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Autore: Mourning
Formazione
Vaerohn - Tutti gli strumenti
 Siamo oggi in compagnia di Vaerohn, il creatore dei Pensees Nocturnes, benvenuto, come stai?
Vaerohn Abbastanza bene, grazie.
Cominciamo con una breve presentazione del tuo progetto per chi non lo conoscesse.
Pensees Nocturnes è una one man band che mi da l’opportunità d’esprimermi senza nessun altro vincolo se non la mia immaginazione. E’ veramente difficile lavorare in simbiosi con una band e le concessioni non sono facili se fatte in relazione all’arte. Questo progetto si basa su fondamenta Black Metal e approccia molte altre influenze che “calzino” con ciò che ho in mente. Non mi importa cosa si fa abitualmente. Non mi importa cosa vuole la gente. Pensees Nocturnes è l’immagine di ciò che io intendo musica, di ciò che io voglio veramente ascoltare. Composi la prima canzone "Flore" nell’agosto del 2008 e "Vacuum", il primo album, uscì nel 2009. In questa giornata di sole stiamo parlando di "Grotesque", il secondo album, rilasciato nel marzo 2010. Non credo che parlare di me sia rilevante per capire il mio progetto.
Da cosa deriva la scelta di Pensees Nocturnes come monicker?
La notte è il momento in cui stiamo diventando ciechi di nuovo, quando riviviamo questo periodo di evoluzione in cui gli esseri umani sui loro quattro sensi non potevano usare la vista per sentire il pericolo a venire. E’ un momento di insicurezza quindi di relatività. Solamente provate a stare su un prato di un posto che non conoscete e ascoltate "Grotesque" dall’inizio alla fine senza nessuna immagine né suono dall’esterno. Poi saprete cosa significa.
Com'è nato "Grotesque"? Qual è stata la scintilla che è scoccata dopo l'escursus musicale già vissuto con "Vacuum"?
La vita non ha un significato profondo, un obiettivo preciso, un’assoluta verità. Il fatto che le vite umane restino della loro quota di illusioni e sono condotte da una speranza senza fine è innegabile. Niente di ciò che facciamo ha un fondamento esistenziale a parte lo scorrere del tempo. Come se la vita si riducesse a tutto ciò che ci permette di dimenticare la vita... Ma nonostante questo vuoto dobbiamo “vivere comunque" e questo tipo di nichilismo permette di vedere la vita da un punto di vista completamente differente e cercare di creare qualcosa da questa assurdità, qualcosa che avete scelto, cosa che non ha bisogno di essere convenzionale o "normale". E' una battaglia persa quindi dobbiamo prendere in giro la vita e ridere a nostra condizione. "Grotesque" è un po' di tutte queste cose. Non ho davvero voglia di parlare più di "Vacuum", "Grotesque" seguito gli stessi concetti, ma con più tempo per tirarsi indietro e valutare questi pensieri.
Quali sono state le differenze a livello umorale che hanno caratterizzato questo nuovo lavoro rispetto al precedente?
"Vacuum" è stata la mia prima esperienza in termini di composizione, registrazione e mix e oggi mi sento meglio padroneggiare questi processi. "Grotesque" è più maturo e più simile a quello che sto cercando. Penso che sia più complesso, in termini di composizione, come di concetti. Da un lato "Grotesque" va più in profondità sulla "mescolanza di tutto” ed è quindi più assurdo e ridicolo di "Vacuum" che è più comune se così posso dire. Ma d'altra parte ci sono parti più brutali e quindi pezzi di metal più estremo in "Grotesque", che in "Vacuum" essendo più in stile "Depressive Black Metal”. Quindi, per riassumere, direi che "Grotesque" è al tempo stesso meno grave e più grezzo, meno giusto e più sano rispetto a "Vacuum". Penso che i miglioramenti principali tra questi due album riguardino la produzione, la voce e la composizione, molto più originale e complessa.
L'album ha la propensione aa creare una connessione naturale con rappresentazioni di tipo non musicale come lo stile Burlesque e Gran Guignol, il cinema Burtoniano e la vena letteraria del romanticismo, aspetti che ho sottolineato in ambito di recensione. Quanto il rapporto con l'arte in genere ha influito sulla nascita dei brani e qual è il tuo background in ambito musicale?
Quello che ho sempre voluto fare con PN è utilizzare la musica come strumento per esprimere una questione più ampia. Non cercando di creare la musica più bella o potente. Non cercando di fare il miglior Black Metal perché so più di altri che cos’è. La maggior parte del tempo nel metal estremo le persone sono guidate dalla musica, piuttosto che esserne padroni. Prendiamo l'esempio di anticristianesimo: onestamente con tutti i cambiamenti in termini di cultura e religione in Europa chi pensa veramente che sia ancora un problema importante d’affrontare? I musicisti non sono più artisti, sono solo burattini convinti di avere un percorso da seguire o altro. Perché l'arte non può essere ridotta ad essere gettato nello stampo come la maggior parte delle band Black Metal sembrano pensare. "Transilvanian Hunger" è unico nel suo genere, "La Fontana" di Duchamp pure, ma riprodurli più di una volta tuttavia è solo puro plagio e totalmente inutile. Non mi diletto nella lettura di un libro che ho già letto così come comporre qualcosa che già so come comporre e suonare, qualcosa che già so suonare. Ho qualcosa da esprimere, da affrontare e poi compongo la musica che si adatta ad esso. E' il modo in cui si dovrebbe lavorare, non dire "ok voglio fare Black Metal, ora di cosa dovrei parlare? Altri trattano di questo, ok dovrebbe essere una cosa buona di cui parlare". Se chiamiamo arte materializzare un pensiero, dare una forma materiale a un'idea, PN può essere chiamata arte. Per quanto riguarda il mio background musicale non c'è molto da dire se non qualche anno di pianoforte presto dimenticato...
Come prende vita una tua composizione?
Io di solito parto da un concetto, un pensiero, e sviluppo la musica con l'idea di ciò che definirei uno scenario. A volte questa sequenza logica è guidata da un testo, a volte ne ispira uno. Non esiste una regola fissa. Appena lasciata la mia fantasia questa mi conduce quando l'ispirazione è qui. Penso che sia importante essere guidati dalle emozioni piuttosto che dal cervello durante una composizione (o più esattamente da entrambi, ma separatamente), è per questo che non mi censuro, anche se ho un testo da seguire. In un certo senso la musica esprime più precisamente delle parole cosa senti e provi e io non voglio mancare di questa particolarità. Quindi, nessuna regola, solo provare e vedere. Pertanto la composizione, la registrazione e il mixaggio sono portati allo stesso tempo ed è necessario un approccio quando si parla di sperimentazione.
Come hai realizzato le orchestrazioni di "Grotesque"? Ti sei avvalso dell'aiuto di una tastiera o di un computer o hai usato solamente strumenti reali?
Beh per una questione ovvia di mezzi finanziari, alcuni "strumenti" sono in realtà sintetizzati, in particolare l'orchestrazione e le parti del coro, con l'idea di non essere limitato dall’importanza materiale. Voglio solo seguire ogni linea guida e il fatto che non faccio alcun concerto con PN permette di creare qualcosa che non deve essere credibile. Io non penso ad un concerto quando compongo, come fare a mettere questo in scena, sarebbe una logica troppo restrittiva. Io vedo la musica come strumento per codificare ed esprimere qualcosa, non un modo per dimostrare a tutti quanto sono bravo.
I testi sono alquanto surreali e calzanti alla musica che proponi, quali sono le fonti da cui trai l'ispirazione?
Ho detto che uso la musica come strumento e i testi sono quindi una sorta di chiave per capirla. Potete trovare un sacco di riferimenti di Camus, Nietzsche, Werber, Hugo, Devos, Brassens... Ma è anche un modo per me di giocare con la lingua francese e di creare una sorta di puzzle.
L'artwork rispecchia il contenuto dell'album. I colori e i personaggi riprodotti sono surreali e alquanto grotteschi. E' così che interpreti la società in cui viviamo o è un mondo alternativo al nostro?
L'artwork è opera di Stephen Rothwell, un artista inglese che si evolve in un'atmosfera surreale e malsana. Ho pensato che questo tipo di combinazione strana e assurda si adattasse completamente all’universo Penseés Nocturnes, cercando di dare un altro punto di vista della vita di tutti i giorni fino alla fine, qualcosa che stimoli la riflessione. E' sempre stato l'obiettivo principale di PN cercare di mostrare un altro punto di vista sulla nostra vita, il nostro mondo, la nostra condizione. Una visione nominalista infatti. Immaginario, assurdità, l'originalità sono quanto PN rappresenta ed io non voglio limitare i pensieri degli ascoltatori con una immagine che corrisponde a qualcosa di già visto. E' lo stesso problema dei testi, cercando di far pensare la gente, ma senza convincerli. Cerco di spiegare, non di predicare bene e male. Il layout è stato realizzato da 3-Crosses.
Esiste una dimensione live per i Pensees Nocturnes? Se si, è supportata oltre che dall'aspetto musicale anche da uno visivo?
Spesso mi viene proposto di suonare dal vivo, ma non credo che il concerto sarebbe qualcosa di adatto per questa musica. Come ho detto, in realtà io non voglio ridurre PN ad una live band, perché sarebbe necessario per essere credibile, che riducesse di molto il numero di possibilità. Non voglio comporre con l'idea di essere limitato a questioni come il materiale o come farò a giocare a questo live? Quindi per il momento la priorità è la discografia della band. Che altro, non sono convinto di essere capace di condividere (qualcosa in generale penso) più di quanto non sono capace a condividere un album, e ho già altre band per quello... Ecco perché non voglio perdere tempo a cercare di creare una line-up solo per interessi promozionali o di fare come ogni altra band.
