Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend
Formazione
Martin Wittsieker - Voce
Yannick Becker - Chitarra
Henrik Tschierschky - Chitarra
Arne Laßen - Basso
Nicolas Becker - Batteria
Il loro album di debutto, "The I - Conception", è uscito, è un piacevole MDM, loro vengono dalla Germania e penso che un giorno otterranno quello che meritano, oggi siamo insieme agli Harasai. Benvenuti su Aritocrazia Webzine ragazzi, come va?
Henrik: Credo che al momento stia andando tutto molto bene. Abbiamo un sacco di cose in programma per le prossime settimane ed è bello vedere come tutto ciò che riguarda la band si stia lentamente sviluppando e ingrandendo. Grazie per averlo chiesto.
Come di consueto, il primo passo è dirci qualcosa sulla vostra band.
Ok, tornerò indietro fino alle origini e cercherò di farla breve. Nel 2006 Yannick (17, chitarra) e suo fratello Nico (21, batteria) si sono riuniti e hanno iniziato a fare progetti per una nuova band che volevano formare. Si sono rivolti a qualche amico che conoscevano da altri gruppi e, quindi, entro un breve periodo di tempo avevano completato la line-up. Martin (21, voce) era anche un membro fondatore della band e si unì a loro subito. Dopo aver suonato in alcuni show minori e aver speso molto tempo sono riusciti a registrare due demo ("My Lake Of Terror" nel 2006 e "Begotten" nel 2007) e un ep, "Into Oblivion" (2008). Poco dopo le registrazioni del suddetto ep la band cacciò il secondo chitarrista, Kevin, chiedendo a me (23, chitarra) di unirmi a loro. Nell'estate del 2009 siamo entrati in uno studio professionale (studi CKB a Essen) per la prima volta e abbiamo registrato "The I - Conception" nel corso, se non ricordo male, di due mesi. Poi dopo aver fatto alcuni grandi spettacoli durante tutto l'anno 2009 abbiamo notato che uno dei membri fondatori, Dave (basso), stava lentamente sviluppando interessi verso altri campi musicali e non mostrava l'entusiasmo necessario per una band metal. Abbiamo parlato molto e siamo giunti alla decisione che era meglio dividere le nostre strade. Subito dopo questo abbiamo immediatamente chiesto al nostro amico Arne (21) di suonare il basso e diventare un membro della band a tutti gli effetti. A metà del 2010 abbiamo finalmente accettato l'accordo offertoci dalla Firefield Records che ha poi pubblicato l'album il 2 luglio. Credo che il momento clou della nostra "carriera" (se si vuole chiamarla così) sia stato il concerto con gli Slayer e gli Amon Amarth nel 2008, che ci ha segnato tantissimo ed è stato veramente impressionante.
Il monicker Harasai deriva da "Eresia", qual è l'eresia che ha ispirato questa scelta?
Questo è soltanto il mio pensiero al riguardo, ma credo che "eresia" trovi un posto in quasi tutti i tipi di situazioni della vita. Storicamente "eresia" è un termine che si riferisce principalmente ai tempi in cui le persone venivano bruciate sul rogo per aver fatto o detto cose che andavano contro la Chiesa. Oggi il termine non è più usato allo stesso modo ma ci sono ancora tante persone che meriterebbero tale appellativo; ad esempio per il fatto di essere un cattivo amico o addirittura un traditore. Inoltre il mondo è pieno di avidità e la gente tende a fare di tutto per arricchirsi. Quindi la mia interpretazione del nome della band vuole essere uno specchio del mondo: tu non sai chi ti puoi fidare, chi è tuo amico o chi vuole solo i tuoi soldi; tutti possono essere degli eretici nei tuoi confronti. Io lo vedo anche come una sorta di consiglio: agisci con intelligenza, guarda attraverso le maschere indossate dalla gente, prendi decisioni ben ponderate.
La prima cosa che ho notato ascoltando il vostro album è come sembra sia stato rilasciato sul finire degli anni '90, fortunatamente non è troppo moderno. Ci sono album degli anni 1997-2002 che hanno influenzato il vostro stile? Forse "Damage Done" dei Dark Tranquillity?
Sì, ovviamente "Damage Done" ha avuto una grande influenza su di noi. Quando abbiamo contattato Dan Swanö ha chiesto: "Ragazzi, c'è un album che può essere utilizzato come un orientamento?" e noi tutti abbiamo detto "Certo, lo facciamo suonare come "Character" dei Dark Tranquillity". Quindi, in termini di sound siamo sicuramente stati influenzati dai più recenti album dei DT, il che non è troppo vero in materia di musica o di songwriting, anche se ci sono alcuni elementi che troviamo essere abbastanza simili. Si potrebbe dire che l'era che hai citato nella tua domanda è più o meno la generazione degli album a cui dobbiamo di più. Album come "Crimson" degli Edge Of Sanity, "Whoracle" degli In Flames e "Slaughter Of The Soul" degli At The Gates sono tutti lavori di straordinaria qualità. Ci piacciono anche cose più vecchie e a volte inseriamo nel nostro sound elementi di "capolavori dimenticati". Per esempio ascoltate "The Fifth Season" dei Sacrilege e capirete cosa intendo. Oltre a questi gruppi abbiamo un altro immenso serbatoio di influenze, dal momento che non ci limitiamo ad un determinato genere e ascoltiamo un sacco di band insolite che non si trovano nella collezione di un tipico metallaro.
La Svezia è quasi un riferimento obbligato quando si suona questo genere e ascoltando canzoni come "A Costant Disbelief" o la titletrack avrei detto che voi foste svedesi se non avessi saputo che eravate tedeschi. Quanto è difficile avere uno stile personale ma rimanendo comunque all'interno del genere?
Questa è una domanda difficile. Ma la tua domanda e la dichiarazione che si sarebbe potuto pensare che fossimo una band svedese mi rende davvero felice. Anche se io non so a cosa assomigli il sound di una band tipicamente tedesca (probabilmente ai The Scorpions), è bello sapere che stiamo facendo un buon lavoro, suonando come una band svedese. Alle mie orecchie abbiamo uno stile abbastanza unico in termini di riffing, ma le melodie e l'armonicità del sound vengono direttamente dalla fine degli anni '90. Questo è anche sottolineato dal fatto che Yannick utilizza una tecnica molto individuale per suonare e io ho avuto bisogno di un po 'di tempo per abituarmici. Questa è una cosa che io non avevo mai provato e credo che conferisca alla musica una certa atmosfera e quest'atmosfera la associo solamente agli Harasai. Ma nonostante tutto questo devo dire che noi non ci sediamo ad un tavolo a discutere sulla nostra musica o sviluppare un piano per il futuro, scriviamo solo canzoni e vediamo che cosa ne viene fuori. Di solito dopo gli show le persone vengono da noi e dicono cose come "Suonate come la band X nell'epoca Y, è bello vedere che quei giorni sono ancora vivi." Si potrebbe dire che noi non vogliamo suonare come i nostri idoli, ma stiamo interpretando le loro opere nel nostro stile e mescoliamo il tutto con qualche nuova energia.
Come scrivete le vostre canzoni? Chi scrive la musica e chi i testi?
Martin scrive tutti i testi e li arrangia. Lui raccoglie costantemente idee e ispirazione dalla gente, dai mass media, da Internet o dalla propria vita e riesce sempre a scrivere un grande testo. C'erano e ci sono giorni in cui mi manda di continuo nuove idee, lavorando per ore su una sola riga o semplicemente in cerca di cose da poter utilizzare come un simbolo o come una personificazione all'interno del testo. Questo ragazzo è matto anche quando si tratta di letteratura, ma forse potrà dirvi di più lui un giorno. La musica d'altro canto proviene soprattutto dalla mente di Yannick, talvolta arricchita con idee di Nico (che suona anche il basso e chitarra) e mie, ma non sempre. Ci sono anche canzoni che sono esclusivamente scritte da uno di noi, ma questo è raro. Di solito ci sediamo a casa da soli e scarabocchiamo in giro, poi buttiamo giù alcune idee e le inviamo agli altri ragazzi. Tutto qui. Quando ci incontriamo per provare suoniamo queste idee (a volte intere canzoni) e poi parliamo di quello che ci piace e di quello che non ci piace, poi cambiamo finché tutti sono soddisfatti. Non siamo grandi fans dello sviluppare idee in sala prove, perché per noi questo è risultato essere molto improduttivo. Credo che ci siano persone che hanno bisogno di un luogo tranquillo per comporre musica, non posti dove altri quattro ragazzi stanno parlando di altre cose e bevendo birra. Oh, bene.
Quali sono i temi principali dei testi?
