lunedì 25 aprile 2011

PANDEMONIUM - Promo 2010


Informazioni
Gruppo: Pandemonium
Anno: 2010
Etichetta: Godz Ov War
Contatti: www.myspace.com/pandemonium_pl
Autore: Mourning

Tracklist
1. Black Forest
2. God Delusion

DURATA: 08:16

Non so come mai i polacchi Pandemonium non abbiano ricevuto negli anni il riscontro che meritassero, so per certo che insieme a band quali Hate, Vader, Behemoth e compagnia bella erano una delle formazioni che nei primi anni Novanta metteva a ferro e fuoco l'est Europa con il loro death metal composto e suonato con le palle.
Dopo un solo disco prodotto in quel periodo ("The Ancient Catatonia") e una buona militanza on stage sono scomparsi e rientrati in scena solo nella prima metà del post 2000 con "The Zonei" nel 2004 e successivamente nel 2007 l'ultima traccia della loro presenza era stata l'uscita del terzo capitolo "Hellspawn".
Tre anni di assoluto silenzio e finalmente questo "Promo 2010", contenente due nuove canzoni e tre video che raccolgono nove canzoni registrate in varie occasioni live, è il primo passo che ci avvicina all'uscita del quarto capitolo "Misanthropy" nell'autunno del 2011.
Gli otto minuti in musica ci parlano della vecchia e dell'odierna visione dell'estremo che i Pandemonium hanno intenzione di mettere in atto, "Black Forest" è infatti identificabile con lo stile più classico del sound nazionale degli anni Novanta, una combinazione brutale di death ispirato black senza fronzoli mentre "God Delusion" mostra l'avvicinarsi alle cadenze e alle strutture più moderne mantenendo costante quell'alone nero che da sempre ne contraddistingue l'incedere.
Questo "Promo 2010" stuzzica sicuramente l'appetito nell'attesa del vero pasto, non posso quindi che aspettare "Misantrophy" nella speranza che i ragazzi non mi deludano (e sinora non l'hanno mai fatto).
Vi dovesse capitare fra le mani questo breve lavoro sarebbe una chicca in più da vantare in collezione e soprattutto ricordate: i Pandemonium son tornati!

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NINFEA - Ade

Informazioni
Gruppo: Ninfea
Anno: 2011
Etichetta: Killerpool
Contatti: www.myspace.com/ninfeamyspace
Autore: Mourning

Tracklist
1. Come Marylin
2. Martire
3. Lebbra
4. Memorie Erranti
5. Innoya
6. Non Importa
7. Ombra
8. Halloween
9. Nel Buio
10. Phantasma

DURATA: 51:24

Hanno faticato un po' ma alla fine i Ninfea ci sono riusciti, il combo dopo un cambio di monicker (il precedente era Glimpse), dopo aver prodotto un singolo, "Magica", e un ep, "Non Oltre", entrato a far parte del roster della Killerpool Records ha da poco rilasciato l'album di debutto "Ade".
Alternative rock, attitudine grunge, una sottile vena melancolica e un pizzico di psichedelia vengono shakerate, l'idea in sè per quanto non sia una novità ha spesso portato a dei buoni/ottimi risultati, i Ninfea però sono ancora allo stadio primordiale, hanno intrapreso il viaggio ma non gli è ben chiara la meta.
La proposta durante i sui poco più di cinquanta minuti ha degli alti e bassi notevoli, mostra una spiccata vena compositivo/emotiva in tre tracce ("Come Marylin", "Non Importa" e "Nel Buio"), si barcamena in altri due episodi ("Martire" e "Phantasma"), appiattendosi per il resto del tempo.
La causa principale è un continuo replicarsi delle scelte e dell'impostazione strutturale dei brani, suonare questi generi anche per chi crede sia uno scherzo sottovalutandoli non è per nulla semplice.
Il mettere insieme poche note che filino alla grande, creare una tensione ambientale palpitante e coinvolgente ha bisogno tanto d'istinto quanto di cura del particolare, le dosi in cui verranno riversati internamente alle canzoni dipenderanno poi dalla natura delle stesse, dal loro evolversi spontaneo ma come dei figli necessitano di essere seguite passo dopo passo nella crescita.
Il songwriting in questo caso è traballante, si nota come l'aspetto psichedelico e malinconico di compagnia esaltato nelle sezioni più dilatate e placide siano ora come ora le qualità migliori dei Ninfea.
Nel momento in cui si spostano su lidi più movimentati il feeling viene come scollegato e anche se un paio di cambi di tempo risultano azzeccati lo scorrere del platter da fluido diviene improvvisamente viscoso, s'impantana e le asincronie seppur leggere nel drumming e un cantato che alle volte sembra titubante nel porsi non vengono di certo corrette o parzialmente nascoste da una produzione che eleva proprio la batteria a un volume un po' troppo alto e che complessivamente offre un suono che ha poco nerbo.
Gli spunti discreti non mancano, si sente decisamente il bisogno di comprendere quale sia la dimensione adatta per i Ninfea, quale sia il modo più adeguato per esprimere le potenzialità che di base a questo trio non mancano di sicuro.
In attesa quindi di sviluppi sostanziali, un ascolto ad "Ade" datelo, è comunque una release onesta che dimostra passione per la musica, la maturità d'intento ci farà vedere quanto valgono realmente questi ragazzi, il prossimo lavoro sarà per loro una prova del nove che dovrà essere necessariamente superata, in bocca al lupo!

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PANDEMONIUM


Informazoni
Autore: Mourning
Traduttore: Dope Fiend

Formazione
Paul - Voce, Chitarra
Mark - Chitarra
Michael - Basso
Szymon - Batteria



Con noi oggi un pezzo di storia del death metal "made in Poland", i Pandemonium. La formazione ha rilasciato sul finire del 2010 un "Promo" che ci avvisa che sono pronti a infiammare il 2011 con l'arrivo di un nuovo album a quattro anni di distanza dal buon "Hellspawn".

Benvenuti sul nostro sito, il primo passo riguarda solitamente la storia della band in modo che, anche chi non avesse avuto ancora il piacere di conoscervi, possa inquadrare un po' meglio la vostra realtà, vi lascio quindi la parola.

Ciao a tutti, bastardi! Saluti dalla Polonia! Prima di iniziare, qualche spezzone della storia dei Pandemonium, perché abbiamo celebrato il nostro ventesimo anniversario lo scorso anno. Abbiamo preparato alcune belle cose per l'occasione, come t-shirt, felpe, adesivi e altro ancora, tutto sotto il motto comune "Due decenni di Empia Esistenza", maggiori dettagli si trovano sul sito web ufficiale della band. Ok, dunque questa storia oscura inizia nell'autunno del 1989, quando il chitarrista Paul e il batterista Peter formano una band. Le musiche composte per il primo "Reh Tape" erano lente, oscure e molto pesanti. Non c'erano band simili in Polonia e, all'estero, c'erano solo Samael, Celtic Frost e Bathory. In un tempo molto breve i Pandemonium ottengono un sacco di fans e, dopo il rilascio dell'album culto "Devilri", diventano la band più popolare in Polonia, insiame a KAT, Imperator e Vader. I Pandemonium hanno anche fatto un sacco di concerti all'estero, con gruppi come Morbid Angel, Samael e Cannibal Corpse. Nel 1994 i ragazzi registrano il loro secondo album "The Ancient Catatonia" e fu l'ultimo negli anni '90. Poi hanno inizio alcuni altri progetti interni ai Pandemonium e alla fine la band sospende la sua attività. Pochi anni dopo Paul riunisce la band sotto il nome di Domain che registrano tre album. I fan accettano le modifiche e apprezzano la musica, ma c'era il desiderio del nome Pandemonium. Poi, un giorno, alcune circostanze fortunate permettono a Paul di tornare al vecchio nome e di dare inizio a una nuova era. Mi sono unito alla band e abbiamo registrato un album sperimentale e atmosferico, "The Zonei", dopo abbiamo avuto una nuova sezione ritmica, Simon e Michael, e abbiamo pubblicato "Hellspawn", l'album più brutale della storia dei Pandemonium. Questa line-up è stabile ora.


Ho avuto il piacere d'approcciare il vostro sound con il primo "The Ancient Catatonia" che rimane per il sottoscritto uno dei dischi migliori usciti dal panorama estremo della vostra nazione, come mai dopo quella tappa avete deciso per un cambio di nome (Domain) per poi tornare al primorde Pandemonium?

Vita dura, haha, i ragazzi erano giovani e "Devilri" e "The Ancient Catatonia" hanno causato problemi nelle loro relazioni, ci sono state alcune discussioni tra i fondatori dei Pandemonium e infine Paul fu costretto a cambiare il nome in Domain. Ci deve essere qualcosa di magico nel nome Pandemonium, perché anche se i Domain hanno rilasciato alcune cose buone non sono stati così popolari come i Pandemonium. Comunque, il tempo passava e le circostanze fortunate hanno consentito a Paul e alla band di tornare al nome precedente.


Sia "The Zonei" che "Hellspawn" offrono due prove mature dal sound oscuro e altamente blasfemo, l'ultimo "Promo" invece sembra aver intrapreso una direzione più moderna in stile Behemoth pur mantenendo quel "mantello nero" che vi caratterizza. Come si è evoluto il vostro modo di comporre e chi è l'artefice della creazione dei brani? E riguardo i testi chi ne è il curatore?

Naturalmente gli antichi demoni ci hanno portato alcune idee nuove e ispirazione. Scherzi a parte, questa volta abbiamo voluto creare qualcosa di rituale e più morboso di "Hellspawn". Il risultato è stato un suono diverso, riff, batteria e voce più black metal. Ognuno di noi è impegnato nel processo di composizione praticamente, Paul e io creiamo riff e le strutture delle canzoni, poi con Michael e Simon cominciamo a pensare alla sezione ritmica e, infine, si aggiungono gli assoli e tutti i suoni che compongono le canzoni in modo per noi soddisfacente. L'ultima cosa sono i testi, scritti da Paul per farli viaggiare sullo stesso oscuro binario della musica.