Ho avuto il piacere di recensire anche il lavoro dei Valholl, formazione nel quali ricopri il ruolo di chitarrista. Qual'è la vera anima di Vaehron? Quella pagana o quella d'artista intelletuale ricercato?
"Intellettuale e raffinato artista". Hum... è necessariamente contraddittorio? In realtà il concetto dietro Valhôll non è il paganesimo in termini di fede, ma piuttosto una nostalgia della natura, rispetto al legame che abbiamo con essa oggi e non credo che sia in opposizione con PN. Tuttavia abbiamo qui due approcci totalmente differenti di musica, Valhôll è più un modo di vivere e giocare con gli amici. PN è il progetto che avevo bisogno per sentirmi libero. Vi posso assicurare che l'uso di un progetto da solo è più veloce che avere a che fare con un sacco di individualità e punti di vista: è più spontaneo e coerente. Non devi convincere nessuno, concordare su qualcosa, per provare, per affrontare la quinta ruota... Certo a volte ci si può sentire un po' impazienti, perché è un sacco di lavoro ma è davvero piacevole sentirti del tutto master. L'altra ragione per eseguire un progetto solista è che è impossibile innovare quando ci si riduce a strumenti come due chitarre e un basso. Penso che usando soltanto (spesso inconsciamente) la scala armonica minore questo origini il fatto che tutti fanno la stessa cosa ancora e ancora e ancora. Come vuoi fare un qualcosa di nuovo se cominci restringendoti sulla scelta degli strumenti?
La tua musica fonde sinfonie, orchestrazioni e parti black metal. Ti senti parte della scena black metal francese? Pensi di aver dato un contributo ad essa?
Non mi vedo in questo modo da quando ho messo la musica prima di questioni collaterali (paese, musicisti, opere d'arte...) e in generale io preferisco giudicare le band, caso per caso e cercare di evitare una catalogazione, per quanto possibile. Penso che con lo sviluppo di Internet, questa nozione di cittadinanza non abbia più significato (in musica), quindi non sono particolarmente fiero di essere francese, anche se in realtà sembra che abbiamo una forte scena Black Metal. Io realmente non tendo ad adattarmi ad uno stile e quello che sono abituato ad ascoltare e seguire le stesse regole; non sono guidato da qualsiasi tipo di sciovinismo, solo dal mio modo di sentire la musica. Quanto al mio rapporto con la scena BM francese, sono coinvolto in Les Acteurs De L'Ombre, che oltre ad essere una etichetta organizza concerti regolarmente.
Com'è nato il sodalizio con Les Acteurs De l'Ombre Productions di Gerald?
Les Acteurs De L'Ombre è una organizzazione no-profit che è stata creata da Gerald al fine di organizzare concerti in Francia, soprattutto a Parigi, e sono abituato a dare loro una mano di tanto in tanto. Più tardi si è evoluta per essere anche una webzine e l'anno scorso Gerald ha abbandonato la funzione di presidente per creare anche l'etichetta LADLO Productions. Credo che tu possa capire che essere parte di essa rende del tutto naturale per me lavorare con loro. Da un lato è ancora una piccola struttura per cui non posso avere la stessa aspettativa che avrei con una etichetta più grande, ma d'altra parte questa situazione mi offre la libertà di cui ho bisogno. Io non sono sotto un contratto che mi dica cosa devo fare, l'obiettivo di LADLO Productions è sostenere la scena e non per fare soldi.
Che rapporto hai con chi segue la tua musica? Ci sono dei mezzi di comunicazioni diretti con cui ti presti alle loro domande o richieste?
PN non è un modo per essere messo in primo piano, quindi cerco davvero uno scambio, anche se ho sempre risposto correttamente ai messaggi che ricevo. Sono sempre felice di scambiare pensieri e idee in privato, ma è comunque qualcosa che riservo per i messaggi, le poche esperienze che ho avuto. Internet non è un modo per discutere correttamente con persone interessanti. L’intervista può essere anche un supporto interessante, in particolare quando il giornalista prende il tempo per leggere le altre interviste già fatte per chiedere qualcosa di nuovo su ciò che hai detto prima.
Quando non indossi i panni dell'artista, come si svolge la vita di Vaehron?
Non penso che parlare di me sarebbe molto interessante. PN non è una musica basata sull'immagine del suo autore, come potrebbe essere Shining o Marilyn Manson, per la quale i cantanti hanno il ruolo predominante. In PN il ruolo principale va alla musica. È come quando si acquista un libro di fantascienza con l'autore sulla copertina: onestamente che cosa ce ne importa circa lo scrittore?
Ringraziandoti per il tempo concessoci, a te l'ultima parola per un messaggio o un semplice saluto ai nostri lettori.
Grazie e i migliori auguri per il vostro futuro.
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Author: Mourning
Line Up
Matt Brand - Vocals,Guitar
Vale Baumgartner - Guitar
Jan Thomas - Bass
Andrea Tinner - Drums
 Hi guys, welcome on Aristocrazia Webzine. May we have a short presentation of your band?
Hi Gabriele, Pylon was founded in 2002 by me (Matt, vocals and guitars) and ex-drummer Tinu. The band is from Baden, this is near Zürich. Actually I wanted first to make more into grunge/stoner. But deep inside I am a "doomer" so we went back to this kind of metal/rock. There where many musicians coming and going into the band. The only remaining members are me and Jan (bass).
We are actually right now more a studio than a live band. We focus more on recording albums than to play gigs. so we did only, i think, 6 live gigs in the past 8 years :-/
You are a classic example of doom, your style reminds me a lot of famous names to the likes of Black Sabbath, Count Raven and Saint Vitus with an almost folk touch. When did you decide to create the band and why?
As mentioned above, the band wasn’t first meant to be a doom band, but I had already played years before (1996-1998) in a doom band, so suddenly I played this stuff again and so we decided to go more on that way. It wasn’t the meaning that I should be the singer. But we couldn’t find a right vocalist for our music; so that why I went to start singing lessons and became the band’s new vocalist. And of course I’m a great fan of the mentioned bands above!
I came in contact with your music with the previous "Th 'Eternal Wedding Band" ("Falling Into The Sun" is gorgeous Hit ") and I had the pleasure to review the last" Doom. "Which are the differences between the two works?
TEWB is more a "spontaneous" album, most of the songs were created by jamming together and only two where written by me "alone at home". So the spirit of that album is different. Actually I wrote more songs for that album that should have been on it, but the drummer didn’t like my voice, neither the songs, so that’s why it came to a split and he left the band. We put those songs on "Doom".
these are: in the shade, doomstone, psych icon and beneath, beyond.
That’s why tinu is playing the drums on "in the shade" it was the last song we recorded with him before he leaves.
Most of the songs on “doom” are very old, I wanted to do them without any critics on it from other musicians, so that’s why we are only two "real" members on that album, and all others are session musicians. This was an amazing experience to have that much good people working with us that way! The album came exactly the way I wanted it to be! (Sound, cover, production…) TEWB did not exactly came out the way I wanted it to be, so I am very proud of "Doom"...
The tracks are often long and varied, which are the rules you follow to create them?
I wrote most of the songs and riffs. Most of the songs first exist in my mind, then I make a demo that I play to the others, and then we arrange it together. We don’t try to make "long" or "short" songs, we just do it. I think it doesn’t matter how long a song is, he has just to be good!
The songs on the new album are also very long (between 6 and 9 Mn), but I don’t think they are boring… well I hope so!!
What also makes them longer are the guitar, flute and drum solos, we love it to have this parts in it. It makes it less boring… I think haha
Do you have established roles in compositing music and writing texts?
Yes, actually, as said before I wrote the songs, and jan the lyrics. Jan doesn’t write really cool songs… hem… so that’s why I prefer to do it myself. But if someone other has a good idea, we use it. So "Deadlove" who is from Jan.
We are working on 2 ways: I write the song and sing some bullshit on it (some time also a little bit good stuff that is used by Jan), and Jan is picking up the intonation and lengths of the phrases and then he writes a text for it.
The other way is I pick the already written lyrics by Jan (we have dozen of them) and do a song that way. Those songs are most of the time finished when I show them to the other members.
Your album is full of guests, is it a choice for having the cooperation of friends and musicians that you respect?
for you this aspect and in which way do you transmit this in the lyrics?
On one side it is as mentioned above. On the other side I like it to have many different people working on an album; it makes it more interesting because everybody is giving his own touch to a song. I think it is that who makes "Doom" so special, so “organic“ and maybe psychedelic?
How do you live the crisis of the Church linked to several scandals brought to light several times and unfortunately all too often covered up by those who should represent it?
I don’t think it is that bad or negative... the most negative people in this world aren’t working for any church… this is only in the news paper right now because they weren’t any others bad things or sensations in the world who makes newsmagazines sells…
I won’t pretend that this isn’t bad, of course!! But do you know how many girls and women will be raped in the next month in south Africa when the FIFA world cup is?? Nobody takes care of this, because it brings a lot of money and everybody just wants to see a beautiful World cup and see his nation win...! so those times will pass, and when the USA doesn’t make a new petroleum catastrophe in their seas it will be another think coming and everybody has forgotten about the fate of those "raped" children by some priests... bad world…
But I must admit that they are lots of good people working in the churches (no matter witch church) and nobody is talking about those good works... why??