Se guardi la pagina della nostra band su Metal-Archives.com troverai scritto "Morte", ma questo non è corretto. Come ho scritto nella risposta precedente, Martin è responsabile del lato testuale della band. Ma dal momento che parliamo ogni giorno ho una visione abbastanza precisa di quello che sta succedendo nella sua testa. Quindi, se lo chiedete a me, i testi delle canzoni riguardano principalmente il problema di essere il proprio io interiore, di vivere in un mondo morto. L'idea della title-track riassume tutto: le persone indossano delle maschere per essere accettati, per avere amici che non sono veri amici, per avere un ego, per avere una relazione d'amore con un partner. La maschera ti aiuta perché nel nostro mondo devi assomigliare agli altri ma devi essere te stesso a raggiungere i tuoi obiettivi. Questo punto diventa anche più evidente se si guarda il nostro artwork. L'uomo in copertina si toglie la maschera, la sua "I-conception", e pensa che Martin ha scritto: "Mai più porterò / Questa I-conception che ho creato". La canzone può essere vista come l'analisi del personaggio e della persona e afferma: "Sii te stesso, disprezza le persone superficiali". A proposito, io odio che il mondo intero sia sempre più superficiale, nessuno ha tempo per nulla nel sociale e sempre più persone si siedono in casa e tengono il loro cervello in infusione con la televisione e internet. Qualche tempo fa un mio amico si lamentò con la sua fidanzata che non si vedevano abbastanza. Lei era stupita e ha detto: "Cosa? ma se ci vediamo ogni giorno su Internet!" Purtroppo questo sarà il futuro della razza umana. Penso che ci sia una sorta di frustrazione o addirittura crescente disperazione in tutti noi, e questo e altri fatti spingono Martin a liberare la sua rabbia sotto forma di testi. Voglio dire, che cosa resta quando tutti si trovano a casa da soli, accompagnati soltanto dal dolce bagliore dell'LCD?
Tutti voi avete suonato in diverse band dal sound differente, questa vasta gamma di influenze è stata utile nel processo di composizione?
Per Yannick ci sono stati solo gli Harasai e alcuni show con i death-grinders Diaroe; per quanto ne so non è mai stato membro di qualche altra band. Nico è ancora nei Diaroe e Arne suona in un gruppo rock chiamato The Bratwurst, in cui è anche bassista e voce pulita. Martin ha cantato in un sacco di band, la più recente i death-metallers Risoid System che hanno un sound molto americano. Io ho suonato per i black-thrashers Erazor prima di unirmi agli Harasai e ho avuto una breve esperienza con i tedeschi prog-deathers Symbiontic; entrambe le bande hanno un sound che è molto diverso dalla nostra musica attuale. Devo dire che questo è un argomento molto complesso, soprattutto per me. Certo, posso solo parlare della mia esperienza personale, ma provenire da un tipo di metal completamente differente rende estremamente difficile per me contribuire con idee che possano essere essenziali per gli Harasai. Questo è anche il motivo per cui Yannick è il principale compositore. Io tendo a comporre musica che suona più come Anata piuttosto che In Flames, e questo rende difficile creare una linea coerente all'interno di un album, in modo che non suoni tutto come un campionatore con lo stesso cantante o qualcosa di simile. Così si potrebbe dire che tutte le influenze non sono state - almeno per me - molto utili nel contesto degli Harasai. Purtroppo, io non voglio perdere le esperienze che ho fatto in tutti i miei altri gruppi, sia come songwriting in generale, registrazione o semplicemente di "vita di band".
Come è nata la collaborazione con Björn Gooßes dei Night In Gales?
Questo è stato facile, glielo abbiamo solo chiesto! Ma per essere un po' più preciso: vive nella nostra stessa città e negli ultimi anni Martin ha avuto un bel po' di contatti con un sacco di gente all'interno della scena locale, questo include anche i ragazzi dei The Very Fine (la band attuale di Björn) e la vecchia linea-up dei Night In Gales. Martin è un grande fan di entrambe le band e credo che fosse ad un concerto o qualcosa del genere, si avvicinò a Björn e disse: "Ti piacerebbe fare una parte del nostro album?". Quando eravamo in studio un paio di settimane più tardi appena lo ha chiamato si è presentato e ha fatto un ottimo lavoro. Questo è tutto.
Andare negli studi Unisound di Dan Swano significa che si vuole fare un buon lavoro, penso che non sia così facile per una piccola band come la vostra fare una cosa del genere, quanto è importante sacrificare qualcosa per fare ciò che si vuole veramente, soprattutto in questo mondo in cui tutti vogliono tutto e subito?
Sì, questo è assolutamente vero. Voglio dire, basta guardare i nostri figli: quando ero giovane avevo un Super Nintendo e qualche caramella, i ragazzi di oggi hanno iPhone, computer portatili, telefoni cellulari e PS3. E poi vogliono di più. Ma sto andando fuori strada, quindi torno alla domanda: considerato il fatto che tutti noi siamo ancora iscritti all'università, a scuola o abbiamo altri obblighi di istruzione, è ovvio che non abbiamo un sacco di soldi. In realtà stiamo ancora pagando i debiti che abbiamo fatto per "The I-Conception". Ma abbiamo voluto questo album così tanto mettendoci tanto impegno e lavoro in esso che non volevamo lasciare che i soldi ci sbarrassero la strada, così lo abbiamo registrato, nonostante tutti i problemi finanziari. Pensiamo che sia molto importante sacrificare qualsiasi cosa per i tuoi obiettivi, soprattutto quando si tratta di musica. E' qualcosa di creativo, qualcosa che viene dal profondo del cuore e dell'anima ed è qualcosa che non si può comprare. Solo questo ci ha fatto lavorare ancora di più del nostro quotidiano, tirando turno dopo turno e spendendo il denaro in tempo passato nello studio. Alla maggior parte delle persone oggi manca il senso profondo dei pensieri o delle conversazioni significative e cercano approvazione tra le braccia di internet o le gioie del consumismo, perdendo così tutte i rapporti personali con cose come la musica. Quindi, per rispondere alla tua domanda: è dannatamente importante!
Di solito in alcuni album trovo tre o quattro brani belli ma troppi riempitivi, per fortuna nel vostro le canzoni migliori si alternano con altre buone. Naturalmente avete il tempo di acquisire personalità e maturità, ma quale sarà il prossimo passo?
Grazie per il complimento! A mio parere, il prossimo passo sarà una sorta di maturazione del materiale. "L'I-Conception" è fondamentalmente un atteggiamento molto giovane e selvaggio, tutto è come "in-your-face" e molto diretto. Abbiamo già un paio di canzoni nuove finite, e tutto quello che posso dire è che le composizioni sono molto più profonde ma anche più complesse e con un'atmosfera piuttosto matura. Naturalmente ci sono tipici riff melodici che definiscono il nostro sound ma tutto sarà più "grande", per così dire. Non stiamo parlando o cercando di confrontarci con gli Opeth ma sono l'unica band che tutti negli Harasai amiamo. E questa volta tutti i membri della band sono coinvolti nel processo di scrittura, in contrapposizione al nostro debutto. Vedremo che cosa ne verrà fuori.
La scena tedesca produce sempre cose buone e può dare ad alcuni buoni gruppi la possibilità di rendersi più visibili, come è la situazione? Come la vivete? Avete alcune bande amiche con le quali vi sostenete a vicenda?
Beh, la scena tedesca è in piena espansione ma non direi che dia un sacco di occasioni. Non si può mai ottenere tutto attraverso la musica buona o ben scritta. No. Ruota tutto sui contatti e/o denaro. Una buona band senza contatti non sarà più grande qui, una band con un sacco di soldi suonando musica di merda sarà headliner in tutti i concerti. È così semplice e purtroppo non c'è niente che si possa fare. Guardate una band tedesca come Centaurus-A. Sono fottutamente impressionanti. Ma dopo l'uscita del loro album di debutto non è successo niente. Che cos'è questo? Non potrò mai capire. Come ho detto prima, Martin è il ragazzo che in pub/discoteca ci striscia quasi ogni fine settimana. Lui gestisce e organizza la band e fa le prenotazioni. Il fatto che abbiamo, in confronto, un sacco di date è dovuto al fatto che Martin si spacca il culo e scrive milioni di e-mail e fa migliaia di chiamate a settimana. E anche se fa queste cose siamo ancora un gruppo relativamente piccolo, perché non abbiamo i soldi per il buy-in o una agenzia di booking corretta. Per fortuna abbiamo un sacco di band amiche. Ci incontriamo abbastanza spesso alle feste e facciamo un sacco di concerti insieme, spingendoci a vicenda a nuovi livelli di songwriting, creando una sorta di concorrenza. Critichiamo anche le nostre canzoni e ci diamo consigli a vicenda, quindi è un ambiente molto rilassato. Noi non ci prendiamo troppo sul serio, così va bene. La prossima settimana prendiamo parte a un piccolo tour auto-organizzato attraverso la Polonia con una delle band a cui siamo più legati, i Kadavrik.
Cosa ne pensate della scena metal di oggi? Pregi e difetti oppure qualcosa che è andato perso rispetto al passato?
Credo che la scena odierna sia peggiore solo a causa di Internet. Voglio dire si può sentire e rippare tutto, e voglio dire TUTTO, in pochi secondi. La musica ha perso il suo carattere di essere cultura buona o speciale, perché tutti hanno accesso immediato a tutte le band che sono su Metal Archives. Conosco un sacco di persone che restano sedute in casa e scaricano qualcosa come cinquanta album al giorno, ascoltandoli una volta e poi premendo il tasto "cancella". Io non capisco. Certo, anche io uso internet per ascoltare le nuove band, ma almeno posso acquistare cd, ascoltarli e cercare di capire o di interpretare i testi, se sono argomenti interessanti. Internet è il McDonald's del mondo della musica. Punti positivi sono la marea di informazioni su quasi tutte le band e il fatto che ci siano ancora persone che fanno fanzines o blog. Le fanzine online spesso hanno uno stile più spigoloso e sono in grado di scrivere le cose che per le grandi riviste stampate non è possibile scrivere, così mi leggo regolarmente le loro pubblicazioni. A parte il fatto che la musica è attualmente degradata a una festa in un fast food, non penso che molte cose siano cambiate rispetto al passato. Inoltre io non mi considero un membro della scena locale o di qualsiasi altra scena, quindi il mio parere su questo è piuttosto monodimensionale.