Parlare di musica estrema e Polonia è quasi normalità per un fruitore abituale di metal, la scena a cui appartenete è fra le più prolifiche e si è rinvigorita con l'aggiunta di una folta schiera di nuove leve agguerrite. Cosa spinge una parte così importante del movimento a puntare contro uno dei "mali" più grossi che colpiscono la società? Parlo della religione.

Penso che in Polonia un sacco di giovani siano stufi della religione cattolica che vuole avere influenza su ogni aspetto della vita e che costringe le persone a vivere secondo la sua moralità malata. Il metal è una forma di ribellione e una filosofia, che esprime la libertà e il libero arbitrio. Quindi pregare o cominciare a pensare e a sperimentare la vita e l'umanità.


Paul è l'unico membro fondatore rimasto in line-up, quali sono i ricordi dei passi iniziali mossi dai Pandemonium? Come era l'aria che si respirava in quel periodo e quali cambiamenti sociali e musicali (in meglio quanto in peggio) pensate ci siano stati da allora?

Questo è davvero un argomento che richiederebbe molte bottiglie di whisky per discuterne, penso a questo in un modo molto sentimentale, amico. Percepisco gli anni Novanta come il periodo d'oro del death metal, è stato quando ho incontrato questa musica così aggressiva e oscura che mi ha fatto impazzire e mi ha cambiato la vita. Invece di P2P e di Internet c'erano compagni con registratori a doppio nastro e se non potevi comprare la cassetta, ti veniva copiata dai tuoi amici. A ogni concerto c'era un sacco di gente e c'era sempre occasione di incontrare nuove persone. Credo che sia stato il momento migliore per una vita sociale e per la musica, c'era qualcosa di magico, un'espressività più vera ed era necessario un qualche tipo di sforzo per apprendere notizie sulla band.


In questi ultimi giorni è rimbalzato fra i vari media l'ennesimo caso di un ragazzo che avrebbe ucciso un parente a causa della musica che ascoltava. La gogna mediatica da parte dei perbenisti e delle associazioni filo-clericali sono ormai un cliché stantio ma che non molla la presa. Quali sono i valori che riconoscete alla vostra arte? E quali quelli che portate avanti nella vita? Cos'è importante per i Pandemonium come band e in qualità di uomini?

Io davvero non credo che la musica possa portare qualcuno a un omicidio. Se qualcuno è in difficoltà o ha una mente deviata anche un bicchiere d'acqua potrebbe ispirarlo a fare qualcosa di stupido. Vuoi sapere cosa ci aspettiamo dal fatto di essere musicisti che toccano un'ideologia satanista? In realtà la cosa principale è la ribellione e che l'uomo sia cosciente. Religione e politica conservatrici mettono la tua mente in catene e non ti è permesso di pensare liberamente e realisticamente, la conseguenza è che non si può davvero avere un'esperienza di vita e non si può capire che l'unico senso della vita è la vita stessa. Come Pandemonium abbiamo molto in comune, idee simili, opinioni, pareri e senso dell'umorismo. Non siamo solo musicisti che suonano in una band, ma anche amici e compagni.


Nel "Promo" avete inserito una bella serie di prestazioni live, un dono gradito per chi ama guardare le band suonare andando oltre l'ascolto. Ci sono stati dei live in questi vent'anni di carriera che sono stati particolarmente esaltanti per le formazioni con cui avete condiviso il palco e che vale la pena ricordare? C'è stato anche qualcuno di quei momenti in cui avete avuto la sensazione di venir ostacolati o la giornata era proprio di quelle no?

Amico, la vita su una scena è qualcosa di specifico ed è sempre una specie di avventura. Sì, a volte succedono fatti di merda, per quanto riguarda gli aspetti organizzativi per esempio o se qualcuno di noi si ammala, cosa che rende impossibile per noi godersi il concerto e la sua magia, ma la maggior parte delle esibizioni vengono ricordate come fottuti grandi momenti. Abbiamo avuto modo di conoscere un sacco di band che hanno condiviso il palco con noi, per lo più sono persone fantastiche e probabilmente mai dimenticheremo l'enorme festival dove abbiamo incontrato e sostenuto band come Samael, Slayer e Celtic Frost. I concerti sono sempre grandi quando proviamo gioia e soddisfazione tanto quanto il pubblico.


Qual è la vostra posizione sul file-sharing, gli mp3 in genere e la gestione della musica su internet?

Onestamente, io sono un appassionato di condivisione di musica. E' il modo più semplice per trovare band e album interessanti nell'oceano attuale. Naturalmente, le band mettono le loro canzoni su Youtube o Myspace, ma a volte non è sufficiente per valutare se si vuole davvero comprare l'album. Tra l'altro, molte persone non possono permettersi di comprare tutti gli album che piacciono o non vogliono rischiare di acquistare qualcosa che non arrivi all'altezza delle loro aspettative. Nella maggior parte dei casi però se ascolti gli mp3 scaricati e li trovi interessanti potrai acquistare il cd. Quindi si ottiene l'alta qualità, cover, canzoni, foto e la soddisfazione di apprezzare il lavoro dell'artista. Altrimenti, avrai solo musica virtuale in scarsa qualità invece di un album completo con copertina, booklet e, cosa più importante, il cd originale di alta qualità. D'altra parte, ci sono un sacco di band i cui album sono quasi impossibili da acquistare in Polonia. L'unico modo per fare ascoltare la loro roba è solo il download. E in questo caso la condivisione di musica online è un aspetto piuttosto positivo per le band straniere molto sconosciute.


I social network vs passaparola. I primi danno una grande esposizione ma sembrano dei "grandi magazzini mediatici" dove i prodotti vengono messi alla mercé di chiunque, il secondo era uno dei metodi classici (insieme alle riviste) con cui si veniva a conoscenza di nuove band. C'è una sorta di nostalgia per il passato, il vinile è tornato in voga e per fortuna i fedeli all'acquisto del materiale fisico non mancano. Cosa si può dire alle generazioni che si stanno approcciando adesso alla vostra musica in tal senso? Si può ancora educare il più giovane a dare il giusto peso al valore artistico?

Certo, potrei raccontare migliaia di storie e lodare i bei vecchi tempi quando ogni album metal era adorato e celebrato anche se era registrato su un nastro analogico, ma non credo che le generazioni più giovani capirebbero. Oggi ci sono troppe band, la musica è molto popolare e ha perso la sua magia in molti casi. E' vero, il vinile è tornato di moda, quindi abbiamo ristampato l'album di culto dei Pandemonium, "Devilri", su questo supporto. L'unica cosa che deve essere fatta è registrare vera, buona e fottuta musica e credo che i fan del metal questo lo capiscano.


Sul finire dell'anno dovrebbe uscire "Misanthropy", cosa ci dobbiamo attendere?

Preferisco non parlare di aspettative. "2010 Promo" contiene due brani inediti e ha già ottenuto ottime recensioni, quindi non ho paura per il resto dell'album. Abbiamo lavorato a lungo per arrangiare canzoni che spacchino le teste e sono sicuro che i maniaci del metal e tutti i ragazzi che sono alla ricerca di qualche soffio di old school non rimarranno delusi.


Progetti a breve termine? I Pandemonium sono in giro a suonare e li vedremo magari anche qui in Italia?

Haha, potrebbe essere bellissimo, non abbiamo mai suonato in Italia. Abbiamo già programmato alcune date, ma ci sono ancora un sacco di date libere. Siamo invitati?


Vi ringrazio per il tempo concessoci, l'intervista si chiude qui, lascio quindi a voi la parola per un ultimo messaggio.

Grazie, amico! I migliori fottuti auguri a tutti i lettori e a tutti i fan del metal in Italia, ci vediamo sui profili MySpace e Facebook e, si spera, in concerto!

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DESERT OF MARS


Informazioni
Autore: Mourning
Traduttore: Dope Fiend

Formazione
Tony - Basso, Voce
Bob - Chitarra
Billy - Batteria



Con noi oggi una valida realtà stoner-rock texana i Desert Of Mars, il trio ha da poco rilasciato l'album "Transmission" (di cui troverete la recensione sul sito). Vediamo di conoscerli un po' meglio.

Benvenuti ragazzi, il primo passaggio è ormai una routine. Serve però a dare un paio di informazioni utili a chi non avesse avuto ancora il piacere d'incrociarvi: parliamo un po' di come sono nati i Desert Of Mars e dei suoi componenti, vi lascio quindi la parola.

Tony: Grazie per l'interesse e l'intervista! Abbiamo iniziato a provare alcuni anni fa con l'idea di vedere solo ciò che sarebbe accaduto. Ero stato in qualche band prima, ma si sono sciolte tutte e non ho suonato il basso seriamente per qualche anno. Billy si è candidato come batterista e abbiamo lavorato veramente bene insieme. Abbiamo deciso di scrivere musica basata su riff pesanti; e i Desert Of Mars hanno preso vita. Il nostro chitarrista precedente ha deciso che voleva portare avanti altre cose, ma Billy e io abbiamo pensato che valeva ancora la pena di andare avanti in quello che stavamo facendo, così abbiamo cercato per un po' e poi si è unito a noi Bob (era un amico ed era venuto a vederci in un sacco di spettacoli precedenti), che ha aggiunto una ben modellata componente più melodica alla band. Siamo buoni amici e compagni di band da allora.


Come spesso capita, stavo dando uno sguardo a Planetfuzz (che insieme a Chybucca Sounds ritengo i migliori siti per chi ama stoner e affini) quando sono stato colpito dalla cover di "Transmission", posso dire che ricorda un po' un certo stile fine anni Sessanta? La sezione shows del vostro sito contiene anche i flyer delle serate, tutte opere di Billy. La passione per le donne maggiorate formose disegnate con un tocco retrò si può accomunare alla visione (gradita) dei film di Russ Meyer tipo "Vixen", "Supervixens" e "Faster, Pussycat! Kill! Kill!"?

