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lunedì 7 maggio 2012KINGS OF BLACK METAL (21/04/2012 @ Alsfeld)Informazioni Data: 21/04/2012 Luogo: Alsfeld (D), Stadthalle Autore: ticino1 Scaletta Mor Dagor Glorior Belli Forgotten Tomb Angantyr Bömbers (special guests) Tsjuder Impaled Nazarene Dark Funeral Behexen Shining Alsfeld è una piccola cittadina nel centro della Germania che non è conosciuta come centro del Mondo per i generi musicali estremi. È allora sorprendente scoprire che proprio qui abbia luogo una manifestazione come il Kings Of Black Metal. Parlando economicamente, questo paesino si trova vicino a un nodo autostradale che permette di raggiungerlo da molteplici centri tedeschi o esteri senza molti problemi. Al nostro arrivo vediamo targhe provenienti da ogni angolo tedesco, dalla Svizzera (noi...), Austria, Italia e altri ancora. Il festival è uno dei più conosciuti a queste latitudini e invita ogni anno formazioni di buon calibro. Un punto organizzativo mi ha infastidito: il responsabile ci ha rifiutato qualunque sostegno per il solo fatto che lui non conosce la 'zine, anche se abbiamo precisato di non volere alcuna elemosina e che il biglietto era già pagato. Sfornare nuovo materiale per i nostri lettori pretende costanza, pazienza, dedizione e una grande porzione di menefreghismo per mandare a fare in culo certa gente che non rispetta l'underground. È ancora presto quando il gruppo locale Mor Dagor si presenta sul palco. Questi ragazzi suonano un black che live mi ricorda spesso grandi maestri death come i Deicide. Il lavoro di chitarra è eccellente e la presenza in scena è favorita dal supporto dei fan locali; è un gran vantaggio giocare in casa. La musica non m'impressiona ma il concerto è bello e tutt'altro che noioso. Dalla Francia ci raggiungono i Glorior Belli che iniziano a suonare davanti a una platea poco folta. Non è solamente ancora presto... il Sole fa capolino fra le nuvole attirando la gente all'aria aperta. All'esterno ci sono anche un bar e la possibilità di mangiare qualche piccolezza. La musica dei Glorior Belli non è neppure di quel genere che sembri attirare le masse. Riff pesanti e lenti misti a passaggi rapidi si trascinano durante quei cinquanta minuti disponibili e non sanno veramente entusiasmare il pubblico che inizia comunque a profilarsi come piuttosto passivo. I musicisti offrono ad ogni modo una bella prestazione che è davvero ammirevole. La passione per la propria musica è palpabile e mi lascia dimenticare il genere un poco ostico ma comunque vario. Bazzicando per i dintorni scambio qualche parola con altri visitatori e sono sorpreso di apprendere quanta gente sia venuta solo per gli Shining... più tardi scoprirò che circa la metà dei miei interlocutori resterà e che l'altra andrà a casa boicottando quel concerto. La stessa idea l'ho pure io ma non voglio togliervi la possibilità di leggere le mie impressioni a proposito. Tanto per passare il tempo offendo alcuni sostenitori di Kvarforth e co. come rappresaglia per i commenti a proposito della mia età... Gli italiani Forgotten Tomb rendono visita alla Germania in occasione della ripresa di un DVD che sarà pubblicato prossimamente. L’introduzione di Herr Morbid è chiara e schietta: "godetevi il concerto anche se non volete" (traduzione libera, n.d.a.). Sono sempre più sorpreso scoprendo tanti gruppi che, anche se non mi dicono nulla, sono molto amati dal pubblico internazionale. Questi Italiani paiono davvero piacere alla platea che partecipa parecchio, mentre la formazione si da veramente da fare sul palco, sfornando una prestazione degna di un palco europeo. Spero per i ragazzi che abbiano lo stesso riscontro anche in casa, negando così il detto "nemo propheta in patria". La scaletta è varia e la qualità d’esecuzione non lascia dubbi sulle capacità dei musicisti. Bel concerto davvero. Ora sarebbe il turno degli Angantyr... che mi perdo a causa di un ristorante che per preparare una pizza deve prima mietere il grano e per il caffè andare a raccogliere i chicchi da tostare su qualche altipiano colombiano... mi è stato comunque riferito che di una prestazione veramente buona. Bömbers... playing a tribute to Mötörhead... non so, non riesco a celare il mio scetticismo. Il pubblico è già pronto a festeggiare, il chitarrista e il batterista appaiono investiti da grida trionfali e applausi... Abbath entra in scena come una vera copia di Lemmy con un bel sigaro in bocca. "Orgasmatron", "No Class", "Bomber", "Ace Of Spades"... tutti classici conosciutissimi. Mi chiedo però: "se tu, sì, proprio tu, avessi un tale progetto cover, interesserebbe a qualcuno?". Chi ha già visto i Mötörhead in concerto in un piccolo locale probabilmente non saprà cosa farsene dei Bömber; sì, avrei potuto lasciarmi andare e festeggiare ma il tutto era troppo ridicolo ai miei occhi. Scusate. Nel frattempo la massa di esseri ubriachi fradici aumenta. Mentre discuto un attimo fuori dalla sala, il servizio sanitario si occupa di una persona che è al margine del coma etilico. Stranamente poco prima tali elementi affermano sempre: "sshhhiiii... shtobbeneee... lassiatemi staaare...". Non smetterò mai di domandarmi perché si paghino 35 Euro d’entrata per poi ubriacarsi senza neppure interessarsi di quello che succede sul palco? Tsjuder, o si amano o si odiano credo. I presenti non si lasciano disturbare da tali domande e considerazioni filosofiche, facendosi trascinare fanaticamente dal black sfrenato dei norvegesi. La formazione mi sembra essere in forma e frusta il pubblico con pezzi ben eseguiti (non chiedetemi quali, non ho mai seguito questo gruppo) che in concerto sprigionano parecchia energia. La maniera di presentarsi sul palco mi pare abbastanza plastica ma la platea sembra godersi questo miscuglio di oscurità, metallo e violenza. Qui e là mi lascio trascinare ed esco, soddisfatto, a prendere una boccata d’aria con un bicchiere di Met in mano. Ora è giunto il momento di onorare i miei eroi Impaled Nazarene. Sono curioso di vedere se si comporteranno meglio di quando li vidi a Turku. Mika girava già dal pomeriggio e non si è perso neppure una band. Come al solito per i signori finlandesi, la scaletta copre tutta la carriera, presentando pezzi che passano da "Sadhu Sathanas", "Gott Ist Tot" a quelli dell’ultimo disco uscito nel 2010. Sì, i signori sono in forma e l’esecuzione delle canzoni è da paura. Più tardi incontro Mika che vende il nuovo EP (tratto da "Road To The Octagon", versione argento e oro con auto collante). È un poco scazzato, allegrotto ma tenta comunque di restare amichevole. Pensate... è nella scena da quasi un quarto di secolo, canta in una delle formazioni più di culto ma si prende comunque la briga di sedersi al tavolo di una bancarella e ha la pazienza di sopportarmi. I Dark Funeral sembrano essere molto attesi questa sera. La gente si pigia sul davanti per non perdersi un solo minuto, non una sola nota. Non riuscirò mai ad abituarmi alla "moda" in senso d’abbigliamento utilizzato sul palco da tali gruppi. Vabbè, gusti sono gusti... la musica e la prestazione sul palco contano. È indiscutibile che ci troviamo di fronte a musicisti esperti che non