lunedì 3 settembre 2012

CHRONOSPHERE - Envirusment


Informazioni
Gruppo: Chronosphere
Titolo: Envirusment
Anno: 2012
Provenienza: Grecia
Etichetta: Athens Thrash Attack / Eat Metal Records
Contatti: myspace.com/chronospheregr
Autore: Mourning

Tracklist
1. Thrash In Cold Blood
2. Light Leading Maze
3. Never Better
4. No Evidence
5. Hypnosis
6. Genetically Determined
7. Envirusment
8. War Infection
9. Shark Attack [bonus track, demo]
10. Hypnosis [bonus track, demo]

DURATA: 36:14

Diciamocela tutta, a noi metallari non va mai bene un cazzo, con l'ultimo Testament un po' insipido e il nuovo Kreator che spacca la critica con affermazioni contrastanti che vanno da "capolavoro di uno dei pochi old school act ancora rimasti coerenti" a "queste melodie hanno rotto le palle di brutto", quando si ascolta thrash sembra che si riesca sempre a trovare un motivo o per prendersela con le leve odierne (cosa ci si attende da gente che ha vent'anni adesso?) oppure per menarla a qualsiasi vecchia gloria si sia riformata o abbia prodotto un disco dopo il 1995, si può? A quanto pare sì, che noia però.
La premessa era doverosa dato che mi sto accingendo a scrivere dell'ennesimo disco thrash che non cambierà nulla, non sposterà una virgola all'interno del panorama ma suona fottutamente bene, offre musica di buon livello e sfoderando una prestazione corale decisamente derivata da gente come Slayer, Testament ed Exodus mostra di avere gli attributi e la grinta per girare più volte nello stereo.
L'album è "Envirusment" e la band è quella greca dei Chronosphere.
Il quartetto greco nato come Homo Sapiens nel 2011 ha modificato il proprio monicker dopo aver prodotto un solo demo e del nucleo embrionale di musicisti sono rimasti solamente il cantante chitarrista Spyros e il bassista Vaggelis Nanos, la line up si è completata con gli ingressi di Panos Tsampras alla chitarra solista e Thanos Krommidas a percuotere le pelli.

Thrash muscolare, gli ellenici non vanno di fioretto, ci sono un paio di sciabolate nette e prestanti pronte a spaccare schiene, la situazione viene esplicata in maniera cristallina dalla scoppiettante coppia di canzoni poste in apertura: il minuto e mezzo di pura violenza di "Thrash In Cold Blood" di pura violenza e "Light Leading Maze" dove concetti quali "killer riff" e "batteria a martello" vengono ripetuti avendo a disposizione questa volta una maggior durata e una dinamica più ampia.
"Envirusment" è un lavoro al quale piace mantenere frequentemente i ritmi a manetta, i momenti in cui si percepiscono rallentamenti servono unicamente da fase di preparazione per l'accelerazione successiva, o per dar modo a Panos di esibirsi in assolo e il chitarrista sfrutta particolarmente bene tali occasioni, a esempio ascoltate quello trascinante di "No Evidence", il lead in di "Hypnosis" e il lead out di "War Infection", sono solo alcuni dei frangenti nei quali dimostra di saperci fare.
Se dovessi porre una domanda a Spyros, probabilmente gli chiederei quali sono i suoi cantanti preferiti e nella risposta credo sarebbe inevitabile riscontrare la presenza di Chuck Billy in quanto l'impostazione e l'approccio del cantato sia più e più volte similari e onestamente davvero azzeccati. La sua prestazione aggiunge valore ai pezzi e in un album che su dieci tracce, tenendo conto di qualche alto e basso, non prevede la presenza di filler direi che è come la ciliegina sulla torta.
La produzione, dopo aver dannatamente sofferto ingurgitando plastica dalla ultime release di casa Nuclear Blast prodotte con lo stampino, è una sana boccata d'aria, è reale, magari non del tutto perfetta ma garantisce l'intellegibilità strumentale e le chitarre non sono "finte" come quelle di Guitar Hero.
I Chronosphere non scherzano, un debutto del carattere di "Envirusment" non potrà che essere accolto a braccia aperte da coloro che adorano il genere, quindi aprite il cassettino del lettore, infilate dentro il cd e che thrash sia! 

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CHOWDER - Passion Rift


Informazioni
Gruppo: Chowder
Titolo: Passion Rift
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti: facebook.com/chowderdoom - myspace.com/chowderbaltimore
Autore: Dope Fiend

Tracklist
1. Mysterioid
2. The Innsmouth Look
3. Salt Creep
4. Passion Rift
5. Insidious
6. Head Full Of Rats
7. Mazuku
8. Custody

DURATA: 50:23

All'interno della scena Doom, il nome di Josh Hart non è tra quelli totalmente sconosciuti: il polistrumentista americano è infatti colui che manovra il basso negli Earthride ed è stato in forza anche a formazioni come Revelation e Unorthodox.
Il progetto Chowder nasce nel 1992 ma è soltanto nel 2006 che debutta con un demo e un EP autotitolati per poi giungere, nel 2012, all'uscita del primo full, "Passion Rift".
Il nostro buon Josh, coadiuvato da Doug Williams al basso e Chad Rush dietro le pelli, questa volta si fa carico dell'utilizzo di chitarre, sintetizzatore, mellotron e theremin in questo album che la label nostrana I, Voidhanger ha saggiamente deciso di produrre.
L'apertura è affidata ai risvolti astrali ed onirici di "Mysterioid" che, con la sua inebriante aura ritualistica, ci trasporta in un altro mondo, nel mondo rarefatto e inquieto dei Chowder, un mondo in cui non potremo più utilizzare la realtà a cui siamo abituati come parametro di paragone.
Al pari di un caleidoscopio, il disco è estremamente sfaccettato e pezzi come "The Innsmouth Look", "Insidious" e "Head Full Of Rats" sono caratterizzati da un approccio devoto al versante più classico, oscuro e penetrante del Doom, il quale viene allungato con splendidi inserti lisergici; come avremo modo di comprendere, nonostante lo stile del trio rimanga sempre piuttosto "semplice", l'eclettismo compositivo è evidentemente una componente fondamentale nel songwriting del gruppo.
I momenti più particolari ed interessanti sono sicuramente rappresentati da "Salt Creep" (che pare avvalersi di un'anima decisamente vivace), dalla lunghissima titletrack e da "Mazuku": le strutture sono indiscutibilmente un retaggio degli anni Settanta e si dispiegano grazie ad intrecci di divagazioni legate al Rock progressivo ed occulto e ad elettrizzanti momenti più muscolari, senza comunque mai tralasciare del tutto un incedere pesante indubbiamente debitore al Doom in senso stretto.
Ora tento di farvi capire un po' meglio di cosa io stia parlando: immaginate un grosso calderone in cui siano stati frullati Rush, King Crimson, Reverend Bizarre, Black Sabbath, Saint Vitus, qualche pizzico dell'aura nera dei Coven, lievi rimandi al primorde movimento Dark, psichedelia e alcuni momenti di aridità Stoner... ecco, ora potete esservi fatti un'idea di cosa troverete in "Passion Rift".
Dubitate che un simile guazzabuglio di influssi musicali possa essere combinato senza risultare disomogeneo e poco coerente?
Certo, sulla carta non è di certo un groviglio semplice da gestire ma i Chowder amalgamano il tutto con naturalezza e, ascoltando la conclusiva "Custody" (facilmente segnalabile come una sorta di summa della proposta), sono convinto che ve ne renderete conto.
Una piccola avvertenza: il disco è del tutto strumentale (se escludiamo un paio di brevi samples vocali) e, pertanto, richiede una certa attenzione all'ascoltatore oltre che, naturalmente, una predisposizione ad assimilare sonorità che comunque sono "pesanti" per loro natura.
Forse l'utilizzo di un cantante che rafforzasse e incentivasse l'esplosione dei pezzi avrebbe potuto aiutare ma, personalmente, ritengo che "Passion "Rift" sia ottimo anche così.
Thumbs up, bella prova, ragazzi!