Tony: Sì, Billy è un illustratore e creatore di giochi in primo luogo, ed è grazie a questi grandi personaggi che ha preso vita il nostro carattere marziano, poi il Rocktopuss, Mina la dominatrice spaziale (raffigurata sulla copertina del disco), e il Rocktopuss Queen. La maggior parte delle persone vedono i flyer prima di vedere la band, così abbiamo voluto che le persone fossero ispirate dal fattore visivo. Inoltre sembriamo tutti "sexy space chicks". Sembra figo! Si adatta bene all'estetica Stoner Rock/Metal. Nella finzione che abbiamo creato Mina è una "rock chick", non solo una "eye candy". Abbiamo voluto fare appello a tutti coloro che amano la roba Spacey.


Il vostro sound risente di più influssi sonori, quali sono le band che più avete ascoltato e che hanno fatte parte in maniera costante del periodo in cui registravate il disco?

Tony: Beh, per me sono sempre i classici come Black Sabbath e Motorhead, anche tutti i classici Stoner, (Kyuss, QOTSA, Dozer, Orange Goblin, Monster Magnet, ecc.). Ascolto un sacco i Big Business (adoro il suono del basso!), The Sword, Killing Joke, Boris e Voivod (sono un fan sfegatato!). E' difficile scegliere solo alcuni gruppi, il mio elenco di playlist di iTunes è un mix pazzesco di ogni genere di cose. Tuttavia, questi sono quelli che mi vengono in mente riguardo al periodo delle registrazioni.

Billy: Io sono molto influenzato da batteristi più moderni come Abe Cunningham e Dave Grohl, ma ho un sacco di spunti ritmici provenienti da rap e hip hop. Penso che aggiunga un sapore diverso al nostro sound rispetto a un sacco di altre band nel nostro genere. Veniamo tutti da esperienze musicali diverse, ma sembriamo funzionare bene insieme.

Bob: Ascolto un sacco di generi musicali diversi a seconda del mio umore. Ci sono giorni dedicati al metal e allora mi cullo con Protest The Hero, Killswitch Engage o Pantera. La mia ragazza dice che sono un coglione perché ascolto anche band "emo" e "screamo", come Thursday, Dashboard Confessional, 30 Seconds To Mars e Taking Back Sunday. Per quanto riguarda le influenze chitarristiche, i miei preferiti sono i grandi come Joe Satriani, Buckethead ed Eric Johnson. In questo momento sono anche davvero preso dagli Animals As Leaders.


In alcune sfumature e dai toni spesso grevi, ma non da formare solchi in stile doom o sludge quanto più grigi e fitti in stile Seattle, mi è sembrato di notare una deriva grunge. C'è una parte di questo movimento che vi piace?

Tony: Hmm... sì, amo i Soundgarden (in particolare i loro primi album), i The Melvins e quasi tutto ciò che è pesante. Sono sicuro che ci sia un riferimento a ciò.

Bob: Assolutamente! Il movimento di Seattle degli anni '90 è stato molto influente per me. Quello è il periodo in cui ho iniziato a fare sul serio e a suonare la chitarra. Ero (e sono ancora) un grande fan dei Nirvana. Altri album influenti in quel periodo sono "Siamese Dream" e "Mellon Collie And The Infinite Sadness" degli Smashing Pumpkins e gruppi come Hum, For Squirrels, Rage Against The Machine e Nine Inch Nails.


Ho trovato l'album solido, piacevole, facile da ascoltare e soprattutto ben prodotto, avete fatto tutto di tasca vostra, quanto è stata dura arrivare sin qui? Quanto impegno e costanza ci vogliono per portare avanti un progetto in un mondo sempre più competitivo come quello della musica e quali sono (se ci sono) gli obiettivi che vi siete prefissati?

Tony: Ci è voluto un po'... Siamo fortunati in questo perchè tutti noi abbiamo un buon lavoro al di fuori della band e siamo stati in grado di finanziare l'album di tasca nostra. Sapevamo che non volevamo un demo e non volevamo compromettere la qualità dell'album anche con un budget limitato. Abbiamo lavorato bene con il nostro ingegnere/mixer/guru della produzione Mark Dufour (che ho conosciuto quando ero in una band goth/darkwave con mia moglie) e ho capito che aveva talento, il resto era a carico nostro ed è stato fatto. Il nostro obiettivo principale è quello di fare della musica la nostra strada e di fare la migliore musica che possiamo con i nostri mezzi. Come hai detto tu, il mondo della musica è molto competitivo e abbiamo deciso di darci la possibilità di fare una prima impressione veramente forte.

Bob: Penso che la perseveranza sia il modo migliore per descriverlo. Ci siamo imbarcati in questo progetto con una visione distinta di ciò che volevamo realizzare. Abbiamo dovuto apportare alcune modifiche lungo la strada, ma alla fine siamo riusciti a rimanere fedeli ai nostri obiettivi.

Billy: E' stato anche difficile giostrarci gli orari e i lavori essendo batterista, direttore artistico del disco e sviluppatore di applicazioni per iPhone, che stiamo facendo come parte della nostra strategia multimediale per la band (un altro obiettivo per avere una vera presenza multimediale con la musica/arte/giochi/fumetto/ecc.). Fare tutto questo mantenendo un lavoro a tempo pieno, lavorare sulla direzione e curare i miei altri giochi che sviluppo (gestisco www.perfectdorkstudios.com) e avere una vita al di fuori del gruppo e il lavoro è probabilmente la parte più difficile di essere una band indipendente. Tuttavia, il risultato finale è qualcosa di cui il resto della band ed io siamo veramente orgogliosi.

Tony: Sono totalmente d'accordo con Billy sulla pianificazione e tutti quei problemi! Certo che fa parte della complessiva perseveranza e della passione di lavorare insieme per rendere rock questo album.


Come si svolge il lavoro in saletta? Si usa ancora la jam session, ciò che ne viene fuori si affina dando forma al brano oppure avete un metodo preciso per comporre? Su cosa sono incentrati i testi e chi è l'autore d'essi?

Tony: Di solito iniziamo a provare e la maggior parte delle volte iniziamo con riff di basso e un beat, poi Bob entra e aggiunge un livello di melodia e stabilità nel groove. Noi di solito registriamo lunghe jam e poi ci torniamo sopra per rifinirle. Billy è grande a lavorare sugli accordi e una volta che siamo tutti d'accordo, io arrivo con i testi. Io scrivo tutti i testi per le canzoni, ma ognuno è libero di prendere parte e a modificare una frase qui e là. Questo è il modo in cui funzionano le cose il più delle volte, ma con questo album successivo ci sarà probabilmente ancora più collaborazione. Alla fine della giornata abbiamo solo voglia di scrivere della buona musica da offrire alla gente.

Billy: E' come una combustione spontanea! Iniziamo a jammare e le canzoni sembrano accendersi da sole. Quello che stona lo buttiamo fuori. A volte ritorna rielaborato diversamente, altre volte semplicemente ce ne sbarazziamo.

Tony: Sì, penso che abbiamo buttato via circa mezzo album o un album intero di roba quando Bob si è unito a noi perchè volevamo scrivere nuove canzoni più potenti con Bob coinvolto.


Siete a fine serata dopo un live esaltante, vi chiedono un bis, diciamo due: il primo brano estratto da "Transmission", quello che ritenete più adatto o v'identifica di più, e una cover. Su quali pezzi ricadrebbe la vostra scelta e perché?

Tony: A questo punto penso che "Cities On Fire" sia la canzone dell'album che ascolto di più. Comunque chiudiamo con quella, quindi avrei dovuto dire che sarebbe da fare la preferita dai fan, "Send More Gasoline". E' la prima canzone che abbiamo scritto insieme come band e sembra essere quella che la gente ama di più. Noi in realtà non facciamo cover (con l'eccezione di una versione hard del tema di "Bionic Commando" in un paio di mostre di giochi correlate). Ce ne sono un paio di cui abbiamo parlato, ma nulla di solido. Per me sarebbe probabilmente qualcosa dei Thin Lizzy, Sabbath, Motorhead, Joy Division, Flower Travellin' Band o qualcosa di strano. Voglio fare una cover solo se possiamo adattarla a noi e svolgere un buon lavoro su di essa.

Bob: Non lo so! Probabilmente "Dreamcrushers, Inc.". Questa canzone spacca tutto, sarebbe assolutamente da headbanging. Fare una cover potrebbe essere figo, ma non ho idea di quale potrebbe essere.

Billy: O forse potremmo coverizzare "Angel Witch"!


Lo stoner è un genere "nerd" e con questo termine, per molti spregiativo, intendo sottolineare invece i valori di chi, messo spesso all'angolo dalla società per il suo modo particolare di vivere, si eleva artisticamente. Come si può non adorare un "nerd" di nome Scott Hill ad esempio? Sarebbe un'eresia non farlo. I Desert Of Mars amano la musica e lavorano nella vita di ogni giorno con l'informatica e i fumetti. Grazie allo scambio di mail con Tony ho avuto il piacere di venire a conoscenza dei vostri progetti a cui mi piacerebbe offrire una vetrina, quindi vi lascio liberi di raccontare in cosa consiste ciò che state portando avanti con le compagnie di videogames e come autori di comics.