Come sta andando la promozione di "The I-Conception"? Farete un tour per portare la musica sul palco?
La nostra etichetta sta facendo un ottimo lavoro di promozione del cd e abbiamo già avuto articoli su riviste come la tedesca Rock Hard, Legacy e Blast!. Inoltre conduciamo una campagna su Internet e abbiamo messo annunci in quasi tutti i media stampati che trattano di metal. Quindi si può dire che stia andando bene. Ho sentito dire che il nostro partner di distribuzione, Twilight, ha quasi tutto esaurito e dovremo fare una seconda ristampa nel prossimo futuro. Un tour d'altra parte è anche qualcosa che abbiamo sempre voluto fare. E' il nostro grande sogno di andare attraverso l'Europa o l'America (o entrambi?). Ma finora non abbiamo alcuna offerta e/o il denaro. Fino ad allora facciamo molti concerti in tutta la Germania e suoneremo anche in un festival in Svizzera (insieme a Vader, Gorgoroth e altri) alla vigilia del nuovo anno.
Avete un'esperienza positiva e una negativa che hanno fatto migliorare i vostri live?
Per noi non esiste una cosa come un "live negativo". Cerchiamo di dare tutto quando siamo sul palco, e non importa se ci sono cinque o cinquecento persone in piedi davanti al palco. Certo, si può sempre migliorare le cose e imparare molto da spettacoli andati male o poco animati, ma credo che le nostre precedenti esperienze in altre band ci diano l'autostima necessaria per andare carichi sul palco o fare i pazzi. Abbiamo avuto stage-divers, la gente che cantava, moshers, circle pits, walls of death, quasi tutto quanto si possa immaginare. Credo che non avremmo fatto queste esperienze se avessimo annoiato il culo delle persone che ci guardavano. Inoltre quei ragazzi stavano pagando soldi quindi abbiamo sempre l'obbligo di fornire loro il miglior spettacolo possibile.
Potete dirci tre bande con le quali vorreste condividere il palco? E un'altra non-metal a cui vorreste fare da opener?
Siccome io sto facendo questa intervista da solo queste sono le mie scelte personali. Ho scelto band che si inseriscono nel contesto perché un gruppo come i Disgorge o qualcosa del genere che non c'entra nulla con gli Harasai, non sarebbe una saggia scelta. Io non sono un grande fan delle scelte ovvie come In Flames e Dark Tranquillity. 1. Opeth 2. Dead Eyed Sleeper 3. Fragments Of Unbecoming Non-Metal: Alcest. E se questo non conta come non-metal: Porcupine Tree!
Ci sono date confermate da dire ai nostri lettori?
Certo, basta controllare la nostra pagina myspace! Ma non c'è nulla di confermato in Italia ancora. Prenotateci pure se volete, noi suoniamo in qualsiasi momento!
Grazie per il tempo trascorso con noi, vi auguro tutto il meglio. A voi lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori.
Grazie a voi e ad Aristocrazia Webzine per l'intervista! Ci auguriamo di venire a suonare in Italia un giorno e fino ad allora vogliamo ringraziare tutti coloro che ci ascoltano o ci sostengono in qualsiasi altro modo! Saluti!
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Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend
Formazione
Antonio Ravina Da Silva - Voce
HG Hogström - Chitarra
Allan Lundholm - Chitarra
Thomas Jonsson - Basso
Staffan Lundholm - Batteria
Ciao ragazzi e benvenuti su Aristocrazia Webzine, come va?
Ciao, sarà Antonio (voce) a rispondere alle tue domande. Va tutto bene in questo momento e sono felice di risponderti.
Com'è nostra consuetudine che ne dici d'iniziare presentando la band?
I Circle Of Chaos suonano un metal energico e pesante come l'Inferno. Di quel tipo che ti fa muovere e sbattere la testa fin quando non rimngono più cellule cerebrali. Fondati da Staffan Lundholm (batteria) e HG Hogström (chitarra solista), è partito come progetto nella primavera del 2008, dopo che la loro band precedente, gli Abused, era stata sciolta pochi mesi prima. Nello stesso anno, vedendo che la band stava diventando più di un progetto, iniziarono a cercare altri membri. Conoscevo i ragazzi da prima (le nostre bands avevano suonato insieme) e visto che la mia band precedente, i Subcyde, era defunta e, ovviamente, che io mi ero mostrato interessato a suonare ancora heavy, mi chiesero se avessi voluto partecipare. Iniziammo la pre-produzione di alcune delle canzoni che avrebbero formato il nostro cd "Black Oblivion" e allo stesso tempo cercavamo altri membri per riempire i posti vacanti. Nella primavera del 2009 trovammo Thomas, ex membro dei Queensway e buon amico di HG per coprire il ruolo di bassista. La registrazione dell'album iniziò in realtà in maggio/giugno 2009 e quando era quasi terminata decidemmo infine che Allan (fratello di Staffan ed ex membro della death/black metal band Convulsion) si sarebbe unito a noi come chitarra ritmica. E questa è la band di oggi!
Due anni d'attività e nessun demo, com'è dar vita subito a un full-lenght, avevate una voglia sfrenata di farvi ascoltare?
Abbiamo deciso di registrare un full-lenght dal momento che avevamo pronte molte canzoni e non volevamo dividerle in diversi cd. I brani si adattano bene insieme e noi non siamo mai stati interessati a pubblicare cinque o sei demo prima di un cd. Crediamo nella nostra musica e abbiamo deciso di realizzare subito un full-lenght per iniziare. Naturalmente vogliamo che le persone ci ascoltino e penso che dare ai fans un full-lenght da ascoltare sia una buona presentazione del nostro sound e di ciò che vogliamo raggiungere.
"Black Oblivion" si è presentato molto bene con le sue melodie, piglio catchy, un discreto equilibrio fra groove e scelte che ampliano i brani, cosa ci vuole oggi per partorire un buon album?
Beh, le cose che hai appena descritto sono un buon inizio, io non sono certamente colui che deve dire alla gente ciò che deve o ciò che non deve fare, ma per me è molto importante avere buoni ritornelli catchy e voci fresche e diverse.
Mi è particolarmente piaciuta la vena heavy che scorre in alcune tracce come "Predator" o "Flag Of Our Fathers", quali sono le vostre influenze musicali, avete dei punti di riferimento precisi?
Sono contento che ti siano piaciute quelle tracce. "Predator" è anche una delle mie preferite. Di solito non mi piace molto rivelare ciò che sono le canzoni dal momento che voglio che la gente ci pensi da sola e si faccia un'opinione propria di esse, ma ho intenzione di fare un'eccezione per i due brani di cui hai chiesto, visto che sono i tuoi preferiti! "Predator" è riferibile alle persone che approfittano di altre, a tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo, alla crisi finanziaria (in alcuni paesi) e anche alle persone che utilizzano o vogliono utilizzare altre persone indifese per i propri interessi. "Flag Of Our Fathers" riguarda il modo in cui le guerre si estendono in altri paesi e senza motivi più grandi, come difendere il proprio paese e sfruttando le risorse di altri paesi, diventa ancora più difficile comprendere e difendere le vittime di queste guerre.
La line-up si è delineata con l'andare del tempo, l'ultimo membro a entrare in formazione è stato Allan. E' così difficile al giorno d'oggi mettere in piedi una band "seria" con tutte le credenziali che le diano possibilità di produrre qualcosa di valido?
Al giorno d'oggi (in Svezia comunque) chiunque può mettere in piedi una band. Ci sono migliaia di chitarristi, cantanti, batteristi, bassisti ma ce ne sono soltanto alcuni che sono veramente bravi in quello che fanno. Trovare le persone giuste per la tua band a volte può richiedere tempo e ci è voluto del tempo per noi, ma siamo molto felici della nostra line-up e molto eccitati per ciò che ci aspetta!
Come si svolgono le giornate in sala prove, come nascono i brani? A chi il compito di curare la parte musicale e a chi quella riguardante i testi?
Le canzoni del nostro album "Black Oblivion" sono state scritte da HG e tutti i testi, ad eccezione di "What may come" e parzialmente di "Flags Of Our fathers" scritti nuovamente da HG, sono stati scritti da me. Ultimamente abbiamo cercato di coinvolgere tutti nel processo di scrittura e anche Allan ha scritto un po' di materiale. Cerchiamo di mantenere il processo di scrittura delle canzoni aperto alle idee di tutti.
Fate parte di una delle scene di maggior importanza e vanto per il metal mondiale, la Svezia è una fucina che sforna a ritmo costante realtà interessanti, avete rapporti con altre band e qual è il vostro pensiero sul vostro movimento nazionale?
Conosciamo parecchia gente, dal momento che siamo sulla scena musicale da qualche tempo ormai. Sì, la Svezia ha una florida scena metal e anche nell'underground ci sono moltissime bands di qualità che le persone non conoscono.
Che riscontri sta avendo "Black Oblivion" e come lo state promuovendo?
Il nostro cd di debutto è stato ben accolto dalla critica e stiamo cercando di venderlo digitalmente attraverso siti come CDBABY e iTUNES. Ce l'abbiamo anche in forma fisica e cerchiamo di venderlo ai nostri concerti. Quando si tratta di promozione cerchiamo di inviarlo a riviste, webradio, case discografiche, ecc.
