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lunedì 28 marzo 2011DARKBLACKInformazioni Autore: Mourning Traduzione: Dope Fiend Formazione Tim Smith - Voce Cliff Martin - Basso Anthony Crocamo - Chitarra Rob McConlogue - Chitarra L'heavy metal dei DarkBlack ci farà compagnia, sono con noi i ragazzi di Portland. Abbiamo recensito i loro lavori ("The Sellsword" e "Midnight Wraith"), con questa chiacchierata vedremo di conoscere un po' meglio questi appassionati del sound retrò. Benvenuti su Aristocrazia Webzine, il primo approccio con la nostra realtà è di solito legato al dare informazioni sulla storia della band, ci raccontereste come sono nati i DarkBlack e chi sono oggi? Tim: Beh, abbiamo subito molti cambiamenti nel corso degli anni. Ant e io (Tim) ci siamo incontrati tramite un amico, nel 2003 credo e abbiamo formato una band chiamata Axedance. Essa non durò a lungo e abbiamo formato i DarkBlack con il nostro amico Carl alla batteria nel 2004. Il nostro primo ep è uscito nel 2005 e nel 2006 ci siamo trasferiti dalla Pennsylvania a Portland, in Oregon. Qui abbiamo incontrato il nostro vecchio batterista, Eben Travis e il nostro secondo chitarrista, Rob McConlogue. Il nostro amico Cliff Martin si unì alla band come bassista circa un anno e mezzo fa e io ho iniziato a concentrarmi esclusivamente sulla voce. Attualmente siamo alla ricerca di un batterista a tempo pieno, ma nel frattempo abbiamo alcuni amici che ci aiutano per concerti e tour. Innanzitutto voglio ringraziarti Tim per avermi fatto pervenire i dischi, è stato un piacere immergermi negli anni Ottanta con la vostra musica. Siete alquanto ortodossi nel rivivere quegli anni, non ci sono concessioni al modernismo e questo devo dire che per quanto anacronistico per alcuni, personalmente mi fa molto piacere. Quali sono le band cardine che vi hanno ispirato? Sono tuttora i vostri ascolti abituali o c'è musica dell'ultima decade che è riuscita a far breccia nella vostre toplist? Sai, i grandi: Maiden, Priest, ZZ Top, Van Halen, Rainbow, Sabbath, Dio. Suoniamo classico quindi abbiamo bisogno dei migliori maestri che l'heavy metal abbia da offrire. Tutto sommato al di là di ciò, possiamo ascoltare ogni tipo di musica. Ad esempio, Rob ascolta molto jazz. Cos'è l'heavy metal per voi? Ho notato che quando si parla con i ragazzini più giovani o per lo più adolescenti hanno un'idea spesso confusa di cosa sia questo modo di suonare e vivere la musica, qual è il modo più semplice per spiegar loro cosa rappresenta questo mondo? L'heavy metal è divertirsi più di ogni altra cosa. Si tratta di passare del tempo con gli amici e divertirsi. Non ci dovrebbe essere alcuna sollecitazione coinvolta con la produzione di questa musica. E' qualcosa che può riguardare tutti. E' il genere metal onnicomprensivo! E' festa. Ho percepito un forte legame con Philip Lynott e i Thin Lizzy in genere, c'è una passione speciale per questa band? Vocalmente in certe soluzioni ti avvicini nel rievocare la voce di Phil ("Midnight Wraith"). Certo. I Thin Lizzy sono una delle più grandi band rock and roll di tutti i tempi. E' un peccato che Phil sia scomparso perchè avrebbe fatto ancora tanto per il rock and roll e la musica in genere. Quanto a me, io sono un grande fan dei Thin Lizzy, quindi sono sicuro che si senta un po' nel mio stile vocale. Tutto ciò che ascolto influenza me e il mio modo di cantare. Posso affermare con piacere che dopo aver più volte fatto girare sia "The Sellsword" che "Midnight Wraith" oltre ad aver goduto dei toni scuri e delle chitarre affilate, ho riscontrato una buona dose di personalità, c'è la voglia di lasciare all'interno di un suono conosciuto un proprio marchio, soprattutto in tracce come "Sword Of Morning", "...With Lightning Speed" e "Power Monger" che al contrario punta sul versante hard rock. Come nasce un vostro brano? Cos'è che fa scattare la scintilla? Mi fa piacere che tu abbia notato la nostra personalità. Penso che se c'è qualcosa di cui possiamo essere molto orgogliosi è la nostra personalità nella nostra musica. Noi sicuramente non ci nascondiamo dietro una sorta di "magia di studio". Le registrazioni sono quello che sono: la presa del nostro suono in un ambiente di studio. Se qualcosa non è possibile farlo dal vivo non è necessario farlo in studio. Ci siamo spostati dall'essere una band di heavy metal tecnico a una più concentrata e rilassata "hard rock" band, come avete notato. E' divertente. Se la musica smette di essere divertente, si deve cambiare, come musicisti che cerchiamo di migliorare noi stessi attraverso la pratica e le prestazioni. Qualche problema con la produzione c'è, la voce di Tim scompare sotto la strumentazione nel primo disco, mentre nell'ep è forse un po' troppo cruda colpendo la strumentazione in genere. Voi a distanza di tempo come valutate i vostri lavori? Si sta già componendo un successore? Beh, tutto ciò che facciamo è prodotto dalla band con un budget molto limitato. Ogni volta che succede ci sono stati alcuni problemi di produzione. Come tu hai ricordato in precedenza, tuttavia, questo permette di mostrare personalità nella musica registrata, qualcosa che sembra essere una grave carenza nella musica moderna in generale, non solo nel metal. Attualmente stiamo scrivendo quello che sarà il nostro prossimo full-lenght si spera. Se i DarkBlack fossero nati nel periodo della NWOBHM e avessero potuto scegliere due band glorie degli anni Ottanta con cui dividere il palco, su chi sarebbe ricaduta la scelta? Penso che il migliore show in cui potremmo suonare sarebbe quello in cui apriremmo per Dio-era Sabbath e Judas Priest. Sarebbe fantastico. Si parla sempre di mondo del metal in fermento, scena metal che produce band a non finire, da ascoltatore quanto compratore di musica però ho notato che l'heavy classico è quello che si è mantenuto come settore di nicchia. A cos'è dovuto secondo voi questo fenomeno? Il pubblico si è imbarbarito con gli anni andando a ricercare sempre quello che risulta essere a modo loro più estremo disconoscendo le basi del metal? O è solo una questione di evoluzione che ha messo un po' in ombra quella che è la matrice da cui nasce uno dei movimenti più duraturi e importanti della musica? Questo è un argomento che mi stanca a non finire, quindi la farò breve. L'heavy metal è come una vecchia macchina da scrivere. E' vecchia e superata. Nessuno la vuole più usare. Ma questo non vuol dire che abbia perso la sua importanza nel mondo. Senza di esso non ci sarebbero le moderne forme di metal. Penso che la gente a volte dimentichi questo. Com'è stato promuovere la vostra musica? Quali sono stati i riscontri migliori che avete ricevuto? C'è stata qualche critica troppo aspra e immotivata? Ci sono sempre buone recensioni e bisogna prendere sempre tutto con giudizio. Per la maggior parte, sono tutte divertenti e ci fanno ridere... sia noi stessi che i recensori. Dimensione live, siete attivi su tale fronte? Com'è uno show dei DarkBlack? Ci saranno date in giro per l'America e qualche tappa magari qui in Europa? Siamo attivi sul fronte live ma non così tanto come vorremmo. La situazione attuale alla batteria ci tiene un po' indietro. Abbiamo alcune date provvisorie a breve nella zona e stiamo pianificando un nuovo tour della costa occidentale, verso la metà dell'estate. Europa? Dove è? C'è stata una serata on stage che vi è rimasta particolarmente a cuore o qualche annedoto particolare che vi fa piacere ricordare e condividere con noi? Nel complesso il nostro ultimo tour, a dicembre nella costa occidentale, è stato grande. Questa è stata la nostra prima volta in tour ed è stato fantastico. Grande folla ad ogni show, e abbiamo suonato alla grande anche. Abbiamo passato dei bei momenti e incontrato e suonato con alcune grandi persone. Avete una settimana fitta d'impegni, siete stressati e sentite il bisogno di rilassarvi, cinque dischi metal e cinque non che non possono mancare al vostro seguito? Probabilmente ti sconvolgerò ma, a dire la verità, quando sono stressato preferisco andare a fare un giro in bicicletta o andare in un parco a leggere da qualche parte. Oppure se sono a casa del jazz a basso volume di solito fa magie. Cosa fanno i DarkBlack al di fuori della band? Com'è la vita di tutti i giorni? Lavoriamo tutti. Ant lavora nelle costruzioni, io sono nel settore della stampa, Rob lavora in un ristorante e Cliff lavora con i bambini in una scuola materna. Ant e io siamo in una squadra di bowling nella Metal Bowling League. Questo ci diverte un sacco. E' stata grande la scorsa stagione! Diverso da quello, ci piace farci una sigaretta, una birra e una risata! L'intervista è arrivata al capolinea. Grazie per la chiacchierata e vi lascio la parola per un ultimo messaggio o un semplice saluto rivolto ai nostri lettori. Grazie per questa opportunità, Gabriele. Speriamo che questo aiuti a tenere alta la bandiera dei DarkBlack! Continua a leggere... DOCTOR CYCLOPS (2011)Informazioni Autore: Mourning Formazione Christian Draghi - Voce e Chitarra Francesco Filippini - Basso Alessandro Dallera - Batteria Abbiamo oggi il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il trio pavese dei Doctor Cyclops. Benvenuti su Aristocrazia Webzine, che novità hanno portato questi mesi iniziali del 2011? Iniziamo