lunedì 12 agosto 2013

THRONE - Avoid The Light


Informazioni
Gruppo: Throne
Titolo: Avoid The Light
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Moonlight Records
Contatti: facebook.com/thronetheband
Autore: Dope Fiend

Tracklist
1. Prefer To Die
2. Buried Alive
3. 3 Days Of Rain
4. Black Crow
5. Snake Eyes
6. Forsaken
7. Smoke-Screen
8. Blaspheme
9. God Sent Me To Kill You
10. Red Sun Of The South

DURATA: 41:14

La Moonlight Records ha sempre dimostrato di essere un'etichetta foriera di qualità e questa volta ce lo ricorda promuovendo il debutto dei nostrani Throne, quintetto parmigiano che ha realizzato l'anno passato l'opera prima "Avoid The Light". È bene premettere che la musica di cui si parla non è originale e percorre sentieri già conosciuti e battuti, ma sarebbe davvero un imperdonabile errore liquidare un simile disco con queste poche parole.

Un'atmosfera cupa, malsana e soffocante viene evocata da pezzi come "Prefer To Die", "3 Days Of Rain" e "Forsaken": il mezzo utilizzato per raggiungere lo scopo è un Doom incestuato di mefitici risvolti Sludge che può spesso e volentieri ricordare i Crowbar. L'apparato sonoro dei Throne strazia e strangola, scortica e infetta, come a voler mantenere fede al titolo dell'album, risucchia inesorabilmente ogni spiraglio di luce in una spirale di insalubre oscurità. I cinque musicisti non sono degli sprovveduti e hanno ben chiare le proprie aspirazioni: corrodere e ridurre all'impotenza assoluta qualsiasi forma di vita si pari loro di fronte. Episodi come "Buried Alive", "Smoke-Screen" e "God Sent Me To Kill You" sono pesanti, ruvidi, massicci e rievocano influenze Southern unendole con un groove potentissimo e un'aggressività congenita che richiama il lato più furioso dei Pantera.

Le prestazioni di cui i Nostri si rendono protagonisti sono granitiche e solide: non pretendono alcun risvolto intellettualoide, ma vogliono semplicemente spaccarvi le ossa a suon di badilate. Sarebbe davvero impossibile non citare la violenza nera e asfissiante con cui ci travolgono "Black Crow", "Snake Eyes", "Blaspheme" e "Red Sun Of The South": i Throne anneriscono, annichiliscono, distruggono e polverizzano tutto ciò che incontrano sul loro cammino ed è interessante notare come mettano in atto codesto piano di sterminio. Le soluzioni adottate non fanno unicamente leva sull'utilizzo della forza brutale derivante dal retaggio Hardcore, ma si adattano perfettamente alle comparse di subdole e venefiche melodie e di pestilenziali rallentamenti psichicamente devastanti.

Alla resa dei conti, quindi, "Avoid The Light" è un debutto con gli attributi ottagonali. È un disco che con la propria schiettezza, pur non presentando innovazioni o sperimentazioni di sorta, colpisce esattamente dove deve, esplicando alla perfezione la funzione per il quale è stato concepito: demolire tutto. Avete perciò voglia di un album che vi frantumi l'apparato scheletrico, che vi investa e vi faccia a brandelli con la stessa cortese signorilità di un bulldozer cingolato? Perfetto: "Avoid The Light" e i Throne fanno precisamente al caso vostro!

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DRUG HONKEY


Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity, Fedaykin

Formazione
Honkey Head (Paul Gillis) - Tastiere, Voce, Campionamenti
BH Honkey (Adam Smith) - Batteria
Hobbs (Gabe Grosso) - Chitarra
Brown Honkey (Ian Brown) - Basso


I Drug Honkey sono in giro ormai da tempo, hanno infatti oltre una decade d'attività e quattro album in discografia. Nel 2012 rilasciarono l'album "Ghost In The Fire", da inserire doverosamente fra le uscite più cattive e malsane pubblicate in quell'annata e ora colgo l'occasione di approfonidire con voi la loro conoscenza dato che il cantante Paul Gillis (noto anche come Honkey Head) si è offerto di rispondere alle mie domande.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine, come va la vita?

Honkey Head: Grazie, le cose vanno alla grande; ti ringrazio per l'intervista.


Iniziamo subito presentando la band e tutto ciò che pensate possa essere utile a inquadrare un minimo la vostra realtà. Chi sono i Drug Honkey? Come sono nati? Quali erano le passioni comuni e gli artisti che vi hanno influenzato e v'influenzano? Com'è nato il nome Drug Honkey?

I Drug Honkey sono composti da quattro membri: Paul Gillis noto anche come Honkey Head si occupa della voce, tastiere e campionamenti; Adam Smith (B.H. Honkey) alla batteria; Gabe Grosso (Hobbs) alla chitarra; Ian Brown (Brown Honkey) al basso. La band è un'evoluzione di un progetto già esistente di Paul e Adam, chiamato Chronic Illogic. Condividiamo la passione per la musica pesante e/o sperimentale. Abbiamo molte influenze, come ad esempio: Swans, Melvins, Godflesh, Faith No More, Autopsy, Aphex Twin, Winter, Gorguts, Scorn, Hellhammer/Celtic Frost, Bathory. Abbiamo scelto il nome d'impulso. Può avere qualunque significato tu voglia dargli. Alcuni lo odiano e altri lo amano; a noi sta bene così. Non ci sono regole o limiti nel nostro gruppo.


Ho avuto modo di ascoltare anche i vostri lavori passati: per quanto da un disco all'altro vi siano delle differenze evidenti, ho riscontrato una sorta di animo duale, diciamo combattuto, in ognuno di essi; mentre solitamente però è soltanto una delle due che cerca di emergere, nel vostro caso entrambe puntavano a sotterrarsi. In quale modo fate sì che le note e l'umore interno dei pezzi riescano a essere così perversi e astiosi? Come componete un brano?

Ci sono due modi in cui componiamo i nostri pezzi. Certe volte improvvisiamo e ne tiriamo fuori un pezzo; altre scriviamo le strutture e i riff. Nella scrittura dei nostri pezzi non c'è traccia, in realtà, di queste due parti o di questa natura duplice di cui parli. Può darsi che i pezzi suonino così, ma il pensiero alla base segue un filo unico.


Leggendo i testi il decadimento conflittuale di cui parlavo poco sopra viene alimentato da realtà corrotte e inventate (amore), da sensazioni legate al fallimento, mentre nel brano "Ghost In The Fire" arrivate a dire: "all you need is to die". La morte è forse una liberazione?

No. Di solito mi invento i testi sul momento, quindi la maggior parte delle volte nascono a livello di subconscio. E in certi casi sono chiacchiere senza senso che seguono semplicemente il suono della musica. A volte mi piace pensare alla voce come un semplice strumento in più.


Le religioni e i culti in genere hanno drogato l'uomo, asservendolo alle proprie volontà e imponendo le loro icone da venerare. L'Uomo ha davvero bisogno di credere che esista Cristo o E.T. per sentirsi più conscio del suo potenziale?


Sì, il sentimento anti-religioso è spesso presente nei miei testi, perché considero la religione in generale come un cancro. L'Umanità non ha bisogno di seguire una propaganda religiosa, ma di solito purtroppo lo fa, perché per la maggior parte delle persone la paura dell'ignoto è troppo grande da affrontare e aggrapparsi a qualche falsa speranza aiuta, anche se superficialmente.


Il trittico di pezzi dal titolo "Heroin" in parte sembra essere legato a un discorso aperto e quindi rivolto a più persone, in certi fraseggi pare però che nella sua costante esternazione di rabbia e rassegnazione vi sia l'intimità di un dialogo a due. C'è una storia particolare legata a questi brani?

I tre pezzi esprimono un certo numero di sensazioni che hanno a che fare con l'eroina: come l'affrontare la perdita di qualcuno che vi è dentro, i veri e propri alti e bassi che derivano dal suo consumo o anche solo un messaggio che invita a starne lontani.


Blake Judd, dopo aver partecipato nel ruolo di chitarrista e cantante in "Weight Of The World", è adesso a tutti gli effetti un membro dei Drug Honkey?

Blake Judd non è più un membro dei Drug Honkey. Ha fatto parte del gruppo per un periodo molto breve e non ha funzionato.


I primi dischi sono stati rilasciati e distributi autonomamente, solo "Death Dub" ha ricevuto in ambito di distribuzione il supporto della Diabolical Conquest (ora Transcending Obscurity), che ha poi prodotto anche "Ghost In The Fire". Inizialmente si trattava di una scelta voluta oppure una proposta ostica come la vostra non sempre trova gli appoggi che meriterebbe? Lo chiedo perché adesso sembra che tutti ascoltino dai Cough agli Ufomammut, quando invece cinque o dieci anni fa parlare di death/doom o derivazioni del doom estreme era praticamente impossibile, se non con una ristrettissimo numero di appassionati. Pensate ci sia una sorta di "moda" dietro questo crescente interesse?

All'inizio non mi interessava collaborare con un'etichetta. Con il passare degli anni però mi sono stancato di dovermi occupare dell'ambito promozionale, ed è bello avere un supporto in quel senso. Per quanto riguarda l'esistenza di una moda, hai assolutamente ragione. C'è una quantita spropositata di gruppi doom fotocopia in circolazione. Noi siamo sempre stati abbastanza differenti da non doverci preoccupare di essere considerati parte di quella massa. Abbiamo fatto le cose a modo nostro fin dal primo giorno.


I rapporti con Kunal e la Transcending Obscurity continueranno anche per l'uscita del quinto capitolo targato Drug Honkey?

Ci penseremo quando sarà il momento.


Nel 2011 ebbi modo di chiedere ai Locrian informazioni sulla scena musicale di Chicago, che loro mi descrissero come una realtà in crescita. Dal vostro punto di vista com'è? Quali sono le band con le quali siete amici o avete dei rapporti di reciproco rispetto e quelle che consigliereste di seguire con attenzione?