What is metal for you? How do you live and how do you see the scene today from both musical and social the perspective?
Metal means a lot actually to me, I’m listening to it since 30 years now!
Musically I don’t think that any band or sound will be coming that we haven’t ever heard! All has already been tried and played. So I like to listen to old school metal from the70 and 80’s. I think it’s the best sound that was and will ever be!!
What belongs to the social or intellectual side of the lyrics and concepts, more and more bands are going to be negative and just want to destroy everything including themselves! The nazi stuff is going to be more popular in metal, also others bad ideologies... I think this is bad for metal and in a certain way it isn’t metal at all!! Metal is not a right focused music, but more left (from the political side)
So we will see where this will end…
How have you supported the album release, did you have a chance to perform live?
No! We didn’t support the album live in no way. We wanted to focus all the time on the new album: "Armoury Of God" who is soon finished!
We had lots of opportunity to play live but we refused it... a matter of time, I have children and a job, so the little time I have for music I want to use it to record new albums.
Can you tell us the best things that happened you on-stage? Do you have a live performance you would like to repeat?
Hm... no, to be honest most of the guys who calls themselves "mixers" doesn’t really know how to create a good live sound... so that’s why I’m most of the time angry/deceived about how a live gig turned out... but maybe one day…
What kind of relation do you have with your supporters? What do you think of virtual communities and social networks?
I don’t give a lot of those "social networks" called facebook and so on, I prefer real friends in a real life! We have only a myspace account because there you can put lots of infos and also songs for free and it’s simple to handle (well, most of the time...)
So fans are writing there and it’s (for my way) the only thing I do with fans... not a lot, I admit, but also here: a matter of time!
What are the future plans of Pylon? Have You already new material ready?
The future plans are "Armoury Of God" our new CD, Who is soon finished! We have already recorded seven from nine songs. And it sounds very good! We also have two new members, Andrea Tinner on drums and Vale Baumgartner on guitars. They are very good musicians, so it’s a pleasure to work with them!
Would we ever see you live in Italy?
Hm... I think on day, yes! But not before 3 or 4 years! From that point now, we want to release 3 more albums. Then I think we will make a little tour across Europe (Italy, France, Greece) but time will tell.
Thanks for the time you spent with us, the last message for our readers is up to you.
We sing about live and death, everybody has to die one day, no matter who he is. Think about your fate… is there life after death? If it is, have you chosen the side you want to be? The paths you want to follow? The answers are here, but we have to seek them...
Cheers matt / Pylon
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Autore: Mourning
Formazione
Matt Brand - Voce e Chitarra
Vale Baumgartner - Chitarra
Jan Thomas - Basso
Andrea Tinner - Batteria
 Ciao Matt, benvenuto su Aristocrazia Webzine. Possiamo avere una breve presentazione della vostra band?
Ciao Gabriele, i Pylon sono nati nel 2002 da me (Matt, voce e chitarra) e dall’ex-batterista Tinu. La band è di Baden, vicino a Zurigo. In realtà volevo fare qualcosa sul Grunge/Stoner. Ma dentro di me sapevo di essere un “doomer” così abbiamo virato verso questo genere di Metal/Rock. Ci sono stati molti musicisti che sono entrati e usciti dalla band. Gli unici membri rimasti siamo io e Jan (basso). In realtà ora siamo più una band da studio che da live. Ci concentriamo più sul registrare album che sul fare concerti. Penso che abbiamo fatto solo sei concerti negli ultimi otto anni.
Siete un esempio classico di Doom, il vostro stile mi ricorda molto alcuni nomi famosi quali Black Sabbath, Count Raven e Saint Vitus con un tocco quasi Folk. Quando avete deciso di creare la band e perché?
Come già detto sopra, inizialmente non voleva essere una band Doom, ma avevo già suonato in una Doom Metal band negli anni passati (1996-1998), così improvvisamente ho suonato ancora queste cose e abbiamo deciso di andare verso quella direzione. Non avrei dovuto essere io il cantante. Però non siamo riusciti a trovarne uno adatto alla nostra musica; per questo ho iniziato a prendere lezioni di canto e sono diventato il nuovo cantante della band. E certamente sono un fan delle band citate sopra!
Sono venuto a contatto con la vostra musica grazie al vostro precedente album "Th' Eternal Wedding Band" ("Falling Into The Sun" è un’ottima canzone) e ho avuto il piacere di recensire il vostro ultimo "Doom". Quali sono le differenze tra i due lavori?
"T.E.W.B." è un album più "spontaneo", la maggior parte delle canzoni è stata creata facendo jam session e solo due sono state scritte da me “da solo a casa”. In realtà avevo scritto molte più canzoni che sarebbero dovute essere su quell’album, ma al batterista non piaceva la mia voce, e neanche le canzoni, così ci siamo separati e lui è uscito dalla band. Abbiamo messo quelle canzoni su "Doom". Sono queste: "In The Shade", "Doomstone", "Psych Icon And Beneath, Beyond". Tinu suona la batteria su "In The Shade", questa è l’ultima canzone che abbiamo registrato prima che lui ci lasciasse. La maggior parte delle canzoni di "Doom" sono vecchie, ho voluto farle senza che ci fossero critiche dagli altri musicisti, per questo siamo solo due membri "veri" su quest’album, e tutti gli altri sono turnisti. È stata un’esperienza grandiosa avere così tanta gente che lavorasse con noi in quel modo! L’album è esattamente come lo volevo (sound, artwork, produzione)! "T.E.W.B." non è uscito esattamente come lo volevo, per questo sono molto fiero di "Doom"...
Le tracce sono spesso lunghe e varie, che regole seguite per creare le canzoni?
Scrivo la maggior parte delle canzoni e dei riff. Molti brani esistono prima nella mia mente, poi faccio una demo che suono agli altri, e la sistemiamo insieme. Non cerchiamo di fare canzoni lunghe o corte, le facciamo e basta. Non credo che importi quanto sia lunga una canzone, l’importante è che sia bella! Le canzoni del nuovo album sono molto lunghe (tra i sei e i nove minuti), ma non penso che siano noiose... O almeno lo spero! Quello che le rende lunghe è anche la presenza di assoli di chitarra, flauto e batteria, amiamo questo aspetto. Lo rende meno noioso... Credo, haha!
Avete stabilito dei ruoli nella composizione della musica e dei testi?
Sì, in realtà, come detto sopra, io scrivo le canzoni e Jan i testi. Jan non scrive canzoni molto belle... Ehm... Per questo preferisco scriverle io. Ma se qualcun altro ha una bella idea, la usiamo. Ad esempio "Deadlove" è di Jan. Lavoriamo in due modi: io scrivo le canzoni e canto qualche stronzata sopra (ogni tanto qualche parte niente male che viene usata da Jan), e Jan prende nota dell’intonazione e della lunghezza delle frasi, e poi scrive il testo. L’altro modo è: io prendo il testo già scritto da Jan (ne abbiamo dozzine) e scrivo una canzone per esso. Quelle canzoni sono quasi sempre finite quando le mostro agli altri membri.
Il vostro album è pieno di ospiti, è una scelta per collaborare con amici e musicisti che stimate? Come trasmettete questo aspetto nei testi?
Da una parte è come detto sopra. Dall’altra parte mi piace avere diverse persone che lavorano all’album; lo rende più interessante perché ognuno da il suo contributo alle canzoni. Penso che sia questo a rendere "Doom" così speciale, così "organico" e forse psichedelico?
Come vivete la crisi della Chiesa collegata ai molti scandali troppo spesso coperti da chi dovrebbe rappresentarla?
Non penso che la situazione sia così negativa… Le peggiori persone al mondo non lavorano per nessuna chiesa... Ora se ne parla sui giornali perché al momento non ci sono altre cose brutte che li possano fare vendere... Non voglio dire che sia una cosa bella, ovviamente!! Ma sapete quante ragazze e donne verranno violentate il prossimo mese in Sudafrica quando ci saranno i Mondiali FIFA?? A nessuno importa di questo, perché portano molti soldi e tutti vogliono solo vedere i Mondiali e la propria squadra vincere...! Per cui questi tempi passeranno, e se gli USA non faranno altri disastri con il petrolio nei loro mari ci sarà qualcos’altro e tutti dimenticheranno quei poveri bambini violentati da alcuni preti... Maledetto mondo… Ma devo dire che ci sono molte brave persone che lavorano nelle chiese (non importa quali) e nessuno parla di questi... Perché??
Cos’è il Metal per voi? Come vivete e come vedete la scena odierna, sia dalla prospettiva sociale che da quella musicale?
Il Metal è molto per me, lo ascolto da trent’anni ormai! Musicalmente non credo che arriveranno band o sound che non abbiamo mai sentito! Ormai tutto è stato sperimentato e suonato. Mi piace ascoltare il Metal vecchia scuola degli anni ’70 e ’80. Penso che sia il miglior sound di sempre! Per quanto riguarda l’aspetto sociale o intellettuale dei testi e dei concept, sempre più band sono negative e vogliono solo distruggere tutto, compresi loro stessi! La roba nazista sta diventando molto popolare nel Metal, e anche altre ideologie negative... Penso che sia un male per il Metal e in un certo senso non è neanche Metal!! Il Metal non è un genere di destra, ma più di sinistra (per quanto riguarda la politica). Vedremo come andrà a finire…
Come avete supportato l’album, avete avuto qualche possibilità di suonare live?