salgono per la prima volta per mostrarsi a un pubblico. Non si lasciano disturbare neppure da un basso che rifiuta di funzionare e continuano imperterriti. Il bassista, appena impugna nuovamente il suo strumento, salta nella breccia come se nulla fosse. Questi sono momenti che mi piacciono; mostrano il vero valore e l’affiatamento di un gruppo. Bella scaletta e buon concerto. Apprendo ora che i Behexen sono in ritardo. Sono dovuti salire su un volo più tardi e sono ora bloccati in autostrada. Come reagirà l’organizzatore? Suoneranno prima gli Shining? Dimenticherà i finlandesi? Il tutto si posticipa di circa un’ora. Il gruppo si prepara montando una parte della scena e sale poi sul palco senza cambiarsi, solo con un poco di maschera. "Peccato", mi dico io. Vederli con le toghe da monaci del male è veramente figo e pone l’accento sul tributo a Satana del loro rito oscuro. La platea, al contrario del sottoscritto, non si pone neppure tali domande inutili e sostiene i ragazzi. L’ultimo pezzo presentato sarà sul prossimo disco. Credo che, malgrado io non sia fan di questa formazione, lo ascolterò. Non dico di più. Poco dopo circa la metà della gente è sparita e solo un manipolo di accaniti resta per guardare la rappresentazione di Kvarforth e dei suoi compagni. Piazzatomi sul davanti per scattare poi qualche foto decente, mi trovo proprio accanto alla coppia che mi sfotteva per le mie scarpe non "trù" e per l’età. Il battibecco continua per poi ignorarci a vicenda sportivamente. Ho letto parecchio a proposito di malefatte e scandali. Sono veramente sorpreso di vedere quanta professionalità offra Shining. Kvarforth è definitivamente una persona superflua nella scena metal, secondo me. Odio le messe in scena per onorare la propria persona e per rendere conto a un narcisismo eccessivo. Il fatto che la sua mente riesca a partorire idee particolari e piuttosto fresche compensa in parte quei difetti. Probabilmente non comprerò mai un disco degli Shining; live è un fronte unito che sa prendere il pubblico per i coglioni. Il comportamento di Kvarforth non è sempre amichevole nei confronti dei suoi colleghi e non cela un certo disprezzo per il bassista, su cui sputa a più riprese per poi presentarlo come un "boy toy" che tutti scambiano per una ragazza. Il giovanotto è palesemente malcontento e nasconde con fatica il suo tedio. Ok, affari loro. Kvarforth vuota la sua bottiglia di Jack Daniel’s ma si comporta in modo accettabile. Qualche sputo e lancio di rifiuti sul pubblico non sono atteggiamenti riprovevoli se si pensa di cosa siano capaci altri. Ero scettico ma ora sono contento di essere restato a vedere questi svedesi. Che dire... la serata è stata un successo, anche se il pubblico mi ha deluso. Poco entusiasmo e tanto alcool sono cattivi consiglieri per giovani che vogliono festeggiare. Magari dovrebbero presentarsi più italiani per mostrare ai crucchi che cosa è l’entusiasmo! Continua a leggere... LUSTRE - Of Strenght And SolaceInformazioni Gruppo: Lustre Titolo: Of Strenght And Solace Anno: 2012 Provenienza: Svezia Etichetta: Nordvis Produktions Contatti: facebook.com/lustresweden Autore: Mourning Tracklist 1. Part I 2. Part II 3. Part III 4. Part IV DURATA: 16:18 Il progetto Lustre dello svedese Nachtzeit ha una storia in Aristocrazia, in passato ci eravamo occupati di lui per le uscite legate alle release "Welcome Winter" e "A Glimpse Of Glory", è il turno adesso di "Of Strengh And Solace". Quattro tracce ancora una volta come avvenuto in "Night Spirit" e "Welcome Winter" titolate con un semplice "Part" affiancato da un numero ordinale per un totale di poco più di sedici minuti di durata. La musica è ciò che ci si aspetta, un ambient/black nel quale sono le atmosfere a regnare, l'operato dei synth è la base ed il fondamento per le trame che al di sopra verranno ricamate, le chitarre suonano lo-fi e distanti, così come del resto tutta la componente strumentale classica, infatti anche la batteria e il basso vengono inseriti in sordina al cospetto delle tastiere che brillano, divenendo il supporto per aumentare la propensione a viaggiare offerta da sonorità eteree e dilatate che, soprattutto nei capitoli strumentali "Part 2" e "Part 4", attesta come la volontà dell'artista sia dedita a mantenere vivida quella forma primordiale che fu cara al periodo anni Novanta. Ciò che realmente stupisce e potrebbe dar adito a reazioni contrastanti è l'aspetto umorale stranamente fuorviante, si passa dalla melanconia notturna a soluzioni che portano con sé un brio eccessivo sia in "Part 1" che in "Part 3", probabilmente ricollegabili al suono dei synth un pizzico più vivace di quanto ci si sarebbe attesi da Nachtzeit. Il trademark Lustre è ancora vivo e vegeto in "Of Strenght And Solace" e chi segue l'act da tempo non dovrebbe avere particolari problemi ad entrare in contatto con l'operato dello svedese, attendendo di ascoltare il prossimo full "They Awoke To The Scent Of Spring" a quanto sembra già programmato a breve termine, non perdetelo di vista. Continua a leggere... FURYU - Ciò Che L'Anima Non DiceInformazioni Gruppo: Furyu Titolo: Ciò Che L'Anima Non Dice Anno: 2011 Provenienza: Italia Etichetta: Selvarossa Records Contatti: myspace.com/projectfuryu Autore: Mourning Tracklist 1. Illusione Dei Miei Giorni 2. ...E Poi La Luce 3. Un Momento, Vado A Fuoco 4. Finalmente Io Sono 5.La Vastità Del Mio Tempo/Ciò Che l'Anima Non Dice DURATA: 31:43 I bolognesi Furyu sono la classica band per cui ti chiedi: come mai non li ho ascoltati prima? Pechè non hanno avuto un'esposizione che si possa definire seria? Non li hanno ancora presi in considerazione? Sì, è vero sono quesiti che più volte in questi quattro anni di Aristocrazia sono andati ripresentandosi con costanza e il mio rimaner male per la poca visibilità data ad act di valore come questo mi lascia sempre più perplesso.Iniziamo dal monicker, Furyu in giapponese moderno prende il significato di "elegante", in antichità aveva però un valore meno estetico e più emotivo legato a una visione della vita aristocratica del tempo (795-1185 D.C.) malinconica tanto da venir tradotto come "vento e acqua che scorre" simboli di piena libertà, spontanei, delicati e alle volte paragonabili anche a ottime culle per il pensiero. Cosa rappresenta meglio il viaggiare se non il proprio io che si diffonde nel vento o i pensieri che si fanno trasportare dalla placida corrente di un fiume? In entrambe le sue interpretazioni il nome incarna la mentalità propositiva del combo emiliano, la musica è un progressive/rock metal che, pur dimostrando di possedere delle qualità tecnico/compositive di ottima fattura, non si limita a una mera e sin troppe volte replicata rappresentazione stilistica fine a sé stessa. Il prog è una cosa che o sai cos'è per natura o finisci solo per divenirne una caricatura vivente, vi dice nulla l'ultima porcata uscita con un altisonante logo svedese? Sì, parlo degli Opeth e di quella trovata alquanto, ehm, imbarazzante di pseudo-prog di "Heritage". Quale potrebbe essere la differenza fra questo disco e quello? Lì si lavorava solo di mestiere, incollando e controincollando pezzi di altri, facendo ruotare il tutto