La scena di Chicago è a posto. Purtroppo sono in atto delle politiche che detesto. Ci sono giri davvero nauseanti, di cui mi rifiuterò sempre di far parte. Per il resto ci sono degli ottimi gruppi e dei pessimi gruppi, come in ogni altra scena.


Facendo un paragone fra ciò che offre oggi il mondo della musica e ciò che offriva in passato, quali sono secondo voi gli aspetti positivi e negativi del panorama odierno?

Molta della musica odierna è infarcita di tecnicismi insensati, messi lì solo in quanto tali. Manca molto sentimento...


Come sono i Drug Honkey dal vivo? Nell'ultimo periodo avete avuto modo di far girare i vostri pezzi in tale sede?

In generale, quando siamo sul palco, occupiamo la metà del tempo a suonare pezzi scritti e l'altra metà a improvvisare, anche se poi dipende da come sta andando la serata. Non abbiamo suonato molto dal vivo ultimamente però, perché stiamo lavorando al materiale per un EP di quattro pezzi che dovrebbe uscire prossimamente. L'ultima volta, comunque, mi pare che abbiamo suonato alcuni pezzi di "Ghost In The Fire".


Qui in Italia ci si lamenta spesso e volentieri della scarsa affluenza ai concerti, però fra show annullati con motivazioni poco credibili (Black Sabbath) e le tante serate organizzate in maniera pressoché approssimativa, gli sforzi di quei pochi che si fanno il mazzo per portare avanti "la baracca" vengono praticamente resi vani. Oltretutto abbiamo pure politicanti da circo e la Chiesa che rompe per le motivazioni più strampalate, quindi subiamo di continuo limitazioni. Lì da voi com'è la situazione? C'è possibilità di suonare dal vivo con continuità? Avete riscontrato forme di clientelismo all'interno del circuito, tipo il "pay to play"?

L'affluenza ai concerti qui è davvero imprevedibile. A volte c'è il pienone, altre volte quattro gatti. Ma non ci sono restrizioni come quelle di cui mi parli. Sì, il "pay-to-play" esiste anche qui. Bella merda.


Quali saranno le vostre prossime mosse? Cosa dobbiamo attenderci a breve termine?

Come dicevo prima, stiamo lavorando a un nuovo EP e speriamo di poter organizzare qualche bel concerto nel prossimo futuro. Oltre a questo, continueremo a promuovere "Ghost In The Fire", che è comunque uscito solo un anno fa.


Siamo giunti alle battute conclusive, chiudiamo salutando i nostri? A te la parola.

Grazie per l'intervista fantastica! Ascoltate i Drug Honkey quanto più possibile! Rifiutate le religioni!
Drug Honkey su Facebook: www.facebook.com/drughonkey.
Transcending Obscurity: www.transcendingobscurity.com.

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DRUG HONKEY (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Insanity, Fedaykin

Line Up
Honkey Head (Paul Gillis) - Synths, Vocals, Samples, Programming
BH Honkey (Adam Smith) - Drums
Hobbs (Gabe Grosso) - Guitar
Brown Honkey (Ian Brown) - Bass


Drug Honkey have been around for a while now, they've been playing for more than a decade and have released four full-lengths; their latest work "Ghost In The Fire" is undoubtedly among the most evil and badass albums of the year.

Welcome to Aristocrazia Webzine, how are things going?

Honkey Head: Thanks, things are going well & thanks for the interview...


Let's start immediately by giving a brief introduction of your band. Who are Drug Honkey? How was the band born, what are your shared passions, which artists were and are your greatest influences, how did you choose this name? Anything else you could tell us to better understand your project?

DH: Drug Honkey is made up of four musicians from the Chicago IL area:
- Paul Gillis aka Honkey Head - vocals, synths, samples;
- Adam Smith aka B.H. Honkey - drums;
- Gabe Grosso aka Hobbs - guitar;
- Ian Brown aka Brown Honkey - bass.
The band evolved from an earlier project of Paul & Adam's called Chronic Illogic. We all have a shared passion for heavy music as well as experimental music. Our influences are many. Here are some: Swans, Melvins, Godflesh, Faith No More, Autopsy, Aphex Twin, Winter, Gorguts, Scorn, Hellhammer/Celtic Frost, & Bathory.... We chose the name of the band on a whim.. It can mean anything you want it to. Some people love the name, some people hate it. That's fine by us. There are no rules or limitations within this band.



I've been able to listen to your previous albums, and even if I could notice some differences between them, there's some sort of dual nature that is common to all of them, two different sides of your music always fighting with each other; but while usually, in cases like this, these two parts are in neat contrast, with one trying to prevail over the other, in your music it's like the parts are trying to bury each other. How do you manage to make the notes and mood of your songs so angry and perverse? How do you usually write a song?

We create songs in two ways. Sometimes we just improv & pick songs from that. Other times we write structures & riffs. We don't actually write within two different sides or a dual nature within one song as you mentioned. It may sound like that, but it's one train of thought.


This conflicting decay that I mentioned earlier is fueled, in the lyrics, by corrupted and made-up realities (love) and by sensations such as failure. In the title-track, you go as far as to say "all you need is to die". Do you think death is the way to be set free?

No. My lyrics are usually made up on the spot. So, most of the time they are sub-conscious in nature. & sometimes they are pointless banter that just fits with the sound of the music. At times I like to use the vocals as another instrument.


In the lyrics, I also found hatred against religion and its fundamental symbols. Religions and cults drugged people, subdued them to their will and imposed their iconic symbols; does mankind really need to believe in some Christ or E.T. to feel aware of its own potential?

Yeah, anti-religious sentiment comes through often in my lyrics as I believe that religion in general is like a cancer. Humankind does not need to believe in religious propaganda, but usually does, because fear of the unknown is far too scary for most to handle, & clutching to some false hope satisfies on the surface.


The tryptique of tracks called "Heroin" seems to be partially an open message sent to a crowd of people, but in some of its passages it seems like its constant burst of rage and resignation is meant to be more of an intimate dialogue between two parts. Is there a specific story behind these tracks?

The Heroin tracks all come from a place that is expressing a bunch of the feelings that are involved with Heroin. Whether it be the dealing of losing lost ones to it, the actual highs & lows of the drugs effect, & a basic message to not do it.


After participating as guitar player and singer in "Weight Of The World", is Blake Judd to be definitely considered a member of Drug Honkey?

Blake Judd is no longer a member of Drug Honkey. He was in the band for a very short time & it did not work out.


Your earlier albums were all self-released, with the exception of "Death Dub", whose distribution was supported by Diabolical Conquest (now Transcending Obscurity), that later dealt with the production of "Ghost In The Fire". Was this your choice from the beginning, or have you realized that a band like yours is not always supported as it should? The reason I'm asking this is that lately everyone seems to be listening to bands like Cough or Ufomammut, when not 5 or 10 years ago death\doom and the other extreme derivations of doom metal were restricted to a very small group of fans; do you think that some sort of trend is hiding behind this recent interest in the scene?

Well, early on I just never cared about a label. Then as the years passed I started to tire of the promotion end of things, so it is nice to have some help. As for there being a trend, that is for certain. There are so many carbon copy doom bands out there it's insane. We were always different enough that I never considered or worried that we would be clumped in with the rest. We have done things our way from day one.


Will your relationship with Kunal and Transcending Obscurity go on even for the release of your next full-length?

We'll cross that bridge when the time comes...


In a 2001 interview with Locrian, I asked them about the Chicago scene, which they described as positively growing; what's your point of view on the matter? Are there bands that you consider friend or that you particularly respect, and are there any that you would suggest listening?

The Chicago scene is ok. There are definite politics involved that I loathe. There are cliques that really are sickening & I will never be a part of... There are definitely some good bands & definitely some bad ones just like anywhere else..


Trying to make a comparison between what the current music scene can offer and what it could offer in the past, what do you think are the most positive and negative aspects of today's music?

A lot of today's music is riddled with over-technical nonsense for the sake of being over-technical. A lot of feeling is missing...


What can you tell us about your live performances? Have you been playing your latest songs on stage recently?

In general, when we play "live", we do about half written songs & half improv, give or take depending on how the night is going. Although, we haven't been playing much "live" lately as we've been working on material for an upcoming 4 song EP. When we did play last, though, I believe we played a few songs from "Ghost in the Fire".


Here in Italy, many people are complaining because of the scarce audience going to live gigs, but considering all the shows canceled due to unconvincing motivations (Black Sabbath) and the awful organization, the efforts of the few people who are doing their best to get the scene going are being made pointless; in addition, clown politicians and the Church are always trying to mess everything up, and we are subject to all kind of limitations. What about your area? Are you allowed to play live with regularity? Are there forms of influence peddling such as "pay to play"?

Attendance at concerts is really hit-or-miss. Sometimes shows are packed, other times only a handful of people. There are no restrictions like you are dealing with. Yeah, pay-to-play exists here as well. Fuck that shit.


What will your next moves be? What should we expect from the immediate future?

Like I mentioned earlier, we are working on a new EP, & we hopefully will be setting up some good shows soon as well. Also, we will continually promote "Ghost in the Fire" as it is still only about a year old.


This is it! Thank you for being with us, and please, feel free to say anything you like to our readers to end the interview!

Thanks for the great interview! Listen to Drug Honkey as much as possible! Reject religion!
Drug Honkey on Facebook: www.facebook.com/drughonkey.
Transcending Obscurity: www.transcendingobscurity.com.