Qual è il mezzo più adatto a diffondere correttamente la musica odiernamente? Il tutto e subito ha sicuramente tolto valore all'acquisto originale ma siamo davvero messi così male?
E' difficile dire quale sia il metodo migliore per diffondere musica al giorno d'oggi, io penso che siamo al limite (oppure ci siamo già) in cui il mondo della musica è completamente digitale. Voglio dire, guardate servizi come Spotify in cui se non ci sei non esisti agli occhi del mainstream, ma d'altro canto stiamo anche assistendo a un aumento delle vendite di dischi in vinile, a mio modesto parere perchè ai fan più sfegatati piace avere esclusivamente il disco fisico. Cazzo, io preferisco avere il disco nelle mie mani che averlo in "zeri e uno" dentro al computer che può e non può andare in crash, ma riconosco il beneficio dei servizi digitali che vengono forniti.
Attività live: state suonando in giro, ci sono date che possiamo comunicare ai nostri lettori per potervi venire a vedere on stage?
Stiamo programmando un tour in gennaio che si spera ci porti in Germania e Svezia con gli Embodying The End (dalla Germania). Invece in Italia e nel resto del mondo non abbiamo ancora programmato nulla, ma visto che ci piacerebbe molto suonare dal vivo, per i nostri fan di tutto il mondo, se qualcuno è interessato può contattarci o lasciare un messaggio sul nostro myspace.
C'è una formazione con la quale vorreste condividere il palco per questioni affettive, una sorta di sogno nel cassetto come quando si era ragazzini?
Ognuno di noi ha un gruppo preferito (o più di uno) con cui vorrebbe andare in tour e tutti questi sono nomi molto conosciuti nella scena metal oppure per renderlo interessante, segretamente mi piacerebbe andare in tour con qualcosa di completamente differente dal nostro sound, qualcosa come Tom Waits, magari Neurosis o nei nostri sogni più oscuri Lady Gaga! Hahahahaha!
Ringraziandovi per la disponibilità concessaci, a voi chiudere al meglio con un ultimo messaggio.
Continuate a supportare la nostra musica con il vostro headbanging e se non ci conosceste ancora ascoltate il nostro nuovo cd "Black Oblivion". Metal fino alla morte, ci vediamo in tour!
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Informazioni
Gruppo: Harasai
Anno: 2010
Etichetta: Firefield Records
Contatti: www.myspace.com/harasai
Autore: Mourning
Tracklist
1. The Chosen Way
2. ...Into Oblivion
3. A Constant Disbelief
4. Silent Murder
5. I - Conception
6. The Void Within
7. Hour Of The Dead Eyes
8. Spearhead Of Storms
9. Destructive Masquerade
10. This Endless Road
DURATA: 44:36
 Gli Harasai sono una delle tante band che popola il sempre fiorente underground tedesco, la formazione composta da musicisti attivi all'interno della scena in svariati act sia thrash che death suona un death melodico di stampo svedese moderno ma non troppo.
Tralasciando gli attimi rilassati che regalano in fase iniziale e centrale le divagazioni acustiche in "The Chosen Way" e "The Void Within", gli strumentali del lotto, è percettibile a più riprese la derivazione da un act come i Dark Tranquillity nelle tendenze progressive in cui il riffing dei ragazzi s'imbarca, più che discrete le prove di brani come "Into Oblivion" e "I - Conception" dove un' altra realtà ormai defunta, gli In Flames (ah non sono ancora splittati? Cavolo mi spiace per loro, sarebbe anche ora lo facessero), ogni tanto fan capolino e una "A Costant Belief", traccia migliore del platter, che evitando le aperture più sfrontatamente catchy può ritenersi un' ottima composizione in scia "Damage Done".
Sound questo che si palesa, è risulta un percorso battuto e ribatutto ma almeno a cui viene data un'esposizione ricca fatta di scariche in blast, melodie accattivanti e clean vocals che fortunatamente non scende ai livelli da starlette pop (chi urla Sonic Syndicate?).
No, gli Harasai quando c'è da pestare lo fanno e "Silent Murder" come "Spearhead Of Storms" e "Destructive Masquerade" non si tirano di certo indietro nel supportare tale idea, il saper offrire "bastone e carota" all'ascoltatore è piacevole per chi ancora abbia voglia di far girare nel proprio stereo lavori che si possano considerare di death melodico e non prettamente inutili operazioni commerciali.
Che il riferimento sonoro costante di "The I - Conception" sia la stagione compresa fra il 1998 e il 2002 vi sarà chiaro dopo uno, massimo due ascolti, hanno recepito bene la lezione tant'è che il disco scivola via senza grossi intoppi se non quello che vi farà chiedere più volte dove abbiate già sentito questo riff o questa parte, il deja vù è automatico e inevitabile ma non estremamente penalizzante.
Rimangono da citare ancora gli altri due momenti alti del platter che con "A Costant Belief" danno vita alla triade che sorregge le sorti delle tracklist: "House Of The Dead Eyes", ennesima scarica adrenalinica con chorus dal piglio catchy e la conclusiva "This Endless Road" che con i suoi otto minuti dimostra quanto meno che la voglia di andare oltre i soliti clichè c'è anche se il risultato è forse troppo stirato, leggermente accorciata avrebbe avuto un'incisività più netta e importante.
Prodotto dal folletto Danny Swano nei suoi Unisound con discreta resa (ma dalle mani del signore in questione ho onestamente udito altro tipo di lavori levigati e sfornanti altra potenza sonora), "I - Conception" è un album piacevole, non rivoluzionerà il mondo metal ma possiede le caratteristiche per farsi apprezzare dagli appassionati del filone melodico.
E' di molto superiore alle puttanate core addicted spacciate per tale genere, gli Harasai sono rimasti "fedeli" a una linea stilistica che non indossa spudoratamente il bollino: "only for 14-16 years old guy", meno male.
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Informazioni
Gruppo: Funeral Mist
Anno: 2003
Etichetta: Norma Evangelium Diaboli
Contatti: www.myspace.com/thefuneralmist
Autore: Dope Fiend
Tracklist
1. Agnus Dei
2. Breathing Wounds
3. Holy Poison
4. Sun Of Hope
5. Perdition's Light
6. Across The Qliphoth
7. Realm Of Plagues
8. Circle Of Eyes
9. Bread To Stone
10. In Manus Tuas
DURATA: 65:43
 Devastazione.
Questa è la parola più adatta per descrivere (seppur a sommi capi) il primo full-lenght dei Funeral Mist, band black svedese che viene fatta rientrare nel filone del cosiddetto "Religious Black Metal".
Questo disco è probabilmente una delle vette più alte mai raggiunte dall'estremismo in campo musicale. La copertina, raffigurante Cristo in croce con ai lati due bambini anche loro crocefissi, deformi ed eviscerati, è una valida rappresentazione di ciò che ci si appresta ad ascoltare. Il booklet è altrettanto "forte" a livello di immagini, con raffigurazioni di morte, angoscia e deformità.
Il compito di aprire "Salvation" è affidato ad "Agnus Dei", brano che inizia con urla di disperazione a cui si sostituirà dopo poco più di un minuto un riff assassino, sorretto da un drumming potente e preciso a cui si sovrappone la demoniaca voce di Arioch che pare fin dai primi momenti vomitata dai baratri dell'Inferno. Queste coordinate sono quelle entro cui si muoverà tutto l'album.
Dopo un'altra breve intro inizia "Breathing Wounds" che sfuma poi in una delle canzoni più dirette e violente del disco: "Holy Poison". Due vere e proprie dimostrazioni di potenza che lasciano frastornati e del tutto annichiliti. "Sun Of Hope" si apre con l'estratto di un solenne canto da messa in latino che fa da introduzione a un riff e a un pattern batteristico che partono in sordina per poi spezzarsi e trasformarsi nella consueta carneficina sonora, che si interromperà dopo tre minuti per fare spazio alla ripresa del canto che l'aveva introdotta, il quale si estende questa volta per più di un minuto. Eccoci giunti alla metà del disco, aperta da "Perdition's Light", pezzo che inizia ferale e colmo di brutalità per poi interrompersi improvvisamente per dare spazio a quella che è l'unica parvenza melodica dell'intero disco. "Across The Qliphoth" parte con dei rintocchi di campane a cui sussuegue un riff violento e grezzo, perfettamente accompagnato da una batteria che non perde un colpo per tutta la durata della canzone, forse la più demoniaca di tutto il lotto. "Realm Of Plagues" riprende sulla falsariga di "Sun Of Hope": un canto gregoriano dalla parvenza quasi serena, seguito dalla ormai consueta esplosione di violenza. Parte al seguito di questo pezzo "Circle Of Eyes", la canzone più lunga di tutto il disco con i suoi quasi tredici minuti in cui sotto alle ritmiche martellanti e ai riff ripetuti si insinuano nuovamente canti gregoriani che offrono lo scenario di un luogo sacro prossimo alla totale distruzione. Dopo una relativamente trascurabile "Bread To Stone" prende il via la traccia conclusiva dell'album. "In Manus Tuas", canzone scritta e cantata in latino, in cui in dodici minuti si alternano una furia cieca a rallentamenti angoscianti, i quali vengono conclusi da una disperata melodia quasi operistica che chiude alla perfezione l'ascolto.
