo con il quale le due voci, quella in growl e quella in scream, si amalgamano, non sempre perfettamente ma sono efficaci per l'utilizzo richiesto.
È altrettanto fruttuosa la prestazione strumentale nel complesso, sia il groove a essere favorito in "Flag Of Fear", il pestaggio in velocità di "Black Misery" o un'articolazione più ampia ed espressiva come quella esposta in "Absolute", la traccia apre il demo con un' introduzione atmosferica non lontana da memorie Opeth dei tempi che furono e si avvalora anche di una sensazione di marcio considerevole, gli Inverted Pyramid sembra proprio si trovino a loro agio.
"Anti-Cult" è una base quadrata, stabile, sulla quale la band può pensare idealmente di costruire e migliorare il sound rendendolo lievemente più vario, offrendo più spazio alle divagazioni solistiche, puntando magari a produrre un secondo demo o un ep per testare l'avanzamento dei lavori in corso prima di approdare a un'uscita di stampo full.
Teneteli d'occhio, l'Italia death sta crescendo veramente bene e gli Inverted Pyramid sono decisi a farne attivamente parte.

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lunedì 3 dicembre 2012

EISWERK - Die Ruhe Vor Dem Sturm


Informazioni
Gruppo: Eiswerk
Titolo: Die Ruhe Vor Dem Sturm
Anno: 2011
Provenienza: Schlagenhofen, Bavaria, Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: eiswerkofficial.com
Autore: Bosj

Tracklist
1. Der Bestimmung Entgegen
2. Die Ruhe Vor Dem Sturm
3. Bis Zum Ende
4. Trollfeuernacht
5. Rachefeldzug
6. Adlerherz
7. Vor Den Toren
8. Zum Altern Thorvald
9. Todesschrei
10. Blutsee - Die Jagd Teil 1
11. Blutsee - Die Wahrheit Teil 2
12. Sonnenuntergang
13. Das Letzte Abendmahl
14. Weltenklang

DURATA: 45:36

È stato molto divertente scoprire dell'esistenza degli Eiswerk: sembra di fare un viaggio in altri tempi, ad un'epoca in cui il metal era suonato perché non era altro che una passione, un'urgenza artistica, senza nessuna velleità da rockstar o la sbruffonaggine che oggi è con molti gruppi inclusa nel prezzo del biglietto.
I sei giovinastri bavaresi sono invece disponibilissimi, non vedono l'ora di suonare, di diffondere la propria musica e di divertirsi lungo il tragitto, tutto con grande umiltà; dalla pagina Facebook iperattiva, al canale di Youtube dove questo loro primo lungo demo è interamente ascoltabile, tutto lascia intendere la passione ardente per la musica e la genuinità d'intenti.
I ragazzi hanno messo in piedi tutti da soli (il disco è rigorosamente autoprodotto) un progetto davvero fuori di testa: immaginate l'approccio musicale dei Finntroll, mischiatelo alla follia dei Trollfest e buttate nel calderone soluzioni sonore che non vi sareste mai e poi mai aspettati e forse avrete una lontana idea di cosa troverete in "Die Ruhe Vor Dem Sturm". Forse.
L'album, per quanto venga dichiarato demo, è in realtà più che sufficiente per essere considerato già di per sé vero e proprio full lenght di debutto: tredici brani più intro iniziale per oltre tre quarti d'ora di musica sono abbastanza esplicativi relativamente alla verve compositiva degli Eiswerk. Soprattutto, all'interno del platter non troverete un brano uguale al successivo: anche nei momenti più classicamente heavy, dove il riffing granitico vuole imporsi quale protagonista ("Todesschrei") incontrerete assurdi stop and go, mini assoli di batteria, improbabili assoli di chitarra, cose dell'altro mondo.
Un pezzo come "Trollfeuernacht" non può non lasciare il segno: cambi di tempo, trombette e casino di vario genere con tastiere in primo piano sono sintomo di fortissimo disagio sociale, e per questo una meraviglia.
"Adlerherz" gareggia sicuramente per la posizione di brano più improbabile: tra tastiere, xilofoni, chitarre che si rincorrono, scacciapensieri (sì, proprio lo scacciapensieri) e chi più ne ha ne metta, l'operato dei Tedeschi non può non divertire, pur con le sue pecche e i suoi limiti.
L'autoproduzione non è particolarmente pulita, anzi tende ad essere pastosa e alle volte sacrifica gli strumenti tradizionali, soprattutto le chitarre, che a loro volta non sono proprio pregevolissime, suonando molto zanzarose e poco corpose, la maggior parte delle volte più cacofoniche che piacevoli. Il discorso è che, per quanto la cosa normalmente significherebbe la piena insufficienza di un album, nel caso degli Eiswerk e del loro lavoro un aspetto del genere passa in secondo piano, tanti elementi spuntano da un momento all'altro, nella più totale follia delle registrazioni.
Chiunque sia in cerca di suoni convenzionali e "di scuola" è avvisato: stia alla larga. Per affrontare un disco di questo genere sono fondamentali e necessarie una grande apertura alle contaminazioni (anche totalmente fuori contesto) e tanta, tantissima ironia.
Ad oggi, il secondo lavoro dei ragazzi bavaresi è prossimo al completamento, speriamo levighino le imperfezioni e smussino gli angoli del loro operato, perché se questa è davvero "La Calma Prima Della Tempesta", ne vedremo delle belle.