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lunedì 5 agosto 2013

EXTREMA - The Seed Of Foolishness


Informazioni
Gruppo: Extrema
Titolo: The Seed Of Foolishness
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Fuel Records
Contatti: facebook.com/pages/EXTREMA/51303509991
Autore: Mourning

Tracklist
1. Between The Lines
2. The Politics
3. Pyre Of Fire
4. The Distance
5. Ending Prophecies
6. Bones
7. Again And Again
8. Deep Infection
9. Sick And Tired
10. A Moment Of Truth

DURATA: 46:56

Gli Extrema sono uno di quei nomi che durante una discussione riescono a spaccare l'opinione, dividendola più o meno nettamente in schieramenti che si contrappongono. I milanesi hanno sempre dimostrato di fare ciò che preferivano senza vincoli e non hanno mai rinnegato i passi falsi, o definiamoli contestabili, commessi nella loro ormai lunga carriera, venendo così apprezzati e supportati per le indiscutibili doti di musicisti quanto contestati per un presunto tradimento perpetuato nei confronti del metal come i più classici dei venduti. Eppure oggi sono ancora qui, dopo oltre venticinque anni ci sono ancora.

Non so cosa li abbia risvegliati, è certo però che a parte i primi due album, "Tension At The Seams" e "The Positive Pressure (Of Injustice)", non mi avevano impressionato granché. Fra l'altro già allora, nonostante si presentassero come una band incazzata, pesante e godereccia, molti li avevano relegati in un angolo poiché troppo simili ai maestri Pantera; eppure non so cosa ci sia di totalmente negativo in questo, visto che non suonavano cover, mentre oggigiorno c'è gente che infila nei propri scaffali tonnellate di dischi thrash totalmente fatti col "copia e incolla". In seguito con la partecipazione nei singoli "Mollami" e "Vai Bello" degli Articolo 31, accoppiata che paragonare a quella composta da Anthrax e Run Dmc per "Bring The Noise" è pura bestemmia, il mio interesse verso di loro era del tutto scomparso, tanto che ascoltai distrattamente i dischi seguenti sino a quando non ritrovai tracce di ciò che ritenevo essere una ripresa in "Pound For Pound".

A quattro anni di distanza da quel quinto disco è stato partorito "The Seed Of Foolishness" e finalmente la formazione nostrana è tornata a brillare. Il lavoro è di quelli completi da qualsiasi punto di vista lo si voglia analizzare e rappresenta senza ombra di dubbio uno degli apici sia compositivi che di maturità raggiunti da Massara e soci. Pronti, partenza e via: martellando con "Beetween The Lines" sin dalle prime battute, questi Extrema sfoderano una grinta e un fervore che non si sentivano da anni, come rimarcato anche in episodi dal piglio sicuro, thrash e devastante come "Pyre Of Fire" (nel quale appaiono echi dei Meshuggah) e "The Distance". Il gruppo riesce pure ad ammaliare l'ascoltatore con ritornelli affascinanti, belli quelli inseriti nella già citata "Pyre Of Fire" e in "Ending Prophecies"; immette invece mattoni su mattoni di groove in "Again And Again", lasciando poi la scena alla quiete melanconica inaspettata sul finire di "Ending Prophecies" e nella conclusiva, a tratti southern, "A Moment Of Truth". Infine trova anche il modo di far affiorare venature grunge (Alice In Chains) in "Bones".

Quella fornita dal quartetto milanese è una prestazione di livello superiore: Tommy Massara sia in chiave di costruttore di riff che in quella di solista non solo coinvolge, ma conquista letteralmente la scena; la sezione ritmica è robusta e quadrata, grazie al lavoro di batteria veramente corposo e ben scandito di Paolo Crimi, che in più di una circostanza valorizza i brani con un ottimo utilizzo dei cimbali, e all'apporto massiccio offerto dal compagno Gabri Giovanna al basso; Gl Perotti dal canto suo sembra tornato un ventenne, veracemente astioso e ribelle. Gli Extrema sembrano (o sono) davvero rinati.

Il concept che graficamente e testualmente da corpo al pensiero apocalittico-complottista e la traccia fantasma che celebra una fra le più famose scene delle avventure/disavventure di Mr. Fracchia ("Da Sergio E Bruno Gli Incivili") sono solo orpelli? La si può pensare così, oppure dar merito agli Extrema di esser riusciti a far convivere con semplicità tematiche serie e attuali con l'ilarità casereccia, o cafona se preferite, dell'Italia scanzonata. In fin dei conti due risate alleggeriscono l'atmosfera prima dell'ennesima immersione di ascolto in "The Seed Of Foolishness".

Non so da quale parte della barricata voi stiate, se amiate od odiate questi ragazzi, so però che a prescindere dai gusti personali si può, e si deve, riconoscere agli Extrema una professionalità e uno spirito che hanno garantito loro di poter andare avanti, pur scendendo talvolta a compromessi nel corso del tempo. Va rimarcato tuttavia che con quest'ultima uscita sono ancora capaci di regalare al nostro udito del buonissimo metal. Adesso decidete cosa fare: dal mio punto di vista, soprattutto chi in passato apprezzò i dischi d'inizio carriera dovrebbe almeno provare a divertirsi scapocciando con "The Seed Of Foolishness" e poi chissà, da cosa potrebbe nascere cosa... Tentar non nuoce.

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MANII - Kollaps


Informazioni
Gruppo: Manii
Titolo: Kollaps
Anno: 2013
Etichetta: Avantgarde Music
Provenianza: Norvegia
Contatti: non disponibili
Autore: Akh.

Tracklist
1. Skoddeheim
2. Liv-øydar
3. Likfugl Flaksar
4. Ei Sjæl Som Sloknar
5. Kaldt
6. Endelaust
7. Ei Beingrind I Dans
8. Avgrunns Djuv

DURATA: 39:52

C'erano una volta i Manes... folli, geniali, controversi, inaspettati; poi hanno deciso di continuare il loro percorso divenendo Folli, Geniali, Controversi, Inaspettati, sfondando frontiere musicali impensabili per chiunque altro. A distanza di molti anni Cernunnus (da citare pure la sua partecipazione coi Mysticum, sempre siano lodati!) e Sargatanas si orientano verso sonorità più metalliche e black metal in linea con le origini, utilizzando anche un nuovo logo. Manii diventa di fatto la nuova incarnazione dei Manes; e ovviamente la Avantgarde non avrebbe potuto farsi scappare questo "Kollaps".

L'iniziale "Skoddeheim" ci fa comprendere immediatamente che la malattia dei Nostri non è affatto diminuita e su un tappeto dall'incedere puramente Black Doom, in cui pare di incrociare Black Sabbath e Kyuss, Sargatanas vomita astio come se volesse riempire l'Acheronte, irretendoci con quella brusca pennata in 5/4 che aumenta esponenzialmente il senso di dissesto e smarrimento. Veramente molto affascinanti gli assoli di sottofondo che ricoprono "tesi" musicali non comuni e ricche di tensioni, che talvolta sono arricchite da camei di soffusa elettronica per elargire nuova oscurità.

La seguente "Liv-øydar" ci assicura che i lidi B.M. non vengono dimenticati dai Manii: è una gemma scolpita nel magma del limbo infernale grazie anche all'utilizzo magnetico delle tastiere e degli effetti che riproducono una personalità enorme, disagiata e dannata. Le ombre degli inferi suonano maledettamente più pesanti e inquiete del ruggire puro delle fiamme, inoculandoci spaccati di intimità che è sempre più difficile da riscontrare al giorno d'oggi.

Il lavoro certosino che Cernunnus riesce creare è mozzafiato, è forse l'unico capace di farmi percepire l'altissimo tasso di introspezione dei primi lavori di Burzum, pur se qua è ovviamente assente quella vena selvaggia e assolutamente incontrollata del Conte. Il resto però è su livelli che lo stesso Varg oggigiorno non saprebbe minimamente ripercorrere, come succede nella ipnotica e seducente "Likfugl Flaksar", dove un arpeggio semplice viene affiancato da una linea di chitarra minimale su cui far ascendere la tensione, che implode con effetti devastanti per la psiche, rubando l'anima e rapendo i sensi, facendo percepire chiaramente cosa significhi l'oblio.

Anche la copertina rafforza l'idea di un'atmosfera sospesa, minacciosa, impalpabile e oscura, clima che ritroviamo nelle soventi parti narrate all'interno dei brani come in "Ei Sjæl Som Sloknar", ma è con "Kaldt" che questa sensazione si rafforza grazie a un arpeggio acustico ricco di fluorescenze che ricorda certi Diabolicum, inframezzato da un incedere pacato e burzumiano diviene pura dinamite per le sinapsi. Nella seguente e delirante "Endelaust" invece ogni movimento elargito dai Manii si trasforma un tassello emotivo ad alta concentrazione, ogni arrangiamento è peculiare, mentre pure le schegge impazzite di solerte malignità tendono ad abbassare i toni, divenendo veleno serpeggiante, miasma mefitico, uno spettro malevolo sempre intento a osservarci, gettandoci in una disperazione degna del miglior Edgar Allan Poe.

Questo viaggio trascendente nei meandri del cosmo perverso e ovattato si chiude con "Avgrunns Djuv", tuttavia la sensazione di esasperazione rimane sotto traccia, gli echi di pianoforte e i feedback soffusi pulsano sotto pelle, la doppia cassa (che pare non esserci) resta fortemente impressa. I toni chiaroscuri che vengono sprigionati nell'arco di questi quaranta minuti non si fermano col termine del cd, questo significa solamente che i Manii possiedono una grandezza compositiva degna di pochi altri in circolazione. I richiami alle ombre diminuiscono con difficoltà nella mente e — nonostante sia una torrida mattina estiva — negli occhi ho solamente la visione di ragnatele secolari e sussurri di anime defunte.

Il mio cuore è fermo.