No! Non abbiamo suonato live per supportare l’album. Abbiamo voluto usare tutto il tempo per il nuovo album "Armoury Of God" che presto sarà finito! Abbiamo avuto molte possibilità di suonare live ma le abbiamo rifiutate… È una questione di tempo, io ho figli e lavoro, per cui il poco tempo che ho per la musica voglio usarlo per nuovi album.
Potete raccontarci le cose migliori che vi sono successe sul palco? Avete un concerto che vorreste ripetere?
Hm... No, a dire il vero molte delle persone che si fanno chiamare "mixer" non sanno proprio come creare un buon sound live… Per questo spesso sono arrabbiato/illuso su come è andato un concerto… ma magari un giorno...
Che relazione avete con i vostri supporter? Cosa pensate delle community virtuali e dei social network?
Non mi importa molto di quei "social network" come Facebook o altri, preferisco amici reali nella vita reale! Abbiamo solo un account Myspace perché lì si possono mettere molte informazioni e anche brani gratuitamente ed è semplice da gestire (beh, la maggior parte delle volte...) Per cui i fan scrivono lì ed è (per quanto mi riguarda) l’unica cosa che faccio con i fan... Non molto, lo ammetto, ma anche qui: questioni di tempo!
Quali sono i piani per il futuro dei Pylon? Avete già nuovo materiale pronto?
I piani per il futuro riguardano "Armoury of God", il nostro nuovo cd, che presto sarà finito! Abbiamo già registrato sette canzoni su nove. E suona molto bene! Abbiamo anche due nuovi membri, Andrea Tinner alla batteria e Vale Baumgartner alla chitarra. Sono musicisti molto bravi, è un piacere lavorare con loro!
Vi vedremo mai live in Italia?
Hm... Penso di sì, un giorno! Ma non prima di tre o quattro anni! Vogliamo pubblicare altri tre album in questo tempo. Poi penso che faremo un piccolo tour in Europa (Italia, Francia, Grecia) ma ce lo dirà il tempo.
Grazie per averci dedicato il vostro tempo, l’ultimo messaggio per i nostri lettori spetta a voi.
Parliamo di vita e morte, tutti devono morire un giorno, non importa chi tu sia. Pensa al tuo destino... C’è una vita dopo la morte? Se c’è, hai deciso da che parte stare? Il percorso che vuoi seguire? Le risposte sono qui, ma dobbiamo trovarle...
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Author: Mourning
Line Up
Vaerohn - Everything
 Today we are with Vaehron, the creator of Pensées Nocturnes, welcome. How are you?
Pretty well thank you.
Let's begin with a short presentation of your creature for the ones who don't know it?
Pensées Nocturnes is a one man band which provides me the opportunity to express myself without other constraints than my imagination. It’s really difficult to work in symbiosis within a band and concessions aren’t easily made when related to art. This project lies on a Black Metal basis and approaches many other influences to fit to what I have in mind. No matter what is usually done. No matter what people want. Pensées Nocturnes is the image of how I see music, what I really want to listen to. I’ve composed the first song ("Flore") in August 2008 and Vacuum, the first album was released in April 2009. In this sunny day we are talking about Grotesque, the second album, released in March 2010. I don’t think talking about myself is really important to understand the project.
Why did you choose Pensées Nocturnes as monicker?
Night is the time when we’re getting blind again, when we relive this period of the evolution when human beings on their four members couldn’t use sight to feel the danger coming. It’s a time of insecurity and thus relativity. Just try one night to lie on grass in a place you don’t know and listen to "Grotesqu"e from the beginning to the end with no image neither sound from outside. Then you will get what it means.
Tell me about the "Grotesque" birth-given experience. What about "vacuum" main ispiration sources post-process?
Life doesn’t have a deep meaning, a precise objective, an absolute truth. The fact that human lives rest on their share of illusions and are led by a never-ending hope is undeniable. Nothing we do has an existential foundation aside from spending time. As if life comes down to everything that allows us to forget life… But despite this emptiness we have to "live anyway" and this kind of nihilism makes it possible to see life from a totally different point of view and to try to create something from this absurdity, something that you have chosen, something that don’t have to be conventional or "normal". It’s a losing battle so we have to make fun of life and laugh at our condition. "Grotesque" is a little bit of all this things. I don’t really want to talk about Vacuum anymore, Grotesque following the same concepts but with more time to stand back and assess these thoughts.
What are the differences in mood that feature this new work compared to the previous one?
Vacuum was my first experience in terms of composition, recording and mix and today I feel I better master these processes. Grotesque is more mature and looks more like what I’m looking for. I think it is more complex in terms of composition but of concept too. On the one hand "Grotesque" goes deeper on the "mixing everything" thing and thus is more absurd and ludicrous than "Vacuum" which is more common if I may say. But on the other hand there are more brutal parts and thus more extreme metal pieces on "Grotesque", "Vacuum" being more into the "Depressive Black Metal" style. So to sum up I would say Grotesque is at the same time less serious and rougher, less righteous and more unhealthy than Vacuum. I think the main improvements between these albums concern the production, the voice and the composition, far more original and complex.
The album has the propensity to create a natural connection with with non-musical representations like Burlesque and Grand Guignol ones, Burtonian cinema and Romantic literature that i mentioned in the review. How much did the relation with art affect the birth of the songs and what is your musical background?
What I’ve always wanted to do with PN is using Music as a tool to express a larger matter. Not trying to create the most beautiful or powerful Music. Not trying to do the best Black Metal ever because I know more than others what it is. Most of the time in Extreme Metal people are led by the music rather than being the master of it. Let’s take the example of Anti-Christianity: honestly with all the changes in terms of culture and religion in Europe who really thinks it’s still a major problem to deal with? Musicians aren’t artists anymore, they are just puppets being convinced they have a path to follow or whatever. Because art cannot be reduced to being cast in the same mould as most Black Metal bands seem to think. "Transilvanian Hunger" is one of a kind, "The Fountain" by Duchamp too, but you only do it once however it’s just pure plagiarism and totally useless. I don’t revel in reading a book I have already read as well as composing something I already know how to compose and playing something I already know how to play. I have something to express, to deal with and then I compose the music which fits for it. It’s the way it should work, not saying "ok I want to do Black Metal, now what should I talk about? Others deal with this, ok it should be the good thing to talk about". If we call art materializing a though, giving a material shape to an idea, then PN can be called art. As for my musical background there is not that much to say except a few years of piano quickly forgotten...
How do your compositions come to life?
I usually start from a concept, a thought, and I develop the music with the idea of what I would call a scenario. Sometimes this logical sequence is led by a text, sometimes it inspires one. There is no strict rule. I just let my imagination leading me when inspiration is here. I think it’s important to be led by emotions rather than brain during composition (or more exactly both of them but separately) that’s why I don’t censor myself even if I’ve a text to follow. In a way music express more precisely than words what you can feel and I don’t want to miss this particularity. So no rule, just try and see. Therefore composition, recording and mixing are led at the same time which is a necessary approach when talking about experimentation.
How did you realize the orchestrations on "Grotesque"? Did you use a keyboard or a computer, or only real instruments?
Well for an obvious matter of financial means, some “instruments” are actually synthesized, especially orchestration and choir parts, the idea being not to be limited by material matter. I just want follow every lead and the fact I don’t make any concert with PN makes it possible to create something which doesn’t have to be credible. I don’t think about concert when I compose, how will I put this on a scene because it would be too restrictive. I see Music as a tool to encode and express something, not a way to show everybody how good I am.
Lyrics are rather surreal and fitting your music, from what are you inspired?
I said I use music as a tool and lyrics are thus a kind of key to understand them. You can find a lot of references like Camus, Nietzsche, Werber, Hugo, Devos, Brassens... But it is also a way for me to play with the French language and create some kind of puzzles.
The artwork reflects the album's content. The colours and the characters are surreal and grotesque. Is this how you read the society in which we live or is it an alternative world?
The artwork is the work of Stephen Rothwell, a British artist who evolves in a surrealistic and unhealthy atmosphere. I thought that this kind of strange and absurd combination fits totally to Pensées Nocturnes’s universe, trying to give another point of view of the everyday life ending eventually in something thought-provoking. It has always been the main goal of PN to try to show another point of view on our life, our world, our condition. A nominalist vision in fact. Imaginary, absurdity, originality is what PN is all about and I don’t want to restrict listeners’ thoughts with an image which would correspond to something already seen. It’s the same problem with the lyrics, trying to make people think but without convincing them. I try to explain, not to preach good and evil. The lay out has been realized by 3-Crosses.
Is there a live dimension for Pensées Nocturnes? If yes, is it supported by a visual aspect in addiction to the musical one?
I’m often proposed to play live but I don’t think a concert would be something suitable for this music. As I said, actually I don’t want to reduce PN to a live band because it would be necessary to be credible which would decrease a lot the number of possibilities. I don’t want to compose with the idea of being limited to material issues like how will I play this live? So for the time being the priority is the band’s discography. What’s more I’m not convinced being able to share as easily as I’m able to do with an album and I have already other bands for that. That’s why I don’t want to lose time trying to set up a line-up only for promotional interest or to do like every other band.
I had the pleasure of reviewing Valholl's work, band in which you are the guitarist. Which is the real soul of Vaehron? The pagan one or the one of an intellectual and refined artist?
“Intellectual and refined artist”. Hum… Is it necessary contradictory? Actually the concept behind Valhôll is not that much paganism in terms of belief; rather a nostalgia of nature compared to the link we have with it today and I don’t think it is in opposition with PN. However we have here two totally different approaches of music, Valhôll being more a way to play live and with friends.