Passando ad un'analisi puramente tecnica si può notare come in questo album la potenza non vada a discapito della tecnica, che contribuisce a tessere canzoni dirette e violentissime ma allo stesso tempo abbastanza complesse e di non facile assimilazione. Le prestazioni chitarristiche di Nachash e Arioch vengono decisamente valorizzate dalla produzione perfetta per il genere che esalta anche la performance eccelsa di Necromorbus dietro le pelli, davvero indemoniato ma precisissimo nell'esecuzione. Purtroppo, come spesso accade in questo genere, il basso è pressochè inesistente ma nell'economia del disco è una "mancanza" che non si fa notare. Altra prestazione eccelsa è quella di Arioch alla voce, capace di passare da uno scream/growl diabolico a tetri sussurri o clean angosciosi, che rimarcano la grandissima personalità di cui è in possesso questo gruppo.
Per concludere direi che questo album non è null'altro che un'autentica Apocalisse, sonora e verbale, un vero capolavoro per il genere. I testi raggiungono livelli di blasfemia impensabili, non certo ignoranti ma strutturati in maniera colta e quasi filosofica, come vera e propria decostruzione di tutto ciò che sorregge le basi del Cristianesimo.
Questo è uno dei limiti ultimi della musica, una soglia di malvagità che, a parere di chi scrive, non è mai stata (e difficilmente lo verrà mai) uguagliata!
Benedictus qui venit in nomine Domine
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Informazioni
Gruppo: Hate Meditation
Anno: 2010
Etichetta: Smell The Stench
Contatti: www.myspace.com/hatemeditation
Autore: M1
Tracklist
1. Hänen Silmänsä Leiskuivat Inhoa (Tabellae Defixionis)
2. In The Eternal Night
3. Signs From Space
4. Natural Selection
5. Genetic Destiny
6. Mystic's Dream
7. The Wind Of Sorrow
8. Spiritual Awakening
9. The Well Of Leeches
DURATA: 46:39
 Dalla Finlandia ecco giungere la one man band degli Hate Meditation capitanata da Vorilhon Hyperpyron e "Spiritual Awakening" è il primo album in carriera. Bypassata la lunga intro "Hänen Silmänsä Leiskuivat Inhoa (Tabellae Defixionis)" fatta di voci filtrate e rumori vari, "In The Eternal Night" ci assale con un grezzissimo raw black metal dove lo zanzario della chitarra si colloca sopra a tutto obbligandoci ad una grande attenzione per riuscire a cogliere altri dettagli.
Il basso ovviamente non è fra gli strumenti pervenuti, ad eccezione della strumentale "Genetic Destiny" in cui paiono spuntare fuori anche synth atmosferici, lo scream invece, dai toni talvota sguaiati e molto raschiato, sale o scende di volume a seconda delle diverse canzoni. La batteria infine risulta monotona e non sempre coesa al resto ma d'altronde in queste situazioni non è una novità. A dispetto di tutto ciò però, col passare degli ascolti, è possibile percepire il filo melodico che si insinua nelle tracce fra le pieghe di un riffing poco originale ma talvolta azzeccato ("The Wind Of Sorrow"). Da censura assoluta invece i tentativi di clean vocals in "Natural Selection", stonate e fuori contesto sono davvero malriuscite. In chiusura infine si colloca una "The Well Of Leeches" che vive di una ritmica ultracadenzata tentando di differenziarsi dai brani restanti nonostante una certa linearità e ripetitività di fondo.
Dovendo giudicare gli Hate Meditation non posso che affermare come Vorilhon Hyperpyron abbia ancora tantissimo lavoro davanti prima di poter offrire al pubblico un risultato che colpisca, pur rimanendo ovviamente negli strettisimi canoni imposti dal genere. "Spiritual Awakening" in questo contesto potrà essere un'esperienza importante dalla quale portarsi dietro esperienza preziosa.
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Informations
Author: Mourning
Line Up
Antonio Ravina Da Silva - Vocals
HG Hogström - Guitar
Allan Lundholm - Guitar
Thomas Jonsson - Bass
Staffan Lundholm - Drums
Hi guys, welcome on Aristocrazia Webzine. How are you?
Hi, this is Antonio (vocals) answering your questions. Everything is alright here on our end and I’m very happy to answer to your questions.
As usual, why don't you present your band to our readers?
Circle of Chaos plays energetic, heavy as hell metal. The kind that makes you move and bang your head until there are no brain cells left.
Founded by Staffan Lundholm (drums) and HG Hogström (lead guitar). It began as a project in springtime 2008, after their former band "ABUSED" had split up just months before. Later that year, seeing that the band was becoming more than a project, they started looking for other members.
I knew the guys from before (as our bands had played together), seeing that my former band SUBCYDE was defunct and of course that I had shown an interest in playing heavy music again they asked me if I wanted to join.
We then started pre-production for some of the songs that feature in our cd "BLACK OBLIVION" at the same time we looked for more members to fill the vacating spots. In the spring of 2009 we found Thomas, former member of QUEENSWAY and a good friend of HG, to fill in the bass spot. The recording of the album actually started in may/june 2009 and as it was almost finished we finally decided that Allan (brother of Staffan) and also former member of death/black metal act CONVULSION) would join us filling in the rhythm guitar spot. This is pretty much the band right now!
Two years of life and no demos, how is the debut with a full length? Did you want people to listen to your music?
We decided to record a full length cd since we had a lot of songs and didn’t want to split it up in different cd’s. The songs fit well together and we weren’t really interested in releasing 5-6 demos and then a cd. We believe in our music and made a judgment call in releasing a full length from the get go. Of course we wanted people to listen to us and I think that giving the fans a full length cd to listen to is a good presentation of our sound and what we want to achieve.
"Black Oblivion" presented itself with its melodies, its catchy attitude and a mixture of groove and wide passages, what is needed today for giving birth to a good album?
Well, the things you just described are a good start, I’m not really the one to tell people what they should or shouldn’t do, but to me it’s very important to have good catchy choruses and cool/variating vocals.
I liked very much the heavy vein which can be found in some tracks like "Predator" or "Flag Of Our Fathers", do you have any datum point?
I’m glad you liked those tracks. To me “Predator” is also one of my favourites. I don’t really like to disclose what the songs usually are about since I want people to think for themselves and make their own opinion of it but I’m going to make an exception here for the two tracks you asked since they’re your favourites!
“Predator” is to an extent about people taking advantage of each other and with all that happened and is happening with the financial crisis (in some countries) and also on how there are people that use or want to use other people that can’t defend themselves for their own purposes.
“Flags of our fathers” is about how when wars expand into other countries and are less about a greater good like defending your country and more about profiting on resources of other countries it becomes even harder to understand and to defend the casualties of such wars.
Your line-up took form in some time, the last member is Allan. Is it so difficult today to create a serious band with everything needed to make a good album?
Nowadays (in Sweden anyway) anybody can start a band. There’re thousands of guitarist, singers, drummers, bassists but there are only a few that really are good at what they do. To find the people that are right for your band can sometimes take time and it took a bit of time for us but we’re very happy with our line-up and very excited for what’s to come!
How are your days in reharsal room? How do your songs take life? Who has the duty of taking care of the music and who takes care of the lyrics?
The songs on our album “BLACK OBLIVION” where written by HG and all the lyrics, except for “What may come” and partial lyrics on “Flags of our fathers” also done by HG, where done by me. Lately we’ve been trying to get everyone in on the writing process and Allan has written some material as well. We try to keep the song writing process open for ideas from everyone.
You are part of one of the most important scenes for the world Metal scene, Sweden is a forge that give us interesting band continuously, do you have any relation with other bands? And what do you think about the swedish movement?
We know a lot of people since we’ve been in the music scene for a while now. Yeah, Sweden has a thriving metal scene and even in the underground scene there’re a lot of bands with quality that people don’t know about.
How was "Black Oblivion" received and how are you promoting it?
Our debut cd has been well received by critics and we’re trying to sell it digitally through sites like CDBABY and ITUNES. We also have it in physical form and we try to sell it at our gigs. When it comes to promotion we try to send it to magazines, webradios, record labels, etc....
Which is the best method to spread music correctly today? To have everything immediately took off some worth to the purchases but is the situation so bad?
It’s hard to say what method is best to spread music nowadays, I think we are on the verge of (or are already there) coming over to fully digital music world. I mean look at services like Spotify, if you aren’t there then you don’t exist in the eyes of mainstream people, but on the other hand we’re also seeing an increase in sales of Vinyl records which in my humble opinion is mostly because hardcore fans like having a more exclusive physical record. Hell, I prefer having the record in my hand than having it in zeros and ones in a computer that may or may not crash but I do see the benefit in the digital services that are provided.
Live activity: are you playing around, are there any lives that will allow our readers to see you on stage?
We’re planning a tour in january that hopefully will takes us to Germany and also Sweden with Embodying the End (from Germany). As of Italy and the rest of the world, we don’t have anything planned yet, but since we´d really like to play live for our fans worldwide, if anyone is interested you’re very welcome to contact us or leave us a message on our myspace.
Is there a band which you would like to play together which? Something like a secret dream?
Each of us has one favourite band (or more) that they would like to tour with and all of those names are known names in the metal scene so to make this interesting I would secretly like to tour with something completely different to our sound, something like Tom Waits, maybe Neurosis or in our darkest dreams Lady Gaga ! Hahahahaha !
Thanks for the time spent with us, the last message to our readers is up to you.
Keep supporting our music with your banging heads and if you don’t know us check out our new cd “Black Oblivion”. Metal ‘til it bleeds – see you on tour!