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CHTON - The Devil Builds


Informazioni
Gruppo: Chton
Titolo: The Devil Builds
Anno: 2012
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Godeater Records
Contatti: facebook.com/Chton666
Autore: Mourning

Tracklist
1. Faustian Resolve
2. Scavenger Of A Dead World
3. Gods Of The Flesh
4. Rise Black God
5. Death Awaits
6. Contagion (The Disease)
7. Lord And Master
8. Nithon Undertow
9. Ratbag [cover Abscess]
10. Babalon And The Beast Conjoined

DURATA: 42:08

I deathster norvegesi Chton si rifanno vivi sulla lunga distanza, non avveniva dai tempi del promo "Death Awaits" risalente al 2006, quindi sono dovuti trascorrere ben sei anni prima che venisse rilasciato il successore del debutto "Chtonian Lifecode" intitolato "The Devil Builds". Intanto la formazione non è stata rivoluzionata, pur se qualche cambio è avvenuto, mantenendo comunque integra l'attitudine death rocciosa, astiosa e martellante che sinora l'aveva caratterizzata: Espen Hektoen è entrato a far parte del gruppo nel 2008 nel ruolo di batterista, mentre dal 2012 Craig Furunes si è insediato dietro il microfono; anche se sul disco la prestazione vocale è affidata all'ex Terje Olsen.

La scena statunitense di Morbid Angel e signori del male affini e le realtà connazionali Zyklon e Blood Red Throne sono i possibili riferimenti con i quali orientarsi per farsi un'idea del sound proposto dalla band di Trondheim. Gli scandinavi sono una di quelle incarnazioni "operaie" che se la cava bene menando, la forza bruta vince nettamente sulla ricercatezza e sulle attenzioni dedicate agli aspetti atmosferici (quest'ultimi presenti soprattutto in un episodio come "Nithon Undertow"), scatenando perlopiù un turbinio continuo nel quale sono i mid-tempo a farla da padrone, con il growl profondo e a tratti un po' monotono nell'impostazione di Terje a scandirne le pulsioni cattive. Il riffato in alcune circostanze è capace di assumere un atteggiamento lievemente più melodico, cosa che avviene in "Lord And Master" e nella conclusiva "Babalon And The Beast Conjoined". Con questa formula semplice e nota ci vengono consegnati brani quali "Faustian Resolve", "Scavenger Of A Dead World", "Rise Of Black God" e "Contagion (The Disease)". La cover di "Ratbag" degli Abscess, pezzo incluso nel secondo disco della band ormai sciolta il cui titolo è "Tormented" (2000), è un piacevole diversivo, forse avrebbero potuto anche inserirla un po' prima in scaletta, dato che la pecca più grande insita in "The Devil Builds" è l'omogeneità nell'approccio e nell'evoluzione che alla lunga rende l'ascolto parecchio uniforme, insomma una bella mattonata per carità, che però avrebbe necessitato di un paio di sbocchi alternativi in più in ambito ritmico.

La produzione è leggermente più pulita rispetto a quella di "Chtonian Lifecode" e ciò ha dato vigore alle chitarre e alla voce, comunque senza esagerare, per fortuna siamo lontani da quei supporti asettici e freddi di stampo seriale che in tanti definiscono death metal mixato in maniera moderna (plastica in pratica). La morte qui è ancora attiva e non confezionata.

I Chton si confermano solidi e affidabili, non attendetevi rivoluzioni dal loro "The Devil Builds", ma del buon death metal proprio sì.

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SPACE MIRRORS - The Other Gods


Informazioni
Gruppo: Space Mirrors
Titolo: The Other Gods
Anno: 2013
Provenienza: Russia
Etichetta: Transubstans Records
Contatti: facebook.com/SpaceMirrors
Autore: Mourning

Tracklist
1. Stranger In The Mirror
2. The Nameless City
3. She Devil
4. Frozen City Of Cubes And Cones
5. (The Case Of) Red Hook
6. Strange High House
7. Times Unknown
8. The Other Gods
9. Doom Of Sarnath

DURATA: 56:01

La russa Alisa Coral e la brigata di artisti che da vita al progetto Space Mirrors, nei quali è riscontrabile una folta presenza di musicisti nostrani (Martyr Lucifer, Claudio Tiracanti e Amon 418), ritornano in scena a distanza di un anno dall'uscita del quarto capitolo discografico "In Darkness They Whisper". Il quinto disco, "The Other Gods", prosegue il discorso legato alla serie "Cosmic Horror", giungendo così al secondo episodio delle uscite ispirate dalla figura del maestro di Providence H.P. Lovecraft.

Gli Space Mirrors rispetto a quanto prodotto nel recente passato hanno compiuto qualche piccolo, ma significativo, passo in avanti: se le qualità di base che hanno reso gradevole l'album antecedente sono rimaste invariate, come l'ottima prestazione vocale di Martyr Lucifer (nonostante sporadiche sezioni in cui sembra quasi che arranchi) e quella di Bless al piano e alle tastiere, in questa nuova uscita abbiamo una composizione ora lievemente più varia e accattivante e una produzione che, almeno per quanto concerne l'aspetto atmosferico, si adegua in maniera più corretta alla funzione di estensore psichedelico-horrorifico.

Purtroppo però i difetti anche in questa circostanza non mancano. Mi dispiace dover nuovamente criticare, seppur in parte, il lavoro svolto dietro al mixer: in certe occasioni sia la chitarra che la batteria vengono penalizzate, la prima soprattutto nei fraseggi solistici che ricevono poca spinta; riguardo le percussioni, invece, in certi momenti ci si domanda quasi se la batteria sia munita di cassa tanto è scarso il volume assegnatole.

"The Other Gods", pur con le sue piccole pecche, è un buon ascolto: le tracce in apertura "Stranger In The Mirror" e "Nameless City" sono il simbolo della voglia d'esplorare e andare oltre ciò che avevano già raggiunto; belle anche le varie divagazioni-espansioni che si addentrano in ambito prog-space, che stranamente diventano sbilenche in "Strange His House", episodio nel quale il sassofono dell'ex Hawkwind Nick Turner si ritaglia un angolo tutto suo, e che assumono un retrogusto epico in "Times Unknown", con l'intero complesso musicale avvolto spesso e volentieri da una scia gotica mai eccessiva, tesa a fornire un contorno ambientale aggiuntivo.

In chiusura, un po' come per "In Darkness They Whisper", un paio d'interrogativi permangono: Alisa e soci riusciranno a trovare la propria chiave di volta? La materia prima qualitativamente discreta, ma da affinare, riceverà in futuro un trattamento consono? Potrei porre la parola fine con il solito "chi vivrà, vedrà", tuttavia sarebbe ingeneroso nei confronti di una prova che comunque costituisce un passo in avanti nella discografia degli Space Mirrors. Preferisco quindi consigliarvi il passaggio nello stereo, in attesa di capire ulteriormente se la strada imboccata dal gruppo sia davvero quella corretta.

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FEAR FACTORY - Soul Of A New Machine


Informazioni
Artista: Fear Factory
Titolo: Soul Of A New Machine
Anno: 1992
Provenienza: Stati Uniti
Etichetta: Roadrunner Records
Contatti: facebook.com/fearfactory
Autore: ticino1

Tracklist
1. Martyr
2. Leechmaster
3. Scapegoat
4. Crisis
5. Crash Test
6. Flesh Hold
7. Lifeblind
8. Scumgrief
9. Natividad
10. Big God / Raped Souls
11. Arise Above Oppression
12. Self Immolation
13. Suffer Age
14. W.O.E.
15. Desecrate
16. Escape Confusion
17. Manipulation

DURATA: 55:13

Leggendo il numero 65 del Rock Hard tedesco sono attirato dalla critica di un disco particolare. Fear Factory... mai sentiti nominare prima. Una frase come "questo è il lavoro death più particolare che sia uscito finora" non può che risvegliare l'interesse di un ventenne fanatico del genere come il sottoscritto. Pochi giorni dopo esco felice dal negozio con il mio bel CD in mano, non vedendo l'ora di poterlo ascoltare.

Ritmi molto pesanti, rumori indefinibili (si dice appartengano all'industrial, definizione che — a essere sincero — io non ho ancora capito), una voce svolazzante dal gutturale al pulito, durezza che scivola nella melodia e tanti altri "giochi musicali" mi entusiasmano tanto che, dopo avere copiato il tutto su cassetta, questa scorre quotidianamente almeno una o due volte nel mio walkman. Non riesco neppure a rendermi conto di quanta varietà sia contenuta in questo gioiello. Nel giro di pochi giorni conosco i testi quasi a memoria e scopro ancora qualche piccolo dettaglio sfuggitomi negli ascolti precedenti.

"Big God / Raped Souls" è probabilmente la traccia che secondo me riassume al meglio questo lavoro eccezionale!

Sì, sono convinto che il death metal non morirà mai e, come He-Man, sconfiggerà tutti per proteggere il Mondo e i metallari accaniti come me.

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BARBARIAN PIPE BAND - Defecatio Imperatrix Mundi


Informazioni
Gruppo: Barbarian Pipe Band
Titolo: Defecatio Imperatrix Mundi
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/BarbarianPipeBand
Autore: Mourning

Tracklist
1. Brigante
2. Ruvida
3. Nutri-Ego
4. SinPhon(i)e
5. Spaccastinki
6. Nakisou
7. La Trina
8. Ruota Meccanica
9. Defecatio Imperatrix Mundi

DURATA: 46:14

Nel 2011 avevo avuto modo di conoscere la realtà folk dei Barbarian Pipe Band, formazione composta da Devsko, Diabolus, Tuac, Clarinxia e Madrasko (quest'ultimo a noi noto anche per il suo progetto solista Ass-Olo), che mi aveva piacevolmente guidato in un viaggio che mentalmente allontanava tutto ciò che è odierno, facendo risorgere gli aspetti rurali e ancestrali legati a un certo modo di suonare. La loro prestazione conteneva infatti quel pizzico di magia che ti permette di sognare e vivere sensazioni persesi nel tempo come fossero vivide e pronte a essere colte al volo.