intorno ad Akerfeldt e alle simil-atmosfere rimaste dell'universo Opeth, dimenticandosi che l'arma fondamentale del genere è il saper offrire oltre una concettualità musicale anche la possibilità all'ascoltatore di focalizzare, immaginare e dare forma alle note. I Furyu tutto ciò l'hanno racchiuso in una chiara visione di quello che intendono per "progressivo". È un connubio d'influenze vario ma riconoscibile quello che ne cementifica le basi e che va dai Fates Warning ai Queensryche, dai Dream Theater ai Watchtower passando per Death Angel, Heathen e chi più ne ha ne metta, non perdendo mai però il bandolo della matassa che riporta al concept traino dei testi e della parte dimostrativa del booklet. Qui si evidenzia il carattere personale con il quale affrontano il tema di come la rivendicazione del possesso di un "Io" che sia realmente individuale porti a uno snervante, necessario, conflittuale ma fondamentale scontro con ciò che il mondo odierno raffigura, passando per sentimenti contrastati quali solitudine e l'estremo d'essa l'alienazione, l'inadeguatezza e il bisogno di risposte. "Ciò Che L'Anima Non Dice" è un disco destabilizzante in quanto privo di mezzi termini, in alcune circostanze è schizofrenia pura quella che assume il controllo della situazione per la maniera con la quale cambi di tempo e il mood si susseguono, l'opener "Illusione Dei Miei Giorni" è forse il pezzo più rappresentativo in tal senso. Ascoltando invece la successiva "...E Poi La Luce" ciò che salta all'orecchio è una deriva di stampo funk inserita su coordinate thrash che inevitabilmente mi fa pensare a Rob Cavestany & Soci di "Act III" (1990) una furia sapientemente coniugata con le scelte groovy, jazzy o di stampo atmosferico. Il rock c'è ed è una presenza strisciante, strumentalmente è riscontrabile in qualche flebile onda post-rock che s'incunea all'interno del calderone d'influenze, è più prominente e importante quella legata all'impostazione del cantato, più similare a forme "alternative" che al prog stesso. Si potrebbero spendere ancora tante belle parole sul lavoro e sulla band, c'è però anche da limare qualche difettuccio, di tanto in tanto sembra ci prendano un po' troppo gusto nel complicarsi la vita, l'esser cervellotici può starci ma alcuni fraseggi alleggeriti avrebbero permesso un maggior slancio. Una critica circa il fattore derivazione sarebbe invece una crociata persa in partenza, chi non ne soffre? In "Ciò Che L'Anima Non Dice" la personalità dei Furyu è presente, certo l'impronta d'altri ha un peso da ridimensionare se non si vuole rimanere ancorati a questo o quello, ci lavoreranno di sicuro su. Un album decisamente sopra la media e qualità da vendere, questo sono i Furyu, l'ennesimo act italiano che possiede le carte in regola per fare il grande salto, che sia arrivato il momento per agganciare il treno che conduca la loro musica oltre i confini nostrani? E sarebbe anche in ritardo di un po'... mannaggia. Continua a leggere... GHOST TOWER - Head Of Night
Informazioni
Gruppo: Ghost Tower Titolo: Head Of Night Anno: 2012 Provenienza: U.S.A. Etichetta: Autoprodotto Contatti: http://www.myspace.com/ghosttowermetal Autore: Mourning Tracklist: 1. Ninth Tooth Of The Gravekeeper's Grin 2. Secret Of Black Moss Lake 3. The Brooding Silence... Instrumental 4. ...Of Untimely Death 5. House Of Wary Shadows 6. An Elusive Encounter 7. Scroll Of The Lunar Tribe Instrumental 8. Island Of All-Knowing Eyes 9. Elegy Of Dreamtime DURATA: 39:57 Pronti, ripartenza e via, un solo anno è passato da quando scrissi la recensione del debutto full dei Ghost Tower intitolato "Curse Of The Black Blood" ed ecco che ho la possibilità di riesaminarli con "Head Of Night" rilasciato da poco in forma autoprodotta.
Il trio composto da Matt Preston (chitarra, basso, tastiere e cori), Ameven (voce) e Mike Biggs (batteria e a quanto pare già fuori dalla band) si presenta mantenendo intatta la natura underground del progetto, la produzione è alquanto "casereccia" ed emana ancora quella sensazione di "non perfetto" che rende l'ascolto ancor più gradevole in quanto realmente predisposto a incanalare le doti effettive degli artisti coinvolti.
Il sound di per sé scuro nel recente passato, ha aumentato il nero che lo circonda in modo che oltre le più classiche influenze NWOBHM dei Maiden a esempio (e in senso lato dei primi Fates Warning) venissero a contatto con quel proto-doom che dai Black Sabbath si è spostato a gente come i Witchfinder General, abbiamo quindi sonorità dirette, dai tratti grevi ma in possesso adesso di una struttura migliorata sia per la robustezza espressa che la combinazione delle scelte attuate. Il platter ruota sulla trasposizione sonora di un clima ricco d'inquietudine e velata tristezza caratterizzato dalle melodie tutt'altro che catchy e incarnanti appieno lo stile retrò designato loro, un riffing prestante ma capace di diluirsi dando spazio alle entrate in solo, dalle tastiere tese a elevare lo stato d'animo in piena agitazione di una creatura che nella voce di Ameven ancora una volta non di facile assimilazione al primo ascolto per il modo cantilenante di porsi sui brani, quest'ultimo diventa pesante e aggressivo in "House Of Wary Shadows" mettendo in mostra un'altra versione del suo cantare su di un pezzo che parrebbe esser firmato Blitzkrieg altro nome valido da citare nel campo influenze. Fra le canzoni da annotare vi sono sicuramente l'opener "Ninth Tooth Of The Gravekeeper's Grin" che rappresenta a pieno titolo il vintage sound dei Ghost Tower, "Secret Of Black Moss Lake" e "Island Of All Knowing Eyes" in quanto porgono all'orecchio la completa summa delle soluzioni adottate in "Head Of Night" e i due strumentali "The Brooding Silence..." e "Scroll Of The Lunar Tribe" per il compito svolto che non si riduce a semplice compitino d'intermezzo bensì a una reale presenza importante ai fini dell'ascolto. Non so se definirlo tributo sarebbe limitante, ciò che penso, è che un album come "Head Of Night" sia un buonissimo esempio di come si ci dovrebbe approcciare con la storia dell'heavy metal, suona fresco e incontaminato dalle leggi di mercato che valorizzano spesso una forma ridondante a discapito della musica. Se gli anni Ottanta sono stati la vostra culla metal, condividete un po' di tempo con i Ghost Tower, non dovreste avere nessun problema nell'apprezzarne gli intenti e nel caso voleste accaparrarvene una copia, mettetevi direttamente in contatto con Matt (mpreston717@gmail.com), il musicista sarà lieto di indicarvi come entrarne in possesso. Continua a leggere... NACHZEHRER - Pestilence Hungers In The ShadowsInformazioni Gruppo: Nachzehrer Titolo: Pestilence Hungers In The Shadows Anno: 2012 Provenienza: USA Etichetta: Demons Gate Records Contatti: facebook.com/nachzehrerblackmetal Autore: ticino1 Tracklist 1. The Awakening 2. Bärsärkar-Gång 3. Howling And The Imminent Stench Of Decay 4. Black Order Of The Goat 5. Incestual Demoncy 6. Atavist DURATA: 27:11 Il periodo che passa tra la fondazione di un gruppo e i suoi primi lavori diminuisce sempre più. Per questi americani di Boston non vale neppure la scusante che siano musicisti militanti da qualche tempo