PN is the project I needed to feel free. I can assure you that running a project alone is quicker than having to deal with a lot of individualities and points of view: it’s more spontaneous and coherent. You don’t have to convince anybody, to agree on something, to rehearse, to deal with the fifth wheel… Sure sometimes you may feel a little impatient because it’s a lot of work but it’s really pleasant to feel you master everything. The other reason for running a solo project is that it’s impossible to innovate when reducing the instruments used to two guitars and a bass. I think that together with only using (often unconsciously) the minor harmonic scale, this is the origin of the fact everybody is doing the same thing again and again. How do you want to do something new if you begin by restricting yourself on the choice of the instruments?
Your music blends symphonies, orchestrations and black metal parts. Do you feel part of the french black metal scene? Do you think that you contributed to it?
I don’t really see it that way since I put music before side issues (country, musicians, artwork...) and generally speaking I prefer to judge bands on a case by case basis and try to avoid cataloging as far as possible. I think with the development of the Internet this notion of nationality has no signification anymore (in music) so I’m not particularly proud of being French even if indeed it seems we have a strong Black Metal scene. I don’t really try to fit to a style and what I’m used to listening to follow the same rules; I’m not led by any kind of chauvinism, only the way I feel the music. As for my relation with the French BM scene, I’m involved in Les Acteurs de L’Ombre which apart from being a label organizes concerts regularly.
How was the association with Gerald's Les Acteurs De l'Ombre Productions born?
Les Acteurs De L’Ombre is a non-making-money organisation which was created by Gerald to organise concerts in France, mainly in Paris, and I am used to giving them a hand from time to time. Later it evolved to be also a webzine and last year Gerald quitted the president function to create also the label, LADLO productions. I guess you can understand that being a part of it makes it quite natural for me to work with them. On the one hand it is still a small structure so I can’t have the same expectation as I would have in a bigger label but on the other hand this situation provides me the freedom I need. I am not under a contract which tells me what I have to do, the objective of Ladlo productions being here to support the scene and not to make money.
What is your relationship with those who follow your music? Are there any media with which you answer to their questions?
PN is not a way for me to be put in the foreground so I’m not really looking for exchange even if I always answer properly to the messages I receive. I’m always glad to exchange thoughts and ideas in private however but it is something I reserve for messages, the few experiences I got telling me the Internet is not a way to discuss properly with interesting persons. Interview can be also an interesting media, particularly when the journalist takes the time to read other interviews from you to get going again on what you have said before.
When you don't dress the part of artist, how is Vaehron's life?
I don’t think talking about me would be very interesting. PN is not a music based on the image of its composer as could be Shining or Marilyn Manson, for which singers have the predominant roles. In PN the main role goes to the music. It’s like when you buy a science fiction book with the author on the cover: honestly what do we care about the writer’s face?
Thanks for the time you spent with us, the last message or a simple greeting for our readers is up to you.
Thank you and all the best for the future.
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Informazioni
Gruppo: Mara
Anno: 2008
Etichetta: Damned Productions
Autore: Mourning
Tracklist
1. A Legacy Of Failure
2. Reflections Of Hate Filled Malice
3. Macabre
4. Mental Degeneration
5. Dissolving Reality
6. Limbo
7. Future Self Destruction
8. Sanity Collapsing
9. Solitude
10. Identity Defect
11. False Idols
12. Fade Out
DURATA: 01:16:55
 E' un solo project ciò che si cela dietro il monicker della realtà statunitense Mara, la formazione nell'ultimo biennio 2008-2010 è stata alquanto attiva producendo un discreto numero di demo, in questo caso è del primo lavoro realizzato dal titolo "Sanity Collapsing" che ci andiamo a occupare.
Come tante attestazioni sonore similari che vagano per la rete o si trovano in commercio racchiuse nel filone del depressive black anche l'americano in parte sguazza in questo mare scegliendo soluzioni spesso cicliche e claustrofobiche tese a creare un circolo chiuso dal quale essere assorbiti.
E' già una fortuna che non si limiti a ricoprire il ruolo di clone burzumiano come fin troppo spesso accade quando ci s'imbatte in release di questo genere, di solito di fronte a tale scempio l'unica susseguente voglia è quella di togliere immediatamente il disco dallo stereo.
I vari inserti industriali e la scia drone che in più tracce si riversa sono due espedienti indovinati per ravvivare il songwriting ancora succube di una staticità che, per quanto possa anche essere uno degli ingredienti di base di questa branca musicale, non fa mai esplodere pienamente i brani.
Il che dispiace, in quanto sia il modo in cui vengono curati sia la produzione del suono sono evidentemente elaborati in modo da esaltarli, così come l'uso dei campioni permette a tracce come "Reflections Of Hate Filled Malice", "Macabre" (alienante) e una "Mental Degenaration" che ne segue il corso, per limitarmi alla prima parte del lavoro, di mostrare un artista che fa uso sapiente del dolore tramutandolo in onde e quando vuole in uno scream acido.
Certo è che settantacinque minuti di musica e oltre in questo stile sono un reale massacro anche per chi è abituato a tali sonorità, è quindi difficoltoso mantenere la concentrazione costante tanto da arrivare lucidi all'ascolto di altri episodi interessanti quali "Identify Defect" o "False Idols".
Il lavoro sin qui svolto dimostra delle capacità in piena fase evolutiva, l'inizio di una ricerca che troverà maggiore e concreta stabilità nei successivi demo.
Gli amanti del filone depressive quanto quelli dell'ambient/drone diano una possibilità alle creazioni di questo ragazzo, facendolo magari partendo proprio dagli albori compositivi espressi in "Sanity Collapsing".
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Informazioni
Autore: Mourning
Formazione
Thomas Skinlo Høyven - Voce
Øyvind Madsen - Chitarra, Tastiera e Programming
Vegard Hovland - Basso
Eivind Huse - Chitarra
Erik - Batteria
 Do il benvenuto ai norvegesi Sulphur, a cui farò alcune domande. Ciao ragazzi, come state?
Thomas: Ciao. Tutto bene, ci stiamo godendo la neve qui in Norvegia. Inoltre siamo felici che il nostro secondo album “Thorns In Existence” sia stato pubblicato anche fuori dalla Norvegia e stiamo aspettando qualche recensione per sapere cosa ne pensa la gente.
Come faccio sempre, vi invito a presentare la band a coloro che non hanno avuto il piacere di conoscere o ascoltare la vostra musica.
Thomas: I Sulphur sono una band di metal estremo sperimentale da Bergen, Norvegia. È difficile catalogare la nostra musica sotto un genere poiché incorporiamo diversi elementi da molti generi ma volendo potremmo dire che è Blackened Death Metal con elementi Thrash, Prog (e qualche synth psichedelico). I Sulphur esistono da dieci anni ma solo negli ultimi cinque ha iniziato a succedere qualcosa. Abbiamo pubblicato due demo e due full ed il secondo album "Thorns In Existence" è disponibile in tutto il mondo. Il primo album "Cursed Madness" è uscito per la Osmose Productions ma ora abbiamo un contratto con la label di Bergen, Dark Essence Records.
Siete tornati dopo due anni dal vostro debutto ufficiale "Cursed Madness", acclamato dalla critica e dai fan, com’è nato "Thorns In Existence"?
Thomas: Quasi tre anni per essere precisi, poiché "Thorns In Existence" è stato pubblicato prima in Norvegia il 9 Novembre 2009 e non è uscito nel resto del mondo prima del 1 Marzo 2010. Per ora abbiamo ricevuto recensioni per la maggior parte norvegesi, ma anche qualcuna fuori dalla Norvegia. La maggior parte delle recensioni sono molto positive e a molti recensori piace il fatto che facciamo musica diversa dalle altre band Black/Death. Apprezzano che usiamo una ricetta diversa e che otteniamo un risultato più interessante che si discosta dagli standard usati da quasi tutte le band, ma che comunque otteniamo il feeling del vecchio Black Metal norvegese con un tocco di Death Metal americano.
Qual è per voi la più grande differenza tra i due album?
Øyvind: Ci sono molte differenze tra i due album; il sound è abbastanza diverso, penso che la produzione e la qualità di "Thorns In Existence" siano migliori. Penso anche che "Thorns In Existence" sia un album più completo riguardo alla qualità delle tracce, perché l’album è stato scritto in un arco di tempo minore rispetto a "Cursed Madness". Il primo album è stato composto in sei anni, quindi il risultato è che tra le canzoni c’era molta differenza. Per me "Cursed Madness" è formato da due album diversi uniti in uno. Le canzoni più vecchie risalgono al 1999 e le più recenti al 2006, penso che la distanza sia troppo grande.
Il nuovo album è abbastanza vario, ci sono tracce marziali come "The Puryfing Flame" e "Into Nothingness" e altre con un animo atmosferico/progressivo come "Luna Noctiluca" e "Throne Of Illusion". Come unite questi aspetti diversi? Qual è il background musicale dietro il vostro lavoro?
Øyvind: Beh, che dire... Quando scrivo musica cerco di renderla più interessante che posso senza strafare. Fare musica complessa lancia una dura sfida verso gli ascoltatori, perciò devi dargli una spinta prima di giudicarla, secondo me. Cerchiamo di mischiare Black metal, Death metal e "altra roba", come unisco questi diversi aspetti? In realtà non lo so, è solo quello che c’è nella mia testa e non è facile da spiegare, hehe. Mi sono ispirato molto al Prog Rock degli anni ’70. Band quali Camel, Genesis, King Crimson e anche molte band Progressive Rock italiane mi hanno ispirato. Se mischi il Prog Rock con Black Metal, Death Metal e Metal in generale, ottieni i Sulphur.