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SIX BREW BANTHA - Six Brew Bantha


Informazioni
Artista: Six Brew Bantha
Titolo: Six Brew Bantha
Anno: 2012
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: sixbrewbantha.bandcamp.com - sixbrewbantha[at]gmail.com
Autore: ticino1

Tracklist
1. Perpetual Debt
2. Violence Fuels Hatred
3. North Fucking Korea
4. Fisgard Block Party
5. Governmentality
6. Prolong The Program
7. Faceless Power
8. Blank Expression
9. Will Of The Sane
10. From Vice To Crutch
11. Conquering Mind
12. Media's Portrayal
13. Destructive Energies
14. Anti-Music
15. Led To Slaughter
16. Brought Up Bitter
17. Humanufactured

DURATA: 21:46

Il British Columbia è il forziere contenente alcuni dei giacimenti fossiliferi più importanti che documentano l’evoluzione sul nostro pianeta. I Six Brew Bantha preferiscono gli strumenti musicali al martello da geologo; sapete però che cosa hanno in comune queste due cose? Entrambe sono perfettamente adatte a pestare.

Questi signori canadesi pestano eccome. Testi critici pieni di rabbia, scale che spaziano dal grind classico al punk, dal buon vecchio hardcore al math… non temete la noia: i Six Brew Bantha la scacceranno. Ideali, ma che ideali avete? Quelli degli altri o i vostri? Siete religiosi o vivete il vostro credo tanto perché qualcuno ve l’ha imposto? Sono tutte domande che vi saranno poste. Passerete l’esame?

Una voce secca, rauca e incazzata v’investe con protesta, provocazione, rabbia, violenza e astio. A volte se non si riesce a cambiare la società o tutto quello che ci circonda, lo sfogo è la terapia migliore per non impazzire completamente.

Non importa se voi ascoltiate punk, metal, grind o hardcore. Assaggiate l’offerta dei Six Brew Bantha. Sono convinto che molti di voi saranno soddisfatti dal boccone provato.

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SFERI - Sound Of The Spheres

Informazioni
Artista: Sferi
Titolo: Sound Of The Spheres
Anno: 2012
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: sferi.bandcamp.com
Autore: ticino1

Tracklist
1. Merkur
2. Venera
3. Zemja
4. Mars
5. Jupiter
6. Saturn
7. Uran
8. Neptun

DURATA: 84:22

È incredibile che cosa si possa scoprire passeggiando sulle rive di quella corrente chiamata Internet... Sferi è uno di quegli incontri che portano la mente a girovagare libera e leggera nello spazio. Ditemi pure che ho la testa fra le nuvole.

Questo progetto, che proviene dalla Macedonia se ho capito bene, ci presenta un doppio CD limitato a cinquanta copie che è totalmente basato su un concetto dedicato ai pianeti del nostro sistema solare. L’artista precisa sul suo sito che ci sono due misure principali cui paragonare opere atte a illustrare in un modo o nell’altro i corpi celesti: per primo Gustav Holst, pittore che ha dipinto quegli astri attraverso la sua fantasia e anche basandosi sul loro ruolo nel folclore; secondariamente i suoni astrali ripresi da Voyager durante la sua missione siderale.

Personalmente sono molto colpito da questo lavoro che premette una grande conoscenza musicale. Incontro passaggi che ricordano molto i Pink Floyd degli esordi, sprazzi di World Music, l’ossessione di pezzi sperimentali come li suonavano anche i Goblin e tanto più. Ogni pianeta ottiene così la sua identità sonora, la sua traccia immaginaria e a volte ossessiva che non lascerà dimenticare facilmente questo disco atmosferico autoprodotto. Quello che può sembrare sconcertante, deprimente o sorprendente, non è null’altro che una sequenza del viaggio da una sfera all’altra, dal Sole all’estremo del nostro sistema. Ognuno di questi granelli di universo vi mostrerà il suo viso e, come per le persone, potrà piacervi o meno. Nessuno di loro è davvero ospitale, obbligandovi così a continuare il vostro vagabondare nelle profondità del nulla.

Sì, questa colonna sonora astronomica è dedicata solo ad ascoltatori scelti che sono capaci, senza pregiudizî, di aprirsi a una visione alternativa del nostro universo e a un’interpretazione coraggiosa delle profondità siderali. Non c’è che dire: quest’artista realizza senza compromessi un progetto, con tanto di capo e di coda, di non facile sviluppo.

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LOTUS CIRCLE - Bottomless Vales And Boundless Floods


Informazioni
Gruppo: Lotus Circle
Titolo: Bottomless Vales And Boundless Floods
Anno: 2007
Provenienza: Grecia
Etichetta: Nykta Records
Contatti: myspace.com/lotuscircleofficial
Autore: Insanity

Tracklist
1. Untitled
2. Untitled
3. Untitled

DURATA: 41:51

Dei Lotus Circle abbiamo già parlato recentemente grazie al loro ultimo parto "Caves", ciò che esamineremo questa volta è il primo disco della band greca, "Bottomless Vales And Boundless Floods" del 2007.
Siamo sempre a cavallo tra Black Metal e Drone, la creatura nata dalla fusione di questi due generi è come al solito qualcosa di disturbante e se paragoniamo i due full possiamo notare che se in "Caves" il sound era claustrofobico, in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più improntato alla follia: l'uso di soluzioni più rumoristiche e fastidiose (in senso buono) fa sì che l'ascoltatore si trovi in un caos malsano fatto di distorsioni taglienti come rasoi. Ciò diventa evidente specialmente nella seconda delle tre tracce senza titolo, dove si raggiungono livelli di disturbo non indifferenti. L'effettistica è discretamente varia, se il primo brano possiamo accomunarlo all'altro disco per l'ossessività che la caratterizza, l'episodio conclusivo ci propone distorsioni che suonano vagamente come macabri rintocchi di campana accompagnati dalle solite urla da brividi.
Come già detto nella precedente recensione i Lotus Circle non portano nessuna innovazione, l'ascolto è consigliato a chi ama questo stile per quello che è: la claustrofobia messa in musica, una lunga (ma neanche troppo) e piacevole tortura per i neuroni. Se invece siete tra quelli che ritengono che sia sempre la solita solfa senza un minimo di inventiva statene pure alla larga, non troverete nulla che vi farà cambiare idea, d'altronde non è musica per tutti.

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MAMMOTH MAMMOTH

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CASINO 13 (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Fedaykin/Insanity

Line Up
Dave McEvoy - Guitar And Vocals
Thomas Agar - Drums
Pardeep Bhachu - Guitar
Drake Kelly - Bass


In the already rich roster of British rock bands, the rock-act Casino 13 can undoubtedly be considered an added value; their debut album, named after the band and reviewed on our website, has been released not long ago. Let's get in touch with them to familiarize with their world.

Welcome on Aristocrazia Webzine, how are things going over there? Here in Italy the hot weather is killing me...is it the same there?

Dave: Hello and thank you, the weather here in the UK is brutal, wind and rain in July... Probably the worst summer I can remember in a long time... It feels like winter never ended [laughs].


Let's start with the basics; who are Casino 13, why did you choose this name, what are your past musical experiences and do you have any other musical project going on, apart from Casino 13?

Casino 13 is myself Dave McEvoy (vocals and guitar), Thomas Agar (drums), Pardeep "Sunny B" Bhachu (guitar) and Drake Kelly (bass). We were all involved in the heavy metal scene in London previously, I was in a band called Social Head Removal with Drake and Thomas was in a band called Feral... Both bands played a lot of shows in London and the UK and Sunny B did a bit of session work previously and used to come to S.H.R. shows, that's how I met him and he ended up filling in on lead guitar at our last show, that's how we all know each other from the London Metal scene and each others previous bands.
We all wanted to try something different to what we were used to with this band as far as doing something more focused in the standard rock'n'roll genre. The name Casino13 really doesn’t have a deep meaning... I used to get bored and annoyed with all the online Casino web adverts that used to pop up all over everyones computers when I was trying to go online etc., so Casino was in my head for a while... Plus I like “Casino”... It really could describe any type of music, the "13" is silent as casino.com or onlinecasino.com etc were all taken online so for our Facebook, myspace and website etc the 13 is just there for the address to exist [laughs].



Punk, heavy, vintage rock and a touch of southern; apparently your music has many influences. How did you decide that this was the right way to convey your music? Are you inspired by any bands in particular?