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lunedì 26 novembre 2012

BÖLZER - Roman Acupuncture


Informazioni
Gruppo: Bölzer
Titolo: Roman Acupuncture
Anno: 2012
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: soundcloud.com/bolzer
Autore: ticino1

Tracklist
1. Roman Acupuncture
2. Soul Eclipse
3. Zeus - Seducer Of Hearts

DURATA: circa 12:00

Che cosa hanno in comune Inquisition e Bölzer? Esatto, sono entrambi duetti. Una tale costellazione, e qui intendo dalla A alla Z, anche in concerto, è rara nel metal. Il difficile è riuscire a comporre pezzi che anche con due strumenti, tre se vogliamo contare la voce, riescano a riempire l’atmosfera d’ascolto in salotto e sul palco. La coppia di musicisti zurighese adempie efficientemente quest’arduo compito con scale, che guardano sì verso nord, ma che ostentano anche un potenziale creato da idee proprie riprodotte in maniera affiatata. Come si dice? Troppi cuochi rovinano il brodo. Detto tra parentesi: i ragazzi hanno già suonato in Nuova Zelanda, forse ospiti dei Diocletian con cui sono stati in tournée (vedi il mio articolo).

La prima canzone, che porta il titolo ironico della cassetta demo, è un massacro black death che rammenta qui e là alcuni cugini canadesi, che si mostrano spesso e volentieri addobbati di catene, e vizia l’ascoltatore con dei passaggi interessanti, mantenendo desto l’orecchio. “Soul Eclipse” è più lineare nell’esecuzione, anzi, trascinante, e accende ricordi scandinavi della prima ora, diluiti da sequenze a rallentatore, a volte quasi raccapriccianti, accompagnate da parti vocali strazianti. La terza pista pare muoversi nella falsa riga della prima, tende, però, ad attanagliare l’ascoltatore con il ritmo delle mandibole di un coccodrillo intento a ingoiare la preda.

Che dire? Primo demo per un gruppo che non solo cela nella scarsella parecchie idee ma anche un grande potenziale di sviluppo ed evolutivo. Non abbiate timore, sono due che sanno il fatto loro; la chitarra spacca e la batteria è piena di fantasia. Spero che i Bölzer mantengano il concetto di duo e nel frattempo li terrò d’occhio, come lo farete pure voi. Ne sono sicuro.

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MYSTERIA NOCTIS - Logos


Informazioni
Gruppo: Mysteria Noctis
Titolo: Logos
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: piccinini.giacomo[at]gmail.com - myspace.com/mysterianoctis
Autore: Akh.