Tony: Io adoro la mia "nerdezza"! Lo stoner rock è fatto di libri di fantascienza, maghi e fumetti (basta solo guardare tutti i riferimenti ai fumetti presenti nella musica dei Monster Magnet!). Quindi, per me rock, giochi e fumetti sono assolutamente intrecciati. Al di fuori del mio lavoro come artista tecnologico (ho un sacco di interfacce tra programmatori e artisti), sono co-autore del fumetto "Psy-Comm" (il cui seme precoce è stato influenzato da "Veteran Of The Psychic Wars" dei Blue Oyster Cult), un fumetto steampunk chiamato "Clockwerx" (entrambi con il mio buon amico Jason Henderson), Billy e io abbiamo ideato un'applicazione per iPhone chiamata "Aim For The Brain", che è una specie di gioco sugli Zombie e ora sto disegnando alcuni fumetti nuovi. Spero di lavorare su alcuni fumetti influenzati dall'heavy metal con il grande talento Steinbach (http://metalhanzo.deviantart.com/) se possiamo far coincidere i nostri programmi. Inoltre ci piacerebbe fare un fumetto dei Desert Of Mars con Mina, la regina Rocktopuss, e il marziano. Abbiamo flirtato con questa idea per un po'.

Bob: Dove lavoro uno dei valori fondamentali della nostra azienda è "Abbracciare Il Tuo Nerd (letteralmente "geek" significa "persona affascinata dalla tecnologia", n.d.t.) Interiore". Al di fuori del mio lavoro ho sempre a che fare con videogiochi, film, computer e musica.


La scena musicale texana mi ha regalato molte soddisfazioni, tanto per rimanere in tema poche settimane fa sono stati ospiti nel nostro sito i Wo Fat con il loro "Noche Del Chupacabra". Come la vivete? Avete rapporti d'amicizia e stima con altre band? Avete condiviso il palco anche con realtà metal?

Tony: Io amo il Texas, e anche quando non sono qui, sono felice di tornarci, soprattutto a Austin. Ci deve essere stato qualcosa che ha attirato i miei antenati qui e io sono un prodotto di questo. Mentre io non indosso un cappello da cowboy, non vado a cavallo e non guido un camion, ci sono ancora uno spirito indipendente e un senso di orgoglio di essere texano, penso che passi attraverso quello che faccio e come mi pongo per fare musica. Cerchiamo di andare d'accordo con tutte le band con cui suoniamo per evitare litigi meschini e combattimenti nella "scena". Per me quella roba può essere lasciata al liceo. Cerchiamo anche davvero di dare fiducia a chiunque ci aiuti o ci piaccia, dentro e fuori la scena. Diamo il rispetto quando il rispetto è dato a noi e cerchiamo sempre di fare in modo di poter aiutare qualcuno. Credo che un buon karma sia una buona soluzione per andare avanti. Alcuni dei miei gruppi preferiti locali recentemente sono Corporate Elvis (www.facebook.com/pages/Corporate-E...136518403066134), Valley Of Fire (www.facebook.com/pages/Valley- of-Fire/141596642536214), One Eyed Doll (www.oneeyeddoll.com/) e Discendants Of Erdrick (www.descendantsoferdrick.com/). Abbiamo avuto la fortuna di suonare con un sacco di band davvero impressionanti nella scena e siamo sempre alla ricerca di serate con gruppi rock e che vogliono mettere su uno spettacolo impressionante. Non abbiamo ancora condiviso il palco con importanti band metal ma siamo in attesa che succeda, in futuro!


Quando una serata on stage può ritenersi ideale per i Desert Of Mars?

Tony: Vogliamo avere il pubblico che scuote la testa, gettando i pugni in aria e avere fortuna. Poi è il momento di fermarci, suonare ancora un po' e parlare con chiunque ne abbia voglia. Se parliamo con la gente e loro si portano a casa la sensazione di essere stati cullati, che abbiano speso bene i loro soldi duramente guadagnati io penso che abbiamo fatto il nostro lavoro. Se ci lasciamo con le nostre canzoni nella testa delle persone, una camicia in mano o sulla schiena e alcuni cd venduti, è ancora meglio. Siamo lì per passare una bella serata come tutti gli altri.


Ci sono aneddoti o anche solo ricordi di una performance che vi sono rimasti particolarmente a cuore? E una serata che è andata davvero storta dove un "vaffanculo" era l'unica cosa da dire per portarla a conclusione?

Tony: C'è un club in cui si suona un sacco qui a Austin chiamato The Red Eyed Fly e Mike ci è stato super favorevole, abbiamo sempre fatto ottimi live lì. La immaginiamo come la nostra "casa lontano da Marte". Recentemente abbiamo avuto modo di suonare uno spettacolo al The Parish qui a Austin durante SXSWS in cui il suono e le luci sono state fantastiche. Abbiamo anche appena avuto un grande party di presentazione del cd al The Red Eyed Fly, abbiamo avuto una grande folla e abbiamo raccolto un sacco di soldi per aiutare i soccorsi in Giappone dal momento che abbiamo amici lì. Speriamo che servano a quello. Oltre ad un paio di notti la settimana di riposo dove abbiamo suonato per meno di una dozzina di persone, abbiamo avuto abbastanza fortuna con i live. Noi suoniamo ogni volta come se stessimo suonando davanti a un milione di persone, non importa quanto grande sia la folla. Penso che ci sia stato solo uno show che è andato proprio male, ma anche questo era in un luogo bello, quindi non posso dire che è stata una perdita totale. A volte si hanno ingaggi non buoni, si tratta di suonare ancora meglio.

Bob: Esattamente. Come ogni band, abbiamo avuto notti che non sono andate come previsto. A volte ci sono stati problemi di cambio, a volte si dimenticano alcune note. Ma abbiamo suonato lo stesso. Sono molto felice che siano stati casi isolati.


Io e Tony abbiamo qualcosa in comune, i suoi avi sono infatti siculi (Poggioreale), mandiamo un messaggio ai ragazzi siciliani che amano lo stoner per svegliarli un po'? C'è tanto seguito, tanto ascolto ma poca carne al fuoco, che si deve fare in questi casi?

Tony: Io spero che tutti i miei parenti in Sicilia e forse in tutta Italia abbiano voglia di rock tanto quanto me. Ho sempre avuto un'affinità per il cinema italiano (soprattutto horror e sceneggiati criminali) e gruppi come Goblin, quindi sarebbe il mio sogno diffondere il rock dei Desert Of Mars tornando in Italia. Mi piacerebbe suonare in un festival in Sicilia o in Italia, magari anche nella parte abbandonata di Poggioreale. Sarebbe bello e di ispirazione credo. Inoltre farei brillare orgogliosamente la stella dei miei antenati defunti, ne sono sicuro. Una cosa che amo del mio retaggio siciliano è il senso della famiglia, quindi "forza miei fratelli, sorelle e cugini! Let's rock!!!!"


Quali sono stati i riscontri ottenuti sinora? Com'è stato accolto il disco?

Tony: Finora abbiamo ricevuto commenti molto belli sull'album. I commenti stanno iniziando a piovere ed è davvero impressionante. Sono sicuro che ci sarà gente che non ci apprezza, ma succede anche alle migliori band. Siti web come il vostro e alcuni specializzati nello stoner rock hanno davvero apprezzato e c'era anche gente che faceva i video su YouTube di canzoni prima che il cd fisico fosse uscito. Quindi, dobbiamo rimanere in contatto con la gente. Veramente bello!


Progetti a breve termine?

Tony: Siamo abbastanza concentrati sui Desert Of Mars, per cui adesso stiamo lavorando per far conoscere l'album e stiamo scrivendo nuovo materiale. Oltre ad alcune delle cose che ho citato all'inizio, il resto del tempo è dedicato tutto ai Desert Of Mars.


Nessun contatto è arrivato da parte di una label interessata a distribuire "Transmission"?

Tony: Non abbiamo sentito nulla da nessuno ancora, ma non abbiamo cercato molto. Viviamo in un'epoca in cui è possibile fare un sacco di cose per conto proprio, per cui avrebbe dovuto essere esattamente ciò che cerchiamo. Abbiamo sviluppato rapporti con buoni amici in film, giochi e musica, quindi vedremo. Per ora siamo totalmente indipendenti. Il che rende più difficile a volte poter dire la propria, ma ci permette anche la libertà di controllare il nostro destino.


La parola fine sta per essere detta, spero un giorno di vedervi dal vivo magari perché no, proprio qui in Sicilia, per ora vi chiedo di lasciare un ultimo messaggio o un semplice saluto diretto ai nostri lettori, a voi la parola.

Tony: Grazie mille per questa opportunità! Ci auguriamo che ognuno possa godersi questo album come noi ci godiamo tutta la musica che ci piace. Contattateci pure in qualsiasi momento sul web o tramite e-mail. Continueremo con il rock finchè sarà possibile!!! Mars Metal per tutti!

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DESERT OF MARS (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Dope Fiend

Line Up
Tony - Bass, Vocals
Bob - Guitars
Billy - Drums



With us today a viable Texan stoner-rock reality, Desert Of Mars, the trio has just released the album "Transmission"(which you will find the review on the site). Let's get to know them better.

Welcome guys, the first step has become a routine. But it is necessary to give a couple of useful information to those who had not yet the pleasure of crossing your reality, let's talk about how they are born Desert Of Mars and about its components, I leave you the word.

Tony: Thanks for the interest and the interview! We started jamming a few years ago with the idea of just seeing what would happen. I had been in a few bands before but they had all broken up and I hadn’t played bass seriously in a few years. Billy joined as a fill in drummer and we just worked really well together. We decided to write heavy riff-based music; and Deserts of Mars was born. Our previous guitarist decided he wanted to pursue other things, but Billy and I thought what we were doing was still worth continuing, so we searched for a long time and Bob joined (he was a friend and he had come to a bunch of previous shows), adding a well-tempered more melodic component to the band. We’ve been good friends and band mates ever since.


As often happens, I was taking a look at Planetfuzz (which together with Chybucca Sounds I think the best sites for people who love stoner and the like) when I was struck by the cover of "Transmission", I can say that reminds me a certain late sixty style? The shows section of your site also contains the flyer of the evening, all works by Billy. The passion for women increased and shapely designed with a retro touch you can bring together the vision (degrees) of the films of Russ Meyer type "Vixen", "Supervixens" and "Faster, Pussycat! Kill! Kill!" ?