dall'abc, diamo ai nostri lettori un minimo d'informazioni su come è nata la band e le attività sinora svolte? Possiamo dire che oggi i Doctor Cyclops sono un power trio: io, Christian Draghi, sono voce e chitarra. Francesco Filippini è il bassista, Alessandro Dallera il batterista. Ale si è unito a noi da giugno, mentre io e Francesco abbiamo fondato la band alcuni anni fa. Per comodità diciamo nel 2007, anno in cui per la prima volta abbiamo iniziato a suonare in trio. In realtà io e lui siamo amici d’infanzia, perchè abbiamo le radici comuni in un paesino dell’Appennino lombardo che si chiama Bosmenso. Condividiamo la musica da molti anni, per cui è difficile essere precisi su date e cose simili. Questa band è nata come duo da studio, nel senso che abbiamo iniziato a scrivere e registrarci i primi pezzi in casa come fanno in molti, computer alla mano. Poi è diventata un quartetto in prospettiva live, per poi prendere la forma finale di trio appunto verso la fine del 2007. E’ da quando siamo in tre che suoniamo questa musica di matrice... sabbathiana, diciamo. Il discorso cover non ci è mai interessato più di tanto, per cui ci siamo chiusi in sala prove per quasi un anno prima di iniziare a suonare live. Lì abbiamo scritto i primi pezzi, e abbiamo preso una "forma" musicale. Abbiamo imparato sul posto, possiamo dire. All’inizio del 2009 è iniziata l’attività live vera e propria. Già a maggio abbiamo avuto l’onore di aprire la prima data del tour italiano dei Firebird di Bill Steer, con cui abbiamo mantenuto buoni rapporti. Abbiamo registrato un paio di demo e ci siamo dati da fare per ritagliarci uno spazio. Come fanno in molti, del resto. L’ep è il risultato delle nostre prime "fatiche" in studio totalmente autoprodotte. Con la sua genuina ingenuità credo rappresenti bene la prima fase della vita della band. Abbiamo già avuto un paio di esperienze estere (Germania e Francia) e i riscontri sono stati molto positivi. Ho girato in rete, guardato i vostri video e letto molti commenti positivi, sinora la vostra proposta è stata recepita ed apprezzata, perchè la scelta di suonare volutamente "vintage"? Lo chiedo perchè in tanti si approcciano a questo mondo però tendendo a perdere punti ai miei occhi per scelte moderne, soprattutto riguardo la produzione, che ritengo stridano con questo tipo di sound. Non la definirei una vera e propria scelta, nel senso che non c’è stato nulla di troppo premeditato. Diciamo piuttosto che abbiamo "scoperto" di essere vintage... Ci piace quella musica, la suoniamo come ci viene punto e basta. E’ più una questione di attitudine e gusto che altro. Non credo si possa scegliere di "suonare vintage", perchè risulterebbe forzato. Lo può fare una cover band, forse, ma poi se vedo un tributo ai Led Zeppelin fatto da un chitarrista con il Pod vomito! Quello che la gente chiama "suono vintage" molto spesso è l’attitudine di chi lo produce. Nella maggior parte dei casi non è altro che il prodotto di una buona miscela di valvole fumanti e "ignoranza" di chi le suona! Nel nostro caso a renderci così credo sia l’amore per i riff e il modo istintivo di suonarli. I suoni sono naturali, provengono da strumentazione valvolare spinta all’osso. Poi, in base a quello che ti trovi in mano, puoi farlo alla Black Sabbath o tipo Metallica! Dipende anche dagli amplificatori e dalla scelta degli effetti... Per quanto riguarda le scelte di produzione, invece, credo ci voglia una via di mezzo. Un conto è suonare "vintage" live, che spesso si traduce in una performance infuocata con gli ampli a palla. Un conto è farlo in studio: bisogna registrare quell’energia in modo moderno, o si rischierebbe di essere anacronistici. Oggi i suoni sono molto compressi, pompati, mediosi in molte produzioni. Non c’è nulla di male di per sé, l’importante è non credere che più un album "pompi" nelle casse, più sia buono. Il muro di chitarre fa sempre effetto, ma spesso finisce per coprire la creatività. L’impatto non è tutto, è l’idea che deve uscire. In un passaggio di un report live del 2010 (onestamente non ricordo quale) era specificato l'uso di creature analogiche/valvolari. Che strumentazione utlizzate? E il drumkit? Sono alquanto legato al suono della Ludwig per certi generi e la cosa ritengo possa suscitare interesse, sembra che si parli sempre troppo poco di quale sia il mezzo con cui si arriva al fine. In effetti abbiamo diversa strumentazione "vintage". Per la chitarra uso un vox ac30 inglese degli anni ’70. Ho provato anche quelli moderni fatti in Cina, ma non c’è niente da fare... non hanno "quel suono". L’unico effetto che uso è un overdrive artigianale a valvole per saturare un po’ il suono e ingrassare i riff, ma è tutto. A volte il wah. La chitarra invece è una vecchia Gibson sg special del ’66. Francesco ha più scelta: usa indifferentemente un basso Rickenbacker o un Fender Jazz, con una testata Orange oppure con una rara Farfisa sempre degli anni ’60. C’è da sudare a spostarla, ma vale la pena! Alessandro invece ha una batteria Cvl in frassino. Visto che l’hai citata, la Ludwig è uno dei pezzi cult per il genere e credo che prima o poi se la procurerà! Cosa si cela dietro al monicker Doctor Cyclops? E' solo un riferimento cinematografico o c'è altro? In realtà, anche se molti pensano che si tratti di una citazione, il nome del gruppo è uscito in modo... "originale" durante una telefonata tra me e il bassista. Cercavamo un nome per il gruppo e, come ovvio, ne volevamo uno che avesse un significato ma che suonasse anche bene... La figura del ciclope era affascinante, perchè richiama un’idea di qualcosa di mastodontico ma al tempo stesso solitario. Lui in quel periodo stava laureandosi e quindi, per scherzo, uscì che ci potevamo chiamare "dottor ciclopi"... Doctor Cyclops! Era fatta. Ci piaceva. Poi siamo corsi su internet per vedere se esisteva già una band con quel nome e abbiamo scoperto il film. Che è un horror di serie B dei primi anni ’40. Una coincidenza felice, non ci dispiacerebbe affatto se tra molti anni qualcuno scoprisse noi come una piccola chicca nascosta del passato. Molti dei nostri gruppi preferiti sono semi-sconosciuti, al pari di quel vecchio film. Senza considerare che proprio il cinema è stata una delle nostre fonti di ispirazioni in molte situazioni. I brani inseriti in "The Doctor Cyclops" possiedono quel carisma raffigurativo che li renderebbe ottimi per una colonna sonora sci-fi o horror/psicologico, cosa che è successa con "Silver Serpent". Com’è avvenuto il contatto con la 20th Century Fox, tramite contest? Hey! Direi che hai proprio centrato il bersaglio. Non sai che piacere sentirti parlare di "carisma raffigurativo". Tu pensa che "Silver Serpent" è nata proprio dal desiderio di ricreare in musica quell’atmosfera d’acquitrino carico di tensione in cui si muovevano gigantesche serpi viste in un documentario... Per il fatto del film, che è in soldoni la versione b movie (ancora una volta!) del "2012" di Emmerich, è successo che l’autore della colonna sonora, un musicista nostro concittadino titolare di una piccola etichetta, la Primula Records che aveva già editato un nostro pezzo in una compilation tempo prima, cercava delle band con un pezzo da inserire nel cd allegato al dvd della versione italiana del film. Ci ha chiesto di partecipare e noi abbiamo inciso quel pezzo, che guarda caso parlava proprio di Apocalisse. Un’altra felice coincidenza. Non abbiamo avuto nessun contatto diretto con la 20th Century Fox. Anche se scrivere pezzi per colonne sonore di film inquietanti (possibilmente di serie b!) non ci dispiacerebbe affatto in futuro. Da cosa siete influenzati mentre componete? Quali sono le fonti d'ispirazione? Ascoltando le canzoni, la musica pare essere l'ingrediente primario di una ricetta più ampia, c'è qualche artista in campo letterario che vi offre o ha offerto spunti per i testi? Come percepite che un pezzo è pronto per essere registrato in quanto completamente Doctor Cyclops? La composizione dei pezzi avviene in modo molto istintivo e più o meno "casuale". E’ raro che uno di noi scriva un pezzo per intero dall’inizio alla fine. Di solito qualcuno porta un riff, l’altro lo continua oppure ne collega uno totalmente diverso (viva il progressive!), lo si suona insieme e così via. Il testo di solito arriva dopo. Le influenze? La musica che abbiamo ascoltato e al limite qualche bottiglia di Bonarda delle nostre colline poi magari se è tutto il giorno che ascolti i Witchcraft la sera sforni un riff a tema. Lo stesso se hai ascoltato Cathedral o Pentagram. La parte letteraria o cinematografica di solito viene dopo, quando si tratta di scrivere il testo. Che, come dici tu, è un altro ingrediente fondamentale della ricetta. Molti gruppi rock sottovalutano l’importanza delle liriche, noi cerchiamo di dipingere un affresco, o raccontare uno spaccato di vita con i nostri testi. Sono importanti quanto la musica, se ci si prende il tempo di ascoltarli. A volte, non essendo madrelingua, escono delle immagini pensate in italiano e così tradotte... Pirandello, Blake, certi film che ci hanno rapito, nel caso di "Silver Serpent" perfino la Bibbia... Le ispirazioni sono tante e varie, scrivere un testo è un po’ come cucinare: a volte ti ispiri a un libro di ricette, altre sperimenti del