Amm... I don't really know how to describe our music properly as I believe it is always up to the listener... I listen to everything from Bob Dylan, Neil Young, Springsteen, Guns N Roses, Social Distortion, The Clash, Pantera, Metallica, Lamb Of God, Johnny Cash, Hank Williams... we are a guitar based band and I particulary like guitar based music but it's all good you know... I think it was Zakk Wylde who said there are only 2 types of Music... Good or Shit and I like good music... we all listen to so many bands they all have influenced us on some level. I have been told we are a Metal band, I have been told we are a Rock band and I have told we are a Punk band... As long as people enjoy Casino and come to our live shows and enjoy them then we are happy.


I find that "Blessing In Disguise" has a vague taste of grunge, and in "Without You" your music travels back directly to the fifties; the central part of your album seems particularly tuned on an emotional key. Has this been your choice since the beginning or was the tracklist modified while your work was in progresS?

That's just an accident then I guess... "Without You" is a slow track and it's the only song on the CD that has a clean guitar sound on it, we all like the song but it just works better at the end of the CD, I was listening to a lot of fifties stuff at the time I wrote it and wanted to have a song like that on our CD as I love that whole era and wanted to salute it I guess it’s our “hats off” to those fifties love songs...
Blessing in Disguise just seemed to fit the middle of the album, I think the structure and mood of any song has to be reflective in the lyrics.... It’s like the opener "Good Friends And Alcohol" has a happy, fun blues rock riff to it, so good time lyrics work best with it... A love song would just not work with that riff (laughs), once the tracks were mixed we all sat in the studio and listened to them one after the other and we all pretty much had the same running order in mind so we went with that.



With so many ideas in your head and so many sources of inspiration, how did you find your way through? In your opinion, what are the best situations to write music and lyrics? Does each member of your band have a precise role in the writing process or is it a collective effort?

Well for me when I am in a good mood I play guitar and when I am in a not so good mood I write lyrics so it goes from there. With the band I will usually bring in a song that's almost done and play it to the guys, they jam on it and we see if it's a song that will work... Once they start putting their marks and touches around it it becomes a Casino song but we are selective, we had 13 songs going into record and 9 ended up on the album which was our choice. We decide if the song will have a solo and the backing vocals etc. and generally tighten the whole thing up, we write very fast so it comes very natural and organic to us. The drums and bass add so much to the track and we work on the feel of the verse and the chorus. It’s a very natural way of putting a song together but it is all about the feel in the room if it gets us all going or interested we go with it and Sunny B’s guitar adds so much to the process, he has a very unique way of adding the other guitar to the song as working around the riffs rather than just copying what is already there plus his solo’s are always so great... He can shred with the best of them but he always does whats best for the individual song.


This impetuous, alcoholic way of making music is somehow becoming popular, and for many aspects this can be seen as positive, for it is still very rare to find a standardized product in this specific field and often you can really feel the passion and the involvement of the bands. Of course you have an inside point of view on the matter, so I ask you: what do you think this trend depends on?

Impetuous alcoholic way of making music, I’m not aware of that trend, I can only speak from our way of making music... In every band I have been in we usually have a few beers at rehearsal and we mainly play in bars and clubs so the alcohol kind of goes with the territory I guess, but not when we record in the studio... Then it's coffee all the way all the time.


A couple of songs from your new album are particularly fit to be broadcast by radio, and I'm thinking specifically to "Dragging It All to the Grave", with its convincing and captivating chorus; have you tried to spread your music through radio stations? Here in Italy, unfortunately, the quality of the main national stations is quite low, and, were it not for a handful of local stations or web-radios, it would be very hard to listen to any music beyond the concept of "hit parade" or "mainstream pop".

Funny you picked "Dragging It All To the Grave" as we hope to do a proper music video for that song very soon but right now we put up some live footage of it on our youtube page... We haven’t tried with UK radio as the stations here are the same as yours, it sounds like all Hit Parade, X Factor Pop stuff or all the auto tune R&B stuff... The Rock scene in the UK is suffering right now which is a shame, it would be nice to be on radio I guess we will see.


I've got to know you through Sam from Catfight (now Gasoline Thrill); you are friends, is that right? What's the relationship between your bands? Is it frequent for you to play together?

Casino are big fans of Gasoline Thrill, both bands work well together and both our crowds seem to get on and dig each other etc, we toured with them in January and it was a great tour, they have just released their debut album also which is fantastic.


What can you tell us about the music scene that you're part of? England is, traditionally, one of the most significant countries when it comes to Rock music, has the situation remained the same since the golden years or is now music following trends and fashions?

Oh no it has not (laughs), there are good bands in London right now like Gasoline Thrill, Kopperhed, Drilling Spree, Love and Bullets, Casino etc, but there is no support from the industry right now, they are more looking for R&B and Pop music now as it's cheap to make and sells... The talent show X Factor era has been such a blow to the music industry as its turned it into a variety family tv show which I think is wrong as they are shooting themselves in the foot with that way of thinking... I never watch that crap as I’d rather play real music, with England’s history of the bands it has produced I think it's shameful that people watch and support those shows and buy the cover versions they release as singles... But we in the UK rock scene ignore all that and do our thing.


What are your thoughts about the music scene in general? What are the major pros and cons of the modern record industry?

The music industry is getting smaller and smaller with record company’s folding and the existing ones being very slow to sign new acts unless the bands or singers are chart busters... The "take a chance" or "this is art" era is over I believe so it has made life much harder for up and coming bands to get noticed.


The process of digitalizing music seems to be advancing incessantly; is it really useful to reduce music to a series of numbers, or is mankind simply becoming so lazy that everything is needed to be at-hand with the minimum effort?

For everything good that the internet has given us it has always come with something bad (laugh), the main problem is that now music is so easy to obtain and so easy to dispose of the value on a CD has been taken away as now it is just seen as WAV or MP3 file and not something to cherish... I used to love buying vinyls and tapes and CDs but downloading devalued it I believe... The one good thing it has brought is that it’s easier for an unsigned band to release downloads on itunes etc as now we can have our album on sale on line all over the world, but everything is digital now with smartphones and ipods etc and it has made people lazy to shop or want to own something physical like a photo or a movie or an album, it's just all on digital format now which I think is a sad loss.


Let's get back to your album; what was the reaction of all those fans who had already been following you for a long time, and, on the other side, what kind of feedback did you get by those who heard your songs live for the first time, not knowing you?

They all loved it... Our fans were waiting nearly a year from our first gig to our album being released so yeah, it has been great, we have only heard good things.


Can you tell us your best and your worst experience on stage? Has it ever happened to you to receive "strange" requests, for instance to be asked for money in order to gain a slot in a live event? Does the scourge of "pay to play" extends to England too?

In Casino we have had no bad experiences as of yet... I have had plenty on other bands I was in, they usually involved too much alcohol or being booked in small towns when no-one showed up etc [laughs]. Oh yeah it exists here too, Play To Play, or buy all that tickets for a show then sell them to everyone to make the money back, or buy a slot on a tour or festival... We have never done any of that...Fuck Pay To Play.


I'd like to ask you what meaning you give to a series of words: "rock", "freedom", "rebellion", "art", "visibility", "success", "dignity", "music".

Rock: Led Zeppelin.
Freedom: artist, alcohol,.
Rebellion: Hank Williams, Elvis.
Art: beauty.
Visibility: stage lights.
Success: happiness.
Dignity: true to yourself.
Music: addictive but only good music.



What are your passions, apart from your musical activity? Do you still dream to have the chance of living of your own music, or do you consider it an utopia, enjoying what you have and following the "carpe diem" philosophy?

I love playing and listening to music, if I could make a living off of Casino that would be a dream. When I’m not with Casino I play a lot of acoustic gigs, I have always done that,I think it's in my blood but I love playing acoustic sets in bars. I will always be playing gigs... Music industry or no music industry.


Can you name three bands that you'd like to play with as a supporting band, and, on the other side, three that you'd like to be your opening act?

Any band can support us, we have only been around for a year and a half so I don’t have a list of three... Anyone (laughs)... As far as us supporting 3 bands... How about Social Distortion, Bruce Springsteen or Metallica, would be nice... Can you make that happen?


What do you have in mind for the future? What are your plans?

We just did our album launch in London on July 12th so next a small tour will follow, we will be doing a music video and looking at plans to travel outside of the UK so we have just started out now really... There is a lot more to come from Casino13.


I guess this is the end of the interview! I thank you for your time, I'll leave you the word one last time to close the interview as you see fitting.