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Informations
Author: Mourning
Line Up
Martin Wittsieker - Vocals
Yannick Becker - Guitar
Henrik Tschierschky - Guitar
Arne Laßen - Bass
Nicolas Becker - Drums
Their debut album "The I - Conception" is out, it's a nice MDM album, they come from Germany and I think that one day they will get what they deserve, today we are with Harasai. Welcome on Aristocrazia Webzine guys, how are you?
I think everything is going pretty good at the moment. We have lots of stuff coming up in the next few weeks, and it feels good to see how everything related to the band is slowly developing and getting bigger. Thanks for asking!
As usual, the first step is telling us something about your band.
Okay, I will go back to the very beginning and try to make it short. In 2006 Yannick (17, guitar) and his older brother Nico (21, drums) sat together and were making plans for a new band they wanted to form. They asked a few friends they knew from other bands and thus, within a short period of time, had a complete line-up. Martin (21, vocals) was also a founding member of the band and joined them right away. After playing some smaller shows and spending a great time rehearsing they managed to record two demos ("My Lake of Terror", 2006, "Begotten", 2007) and an EP, "Into Oblivion" (2008). Shortly after the recordings of said EP the band dismissed their second guitarist, Kevin, and asked me (23, guitar) to join. In the summer of 2009 we entered a professional studio (CKB studios in Essen) for the first time and recorded "The I-Conception" in - if I remember correctly - over the course of two months. Then, after doing some great shows throughout the year 2009, we kinda noticed that founding member Dave (bass) was slowly developing interests in other musical fields and did not show the enthusiasm needed for a metal band. We talked a lot and came to the decision that it's better to go seperate ways. Followed by this, we immediately asked our friend Arne (21) to play the bass and become a full member of the band. In the middle of 2010 we finally accepted the deal offered by Firefield Records, who then released the album on July 2nd. I guess the highlight of our "career" (if you want to call it that) was the gig with Slayer and Amon Amarth in 2008, which left a huge impression and was truly awesome.
The monicker Harasai comes from "Heresy", which is the heresy which inspired this choice?
These are just my two cents on this, but I think that "Heresy" finds a place in nearly all kinds of lifes' situations. Historically, "heresy" is a term that mainly refers back to the times where people were burned at the stake for doing or saying things that went against church. Today, the term isn't used anymore, but there are still lots of people who deserve to be called just that; for example for being a bad or even betraying friend. In addition, the world is full of greediness, and people tend to do everything to get money. So my interpretation of the band name is roughly a mirror of the world: You don't know who you can trust, who your friends are or who just wants your money; everyone can be a heretic to your person. I also see it as a kind of an advice: act with intelligence, see through the masks people are wearing, make decisions that are well thought out.
The first thing that I noticed listening to your album is how it sounds like it was released in the late 90s, luckily it's not too modern. Are there any albums of the 1997-2002 years which influenced your style? Maybe "Damage Done" by Dark Tranquillity?
Yeah, of course "Damage Done" was a great influence for us. When we contacted Dan Swanö he asked "Guys, is there any album that I can use as an orientation?", and we were all like "Sure, make it sound like Dark Tranquillity's "Character". So in terms of sound we're definitely influenced by the newer DT albums, which is not too true in regards of music or songwriting, although there are certain elements we find to be quite similar. You could say that the era you mentioned in your question is pretty much the generation of albums we can relate to the most. Albums like "Crimson" by Edge of Sanity, "Whoracle" by In Flames and "Slaughter of the Soul" by At the Gates are all works of extraordinary quality. We also like lots of the older stuff and sometimes embed elements of "forgotten masterpieces" into our sound. For example, listen to "The Fifth Season" by Sacrilege and you'll see what I mean. In addition to those bands we have another huge pool of influences, since we don't limit ourselves to a certain genre and listen to a lot of unusual bands that you wouldn't find in a typical metalheads' collection.
Sweden is almost an obligatory reference when you play this genre and listening to songs like "A Costant Disbelief" or the titletrack I would say that you were swedish if i didn't know you were german. How much is it difficult to have a personal style but still remaining in the style?
This is a tough call. But your question and statement that you thought we were a swedish band makes me kinda happy. Even though I don't know what a typical German band sounds like (probably The Scorpions, ha), it's good to hear that we're doing a good job playing like a full-on swedish band. In my ears we have a pretty unique style in terms of riffing, but the melodies and harmonies sound like they come straight from the late 90s. This is also underlined by the fact that Yannick uses a very individual playing technique and I needed quite some time to get used to it. This alone is something I've never experienced, and I think it gives the music a certain vibe and atmosphere that I only associate with Harasai. But despite all this I have to say that we don't sit a table and discuss about our music or develop a plan for the future, we just write songs and see what's coming out. Usually after shows, people come to us and say things like "You sound like band X in era Y, it's good to see those days are still alive." You could say that we don't want to sound like our idols, but we're interpreting their works in our own style and mix them up with some new energy.
How do you write your songs? Who writes the music and who the lyrics?
Martin writes all the lyrics and arranges them. He is constantly collecting ideas and inspiration from people, mass media, the internet or his own life and always manages to write a great text. There were and there are days where he is constantly sending me new ideas, working for hours on a single line or just looking for things he can use as a symbol or personification within the lyric. This guy's also crazy when it comes to literature, but maybe he can tell you more about it someday. The music on the other hand mainly comes from Yannick's mind, sometimes enriched with ideas from Nico (who also plays bass and guitar) and myself, but not always. There are also songs that are solely written by one of us, but this is rare. Usually we sit at home alone and doodle around, then write some ideas down and send them to the other guys. That's it. When we meet to rehearse, we play these ideas (sometimes full songs) and afterwards talk about what we like and what we dislike, then change it until everyone is satisfied. We're not too great fans of developing ideas in the rehearsal room, because for us this turned out to be very unproductive. I guess we are people who need a quiet place to compose music, not places where four other guys are talking about random stuff and drink beer. Oh well.
Which are your main lyrical themes?
If you're looking at our band page over at metal-archives.com it's "Death", but this is not the case. As I wrote in the previous answer, Martin is responsible for the lyrical side of the band. But since we're talking every day, I have a pretty good insight of what's going on in his head. So if you just ask me, the lyrics mainly deal with the problem of being your true self; of living in a dead concrete world. The idea of the title track sums it all up: People are wearing masks to be accepted, to make friends who aren't real friends, to gain an ego, to get a relationship with a loving partner. The mask helps you, because in our world you have to resemble everything but yourself to achieve your goals. This point gets also clearer if you look at our artwork. The man on the cover takes off his mask, his I-conception, and thinks what Martin wrote: "Nevermore I bear/This I-conception I created". The song can be seen as an analysis of your character and person and states: "Be yourself, despise superficial people". By the way, I hate it that the whole world is just getting more and more superficial, no one has time for anything social and most people sit at home and get their brains infused with television and the internet. Some time ago a friend of mine complained to his girlfriend that they didn't see each other enough. She was astonished and said: "What? But we see each other every day! On the internet!" Sadly, this will be the future of the human race. I think there is a kind of frustration or even desperation growing in all of us, and this and other facts drive Martin to release his anger in form of lyrics. I mean, what is left when everyone sits at home alone, only accompanied by the sweet glowing of the LCD?
You all played in different bands with different sounds, was this large range of influences useful in the composition process?
For Yannick there's only been Harasai and some shows with death-grinders Diaroe; as far as I know he's never been a member of any other band. Nico still is in Diaroe, and Arne plays in a rock band called The Bratwurst, where he also does the bass and clean vocals. Martin sang in a lot of bands; his most recent, death metallers Risoid System, have a very American sound. I for myself played for the black-thrashers Erazor before I joined Harasai and had a short intermezzo with German prog-deathers Symbiontic; both bands have a sound that's very different from our current music. I must say that this is a very complex topic, especially for me. Granted, I can only talk about my personal experiences, but coming from a completely different field of metal makes it extremely hard for me to contribute ideas that are essential to Harasai. This is also the reason Yannick is the main songwriter. I tend to compose music that sounds more like Anata than In Flames, and this makes it hard to create a coherent line within an album, so that it doesn't sound like a sampler with the same singer or anything like that. So you could say that all the influences were - at least for me - not too useful in the context of Harasai. Alas, I don't want to miss the experiences I made in all my other bands, be it songwriting in general, recording or just simple 'band life'.
How was the collaboration with Björn Gooßes from Night In Gales born?
That was easy, we just asked him! But to be a bit more elaborate: He lives in the same city as we do, and over the past years Martin made quite a few contacts to a lot of people within the local scene, this also includes the guys from The Very End (Björn's current band) and the old line-up of Night In Gales. Martin is a huge fan of both bands, and I think he was at a concert or something, just went up to Björn and said "Would you like to do a part on our album?". When we were in the studio a few weeks later, we just called him and he showed up and did a great job. That's all.
Going to the Unisound studios of Dan Swano means that you want to make a good work, I think it's not so easy for a small band like yours to make something like that, how much is it important to sacrifice something to make what you really want, especially in this world in which everyone wants everything and immediately?
Yeah, this is totally true. I mean, just look at our children: When I was young, I had a Super Nintendo and some candy, today's kids have iPhones, Laptops, cell phones and PS3s. And they still want more. But I'm getting way sidetracked here, so back to the question: Given the fact that all of us are still enrolled in university, school or have other educational obligations, it is obvious that we don't have lots of cash. In fact we're still paying the debts we made for "The I-Conception". But we wanted this album so bad and put so much effort and work into it, that we didn't want to let money get in our way, so we recorded it despite all financial problems. We think that it is very important to sacrifice anything for your goals, especially when it comes to music. It is something creative, something that comes deeply from your heart and soul, and it is something you can't buy. This alone made us work even harder at our day jobs, pulling shift after shift and spending the money on studio time. Most people today miss the sense of deep thoughts or meaningful conversations, and seek validation in the arms of the internet or the joys of consumption, thus losing all personal connections to things like music. So to answer your question: It is goddamn important!