tutto. L’importante è che non siano mai parole... "precotte". Percepiamo quando un pezzo è Doctor Cyclops se affonda le radici in quel carisma raffigurativo di cui abbiamo parlato prima, e comunque quando evoca e fa danzare i demoni, buoni o cattivi che siano, dentro ciascuno di noi. Se la sala prove vibra, vuol dire che è il sentiero da seguire. State lavorando al video di "Angel Saviour In The Cannibal House", cosa dobbiamo attenderci? Anche qui torna l’amore per il cinema. Di solito sono molto critico sul nostro lavoro, ma in questo caso mi sento di sbilanciarmi e dire che sarà davvero forte! Abbiamo quasi finito il montaggio e siamo incredibilmente soddisfatti di quello che sta uscendo. Non volevamo fare il solito video in cui la band suona alternata ad immagini di qualche tipo. Quella canzone ha una storia e un’atmosfera "teatrali" e abbiamo cercato di raccontarla, certo in modo metaforico, ma con un vero e proprio cortometraggio. Ci saranno sequenze di noi che suoniamo, ma abbiamo cercato di metterle in modo che facessero da "contrappunto" alla storia, che fossero al servizio della narrazione e non il contrario. Ci piace molto il cinema di Werner Herzog perchè nei suoi film si trovano una fotografia e delle immagini spettacolari, con dei paesaggi mozzafiato che impressionano per la loro semplicità e parlano da soli. Per fortuna dalle nostre parti abbiamo dei paesaggi suggestivi e la location scelta, un villaggio fantasma in mezzo a un bosco, ha aiutato molto. Sarà un video musicale ma insolito, credo. Sempre che ce lo facciano pubblicare! Dobbiamo ancora chiedere i permessi per il girato. Incrociate le dita affinchè vengano concessi, perché questo maledetto mondo di carta ancora non ha imparato a prendersi cura di certe sentenze. Citando Foscolo: "Siedon custodi de’ sepolcri, e quando/ il tempo con sue fredde ale vi spazza/ fin le rovine, le Pimplèe fan lieti/ di lor canto i deserti, e l’armonia vince di mille secoli il silenzio.". Una buona difesa quando ci troveremo davanti al giudice, no!? Se le prove in studio sono fondamentali per segnare il punto della situazione, affermare che una band è capace di darsi in pasto su larga scala, i live rappresentano però la forma più adeguata per carpire informazioni utili su quanto e perchè la musica venga apprezzata o meno. Avete girato on stage in suolo italico sconfinando per tre date in Germania in compagnia di ottime band quali Last Barons, Phased, Stake Off The Witch. Differenze sull'organizzazione, pubblico e andamento delle serate? Nel parlare con chi vi ha visto in tale sede avete ricevuto qualche "critica" costruttiva che vi ha fatto piacere? La differenza fra Italia ed estero, per quello che abbiamo visto, è abissale. Soprattutto fra Italia e Germania. Quello che trovi là e che qua manca in generale è l’interesse per la musica, la cultura che ti porta ad andare ad ascoltare live music senza necessariamente il bisogno di volere ascoltare qualcosa di già sentito, le solite cover. In Italia manca pubblico per la musica originale. Per quella rock-stoner-doom, chiamala come vuoi, è ancora più grigia. Si finisce ghettizzati nelle riserve! In secondo luogo, altra differenza è che all’estero è comune pagare il biglietto per andare a un concerto, anche quello nel bar sottocasa. Cosa che in Italia non viene proprio digerita: magari i ragazzi sono pronti a spendere 40 o 50 euro per sentire Ligabue o Vasco per la decima volta, però storcono il naso se gli chiedi 3 euro d’ingresso per una serata dove magari si esibiscono tre band che però non conoscono. Per non parlare della vendita del merchandise. All’estero, se piaci, il cd te lo comprano con molta più facilità, qui i soldi se li tengono per i cocktail o una birra in più. E’ una questione culturale. Le critiche poi, se in buona fede, sono sempre ben accette, ma la cosa che più ci fa piacere è quando ci accorgiamo che la nostra esibizione ha mandato un messaggio, ha "toccato" in qualche modo l’anima della gente. A volte capita, ed è la soddisfazione più grande. C'è stata un'esperienza live che ritenete indimenticabile? Direi che se ne possono citare un paio. La prima martedì 5 maggio 2009. Al Thunder Road di Codevilla i Firebird di Bill Steer inaugurano il tour italiano e a noi poveri pivellini di provincia capita di aprire per il gruppo che più di tutti forse ci ha cambiato la vita musicale. Li avevamo visti dal vivo a Travo, vicino a Piacenza, pochi anni prima, e ci eravamo innamorati di loro. Vederli è stata una folgorazione, il loro approccio al palco e il loro stile ci hanno convinto a suonare in trio. Quando abbiamo saputo che venivano in Italia e avevano date al nord, abbiamo fatto di tutto perchè il Thunder li ospitasse e alla fine il sogno si è avverato. L’altra data è sicuramente sabato 6 novembre 2010 al Vortex club di Siegen, in Germania. Eravamo più "maturi" come band, ma pur sempre dei ragazzi che dal paesino finiscono nel piccolo grande tempio della musica underground, con tutto ciò che questo può comportare: a partire dalla crew del locale che si preoccupa di scaricare la tua strumentazione e ti trova sempre tra i piedi mentre cerchi di non creargli fastidio, all’ingombrante presenza dei fantasmi di vari idoli musicali già passati da quelle parti, a suoni e palco da brivido, allora ti chiedi se fino ad ora sei stato un bluff o se sei "vero", se ci sei tagliato... A quel punto la scelta giusta è forse ricordarsi da dove si viene e affidarsi a quel bambino che trova una Eko senza corde del padre nella "stanza del grano" e che si mette in posa "lord of the world" davanti al grande specchio della camera da letto col legno tra le braccia!! Indimenticabile, sì... per la vita! Per conoscere un po' meglio i vostri gusti musicali e non, cinque dischi, libri e film che considerate essenziali per la vostra formazione artistica? Christian: come dischi dico il "White Album" dei Beatles, "Black Sabbath" dei Sabbath, "Deluxe" dei Firebird, "Another Way To Shine" degli Spiritual Beggars e "Captain Beyond" dei Captain Beyond. Tra i libri sicuramente le "Operette Morali" di Leopardi, "John Barleycorn" di Jack London, "Uno Nessuno E Centomila" di Pirandello, "1984" di Orwell, i Racconti di Lovecraft e Poe. Per i film dico "Weekend" di Jean Luc Godard, "Apocalypse Now" di Coppola, "Il Gabinetto Del Dottor Caligari" di Robert Wiene, "Nosferatu" (sia quello di Murnau che quello di Herzog), e "Il Fascino Discreto Della Borghesia" di Bunuel. Francesco: come dischi la discografia completa dei Cathedral. Toglietemi tutto ma non i Cathedral! Poi "Erupts!" dei Truth And Janey, "Witchcraft" dei Witchcraft, il "Live At Roadburn" degli Earthless e "Hollowman" (ep) degli Entombed. Tra i libri: "Autunno" di Philippe Delerm, "Narciso E Boccadoro" di Hermann Hesse, "L’Orlando Furioso" di Ariosto, le "Fiabe Italiane" di Italo Calvino e "I Fiori Del Male" di Charles Baudelaire. Per film invece "Il Marchese Del Grillo" di Monicelli, "Nosferatu (Il Principe Delle Tenebre)" di Werner Herzog, "School Of Rock" di Richard Linklater, "C’Era Una Volta In America" di Sergio Leone e "Il Cavaliere Di Lagardère" di Philippe De Broca. Alessandro: E’ strano, ma se devo dire la verità la dico tutta: da bambino la prima volta che la batteria ha attirato la mia attenzione è stato ascoltando "Rotolando E Respirando" dei Pooh! Ci sono rimasto legato... Nel rock però dico "Highway To Hell" degli Ac/Dc, "Bump Ahead" dei Mr. Big, "Blue Oyster Cult" dei Blue Oyster Cult e ovviamente alla pari i primi quattro dei Led Zeppelin. Per i film: "Arancia Meccanica" di Kubrik, "Forrest Gump", "Il Miglio Verde" e i film di Tinto Brass. "Paprika" su tutti! I libri... non sono un gran lettore, ma "L’Alchimista" di Paulo Coelho mi ha colpito davvero. Poi mi sono rimasti dentro "Il Piccolo Principe" e "La Metamorfosi" di Kafka. In che stato di salute è la scena doom/stoner italiana? Dal punto di vista personale la ritengo spesso sottovalutata, l'italiano ha una forma di esterofilia che domina le preferenze anche quando il nostro Belpaese regala dei piccoli gioielli come il vostro ep. Si puÚ invertire tale tendenza? Nessuno di noi segue l’attuale scena doom, tantomeno quella stoner, né italiana né estera. Ci piace andare alla riscoperta ed ascolto di gruppi da sottobanco/bosco perlopiù heavy rock primordiale. Tutto ciò non perché fa cool, ma basta accostarsi a gruppi come Witchfinder General, Arzachel, Aardvark, Dust, Captain Beyond, Orang Utan o agli italianissimi Circus 2000 per tirare le conclusioni. Sì, è vero, ci trovi in difetto! Anche noi tendiamo l’orecchio più al di là delle Alpi che al di qua, ma non so spiegarti neanch’io bene il perchè. Al tempo è capitato di innamorarsi di gruppi italiani come Ritmo Tribale, Karma, così come da qualche anno è stato un piacere imbattersi in gruppi come Wiked Minds, Electric Swan, Da Captains Trip, Los Fuocos, Roverheart (un gruppo di ragazzi piacentini tanto giovani quanto talentuosi) e in chissà quanti altri a venire. Anche se non sappiamo dirti se effettivamente esista una vera e propria scena, qui in Italia c’è da togliersi il berretto davanti a gente come Paolo dei Matra e al suo al lavoro organizzativo svolto al Cox 18 di Milano. Lui sì che è un vero gigante! Contribuisce a mantenere in vita il fuoco sacro della musica e