Il rilascio di "Defecatio Imperatrix Mundi" è una nuova occasione per incrociarli e approfittare della bravura di cui sono dotati per immergersi in uno scenario distante dal traumatico caos odierno e affascinante per le sfumature con le quali viene raffinatamente dipinto di traccia in traccia. La musica presentata unicamente in forma strumentale è multisfaccettata e probabilmente si adatta all'umore nazionale instauratosi con l'avvento della cosiddetta crisi, è divenuta difatti più severa e grigia, a tratti ribelle, come se volesse affermare che si necessita di un cambio di passo e in tal senso è ottimo l'apporto vario e dinamico fornito dalla batteria. L'operato di Madrasko fortifica e impone fierezza alle canzoni, alimentandone la primordiale e verace sostanza creata dalle cornamuse, alle quali si aggiungono a seconda dell'escursione sonora in corso strumenti quali il flauto, il gong e altri ancora, che dominano la scena.

Nella stessa maniera in cui "RotA" è andato in crescendo di ascolto in ascolto, portando con sé la voglia di non soffermarsi sul singolo episodio, bensì di chiudere gli occhi e lasciare che la mente immaginasse un luogo nel quale questi artisti potessero esibirsi liberamente senza interruzioni, "Defecatio Imperatrix Mundi" si è fatto largo all'interno delle mie giornate, conquistando con frequenza un posto nello stereo. Ai tempi del primo lavoro scrivevo:

Un mondo particolare e per fortuna non andato del tutto dimenticato quello riguardante la cura delle tradizioni, consiglio vivamente di affondare in un album come "RotA" senza porsi troppe domande, se vi capitasse l'occasione di poter vedere un'esibizione live della formazione, sfruttatela, reputo che l'esperienza dato anche l'uso di costumi a tono renderebbe ancor più vivide e realistiche le qualità sonore, sono veramente bravi.

Per questo album valgono le stesse considerazioni, approfonditelo e non perdete il gruppo dal vivo, poiché con questo materiale da esibire nei loro show non mancherà di certo il coinvolgimento. Suggerisco pertanto agli appassionati del mondo folk che ancora non fossero venuti in contatto con questi musicisti piemontesi di iniziare ad approfondire il discorso visitandone il sito ufficiale e la pagina Bandcamp, mentre ai restanti, il cui nome è già rimbalzato all'orecchio, segnalo "Defecatio Imperatrix Mundi" in qualità di papabile acquisto.

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NAHAR - The Strange Inconvenience


Informazioni
Gruppo: Nahar
Titolo: The Strange Inconvenience
Anno: 2013
Provenienza: Saint-Héand, Rhône-Alpes, Francia
Etichetta: Avantgarde Music / Sad Sun Music
Contatti: Shadaar.Nahar[at]ifrance.com
Autore: Bosj

Tracklist
1. Grey Concrete... Comfort
2. A Purifying Négativity
3. D-M-T
4. Pessimist?
5. An Atavistic Manner
6. Eléctric Équinox

DURATA: 47:19

Prendere i lunghi e grevi downtempo degli ormai abusati Deathspell Omega, aggiungere una robusta dose di chitarre putrescenti, dilatare in forma sludge, mescolare il tutto e lasciar cuocere almeno otto minuti a brano: in quarantasette minuti, "The Strange Innocence" sarà pronto da servire a tutto volume al vicinato.

I Nahar ("fiume" in lingua ebraica), in attività da quasi quindici anni, solo da poche settimane hanno raggiunto il traguardo del secondo album: a pubblicarli ci ha pensato di nuovo la nostrana e attivissima Avantgarde Music, che ancora una volta è andata a pescare nel sottobosco d'oltralpe una realtà peculiare e interessante. Quattro anni dopo il debutto "La Fascination Du Pire", "The Strange Inconvenience" prosegue la formula definita dal gruppo stesso "free form sludge and black psychedelism": descrizione magari un po' altisonante, ma, per una volta, piuttosto azzeccata per definire ciò che gli ignoti artisti Shaddar.V.H (strumenti) e Sorghal (voce) hanno confezionato all''interno dell'album. Sei brani, di cui quattro lunghi oltre i sette minuti e due interludi strumentali più brevi, formano un'interessante commistione di stili, i cui capisaldi sono appunto il black "pensato" di scuola transalpina e lo sludge più funereo e marcescente. In alcuni momenti si sfiora ben più che il citazionismo, arrivando ai limiti del plagio ("D-M-T" sembra una campionatura di "First Prayer" dei già citati Deathspell Omega), ma fortunatamente i Nahar sanno quando fermarsi e come riuscire a non eccedere: questo loro aspetto riesce a non essere mai controproducente, anzi, contribuisce a creare quel giusto senso di cesura tra le due diverse anime del disco e del gruppo.

I testi, tutti in inglese e con qualche strafalcione grammaticale, sono come è lecito aspettarsi decadenti e sprezzanti delle bellezze dell'esistenza, confondendosi nel cantato roco e disturbante di Sorghal in un'orgia di folli allucinazioni ("Grey Concrete..."), sbornie ("Pessimist?"), percezioni alterate ("A Purifying...") e misantropia ("An Atatvistic Manner"). La stessa copertina presente sul digisleeve è estremamente minimalista e criptica: una semplice trama di righe disegnate a china nera, in forma libera e sinuosa, senza inizio né fine né probabilmente un significato preciso. Ancora, all'interno della confezione non è presente alcuna indicazione circa tempi, modi e luoghi di registrazione, né tantomeno informazioni relative alla band: per scoprire che si tratta di un duo, infatti, è stato necessario operare ricerche online.

"The Strange Inconvenience", in fin dei conti, è proprio quello che si propone di rappresentare: uno strano disagio alle orecchie dell'ascoltatore, una forma liquida e inquieta che si muove agilmente tra due correnti di riferimento, ma che non assume caratteristiche precise, lasciando aperte molte strade.

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ELECTRIC TAURUS - Veneralia


Informazioni
Gruppo: Electric Taurus
Titolo: Veneralia
Anno: 2012
Provenienza: Irlanda
Etichetta: Moonlight Records
Contatti: facebook.com/electrictaurus
Autore: Dope Fiend

Tracklist
1. Mountains
2. A New Moon
3. Mescalina / If / At The Edge Of The Earth
4. Two Gods / Caput Algol
5. Prelude To The Madness
6. Magic Eye

DURATA: 48:40

Prima prova intitolata "Veneralia" per il trio di musicisti che si cela sotto il nome Electric Taurus, gruppo irlandese accolto dalla scuderia dell'italiana Moonlight Records. I nostri provengono dall'Isola Smeralda, certo, ma non lasciatevi ingannare: non troverete atmosfere bucoliche e verdeggianti nella loro proposta. Soprattutto, però, non lasciatevi ingannare dall'anno di uscita dell'album, il 2012: "Veneralia", in realtà, racchiude al suo interno circa cinquant'anni di musica.

Viste le premesse e buttato uno sguardo alla copertina del lavoro, sicuramente molti di voi saranno già stati in grado di circoscrivere in maniera potenzialmente piuttosto precisa il campo d'azione degli Electric Taurus: ascoltando poi tracce come "Mountains" e "Prelude To The Madness", tutti voi saprete già perfettamente in cosa siete incappati. Le più classiche e immortali influenze Black Sabbath vengono miscelate con digressioni vintage degne di Led Zeppelin e Deep Purple, con movenze derivanti dal sempreverde retaggio di Jimi Hendrix e con una sfrontata attitudine Stoner: il risultato è dunque semplice da immaginare e non ha bisogno di presentazioni. Pezzi come "A New Moon" e "Two Gods / Caput Algol" poggiano, appunto, proprio su un animo ancora più istintivo, il quale offre un perfetto incrocio tra riffoni polverosi, grezzi, strabordanti di fuzz e l'imprescindibile ascendente esercitato dall'eredità del leggendario gruppo di Birmingham. L'intero apparato degli Electric Taurus si sviluppa perfettamente partendo da un corredo genetico di tutto rispetto che cresce in modo esponenziale, rincarando continuamente la grevità di un suono gonfio, gravido di tempesta, di vento arido e di sensazioni fumose. Nemmeno gli effetti dei più potenti acidi potrebbero poi eguagliare la scarica di fitta psichedelia di cui vengono impregnate la lunga "Mescalina / If / At The Edge Of The Earth" e "Magic Eye": il potenziale lisergico sprigionato, unito a uno spirito ricco di molecole di purissimo Rock sessanta-settantiano, partorisce un amalgama potentissimo, un concentrato di qualità e un grado di penetrazione musicale che, senza mezzi termini, è semplicemente ligio al compito di farci implodere i neuroni.

Devo essere sincero: nemmeno volendo riuscirei a trovare falle o difetti che possano pregiudicare in maniera significativa il mio giudizio su "Veneralia". Questo lavoro è uno dei tanti tasselli componenti una scena che negli ultimi anni ha dimostrato di essere, qualitativamente e quantitativamente, forse la migliore dell'intero panorama metallico (e non solo). Gli Electric Taurus hanno sfornato un lavoro splendido, un lavoro che potrà soltanto far gonfiare a dismisura di soddisfazione il "pacco" di chiunque (compreso il sottoscritto) sia quotidianamente alla ricerca di dischi simili.

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KOZA NOZTRA - Cronaca Nera Pt. 1


Informazioni
Gruppo: Koza Noztra
Titolo: Cronaca Nera Pt. 1
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: kozanoztra.net
Autore: M1

Tracklist
1. Prefazione: Propaganda
2. Cronaca Nera
3. Soluzione Finale
4. Minotaurus
5. Necessità Cannibale
6. Nuovo Ordine Mondiale

DURATA: 23:24

Fregandosene di tutto e di tutti, e sfidando qualunque logica di promozione in ambito underground, i Koza Noztra sputano fuori il loro terzo sferzante album, o meglio il primo capitolo di "Cronaca Nera", che si concluderà verso fine anno con la seconda parte. La narrazione possiede un ruolo centrale nell'economia del mini, quindi — in accordo con la volontà di creare un disco concettuale "sull'etica e l'inevitabilità del delitto" — la musica talvolta si sviluppa in conseguenza alle parti vocali dell'Onorevole, che viceversa in alcuni frangenti sono il vero e proprio elemento cardine.