Tony: Yeah, Billy is an illustrator and game maker first and foremost, and he came up with these great characters starting with our Martian character, then the Rocktopuss, Mina the space DoMinatrix (featured on the album cover), and the Rocktopuss Queen. Most people see the flyers well before they see the band, so we wanted people to be drawn in by the visuals. Plus, we all dig sexy space chicks. They look cool! It fits well within the Stoner Rock/metal aesthetic. In the fiction we have created, Mina is a tough rock chick, not just eye candy. We wanted to appeal to everyone who likes heavy spacey stuff.


Your sound is affected by multiple influences, what are the band that you have mostly heard and that have consistently been part of the period in which to you record the album?

Tony: Well for me it’s always the classics like Black Sabbath and Motorhead, also all the Stoner classics, (Kyuss, QOTSA, Dozer, Orange Goblin, Monster Magnet, etc.). I listen to Big Business a ton (I love the bass sound!), The Sword, Killing Joke, Boris and Voivod (I’m a huge fan as well!). It’s hard to pick just a few bands; my iTunes list playlist is a crazy mix of all kinds of things. However, those are the ones that come to mind during thee recoding time period.

Billy: I am most influenced by more modern drummers like Abe Cunningham and Dave Grohl but I get a lot of my rhythmic cues from rap and hip hop. I think it adds a different flavor to our sound than a lot of other bands in our genre. We all come from different musical backgrounds, but it seems to work well together.

Bob: I listen to a lot of different genres of music depending on my mood. Some days it’s a metal day and I’ll be rocking some Protest the Hero, Killswitch Engage, or Pantera. My girlfriend gives me shit because I’m into “emo” and “screamo” bands like Thursday, Dashboard Confessional, 30 Seconds to Mars, and Taking Back Sunday. As far as guitar player influences, my big ones are guys like Joe Satriani, Buckethead, and Eric Johnson. I am also really digging on the band Animals as Leaders right now as well.


In some nuances and often heavy shades, but not to form grooves in the style of doom or sludge as thick gray and Seattle style, it seemed to notice a grunge drift. There is a part of this movement that you like?

Tony: Hmm.. yeah, I love Soundgarden (especially their first few albums), The Melvins, and almost anything thick and heavy. I’m sure that there is an undercurrent of that as well.

Bob: Absolutely! The Seattle movement of the 90’s was very influential for me. That is the period when I really started to get serious and develop my guitar playing. I was (and still am) a huge Nirvana fan. Other influential albums around that time were "Siamese Dream" and "Mellon Collie and the Infinite Sadness" by the Smashing Pumpkins, and bands like Hum, For Squirrels, Rage Against the Machine, and Nine Inch Nails.


I have found the album solid, comfortable, easy to listen and above all well produced, you have done all of your pocket, how it was hard to get so far? How much effort and perseverance it takes to bring on a project in an increasingly competitive world of music and what are (if any) the goals you have set?

Tony: It has taken us a while.. We’re lucky at this point that all of us have good jobs outside of the band and we were able to finance the album out of our own pockets. We knew we didn’t want a demo, and we wouldn’t compromise album quality even with a limited budget. We worked well with our engineer/mixer/production guru Mark Dufour (who I met when I was in a goth/darkwave band with my wife), and I knew he was talented; the rest was just buckling down and getting it done. Our main goal is to make music our way, and to make the best music we can on our own terms. As you’ve said the world of music is very competitive and we wanted to make our one chance at making a first impression a really strong one.

Bob: I think perseverance is the best way to describe it. We went into this project with a distinct vision of what we wanted to accomplish. We had to make some changes and concessions along the way, but in the end we were able to stay true to our goals.

Billy: It was also tough juggling schedules and working at being the drummer, artist/art director on the album, and developer of the iPhone app that we are doing as part of our multimedia strategy for the band (another goal of ours to have a truly multimedia presence with music/art/games/comics/etc.). Doing all of this while maintaining a full time job, working on directing and doing art for my other games I develop (I run www.perfectdorkstudios.com) and having a life outside of band and work is probably the hardest part of being an indie band. However, the end result is something the rest of the band and I are really proud of.

Tony: I totally agree with Billy about scheduling and all of those challenges! Certainly that is part of the overall perseverance and the passion to work together to make this album rock.


How is the work in rehearsal room? It still uses the jam session, what comes out is refined giving shape to the track or you have an accurate way to dial? On what are focused the lyrics and who is the author of them?

Tony: Usually we just start jamming, and most of the time it starts with bass riff and a beat, then Bob comes in and adds a layer of melody and settles into a cool groove. We usually record long jams and then come back to it and refine it. Billy is great at working on arrangements and once we all agree, I come in with lyrics. I write all the lyrics for the songs, but everyone is welcome to have feedback and we’ll often tweak a phrase here and there. That’s the way things work most of the time, but with this next album, it will probably be even more collaborative. At the end of the day, we just want to write good music that people feel.

Billy: It’s like spontaneous combustion! We start to jam and songs seem to just ignite. The ones that fizzle, we throw out. Sometimes they come back reworked, other times we just get rid of them all together.

Tony: Yeah, I think we threw out about half an album or an albums worth of stuff when Bob joined because we wanted to write newer stronger songs with Bob involved.


You are at the end of the evening after a thrilling live, we may ask for an encore, let's say two: the first track taken from "Transmission", that what you feel is the most suitable or most identify, and a cover. On which pieces would fall your choice and why?

Tony: I think at this point, I think “Cities on Fire” is the song on the album I rewind and listen to the most. However, we close with that one, so I would have to say we would go with the fan favorite “Send More Gasoline”. It’s the first song we wrote together as a band and seems to be the one people love the most. We don’t really do covers (with the exception of a hard driving version of the Bionic Commando theme at a couple of game related shows). We have a few we have talked about, but nothing solid. For me, it would probably be something by Thin Lizzy, Sabbath, Motorhead, Joy Division, Flower Travellin’ band or something strange. I only want to a cover if we can make it our own and do an awesome job at it.

Bob: I don’t know! Probably “Dreamcrushers, Inc.” That song blasts the whole way through so the fans would definitely be leaving with their heads banging. Doing a cover would be cool, but I have no idea what our first one should be.

Billy: Or we maybe we should cover "Angel Witch"!


Stoner is a "nerd" genre and with this term, for many derogatory, I want to stress the values ??of those who, often at the corner by the society for its particular way of living, rises artistically. How can you not worship a "nerd" named Scott Hill for example? It would be heresy not to. Desert Of Mars love music and work in everyday life with computers and comic books, through the exchange of mail with Tony I had the pleasure of being aware of your projects to which I would like to offer a showcase, then I leave you free to tell what is what you are doing with videogames companies and as comics writers.

Tony: I totally embrace my nerdiness! Stoner rock is often about sci-fi, wizards, and comic book fiction (just look at all the comic/fiction reference in Monster Magnet’s music alone!). So to me rock, games, and comics are absolutely intertwined. Outside of my work as a tech artist (I interface a lot between programmers and artists) at my day job, I’ve co-authored the comics “Psy-Comm” (the early seed of it was influenced from Blue Oyster Cult’s “Veteran of the Psychic Wars”), a steampunk comic called “Clockwerx” (both with my good friend Jason Henderson), Billy and I did an iPhone app called “Aim for the Brain” which is kind of a Zombie whack a mole game, and I’m pitching some new comics now. I’m hoping to work on some heavy metal influenced comics with the really talented Hans "Hanzo" Steinbach. (http://metalhanzo.deviantart.com/ ) if we can get our schedules together. Plus we’d love to do a Deserts of Mars comic at some point featuring Mina, the Rocktopuss Queen, and the Martian. We’ve been flirting with that idea for a while.

Bob: Where I work, one of our company’s core values is “Embrace Your Inner Geek.” Outside of my career; I still get to do that with video games, movies, computers, and even music.


The Texan music scene has given me much satisfaction, just to stay on a few weeks ago they were guests in our site Wo fat with their "Noche Del Chupacabra". How do you live it? Do you have relations of friendship and esteem with other bands? You have shared the stage with metal bands?

Tony: I love Texas, and even when I am not here, I long to get back after a while, especially Austin. There must have been something that drew my ancestors here, and I am a product of that. While I don’t wear a cowboy hat, ride a horse, or drive a truck, there’s still an independent spirit and a sense of pride about being a Texan, I think that comes through in a lot of what I do and how I choose to make music. We try to get along with all the bands we play with and avoid petty band squabbles and fighting in the “scene”. To me that stuff can be left back in high school. We are also really about giving credit to everyone in and out the scene that helps us or is cool. We give respect when respect is given to us and we always to try make sure that we help anyone we can. I believe good karma can go a long way. Some of my favorite local bands lately are Corporate Elvis (www.facebook.com/pages/Corporate-E...136518403066134), Valley of Fire (www.facebook.com/pages/Valley-of-Fire/141596642536214), One Eyed Doll (www.oneeyeddoll.com/), and Descendants of Erdrick (www.descendantsoferdrick.com/). We’ve been lucky enough to play with a lot of really awesome bands in the scene, and we’re always looking to play with bands that rock and want to put on an awesome show. We haven’t yet shared the stage with any major label metal bands, but we are looking forward to that in the future!


When a live evening can be considered ideal for Desert Of Mars?

Tony: We want to have the audience bobbing their heads, throwing their fists in the air, and having a good time. Then it is time to chill out, rock some more and talk to anyone and everyone who wants to. If we connect with people and they go home feeling like they got ROCKED for their hard earned money, I think we’ve done our job. If we leave with our songs in people’s heads, a shirt in their hand or on their back, and some CDs sold, it’s even better. We’re there to have a good time like everyone else.


There are anecdotes or even just memories of a performance that you were very much close to heart? And a night that went really wrong where a "fuck you " was the only thing to say to bring it to conclusion?