in altre formazioni. Se do retta alle informazioni in rete, nessuno di loro è attivo da prima del 2006. Ciò significa, dunque, che i Nachzehrer siano da squalificare al primo minuto? Scopriamolo insieme.Il primo capitolo non mi pare molto americano e mi lascia piuttosto da questo lato dell’oceano con lo sguardo teso verso Nord. "Bärsärkar-Gång" è una traccia abbastanza curiosa… il riff iniziale mi ricorda il buon vecchio thrash che si fonde poi a del black di fattura tipica. Questi gioca un ruolo secondario nel tutto. La voce incide solchi nelle orecchie, tentando di strappare i timpani all’ascoltatore. Il pezzo è uno dei miei preferiti, anche se da un lato non trovo una vera coerenza nel costrutto. Più i minuti passano, meno si sente il black puro che si rispecchia piuttosto in ritmiche ossessive e celeri. I pezzi si possono anche descrivere come una disputa fra il thrash e il black che si alternano di continuo. Questi statunitensi padroneggiano sicuramente l’arte di produrre ritmi trascinanti, come dimostrato dalle tracce successive che sono ricche di ritmiche variate e "break" che faranno senza dubbio grande effetto in concerto. L’esecuzione delle piste e la tecnica sono impeccabili e offrono al pubblico indubbiamente pane per i suoi denti e buoni argomenti per festeggiare un party metal, né più né meno. Sarò onesto: questo EP è sicuramente solido e di buona qualità ma comunque standard e non riesce a entusiasmarmi. Lascio a ognuno di voi la scelta se acquistarlo o meno. Ascoltate, ponderate e decidete, Amen. Continua a leggere... BOOTHILL REGULATORS - Degradation Of The WestInformazioni MAGNETICA ARS LAB - Magnetica Ars LabInformazioni KROWOS / ANAR - Ex Profunditate AnimaeInformazioni Gruppo: Krowos / Anar Titolo: Ex Profunditate Animae Provenienza: Italia Anno: 2011 Etichetta: Autoprodotto Contatti: lucaslis[at]hotmail.it (Anar) - facebook.com/KrowosTSHOBM Autore: Akh. Tracklist 1. Krowos - Simulacrum's Damnation 2. Anar - Griping The Black Sceptre DURATA: 11:34 Era da una vita che non mi ritrovavo ad ascoltare uno split cd, precisamente quella piccola perla underground di "Jesienne Szepty" ad opera dei polacchi Sacrilegium / North.Stavolta questa operazione è di fattura nostrana da parte dei siciliani Krowos e dei liguri Anar, che giungono per regalarci undici minuti di puro ed incontaminato Black Metal; nella sua specifica con uno sguardo al periodo aureo '92e.v./'95e.v., a detta di molti il vero periodo "Nero" del B.M. Certo un brano a testa è poco per vedere le potenzialità dei due gruppi, ma a mio avviso dovremmo valutare questa uscita completamente con occhi differenti; ovvero inserire il cdr e ascoltare le vibrazioni intense che questi due artisti hanno saputo ricreare; vibrazioni sì, in quanto i due pezzi in questione sono due piccole perle underground colme di passione e forte omaggio alle pulsioni viscerali che il B.M. elargiva in maniera copiosa circa tre lustri fa. Krowos è il progetto solista di Frozen (eccetto per le vocals di Tsade), già con Valefar, Arcanum Inferi (ascoltatevi il loro "Ars Hermetica" se adorate sonorità B.M. della vecchia Svezia, non ve ne pentirete), Lylium, ecc.., e lo ritroviamo a far fronte a tutti gli strumenti. "Simulacrum's Damnation" incomincia con l'inserimento di due chitarre sovrapposte che tendono a ricreare dissonanze semplici ma disagiate, come a paventare il tendaggio della dannazione del simulacro, fino ad arrivare all’interno della sua essenza; ovvero il fuoriuscire di un riffing velatamente melanconico ma essenzialmente crudo come la vecchia scuola norvegese ci aveva saputo donare (la buona cosa è che questo brano ha valenza propria non rispecchiandosi negli altri gruppi di Frozen, quindi avente una propria identità, cosa che mi fa davvero piacere), su cui le vocals corrosive vanno ad innestare un'idea di agitazione, alterazione e pura essenza (grazie anche all'espediente volutamente e ben esercitato di sovraincidere parti vocali drammatiche e lievemente fuori tonalità, in maniera da evidenziare ulteriormente il messaggio intrapreso dalla band). I ritmi non cambiano rimanendo stabili per tutta la durata della canzone ed il riffing mantiene perennemente la sua forza espressiva pur senza eccedere in soluzioni troppo articolate, bensì avendo il punto di forza proprio nella semplicità e nel pathos che in fondo ha quasi un senso liturgico, divenendo un inno alle forze notturne, suonato con indubbia fede e decisione. Di Anar (progetto di Magus) so esclusivamente che ha realizzato tre demo prima di uscire con questo split, purtroppo però non ho avuto modo di conoscerli, quindi mi fermerò all'impressione di questo "Griping The Black Sceptre"; già il titolo mi riporta a mente intestazioni di altri tempi e mi cala assolutamente bene, soprattutto perchè la canzone è fantastica nella sua selvaggia e semplice visceralità, il tessuto sonoro è un connubio impressionante di Sacrilegium ed Emperor (periodo "Wrath Of The Tyrant"), perciò andando a prendere a mio avviso il meglio di due scene (quella polacca e quella norvegese) e riuscendo a fonderle assieme creando un vero pezzo di "grezzo" e purissimo Black Metal. Non casualmente mi è tornato a mente lo split ad apertura di testo, in quanto se questo fosse lo spirito di Anar, potrei dire di aver finalmente trovato l’erede dei Sacrilegium (combo che mai è stato giustamente considerato da parte dei fanatici del settore, ma che in poche uscite ha saputo scrivere pagine fondamentali e decisamente degne di nota), ciò per me è veramente un grande motivo di apprezzamento, il saper ricreare quell’alone mistico, silvestre, indomabile e primitivo è roba non da tutti, ma in questi cinque minuti il sangue nelle vene è scorso più veloce e la mente si è aperta a visioni che da molto tempo erano sepolte, sia grazie al riffing melodicamente trascinante ed irruento, sia alle vocals acide e cariche di tensione al punto di ricordarmi il giovane Ihsahn; un'immersione totale nel mondo ordito da divinità agresti, dove la percezione della natura e dei fauni esce in maniera prepotente. Se siete dei fanatici di certi suoni, di certe attitudini, se gongolate nel tirar fuori pezzi di spessore dalla vostra collezione e ricordarvi le emanazioni che vi hanno saputo elargire, contattate le band ed avrete due nomi da conservare gelosamente nello scrigno nero (il fatto che il cdr sia limitato a duecento copie è solamente un incentivo). Undici minuti di incontaminato sotterraneo Black Metal primordiale, vi attendono! Continua a leggere... THE NOSEBLEED CONNECTION - NosebleedersInformazioni IT CAME FROM OUTER SPACE #8A.A.V.V. - Punk Raw And Live Vol. 3
Sì, anche a me è sempre piaciuto giocare a Ping-Punk... o si dice Pong? L'estate del 1977 diede il via a una magnifica onda che travolse la gioventù di allora, cambiando la faccia della musica, anche di quella metal! Ooooh no... perfezione e cura del dettaglio non erano gli obiettivi ambiti da The Damned, Dickies, Sham 69 o Buzzcocks... Divertimento e trasmissione di un messaggio sovversivo, questi sì che erano fattori importanti. Solo pezzi live, vomito sul palco e trasgressione pura come non ci sarà più vi attendono su questa perla.