Uno dei migliori aspetti in "Thorns In Existence" è che è raffinato e complesso in alcune parti ma generalmente coinvolge con facilità! Come create una canzone? Lavorate insieme o in gruppi diversi?
Øyvind: Finora ho sempre composto e sistemato quasi tutta la musica nel mio home studio. Quando ho una canzone pronta la invio agli altri membri così che possano esercitarsi e impararla. Quando tutti sanno come suonare la canzone ci troviamo in sala prove e la suoniamo. Ora io, Erik e Eivind abbiamo iniziato a lavorare su materiale nuovo, perciò ora stiamo provando a lavorare più in gruppo. Il problema del lavoro di gruppo è il tempo. Tutti noi abbiamo un lavoro e qualcuno di noi ha anche figli, e questo rende più difficile lavorare in gruppo.
Chi è l’autore dei testi? Di cosa parlano?
Thomas: Scrivo io i testi. La maggior parte di essi parla della stupidità umana. Parlano di come creiamo religioni e dei così buoni e divini che siamo costretti a uccidere o torturare tutti coloro che si oppongono alla loro bontà. Cerco di usare un po’ di ironia per mostrare la crudeltà di molte religioni che acceca la gente oltre ogni logica. Parliamo delle cose idiote che fanno alcune persone per ottenere la salvezza e di come nuotiamo nel sangue umano, talmente accecati che neanche lo vediamo. Alcuni testi parlano della guerra tra le così dette forze del bene e forze del male e altri parlano del bisogno dell’umanità di finire se ci deve essere una speranza.
Erik ha suonato con band importanti come Aeternus e Gorgoroth, mentre Øyvind e Eivind suonano con i Vulture Industries, un’ottima band Avant-garde Black Metal (ho apprezzato molto "The Dystopia Journals"). La vostra esperienza musicale ha condizionato il lavoro con i Sulphur, anche involontariamente? O cercate di tenere queste influenze lontane dal vostro stile attuale?
Øyvind: Cerco di separare le due band più che posso, a volte può essere difficile, ma penso che ci stiamo riuscendo. I Sulphur sono più estremi dei Vulture, perciò credo che le due band siano molto diverse tra di loro. Finora non ci sono stati problemi di questo tipo.
Oggi, nel mondo Metal, la frangia estrema è la più popolare; quali band moderne secondo voi sono ancora estreme e soprattutto true?
Øyvind: Non mi importa del fatto che una band sia true o no. Per me non ci sono band Black Metal true, solo quelle che suonano bene e quelle che suonano male. Alcune band che sono ancora molto buone sono Immortal, Enslaved, Helheim e Taake.
Come vedete la scena musicale nel vostro paese? È ancora rigogliosa? Quali band dell’underground consigliereste ai nostri lettori?
Thomas: La scena norvegese è sempre crescente e band nuove nascono continuamente. Alcune band più vecchie si sciolgono ma ogni membro probabilmente inizierà un nuovo progetto, e i membri di queste nuove band quasi sicuramente suoneranno in più di un gruppo, quindi non è facile farsi notare in mezzo a tutte queste band. Personalmente credo che ci siano troppe band e non ci sia modo di emergere in mezzo ad esse, però si può dire che con così tante band c’è anche molta musica di qualità. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, ovvero che le band scarse sono il doppio. Band che consiglio: Galar, Cor Scorpii, Sworn e Vulture Industries.
Ho avuto il piacere di parlare con voi su Myspace, quanto sono importanti i social network per l’industria musicale, e cosa ne pensate voi?
Øyvind: Penso che i social network siano importanti nell’industria moderna. Tutti cercano musica su internet ed è importante per una band essere disponibile nel mercato odierno. Dobbiamo adattarci tutti all’era digitale. Oggi un artista per sopravvivere deve fare molti concerti e vendere molta merce.
State preparando qualche concerto o state lavorando su materiale nuovo?
Øyvind: Entrambe le cose. Stiamo cercando di preparare un tour europeo, ma non è facile poiché non abbiamo un’agenzia di booking. Abbiamo fatto qualche concerto in Norvegia l’anno scorso e ora stiamo cercando di fare qualcosa in Europa. Nel tempo libero lavoriamo al nuovo materiale.
C’è qualche possibilità di vedervi in Italia prossimamente?
Thomas: Possiamo solo sperarlo. Pensiamo sempre a fare un tour e a trovare tempo per farlo ma costa molto quando si è una band piccola come noi. Se nessuno ci prenota per un concerto dobbiamo pagare noi per farlo con i nostri soldi e siccome non siamo ricchi non è sempre facile. Se ci sarà una possibilità ci vedrete in Italia e possiamo solo sperare che ciò non succederà in un futuro troppo lontano.
L’intervista è finita, potete lasciare un messaggio per i nostri lettori.
Thomas: Hail metallari italiani. Se voleste sentire del buon Black/Death norvegese dovreste provare il nuovo album dei Sulphur "Thorns In Existence". Non è un album che capirete al primo ascolto, quindi ascoltatelo due o tre volte e vi sbalordirà. Saluti dai Sulphur, da Bergen e dalla Norvegia.
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Informazioni
Gruppo: Petralana
Anno: 2010
Etichetta: Suburban Sky
Autore: Mourning
Tracklist
1.In Famiglia
2.Tre Metri
3.La Balancoire
4.Mi Sembra Tutto Di Grano
5.Temporale
6.Turcaret
7.Siamo Due
8.Sanguino Per Te
9.Oggi Cadono Le Figlie
DURATA: 33:56
L'Italia non finisce mai di stupire per quanta gente abbia voglia e passione da donare alle arti, giovani o meno che si dedicano a creare opere che in un modo o nell'altro entrano a far parte della vita di chi le ascolta, guarda o solamente le ricorda.
La musica è probabilmente la forma di comunicazione più usata al mondo, non c'è animo che possa resistere o se ne possa privare, sia quella che gira nello stereo o la natura stessa a comporla, le nostre giornate ne sono colme, ognuno ha un suo genere, un preciso modo di possederla e intimamente curarla.
C'è chi prova a coniugare con intento a mo' di sfida più tipologie d'espressione trovando il modo di farle vibrare nel medesimo istante, questo è ciò che "Cadono Le Foglie", album dei fiorentini Petralana, non solo tenta di fare ma vi riesce pure.
Un concept basato sul "Barone Rampante", uno dei libri più famosi di Italo Calvino, è il racconto la base da musicare ed è così che le nove tracce non fanno altro che evocare, dipingere con pennellate più o meno forti un quadro di note che trasmetta l'aspetto fantasioso, immaginario che la carta stampata possiede innalzandolo e sorreggendolo con un'intelaiatura strumentale pulsante, umorale come lo stato d'animo del protagonista Cosimo Piovasco di Rondò.
Il quartetto composto da Marco Gallenga (violino, arrangiamento archi), Piero Spitilli (contrabasso, basso elettrico), Richard Cocciarelli (batteria) e Tommaso Massimo (voce, chitarra acustica, piano fender) e (con) Marco Superti (chitarre acustiche, elettriche) ha creato un piccolo capolavoro.
Se la parte suonata è calzante nel suo modo di proporsi tendente alla corrente alternative/indie, è giusto rendere merito anche all'interpretazione di Tommaso: delicata, cantautorale, ricercata nel poggiarsi sulle melodie evitando forzature e con un ruolo da cantastorie che narra di passo in passo l'opera dandole voce.
Non esiste track by track che valga la pena d'esser fatto perché "Cadono Le Foglie" proprio come un testo ha bisogno di essere letto da capo a fine, deve essere ascoltato dalla prima all'ultima nota emessa senza pause nè skipping, dopo aver letto un romanzo lo lascereste in sospeso quando si sta per arrivare alla parola fine? Mi auguro di no, è già un reato il fatto che nel nostro paese si sia perso il vizio fantastico di aprirli quei magici portali verso altri mondi chiamati libri.
Le composizioni attraversano l'incantata visione di chi con lo sguardo va oltre il conosciuto con "Tre Metri" e "La Balancoire", la passionalità di "Mi Sembra Tutto Di Grano", il panismo di "Temporale" intensa e struggente come il vissuto del protagonista in quell'attimo o il cambio di emozioni repentino di "Siamo In Due" e "Sanguino Per Te" esaltate non solo dal trio di strumenti classico basso, batteria, chitarra ma da un ensemble che si avvale delle capacità espressive di archi (viola, violino, violencello), contrabbasso, piano e fisarmonica.
Appoggiati in quest'uscita da un bel po' di musicisti guest e dall'etichetta nostrana Suburban Sky, non si può dire che le perle in Italia manchino ma che come purtroppo di frequente accade vengono celate ai più, ormai situazione definibile costante.
"Cadone Le Foglie" è un album dedicato a tutti quelli che fermamente credono non vi siano limiti o confini invalicabili, solo un'unica risultante: l'arte che conquista.