Tracklist
1. Logos

DURATA: 10.22

Provenienti da Como, si affacciano al panorama musicale i Mysteria Noctis, giovanissimo combo che con il demo "Logos" vuol rompere il ghiaccio e far circolare il proprio nome. Il brano in questione data la lunghezza ci fa percepire che abbiamo davanti un gruppo volenteroso che non teme questo tipo di strada.

La musica che si va ad ascoltare è un Techno-Death con forti aperture Rock oriented, soluzione che potrebbe essere vista come una miscela di Opeth, Atheist (da ascoltare gli stacchi jazz), Soul Grind (Davide Mauro mi è tornato alla mente moltissimo ascoltando le parti soliste e certe ritmiche di Alessio Negretti), alternanze molto jazzy oppure blues e spunti ispirati ai '70, in cui il pensiero è andato ai Phlebotomized; in certi frangenti tastieristici però anche agli Amorphis e i Dream Theater sono stati un riferimento, fino all'apparire in chiusura di canzone di una pennata tipicamente Rotting Christ.

Il brano quindi è assolutamente variegato, ci sono i classici attacchi monolitici tipici del settore D.M. e una voce (quella di Alberto) che si divide fra growl pregevoli di scuola olandese e aspri scream; il lavoro di Giacomo alla batteria è molto ben fatto e dinamico (forse un po' dura la sensibilità nelle parti veloci, ma buono nel variare gli stili), stessa cosa si può dire delle tastiere di Matteo che si snodano fra le influenze sopraindicate. Se non fosse che i nostri comaschi sono tutti di giovane età, penserei a musicisti già ampiamente rodati a livello tecnico e che si attrezzano per sperimentazioni estreme.

L'età ha in sé almeno una pecca: il limite, se così si può dire, di un gruppo al primo brano è il fatto che i vari innesti sembrano più situazioni a sé stanti che un insieme eterogeneo ma compatto. Si passa quindi da sfuriate tipicamente Death a stacchi talvolta un po' troppo netti o per i quali si sarebbe potuta arrangiare meglio l'entrata. Con ciò non pensiate che il tutto sia in uno stato embrionale, assolutamente no: ci sono acerbità ma il potenziale sia tecnico che emotivo è ottimo e "Logos" sta a manifestare che i Mysteria Noctis hanno voglia di crescere e migliorarsi, i demo servono anche per questo, per crearsi esperienza.

Attendiamo gli sviluppi e seguiamo questo nome, se riusciranno a limare certe situazioni e troveranno una identità più marcata potremo ricevere cose più che interessanti, nel frattempo questo è un demo dedicato a metallari con una certa voglia di materiale aperto a più sonorità e sicuramente troveranno suoni idonei ai loro gusti.

Se volete quindi dare un ascolto a "Logos" supportateli, sicuramente come introduzione è degna di merito.

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lunedì 29 ottobre 2012

KLEPTOCRACY - Ruled By Thieves


Informazioni
Gruppo: Kleptocracy
Titolo: Ruled By Thieves
Anno: 2012
Provenienza: USA
Etichetta: autoprodotto
Contatti: kleptocracy.bandcamp.com - kleptocracy.of.fire[at]gmail.com
Autore: ticino1

Tracklist
1. Brain Rot
2. Kleptarchy
3. Pointless War
4. Jingoism
5. Ecocide
6. Criminal Authority

DURATA: 18:16

Mi succede raramente di ricevere richieste da gruppi, e usando questo termine intendo quelli che non hanno solo pure ambizioni commerciali, per scrivere una recensione su un lavoretto. Con piacere ho dato un ascolto a quello dei Kleptocracy. Siccome il nome della formazione è interessante, vale forse la pena di spiegarlo succintamente: governo ladro. Ecco, molti di voi sapranno ora dove vivono...

L’offerta è una cassetta limitata a venticinque copie tutte prodotte in casa, fattore che non condanna questa demo. Il motivo di base è un thrash sporco, rozzo, diretto e di vecchia scuola. La produzione casalinga evidenzia quella passione per lo spirito passato e accompagna l’ascoltatore verso il lato più oscuro del genere. Con questa ricetta si può sbagliare tutto, finendo in mezzo alla massa mediocre, oppure vincere, vendendo la propria anima al diavolo per divertire il pubblico con intrattenimento di classe.