I tempi cambiano e noi con loro.
SIGUR RÒS - Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust Informazioni Gruppo: Sigur Ròs Titolo: Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust Anno: 2008 Etichetta: EMI, XL recordings Autore: 7.5-M
È tempo di tornare indietro con la memoria. A qualche adolescenza fa. A scoprire della musica regalata inaspettatamente, come dovrebbe essere per ogni regalo vero. Quest'album è un regalo, splendido, ricco di sfumature e colori. Le gioie di sillabe infantili, gli indimenticabili Festival di puri crescendo, le ballate malinconiche, i pianoforti solitari nei luoghi dove tutto va bene. Musica per le orecchie che ronzano. Ronzano perché corriamo veloci, col vento, in qualche lontana adolescenza.
GREEN DAY - Dookie Informazioni Gruppo: Green Day Titolo: Dookie Anno: 1994 Etichetta: Reprise Records Autore: Mourning
Era da poco approdata Mtv in Italia, a quel tempo c'era ancora una gran parte della programmazione in inglese e il nostro Enrico Silvestrin con i suoi "capelli" sembrava il fratello di Dexter Holland degli Offspring. Era il periodo nel quale gli americani Green Day salirono alla ribalta con un album clamorosamente divertente, di facile ascolto e ancora puramente punk californiano, parlo di "Dookie", delle sue hit video "Basket Case" e "When I Come Around", delle trascinanti "Long View" e "Welcome To Paradise" (rinnovata rispetto alla versione contenuta nel precedente "Kerplunk"), essendo ancora una band non venduta al commercio. Per chi avesse vissuto l'adolescenza in quel tratto storico nel quale metal, grunge e Mtv riuscirono quasi a coesistere in tv, questo disco porta alle mente molti ricordi e per le nuove generazioni può divenire il modo per comprendere chi veramente fossero Billie Joe, Mike e Tre.
COVEN - Witchcraft Destroys Mind And Reaps Soul Informazioni Gruppo: Coven Titolo: Witchcraft Destroys Mind And Reaps Soul Anno: 1969 Etichetta: Mercury Autore: Dope Fiend
È il 1969: ha luogo il leggendario festival di Woodstock, escono il primo album dei Led Zeppelin e il primo dei King Crimson... insomma, il mondo della musica è in pieno fermento. Ed è proprio in quell'anno, in quel contesto, in quell'America che i neonati Coven pubblicano "Witchcraft Destroys Mind And Reaps Soul", un concentrato di lisergico occultismo, il lato più suadente ed esoterico del Diavolo. Il Black Metal era ancora lontano dal sorgere e gli allora giovanissimi Black Sabbath stavano iniziando a muovere i primi passi, ma i Coven, capitanati dall'appeal malefico della loro ugola d'oro, Jinx Dawson, mettevano già in musica una vera e propria messa nera. In magnetico equilibrio tra classicismo Rock, movenze Prog, atmosfere Beat e ruvidità Hard Rock, si erge questo monumento demoniaco, questa stregonesca empietà che vedrà il suo culmine in "Satanic Mass", null'altro che un'invocazione al Maligno, officiata dagli stessi musicisti. Un disco, un demone, una visione morbosa, una sempiterna rappresentazione del cuore di Lucifero.
...The prince assumed the person of the goat, reigning upon his throne distant and far remote... GORESHIT / ANNOYING RINGTONE - Split Informazioni Gruppo: goreshit / Annoying Ringtone Titolo: Split Anno: 2012 Etichetta: Dance Corps (netlabel) Autore: Insanity
Due maestri dell'underground elettronico uniscono le forze in un lavoro che distrugge la Dance e il Pop a suon di casse gabber e break caotici. Sempre a metà tra Dancecore e Mashcore, i due si divertono a prendere brani di artisti più o meno famosi, rimescolandone i pezzi a proprio piacimento; ed è così che in un attimo si passa dai Vengaboys a Ke$ha, dagli E-Rotic a Yolanda B-Cool, il tutto su basi folli e trascinanti in un continuo delirio da discoteca-manicomio, che vede tra i suoi picchi la dolce "Thinking Of You" e il mash-up conclusivo saturo di acido. Divertimento assicurato.
SKA-P - El Vals Del Obrero Informazioni Gruppo: Ska-P Titolo: El Vals Del Obrero Anno: 1996 Etichetta: RCA Records Autore: M1
Sono stato travolto pure io da giovane una volta dai ritmi scatenati e ballabili dello Ska, e quale formazione più facile da approcciare per un ignorante in materia come il sottoscritto (oggi come allora) se non una che ingloba nel proprio nome il genere in questione? Inni alla libertà e denunce sociali in dodici tracce semplici, immediate e facilmente memorizzabili sono i punti di forza degli Ska-p e de "El Vals Del Obrero". Legalizza!