invita la gente a cogliere ciò che può piacere o meno, perché da spazio a tutti. Solo con questo spirito si può invertire la tendenza all’esterofilia in musica. Peccato che poi c’è sempre di mezzo chi si nasconde dietro ad un nome o agisce solo per tornaconto personale e anziché aiutare le altre band cerca di affossarle perchè ci vede concorrenza. Sono quelli che trovi sempre col sorriso in mezzo alla guerra dei pezzenti. Non c’è una vera e propria scena, credo... Piuttosto tanta gente che cura il proprio orticello preoccupandosi di convincere e convincersi che sia più bello di quello del vicino. Chi sono i Doctor Cyclops al di fuori della band? Quali sono le passioni e come si svolge la vita di tutti i giorni? I Doctor Cyclops sono tre persone assolutamente normali. Un ragazzo autentico (Alessandro) e due un po’ più... stagionati, che lavorano. Con una passione ingombrante come la musica è difficile, al di fuori del lavoro, trovare tempo per altro. Quindi in pratica tutto ruota attorno alla vita della band. Si dorme poco, ci si "sbatte" tanto. Il poco tempo che resta Francesco lo passa in mezzo alla natura, Christian al pub o con la ragazza, Alessandro... dove va?! Lo pedineremo e vi faremo sapere la prossima volta. Progetti futuri? C'è un full in lavorazione giusto? Possiamo dare qualche anticipazione a riguardo? Ehhh... Intorno all’album stanno già girando leggende tipo: contratti marchiati da salamandre flambé; che al microfono si alterneranno Christian e, nelle notti di luna piena, il licantropo di Torre degli Alberi; che le pelli della batteria di Alessandro appartengano allo psicotico giaguaro di Castellaro. Insomma siamo su un buon barcone. Credo che nemmeno noi sappiamo dove andrà a finire. E’ la prima volta in studio per tutti noi, credo che l’album si farà strada facendo. L’obiettivo generale è catturare la nostra vena "vintage". Sarà prodotto come si produce nel 2011, niente forzature "d’epoca" (ci sarebbe piaciuto registrare in analogico, ma le bobine costano troppo!), però vogliamo che sia un disco onesto e genuino. Non sappiamo ancora quando uscirà, ci auguriamo entro la fine dell’anno. Siete in giro a suonare in questo periodo? Vogliamo segnalare un paio di date in cui i nostri lettori potranno venirvi a vedere? In Italia purtroppo ci sono poche soddisfazioni da prendersi. A parte qualche bel club che capita di scoprire ogni tanto, è vita dura per il nostro genere. Ad aprile il 2 saremo a Genova al Lucrezia Bar, poi (dall’11 al 16) saremo in Francia/Belgio. Un tour di una settimana per preparare il terreno all’uscita dell’album. Tra le tappe anche la Normandia, dove tra l’altro incontreremo di nuovo gli amici dei Last Barons, una band francese straordinaria. L'intervista si conclude qui, solo un'ultima battuta, un saluto o un semplice messaggio per chi ci segue, vi lascio la parola. Che dire? La buona musica si nasconde, non smettete di cercarla... Proto-Doom-Heavy-Rotten-Rock OOON!!! GROOOWWLLLLLLLAH!!! Continua a leggere... DARKBLACK (english version)Information Author: Mourning Translation: Dope Fiend Line Up Tim Smith - Vocals Cliff Martin - Bass Anthony Crocamo - Guitar Rob McConlogue - Guitar We'll be in company of the heavy metal of DarkBlack, ar with us the Portland guys. We have reviewed their work "The Sellsword" and "Midnight Wraith", with this talk we'll know better these fans of retrò sound. Welcome to Aristocrazia Webzine, the first approach with our reality is usually linked to provide information on the history of the band, can you tell us how they are born DarkBlack and who are they today? Tim: Well, we’ve gone through many changes over the years. Ant and I (Tim) met through a friend in 2003 I believe and we formed a band called Axedance. That did not last very long and we went on to form DarkBlack with our friend Carl on drums in 2004. Our first Ep came out in 2005 and in 2006 we moved from Pennsylvania to Portland, Oregon. We met our last drummer, Eben Travis and our second guitarist, Rob McConlogue here. Our friend Cliff Martin joined the band on bass about a year and a half ago and I moved over to focus solely on the vocals. Currently we are looking for a full-time local drummer but in the meantime we have some friends fill in for live gigs and touring. At first I want to thank Tim for having sent me the discs, was a pleasure to immerse myself in the eighties with your music. You are quite orthodox in reliving those years, there are no concessions to modernism and I have to say that, though it is anachronistic to some, personally this make me very pleased. What are the key bands that have inspired you? They are still your usual plays or there is music of the last decade that has managed to make inroads in your toplist? You know, the greats: Maiden, Priest, Zz Top, Van Halen, Rainbow, Sabbath, Dio. Even journey. We’re going for that classic feel so we need the best teachers that heavy metal has to offer. All in all, we listen to every type of music out there. For example, Rob listens heavily to jazz. What is heavy metal for you? I noticed that when you talk to younger kids or mostly teenagers, they have often confused idea of what is this way of playing and living music, what is the easiest way to explain them what is this world? Heavy metal is a spirit more than anything. It's about having a good time with friends and rockin'out. There should not be any stress involved with playing this music. It's something everyone can relate to. It's the all-encompassing metal genre! It's a party. I felt a strong bond with Philip Lynott and Thin Lizzy in general, there is a special passion for this band? Vocally, in certain solutions, you approach in evoking the voice of Phil ("Midnight Wraith"). Sure. Thin Lizzy is one of the greatest rock and roll bands of all time. It's a shame Phil passed away because he would have gone on to do even better things for rock and roll and music in general. As for me, I'm a huge fan of Thin Lizzy so I'm sure that comes out a little in my vocal style. Anything that I listen to is going to make an impression on me and my way of singing. I am pleased to say that after having turned over several times "The Sellsword" and "Midnight Wraith" in addition to having enjoyed of the dark tones and sharp guitars, I've found a good amount of personality, there is the desire to leave within a familiar sound an own brand especially in tracks like "Sword Of Morning", "...With Lightning Speed" and "Power Monger" which in contrast is focused on the hard rock slope. How did your song born? What triggers the spark? I’m glad that you noticed ou personality shining through. I think if there is anything that we can be extremely proud of, it's our personality in our music. We definitely do not hide behind any sort of "studio magic". The recordings are what they are: the capturing of our sound in a studio environment. If you can't do it live you shouldn't necessarily do it in studio. We've moved from a slightly technical heany metal band to a more focused and relaxed "hard rockin" band as you have noticed. It's fun. If music ceased to be fun, I guess we'd hang it up, so as musicians we strive to better ourselves through practice and performance. There is some problem with the production, the voice of Tim disappears beneath the instrumentation in the first, while in the ep is perhaps a bit too crude hitting the instrumentation in general. After some time how do you evaluate your work? You are already composing a successor? Well everything we do has been produced by the band on a very limited budget. Whenever that happens there are bound to be some production issues. As you pointed out above however, this allows for personality to show through in the recorded music, something that seems to be severely lacking in modern music as awhole, not just in metal. We are currently writing for what will be our next full-lenght hopefully. If DarkBlack were born during the NWOBHM era and they could choose two glories of the eighties with whom to share the stage, over who would spill the choice? I think my favorite show to play would be us opening for Dio-era Sabbath and Judas Priest. That would be the greatest thing. We always talk about the world of metal in turmoil, metal scene that produces band at no end, as listener and buyer of music though I have noticed that the classic heavy has remained as a niche sector. What is in your opinion the reason of this phenomenon? The public has become barbaric over the years always going to look for what appears to be more extreme in their own way in disregard of the basics of metal? Or is it just a matter of evolution that has put a bit in shade that is the matrix that led to one of the most enduring and important movements of music? This is a topic that tires me to no end, so i'll make it brief. Heavy metal is like an old typewriter. It's old and outdated. Nobody wants to use it anymore. That doesn't mean it's lost relevance in the world. Without it there would not be the modern forms of metal. I think people sometimes forget that. How has been promoting your music? What were the best evidence that you have received? There has been some criticism too harsh and unreasonable? There are always good reviews and pretty much you have to take them with a grain