Keep on rocking in the free world and not through the reality tv world...
facebook.com/casino13
casino13music.com
youtube/casino13

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CASINO 13


Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Insanity

Formazione
Dave McEvoy - Chitarra e Voce
Thomas Agar - Batteria
Pardeep Bhachu - Chitarra
Drake Kelly - Basso


I Casino 13 sono un rock act che va ad arricchire le già folte schiere britanniche, hanno da poco pubblicato il debutto omonimo che anche noi abbiamo recensito, troverete l'articolo inserito nel listone, e adesso vediamo di entrare in contatto con il loro mondo conoscendoli meglio.

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, come va la vita? Qui il caldo sta per uccidermi... Lì le temperature sono bollenti?

Dave: Ciao e grazie, il tempo qui nel Regno Unito è brutale, vento e pioggia a luglio... Probabilmente la peggiore estate che io ricordi da un po' di tempo... Sembra che l'inverno non sia mai finito [ride].


Iniziamo col raccontare chi sono i Casino 13, perchéla scelta di questo monicker e quali sono le esperienze passate e i progetti che portate avanti in contemporanea?

I Casino 13 sono: io, Dave McEvoy (voce e chitarra), Thomas Agar (batteria), Pardeep "Sunny B" Bhachu (chitarra) e Drake Kelly (basso). Eravamo già nella scena heavy metal di Londra, io ero in una band chiamata Social Head Removal con Drake e Thomas in un'altra chiamata Feral. Entrambe hanno fatto molti concerti a Londra e nel Regno Unito, Sunny B ha fatto da session e veniva ai concerti dei S.H.R., è così che ci siamo incontrati e lui è entrato a suonare la chitarra al nostro ultimo concerto, è così che ci conosciamo tutti dalla scena Metal di Londra e dalle vecchie band di ognuno di noi. Abbiamo sempre voluto provare qualcosa di diverso con questo gruppo anche se volevamo concentrarci più sul rock'n'roll standard. Il nome Casino 13 non ha alcun significato profondo... Mi infastidivano tutti i popup dei casinò su ogni computer quando andavo su Internet, per cui la parola "Casino" è stata nella mia testa per un po'... In più mi piace come suona, potrebbe descrivere ogni tipo di musica, il "13" è silenzioso poichè casino.com e onlinecasino.com erano già occupati per il nostro Facebook, Myspace e sito, il 13 è lì solo per avere un indirizzo disponibile [ride].


Punk, heavy, rock dall'attitudine retrò e southern, le influenze sono disparate, come avete deciso che questa era la strada giusta per dar vita alla vostra musica? C'è una band alla quale v'ispirate?

Ehm... Non so come descrivere la nostra musica, penso sia compito dell'ascoltatore... Ascolto qualsiasi cosa: Bob Dylan, Neil Young, Springsteen, Guns 'N' Roses, Social Distortion, The Clash, Pantera, Metallica, Lamb Of God, Johnny Cash, Hank Williams. Siamo una band basata sulla chitarra ed io amo particolarmente la musica basata sulla chitarra ma è tutto buono, sai... Penso che sia stato Zakk Wylde a dire che ci sono solo due tipi di musica.: quella buona e la merda, e a me piace la buona musica. Ascoltiamo tutti molte band e tutte ci hanno influenzati a qualche livello. Ci hanno detto che siamo una Metal band, una Rock band ed una Punk band, finchè alla gente piacciono i Casino e i nostri concerti noi siamo felici così.


Lievi reminiscenze grunge in "Blessing In Disguise", un salto negli anni Cinquanta con "Without You", l'album nella parte centrale sembra concentrarsi sul fattore emotivo. È stata una scelta voluta sin dall'inizio o nel corso del tempo la tracklist ha subito stravolgimenti?

Penso sia solo una casualità, "Without You" è un brano lento ed è l'unica canzone ad avere una chitarra acustica, la amiamo ma funziona meglio alla fine del CD, ascoltavo molta musica degli anni Cinquanta al tempo in cui la scrissi e volevo avere una canzone come quella sul nostro album poichè amo quegli anni e volevo omaggiarli, per cui penso sia il nostro tributo a quelle canzoni d'amore. "Blessing In Disguise" sembrava stare bene a metà album, penso che la struttura e il mood di ogni canzone si debbano riflettere nei testi, come l'opener "Good Friends "nd Alcohol" che ha un riff allegro Blues Rock, per cui testi allegri funzionano meglio... Una canzone d'amore non funzionerebbe con quel riff [ride], una volta che le tracce erano mixate le abbiamo ascoltate nello studio una dopo l'altra ed abbiamo avuto tutti lo stesso ordine in mente, per cui abbiamo scelto quello.


Quando si hanno tante idee e tante fonti dalle quali poter prendere il "via" come si trova il quadrato del cerchio? Quali sono le situazioni migliori per comporre musica e testi? Avete una suddivisione dei compiti precisa per ambito?

Beh per quanto riguarda me quando sono di buon umore suono la chitarra e quando sono di cattivo umore scrivo i testi e da lì viene tutto. Con la band di solito porto una canzone che è quasi finita e la suono ai ragazzi, loro ci jammano su e vediamo se funziona. Una volta che iniziano a metterci i loro tocchi diventa una canzone dei Casino ma siamo selettivi, avevamo tredici canzoni per l'album e ne abbiamo scelte solo nove. Decidiamo se la canzone avrà un assolo o le backing vocals ecc., in genere rafforziamo il tutto, scriviamo velocemente per cui ci viene naturale. La batteria e il basso aggiungono molto alle tracce e lavoriamo sul senso del verso e del ritornello. È un modo naturale di mettere insieme una canzone ma è tutto basato sul mood nella stanza, se la cosa ci desta interesse andiamo avanti e la chitarra di Sunny B aggiunge molto al processo, ha un modo unico di aggiungere l'altra chitarra alla canzone lavorando intorno al riff invece che copiarlo e basta, in più i suoi assoli sono sempre fantastici, sa fare shred al meglio ma fa sempre il meglio per la canzone.


Questo modo d'interpretare la musica sanguigna e alcolica sta andando per la maggiore il che, da più punti di vista, è positivo. Fortunatamente non vengono prodotti (quasi mai) album plastificati e si percepisce spesso e volentieri il coinvolgimento della formazione. Secondo voi che ci siete dentro da cosa può dipendere quest'andazzo?

"Modo d'interpretare la musica sanguigna e alcolica", non conosco questo trend, posso solo parlare del mio modo di fare musica... In ogni band in cui sono stato avevamo sempre qualche birra in sala prove e suoniamo principalmente in bar e club per cui l'alcool va a braccetto col luogo, ma quando registriamo in studio no... Lì sempre e solo caffè.


Nel disco ci sono un paio di pezzi particolarmente adatti per essere trasmessi all'interno di circuiti radiofonici, penso a "Dragging It All To The Grave" con quel ritornello convincente e accattivante. Avete già provato a far girare la vostra musica tramite questo mezzo? In Italia purtroppo il livello delle radio nazionali importanti è sin troppo scadente e se non fosse per qualche emittente locale o web-radio difficilmente si potrebbe ascoltare musica che vada oltre il concetto di "classifica" e "vendite di massa"...

Curioso che tu abbia citato "Dragging It All To the Grave" perchè speriamo di fare un video di quella canzone molto presto ma proprio ora stiamo facendo qualche live di questa canzone per la nostra pagina di Youtube. Non abbiamo provato con le radio perchè le stazioni qui sono come le vostre, mettono tutti Hit Parade, Pop da X Factor e tutto il R&B con l'autotune... La scena Rock nel Regno Unito sta soffrendo ed è una vergogna, sarebbe bello essere su una radio, vedremo.


Sono venuto a conoscenza della band tramite Sam delle Catfight (ora Gasoline Thrill), siete amici giusto? In che rapporto sono le vostre band? Suonate spesso insieme?

I Casino sono grandi fan dei Gasoline Thrill, entrambe le band lavorano bene insieme e i nostri ascoltatori sono interessati ad entrambe le band, abbiamo fatto un tour con loro a gennaio ed è stato ottimo, loro hanno pubblicato il debutto che è fantastico.


Com'è la scena alla quale appartenete? L'Inghilterra è una delle patrie rock per antonomasia, è ancora così o si è lasciata un po' andare seguendo le mode?