Tony: We have one club we play at a lot here in Austin called The Red Eyed Fly and Mike there has been super supportive, we always have a good time there. We think of it as our “home base away from Mars”. We recently got to play a show at The Parish playing here in Austin during SXSWS where the sound and lights were completely killer. We also just had a great CD release party at Red Eyed Fly, we had a great crowd and we raised a lot of money to help the relief efforts in Japan since we have friends there. Hopefully it is only up from here. Besides a few off week nights where we played to less than a dozen people or so, we’ve had pretty good luck at shows. We play every show as if we are playing to a million people no matter how big the crowd is. I think we’ve only had one show where it just didn’t seem to work, but even that was at a cool venue, so I can’t say it was a total loss. Sometimes you are going to have bad gigs; it’s about playing the next one even better.

Bob: Exactly. Just like every band, we have had nights that didn’t go as expected. Sometimes there are gear problems, sometimes you forget some notes. But we’ve played through it. I’m very happy that those have been sparse for us.


Tony and I have something in common, in fact his ancestors are Sicilian (Poggioreale), we send a message to Sicilians guys who love the stoner to wake them up a bit? There is so much following, so listening but little meat to the fire, what should we do in these cases?

Tony: I’m hoping that all my relatives in Sicily and perhaps all over Italy want to rock as much as I do. I’ve always had an affinity for Italian cinema (especially horror and crime dramas) and bands like Goblin, so it would be my dream to spread Deserts of Mars’ rock back to Italy. I would love to play a festival in Sicily or Italy maybe even in the deserted part of Poggioreale. It would be cool and inspirational I believe. Plus it would make my departed ancestors beam with pride, I am sure. One thing I love about my Sicilian heritage is the sense of family, so “C’mon my brothers, sisters and cousins!! LET’S ROCK!!!!”


What were the feedback obtained so far? How was it accepted the disk?

Tony: So far we have gotten really great feedback from the album. Reviews are starting to trickle in and it has been awesome. I’m sure we’ll have people who don’t dig it, but even the best bands get that. Websites like yours and a few stoner rock places have really dug it, and we’ve even had people make YouTube videos of songs before the physical cd was out. So, we must be connecting with people. Very cool!


Have you short-term projects?

Tony: We are pretty focused on Deserts of Mars, so right now we are working on spreading the word about the album and writing new material. Other than some of the stuff I mentioned early, it is all DoM all the time.


No contact has come from a label interested to distribute "Transmission"?

Tony: We haven’t heard from anyone yet, but we haven’t been looking too hard. We live in an age where it is possible to do a lot of things on our own, so it would have to be exactly the right fit. We’ve been building relationships with cool friends in movies, games, and music, so we will see. For now we are totally independent. That makes it harder sometimes to get the word out but it also allows us the freedom to control our own destiny.


The interview has come to an end, I hope one day of see you live maybe in Sicily, but for now I ask you to leave a last message or a simple greeting direct to our readers, I leave you the final word.

Tony: Thanks a million for this opportunity! We hope that everyone enjoys this album as much as we enjoy all the music we listen to feel passionate about. Contact us any time on the web or through email. We’ll keep rockin as long as we can!!! Mars Metal to all!

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PANDEMONIUM (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Dope Fiend

Line Up
Paul - Vocals and Guitars
Mark - Guitars
Michael - Bass
Szymon - Drums



Is with us today a piece of history of death metal "made in Poland", the Pandemonium. They are released at the end of 2010 a "Promo" which tell us that they are ready to flash the 2011 with the arrival of a new album after four years from the good "Hellspawn".

Welcome to our site, the first step is usually the band's history so that even those who had not yet had the pleasure to meet you, know better your reality, I leave you the word.

Hi there, bastards! Regards from Poland! Before I start, some shortcut of Pandemonium history, because we celebrated our 20th anniversary last year. We prepared some good stuff for this occasion like t-shirts, long sleeves, printed stickers and more, all under the common name "Two Decades ov Unholy Existence", more details you will find on the band’s offical websites and profiles. OK, so this dark history began in fall 1989, guitarist Paul and drummer Peter started a band. The music they composed for the first "Reh Tape" was slow, dark and very heavy. There were no bands like that in Poland, and abroad there was only Samael, Celtic Frost and Bathory. In a very short time Pandemonium gained lots of fans and, after releasing the cult album "Devilri", became the most popular horde in Poland next to KAT, Imperator and Vader. Pandemonium also gave plenty of gigs abroad with such bands as Morbid Angel, Samael, Cannibal Corpse. In 1994 guys recorded their second album "The Ancient Catatonia" and it was the last album in the 90's era. Then some cross-purposes appeared in Pandemonium and finally the band suspended its activity. A few years later Paul started the band again under "Domain" name and recorded three albums. Fans accepted changes and liked the music but there was a longing for a Pandemonium name. Then, one day, some lucky circumstances allowed Paul to go back to the former name and a new era began. I joined the horde and we recorded an experimental, atmospheric album "The Zonei", next we got new rhytm section – Simon and Michael, and we released "Hellspawn" - the most brutal album in Pandemonium’s history. This line-up is stable ‘till now.


I had the pleasure of approaching your sound with the first "The Ancient Catatonia" that remains for me one of the best album released by the extreme landscape of your nation, why did you decide after that step of change name (Domain) and then back to the beginning Pandemonium?

Brutal life, hah , the guys were young and "Devilri" and "The Ancient Catatonia" success caused turbulences in their relations, there were some discussions between Pandemonium’s founders and finally Paul was forced to change the name to Domain. There must be something magical in the Pandemonium’s name, because, although Domain released some good stuff, it wasn’t as popular as Pandemonium. Anyway, some time passed and lucky circumstances allowed Paul and the new horde to go back to the former name.


Both "The Zonei"and "Hellspawn" offer two ripe tests, a dark and highly blasphemous sound, but the last "Promo" seems to have taken a more modern Behemoth style direction while maintaining the "black mantle" that feature you, how as evolved the way you write and who is the architect of creation of songs? And of the texts who takes care of them?

Naturally, ancient deamons brought us some fresh ideas and inspiration. Seriously, this time we wanted to create something ritual and more haunted than "Hellspawn". It resulted in different sound, riffs, drum section and also vocals that became more black metal. Each one of us is engaged in the music creation process, practically - Paul and me create riffs and the whole songs ideas, then Simon with Michael start thinking about rhytm section and finally we add solos and all the sounds that make songs satisfying for us. Last thing is lyrics, that's Paul's thing to make them go along with such a dark music’s character.


Talk about extreme music and Poland is almost normal for a habitual user of metal, the scene to which you belong is one of the most prolific and has reinvigorated with the addition of a large group of aggressive young players, what pushes a part so important of the movement to bet against one of the biggest "evils" that affect the society? I speak of religion.

I think in Poland a lot of young people are fed up with catholic religion that wants to have influence on every aspect of life and forces people to live by its sick morality. Metal is a form of rebelion and a philosophy, which expresses freedom and free will. So, pray or start thinking and experiencing life and the humanity.


Paul is the only founding member left in the line-up, what are the memories of the initial steps stirred by Pandemonium? How was the air you breathe in that period and what changes in society and music (for better and worse than) you think there have been since then?

It is really a topic that requires many bottles of whisky to discuss , I think of it in a very sentimental way, man. I perceive nineties as a gold era of death metal, it was then when I first met such an aggresive and dark music, it made me crazy and changed my life. Instead of P2P and Internet there were mates with double cassette decks , if you couldn't buy tape you copied it from your friends. For every gig crowds came and there was always ocassion to meet new people. I guess that it was a better time for a social life and music, there was some magic, more true expression and it required some kind of effort to learn any news on bands.


In the last few days has bounced between various media another case of a boy who had killed a relative because the music he heard. The media pilloried by the politically correct and pro-clerical associations have become a stale cliché but that lets go. What are the values ??that you recognize in your art? And what those who brought forward in life? What is important for Pandemonium as a band and as men?

I really don't believe that music could lead someone to a homicide. If someone is in trouble or has a freaked mind even a glass of water might inspire him to do something stupid. You want to know what we expect from the fact of being musicans, touching a satanism ideology? Actually the main thing is rebelion and a man being conscious. Religion and conservative politics put your mind into chains and you are not allowed to think freely and realistically, the consequention is that you can't really experience life and can’t understand that the only meaning of life is the life itself. As a Pandemonium we have a lot in common, similar ideas, views, opinions and sense of humor. We're not just musicans playing in one band, but also friends and comrades.


In the "Promo" you have entered a beautiful series of live performance, a welcome gift for anyone who enjoys watching the band play and go beyond listening. There were live in these twenty years of career that have been particularly exciting for the formations with which you have shared the stage and it is worth remembering? There was also one of those moments when you had the feeling of being blocked or when the day was really bad?

Mate, life on a scene is something specific and it is always a kind of exciting adventure. Yes, sometimes shit happens, regarding organisational issues for example, or if any of us gets sick – it makes it impossible for us to enjoy the gig and its magic, but most of performances we recall were fucking great moments. We got to know plenty of bands we shared the stage with, mostly they are fantastic people and we will probably never forget huge festivals where we met and supported such bands as Samael, Slayer or Celtic Frost. Always the greatest gigs are when we have as much joy and satisfaction as the audience.


What is your position about the file-sharing, mp3s in general and the management of music on internet?

Honestly, I am keen of sharing music. It is the simplest way to find interesting band and album in the current ocean of music. Of course, bands put their songs on youtube or myspace but sometimes it is not enough to learn if I really want to buy the album. By the way, many people can't afford to buy every album they like or they don't want to risk buying something that doesn't come up to their expectations. But, in most cases, if you listen to downloaded mp3's and find it interesting you will buy CD. Then you get high quality, cover, lyrics, photos and satisfaction from appreciating artist’s work. If not – you just get virtual music in poor quality instead of full album with cover, inlay book and what’s most important – original high quality CD. On the other hand, there is lots of bands who’s albums are almost impossible to buy in Poland. The only way to listen do their stuff is to just download it. It that case, sharing music on-line is a rather positive aspect for widely unknown foreign bands.