of salt. For the most part, thay are all funny and make us laugh... at ourselves and the reviewers. Live field, are you active on that front? How is a DarkBlack show? There will be dates around America and even some stages here in Europe? We are active on the live front but not as much as we'd like to be. The current drummer situation is holding us back a bit. we have a few tentative dates coming up in the area and are planning another West Coast tour towards the middle of summer. Europe? Where's that? There was an live evening that there has been very much close to heart or some particural anecdotal that makes you pleased to remember and share with us? As a whole our last tour in december of the West Coast great. This was our first time getting out since relocating and it was a blast. Great crowds at every show, and we played great too. We have played great too. We had some good times and met and played with some great people. Do you have a week full of commitments, you're stressed and feel the need to relax, five metal albums and five not metal albums which cannot fail to follow you? I’m probably going to turn your world upside down here but, to tell you the truth, when I'm stressed I prefer to go for a bike ride or lay around in a park reading somewhere. Or if I'm at home some jazz at a low volume usually does the trick. What do DarkBlack outside the band? How is your everyday life? We’re all working class dudes. Ant works construction, I'm in the printing industry, Rob works at a restaurant and Cliff works with kids at a pre-school. Ant and I are on a bowling team in a Metal Bowling League. That's a lot of fun. We one the whole thing this past season!!! Other than that we enjoy having a smoke, a beer and a laugh! The interview is over, Thank you for the chat and I leave you the word for a last massage or a simple greeting at our readers. Thanks for this opportunity, Gabriele. Hopefully this helps the DarkBlack banner to fly high! Continua a leggere... DEEP DESOLATION (2011) (english version)Information Author: Mourning Translation: Dope Fiend Line Up Martinous - Vocals Meriath - Guitars Markiz - Guitars Piorun - Bass Wilku - Drums Here we are with the polish Deep Desolation, who soon debuted with their album "Subliminal Visions". How are you, guys? How do you feel after releasing your first "creature"? Meriath: We are very happy, that this album was finally released. Many people can hear our official production, and we can spread our music to every place in the world. We are also very proud, because after all that hard work in recording studio, we can surely say, that it was worth it. Can you please make a presentation of your band for our readers? Deep Desolation was brought to life by Markiz - guitarist, who is our leader and "the main engine"; Behind the microphone we have Martinous - a person, who gives 100% of him, when creating his screammy parts; Piorun plays on bass guitar, and he is in the band from the early beginnings; Wilku is a young drummer, who joined us in year 2010, after Darek - our first drummer - left the band and country for work; And I - Meriath. I play on guitar and sometimes i make vocals (especially, when we played live, and Martinous was abroad). "Subliminal Visions" is a deep and bleak album, a great mix of black/doom. Which bands influenced you most? And which albums are most important in developing Deep Desolation's sound? To tell You the truth - I could write here hundreds of band names. But most of all, I think that bands, that "can be heard" on "Subliminal Visions" are definitely: Celtic Frost, Black Sabbath, Burzum, Khold, Electric Wizard... With our music we're exalting especially metal creations of the 80's and early 90's. That specific vibe of psychedelic rock, doom metal, early black and death etc. In other words - our most influence is a very dark, weird and evil music. As for the sound - we love how sounds for example Electric Wizard or Skitliv. We've been listening to them on our rehearsals, and we took that cd's to the recording studio. Markiz said something like "Hey man, we want to sound like that! We want the most ill and dark sound, you could ever imagine...". And because Mariusz, who was our sound engineer is our dear friend - the effect was more than gratifying. Who writes the lirycs? And how do you manage the composition's duty? Lyrics for our debut album was wrote by Markiz and Martinous. Some of them was based on personal experience, some was surely created in the most desolated parts of their souls. Music on this album was fully composed by Markiz. When I came to the band, I brought a couple of ideas, mostly on arranging the songs, but the composer of this album is Markiz. I really appreciate "Everlasting War" with its choirs in the background. I've found some conceptual similarity with some Marduk's slow parts, do you agree? We like Marduk very much and we're regarding their music. I think, that the feeling of Marduk similarity is enhanced by vocals which are also as sick as there. Do you like the production of the album? I think it's a little bit raw. Is there something you would change for your next album? Yes, we can for sure tell, that we are satisfied with the production. The sound is raw, but it was known from the beginning, that this will be the sound of this album. Maybe in future we'll think about more down-tuned sound, with more depths. On second album there will be a little difference in vocal parts, because I will record one, maybe two songs there. There will be also some guests, but... it will be in the future. Have "Subliminal Visions" been received by the musical magazines? Do they like it? As far as I know - some magazines will get it, or maybe, they have it already. Our label is instantly sending the CD's to various places. For now We have found a couple of reviews, and we must say, that we're more than happy, because the ratings of "Subliminal Visions" is very good. Of course some people didn't like it as much as others, but to generalise it - maniacs love it! You come from Poland, one of the lands with the best extreme metal's scene of the planet and many of you have already played in other bands. What do you think about the changes in metal music since the '90? The evolution of Black Metal at the beginning of 90's and with it - the input of extreme ideology tu the music. I mention those days with great sentiment. I was growing up at these years, and such albums like "Hvis Lyset Tar Oss", "De Mysteriis Dom Sathanas" or "A Blaze In The Northern Sky" strongly affected me. Unfortunately, the ending of the 90's was murderous for Black Metal. There were to many bands, they went into mainstream, there were no ideas for further evolution of the genre. Only the next decade let the Art of Black Metal to reborn. Poland is the land of the Pope Wojtyla, but it's also full of hate against christian religion. What do you think about religion in general? I really hate it. Its uniquely stupid ideology attended to manipulate stupid masses. The only precious element in this religion (but only in symbolic meaning) is Lucifer - Satan, God's opponent. I think, that Satan have real divine root, because he aspire for implement his values as prevailing, and not executing someones orders. In my opinion this whole ideology is collapsing, and I really enjoy it! For example - in London churches are set for auctions. You can buy it, and open a whorehouse in it! As for Poland - what really fucks me off is that parochial catholicism. And the fact, that we had polish Pope made it even worse - Poland signed the concordat. I think that the communist regime was too much indulgent for The Church - none of that pigs shouldn't be left living. Many big labels strongly support digital sellings, many underground labels prefer a more material support for music, what do you think? Better mp3 or cd-vynils? Downloading mp3's is ok, when you want only to hear the album and then - buy it. Its OK, because CD's, for example in Poland, costs a lot of money, and I understand, that someone don't want to buy something unknown. But that's not what we were fighting for - as we used to say in our country. As for vinyls - its something specific. Something full of magic, with the taste of old times. Everyone in our band is collecting vinyls, and to tell you the trought - we hope, that some day Deep Desolation will also release a vinyl... What do you think about webzines, forums and magazines. Which is the best way in your opinion to spread the passion of music? I think, that every kind of promotion is great, and should last. Nowadays many people prefer to read somthing on computer's monitor, so - I think - maybe forums and webzines are somehow better? But in other case - normal, printed magazine, that can be taken to hand, taken to work in bag... Its a little bit similar with vinyl albums - there is some kind of magic in it. Web page can be deleted, and paper magazine - if you'll not burn it - it will last. How is a perfect live performance for Deep Desolation? First of all - thousands of fans below the stage. Great lights, great sound, no strings breaking. And offcourse - good bands that we will play with and after concert - drink too much and smoke some funny things. Have we any possibilities