L'incipit "Prefazione: Propaganda" è l'apertura ideale per entrare in un clima fatto di violenza, cinismo, sete di sangue e indifferenza, grazie a un collage di estratti televisivi che si dividono fra minuziose ricostruzioni di delitti efferati e litigate da salotto trash in stile Sgarbi; sul finale poi assume quasi le sembianze di una colonna sonora, grazie a un crescendo di tensione epico e al susseguirsi di campionamenti sempre più serrati, fino alla chiusura decretata dai colpi di pistola. La prima parte del disco stilisticamente richiama l'esordio "Koza Noztra" per l'energia diffusa e i ritmi serrati, tanto che "Cronaca Nera" è una scheggia di neanche due minuti (ricordate "Cosche Italiane"?), mentre "Soluzione Finale" è più massiccia nelle strofe e mette in luce uno dei punti di forza dei brani, vale a dire i ritornelli che si fissano subito in testa. Ci si ritrova così a cantare frasi sprezzanti che soltanto l'hard rock o l'heavy metal potrebbero far intonare a chiunque con una tale disinvoltura.

Con "Minotaurus" abbiamo un pezzo fortemente narrativo e cadenzato, nel quale è raccontata la creazione dell'Uomo del Futuro, un essere bionico, dotato di mandibole d'acciaio, visori a infrarossi, protesi al testosterone, rostri di carbonio e ventose tossiche (per compiere stupri "decisamente più letali"): una evoluzione che porterà la Razza Umana ad attuare il proprio "solo inviolabile diritto", nonché "inviolabile dovere", di mantenere il sangue incontaminato. Il contrasto del tono propagandistico e autoritario dell'Onorevole con i cori "leggeri" (opera delle Vestali) genera una sensazione di forte disagio in un ascoltatore non totalmente lobotomizzato dai mass media. Disagio che viene rincarato in "Necessità Cannibale", anche qui ne sentirete delle belle, precisamente soluzioni alternative per risolvere la crisi alimentare e quella economica...

Infine "Nuovo Ordine Mondiale" mette sotto accusa i poteri occulti, i burattinai che manovrano il mondo e ci mantengono docili grazie all'illusione della libertà generata dal libero mercato e dal sistema elettorale. Nuovamente il ritornello è trascinante e i giochi vengono chiusi senza lasciare particolari speranze per il nostro futuro di cittadini ed esseri umani...

Ascoltare un lavoro dei Koza Noztra lascia sempre un sapore molto piacevole in bocca, ma con un retrogusto decisamente amaro. Il gusto tipico e incisivo del quintetto deriva ancora una volta da un heavy metal / hard rock carico di adrenalina, fluido e diretto al punto, composto da musicisti che ad ogni uscita mostrano progressi sia nel maneggiare la materiale musicale tecnica che nella cura del suono (questa è l'ennesima autoproduzione). A questo proposito è davvero piacevole il basso di Calibro 9 che sovente spicca e si ritaglia spazi molto importanti, con il compagno di reparto, Il Trafficante, che alla batteria è sempre preciso e adeguato al contesto; l'Onorevole invece continua a giocare con tratti vocali ai limiti con la stonatura (artificio chiaramente voluto) e altri maniacali, mentre i due chitarristi Recupero Crediti e Il Diacono si muovono con disinvoltura fra assoli pregevoli, attimi più massicci e altri ricchi di adrenalina.

Il rovescio della medaglia targata Koza Noztra deriva dalla mancanza di ogni premura da parte del gruppo nello schiaffarci addosso una realtà che giorno dopo giorno fa sempre più schifo, perciò riflettendo sui temi proposti non si può che restare sconsolati... o attivarsi in prima persona per risolvere col sangue le questioni che ci toccano: "mali estremi, rimedi necessari"!

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FORBIDDEN EYE - Orthodox Path Of Worship

Informazioni
Gruppo: Forbidden Eye
Titolo: Orthodox Path Of Worship
Anno: 2012
Provenienza: USA / Svizzera
Etichetta: Bergstolz
Contatti: facebook.com/forbiddeneye
Autore: ticino1

Tracklist
1. Intro
2. Faith In Sacrifice
3. Orthodox Path Of Worship
4. Satan Is Timeless
5. Forbidden Eyes
6. The Coming Terror Of Jehovah's Demise
7. Mysteries Of Darkness
8. Outro
9. Tempered In The Furnace Of Truth (solo sulla versione CD)

DURATA: 40:02

Il duo elvetico-statunitense composto da Nocturnus Dominus e Winter sembra aver trovato la giusta sintonia e non si limita più ad apparire sotto il nome Antichristian Kommando, ma si manifesta ora anche nella veste di Forbidden Eye: questo è il primo disco del progetto e finora la sola registrazione disponibile.

Quali sono le differenze fra i due gruppi? Mentre gli Antichristian Kommando sono orientati verso il black'n'roll, i Forbidden Eye si confrontano piuttosto con del metallo nero di stampo classico, privo di sorprese, ma solido. Approfondiamo un poco questo album: il duo alterna sapientemente parti molto veloci ad altre più lente, a momenti quasi epiche, che rispecchiano costantemente lo spirito elitario che è caro a molti oggi. Mi pare che la scuola scandinava sia quella che influenzi maggiormente lo stile della ritmica. Cito come esempio rappresentativo la canzone che attribuisce il nome al CD, questa è forse una delle tracce più valide di "Orthodox Path Of Worship".

La registrazione offre aggressione da vendere e non lascia rimpiangere la mancanza di originalità, anche se ritengo che quest'attributo non sia prerogativa necessaria per un tale lavoro. Winter e Nocturnus Dominus spulciano la storia black delle ultime ondate per comporre canzoni solide e adatte a soddisfare il gusto del pubblico moderno. Commercio? No, non intendevo dire ciò, volevo solo avvisare chi cercasse registrazioni inconfondibili e uniche. Aspirate piuttosto a raggiungere il sottosuolo? Ecco, i Forbidden Eye vi mostrano la via con mazzate intitolate "The Coming Terror Of Jehovah's Demise" che hanno poco rispetto per le melodie sdolcinate.

Un neo è la produzione debole: mi sembra di ascoltare degli MP3 da 128 kbps dilatati a 320. Presumo che l'effetto sia il risultato di una decisione oculata del duo, con l'obiettivo di aumentare la crudezza della registrazione. Fisicamente il CD si presenta in maniera molto sobria, con un libretto minimale di quattro pagine nel quale troverete solo informazioni ridotte, ma sarete gratificati con una canzone bonus in chiusura.

Siete indecisi? Vi ho fornito abbastanza informazioni per la scelta, tuttavia ricapitolo: chiunque fra voi cerchi black metal poco impegnativo, però intenso e crudo, sarà ben servito con "Orthodox Path Of Worship".

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ATHEOS - The Human Burden


Informazioni
Gruppo: Atheos
Titolo: The Human Burden
Anno: 2013
Provenienza: Irlanda
Etichetta: Underground Movement
Contatti: facebook.com/atheosireland
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ominous Adversary
2. Shroud Of Primacy
3. The Human Burden
4. Throes Of Devotion
5. The Language Of The Martyrs
6. Beneath The Names
7. Towers Entombed

DURATA: 38:30

Dall'Irlanda, terra che non ti aspetti, viene fuori una band di quelle da leccarsi i baffi: gli Atheos. La formazione proveniente da Mullingar è attiva dal 2005, ma ha lavorato come un'attenta e operosa formichina facendo le cose per bene, così sulla lunga distanza ha prodotto dapprima l'ep "The Death Of Utopia" nel 2009, mentre si è dovuto attendere il 2013 per poterne apprezzare il debutto "The Human Burden".

Nell'album violenza, tecnica e atmosfera vanno di pari passo, le influenze sono disparate e si possono percepire echi di Immolation e Morbid Angel, la furia degli Hate Eternal, la brutalità di Suffocation, Cryptopsy e Origin, e in parte la raffinatezza degli Atheist. La loro ruota compositiva gira rapida, ben oliata ed esula sempre e comunque dal divenire l'ennesima esibizione da competizione per "pipparoli dello strumento". La scaletta anche nei frangenti vorticosi ti smonta il cervello e non ti fa girare i "satelliti", evitando qualunque situazione da "piri piri", dando campo a un'equilibrata esposizione di sciabolate e colpi di fioretto.

I quaranta minuti alternano situazioni complesse e compresse in velocità ad altre più dilatate e improntate a rendere l'ambientazione cronicamente variabile, tale fattore è riscontrabile sin dall'apertura offerta da "Ominous Adversary" e generalmente nei pezzi di durata maggiormente estesa come "The Human Burden" e "Towers Entombed". L'appeal melodico frenetico è concentrato invece in quelli più concisi quali "Shroud Of Primary", "Throes Of Devotion" e "Beneath The Names", mentre "The Language Of The Martyrs" rappresenta il fiore all'occhiello del disco per ciò che concerne il lavoro delle chitarre in fase solistica; inoltre l'andatura allentata e una flessibilità invidiabile la rendono particolarmente intrigante.

Qui non si parla di miracoli, né si millanta la creazione di chissà quale capolavoro, gli Atheos sono musicisti capaci e che non esitano a calcare la mano sulla sperimentazione, potrete difatti percepire la presenza degli archi ad esempio in apertura di "The Human Burden" e di una "The Language Of Martyrs" dai toni quasi drammatici. Con questo album i ragazzi hanno tutte le carte in regola per imporsi e farsi conoscere: segnatevi il nome e datevi all'ascolto.

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CHTON


Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity, LordPist

Formazione
Ola Langli - Basso
Torstein Parelius - Chitarra
Øyvind - Chitarra
Espen Hektoen - Batteria
Craig Furunes - Voce


Benvenuto sul nostro sito Øyvind. È passato quasi un anno dall'uscita del vostro secondo album, com'è stato questo ritorno per voi?