Usually in some albums I find 3-4 nice tracks but too many fillers, luckily in yours the best songs come with other good ones. Of course you have time to gain personality and maturity, but what will be the next step?
Thanks for the compliment! In my opinion, the next step will be kind of a maturing of the material. "The I-Conception" basically has a very youthful and wild attitude, everything is like 'in-your-face' and very direct. We already have a few new songs finished, and all I can say is that the compositions got a lot more depth, but also more complexity and a rather mature vibe. Of course there are typical melodic riffs that define our sound, but everything will be more "grand", so to say. We're not talking about or even comparing ourselves with Opeth, but they are the only band that everyone in Harasai loves. And this time, all of the band members are involved in the writing process, as opposed to our debut. We'll see what's coming out.
The german scene is always producing something good and can give to some good bands a chance to make themselves more visible, how is the situation? How do you live it? Do you have some friend bands with which you support each other?
Well, the German scene is booming, but I wouldn't say that it gives a lot of chances. You can never achieve anything through good or well-written music. No. It's all about connections and/or money. A good band without connections won't make it big here, a band with lots of money playing shitty music will headline all concerts. It's that simple, and unfortunately there is nothing you can do about it. Look at a German band like Centaurus-A. They're fucking awesome. But after their debut album came out, nothing happened. What is this? I will never understand it. As I said earlier, Martin is the guy who is pub/disco crawling nearly every weekend. He manages and organizes the band and does the booking. The fact that we have - in comparison - lots of gigs is due to the fact that Martin works his ass off and writes millions of e-mails and makes thousands of calls a week. And even though he does this, we're still a relatively small band, because we don't have the money for buy-ins or a proper booking agency. Luckily, we have a lot of said friend bands. We meet relatively often, party and do lots of concerts together, also pushing ourselves to new levels of songwriting, creating a kind of competition. We even critizise our songs and give advice to each other, so it's a very relaxed atmosphere. We don't take us too seriously, so it's okay. Next week we're even going on a small self-organized tour through Poland with one of the closest of our band friends, Kadavrik.
What do you think about the today metal scene? Good and bad things, or something which you miss compared to the past?
I think that todays' scene is worse, only because of the internet. I mean you can hear and rip everything, and I mean EVERYTHING, within seconds. Music lost its character of being culture good or special, because everyone has instant access to all bands that are in the Metal Archives. I know lots of people who sit at home and download like 50 albums a day, giving them a spin once and then press "Delete". I don't get it. Sure, I also use the internet to listen to new bands, but at least I buy CDs, HEAR them, and try to understand or interpret the lyrics if they have an appealing topic. The internet is the McDonald's of the music industry. Positive points are the flood of information about nearly every band and the fact that there are still people out there doing fanzines or blogs. Online fanzines often have a much edgier style and can write things that the big print mags can not, so I regularly read lots of them. Other than the fact that music is currently being degraded to a fast food feast, I don't think that lots of things have changed over the past. Also, I don't consider myself a member of the local or any scene, so my take on this is rather one-dimensional.
How is the promotion of "The I-Conception" going? Will you make a tour to bring you music on the stage?
Our label is doing a great job promoting the CD, and we already had articles in magazines like the German Rock Hard, Legacy and Blast!. In addition we lead an internet campaign and have ads in nearly every print media that's related to metal. So you can say it's going well. I heard that our distribution partner, Twilight, is nearly sold out and we have to do a second pressing in the near future. A tour on the other hand is also something we always wanted to do. It's our big dream to go on a full-on tour through Europe or America (or both?). But so far we don't have any offers and/or the money. Until then we do lots of single concerts all over Germany and even play a festival in Switzerland (together with Vader, Gorgoroth and more) on new year's eve.
Do you have a positive and a negative experience which made you improve your live shows?
For us, there is no such thing as a "negative live show". We try to give everything when we're on stage, and it doesn't matter if there are 5 or 500 people standing in front of the stage. Sure, you can always improve things and learn a lot from bad or unresponsive shows, but I think our previous experiences in other bands give us the self-esteem needed to go nuts on stage or do crazy stuff. We've had stage-divers, people who sang along, moshers, circle pits, walls of death; virtually everything you can imagine. I think we wouldn't have made these experiences if we were boring the fuck out of the people watching us. Also, those guys were paying money, so we always have the obligation to provide the best show possible.
Can you say three bands with which you would like to share the stage? And another non-metal one that you'd like to open to?
As I'm doing this interview alone, here are my personal choices. I picked bands that fit into the context, because a band like Disgorge or something is nothing Harasai could play with, style-wise. I'm also not a huge fan of the obvious choices like In Flames or Dark Tranquillity.
1. Opeth
2. Dead Eyed Sleeper
3. Fragments of Unbecoming
Non-Metal: Alcest. And if that doesn't count as non-metal: Porcupine Tree!
Are there any confirmed dates to tell to our readers?
Sure, just check our myspace-page! But there's nothing confirmed in Italy yet. Feel free to book us, we play anytime!
Thanks for the time spent with us, I wish you all the best. The last message to our readers is up to you.
Thanks to you and the Aristocrazia Webzine for the interview!
We hope that we're going to play in Italy someday and until then we want to thank everyone who gives us a listen or supports us in any other way!
Cheers!
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Informazioni
Gruppo: Pestifer
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/pestiferbe
Autore: Mourning
Tracklist
1. Age Of Disgrace
2. Contagious
3. Sleepless Century
4. Forsaken Flesh
5. Tentacles of Damnation
6. Mind Control
7. Betrayal Of The Light
8. The Worm
9. Carcinogenic Matter
10. Involution Process
11. The Clue, the Lie And The Death
DURATA: 43:00
 Non so se vi sia mai capitato di ascoltare più di una volta un disco e chiedervi: questi ragazzi son senza contratto?
E' quello che più volte mi sono domandato senza trovare risposte (o meglio ci sarebbero, le conosciamo ormai tutti purtroppo) facendo girare il disco dei belgi Pestifer nel mio stereo per una settimana intera a ripetizione.
In una marea di puttanate technical che copiano i Necrophagist, con produzioni siliconate e pompaggi della Madonna, c'è ancora chi per fortuna coniuga l'uso dello strumento evidenziando un'abilità compositiva nel creare "BRANI" con la brutalità della vecchia scuola.
Atheist, Pestilence, Cynic e Death sono nomi che si possono scomodare e a cui i Pestifer se fossero usciti magari due decadi fa sarebbero stati accostati, è quella la via che hanno deciso di percorrere e lo fanno con bravura.
Non ci sono smanettate o seghe strumentali ma una serie di riffs incalzanti, efficaci, pregni di acidità, costruiti con senso per fornire agli undici episodi interni al debutto autoprodotto "Age Of Disgrace" una forma canzone che sia riconoscibile e non un accumulo di stronzate inanellate solo per far gasare qualche adolescente dedito all'onanismo veneratorio sfrenato.
Non so se certe band death si siano accorte di esser più ridicole dei Dragonforce e cazzo ce ne vuole per cadere così in basso.
Riescono comunque a essere orecchiabili pur mantenendo costantemente alta la dose di varianti e soluzioni a incastro che permettono al songwriting di risultare completamente sciolto e libero, pezzi come "Forsaken Flesh", "Mind Control" e "Involution Process" rendono chiara l'idea a tal proposito.
Le dinamiche raggiungono l'apice della loro spaziante capacità in "The Clue, The Lie And The Death", altre invece sono le tracce che fanno risaltare ancor più il valore di un riffato che in certi frangenti ha dello stupendo vedasi "Contagious e "Sleeples Century", di che godere non manca di sicuro.
I Pestifer sono puntuali come un orologio svizzero e quando vogliono martellano come fabbri, le chitarre di Emerson e Antoine (buone anche come soliste) erigono con il drumming di Phil un muro sonoro in cui il basso di Adrien, più alto nel mix, ottiene un ruolo di rilievo con libertà d'azione annessa, vi ricordate il bass playing di Steve Di Giorgio in "Individual Thought Pattern"? Beh la storia è più o meno quella, dietro il microfono poi, la voce di Jérôme, un growl medio/alto indovinato per il tipo di proposta, non fa che infuocare ancor di più l'atmosfera.
La produzione è l'arma in più di "Age Of Disgrace", possiede quello stile retrò anni Novanta ed è qualitativamente molto più che discreta, chiara al punto da agevolare la visibilità sia dei singoli, sia del complesso sonoro.
Fatevi un giro sul myspace della band e se voleste ordinare una copia del disco contattateli direttamente, è uno di quei lavori che ha tutte le carte in regola per entrare a far parte della vostra collezione.
Label datevi una sveglia, please.