Mike Robitaille ci mostra la sua grande passione per il metal dei tempi d’oro, vira così verso la seconda strada, e voi potete sostenerlo scaricando il suo lavoro su Bandcamp in cambio di tre dollari oppure scrivendogli per ricevere la cassetta, vero oggetto da collezione che vi ripagherà del fatto di vivere in un paese retto da ladri.

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lunedì 22 ottobre 2012

PERCEVERANCE - Persistence In Time

Informazioni
Gruppo: Perceverance
Titolo: Persistence In Time
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/perceverancesv - perceverance[at]hotmail.it
Autore: Dope Fiend

Tracklist
1. Gambling With The Death
2. Soldiers Of Tomorrow
3. Chaosgeddon
4. The Evil Of A Time To Come

DURATA: 22:30

I Perceverance sono un quartetto savonese formato da musicisti non proprio inesperti e la cui opera prima è un demo dal titolo "Persistence In Time".
Non vi tedierò con i particolari di come io sia venuto in possesso di questo disco ma vi posso riferire come il tutto sia stato frutto di un incontro che definire fortuito sarebbe decisamente un eufemismo.
Bando alle ciance: i Perceverance si presentano a noi con quattro tracce che sono indubbiamente devote al Thrash d'annata e dunque, fatta questa premessa, non vi stupirete nell'ascoltare una "Gambling With The Death" che pesca a piene mani dalla Bay Area, mettendo un accento marcato sull'influenza dei Metallica (mi sembra scontato dire che parlo del periodo in cui i signori di Frisco erano ancora una band con i coglioni e non soltanto un manipolo di troie da baraccone) e, in particolare, di Mr. Hetfield per quanto riguarda l'apporto vocale.
Molto piacevole, oltretutto, la lieve inflessione Heavy che serpeggia in "Soldiers Of Tomorrow" (è solamente mio il problema di udito che mi spinge a sentire i WASP nell'introduzione del pezzo?) che, tuttavia, si tramuta presto in un episodio che richiama in maniera inequivocabile l'incedere tipico che è sempre stato il marchio di fabbrica dei Megadeth.
Stiamo però parlando di Thrash, giusto? E allora non possono mancare tracce come "Chaosgeddon" e "The Evil Of A Time To Come" in cui emerge sfrenato l'impianto sonoro del Thrash più ruvido, solidi assalti che in alcuni frangenti non disdegnano di strizzare l'occhio al modo tedesco di intendere il genere e che si distendono bene in fasi arpeggiate e soliste davvero di ottima fattura.
Ciò che più ho apprezzato in questa prova è l'assenza di "frociaggini" moderniste e porcherie similari: qualcuno di voi potrà obbiettare che il revival Thrash è ormai un fenomeno consolidato ma, nonostante non sia una scena che seguo così attivamente, ritengo che qualche buona cosa ne sia uscita con gli anni e, a mio parere, i Perceverance possono essere considerati in questo numero.
"Persistence In Time", per quanto non foriera di originalità, è una piccola prova di passione e, in tutta onestà, credo che chiunque tra voi si diletti spesso con sonorità Thrash almeno una possibilità a questo prodotto nostrano dovrebbe concederla.

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lunedì 8 ottobre 2012

BLAND VARGAR - Notturno 11


Informazioni
Gruppo: Bland Vargar
Titolo: Notturno 11
Anno: 2012
Provenienza: Emilia Romagna, Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: blandvargar.bandcamp.com - facebook.com/blandvargar
Autore: Bosj