Øyvind: È stato grande vedere finalmente il fottuto album pubblicato. Ci abbiamo lavorato su a lungo ed è stato un processo difficile per noi, con membri che lasciavano e altri che entravano in formazione. Credo che questo sia il motivo principale per cui c'è voluto tutto questo tempo per completare il secondo album. I Chton sono stati in piedi per tutto il tempo, ma hanno sofferto la partenza di alcuni membri, una cosa che a volte ci ha causato perdita motivazioni. Nonostante registrare "The Devil Builds" sia stato un duro lavoro, siamo davvero soddisfatti dell'album, che rappresenta un grande miglioramento rispetto al nostro debutto "Chtonian Lifecode". Finalmente abbiamo una formazione permanente, con persone molto attaccate e intenzionate a portare i Chton più lontano.


I Chton sono stati attivi per circa quindici anni, come sono nati e chi sono adesso?

I Chton, a dire il vero, sono partiti come gruppo black metal (con un nome diverso). Io sono l'unico membro ancora in formazione da allora. Quando Torstein si unì alla band come chitarrista, iniziammo a lavorare sul nuovo sound, il death metal oscuro e brutale che i Chton suonano oggi. Io e Torstein siamo i principali compositori della band da allora e chiaramente siamo una parte importante delle sonorità dei Chton. Vyl (Keep Of Kalessin, Gorgoroth) ha suonato la batteria e anche composto molti riff mentre era con noi, anche alcune parti di "The Devil Builds" portano la sua firma. La cosa più importante per noi è non essere la solita band brutal death metal, vogliamo anche inserire un'atmosfera molto oscura nella nostra musica. Questa sensazione oscura gioca un ruolo importante nella musica e nei testi.


Il titolo recita "Il Diavolo Costruisce": cosa sta costruendo esattamente? Come vedete il suo operato sull'Umanità?

Abbiamo reso il titolo aperto per dare agli ascoltatori la possibilità di trovare un proprio significato. Naturalmente l'album cerca di essere un mattone in qualsiasi cosa egli stia costruendo. Personalmente non credo nel Diavolo o in alcuna cosa religiosa, ma lo vedo come una creazione umana che rappresenta la totale oscurità e il male nel nostro mondo. Di conseguenza è di grande utilità nei testi che esplorano le aree più oscure dell'Umanità. Il Diavolo ha sicuramente un grande valore simbolico.


Nel libretto c'è questa citazione:

Some dark day he'll come
and all death is here
as the mouth of hell opens
I am one with the dead
on this field of devastation.


Dato che l'album fu rilasciato quando l'Apocalisse era popolare quanto Lady Gaga e stupidamente esagerata da molte autorità, vi aspettavate un cambiamento da quell'evento che non è mai successo?

L'Apocalisse è sicuramente un grande tema per i nostri testi e per il death metal in generale. La citazione in "The Devil Builds" in realtà è composta prendendo versi di canzoni diverse e cercava di tracciare un significato preso da canzoni differenti, fino ad assumerne uno nuovo. Inoltre così abbiamo tentato di dare un significato al titolo "The Devil Builds". Non credo che vivremo Apocalissi di alcun tipo prossimamente, ma sembra che alla gente faccia molta paura questa fine definitiva, per questo scriviamo testi su di essa.


"Rise Black Gods" sembra incentivare l'arrivo di questa divinità distruttrice, si tratta di un'aspettativa che ancora deve prendere forma o in qualche modo è già tra di noi? L'eccessivo potere delle banche, che manipolano i mass media e forzano le masse volgari a obbedire: non è già una manifestazione evidente di questa forza?

Come dicevo prima, non credo in alcuna divinità e utilizziamo queste immagini nei nostri testi per via dell'atmosfera oscura e il loro valore simbolico. Penso quindi che il modo in cui l'hai descritto sia piuttosto vicino a come la vediamo noi.


Come nasce una canzone dei Chton, sia come musiche sia come testi? Ci sono ruoli precisi?

Non abbiamo compiti definiti nella band e chiunque può condividere qualsiasi riff o testo. Come dicevo in precedenza, anche se io e Torstein scriviamo la maggior parte dei riff, tutti prendiamo parte comunque al processo di creazione dei pezzi. Questo forse è un altro motivo per cui ci mettiamo così tanto tempo a completare i lavori, ma sentiamo che è quanto serve per tirare fuori il meglio dalla band, e alla fine ne vale la pena. Al momento stiamo tentando nuovi modi di fare musica, registrando idee e creando arrangiamenti prima di andare alle prove, vedremo cosa ne viene fuori. Io credo che riusciremo a separare tutto e poi rimetterlo insieme in modi completamente nuovi. Per quanto riguarda i testi, contribuiamo tutti, anche se Torstein ed Espen ne scrivono la gran parte. In pratica è lo stesso che con la musica, qualcuno porta dei testi, qualcun altro ci mette l'atmosfera giusta.


La Norvegia è nota soprattutto per il movimento black, ma anche il death sta iniziando a rimacinare. Com'è la situazione? Ci sono nuovi gruppi da seguire? Quali sono i primi nomi che ti vengono in mente?

A dire il vero il death metal è in giro da lungo tempo in Norvegia e molte delle vecchie band black iniziarono come gruppi death metal, ad esempio Immortal (Amputation), Emperor (EmbryonicDeath) e Darkthrone. Tuttavia ci sono alcuni gruppi death che stanno venendo fuori al momento in Norvegia. Blood Red Throne è ovviamente uno dei grandi nomi più ovvi. Ci sono però anche gruppi come Diskord, No Dawn, The Sickening, Obliteration e Mind Grinder che meritano attenzione. Iniziamo anche ad avere un sacco di buoni gruppi thrash come Wyruz, Imbalance, Nekromatehon...


Ho notato l'influenza di alcune band americane nel vostro sound, quali sono i gruppi che ti piacciono? Quali sono gli album che ritieni fondamentali nella tua crescita musicale?

La scena death metal americana ha avuto un grosso impatto su di noi, e non mi sorprende che tu l'abbia sentito nella nostra musica. Ovviamente risponderò a questa domanda personalmente, ecco alcuni dei dischi death metal che hanno avuto importanza per me:
Immolation – "Close To A World Below"
Morbid Angel – "Covenant"
Morbid Angel – "Domination"
Death – "Human"
Luciferion – "Demonication (The Manifest)"
Pestilence – "Spheres"
Deicide – "Deicide"
Deicide – "Once Upon A Cross"
Cannibal Corspe – "The Bleeding"
Ovviamente potrei andare avanti per ore, ma ti sarai fatto un'idea...



Ritieni che la situazione politica mondiale e il costante stato di recessione che sta investendo principalmente il mondo occidentale favoriranno un ristabilirsi del potere ecclesiastico? Il diavolo sta ricostruendo il suo impero attraverso di esso un'altra volta? Il Vaticano è sempre coinvolto in queste situazioni...

Io credo che tutte le religioni perderanno gradualmente il loro potere, la gente diventerà più intelligente e istruita, questo è il peggior nemico della religione. Quando parliamo delle aree oscure della mente umana, però scopriamo sempre che sono i punti in cui la religione è più forte. Quanto più le persone si interessano a dire agli altri come comportarsi, tanto più hanno i propri problemi oscuri.


Recentemente alcuni movimenti religiosi hanno ricominciato a infiammare il conflitto contro il mondo del metal. Le proteste ai funerali di Ronnie James Dio e Jeff Hannemann sono segni che l'idiozia non ha mai fine. La gente, tuttavia, non li incolpa mai, e ogni volta dice che gli artisti sono "maledetti" o deviati. Il metal si è commercializzato troppo? Questa situazione permette alla gente di sparare cazzate sul metal per via dell'attitudine pop di molte uscite?

Come nella precedente risposta, quanto più la gente vuole decidere come gli altri devono vivere, tanto più deve affrontare i propri problemi nascosti. Sono queste le persone di cui parlo e sono in giro dai tempi di Elvis e dei Beatles. Se la nostra musica è uno strumento per irritarli, non posso che esserne contento. Non ho problemi con la gente stupida che dice cazzate sul metal. Le dicono perché li abbiamo offesi, quindi ogni volta che qualcuno parla contro il metal io credo che abbiamo fatto bene il nostro lavoro.


Cosa pensi della scena musicale contemporanea?

Non sono più aggiornato su tutto quello che succede nella scena, ascolto i gruppi, se mi piacciono continuo a farlo, altrimenti li dimentico. Non ho problemi a scoprire band nuove o vecchie che fanno buona musica, quindi direi che è tutto ok secondo me.


Possiamo dirci soddisfatti dei cambiamenti portati dall'avvento di Internet o la globalizzazione è solo un problema per l'arte e il suo desiderio di essere apprezzata, studiata e conosciuta?

Questa è una domanda tosta. Sicuramente ora è molto più facile scoprire nuove band, ma allo stesso tempo rischia di esserlo troppo. Spesso mi capita di non riuscire ad ascoltare un gruppo quanto vorrei perché ho troppa roba nuova da approfondire. In questo sono abbastanza old school, poiché quando un gruppo mi piace compro ancora i suoi dischi. In questo modo ascolto di più la musica che compro, cosa che ha sia vantaggi che svantaggi. Non sto molto tempo a riflettere su questa situazione, siccome comunque farà il suo corso, per me è più importante il modo in cui io personalmente vivo la musica in questo ambiente.


Come sono i Chton sul palco? Qual è la base necessaria per offrire al pubblico la miglior esibizione durante un concerto?

Ovviamente cerchiamo di portare le atmosfere dal disco sul palco. Quando creiamo musica oscura e brutale, è questo che vogliamo voi vediate sul palco. Non abbiamo headbanging sincronizzato o uno spettacolo molto coreografico, ma semplicemente ce la mettiamo tutta nella musica. Aggressività pura. Diamo il massimo in particolare quando c'è una buona risposta del pubblico.