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VERATRUM (2012)Informazioni Autore: M1 Formazione Marchosias - Basso Sabnok - Batteria Caim - Chitarra Haiwas - Voce, Chitarra Il demo "Sangue" era stato una gustosa anteprima circa le abilità in possesso dei Veratrum e ciò aveva caricato di aspettative la critica e i fan. Spesso si può rimanere delusi in tali circostanze ma ciò non è accaduto con i bergamaschi che hanno rilasciato un disco di spessore assoluto, confermando quanto di buono era stato detto da Bosj nel maggio del 2011. "Sentieri Dimenticati" è un album di death metal multisfaccettato, curatissimo ma ricco di "cuore". Partiamo da qui ragazzi: come è possibile che una bomba come "Sentieri Dimenticati" non abbia alle spalle una etichetta discografica a supportarlo? Non avete ricevuto offerte adeguate oppure l'autoproduzione è stata una scelta consapevole e voluta sin dal principio? Caim: Entrambe le cose. Vorremmo trovare un'etichetta che ci proponga un lavoro serio e una collaborazione duratura e fino ad adesso non abbiamo ricevuto nessuna offerta del genere, non vogliamo essere sotto etichetta per forza. Abbiamo deciso di registrare "Sentieri Dimenticati" e solo dopo di proporre il lavoro definitivo a qualcuno, non viceversa. Attualmente stiamo cercando un'etichetta seria o almeno una distro ben organizzata che possa diffondere i nostri lavori. Come vi siete mossi dai tempi dell'intervista sulle nostre pagine alla data di pubblicazione del disco per realizzare queste dieci nuove tracce? Avete intervallato esibizioni live a momenti di scrittura, vi siete rinchiusi in studio per un tour de force oppure si è trattato di un processo di lunga durata nel tempo? Marchosias: Bisogna dire che già durante le registrazioni di "Sangue" avevamo del materiale pronto ma che non abbiamo inserito per lavorarci su di più e, vedendo come sono andate le cose, possiamo dire di aver fatto bene. Quindi il lavoro non è stato tutto fatto nell'intervallo tra i due CD. Sabnok: Comunque sì, a parte qualche live ci siamo concentrati soprattutto sullo sviluppo dei brani e il lavoro si è fatto sempre più pesante man mano che le session si avvicinavano. Addentriamoci in "Sentieri Dimenticati". Leggendo le note del booklet che commentano i testi è evidente come si tratti di un concept, potete dirci qualcosa di più a riguardo? Esso narra di un viaggio verso la Conoscenza, per indagare "la realtà oltre la realtà": di quale viaggio precisamente è protagonista l'Uomo? Quali sentieri sono stati dimenticati? Haiwas: Sai, non mi definisco assolutamente un credente e non sono seguace di nessuna religione monoteista. Però è chiaro che l'uomo è fatto per qualcosa di più della semplice materia sensibile, altrimenti butteremmo via l'unica cosa che ci distingue dagli animali. Ci serve avere una spiritualità, quanto meno intesa come auto-analisi, sguardo interiore per capire meglio se stessi, gli altri e tutto ciò che ci circonda. Ovviamente la Conoscenza dovrebbe essere un percorso fatto di studio e di riflessione per capire il nostro posto nel Cosmo ed essere quindi meno limitati e più liberi e, forse, felici. Questo è un sentiero che oggi non si segue più, alcuni non hanno il tempo di coltivarlo (come dagli torto!) altri semplicemente non si pongono nemmeno il problema (ed è più grave). Ma ci sono anche livelli più bassi ma non meno importanti: l'immaginazione, la creatività... ne vedo poca oggi ed è un peccato. Questi sono i "Sentieri Dimenticati". Ma sono solo, per l'appunto, "dimenticati" non "persi per sempre". Sono ancora lì, magari un giorno li ritroveremo. A livello musicale emergono chiaramente le influenze che avevate citato nella nostra precedente chiacchierata, penso al death metal martellante e senza compromessi degli Hate Eternal, al lato tecnico degli Aborted e alla carica epica che riescono a sprigionare i Behemoth. Siete però andati anche oltre, inserendo un paio di assoli "assennati", capaci di arricchire il brano e non di sfoggiare unicamente una mera abilità tecnica, intermezzi atmosferici dal sapore orientale e addirittura voci pulite. Il tutto mantenendo un equilibrio e degli arrangiamenti invidiabili e mai forzati. Come nasce un vostro brano? Qual è il segreto per avere pezzi così ricchi ma comunque fruibili e non cervellotici? Marchosias: Ma sei sicuro di aver ascoltato il nostro CD!? Sabnok: Di solito si parte da una struttura tendenzialmente completa e poi si passa agli arrangiamenti. A volte in questa fase il pezzo cambia anche tanto, ognuno mette il suo. Lavoriamo molto sull'arrangiamento e su diversi livelli: prima sistemiamo la ritmica, poi aggiungiamo le soliste, poi le voci e poi le finiture. Anch'io che sono batterista compongo dei riff. Mi è sembrato di notare che col passare dei minuti del disco la vostra musica diventi sempre più "raffinata" e quasi "ricercata", pur rimanendo sempre estrema, muovendosi in parallelo con il viaggio narrato nel concept. Dalla necessità iniziale di risveglio e superamento dei riti iniziatici rappresentata fra l'altro da un brano massiccio come "I Trionfi Più Grandi" sino a giungere alle città di Atlantide, Thule e Agarthi. Si è trattato di una scelta ponderata fin dall'inizio? Haiwas: Sì, abbiamo avuto l'idea fin da quando abbiamo cominciato ad interrogarci un po' di più sulla struttura definitiva del CD. Abbiamo aggiustato alcuni arrangiamenti e alcuni testi per renderli coerenti con il concept e così è nato l'ordine dei brani e il percorso sonoro definitivo. L'intro "La Voce Del Silenzio" comprende le parole di Helena Petrova Blavatsky, potete dirci qualcosa in più circa la sua persona e il motivo per cui avete scelto il pezzo originariamente intitolato "The Voice Of The Silence" come incipit del concept? Haiwas: Madame Blavatsky era una filosofa e spiritista vissuta nel XIX° secolo. Sarebbe troppo lungo spiegare qui il suo pensiero, ma al di là di alcune chiacchiere che girano attorno a chiunque abbia osato sfidare il Cristianesimo, fu una donna libera, studiosa dell'occulto ma non solo: si dedicò tantissimo alla spiritualità Indiana e Orientale. Nelle sue opere mette sempre al centro le potenzialità mentali e interiori dell'Uomo e la Libertà. Purtroppo molti aspetti del suo pensiero furono mal interpretati e finirono per essere adottati da sette e circoli estremisti, soprattutto razzisti. I maestri di Hitler leggevano gli scritti della Blavatzky, purtroppo. L'intro "La Voce Del Silenzio" è un opener perfetto perché è un incitamento a staccarsi dai propri sensi materiali e aprire la mente. Blavatzky, a sua volta, trasse l'intero brano da alcuni scritti tibetani quindi il poema non è del tutto suo. Domanda per Haiwas: quanto è difficile adattare l'italiano usato nei testi alla metrica delle canzoni? Ritieni che la nostra lingua consenta poca varietà a questo riguardo a differenza dell'inglese? Come giudichi la tua prestazione? In ambito black, nel quale bazzico maggiormente, ricordo di aver letto diverse critiche sul fatto che tanti avessero copiato non solo l'idioma utilizzato e le tematiche ma anche l'aspetto della metrica agli Spite Extreme Wing. Sinceramente eccetto un paio di passaggi leggermente "forzati", trovo che tu abbia svolto un buon lavoro a riguardo... Haiwas: Scrivere i testi in Italiano è difficile tanto quanto scrivere dei bei testi in Inglese. Non è