No, non lo è [ride], ci sono ottime band a Londra come Gasoline Thrill, Kopperhed, Drilling Spree, Love And Bullets, Casino, ecc., ma non c'è supporto dall'industria musicale, cercano tutti musica R&B e Pop che è meno costosa e vende... L'era del talent show X Factor è stata un duro colpo all'industria musicale poichè l'ha trasformata in uno show per famiglie e penso sia sbagliato, si stanno facendo del male da soli con questo modo di pensare. Non guardo mai quella merda, preferisco suonare musica vera, con la storia dell'Inghilterra e le sue band è una vergogna che la gente supporti quei programmi e compri le cover che pubblicano come singoli. Noi della scena Rock però ignoriamo tutto ciò e facciamo il nostro lavoro.


E del mondo della musica in genere cosa pensate? Quali sono i pregi e i difetti più grossi dell'industria discografica odierna?

L'industria musicale sta diventando sempre più piccola con le piccole label che si piegano e le vecchie che sono molto lente a far entrare nuove band se non sono roba da classifiche... L'era del "proviamoci" o "questa è arte" è finita e penso che ciò abbia reso più difficile per le band farsi notare.


Il processo di smateriliazzazione della musica sembra essere in continuo avanzamento, è davvero utile ridurre il tutto a una serie di numeri o l'uomo si sta solamente impigrendo talmente tanto da voler sempre avere tutto a portata di mano ma con il minimo sforzo?

Per ogni cosa buona che Internet ci ha dato ce n'è sempre una meno buona [ride], il problema principale è che ora la musica è così facile da ottenere ed è così facile sbarazzarsene e il valore di un CD è svanito perchè ora è visto solo come file .WAV o .MP3 e non come qualcosa da adorare. Amavo comprare vinili, cassette e CD ma il download ha svalutato tutto ciò. La cosa buona è che è più facile per una band senza contratto pubblicare album in download su iTunes ecc., tutti noi possiamo avere il nostro album in vendita online in tutto il mondo, ma è tutto digitale ora con gli smartphone e gli iPod ecc. e questo ha reso la gente pigra per comprare o avere qualcosa di fisico come una foto o un film o un album, è tutto su un formato digitale e penso sia una triste perdita.


Torniamo all'album, com'è stato accolto da chi vi segue da tempo e da coloro che hanno avuto possibilità di ascoltare i pezzi live non conoscendovi?

L'hanno amato tutti.. I nostri fan hanno aspettato quasi un anno dal nostro primo concerto all'uscita dell'album per cui sì, è stato fantastico, abbiamo sentito solo belle parole.


L'esperienza più bella e più brutta in sede "on stage"? Vi sono capitate richieste "strane" come pagare compensi ad agenzie per guadagnarvi uno slot all'interno di una serata o di un festival? Esiste da voi la piaga del "pay to play"?

Con i Casino non abbiamo avuto brutte esperienze del genere finora.. Con altre band è successo spesso, di solito loro portavano tanto alcool o venivano mandati in piccole città in cui non andava nessuno ecc. [ride]. Sì esiste anche qui, "pay to play", o compra tutti i biglietti per un concerto e vendili a tutti per far tornare i soldi, o compra uno slot per un tour o un festival. Mai fatto niente di simile, fanculo al "pay to play".


Che significato anno per voi parole come "rock", "libertà", "ribellione", "arte", "visibilità", "successo", "dignità", "musica"?

Rock: Led Zeppelin.
Libertà: artista, alcool.
Ribellione: Hank Williams, Elvis.
Arte: bellezza.
Visibilità: luci di un palco.
Successo: felicità.
Dignità: essere veri con se stessi.
Musica: qualcosa che da dipendenza, ma solo buona musica.



Quali passioni coltivate quando vi trovate al di fuori della dimensione band? E avete sempre il sogno di poter vivere della vostra musica o si relega il tutto a utopico e vi godete ciò che avete seguendo il motto "carpe diem"?

Amo suonare ed ascoltare musica, se potessi vivere suonando con i Casino sarebbe un sogno. Quando non sono con i Casino faccio concerti acustici, l'ho sempre fatto, penso sia nel mio sangue ma amo suonare brani acustici nei bar. Farò sempre concerti... Industria musicale o no.


Tre band per le quali vorreste aprire i concerti e tre che vorreste come spalla in un tour in giro per il Regno Unito?

Ogni band può supportarci, esistiamo solo da un anno e mezzo per cui non ho una lista di nomi, chiunque [ride]. Per quanto riguarda tre band da supportare: Social Distortion, Bruce Springsteen o Metallica, sarebbe bello... Potete darci una mano a realizzarlo?


Quali sono i progetti a breve termine dei Casino 13?

Abbiamo appena fatto il lancio dell'album a Londra il 12 luglio per cui seguirà un piccolo tour, faremo un video musicale e stiamo pianificando di viaggiare fuori dal Regno Unito per cui abbiamo appena iniziato. Deve ancora arrivare il bello dei Casino 13.


E mi sa che siamo giunti al capolinea, ringraziandovi del tempo concessoci, vi lascio un'ultima volta la parola e chiudete un po' come meglio credete...

Continuate a rockeggiare nel mondo libero e non nel mondo dei reality...
facebook.com/casino13
casino13music.com
youtube/casino13

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MAMMOTH MAMMOTH (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Dope Fiend

Line Up
Mikey - Vocals
Cuz - Guitar
Pete - Bass
Bones - Drums


Let's go now to know better the Australian reality of Mammoth Mammoth of which you will find the review of "Hell's Likely" included in our list.

Welcome to Aristocrazia Webzine guys, how is the Australian summer?

The Australian summer is fuckin great but we are in the middle of winter at the moment. Which basically means we have just been using more Pyro at our shows to try and keep warm. That and our drummer, Bones wears pants during the colder months too.


Let's start with the monicker, why the choice Mammoth Mammoth? What does it mean?

Mammoth Mammoth is the biggest name we could think of. Its big, hairy, has a long thing hangin off its front and likes ice. Just like us.


How did the band born, who are the members and what were the most significant steps made until now?

We formed in 2007 in the backstreets of Melbourne. Mikey on vocals and lost car keys, Bones on drums and beer, me on guitar and bourbon and Johnny Gash on bass. We released two albums with that line-up, our self title EP and our debut album "Mammoth". Then Johnny Gash quit coz he had a drug problem. His problem was that he couldn’t get enough drugs. So we got a guy called Pete in. And that’s the line-up that’s created our new album, "Volume III – Hell’s Likely". We’ve played a shit load of gigs including tours with bands like Airbourne, Cosmic Pyschos, etc.


"Hell's Likely", what is this likely hell announced by the title?

Hell is likely every time we play.


Who took care of the album's artwork? How did you choose a cover so retro? and with a strong "folk" spirit for an album that sounds pretty strong?

A photographer named Chris Tovo shot the cover. It was shot in the Black Spur which is a forest that was ravaged by a bush fire a few years ago. So we put a naked girl with a big bush in the same location. After the shoot was taken we set her bush on fire. We love albums and shit from the 70s. Back then albums were full packages. Like Alice Cooper’s "Billion Dollar Babies" or any early Deep Purple of Kiss record. That’s why with Hell’s Likely we have released it on vinyl, double gatefold and plenty of flesh. Its something not many bands do anymore.


Your sound is a combination of seventies rock, punk, stoner, heavy and street; what are the past and today's listenings that are reflected in what you play?

We all like different stuff. I was raised on 80's glam, Mikey’s more stoner, Pete loves punk and Bones is heavily influenced by Jack Daniels. So Mammoth Mammoth is a big fur ball of a few different styles. All the best bits rolled into one.


How does a song of Mammoth Mammoth born? What is your best way to compose? And, about the lyrics, what are the issues that you face and why?

We don’t think about it too hard. We start jamming. After a few hours Mikey comes back from the pub and starts yelling into the mike. Somehow it works. Our songs are about serious issues... drinkin, fightin, drinkin and drinkin. We figure the world is full of enough serious "issues". The only issue we are concerned about is rock and fucking roll.


Listening to "Hell's Likely" the desire to rock out and have a feast was a consequence of the involvement created by the tracks. How important is still to ensure that music is an outlet? Have you noticed a sort of flattening in the proposals that are often called "rock" and "metal"?