Reazioni o commenti ricevuti dopo aver suonato dal vivo i pezzi da "The Devil Builds"?

Il nuovo materiale è davvero buono in sede live. Credo che abbiamo sempre composto musica che funziona bene dal vivo e in generale i Chton hanno una buona reputazione come gruppo live.


Vi vedremo in Italia? Se sì, che canzoni vorresti suonare?

Non abbiamo progettato di suonare in Italia al momento, ma sarebbe bellissimo poterlo fare. Sono stato due volte a Roma e amo davvero l'Italia, ottimo cibo e grande vino! Presumo che suoneremmo gran parte di "The Devil Builds" e forse un paio di pezzi da "Chtonian Lifecode". Direi che preferiamo le nostre cose più nuove.


Cosa possiamo aspettarci dai Chton in futuro?

Stiamo lavorando su alcuni nuovi pezzi e speriamo di pubblicare un EP nel 2014. Allo stesso tempo lavoreremo su un nuovo album, se tutto va come dovrebbe uscirà anch'esso nell'arco del 2014.


L'intervista finisce qui, vi auguro tutto il meglio. Puoi lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori.

A coloro che non hanno ancora ascoltato "The Devil Builds": fatelo! Lo potete trovare sia su iTunes che su Spotify. Seguiteci su Facebook e Facebook per scoprire le ultime notizie!

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CHTON (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Insanity, LordPist

Line Up
Ola Langli - Bass
Torstein Parelius - Guitars
Øyvind - Guitars
Espen Hektoen - Drums
Craig Furunes - Vocals


Welcome to our website Øyvind, it's been almost a year since the release of your second album, how has this comeback been for you?

It was fucking great to finally get the album out. We had been working on this album for a long time, and it was a really hard process for us making the album with band members quitting and new ones joining in along the way. I guess that's the main reason for all the time it has taken to get this second album out. It's never been a comeback in the way that we’ve quit and came back together as a band again. Chton has been here all the time, but has suffered from loss of members, something that again spawn loss of motivation at times. Even though we've had a hard time making "The Devil Builds" we're really satisfied with the album and it represents a great development from our debut album "Chtonian Lifecode". We've finally got a permanent line-up too, with people that are dedicated and eager to take Chton further.


Chton have been active for about fifteen years, how were they born and who are they now?

Chton actually started out as a black metal band (using a different name back then). It's only me (Øyvind) that's still in the band from those days. But it was first when Torstein joined in on guitar that we started to working on the new sound of dark and brutal death metal that is Chton today. Me and Torstein have been the main riff makers in Chton since then, and are of course an important part in Chton having it's sound. Vyl (Keep of kalessin, Gorgoroth) played drums for us a while and also made a lot of riffs while he played in the band. He actually made some of the music on "The Devil Builds" too. The most important thing for Chton and our sound is to not just be another brutal death metal band. We want to put some really dark atmosphere in our music too. This dark feeling is a big part of the music and the lyrics.


The title says: "The Devil Builds", but what is he building? How do you see his work inside humanity?

We made the title open for the listener to find his/her own meaning for it. But of course this album is meant to be a brick in whatever he is building. Personally I don't believe in the Devil or any other religious stuff. But I do see the Devil as a manmade thing representing the total darkness and evil in this world. So it's of course a great use for lyrics exploring the darkest parts of human kind. The Devil definitely has a great symbolic value.


In the booklet there is this quote:

Some dark day he'll come
and all death is here
as the mouth of hell opens
I am one with the dead
on this field of devastation.


Since the album has been released in times when apocalypse was as popular as Lady Gaga and stupidly overstated by many authorities, were you expecting a change from that event that never happened?

Apocalypse is of course a great theme for our lyrics, and for death metal in general. The quote is actually put together from sentences from different songs on "The Devil Builds". It was meant to draw some meaning from the different songs and be put together as a quote taking a meaning of it's own. It also is meant to give some meaning to the album title "The Devil Builds". I don't think we will see any sort of apocalypse any time soon, but somehow people seem afraid of the apocalypse and it's the ultimate ending, that’s why we make lyrics about it.


"Rise Black Gods" from the title seems to urge the coming of this destructive deity, but is this an expectation that has yet to run its course or is it already in our midst in another form? The excessive power of the banks, manipulating mass media and coercion through the indoctrination of mass vulgar "obey": aren't them obvious manifestations of it?

Well, as I said earlier I don't believe in any deities at all and when we use it in our lyrics it is for the dark atmosphere and symbolic value. So I guess the way you describe it is pretty close to how I see it.


How does a Chton song get life, both instrumentally and lyrically? Are there any fixed roles concerning who is to deal with what?

We have not any defined tasks in the band and everyone can share whatever riffs or lyrics they want. As I said before, me and Torstein make most of the riffs though, but we all take part in the process of putting the songs together. I guess that is another reason for things taking so long, but it is what's need to be done to bring out the best of the band. Even though it takes a lot of time, it’s worth it in the end. We're trying out some new ways to make music now, starting to record ideas and doing arrangements before we go the rehearsals. We will see how it works out. My guess is that we will take everything apart and put it back together in new ways when we get to the rehearsals anyway. When it comes to lyrics all of us contribute, but Torstein and Espen do most of them. It works a lot in the same way as with the music. Someone comes up with some lyrics and others contribute to get the right atmosphere. 


Norway is known for its black movement, but now death metal has begun to grind as well, what is the situation like? Are there any new bands to follow? What are the first names that come to your mind?

Well, the death metal scene has been around for a long time in Norway, and most of our old black metal bands started out as death metal bands as well, like Immortal (Amputation), Emperor (Embryonic Death) and Darkthrone (Darkthrone). But there is absolutely some death metal bands making their way out of the gutter in Norway now. Blood Red Throne is of course one of the obvious bigger names. But you also got bands like Diskord, No Dawn, The Sickening, Obliteration and Mind Grinder that needs some attention. We also start to get a lot of good thrash metal bands in Norway worth checking out like Wyruz, Imbalance and Nekromatheon...


In your sound I've noticed some influence coming from American bands, which are the bands you like? Which are the albums that you consider fundamental for your musical growth?

The American death metal scene has really had a great impact on us, and I'm not surprised if you hear a lot of that in our music. I do have to answer this question on my own behalf of course. These are some of the death metal albums that's been important for me:
Immolation – "Close To A World Below"
Morbid Angel – "Covenant"
Morbid Angel – "Domination"
Death – "Human"
Luciferion – "Demonication (The Manifest)"
Pestilence – "Spheres"
Deicide – "Deicide"
Deicide – "Once Upon A Cross"
Cannibal Corspe – "The Bleeding"
Of course I could go on, but I guess you got the idea...



Do you think the world political situation and the constant state of recession that involves mainly the western world could become an advantage for a possible re-establishment of ecclesiastical power? Is the devil building again his empire through them? Moreover, Vatican is always there in this kind of situations.

I actually believe that all religions will gradually lose their power. People will get smarter and more educated, and that is religions worst enemy. But when you talk about the dark sides of human kind, you will always find it were religion has much power. The more interested people are in preaching how other people shall live, the more they have their own dark issues.


In this period some religious movements are rekindling the flames that contrast the metal world, the protests at the funeral of Ronnie James Dio and those of Jeff Hannemann are symptoms that idiocy is endless, but people never blame them, they say that the artists are "cursed" or deviant. Is metal too commercialized? Did this create a situation that made people able to say bad things again about metal, because of the Pop attitude of many releases?

As I answered in the previous question, the more interested people are in preaching how others shall live, the more they have their own dark issues. This is the people I'm talking about, and they've been there since Elvis and the Beatles. If our music is a tool to piss them off, I'm just happy about that. I have no problem with stupid people saying bad things about metal. They say stupid things because we offended them, so whenever they open their mouth against metal I think of it as a job well done.


Which are your thoughts about the current music scene?

I'm not up to date on everything that's happening in the current music scene any more. I check out bands, and if I like them I keep on listening to them. If not, I just forget about them. I have no problem discovering new and old bands creating good music, so I guess it's all good in my opinion.


Can we feel satisfied with the steps taken with the advent of the Internet, or is globalization only a problem for art and its desire to be appreciated, studied and known?

This is a hard question to answer. Of course it's a lot easier to discover new bands now, but at the same time it can be too much. I often end up not listening to bands as much as I want to because I got so much new stuff to check out. So I'm kind of old school like that, because when I really like a band I still buy their records. That way I listen more to the music I buy. It has both its advantages and disadvantages. I don't use a lot of time thinking about it since it is going to take its course anyway. The most important thing for me is how I personally experience music in this situation.


How is Chton on stage? What is the necessary basis to offer the best performance to the audience an one of your live shows?

Of course we try to take the atmosphere from the music to the stage. When we make dark and brutal music, that is what we want you to see on stage. We don't have synchronized headbanging and a very staged show, we just give ourselves to the music. Pure aggression. We do of course give our best when we get good feedback during the show.


Any reactions and comments received after playing the tracks from "The Devil Builds" live?

The new material is really good for a live setting. I guess we've always made music that's worked well live and Chton has a great reputation as a live band.


Will we see you in Italy? If so, which songs would you like to play?

We don't have any plans to come to Italy right now, but we would love to play there though. I've been to Rome two times and I really love Italy. Great food and great wine! I guess we would play most of "The Devil Builds" and maybe a couple of songs from "Chtonian Lifecode". I guess we're most into our newest stuff.


What can we expect in the future from Chton?

We're working on new songs now and hopefully we will get out an EP in early 2014. At the same time we will work on a new album. If everything goes as planned you will see that too sometime in 2014.


The interview ends here, I wish you all the best. You can leave one last message to our readers...

For those of you that haven’t checked out "The Devil Builds" yet: get to it! You'll find it at iTunes and Spotify. Check us out at Facebook and Twitter to get the latest news!

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