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Informazioni
Gruppo: One Of These Days
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Advent
Tracklist
1. The 5th Element
2. Chaotic Generation
3. Strike A Blow At Them
4. Twist The Knife
DURATA: 6:22
 Per quello che fanno i greci One Of These Days hanno pubblicato un live rehearsal abbastanza marcio. Nonostante siano giovanissimi hanno saldato grindcore e deathcore in un'unica e solida musica. Si può dire che tendano più al grindcore, ma sicuramente non si può dire che suonino la famigerata estremizzazione dell'hardcore punk. Gli innesti melodici ci sono e non quelli di band fighettine emo-metal-core (delle quali ormai tutti abbiamo la nausa anche solo a pronunciarle), dopo sfuriate estremamente gratificanti di death/grindcore "5th Element" dona all'ascoltatore un finale dei più stravaganti, di melodico fratellastro di band post-metal come Isis. Per fare un paragone con una band italiana sono i Viscera/// con meno atmosfera e più aggressività, stesso pattern della batteria a tamburello, riff grezzi e sovrapposti ad una voce che si eleva rude su tutto. "Chaotic Generation" si mantiene su standard fortemente attaccati a deathcore e grind, "Strike A Blow At Them" dopo un velocissimo basso hardcore presenta innesti tecnici math brevi per lasciare spazio al suo interno ad un lieve brutal soffocato (e qua i puristi imploderanno) dai canonici bree-bree fortunatamente assenti nella successiva "Twist The Knife". Si inizia a respirare aria di Abacinate modestamente censurata probabilmente a causa della difficoltà nel mantenere tali sparate per lunghi e interminabili minuti. Quattro velocissime tracce (figuratevi, poco più di cinque minuti in totale) che sono sì dure ma che faranno impietosire chi non è avvezzo a sonorità deathcore. Chi è interessato invece non farebbe male ad ascoltare i pezzi sullo space, la produzione onestamente autoprodotta è inoltre gratuitamente scaricabile, vedere per credere: www.myspace.com/oneofthesedaystheband .
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Informazioni
Gruppo: October Falls
Anno: 2010
Etichetta: Debemur Morti
Autore: Mourning
Tracklist
1. A Collapse Of Faith Part I
2. A Collapse Of Faith Part II
3. A Collapse Of Faith Part III
DURATA: 41:59
 Terzo full per i finlandesi October Falls, nati come un solo project, Letho ha poi deciso d'avvalersi di due musicisti stabili creando una line up di tutto rispetto che vede il bassista Metsola e il batterista Tarvonen (Moonsorrow, Chaosbreed, Thy Serpent) formare la coppia devota a fornire musicalità alle basi.
L'ultimo partorito "A Collapse Of Faith" è composto da una sola lunga traccia divisa in tre movimenti, la personalità dell'album che attinge dal folk quanto dall'ambient e dal black trova in Empyrium, Moonsorrow e la prima era Ulver riferimento artistico, vede una creatura alquanto ispirata e che continua a fare della semplicità una delle armi fondamentali della sua essenza.
Elementarità delle strutture create su un paio di riff che di volta in volta vengono adornati da minuzie, brevi ma interessanti variazioni tese a cogliere l'attenzione dell'ascoltatore, le chitarre nell'alternare elettrica e acustica sembrano assolvere un compito ciclico come il corso degli eventi che danno forma alla catena vitale, ogni cosa ha un inizio e una fine, le rapide sfuriate si scagliano come acquazzoni improvvisi alimentando e contemporaneamente percuotendo l'animo della natura di cui fanno parte.
Certo che le melodie di piano quanto le atmosfere possono evocare i lavori trascorsi, è fuor di dubbio che "Marras" e "The Womb Of Primordial Nature" si possano in parte ritrovare in "A Collapse Of Faith" che però al cospetto del lavoro di mezzo è meglio elaborato, avendo trovato quell'equilibrio interno fra il naturalismo che le note delineano e la ricerca personale intensa che prende sfogo nell'istintiva prova vocale grondante disperazione, questo è più che un semplice sentore d'evoluzione e miglioria dello stile October Falls.
Marko Tarvonen ha messo del suo, il drumming creato per l'occasione offre la possibilità al disco di avere una qualità ritmica eccellente, nelle fasi di passaggio da un riff all'altro s'inserisce con tocchi caotici che creano un ponte atmosferico che li consolida.
Per chi conosce già la band non ci saranno problemi di sorta, si troverà dinanzi un platter da accogliere a braccia aperte e ascoltare più volte dove il marchio di Letho, compositore unico della musica, è indubbiamente maturato.
Un ascolto consigliato in primis agli amanti del genere, per chi si volesse accostare a tale realtà per quanto anche solo inserendo nel vostro stereo "A Collapse Of Faith" avreste un piacevole riscontro, in onestà vi direi d'iniziare dal primo ripercorrendo le tappe di crescita del progetto per acquisirne e viverne i passaggi che l'hanno condotto al concepimento di quest'ultimo lavoro avendo così occasione di godervelo al meglio.
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Gruppo: In Death I Become
Anno: 2010
Etichetta: Scattered To The Winds
Autore: Mourning
Tracklist
1. Within The Black Sun
2. Wolfskin Demons
3. Horns Filled With Blood
4. Raven's Bread
5. Beautiful, Hollow
6. The Growing Frost
7. Merciless Solitude
DURATA: 42:40
 Terzo album per gli americani In Death I Become, non conoscevo la band prima che un amico mi permettesse tramite l'ascolto di questo "Black Wings, Grey Skies" di venirvi a contatto.
Il sound scuro e dai tratti doom è compattato da una furia potente di stile thrash e da una vena heavy che più volte si presenta all'orecchio, le sette tracce vivono di un mix ben congeniato che trova sfogo nella vocalità growl del cantante che in qualche sparuta occasione si esibisce anche nel clean.
"Wolfskin Demons" è il brano più rappresentativo, il riffato è volitivo, coinvolgente, la prestazione canora cattiva e le variazioni di tempo che si susseguono le offrono la possibilità di cambi repentini d'umore, seguita da "Horns Filled With Blood" dove il ritmo allenta la presa, il riffing sembra richiamare la scuola death/black svedese, l'apertura di chitarra pulita spezza l'atmosfera pressante, un respiro che verrà sostituito da una ripartenza prestante e dal sentore epico prima che si ravveda tornando alle sonorità iniziali.
"Raven's Bread" n'è il prosieguo naturale, la traccia dopo quasi due minuti di thrash al limite col death melodico ci offre passaggi che si dilatano ampi divenendo spiccatamente doomish, l'incedere si fa pesante e le chitarre tessono trame malinconiche.
Nei minuti conclusivi un terzo movimento s'impadronisce d'essa ridandole vita e maggior cattiveria al contrario di una "Beautiful Hollow" che parte in death mode azzerando d'improvviso il suo andare per inserire chitarre clean cantilenanti e brevi assoli accompagnati da un drumming vario e ben eseguito, è un continuo alternare generi e proposta e non è semplice assemblare più stili facendoli combaciare o quanto meno tentando di dare un'impronta personale a tali soluzioni, in più di un'occasione il lavoro è stato compiuto a dovere.
Ultima della tracklist ma non per valore si presenta a noi "Merciless Solitude", la canzone è un sunto di quanto gli In Death I Become han mostrato sino a questo istante, cambi di tempo brillanti e la sei corde che crea riff su riff come a immobilizzare l'ascoltatore stringendolo a sè, insieme a "Wolfskin Demons" la migliore del platter.
I ragazzi han fornito una più che degna prestazione e la produzione supporta il complesso strumentale facendo sì che la vocalità sia ben incastrata anche se il volume delle sparute clean è basso rispetto al resto, il drumming venga esaltato con un suono fresco e il basso, che come in genere succede è quello che soffre di più, risulti intellegibile.
Un disco multisfaccettato "Black Wings, Grey Skies", se vi piace il metal che sia epico ma al tempo stesso riesca a essere incisivo un ascolto è consigliato.
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Informazioni
Gruppo: Old Bones / Ars Goetia
Anno: 2010
Etichetta: Aphelion Productions
Autore: Sharrukenu
Tracklist
Old Bones
1. The Wizard
2. The Imp Of The Perverse
3. Ritual Of The One-Eye
Ars Goetia
4. Flauros (First Spell)
5. Virgin Prostitute
6. The Key Of Joy
DURATA: 29:24
 Chi, poco meno di tre anni fa, aveva apprezzato "Anachoreta", oggi ritrova in questa nuova uscita i veneti Ars Goetia che assieme agli svedesi Old Bones compongono uno split con canzoni incentrate tutte su unico tema, racchiuse nel titolo dell'album stesso, "Ancient Sorceries And Old Relics".
Ad aprire lo split sono gli Old Bones, gruppo a me sconosciuto prima d'ora che si propone in una strana veste, definita da loro stessi "sluggish black metal". Escludendo l'ennesima classificazione che viene menzionata per il genere, la musica cadenzata e lenta del combo svedese ha poco di interessante, o se preferite, poco di black. Chitarre poco incisive, batteria scialba e vocals che sono al limite per essere definite a tutti gli effetti growl. Mi duole dirlo ma le loro tre canzoni le trovo piatte e noiose. Un gruppo assolutamente da revisionare.
Seconda parte dello split, incentrato sui nostrani Ars Goetia. "Flauros (First Spell)" ci offre un gruppo decisamente in palla, con un sound che a me personalmente ha ricordato "De Mysteriis Dom. Sathanas" dei "defunti" Mayhem, una struttura compositiva ben organizzata che crea ancora una volta, come nel loro
precedente full, atmosfere cupe. Un'evocazione spirituale.
"Virgin Prostitute", seconda traccia, è una canzone cruda e diretta, con un'apertura thrasheggiante che non ha altro intento se non quello di sputare un po' di odio.
Si chiude con "The Key Of Joy", la canzone che tra le tre preferisco, ricca di cambi di tempo, ha almeno sei o sette riffs validissimi e coniuga tempi slow e accelerazioni molto bene.