Every time we play we play like our lives depend on it. We believe that if you arent bleeding then you really arent rockin’. Last year we played a show where Mikey put himself through a six ft glass window during the first song. I didn’t even realise it happened till after the show coz I was going so hard on the other side of the stage. We give our shows everything and we try to make that come across on our albums. The best rock n roll should be an escape. There’s nothin like listenin to a Motorhead or Pantera album to fix whatever is bringin you down. That’s what we aim to do to.


A friend, returning from Australia, have spoke to me of a land where the musical culture is highly developed, as you see the situation of your music scene? Merits, defects, band to check out?

In Australia, Melbourne is the place to be for rock n roll. There are heaps of live music venues. Any night of the week you can see honest dirty sweaty rock n roll. Our favourite places to play are the Esplanade Hotel in StKilda and the notorious Cherry Bar on ACDC Lane in the city. Yes, we have a street named after AC/DC. I think that says it all. There’s a great rock scene in Melbourne. Not so much in other states. Sydney used to be god in the 70’s and 80’s but they closed all the good venues and turned them into gay bars.


In an historical period in which we are guided by series of numbers (mp3), you rely, like many other bands, and fortunately many labels, on releases that help vinyl lovers, we cannot let die physical supports? How can you see the ongoing dematerialization of the music to the advantage of digital formats?

The only benefit of music in digital form is that its spreads far and wide. The shit thing is that the art of the "album" is getting lost. That’s why with our ne album we released it on vinyl. Double gatefold, naked girl on the cover, four naked girls on the inside. We wanted to create something that is worth buying, and listening to whilst you get to look at naked women. And that’s something the internet will never be able to do. I mean, unless im missing something, there are no naked women on the internet.


Forums have gone out of fashion, MySpace has become a wasteland, Facebook is more often a kind of hen-house best suited to gossip than anything else and then you create profiles on Reverbnation and Bandcamp to give space to the music. This overexposure on the network is really useful?

Our best exposure on the internet has been on Tube8.com We made a porno film clip and put it on that site. It has had over two million views. Sex sells. Check it out: www.tube8.com/hardcore/mammoth-mammoth/106599/.


How was your experience of national tour in support for Airbourne? There are anecdotes that you would share with us?

They are the real deal. It was a crazy tour. It was actually a really great match. They hurt themselves on stage as much as we do. We were drunk most of the tour but from what people tell us both bands played really well.


How was your first performance on stage, what difficulties you had and, looking back now, what would you do differently?

Every time we play there are 20,000 people out front going nuts. Whether they are actually there or in our heads doesnt matter. We deliver no matter what. We’ve always gone hard on stage and we always will. I don’t understand bands who think its enough to just get on stage and stand there playing your instrument. Like I said, if you’re not bleedin, you’re not rockin.


Are you in tour now? There is planned an European tour?

"Hell’s Likely" was released here in Australia at the start of June so we’ve been on the road since then. Next year we will head to Europe and play a bunch of shows. Then we hope to play Uranus after that.



We cannot live of music alone, unfortunately, and than what is the everyday life of Mammoth Mammoth? Passions, hobbies, work, hopes for the future?

Hopes for the future? We hope to make enough money to keep Mammoth Mammoth rolling. And we hope that Black Sabbath tour and we get to support them.


The last five albums you bought? And five that you feel recommend as essential for anyone who consider itself a music fan?

I bought a bunch a vinyl the other day at a little junk shop: Deep Purple "Burn", Neil Young "Harvest", White Lion "Pride", Testament "Practice What You Preach" and "A Very Brady Christmas".


What's in the near future of Mammoth Mammoth?

We are about to sign with a major record label in Europe. They are gonna release the new album and our other albums worldwide. We're stoked! That'll happen early 2013. Then we’ll tour. We’re pumped. Mammoth Mammoth just keeps getting bigger. We might have to change our name to Mammoth Mammoth Mammoth.


The interview is over, the final message is up to you.

Thanks for your time. Anyone who wants to find out more about us can go to www.mammothmammoth.com and search for "mammoth hells likely" on youtube to see our latest film clip. Hopefully we’ll see you on the road. Stay Mammoth.

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domenica 2 settembre 2012

THE NEST - Music For Drivers

Informazioni
Gruppo: The Nest
Titolo: Music For Drivers
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Denovali Records
Contatti: facebook.com/The.Nest.Jazz
Autore: Mourning

Tracklist
1. First Data
2. Second Try
3. Third Gear
4. Four You

DURATA: 1:02:20

Il progetto tedesco The Nest nasce per volontà di un quartetto d'artisti noti ai più per le formazioni d'origine, si tratta di Christoph Clöser (Bohren & Der Club Of Gore), Tycho Schottelius (Desmond Deker), Thomas Mahmoud e Gerald Mandl (Tannhäuser Sterben & Das Tod), con l'intento di creare uno spettacolo che unisca jazz, elettronica e noise in sede live, seppur registrato in sessioni differenti; ciò accadeva a Colonia nel 2011 e viene adesso riportato in formato fisico in un album dal titolo "Music For Drivers" supportato dalla Denovali Records.
È un platter talmente minimalista nella sua essenza da risultare particolarmente complesso, necessita di una assoluta devozione nell'ascolto presentando una rappresentazione musicale dai toni mai esageratamente accesi o dai cambi ritmici netti. Sono per lo più le sfumature e gli assetti ciclici della strumentazione a caratterizzarne l'incedere trascinato, altalenante, squilibrato o squinternato, un po' come se Mike Patton litigasse con Zorn che a sua volta se la prende di brutto con una frotta di produttori dark ambient.
Ciò che appare evidente è che l'ascolto è molto "cittadino", i suoni e le ossessioni da essi scatenate sono in tutto e per tutto similari a quelli che si potrebbero riscontrare in una vivace zona periferica che divide il proprio vissuto spaccandolo a metà fra sensazioni automobilistiche che attraversano il caos cementizio e la libertà delle aree maggiormente rurali. Sembra di viaggiare a bordo di un veicolo che possiede una radio tutt'altro che "normale", nella quale l'accavallarsi delle frequenze espande una serie indeterminata di schizofrenici o acquietanti vibrazioni, con il sassofono re di una scena che nella sua amichevolezza apparente è invece alquanto ribelle: la sua mancanza di schemi gli permette di svolazzare magniloquente facendosi sberleffo di tutto ciò che è definibile come inquadrabile.
"Music For Drivers" è un'assuefazione continua ad ambientazioni che mutano alla base, è il sollievo che il relax dello stare distesi a immaginare una realtà talmente differente da divenire "reale" e assolutamente propria può portare con sé, una prestazione oggettivamente ardua da assimilare se non con il tempo e soprattutto la voglia di calarvisi dentro senza pregiudizi o barriere mentali di sorta.
I The Nest sono l'astrattismo in note, a chi consigliare il loro lavoro? A coloro che della sperimentazione e dell'assurdità, che poi tale non è, fanno il proprio pane quotidiano, che cercano una rivelazione in musica e a chi stanco delle solite tiritere sente il bisogno di una dimensione nella quale rifugiarsi lasciando che siano ritmi fantasma e una visione artistica infinita a condurre il conforto.
"Music For Drivers" è un acquisto inevitabile per chiunque ami e conosca i signori coinvolti in questa insana ma salutare follia.