Social networks vs. word of mouth, the first giving a great exposure but it seems the "media department stores" where the products are placed at the mercy of anyone, the second was one of the classical methods (along with the magazines) that you were aware of new band. There is a kind of nostalgia for the past, the vinyl is back in vogue and luckily the faithful purchase physical products there. What can you say to the generations that are now approaching at your music to that effect? You can still teach the younger to give proper weight to the artistic value?

Of course, I can tell thousand of stories and praise old good times when every metal album was worshiped and celebrated although it was recorded on an analogue tape, but I don't think younger generations will understad that phenomenon. Nowadays there is too many bands, music is very popular and lost its magic in most cases. Right, vinyl is back in vogue so we re-released Pandemonium’s most cult album “Devilri” on this media. The only thing that has to be done is to record true, good fucking music and believe metal fans understand it.


At the end of the year should come out "Misanthropy", what can we expect?

I'd rather not speak about expectations. "2010 Promo" contains two new tracks and it already got very good reviews so I am not afraid about the rest of "Misantrophy" album. We worked a long time to arrage songs which blow minds and I am sure that metal maniacs and all guys who are looking for some oldschool metal breath won't be dissapointed.


Short-term projects? Pandemonium are to playing around and maybe we will see you here in Italy?

Hah, it could be great, we never played in Italy. We already have some planned gigs but there is still plenty of free dates. Are we invited?


Thanks for the time spent with us, the interview is over, the final message for our readers is up to you.

Thank you, mate! Best fucking regards to the readers and all metal fans in Italy, meet us on myspace and facebook profiles and hopefully on the gigs!

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sabato 23 aprile 2011

SPIDER KITTEN - To Let The Winter In


Informazioni
Gruppo: Spider Kitten
Anno: 2010
Etichetta: Sharp Noodle / Rugland
Contatti: www.myspace.com/spiderkitten
Autore: Mourning

Tracklist
1. Christmas Day
2. Moanin' The Blues
3. I Know You Won't Be Home For Christmas

DURATA: 20:08

Gli Spider Kitten sono un gruppo gallese attivo dai primi anni del post 2000, una realtà prolifica dedita a uno stoner/doom particolare che miscela elementi cosmici e drone nel sound, mi sono imbattuto nella loro pagina Myspace e ho iniziato ad approfondirne la conoscenza rimanendo colpito dall'ultimo ep pubblicato nel 2010, "Let The Winter In", solo tre tracce ma alquanto diverse da ciò che in passato avevano rilasciato.
Un mini concept basato sul Natale visto da un punto di vista alternativo al solito festoso, rassicurante e melassoso modo in cui si concepisce tale festività, le canzoni infatti rappresentano il lato buio della festività, quello che porta a galla le sensazioni di sicuro meno gaie.
Il Natale passato in solitudine, una riconciliazione con i parenti mai avvenuta e dopo lungo tempo magari accettata e assimilata o il semplice rinnegare la gioia di un giorno simile perché non si è più capaci di godersi le piccole cose, pensieri che dovrebbero esser distanti anni luce da una tale occasione e che invece sono più comuni di quanto si pensi.
Il loro suono doom diventa più raffinato e grigio, il piglio interpretativo quasi da rock cantautorale, l'opener "Christmas Day" è caratterizzata da un tappeto di synth posto in sottofondo che si presenta continuo, incessante, un'acustica tormentata e una batteria minimale, la voce è sommessa, roca quasi fosse rassegnata alla disperazione.
Questa sensazione viene acuita nella successiva "Moanin' The Blues" in cui l'atmosfera diviene ancor più cupa e inquietante, un country-blues che trasuda l'agonia di un momento in cui anche il solo esser ottimisti è utopia.
A chiusura del lotto ci s'imbatte in "I Know You Won't Be Home For Christmas" che già dal titolo è tutto un programma, gli stilemi seguiti per darle vita sono per lo più gli stessi che hanno nutrito le altre due tracce, la differenza sostanziale sta nel fatto che si anima divenendo corposa e contemporaneamente ancor più decadente, ci sono momenti in cui si ha l'impressione di star ascoltando una versione più greve e priva di ribellione degli Alice In Chains, pensate a "Love Hate Love" e "Rotten Apple", spostatele in campo acustico e dilatatele, le emozioni non sono poi tanto lontane dal collimare con la sofferenza espressa in "Let The Winter In".
Un lavoro alquanto interessante quest'ep degli Spider Kitten, sicuramente chi avrà già incrociato la band e non l'ha ancora ascoltato si troverà spiazzato com'è successo al sottoscritto del resto, è comunque piacevole avere a che fare con degli artisti a tutto tondo, vogliosi di andare oltre i confini del genere d'appartenenza portandone con sè sempre una parte.
Visitate la pagina bandcamp della band: http://spiderkitten.bandcamp.com/ e se decideste di scaricare uno dei loro lavori, fate una donazione, ogni vostro supporto sarà usato per le release future.

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DELTA - Deny Humanity


Informazioni
Gruppo: Delta
Anno: 2010
Etichetta: Australis Records
Contatti: www.myspace.com/deltaofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. Fatal Error
2. Over And Over Again
3. Revolution
4. Desire Within
5. Doors Keep Spinning
6. Perfect Insanity
7. Fragile
8. 2702
9. Virtual Life
10.God Or Science
11.The Human Touch

DURATA: 59:00

Incrociare al giorno d'oggi l'etichetta progressive metal non vuol dire più nulla, cosa devo aspettarmi? E chi lo sa, ormai tutto è stato miscelato con tutto, potrebbe venir fuori una band che suona come i Cannibal Corpse che incontrano gli Evergrey.
Ok forse ho esagerato ma non mi sorprenderebbe davvero una trovata simile, non conoscendo poi la realtà dei Delta ogni eventuale possibilità era papabile.
Fortunatamente il sound di questi ragazzi è orientato su territori che ho avuto il piacere di approfondire nel corso degli ultimi anni, una delle influenze più evidenti in un palinsesto sonoro realmente vario e raffinato come quello contenuto in "Deny Humanity" è quella dei Symphony X di Michael Romeo, i Dream Theater non sono esenti dal partecipare a a tale rappresentazione musicale così quanto gente come Sonata Arctica (che onestamente detesto) e i già nominati Evergrey, anche se limitarsi a questi quattro act è complicato dato che le strutture e le sfaccettature di cui l'album è stato dotato hanno la capacità di viaggiare sia a ritroso nel tempo sfiorando richiami hard rock anni Ottanta nel comparto vocale, che nel presente modernista delle soluzioni più melodico nevermoriane della visione solistica di Warrel Dane e affondare seppur in brevissime situazioni che esulano dal panorama metallico facendo affiorare parti di folk vedasi l'intro di "Desire Within".
E' una formazione dalle mentalità e visuale più che ampie quella dei Delta, prendete l'incipit del platter con "Fatal Error" e "Over And Over Again", due canzoni molto cinematografiche, il forte impatto oltre all'esser scandito dalla note conduce a dar forma raffigurativa allo scorrere, diverso è già l'approccio più classico dei cori che infiammano "Revolution" e "Doors Keep Spinning" e la tribalità scandita dalle percussioni in "Desire Within".
Si è solo a metà album ma due cose sono chiare: le figure del cantante Felipe del Valle e del tastierista Nicolás Quinteros sono le armi che danno quel quid in più a un combo che rappresenta un quintetto assemblato in maniera coerente, organizzata e capace di esprimere la propria personalità.
Il modo in cui il singer gestisce la sua prova evitando di calcare la mano, appassionando e tenendo le note alte in modo fantastico, oltre all'esser vario anche se un tantino derivativo in alcuni momenti, e l'uso dei synth sia nel fluire veloce e dirompente, come nel solo atto d'accompagnare, il pezzo, danno una marcia in più a pezzi che a dire il verso sono composti con tutti i riguardi, non c'è un buco scoperto, gli arrangiamenti incollano e incastrano i segmenti creando una fitta ragnatela in cui le falle son davvero complicate da trovare.
Con "Perfect Insanity" per il sottoscritto fanno un gran centro, la canzone è aggressiva, melodica, cattiva ma dal piglio accattivante, inaspettata quanto gradita l'accelerazione improvvisa di cassa che nel bridge invita il refrain a rientrare in gioco mentre "Fragile", episodio particolarmente incantevole per la sua leggiadria che ricorda quella delle suite del gruppo di Romeo ("Through The Looking Glass"), mette in risalto il basso di Marco Sánchez che offre un lavoro ritmico eccellente, non manca di certo la voglia allo strumento di rendersi seppur in parte protagonista, ascoltando l'opener verrete a contatto con una frazione intorno al quarto minuto dove proprio la figura del basso è in primo piano.
Lo strumentale "2702" inserisce l'acustica, è istintivo, uno sfogo orchestrale, bello il modo in cui Lechuga e Quinteros dialogano e l'atmosfera galleggiante degli attimi più vuoti sono Sanchez e il battere ticchettante delle bacchette di Andreas Rojas a tenere in vita il pezzo.
Da "Fragile" in poi "Deny Humanity" prende una posizione netta anche per quanto riguarda i testi incentrati sul vissuto umano, v'invito a leggerli perché ogni singolo pezzo sino alla conclusiva "The Human Touch" fa riflettere seppur riguardino argomenti trattati più e più volte, credo che l'uomo li sottovalutati, madre natura ce la sta facendo pagare, il conto diverrà salatissimo col tempo.
Le incursioni della voce femminile di Consuelo Schuster sono presenti in "Virtual Life", i cori in stile Queen così classici dello stile vengono contrapposti dall'incalzare dinamico e irruento della successiva "God Or Science" molto più sperimentale per chiudere con l'aumentare del fattore progressivo racchiuso nella già citata "The Human Touch" della quale le atmosfere s'impregnano.
I Delta e "Deny Humanity" sono ciò che un appassionato di prog si deve attendere da una band e da un disco, completezza, maturità e personalità, auguro loro di trovare il modo di farsi conoscere a livello internazionale intanto ve ne consiglio caldamente l'acquisto.