vero che l'Inglese ti rende la vita più facile, semplicemente non ti accorgi se fai errori perché non lo padroneggerai mai al 100%. Il lessico è importante e ti assicuro che molto spesso quando dei miei amici Americani ascoltano o leggono testi di gruppi metal italiani ridacchiamo e mi dicono che alcune cose non hanno molto senso e suonano ridicole. Potremmo scrivere testi in Inglese ma non lo faremo mai e non ci abbiamo mai pensato e visto che i risultati con l'Italiano non sono malvagi non vedo perché cambiare. Per quanto riguarda la prestazione, ovviamente non mi batto le mani, né mi insulto da solo. Posso solo assicurare che mi sono sbattuto moltissimo per ottenere un risultato buono. Poteva essere migliore? Spero di sì, se avessi raggiunto la perfezione dovrei smettere di suonare... e non ne ho voglia! Non ho visto (o non ricordo) critiche relative al fatto che ci sia somiglianza tra me e Argento degli Spite. Mettiamola così: primo, dato che gli SEW sono una delle migliori band black metal italiane di sempre, prendo la critica come un complimento; secondo, a mio parere i Veratrum non c'entrano niente con gli SEW e qualsiasi "citazione" da loro non è voluta anche se, ammetto, che il cantato in Italiano e i testi un po' "magniloquenti" possono indicare un qualche collegamento che però, ripeto, non è cercato. A proposito, vedo che per questo album d'esordio avete abbandonato i vostri nomi propri in favore di pseudonimi, qual è il motivo di questo cambiamento? Caim: La ragione terra terra è che preferiamo che i nostri veri nomi circolino in Internet il meno possibile. La ragione più profonda è che lo pseudonimo stacca maggiormente il lavoro dalla realtà. Ci piacerebbe pensare che gli ascoltatori del nostro lavoro chiudano gli occhi e si facciano trasportare, senza pensare a niente e per fare ciò il nome e cognome"umano" del musicista è meglio che spariscano. Sul booklet è riportata la presenza di due ospiti: Davide Forotti (Voland) e Jan Nava (Zaburon). Puoi spiegare a chi non li conoscesse chi sono e come hanno contribuito al lavoro? Personalmente non potrò mai dimenticare lo splendido lavoro fatto da Davide coi Voland, la sua performance vocale fu davvero commovente e intensa... Haiwas: Sono due vocalist di esperienza e talento. Il primo è di scuola Black Metal, il secondo Death Metal. Hanno partecipato alle parti corali del CD e ciò è stato molto bello (e divertente). In più, è stata l'occasione per mescolare il nostro lavoro con quello di altre band storiche bergamasche. Cosa rappresenta invece l'immagine di copertina? Sabnok: Il personaggio in copertina è il protagonista del concept che, idealmente, coincide con l'ascoltatore. I tre simboli alle sue spalle rappresentano le Città Perdute, da sinistra a destra Agarthi, Atlantide e Thule. Il paesaggio desolato e sulfureo sullo sfondo è uno spazio primordiale, "magico" per definizione. Avete dedicato "Ritorno Ad Atlantide" a Franco Battiato, definendolo: Maestro e fonte d'ispirazione. Come pensate che potrebbe giudicare il pezzo nel caso in cui dovesse ascoltarlo? Caim: Benissimo naturalmente! Sto pensando di inviargli il CD! Il disco è stato presentato ufficialmente nella serata di venerdì 24 febbraio all'Altrove Pub di Palazzolo sull'Oglio, come è andata la serata? Che riscontri avete ricevuto portando i nuovi pezzi sul palco? Marchosias: Serata bellissima, locale fantastico, suoni e luci ottimi. Abbiamo suonato un'ora e tutto è andato perfettamente. Probabilmente è stata la nostra migliore performance di sempre. Caim: C'era tantissimo pubblico, il locale era strapieno con gente anche in piedi. Alcuni ragazzi che non conoscevamo era venuti apposta per noi, è stato emozionantissimo. Avete in programma altre date? Sabnok: Per ora no, si riprenderà a Settembre penso. Ma va bene, così possiamo ripassare i pezzi vecchi e lavorare su materiale nuovo. Come state promuovendo il disco? C'è qualcuno che lavora per voi oppure fate tutto in prima persona? Haiwas: Eh magari avessimo qualcuno! Facciamo tutto "in casa". Io lavoro su Internet, Caim si occupa dei concerti e di inviare i CD a chi li compra. Sta anche cercando di contattare le case discografiche. Sabnok e Marchosias si occupano delle magliette e del merchandising in generale. Devo dire, però, che gli ascolti ci sono e la promozione non va malissimo quindi gli sforzi, per ora, non sono vani. Qual è stato l'ultimo album ascoltato? E quale vi ha lasciato invece a bocca aperta dallo stupore? Marchosias: Un album che ci ha stupiti tutti è stato l'ultimo Belphegor "Blood Magick Necromance". L'ho fatto sentire io alla band e ci ha molto appassionati. Per il resto, attualmente ascolto molto gli Anaal Nathrakh e gli Strapping Young Lad. Caim: Ho recentemente ascoltato l'ultimo dei Drudkh "Eternal Turn Of The Wheel", molto interessante. Sabnok: Ascolto molto gore-grind. Penso che l'ultimo CD che ho ascoltato sia qualcosa dei Septycal Gorge. Haiwas: Sto ascoltando tantissimo i Dissection, ma l'ultimo CD che ho ascoltato penso sia stato "Oracles" dei Fleshgod Apocalypse. Per me può bastare, a voi la parola, non prima però di aver consigliato a tutti gli amanti delle sonorità estreme in chiave epica di approcciarsi ai Veratrum. Meritano per davvero... Vi ringraziamo per il supporto costante e l'amicizia. Invitiamo tutti coloro che amano il Death Black Epico ad ascoltarci su Internet e a venire ai nostri concerti. Alcune canzoni e tutte le informazioni necessarie possono essere trovate sulla nostra pagina Facebook o su Reverbnation all'indirizzo: www.reverbnation.com/veratrumdeath. Grazie e a presto, un saluto da parte dei Veratrum! Continua a leggere... GASOLINE THRILLInformazioni Ho oggi il piacere di fare quattro chiacchiere con Samara Kain, frontwoman delle Gasoline Thrill, la band britannica ha rilasciato il debutto "Burn" del quale troverete la recensione girando per il sito, vediamo quindi come si è svolta la situazione e chi sono questi ragazzi. Ciao Samara e benvenuta su Aristocrazia Webzine, come stai? Samara: Molto bene, grazie. È passato un annetto da quando si sono incrociate le strade del nostro sito e della vostra realtà nata come Catfight ed evolutasi nei Gasoline Thrill, perché questa scelta? Abbiamo notato che un'altra band americana si chiamava Catfight ed era difficile trovarci su Internet perchè se cerchi Catfight troverai tantissimi video di wrestling femminile o di gatti che se le danno, per cui abbiamo deciso di cambiare il nostro nome per fare in modo che la gente ci trovasse più facilmente, un nome che nessuno aveva. Inoltre sentivamo che era tempo di cambiare e di trovare un nome che descrivesse meglio noi e la direzione musicale che abbiamo intrapreso. Gasoline Thrill è più dinamico e pieno di energia. Da una formazione all-female siete passate a un trio di donne con un uomo, Dave Guy, dietro le pelli. Cos'è successo, si è rotta l'alchimia? Un cambio di direzione? Esattamente! Dave era entrato solo per registrare le parti di batteria dell'album, poichè stavamo cercando un nuovo batterista e dato che è andata così bene con Dave in studio mentre registravamo l'album, gli abbiamo chiesto se voleva restare. Dave ha portato la giusta energia alle canzoni. Inoltre ci troviamo bene con Dave per cui eccoci qui! Partiamo dagli albori, com'è nata la band, quali sono state le tappe che ritieni fondamentali