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Informazioni
Gruppo: Undivided
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/undivided1997
Autore: Mourning
Tracklist
1. No Hope
2. Thanks For Nothing
3. Don't Come Near Us
4. Caught On The Outside
5. American Burnout
6. The Time Is Today
7. You're Just A Memory
8. Left To Rot
9. Until Death
10. Welcome Home (bonus track)
11. One Thing I've Got (bonus track)
12. Vendetta (bonus track)
DURATA: 31:42
 Gli Undivided fanno parte dell'underground americano sin dalla seconda metà degli anni Novanta, la band si era sciolta nel 1998 per poi riformarsi nel 2006, dei founder è rimasto in line-up solo il cantante chitarrista Dante Scioscia in passato membro delle realtà death metal newyorkesi ormai scomparse Mutilation e Decomposed supportato dal trio composto da Max Velez (basso, voce), Frank Vaturina (batteria) e Nick Koykas (chitarra).
Nel 2009 dopo aver rilasciato un solo ep omonimo esce "Until Death", il sound della band è un thrash/crossover dove il groove è componente fondamentale del massiccio corpo sonoro, talmente pesante che se non fosse per l'attitudine di base meno estrema in certi casi sembrerebbe proprio di aver a che fare con gli Obituary.
Il disco è di quelli vivaci e indiavolati, contate che dodici pezzi durano poco più di una trentina di minuti, quando si parla oggi di core molti pensano a quei prodotti carichi di break down, lasciate perdere, questa è altra storia che attinge prettamente dal passato con influenze Slayer più che percettibili e una vena stradaiola hardcore che ricorda grandi nomi come i D.R.I. e gli S.O.D., certo gli Undivided concedono un ampio spazio ai solchi groove profondi ma questo può essere solo un vantaggio dato che da vita a un connubio semplice ma esaltante.
Brani come l'accoppiata d'apertura "No Hope", "Thanks For Nothing" rappresentano in toto quello che il platter ha da offrire, il reparto vocale alterna una tonalità aspra e severa con un'altra più vivace e punkish, le chitarre inanellano un riff dietro l'altro passando da splettrati veloci a ritmiche frantuma ossa riuscendo a mantenere le due nature sempre in costante contatto senza che l'una diventi un peso per l'altra.
"Caught On The Outside" è un macigno, pesante e prorompente, "American Burnout" n'è il contraltare, parte in quarta sfruttando la sua breve vita per mantenersi su tempistiche più accelerate.
L'ombra di "Criminally Insane" si adagia su una "You're Just A Memory", quest'aspetto non toglie comunque il piacere di scapocciarci su e la voglia di farsi spezzare il collo dal girare vorticoso continua con "Left To Rot", gli Undivided hanno intatto lo stile e il modo di esporsi delle formazioni del finire anni Ottanta, primi Novanta zero fronzoli e tante bastonate, inutile girarsi i pollici se puoi colpire duro sapendo come fare e "Until Death", titletrack dell'album, incarna perfettamente questo modo di far musica.
Le ultime tre canzoni sono inserite a titolo di bonus tracks, "One Thing's I've Got" è quella che mi ha più preso ricordandomi alcune soluzioni Biohazard.
E' decisamente un lavoro riuscito "Until Death", chi segue la frangia thrash/core più ruvida non si lasci scappare quest'uscita, peraltro sembra che gli Undivided siano già in procinto di elaborare un nuovo disco quindi a breve si potrebbe avere materiale fresco con cui trastullarsi, non ci resta che attendere e rimandare on air "Until Death" ancora una volta.
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Gruppo: Benighted In Sodom
Anno: 2010
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: www.myspace.com/benightedinsodom
Autore: Mourning
Tracklist
1. An Angel Circles The Drain
2. Dreamscape Overdose
3. Liquid Flowing From A Slashed Wrist
4. Nightshade & Arsenic
5. Solarium
6. The Surrogate
DURATA: 49:11
 I Benighted In Sodom non sono più una scoperta, ormai da tempo si sono rivelati come una solida realtà black metal devota a una tipologia di sound che fa di atmosfere oppressive e maligne uno dei punti cardine.
"Hybrid Parasite Evangelistica", originariamente registrato nel biennio 2008-2009, è uscito adesso sotto Solitude Productions.
La cosa che mi ha colpito è che aspettandomi l'ennesimo disco depressivo e moscio (non sono un amante del genere) mi sono dovuto ricredere perché quest'album ha all'interno dei passaggi molto vendicativi, astiosi e per quanto il riffing sia tendenzialmente portato a creare un ciclico ripetersi più o meno allungato tali sensazioni fanno sì che in più momenti la cattiveria insita riesca a trovare sfogo, "An Angel Circles The Drain", opener dell'album, n'è buon esempio, oltre a essere uno dei tre brani non inserito in lavori passati.
Sì perché chi conosce la discografia della band statunitense noterà che quattro pezzi facevano già parte di uno split a tre, "Beauty, Darkness, Chaos" che vedeva fra l'altro partecipi gli italiani Frostmoon Eclipse, fra i quali spicca "Liquid Flowing From A Slashed Wrist" trascinata all'inverosimile, agonizzante in certi frangenti striduli quasi a voler sottoporre l'ascoltatore a forzata prigionia sonora, i momenti rarefatti rendono più di quando calca la mano in verità, così come avviene in una "The Surrogate" che ha però delle scelte melodiche alquanto scialbe e a tratti sciatte.
Apprezzabile lo strumentale malinconico "Nightshade & Arsenic", lavoro fine di synth, chitarra acustica in primo piano che sembra dare forma a un terreno addio.
Tirando le somme questo "Hybrid Parasite Evangelistica" è un disco più per fan incalliti che altro, continua nell'immettere linfa al percorso sofferente e malsano che i Benighted In Sodom hanno iniziato a tracciare sin dalla prima opera pubblicata possedendo degli spunti notevoli ma altrettanti momenti di vuoto che lasciano un po' d'amaro in bocca.
Chi possedesse già lo split citato antecedentemente non credo sentirà un bisogno impellente di comprarlo eppure i tre episodi in aggiunta sono probabilmente la miglior cosa che quest'album possa offrire, d'altro canto chi apprezza l'operato di Matron Thorn troverà come sempre pane per i suoi denti (discorso che vale anche per coloro che ascoltano abitualmente gente come Leviathan, Krohm e Xasthur) e non sarebbe pertanto un acquisto da escludere a priori.
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Gruppo: Angels And Enemies
Anno: 2010
Etichetta: Apollon Records
Contatti: www.myspace.com/angelsandenemies
Autore: Mourning
Tracklist
1. Harlekin
2. Herbst
3. Bei Nacht (Die Meute)
4. Augenblicke
5. Im Herzer Den Bringer Des Lichts
6. Schweigen...
7. Schall
8. Ad Fontess
9. Vollendet
10.Verloren (Lass Mich Hier Pt.1)
11.Morgen Ist Tot
12.Ein Neuer Anfang (Lass Mich Hier Pt.2)
DURATA: 47:51
 Ascoltato un album metalcore ascoltati tutti? In linea di massima purtroppo è così, le soluzioni sono sempre le stesse ripetute come una lezioncina da svolgere nel migliore dei casi almeno provando di conoscere e saper interpretare lo stile con devozione e un pizzico di grinta.
Gli Angels And Enemies sono un combo di Colonia che finisce di diritto nel suddetto calderone, cantano in lingua madre come i Callejon, sfruttano il sound di Gothenburg del versante più moderno come esibito in maniera molto buona negli ultimi anni dai greci Nightrage e il verbo di Unearth e As Lay I Dying sembra identificarne il carattere.
L'album è catchy, melodie di facile presa e prestazione muscolare da parte del drummer che offre una prestazione varia, possente e che supporta alla grande il muro di riff che le chitarre costruiscono, non mancano le occasioni dove il groove si mostra imponente come in "Augenblicke" e la dedizione allo swedish style s'innesca sin dall'opener "Harlekin" con "Schweigen..." che si candida a essere una delle hit del platter con pulizia e potenza che confluiscono in una canzone che evita lo sputtanamento non inserendo orpelli che avrebbero potuto arrecarle danni vedasi clean vocals, cosa che mi sarei risparmiato volentieri in "Vollendet".
Fra ritornelli da cantare e uno svolgimento che si relega fra barriere sonore ristrette, dato che il range d'ascoltatori è limitato agli appassionati dell'ultima ondata melo-death e i drogati di metalcore, gli Angels And Enemies hanno il buon gusto di non inserire la solita pappardella che si tuffa nel deathcore fatta di breakdown scontati ancor prima di venir eseguiti, continuano a macinare su un percorso conosciuto ma che almeno mette in mostra una discreta coerenza non saltando di palo in frasca come spesso avviene in questo tipo di release che o sono talmente standard e piatte da poterle usare come fermacarte o inserirebbero dentro pure il clavicembalo se andasse di moda per stipulare un contratto con una label scendendo pure a livelli più infimi e pop (chi ha detto Sonic Syndicate?).
Discreto il tentativo nella finale "Ein Neuer Anfang (Lass Mich Hier Pt.2)" d'innestare un richiamo classico portando a casa un risultato positivo che senza infamia né esaltante lode fa sì che il platter si concluda senza avermi causato eccessivi danni neuronali.
Pur essendo un amante sfegatato dell'era di Goteborg e delle sue band, riuscendo anche ad apprezzare i lavori moderni e alle volte tendenti al metalcore, non posso far altro che indirizzare verso l'ascolto di "GTTKMPLX" solo quelle due precise categorie di fruitori citate nel testo.
I restanti possono pure evitarselo, per quanto non sia male è come aver passato cinque ore seduti in classe con la sfortuna d'avere a seguire le ore di recupero che ti ripeteranno ancora una volta la stessa solfa, a lungo andare sfianca.
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