to see you live in Italy? We hope so! We would love to play in other country, and whenever there will be an opportunity to play in Italy - we will come and play. Who knows? Maybe someday we will get an invitation for some festival, or some band will invite us? Time will come. The interview is at the end, thanks a lot for staying with us, we leave you the last words for our readers. Thanks a lot for reading our words, if you don't have "Subliminal Visions" yet - get it and destroy your neighbor ears with our sounds!!! HAIL! Continua a leggere... domenica 27 marzo 2011SEVERED CROTCH - The Nature Of EntropyInformazioni Gruppo: Severed Crotch Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/severedcrotch Autore: Mourning Tracklist 1. Precursor To Entropy 2. Breeding Failure 3. Ecstasy In Death 4. Human Recipes 5. XII 6. Soul Cremation 7. A Breath Of Hatred 8. The Nature Of Entropy 9. Caught In Transcendence DURATA: 41:50 Una band paga dazio quando la carta d'identità rivela la non appartenenza a una scena metal che conta? Probabilmente sì, è già successo in passato d'incontrare formazioni con le palle non supportate o costrette ad autoprodursi perché non inserite o di nascita fortunate, è il caso che accomuna anche gli islandesi Severed Crotch alle tante che girano da un po' all'interno del movimento underground andando alla ricerca di una label.Nello scrivere queste parole sono spinto dall'ammirazione verso il lavoro svolto in questo lustro d'attività che ha dato vita a due demo e al debutto "The Nature Of Entropy", un disco brutale, tecnico e carico d'atmosfere ben correlate all'evoluzione delle note che mi fa pensare: se fossero stati tedeschi o svedesi non ce li saremmo già trovati supportati da qualche etichetta seria e magari rifilati in 666 formati diversi? Può darsi, fatto sta che non provenendo da quelle terre e l'Islanda non avendo una gran rappresentanza nel mondo metallico che conta, 'sti ragazzi escono sul mercato con un self-released suonato e mixato con cura, a differenza di tanti prodotti della Unique Leader e Sevared la quantità di plasticume è fortemente limitata. Di buono c'è che la ferma violenza viene alternata e imbastardita da passaggi jazzy e groove andante che fanno di tracce come "Ectasy In Death", "XII" e "Breath Of Hatred" delle mazzate che non sono costrette ad appoggiarsi al pedale dell'acceleratore spinto in continuazione per far male, l'incedere cantilenante e le varianti tecniche a servizio dei pezzi le rendono invitanti e pronte per avviare la fase headbanging in modo automatico, ancor di più lo è una "Human Recipes" che sembra uscita dalla mente dei Cannibal Corpse per molti dei suoi fraseggi e non è la sola formazione che incrocerà il vostro pensiero. Quando le melodie nutrono il mood malsano e lo sviluppo esecutivo pur facendosi apprezzare per la bravura degli strumentisti non si limita a farsi pippe sullo strumento in stile Obscura, quello che ne vien fuori è un album solido, con canzoni che non sono riff sparati a duemila all'ora senza senso, musica che si possa definire estrema e non una lezione impartita e rifilata per tale. Compositivamente maturi, i Severed Crotch hanno tutte le armi ben affilate, un singer capace di alternare le possibili soluzioni vocali senza strafare, una più che discreta coordinazione negli inserimenti di stampo technical e un reparto ritmico terremotante, cosa si vuole di più in un lavoro simile? Consiglio agli appassionati del filone brutal di non farsi mancare l'ascolto di un album come "The Nature Of Entropy", se le label citate nel testo si accorgessero di questi ragazzi con tutta probabilità il contratto potrebbe (e dovrebbe) scapparci, da seguire con molta attenzione. Continua a leggere... MALMORT - MCDXXXI - MCDXLInformazioni Gruppo: Malmort Anno: 2010 Etichetta: Hass Weg Production Contatti: www.myspace.com/malmort666 Autore: Mourning Tracklist 1. Wrath Of A Son 2. Drowned In Lake Of Blood 3. Sword Under Furnace Bridge 4. MCDXXXI - MCDXL 5. Black Funeral (Mercyful Fate cover) DURATA: 24:07 La scena francese offre sempre degni spunti, tocca stavolta ai Malmort girare nello stereo, i transalpini sono dediti al sound old school, non ci sono innovazioni e se il loro nome vi risultasse poco conosciuto non ne rimarrei sorpreso, un demo stampato in cd-r e limitato a cento copie intitolato "Hollenfurt" e quest'ultimo mcd "MCDXXXI - MCDXL" anch'esso in numero ristretto a trecentotrentatrè esemplari fanno sì che sia il passaparola (vecchio stile) a gestire la situazione contatti.Le cinque tracce trasudano passione, dedizione al canonico modo di esporre il black metal, sono gelidi e le melodie che fanno pulsare i brani spiccatamente nere acuiscono tale sensazione, non è difficile riportare la mente agli anni Novanta ascoltando una "Wrath Of Satan" e "Sword Under Furnace Bridge". Il comparto ritmico sfrutta accelerazioni repentine e cambi di tempo semplici ma ben impostati e anche il basso presente e udibile dice la sua, cosa che non avviene in molte delle uscite odierne. Soprattutto nelle release underground si è iniziato da un po' a ridare vitalità e sostegno a questo strumento, ciò non può che far piacere visto che spesso è stato bistrattato malamente. L'omaggio conclusivo a King Diamond con l'immortale "Black Funeral", capolavoro di pezzo estratto da quelle pietra miliare del sound più tetro che è "Melissa" datato 1983 (chi non conoscesse questo disco urli un mea culpa contro il cielo e s'aspetti un fulmine che lo prenda in pieno), si rivela piacevole, strumentalmente ben eseguita e in fin dei conti è trasportata all'interno del mondo estremo con una versione che non snaturandola la rende apprezzabile. La produzione pur essendo abbastanza pulita non intacca la natura accattivante e animosa delle canzoni, è una formazione da tenere d'occhio quella dei Malmort, in futuro potrebbe sfornare un buon album. Se vi dovesse riuscire provate a contattare la label magari una copia del mini è ancora reperibile. Continua a leggere... MEGATON LEVIATHAN - Water Wealth Hell On EarthInformazioni Gruppo: Megaton Leviathan Anno: 2010 Etichetta: Feretro Records Contatti: www.myspace.com/megatonleviathan Autore: Mourning Tracklist 1. Water Wealth Hell On Earth Part I 2. Water Wealth Hell On Earth Part II 3. Guns And LSD 4. A Slow Death In D Minor DURATA: 57:07 E' uscito finalmente dalla versione demo, i Megaton Leviathan sono passati a quella più completa e curata di un full, "Water Wealth Hell On Earth", titolo che è ripreso dal binomio di song presente già nel primo lavoro autoprodotto e che viene adesso riproposto in questo rilasciato unicamente in serie limitata (cinquecento copie) sotto l'etichetta Feretro Records.Il recente passato è parte integrante della corporatura massiccia dell'album, ben tre dei quattro episodi sono infatti appartenuti al demo "Megaton Leviathan" del 2009, chi non avesse letto la recensione dello stesso pubblicata sul sito e curata sempre dal sottoscritto, potrebbe buttare un occhio lì trovando le dritte riguardanti la prima parte del disco e la nascita di un sound che fa del doom e del drone le correnti da cui trarre la propria ispirazione. Non è mancanza di voglia nel riapprofondire il discorso, brani belli come questi vanno ascoltati più di una volta, i due capitoli di "Water Wealth Hell On Earth", titletrack del colosso, sono assimilabili al meglio solo in on air continuato, è possibile individuarvi una vena fortemente devota agli Spaceman 3, cosa che le fa divenire ancor più gradite agli amanti del ronzio che si espande intrappolando al pari di una tela di ragno, la psichedelia è invece costante, la definii allora da trip allucinogeno e lo confermo oggi, in una "Gun And LSD" drogatissima, vedete alla fine non mi son trattenuto, ho con piacere ripetuto anche ciò di cui avevo già esposto pensiero. Quella che è la piacevole sorpresa e contingente pachidermico di questo platter è la conclusiva "A Slow Death In D Minor", solo e dico solo trentatrè minuti di divagazione cosmica, una galassia in esplosione che fra riff dal gusto stoner alla High On Fire e nebulose ambientalistiche degne di "Odissea 2001 Nello Spazio", tanto espanse da rendere fluttuante e infinitamente vasto il sound da lasciare a bocca spalancata con tanto d'acquolina per il godimento arrecato. Come scrissi in fase di recensione di "Megaton Leviathan", rinnovo l'invito anche per questo "Water Wealth Hell On Earth", se aveste bisogno di musica che vi permetta di staccare dalla routine giornaliera aprendo un portale con cui poter attraversare spazio e tempo, approfittatene, immergetevi in una vasca fatta d'immensità, buttate alle spalle ciò che non quadra e abbandonate la parvenza umana, scomparirà messa al cospetto del cosmo infinito. Acquisto da fare a occhi chiusi. Continua a leggere... LORDS OF SUNSETS - Lords Of SunsetsInformazioni LOST SHADE - Rueckkehr Nach AsgardInformazioni Gruppo: Lost Shade Anno: 2010 Etichetta: CCP Records Contatti: www.myspace.com/lostshade Autore: Mourning Tracklist 1. Landung 2. Auf In Die Schlacht 3. Feuersturm 4. Seit Jahren Prophezeit 5. Lokis Racheschwur 6. Der Sonne Entgegen 7. Raecher Der Goetter 8. Anbruch Einer Neuen Zeit 9. Nordkrieger 10. Die Hoehle 11. Rueckkehr Nach Asgard 12. Run Runaway (Slade Cover) DURATA: 59:23 Non so