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KIMAERA - Solitary Impact


Informazioni
Gruppo: Kimaera
Anno: 2010
Etichetta: Stygian Crypt
Contatti: www.myspace.com/kimaeraband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Bloody Tourniquet
2. A Breath Of Despair
3. A Silent Surrender
4. Solitary Impact
5. Holy Grief
6. In The Shade Of Nephilim
7. All That I Am
8. The Taste Of Treason
9. Of Wine And Woe
10. The Garden Tomb

DURATA: 58:50

Devo essere onesto, non conoscevo una sola band che provenisse dal Libano, quando mi sono ritrovato fra le mani il disco dei Kimaera (per essere precisi questo è il loro secondo capitolo, il debutto è "Ebony Veiled" datato 2006) ero alquanto scettico.
Ho ricercato un po' d'informazioni sulla formazione, 'sti ragazzi come capita di frequente nelle zone del Medio Oriente se la son vista con la censura che si affligge sulla musica non consona a certe, ehm, usanze, han dovuto affrontare un bel po' di cambi in line up data la partenza di alcuni membri che hanno cambiato aria, vedasi l'ex voce femminile Sabine Hamad ora in Australia ma si sa che chi la dura la vince ed eccoli qui più in forma che mai con un "Solitary Impact" che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.
La base è un doom/death alquanto tradizionale tanto da ricordare gli ormai scomparsi Phlebotomized, quello che rende particolare la proposta è l'intarsio melodico offerto da un riff working che attinge dalla tradizione orientale raffigurando panorami lontani anni luce dalla classica malinconia di stampo nord europeo.
Gli interventi di violino, che stilisticamente potranno ricordare i My Dying Bride ma che virano su una delicatezza anch'essa orientata a sollevare un velo rimembrante quei territori, e la voce femminile suadente più che mai, con l'aggiunta delle percussioni, in alcuni frangenti si coniugano perfettamente con una prestazione violenta che il growl e le improvvise parti più sostenute mantengono compatta facendo emergere una fierezza non indifferente.
Il sound dei Kimaera è maturo, pezzi come l'opener "Bloody Tourniquet", "A Silent Surrender", "Holy Grief" e "All That I Am" racchiudono le potenzialità di una realtà che può ancora crescere, affinarsi.
La bravura del combo nel giostrare la natura duale della proposta, sfrontatamente capace di abbandonare la prorompenza del death ancorandosi alla decadenza del doom etereo, fa di "Solitary Impact" un gran bel dischetto, proprio di quelli che non t'aspetteresti mai.
Lavoro intrigante ben supportato anche dai synth a tappeto che forniscono quella densità adeguata al comparto atmosferico già di per sè sostanzioso, ricco, è veramente del buon materiale quello prodotto dai libanesi, proposta che potrà riscuotere interesse nelle fasce d'ascoltatori legate al doom più tradizionalmente estremo e a quello di stampo gotico.
In aggiunta alle tracce audio n'è stata inserita anche una video riguardante il brano "The Taste Of Treason", fatevi affascinare dall'Oriente che avanza, dimenticate ciò che di brutto può venir associato con quelle zone perdendovi nel misticismo dei suoni da lì provenienti, seguite con attenzione i Kimaera, una band di cui spero sentiremo ancora parlare, bella prova.

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DESTROYING DIVINITY - Dark Future


Informazioni
Gruppo: Destroying Divinity
Anno: 2010
Etichetta: Brutal Bands
Contatti: www.myspace.com/destroyingdivinity
Autore: Mourning

Tracklist
1. To Live In Gloom Of The Beyond
2. At War with Two Worlds
3. Birth Of Faceless Killer
4. Putrid Stench Of Past
5. Undead In The Darkness
6. Cult
7. Prophecy
8. Name Written With Blood
9. Face To Face To Destiny

DURATA: 36:02

Mazzate, sonore mazzate, la Repubblica Ceca non si è mai risparmiata nel regalarci delle belle bastonate e se è vero che non tutte le band sono fatte per divenire portabandiera di un genere, è altrettanto realistico pensare che privarsi di realtà operaie come i Destroying Divinity sia quanto meno stupido anche solo da pensare.
I musicisti cechi attivi nella scena da una decade sono rientrati a distanza di sei anni dalla loro ultima pubblicazione, "Hell Unleashed" datata 2004, con il platter "Dark Future" che è canonicamente fedele alla scuola death metal anni Novanta, lo si può definire peccato mortale? Può darsi, ascoltando certe porcherie che girano spacciate per tali non è questo il caso.
La formazione è cresciuta a pane, Morbid Angel, Deicide, Immolation e di sicuro qualche altra vecchia conoscenza vi verrà in mente facendo girare il disco nello stereo, un platter solido, con un riffing che probabilmente in alcuni casi è standardizzato seguendo fin troppo pari passo i maestri ma che allo stesso tempo riesce a creare un vortice brutale e di malsano piacere sfociante in tracce quali "Prophecy" e "Face To Face To Destiny".
Stranamente infatti la seconda parte della tracklist risulta più coinvolgente della tranche iniziale regalando anche una "Cult" dotata di un blastato che la rende pura dinamite e una "Name Written In Blood" che alterna anche la presenza di un massiccio mid-tempo che la rende affine e similare alla seconda in scaletta "At War With Two Worlds.
Sì i deja vù sono una costante, impossibile non notare anche nelle esecuzioni solistiche che squarciano i brani prendendone possesso quanto le lezioni di gente come Azagthoth e Vigna siano state fondamentali per il background dei Destroying Divinity, riuscite a fargliene una colpa? Personalmente no, è apprezzabile, degna di rispetto e soprattutto valida la prova offerta in tali situazioni dalle asce del combo.
Cosa manca quindi alla formazione per fare il salto di qualità? Un minimo di personalità propria, con "Dark Future" hanno confermato di essere degli ottimi scudieri, d'avere le carte in regola per fare il culo a strisce anche ad act più blasonati e ormai in caduta libera, c'è quindi la possibilità di ritagliarsi un ulteriore spazio e guadagnare consensi fra gli amanti del genere attraverso una ricerca di soluzioni proprie, il che non indica uno stravolgimento del sound, una divinità random me ne scansi da tale pensiero.
Il ritorno è quindi di quelli promettenti, la produzione ha la giusta dose di carica detonante, auguro possa essere per i Destroying Divinity il passo importante per avvicinarsi a una dimensione un "tantino" personale, fatta una breccia in quel muro avranno solo di che guadagnare.
Siete compratori e fruitori abituali di death metal? "Dark Future" va ascoltato, poi ognuno prenda la decisione in merito all'acquisto, tenete conto che una prova simile è pari a un porto sicuro per le orecchie dei fedelissimi fan della "morte".

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lunedì 18 aprile 2011

WIGHT - Wight Weedy Wight


Informazioni
Gruppo: Wight
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/wightism
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cosmic Rhythm #1
2. All Beyond The Piend Of Being
3. Let Me Know When You Found God
4. Wight Weedy Wight
5. Shaman Woman
6. Hammer Boogie

DURATA: 45:45

Gli Stati Uniti sono probabilmente la fonte più grande e sostanziosa per quanto riguarda il mondo stoner/doom, l'Europa d'altro canto può vantare tre nazioni, Inghilterra, Svezia e Germania, che quando si tratta di tale sound possono affrontare il colosso oltreoceanico guardandolo dritto negli occhi.
Proprio da una di queste terre arrivano i Wight, formazione teutonica che si presenta in versione psichedelica giungendo a noi con all'attivo un demo ("And I Will Not Be Hammered Again") e uno split ("1000mods Vs. Wight") che hanno preceduto il debut "Wight Weedy Wight" rilasciato a gennaio del 2011.
La derivazione di stampo Black Sabbath/Cathedral e la psych-spacey attitude che si rinfresca in acque Hawkwind, Sleep e Colour Haze non è sicuramente innovativa ma ci pone all'orecchio delle tracce, lunghe ben elaborate e che favoriscono quel senso di viaggio intrapreso.
E' caratteristica fondamentale per la realizzazione di un album del genere, la mente deve espatriare dal corpo facendosi condurre per mano dalla musica, vi riescono bene brani come "All Beyond The Piend Of Being", la successiva "Let Me Know When You Found God" e la titletrack, dilatate, drogaticce, groovy e dotate di un riffing da "trip" in possesso del dovuto carisma.
Cadenze grevi, assoli bluesy, il sax suonato da Peter Philipp Schierhorn (che ricopre anche il ruolo di bassista ) speziano l'incedere pachidermico delle quattro esibizioni iniziali, il mood è quello più classico ed esaltante per un ascoltatore abituale dello stile, nessuna sorpresa ma quanta buona musica.
Gli ultimi due episodi spezzano l'atmosfera densa sinora tenuta in auge per apportare una significativa variazione di suono e approccio, i ritmi si vivacizzano, aumentano il carico blues in "Shaman Woman" e ci regalano un assolo stravagante di sax nella conclusiva "Hammer Boogie".
I Wight hanno la situazione sotto controllo, tranne qualche piccola pecca nella prestazione di Renè, che si cala alla perfezione nei momenti più psych e doomy fornendo con la sua voce l'adeguato supporto evocativo ma non proprio piacevole nell'interpretazione quasi forzata in "Shaman Woman", il disco fila liscio, gradevole e concedendo dei discretti picchi di godimento.
"Wight Weedy Wight" si rivela un disco solido, forse un po' troppo legato ai canoni pilastro del filone, è capace però, grazie alla buona prestazione corale (il batterista Michale Kluck, l'unico che non avevo ancora tirato in causa, è un motore più che affidabile), di puntare al cuore degli amanti dello stoner/doom, siete fra questi? L'ascolto sarà di vostro gradimento.

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