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THE PRESTIGE - Black Mouths


Informazioni
Gruppo: The Prestige
Titolo: Black Mouths
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Basement Apes Industries
Contatti: facebook.com/wearetheprestige
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Truth
2. Burn Down Vegas
3. Ballroom
4. Crane Flies
5. Pluie
6. The Never Ending End
7. Forward
8. Backward
9. A Thousand Trees In My Closet
10. Hooks And Lips

DURATA: 40:50

Perché quando citi l'hardcore il ragazzetto di turno tira fuori il nome dei Suicide Silence e non dei Discharge o dei Converge? Perché se si parla di post c'è gente che ascolta "seriamente" e crede "realmente" che gli Attack Attack siano una band e rientrino in quel filone? Non torna signori miei, il conto non torna.
Non è più solo una questione di ciuffi tagliati alla cazzo e sonorità imbastardite quanto di un'ignoranza dilagante su quali siano le basi di un genere piuttosto che un altro; che poi qualcuno mi dirà prima o poi che cacchio suonano gli Attack Attack...
Questa riflessione di partenza mi è stata indotta dall'ascolto dei The Prestige in macchina con un amico e un paio di "conoscenti" che mi hanno letteralmente gelato paragonando questi francesi ad artisti che preferisco non tirare in causa perché mi viene l'orticaria al solo pensiero.
Ho ascoltato e riascoltato più volte "Black Mouths" e il quartetto transalpino composto da Alex (voce e chitarra), Raphael (chitarra), Thibaut (batteria) e Julien (basso) è convincente e ha intrapreso un discorso serio e privo di sfaccettature catchy. Il post-hardcore con il quale si presentano è infatti equilibrato nello sfoderare attacchi massicci, violenti, rifugiandosi con maestria in ambientazioni scure e inquietantemente "rilassate". Potrete notare gli sbalzi atmosferici che sto descrivendo premendo il tasto "play" di seguito su tracce come "The Truth" e "Pluie" o "Backward" che anticipa la doppietta conclusiva composta da "A Thousand Tree In My Closet" e "Hooks And Lips", apice dello "slow mode" e delle atmosfere più tristi.
Se è la summa del loro sound che cercate, una sorta di vademecum su come mettere insieme un pezzo con le contropalle facendo confluire in esso le correnti "core" e "rock", avvalendosi di un pieno impatto, beh, in quel caso "The Never Ending End" è ciò che fa al caso vostro, mentre la schizofrenia del guitarworking è la caratteristica dominante di "Burn Down Vegas" e "Ballroom", avrete di che animarvi. Dello sporco lavoro di missaggio e mastering se n'è occupato lo svedese Magnus Lindberg, uno che nella scena è conosciuto per aver messo mano nell'operato di gente come Cult Of Luna, Refused e Poison The Well, il risultato è un mix di suoni scontrosi e privi di qualsiasi tipo di "laccaggio" che fa di "Black Mouths" una prova da tenere in alta considerazione.
Il talento c'è, le basi sono ben piantate, dunque cosa attenderci in futuro dai The Prestige? Aspettando una risposta in termini musicali, godiamoci quest'album e se noterete anche solo di striscio termini come "post", "hardcore" o più semplicemente "musica" vicini a formazioni come quell'orrore citato in alto, fatemi un favore: denunciate tali crimini, sono reati contro l'umanità, è un vostro dovere.

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INSIDE PROJECT - A History Of Violence


Informazioni
Gruppo: Inside Project
Titolo: A History Of Violence
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Ultimhate
Contatti: facebook.com/pages/Inside-project/50104653479
Autore: Mourning

Tracklist
1. A History Of Violence
2. Hools No Rules
3. White Trash Whore
4. Drop Dead
5. We All Die Alone
6. The Lovely Bones
7. Black Sunday Bitch
8. The Gravedigger
9. My Fists Hate Your Pride
10. Ruining Me
11. The Firmament

DURATA: 35:24

La Francia anno dopo anno si conferma fra le nazioni non solo più prolifiche ma produttrici di metal dalle qualità elevate, questo vale per molti dei settori della sua florida scena.
Gli Inside Project rientrano in quella categoria di band che il metallaro old school odia non poco, quel filone post-death/thrash a tinte "core" che fa storcere il naso, eppure questi cinque musicisti (Manu alla voce, Felix alla batteria, Aurelien al basso e cori e Leo e Antoine alle chitarre, han tirato fuori un disco, "A History Of Violence", che oltre a mettere in mostra il carattere violento esplicitato nel titolo offre una prestazione leggermente differente al cospetto delle solite serie di riff triti e ritriti supportati da "coretti" catchy e voci pulite degne di Justin Bieber.
I transalpini pestano, martellano e lo fanno con insistenza, "White Trash Whore" in più di una circostanza mi ha ricordato l'impeto degli Hatesphere del periodo Bredahl anche se il platter è imbastardito pesantemente dall'hardcore, molto più dei danesi.
Il sound è nero, greve, la voce urlata e stridente, la tracklist si presenta compatta, a dir la verità forse un po' troppo, la sensazione che l'esposizione dei brani mostri il fianco a causa di una certa omogeneità di soluzioni è percettibile ma quando hai a che fare con martellate come "Hools No Rules" e "Drop Dead, in quest'ultima partecipa Elie degli Hellbats alla voce, pensi più all'headbanging che a quanto suonerebbe bene se fosse più varia. Non so se ho reso l'idea però preferiscono l'integrità alla "commercialata" e quando meno si è propensi a fermare lo scapocciamento ecco che ti si para contro "We All Die Alone", dal titolo sarebbe tutto un programma, invece niente randellate ma una fase di transizione ambient seguita da "The Lovely Bones", un altro intermezzo stavolta ben più animato che prepara l'ingresso alle martellate di "Black Sunday Bitch" e alla scavatrice "The Gravedigger", pronta a innestare un po' di fango internamente alla miscela che in fin dei conti è viscosa e acida quanto basta.
La fiera del "pungiball" riprende con "My Fast Hate Your Pride", pezzo che vede la partecipazione del secondo guest, Arsene de L'Esprit Du Clan, la solfa è la solita: ritmiche incalzanti, tanta foga e voglia virtuale "di menare", l'adrenalina è una spinta non di poco conto per "A History Of Violence" ma quando il finale sembra puntare a un crescendo di collera, "Ruining Me" con il suo approccio gelido e industriale sgretola le atmosfere da strada per catapultarci in un'altra dimensione. "The Firmament", ultimo episodio a noi concesso, si rivela uno strumentale cupo, minaccioso e dalle sferzate di thrash old school pronunciate, attitudine che fino a quel momento sembrava rinchiusa in un cassetto, ricordate i Dark Angel più cervellotici e ossessivi di "Leave Scars"? Questo brano possiede quel tipo di spirito.
Più che difetti veri e propri, sono limiti valicabili quelli che per ora intrappolano gli Inside Project, l'omogeneità della proposta è stata già citata, mentre credo che le soluzione "alternative" e le scappatoie in territorio ambient e industrial più che utilizzate come passaggi a livello, preposti a una svolta atmosferica, potrebbero essere annesse al songwriting delle canzoni più "quadrate" per offrire una variante alla "bordata" in prima botta.
Amiate o meno il genere, vi consiglio di dare una possibilità ad "A History Of Violence", se è una bella sveglia che andate cercando, sono sicuro che riuscirà a non porgervi l'altra guancia, anzi state attenti a non prenderle, mica si sta parlando dei Bullet For My Valentine: quello è pop!

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INFECTED - Infected Generation


Informazioni
Gruppo: Infected
Titolo: Infected Generation
Anno: 2012
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti: facebook.com/infectedua
Autore: Mourning

Tracklist
1. Infected Generation
2. Dreams
3. Eternal Questions Of Existence
4. Alcoholic Storm / Flotsam & Jetsam
5. Female Defecation
6. V.I.P.
7. Pimply Life
8. Brown Tormentor / Unhappy End
9. Sova
10. Surrounded By Infection

DURATA: 34:39

Band nascono e muoiono, di tantissime non si sa praticamente nulla sino a quando non ti arriva fra le mani un disco che ti fa domandare: ma questi chi sono? Stessa domanda che mi son posto quando ho ricevuto "Infected Generation" degli ucraini Infected.
A quanto sembra la formazione ha ripreso vita dopo una decade d'inattività anche se l'ultimo lavoro risale addirittura al 1997 quando fecero uscire lo split con i nipponici Unholy Grave in tape. Lo stesso album di debutto originariamente fu prodotto nel 1996 ed esclusivamente in cassetta quindi averlo oggi in versione cd è già di per sé cosa gradita.
L'operazione di recupero della Metal Scrap Records non ha snaturato il sound, la proposta gode appieno della naturalezza e del "grezzume" che si manifestavano ancora nel death degli anni Novanta, con una forte influenza proveniente dall'area statunitense con nomi quali Suffocation, Malevolent Creation e Cannibal Corpse a porre le basi stabili sulle quali impostare pezzi peraltro riusciti anche parecchio bene. A questo riguardo vanno citati la titletrack, "Eternal Questions Of Existence" e "Female Defecation" ai quali si aggiungono "V.I.P.", un incrocio fra Malevolent Creation e Deicide tutt'altro che malvagio, e la bonus track "Surrounded By Infection" registrata nel 1993 e posta a chiusura di un platter che probabilmente con un altro tipo di distribuzione e supporto avrebbe ricevuto maggior attenzione.
Da dove e come vogliano riprendere i lavori gli Infected non ci è stato ancora comunicato, il primo passo è stato dare una spolverata al passato e la mossa è pienamente riuscita, non rimane quindi altro da fare se non attendere ulteriori notizie e vi capitasse sott'occhio "Infected Generation" valutatene l'acquisto: suona e si fa ascoltare davvero bene, non sfigurerà di certo all'interno della vostra collezione affiancando i grandi nomi che già vi risiedono.