quale motivo abbia spinto i teutonici Lost Shade a virare verso il filone viking data la natura raw black con cui avevano deciso d'iniziare il proprio percorso musicale, fatto sta che in entrambi i casi le carenze sono evidenti ma non devastanti.Il secondo album, "Rueckkehr Nach Asgard", non potrà di certo ancora competere con i nomi affermati del genere e purtroppo non possedendo né grinta, né personalità si ritrova nel limbo del "vorrei ma non posso". Con questo non voglio dire che sia un disco da prendere e depositare senza ascoltare perché il risultato è sin troppo scadente, c'è del buono nel lavoro del trio tedesco: hanno una discreta conoscenza dello stile, i pezzi per quanto standard in alcune occasioni riescono a tirar fuori qualcosa di piacevole vedasi "Feuersturm", "Raecher Der Goetter" e "Rueckkehr Nach Asgard" che fra sezioni strumentali e piglio elementare fanno sì che si possano apprezzare, a loro andrebbe aggiunta la cover degli Slade "Run Runaway" discreta ma che esule dal contesto è già di per sè un in più. E' il rimanente del platter a offrire una prova deficitaria, i problemi risiedono nell'impostazione troppo stereotipata con cui si espongono e nella voce di Holger più adatto a interpretare linee di norse black (anche se non eccellente come timbro) che supportare una visione così epica e ricercante forti dose atmosferiche. Queste due pecche incidono la prima sul dinamismo e coinvolgimento ridotto all'osso, la seconda su una difficile connessione anche come stato d'animo con i pezzi che vanno in rotta di collisione con la prestazione del singer. Quello che sembra esser evidente è che i Lost Shade siano adesso dinanzi a un bivio, incastrati fra la forma primordiale con cui hanno mosso i passi d'avvio del progetto e la sua evoluzione che sta tentando di venir fuori in un modo o nell'altro. Tenendo conto di una produzione non male che mostra perlomeno una certa cura e che correggendo in corsa la direzione intrapresa scegliendone una definitiva la situazione potrebbe nettamente migliorare, non mi resta che augurar loro che in futuro ripartendo dall'esperienza concretizzata con "Rueckkehr Nach Asgard" possano effettuare un deciso step in avanti, la volontà e la passione non mancano, tocca farle fruttare. Continua a leggere... lunedì 21 marzo 2011SEPTIC MIND - The BeginningInformazioni Gruppo: Septic Mind Anno: 2010 Etichetta: Solitude Productions Contatti: www.myspace.com/429972621 Autore: Mourning Tracklist 1. The Beginning 2. The Misleading 3. The Ones Who Left This World DURATA: 01:00:48 Uno si alza la mattina e pretende di suonare funeral doom? Oddio, non è così facile e diretta la cosa, non basta avere a che fare con tempi dilatati all'inverosimile e atmosfere fosche per dar vita a un buon album del genere, il duo dei Septic Mind dovrebbe iniziar a prender nota.La realtà russa al secondo disco, il primo sotto la mano amica del sound funereo della Solitude Productions, è ancora ben lontana dal raggiungere le vette di gente come Esoteric e Thergothon, "The Beginning" è grezzo, rozzo allo stato primordiale sì, ma in questo caso non è del tutto positiva l'immagine che ne viene fuori. Le tre tracce contenute nel platter, come al solito lunghe sino a raggiungere l'ora di durata, non offrono particolari guizzi che portino a mantenere una attenzione viva sul discernere del riffing allungato, ciclico, capace di creare in certi frangenti un'onda psichedelica piacevole nella titletack ma che pecca d'ingenuità compositiva e un climax che svetta raramente per il mood ipogeico. Tale qualità viene esaltata per lo più in "The Misleading" dove le chitarre acquistano colore cinereo e il growl del singer Michael, ricoprente anche i ruoli di bassista e batterista, dirige la sua voce verso profondità abissali. Non che l'ascolto deluda del tutto, vi sono occasioni in cui l'orecchio si confronta con passaggi gradevoli ma il sound in genere risulta poco adatto, le chitarre non sono spesse e ferree tanto da erigere quel muro che dovrebbe sorreggere il percorso claustrofobico e privo d'uscita, la batteria è "viva", troppo accesa per una storia in tre atti che narra di luoghi adimensionali dove perdersi infinitamente e come se non bastasse quando tenta di modificare l'incedere con una breve accelerazione nella conclusiva "The Ones Who Left This World" mi sembra di ascoltare Lars Ulrich che uccide i pezzi dei Metallica non riuscendo a tenere il tempo, non va. Non mi piace assolutamente bocciare un album, i Septic Mind però hanno bisogno di maturare, hanno bisogno di trovare delle soluzioni valide per rendere la loro creatura solida e imponente, portatrice di quella oscura, gigantesca ombra che il funeral ripiega sull'ascoltatore ammantandolo e per ora sono molto distanti dall'ottenere tale risultato. Se siete degli sfegatati fruitori del genere date una possibilità a "The Beginning", non è tedioso questo no, purtroppo sarà però incapace di rimanere nel vostro lettore più del tempo opportuno per uno o due passaggi, difficilmente andrà oltre. Continua a leggere... H.O.S. - The BeginningInformazioni Gruppo: H.O.S. Anno: 2011 Etichetta: Punishment 18 Contatti: www.myspace.com/hosthrash Autore: Mourning Tracklist 1. Intro 2. Fallout 3. Annihilation Of Society 4. Road Madness 5. The Haunt 6. No More Traitors 7. The Last Will 8. Ready To Fight 9. Earthquake 10. We Are H.O.S.! DURATA: 34:31 Giovani, adrenalinici e appassionati degli anni Ottanta thrash, gli H.O.S. già dall'acronimo che sta per Harvester Of Sorrow facilmente riconducibile ai Metallica di "...And Justice For All" ci danno un'idea di cosa dobbiamo attenderci dal debutto "The Beginning".I thrasher dopo aver prodotto un paio di buoni demo ("The Disdained Rank" e "Ready To Fight") hanno trovato in Corrado e la sua Punishment 18, ancora una volta pronta ad accogliere materiale nostrano e supportarlo a dovere, la spalla adeguata per lanciarsi sul mercato con una prova full. Per la personalità rivolgersi altrove, è una costante inevitabile l'esser circondato da nomi conosciuti e amati ascoltando qualsiasi release odierna del genere, sono la voglia di fare e una prestazione tecnica più che discreta coadiuvati da un mix vario d'influenze, tratte dal panorama statunitense quanto da quello teutonico, a fare di "The Beginning" un bel dischetto aggressivo e contenente delle tracce che rimangono in testa. Si parte subito con il dovuto piglio, l'accoppiata composta da "Fallout" ma soprattutto la successiva "Annihilations Society" fra sparate in velocità e rallentamenti ben posizionati ci presenta il trademark degli H.O.S., tali soluzioni inserite forse con una certa ripetitività non risulteranno comunque noiose, brani come "The Haunt", "No More Traitors" e "Earthquake" insieme alle due citate rimpolpano il lotto di pezzi da scapocciata furiosa, il platter è uno dei migliori che sia stato rilasciato negli ultimi cinque anni dalla scena nostrana. Ovvio che qualche difetto non manchi, Dado deve sistemare le linee di voce in modo da risultare incisivo in egual modo sia quando si poggia sulle fasi lanciate (cosa che ancora non è perfettamente inquadrata) che in quelle allentate (dove invece è efficace e puntuale), gli assoli di Cetz sono ciò che viene richiesto per canzoni come le loro, risultano però in alcuni momenti disallineati come se stessero seguendo un percorso proprio, altra piccola situazione sicuramente da rivedere. In fin dei conti c'è poco di cui lamentarsi, "The Beginning" è una bella sveglia e gli H.O.S. continuando di questo passo potrebbero togliersi più di una soddisfazione, tocca solo credere, esser tenaci e perseguire questa strada, il materiale sinora prodotto dimostra che la qualità e la passione fanno pendere la bilancia dalla loro parte, in bocca al lupo ragazzi!!! Continua a leggere... CxOxSx - Soundtrack Of Funny YearsInformazioni BURZUM - FallenInformazioni Gruppo: Burzum Anno: 2011 Etichetta: Byelobog Productions Contatti: www.burzum.org Autore: Mourning Tracklist 1. Fra Verdenstreet 2. Jeg Faller 3. Valen 4. Vanvidd 5. Enhver Til Sitt 6. Budstikken 7. Til Hel Og Tilbake Igjen DURATA: 47:41 Varg uscito di galera sembra non volersi "arrestare", dopo "Belus" nel 2010 ecco che a un solo anno di distanza ci propone un secondo disco, "Fallen", cosa attendersi da questo lavoro?Parlare di Burzum è come combattere una battaglia eterna, le fazioni sono le stesse di sempre divise sul concordare o meno sulla sostanziale importanza del personaggio e della sua musica per il mondo black, chi può negare il valore dei capolavori primordi in pieno stile anni Novanta? E altrettanto vero che la svolta ambient è significativa quanto fondamentale per intere generazioni di amanti delle sonorità atmosferiche, eppure in molti la ritengono superflua o poco interessante, gusti. Vikernes aveva lasciato intendere che il nuovo platter avrebbe avuto lo sguardo orientato verso il passato, in parte effettivamente echi del blackster che faceva dell'ardore nero componente incisiva del periodo "Burzum" - "Filosofem" è presente, le tirate alternate inserite nei classici attimi dormienti a risvegliare i brani dal momentaneo torpore sono una delle caratteristiche del sound di cui quest'artista è fautore da sempre. Quello che ha sorpreso (e sorprenderà) me come chiunque abbia ascoltato (e