Tracklist
1. Preludio
2. Noir
3. Bivium

DURATA: 24:57

Qualcuno ha voglia di black metal? Di quello vero, quello duro, freddo, graffiante, non sempre velocissimo ma totalmente, completamente, incontrovertibilmente cattivo? Magari, perchè no, vogliamo trattarci bene e cerchiamo qualcosa che non abbia dalla sua solo furia e malvagità, bensì anche qualcosa di più, quella vena intimista, intrinsecamente esistenziale? Signore e signori, diamo il benvenuto ai Bland Vargar.
I quattro musicisti emiliani si presentano con una prima prova che è quasi un manifesto: al di là dell'introduttiva "Preludio", da poco più di un minuto, i due pezzi successivi, vero e proprio "cuore" del lavoro dei Nostri, si attestano intorno agli undici, dodici minuti ciascuno, eppure scorrono via che è un piacere, tanto che mi ritrovo a scrivere queste righe forse al nono, decimo ascolto filato di "Notturno 11". Tra reminiscenze dei primi Agalloch, degli Ulver degli anni d'oro, dei Negura Bunget che furono e degli immancabili Wolves In The Throne Room, tanto per fare i nomi più facili, "Noir" e "Bivium" sono due tracce che, pur nella loro profonda diversità, si fanno portatrici della stessa urgenza artistica, degli stessi umori e delle stesse sensazioni. La prima, una ricerca di sé ("da un abisso / a uno più profondo / mi sono svegliato / mentre cadevo / più in basso, oltre, il nulla") scandita da una maggior velocità, da una furia primigenia; la seconda, più lenta nella prima parte, più posata, ragionata, un'affermazione della propria essenza ("sono folgore, sono tempesta / sono le fronde e l'eterna pioggia / sono l'acqua che scorre / sono l'acqua che scorre contraria") su note esplicitamente debitrici della oggi definita "cascadian scene". Il tutto, come accennato, ponendo grande attenzione all'aspetto testuale, rigorosamente nella lingua di Dante (tuttavia nel booklet abbiamo anche le traduzioni in inglese) con costrutti latineggianti e addirittura una citazione dal sempreverde "Dune".
Aggiungiamo poi che, in piena tradizione agallochiana, all'acquisto del demo la band allegherà un rametto di nocciolo appenninico, e credo che ci si possa fare un'idea abbastanza precisa della proposta dei Bland Vargar.
Vorrei poter dire tanto altro, purtroppo il materiale di cui parlare è questo, quindi speriamo arrivi presto una produzione più corposa.

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lunedì 1 ottobre 2012

ANTIQUUS INFESTUS - The Cult Of Ra


Informazioni
Gruppo: Antiquus Infestus
Titolo: The Cult Of Ra
Anno: 2012
Provenienza: Cesena, Emilia Romagna, Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: antiquusinfestus.bandcamp.com/
Autore: Bosj

Tracklist
1. The Chapter Of Not Letting The Heart Of A Man Be Snatched Away From Him In Khert-Neter
2. A Hymn Of Praise To Ra When He Rises In The Eastern Part Of Heaven
3. Let Thy Salts Dry Out And Preserve More Flesh Than Bones
4. I Am The Flame That Illuminates The Millions Of Years To Come

DURATA: 17:55

Secondo demo in studio per gli Antiquus Infestus, formazione nostrana attiva dallo scorso anno che, nel tempo trascorso tra l'uscita di questo "The Cult Of Ra" e la pubblicazione di questa recensione (di cui approfitto per chiedere formalmente scusa alla band per la lunga attesa, purtroppo problemi personali mi hanno costretto ad uno stop di quasi due mesi), ha già pubblicato un primo EP. Considerando anche il primo demo autoprodotto dello scorso anno, non si può certo dire che ai Nostri manchi la voglia di fare.
Venendo al prodotto in questione, "The Cult Of Ra" è una release quadritraccia dalla durata poco superiore al quarto d'ora che, in caso non ve ne foste accorti, si pone sulla scia concettuale dei lavori dei sempiterni Nile di Karl Sanders. Al di là dei titoli interminabili e della tematica egizia, troviamo poi fortissimi rimandi musicali anche ai Behemoth del "secondo periodo", particolarmente nel riffing grosso e spesso che supporta le linee melodiche marcatamente arabeggianti ("A Hymn...") o che si pone in un ruolo più protagonista in altre situazioni ("Let Thy Salts..."). Ancora, a giustificare la classificazione dell'operato del gruppo come "death/black", c'è il cantato di Sverkel che, unito ad altre influenze chitarristiche, rimanda molto all'operato di Tobias Sidegard e soci, ragione sociale Necrophobic, e a tutta la scena scandinava che da loro e dai Dissection ha avuto origine.
Fatte le dovute introduzioni, poi, si segnala il fatto che le composizioni del trio emiliano, complice la mai eccessiva durata, scorrono piacevolmente tra un riff, un assolo e una strofa, nonostante la mancanza di momenti particolarmente personali. Per questo, tuttavia, c'è tempo; una band attiva da un così breve periodo, con tanta voglia di fare, è giusto che cerchi la propria strada e si assesti sulle proprie coordinate, prima di poter raggiungere quella maturità che, allo stato attuale delle cose, sembra essere a portata di mano.