Credo che in questi pochi minuti il gruppo veneto dia una prova rassicurante e dimostri una versatilità da non sottovalutare.
Spero questo sia il trampolino di lancio per un nuovo album.
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Informazioni
Gruppo: Kaos
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning
Tracklist
1. Enter Insanity
2. Bleed Some More
3. Pits Of Existence
4. Let God Sort Them Out
5. Blood Sacrifice
6. Out Of Time
7. Sludge
8. Screaming In The Mirror
9. Tear Us Apart
10. Soul To Give
11. Exit Reality
DURATA: 47:40
 Di act che portano questo nome ce ne sono parecchi, che possano però vantare la carriera e l'ostinata voglia di suonare di questi californiani assolutamente no.
I Kaos, thrasher di Hayward, sono infatti attivi da più di un ventennio ormai, in questo lasso di tempo hanno avuto la possibilità di creare una discografia che quest'anno vanta la sua terza uscita full oltre a svariati demo dei quali i più importanti sono sicuramente quelli che han dato inizio alla loro storia: "Forever Oblivion", "New Creation" e "Vivisection".
Gli ultimi due diedero la possibilità alla formazione di condividere il palco con molti dei grandi del periodo anche se per attendere un'opera che avesse una durata consistente toccò aspettare sino al nuovo millennio con l'uscita di "Vision Beyond".
Il 2010 segna il loro ritorno a sette anni di distanza dal secondo "Kaos Among Us" e sembra proprio che di mollare la presa o arrendersi alle nuove leve non ne vogliano sapere.
Il sound è un classico Bay Area style con una spruzzatina di vena core (e per core intendo gli S.O.D di Billy Milano), dopo l'introduttiva "Enter Insanity", avviso chiaro che l'attacco sta per prendere forma, è con "Bleed Some More" che i giochi hanno il reale inizio.
Il brano è di quelli che colpiscono in pieno l'obbiettivo furiosamente, un assalto frontale con un riffing serrato e un cantato/sfogo massiccio come un pugno in pieno volto.
Una delle cose che si notano sin da subito è come il sound sia da badilata, di quelli che ti fanno amare questo genere, pulitino sì ma evitando quelle iper produzioni che bloccano l'esplosività di un genere istintivo come il thrash.
La tracklist non ha attimi vuoti o canzoni bypassabili, ci si trova così a confrontarsi con un trittico, "Pits Of Existence", "Let God Sort The Out", "Blood Sacrifice", da headbanging continuato.
Se la titletrack ha dalla sua una natura varia e prestante che invita al pogo, per la quarta in scaletta quello che fa gioco è un chorus catchy da urlare mentre si ruota il collo: "Kill Em All, Let God Sort Them Out".
Con "Out Of Time" veniamo a contatto con il secondo highlight del disco, una cavalcata impazzita che fa da contraltare alla composta e monolitica traccia che l'antecedeva.
I Kaos si esprimono al meglio con il piede sull'acceleratore, se vanno a manetta ancora meglio ma non rinunciano a soluzioni diverse tanto da allentare e diluire i tempi con una "Sludge" che si può tranquillamente definire il "lento" di "The Pits Of Existence", fondando il suo incedere su di un riffato possente e una carica concentrata e qui "Spill The Blood" è quasi naturale chiamarla in causa.
Sulla falsariga delle due speed songs "Screaming In The Mirror" si lancia trovando in "Soul To Give" degna compagna prima che con "Exit Reality" il platter si concluda in maniera piacevole.
La band al completo si dimostra preparata e matura, gli anni di vissuto nella scena hanno il proprio peso in una release del genere, il riffing di Stacey Murray è solido, sempre in tiro, così come il lavoro svolto dietro le pelli da Burton P. Ortega che a quanto letto ultimamente sembra sia passato nelle fila dei Defiance insieme a Kevin Albert, auguro loro di dare una mano alla band di Oakland per far meglio dell'ultimo moscissimo "The Prophecy".
La parte del leone viene interpretata dal singer Jason Darnell realmente indomito, non si da respiro, lasciando il segno e incidendo positivamente per tutto il corso di "The Pits Of Existence".
Tirando le somme, abbiamo un album che ha due o tre episodi d'altissimo livello e altrettante buone canzoni più una rimanente manciata che si attesta su un valore sufficiente, posso quindi affermare che il platter sarà gradito dagli appassionati del genere che troveranno in esso genuinità e una giusta dose di mazzate, il che non dispiace mai: Thrash Or Die!
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Gruppo: Kortex
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning
Tracklist
1. Under Cover
2. All Is Vanity
3. Naught Shores
4. Soft Boiled Brain
DURATA: 21:06
 La formazione francese dei Kortex è attiva da quasi un decennio ma come spesso accade fra un ritardo, un cambio in line-up o la ricerca del pezzo giusto passano anni e si deve attendere per ascoltare qualcosa di concreto.
Nel loro caso dopo un demo nel 2004 si è dovuto aspettare sino al 2009 per vedere giustificati gli sforzi fatti con la creazione di "Beyond The Mirror".
La band miscela sapientemente influenze thrash/death con una vena heavy che rende melodica e accattivante la proposta, il riffing soprattutto non tenta forzatamente di ripercorrere sentieri già battuti provando varie soluzioni con approcci sia prog che puramente aggressivi a dare dinamicità e spinta grazie alla buona tecnica posseduta sia da "El Commandante" Salis sia dalla brava quanto bella Aurélie Bridault.
Aurélie riveste anche il ruolo di singer e come spesso accade per quanto riguarda la voce femminile che attinge in territori death il primo paragone è quello con la Gossow, stranota cantante degli Arch Enemy. Pungente, grattata e molto più profonda quando scende di nota rispetto alla sua illustre collega, ancora non del tutto precisa, qualche titubanza nei momenti in cui alterna i vari range è più che percettibile, questo però non mina una prestazione degna che viene condita anche dalla presenza di una buona esecuzione in clean in "Naught Shores" che spezza l'incedere del brano dando respiro.
L'episodio più interessante dal punto di vista compositivo è la titletrack "Under Cover", la presenza e il richiamo a Schuldiner o a certe soluzioni Opeth sono più che un semplice deja vù ma mostrano la voglia di mettersi in gioco dei Kortex, capaci di dare imbeccate personali seppur ancora siano una minima espressione.
Le basi fornite da Bruno "Rat Killer" Cauli e Laurent "Cat Killer" Aucher, rispettivamente basso e batteria, vedono il primo creare delle linee che aumentano notevolmente l'impatto groovy della musica mentre il secondo si destreggia offrendo un drumming dinamico e possente al tempo stesso.
I venti minuti di "Beyond The Mirror" sono una carta di presentazione con note più positive che negative, c'è da vedere se e quanto sapranno dare in una release dalla durata e dalle richieste più importanti.
Attendendo quindi di avere fra le mani il loro full, passate sul loro space per farvi un'idea dedicando un po' del vostro tempo alla musica dei Kortex.
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Gruppo: Ego Depths / Dispersive Light
Anno: 2010
Etichetta: Endless Winter
Autore: Mourning
Tracklist
1. Henceforth I Suffer (Archaic D.)
2. Let Us Prey For their Worthless Life (Archaic D.)
3. Sura Mrod
4. Baal
5. Purple Twilights
6. Incest Autumn Winds
7. Little Owl
DURATA: 58:55
 La label russa Endless Winter rilascia l'ennesimo lavoro adatto agli amanti delle atmosfere tetre e claustrofobiche, la scelta di accoppiare in soluzione unica le due formazioni ucraine, Ego Depths e Dispersive Light, frutta uno split dal titolo "Follow The Skua", contenente sessanta minuti devoti a un trascorrere lento e greve.
Le due tracce iniziali "Henceforth I Suffer (Archaic D.)" e "Let Us Prey For their Worthless Life (Archaic D.)" a opera degli Ego ci regalano complessivamente quasi mezz'ora di musica, allungate, pesanti, cariche di pathos si slanciano, il lavoro svolto dai synth nel creare una forte pressione malinconica e quietamente triste fa sì che l'artista non nuovo alla scena e con alle spalle un album di tutto rispetto come "Equilibrium Sickness" riesca a confermarsi esponendo materiale della stessa pasta e capace di tener testa ai rivali nel genere spesso provenienti dalla stessa zona geografica.
Le composizioni sono istintive, stringenti, una morsa dolorosa che si trascina sin dalla nota iniziale avviluppando l'ascoltatore e trascinandolo per vie dove la luce è fioca.
Tocca quindi ai Dispersive Light entrare in scena e si cambia totalmente musica, l'ambient/drone proposto è alienante, misantropico, un'ossessione continua che si sviluppa fra ridondanze forti, un teatro d'orrore che fra sensazioni industrial martellanti e noise riesce a evocare incubi e infondere una schizofrenica voglia di distruzione che ha una sola reale pausa in cui il ricordo sembra essere dolcemente amaro, incastonato nell'acustico discernere di "Purple Twilights".
Rimembrare che verrà annientato dalla violenza di "Incest Autumn Winds" rimarcando ancora una volta quanto la musica di questo progetto possa essere lobotomizzante.
"Follow The Skua" si attesta come produzione relegata a un target preciso, gli amanti dei due stili si troveranno di fronte un platter che sia col funeral doom degli Ego Depths sia con la musica dei Dispersive Ligth potrà viaggiare attraverso sinistre lande.
Se è ciò che ascoltate abitualmente non fatevi mancare occasione per mettere su questo disco e chissà che non vi scatti la voglia d'acquisto.
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