ascolterà) "Fallen" è l'uso massiccio di voci clean, evocative, calzanti ma che esulano dall'essere catchy. La scelta inaspettata e alquanto gradita ha però il proprio limite, l'uso infatti dei refrain ripetuti spesso allo sfinimento è un'arma a doppio taglio, le canzoni accorciate di un paio di minuti sarebbero state più snelle ed efficaci. Non mi dilungherò in un track by track perché la pecca reale di quest'album è soprattutto quella citata poc'anzi, l'uso di "Fra Verdenstreet" e "Til Hel Og Tilbake Igjen" come strumentali posti a ruolo di intro e outro è indovinato, le atmosfere ambient ricreate in particolare nell'episodio conclusivo dai tratti orientaleggianti sono favorevoli al compito che compete loro. La produzione ricalca in linea di massima quella di "Belus" per quanto riguarda l'impostazione vocale, il basso è stavolta relegato a figura piuttosto marginale, nel complesso però il risultato è soddisfacente. Non so quale sia il motivo di questo ritorno così istantaneo, Varg probabilmente sta solo cercando di riprendere i ritmi compositivi che l'hanno caratterizzato sin dall'inizio della carriera, di certo il materiale proposto con questi due album non è male, lontano sì anni luce dalle produzioni storiche del genio ribelle e indomabile dei Novanta, affine invece a una maturazione avvenuta in un luogo tutt'altro che confortevole in cui evolvere. "Fallen" finirà alla gogna come di frequente capita fra insulti ed elogi, cosa che succede con tutti i lavori dei grandi artisti, sarà amato e demolito senza alcun ritegno, ciò non toglie che ammiratori e detrattori del caso per esporsi dovranno per l'ennesima volta ascoltare calandosi all'interno del mondo burzumiano e lui nel bene quanto nel male n'esce nuovamente vincitore. Continua a leggere... ONDE SPHERIQUE - GiftInformazioni Gruppo: Onde Sphérique Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/ondespherique Autore: Mourning Tracklist 1. Theophrastus Bombast 2. Cracher Son Venin 3. VerGiFTung 4. Pentobarbital (The Dead Dreams Blue) DURATA: 23:09 Nel 2010 avevo incrociato per la prima volta i tedeschi Onde Sphérique, l'ascolto dell'ep "From Our Glaring Gold..." mi portò a conoscere una band che curava particolarmente il lato atmosferico ma che sapeva come divenire pungente e profonda con solchi sludge e soluzioni post metal/hardcore.Nel 2011 con "Gift", nuovo mini lavoro del trio teutonico, ci troviamo ad ascoltare un'altra band. Se da un lato si può ancora contare su un supporto ambientale forte e componente portante dell'assetto compositivo, la base ha subito non poche variazioni, in parte è rimasto il legame con il doom più fangoso che viene citato in brevi porzioni di brani che adesso si nutrono di una natura quasi alternative e post/rock, dilatati, sognanti e oblianti in alcuni passaggi, creano un immaginario decisamente distante dai picchi di potenza espressi nella release antecedente, in fase evolutiva la preferenza è palese sia stata rivolta a quella sezione intimista divenuta dominante e che nello strumentale "VerGiFTung" trova il proprio apice. La faccia ruvida e greve rappresentata dall'incipit e il concludersi dell'opener "Theophrastus Bombast" (bella la sezione strumentale cristallina con tanto di solistica che ne ricama la parte centrale), l'acidità vocale delle linee più severe eseguite in una "Cracher Son Venin" dai tratti cullanti e l'incedere robusto di "Pentobarbital (The Dead Dreams Blue)" vanno a miscelarsi con le divagazioni più leggere, la contaminazione è costante e il risultato più che gradevole. Questo "Gift" è un lavoro di transizione fra lo stile espresso in "From Our Glaring Gold..." e una ennesima evoluzione quanto meno supponibile, gli Onde Sphérique si stanno scrollando di dosso una parte del passato per trovare una via futura adeguata, il percorso sinora intrapreso fa presagire una ulteriore crescita in positivo, se avete avuto la possibilità di ascoltare il primo ep date una chance anche a "Gift" per avere un quadro completo della situazione, teneteli d'occhio, il prossimo passo a questo punto dovrebbe essere la pubblicazione di un full. Continua a leggere... PURGATORY - NecromanteonInformazioni Gruppo: Purgatory Anno: 2011 Etichetta: War Anthem Contatti: www.myspace.com/purgatory666deathmetal Autore: Mourning Tracklist 1. Arrival Of The Undivine / Reaping The Diseased 2. Where Darkness Reigns 3. Glorification Of The Lightbearer 4. Downwards Into Unlight 5. Scourging Blasphemies 6. Calling The Grand Destroyers 7. Necromantaeon 8. The Collapse Of Tides DURATA: 32:32 Perché amo certe realtà? Perché so cosa attendermi, so che non tradiranno mai la fiducia che vi ripongo, so che quando vorrò ascoltare solo una prestazione death metal onesta e fatta seguendo i canoni avrò ciò che cerco. Le realtà operaie ma fondamentali per portare avanti un genere sono una carta importante a disposizione di chi segue la scena da anni.I tedeschi Purgatory fanno parte di questa schiera di act coerenti, pronti a rilasciare quel disco che ogni due o tre anni finisce di diritto nella mia collezione, spesso non ho avuto neanche bisogno d'ascoltarlo, la mia fiducia questi ragazzi se la son guadagnata con il primo "Damage Done By Worms". Da lì in poi le uscite hanno mantenuto costantemente un livello qualitativo ben al di sopra della sufficienza, mostrando inoltre una dedizione e passione vivide, il combo di René Kögel (chitarra) e Lutz Götzold (batteria), membri fondatori, accompagnati in questa avventura da Peter (basso) e da Mirko Dreier (voce) possiede ciò che serve per suonare death metal come si deve, l'attitudine. 2011, a tre anni di distanza dall'ultimo "Cultus Luciferi - The Splendour Of Chaos" (troverete la recensione girando per il sito) ne sfornano il successore, "Necromanteon", album che prosegue il percorso tracciato da "Luciferianism" e quello antecedentemente citato, il sound attinge dalla matrice est europea, soprattutto da gente come Vader e Hate, non mancano le inflessioni che ricordano i Morbid Angel, siamo quindi in una botte di ferro, melodia malsana, ritmi maligni e frequentemente spinti, abbiamo dinanzi l'ennesima conferma che i Purgatory non hanno nessuna intenzione di svoltare verso direzioni catchy o svendersi. Brani come "Glorification Of The Lightbearer", "Scourging Blasphemies" e "Calling The Grand Destroyers" sono più che sufficienti per far apprezzare il lavoro di questi musicisti, non ci sono filler, il disco è una bella e sfrontata mazzata di quasi trentatrè minuti che è davvero un piacere far girare almeno un paio di volte consecutive nello stereo prima di cambiare platter. In questi ultimi anni la produzione si è affinata, il comparto vocale si è irrobustito con Lutz decisamente votato allo stile di Peter dei Vader e che comunque ci prova a distaccarsi da quella metrica e seppur non sempre ci riesce chi se ne frega onestamente, quando il risultato è un "Necromanteon" che ti fa scapocciare dall'inizio alla fine il problema della derivazione non me lo pongo proprio. Come detto un paio di righe più su l'attitudine e lo spirito con cui si vive il genere fanno la differenza, nei Purgatory sono chiaramente percettibili entrambe le componenti. Conoscete già questi ragazzi? Avete acquistato loro lavori in passato? Non c'è allora bisogno che aggiunga altro, sapete cosa fare, per chi invece fosse alla sua prima volta con il sound dei teutonici, dopo aver ascoltato "Necromanteon" si faccia venir voglia di guardare indietro e acquisto dopo acquisto si troverà in casa del solido old school death metal, amici così ti risolvono le giornate. Continua a leggere... SANHEIM - Bringer Of DeathInformazioni Gruppo: Sanheim Anno: 2011 Etichetta: Dead Center Prods Contatti: www.myspace.com/sanheim - www.deadcenter.deadshop.info/ Autore: M1 Tracklist 1. Napalm 2. Bringer Of Death 3. Black Knight 4. Root Of Evil DURATA: 17:10 Dopo due demo pubblicati nel 2010 è tempo di esordire in questo inizio di 2011 per i Sanheim, formazione thrash russa che rilascia l'ep "Bringer Of Death" per Dead Center Prods. Si tratta di un mini cd di quattro tracce per la durata complessiva di nemmeno venti minuti.Ad eccezione della parte iniziale di "Napalm", che riporta alla mente sensazioni legate ai primi Metallica, la proposta del quartetto di Samara pesca a piene mani dall'old school di gente come Kreator e Sodom per un suono ruvido, condito da un riffing che quando diviene ficcante esalta, una voce che graffia e diversi assoli melodici sparsi. L'attitudine è volta a far scuotere la testa ma ciò riesce meglio quando il songwriting si articola maggiormente con accelerazioni e rallentamenti ben piazzati, cosa che accade in particolare nelle prima metà dell'ep. "Bringer Of Death" scorre così in tranquillità, fra momenti standard ed altri più "vivi" senza che qualche imprecisione a livello di suoni possa danneggiarlo, d'altronde l'attitudine è quella di un tempo, in cui non ci si attaccava alla qualità audio per giudicare un disco. Innovazione e freschezza sono ovviamente ai minimi termini ma questo ai thrasher d'annata interesserà poco. E' possibile parlare quindi di una prova genuina e fedele ai canoni dello stile. Detto questo, detto tutto. Continua a leggere... DAVID LYNCH'S HAT - DemoInformazioni
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