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CHRIST AGONY - Darkside


Informazioni
Gruppo: Christ Agony
Titolo: Darkside
Anno: 2012
Provenienza: Polonia
Etichetta: Total Metal Records
Contatti: facebook.com/ChristAgony
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Triangle (Prayer, Sonet, Throne)
2. Heredity
3. Dark Beauty
4. Kingdom Of Abyss
5. My Spirit Seal (Dream Version)
6. Dark Poem
7. Dark Goddes
8. Darkside (Eternal, Beauteous Death)
9. The Key
10. My Spirit Seal (Blood Version)

DURATA: 40:00

I Christ Agony sono ciò che si può definire una creatura controversa, hanno più volte modificato il modo di esporre la loro musica producendo dischi veramente belli a inizio carriera ("Unholyunion", "Daemoonseth - Act II" e "Moonlight - Act III"), passando una fase di transizione tutt'altro che semplice che li ha visti virare anche in territori quasi gotici (con "Darkside", "Trilogy" e "Elysium"). Dopo il cambio di monicker in Union e il ritorno sui propri passi del leader Cezar che ha portato al come-back con il passabile "Condemnation" e l'ultimo "NocturN", influenzato da atmosfere doom, capirete quindi che i puristi non siano andati a nozze con molte scelte intraprese dai polacchi, e del resto coloro che amano prove più varie e non forzatamente fossilizzate nel solo panorama black non sono stati comunque del tutto soddisfatti da soluzioni spesso raffazzonate e poco convincenti.
Nel 2012 la Total Metal Records si fa carico di ristampare una delle pietre dello "scandalo", è il quarto capitolo "Darkside" partorito nel 1997 a ricevere nuova vita e veste grafica senza però aggiungere alcuna bonus track. Il disco mantiene la sua scaletta di dieci pezzi imbastarditi che permettono a varie correnti sonore e atmosferiche di confluire nel sound, noterete infatti la presenza di parecchie sfumature thrash e death, un'esposizione in alcuni casi affine al dark metal melancolico ("Heredity" n'è un caso palese con tanto di sezioni ritmiche dal vissuto tribale in aggiunta) sino all'apparire di una natura meccanica industrial danzereccia nei due episodi di "My Spirit Seal" ("Dream Version" e "Blood Version") che per alcuni potrebbero essere causa di disturbo.
Quello che lascia interdetti di "Darkside" è l'esser uscito dopo "Moonlight - Act III", quello che ha detta di molti è l'album dell'apice compositivo della band polacca, è spiazzante trovarsi all'orecchio una formazione che suona tutto ciò per la quale era nota. Anche i pezzi ancora intrisi di quel poco che resta dell'entità black sono asserviti a uno sviluppo che assomiglia a una collezione di "litanie romantiche" in salsa goth con tanto d'introspezione intellettuale rubacchiata qua e là.
Probabilmente chi non avesse ancora avuto modo di incrociare i Christ Agony, sbattendo il muso contro questo lavoro potrebbe rimanerne anche colpito, la musica in fin dei conti non è brutta ma è decisamente fuorviante con quel nome impresso sopra. Gli spunti sono anche piacevoli e l'ambientazione in molti casi quasi soffusa, interrotta da frangenti più ruvidi (canzoni energiche come "Kingdom Of Abyss", "Darkside (Eternal, Beauteous Death)" e "The Key") ma comunque non bastano a risvegliare l'ascolto dal torpore che si prolunga in maniera evidente a causa della volontà di battere terreni nei quali non si è del tutto a proprio agio.
Si trattava dell'era della transizione a quei tempi e la ricordiamo così anche oggi, questo "Darkside" rimane uno dei platter meno riusciti dei Christ Agony, diciamocelo onestamente da Cezar si è sempre preteso altro.
È una ristampa per collezionisti smaniosi di avere ogni tassello del puzzle Christ Agony, i restanti potranno saltarlo a pie' pari.

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THE TALLEST MAN ON EARTH - There's Leaving Now

Informazioni
Gruppo: The Tallest Man On Earth
Titolo: There's Leaving Now
Anno: 2012
Provenienza: Svezia
Etichetta: Dead Oceans
Contatti: myspace.com/thetallestmanonearth
Autore: Mourning

Tracklist
1. To Just Grow Away
2. Revelation Blues
3. Leading Me Now
4. 1904
5. Bright Lanterns
6. There’s No Leaving Now
7. Wind And Walls
8. Little Brother
9. Criminals
10. On Every Page

DURATA: 39:04

La musica può e deve far sognare, ogni singolo genere, ogni movenza, sviluppo e nota sono un veicolo che conduce in un mondo unico caratterizzato dalle sfumature e dalle dominanze che lo definiscono. Negli anni Sessanta e Settanta cantautori come Bob Dylan, Nick Drake e Tim Hardin rubavano letteralmente l'anima all'ascoltatore, ne tiravano fuori il meglio portando a galla i sentimenti e la realtà di una società che aveva bisogno di nutrirsi di sensazioni forti ma basate sulla semplicità. Il binomio voce e chitarra è e sarà sempre ricordato come la miglior accoppiata possibile per questi artisti.
Lo svedese Kristian Mattson ascoltato in maniera molto superficiale potrebbe essere definito l'ennesimo talento che si diletta a ripercorrerne le strade, nulla di più sbagliato. Il giovane non ancora trentenne e con all'attivo dei dischi di gran valore come il debutto "Shallow Grave" e il secondo ben accolto "The Wild Hunt" raccoglie l'eredità di quei grandi mettendo in risalto una qualità importante: la sua vena compositiva è florida e lontana dal limitarlo al mero ruolo di "mestierante", ve ne renderete conto col suo terzo album "There's No Leaving Now", quello della maturità, accolta a pieno titolo dal suo progetto The Tallest Man On Earth.
È in crescita evidente e come un adolescente che imbraccia per la prima volta gli obblighi dell'età adulta il disco affronta il folk-indie non solo supportato dalla chitarra acustica ma anche da una lieve quanto piacevole piega elettrica, con l'apparire in sottofondo della batteria o del piano in accompagnamento a riempire maggiormente i pezzi.
Non voleva di certo stravolgere il suo marchio di fabbrica, lo svedese ha solo cercato di dare piena libertà alla propria espressione perché, come lui stesso ha più volte dichiarato, ciò che si può udire nei lavori è il frutto di quanto suona e scrive, nulla più. Per essere più precisi non è presente alcun tipo di sovrastruttura.
"There's No Leaving Now" è un ruscello d'acqua fresca in una giornata afosa, immaginate d'immergervi la testa lasciandovi alle spalle le noie e la calura delle insopportabili vicissitudini di routine, approfittate della quiete rilassante della titletrack, godetevi gli attimi leggiadri ma vivacizzati dall'umore accennatamente elettrico dell'opener "To Just Grow Away", fatevi ammaliare dalla giocosa e ariosa "Wind And Walls" e sognate, sì sognate, con il country della dolcissima e notturna "Bright Lanterns".
Tutti i brani meritano d'esser vissuti e assorbiti, non siate voraci nell'ascolto, prendetevela con calma, mandate più volte in esecuzione le singole canzoni per apprezzarne ogni momento.
Kristian Mattson ha realizzato una perla, è a tutti gli effetti un suo prodotto dato che anche per quanto riguarda l'aspetto della registrazione e del missaggio lo scandinavo ha fatto da sé, dando alle stampe l'album più vario e "innovativo" per ciò che concerne la sua discografia.
Per l'ennesima volta le fredde terre del Nord Europa si rivelano meno gelide del previsto, è calore puro quello che fuoriesce dal sound dei The Tallest Man On Earth.
Se gli artisti citati a inizio testo girano continuamente nelle vostre playlist, non mancate l'acquisto di questo piccolo e prezioso gioiello intitolato "There's No Leaving Now", sarebbe davvero un peccato lasciarselo scappare.

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