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lunedì 17 settembre 2012

ANIMVS INFIRMVS - Nell'Odio


Informazioni
Gruppo: Animvs Infirmvs
Titolo: Nell'Odio...
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Mother Death Productions
Contatti: Myspace - Facebook - motherdeathproductions[at]hotmail.it
Autore: Akh.

Tracklist
1. Nell'Odio
2. Kalashnikov
3. Spedizione Punitiva
4. Divina Terra
5. Smarrito nel Buio
6. Lifeless [cover Darkthrone]

DURATA: 31:15

Nel 2012 e.v. a volte mi capita di chiedermi cosa sia oggi il metallo estremo a livello sotterraneo, non sempre mi giunge la comprensione, non sempre sono aiutato da gruppi, label e orde di nuovi "metallari" a trovare la risposta. Ringrazio quindi alcune fortuite occasioni in cui improvvisamente l'imbattersi in suoni viscerali, imperfetti, anacronistici spesso mi riattizza sensazioni che si sprigionavano alcuni lustri fa nei miei ascolti in vinile o cassetta.

In questa fascia posso da ora in poi annoverare pure il demo degli Animvs Infirmvs che grazie alla schietta Mother Death Productions viene ristampato in copia limitata (cinquanta pezzi) con l'aggiunta della cover dei Darkthrone già edita nel tributo italico alla seminale band norvegese.

La proposta è un concentrato di belluina furia Black Metal, che si riappoggia ad uno stile che cavalcava imperante nella primissima parte degli anni Novanta in tutto e per tutto. Parlando di influenze devo riferirmi perciò alla prima fascia della corrente scandinava con i già citati Darkthrone, Immortal e Gorgoroth, per il lato guerrafondaio agli austriaci Endstille, ma propenderei ad associare anche il più puro spirito underground italico degli anni '90, quello fatto di sale prove più o meno insonorizzate, polvere e umidità data dall'accumulo di energie e sudore che si trasformavano in pure odi al metallo maledetto e marcescente, dove gli istinti più viscerali prendevano forma senza chiedersene il come o il perché, ma venivano convogliati in conati di odio e distruzione.

Tutto il demo a partire dall'iniziale "Nell’Odio" fino a "Smarrito Nel Buio" semina terrore e odora di quel gelo genuino di una volta, la produzione in presa diretta acuisce maggiormente lo spirito cristallizzato in questi cinque brani intransigenti e devoti alla Nera Bandiera. Anche i piccoli stacchi arpeggiati (come in "Kalashnikov") o i sulfurei rallentamenti vengono utilizzati come armi di una "Spedizione Punitiva", atta semplicemente all’annichilimento. Niente fronzoli, le imperfezioni tecniche e di registrazione sono solamente un'altra lama con cui giungere alla frontiera e vedere il sangue del nemico riverso a terra.

Qui domina il vecchio cuore B.M., quello sporco, violento, sgarbato, che non guarda in faccia a nessuno, orgogliosamente fiero di se stesso; nessuna invenzione, nessuna mediazione, se non con la Madre Morte.

Pure fucking underground!

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