per la vostra crescita artistica e presentaci brevemente i componenti. La band è nata nel 2009 da me. Avevo qualche canzone pronta e ho passato un anno per cercare i componenti giusti. La chitarrista Martha Lewis si è unita a me per prima seguita dalla bassista Monica e infine da Dave Guy. Una volta insieme, è andato tutto velocemente. Abbiamo registrato e pubblicato il nostro EP a dicembre 2010 ed un anno dopo il nostro singolo è stato seguito dall'album "Burn" che è stato reso disponibile digitalmente lo scorso mese e fisicamente il 2 maggio 2012. Crediamo che le nostre canzoni migliorino sempre di più e stiamo maturando come band. Il fatto che tutti partecipano alla fase compositiva da sempre ha arricchito la forza che siamo. Quello che risulta evidente dopo un paio di ascolti del disco è che il progetto sia una vera e propria continuazione di ciò che avevate fatto in passato. La strada, le scelte musicali e l'impostazione che vi permette di passare dal rock più puro a quello miscelato col grunge e con il punk hanno mantenuto le loro doti caratteristiche. Sono cambiati i vostri gusti musicali nel corso degli anni? Quali sono gli album che ritieni formativi per l'artista che sei? Non direi che i miei gusti siano cambiati ma piuttosto che apprezzo più artisti o generi crescendo (sia come età che musicalmente). Mi piacerà sempre ciò che mi piaceva da ragazzina, da adolescente e da adulta. Qualsiasi cosa tu abbia amato musicalmente una volta la amerai per sempre ma aggiungerai altre cose col tempo. Ho sempre amato il punk rock fin da piccola, il genere è così ampio, ricco e con così tante band che puoi sempre innovare suonando punk rock se riesci ad incorporare altri generi: grunge, rockabilly o anche metal. Non so che album mi abbiano formato come artista ma posso dire che alcuni album, canzoni o artisti mi hanno fatto venire voglia di prendere la chitarra e di suonarli ogni volta che li sento: Green Day, Social Distortion, The Misfits, The Ramones, The Distillers, Joan Jett And The Blackhearts e Hole. Tanta adrenalina ma anche alta fruibilità, buoni ritmi e ritornelli catchy, quant'è difficile comporre un buon brano al giorno d'oggi? E come nasce una vostra canzone sia dal punto di vista della musica che sotto quello delle tematiche da trattare? Non penso che sia difficile creare una buona canzone; è più difficle fare in modo che venga ascoltata tra i milioni di band presenti oggi. Sì, le nostre canzoni sono sulla musica, il groove, i testi, l'energia e le emozioni. Girando per la rete, ho letto in un'altra intervista che tu e Monica avete due modi d'intendere la vita alquanto differenti, vena pessimista vs ottimista, questo tipo di confronto, anche caratteriale suppongo, vi è d'aiuto nelle fasi di composizione dei brani? [ride] Sì, Monica aggiunge sempre un lieto fine, una nota positiva nei suoi testi mentre io sono cinica. Neanche Martha è proprio positiva. È bello avere messaggi diversi nei testi! Quant'è stato faticoso partorire "Burn"? Il lavoro in studio, la registrazione, le varie fasi che si susseguono, suppongo con continui aggiustamenti del caso, com'è entrare in uno studio e vedere il frutto della propria fatica che prende forma? Non è stato difficile, è stato solo un lavoro duro e stancante perchè dovevamo anche lavorare purtroppo, per cui lavoravamo tutto il giorno e passavamo le sere e i fine settimana in studio, è molto più stancante e lungo che farlo in un mese tutti i giorni. Il modo in cui l'abbiamo fatto significava dormire poco per cui era fisicamente dura. Inoltre avevamo un budget non molto grande per cui non potevamo perdere tempo in pause e lavoravamo per tutto il tempo che passavamo in studio. Col senno di poi sei completamente soddisfatta del risultato che avete ottenuto? Poichè il budget era ridotto, non siamo riusciti ad avere tutto il tempo che volevamo per il mixaggio ma siamo contenti del risultato e non c'è bisogno di dire che eravamo molto contenti quando era finito. Sono molto soddisfatta ma avrei voluto un budget più grande e più tempo per fare in modo che suonasse come suona in sede like. Guardatelo qui. È stato divertente girare il video del singolo "Not Afraid"? Qualche retroscena accaduto durante le riprese? Sì, è stato molto divertente e ancora una volta abbiamo lavorato duramente perchè avevamo solo un giorno per farlo per cui non c'era tempo per scherzare. Non ci sono aneddoti particolari, tranne quando stavamo facendo i ringraziamenti a tutti nell'intervista fatta sul set, stavamo quasi facendo un errore col nome di Paul Bugler, l'assistente del regista, chiamandolo Paul Burglar, ed il fatto che avesse una maglietta che lo faceva sembrare un ladro ("burglar" in inglese) era divertente. L'Inghilterra è sicuramente la patria per eccellenza del rock, dagli anni Settanta con la scena hard/rock alla successiva esplosione del metal con la NWOBHM sino al periodo post-punk/dark, elettronico, brit-pop e adesso tira quella alternative. Sembra sia difficile pensare a quest'isola senza nominare la parola ROCK a lettere maiuscole. Come vivi tale situazione? Quali sono le band con le quali hai rapporti di stima e hai avuto il piacere di condividerne il palco? È vero e ciò rende difficile per una band emergere perchè ci sono così tante buone band, così tanti concerti, così tante scelte che è difficile distinguersi. Abbiamo diviso il palco con molte band locali e nazionali. Abbiamo avuto la possibilità di aprire per i Die So Fluid e personalmente sono stata felice di aprire per Rose Tattoo quando ero in tour con i Nemhain e ho incontrato Mick Cocks prima che morisse. Quando si parla di rock al femminile vengono spesso fuori nomi importanti e scomodi come termine di paragone, ora tenendo conto che le classifiche attuali vanno più per look che per qualità, quali ritieni siano le tue colleghe più rappresentative e con quali ti piacerebbe magari collaborare per un eventuale duetto/esibizione live con le Gasoline Thrill? Hai proprio ragione! Personalmente mi piacerebbe fare un tour con Horropops, Dragster, Civet e siamo in contatto con Smears e Obsessive Compulsive per qualche data nel Regno Unito. Visivamente hai dei tratti aggressivi e accattivanti, da quello che ho visto nei video live la presenza scenica è, com'è giusto che sia, una componente importante del sapersi muovere nel mondo rock, se ti paragonassi per certi versi a una Brody Dalle [per chi non lo sapesse è la cantante dei Distillers, ormai scioltisi e degli Spinnerette, nonché moglie del signor Joshua Homme, nda] come impatto? Pensi vi siano dei punti in comune con il suo modo di vivere la musica e il corpo? Sì, è sicuramente un'artista che apprezzo molto. Ho amato i Distillers e mi piacciono molto anche gli Spinnerette. Amavo l'energia e l'attitudine grezza dei Distillers e la sua voce calda nei Spinnerette. Non ha avuto paura di iniziare una nuova avventura ed è rimasta se stessa piuttosto che guadagnare su qualcosa che sta andando così bene, tuttavia avrei amato un altro album dei Distillers! Compromessi e un'attitudine meno "sfacciata" per vendere qualche copia in più o fanculo alle label e ai loro giochetti? Siete autoprodotti, è questa la via da seguire al giorno d'oggi se si vuole mantenere integra la propria proposta? Nessun compromesso! Incorporare idee e suggerimenti da un produttore con cui vogliamo lavorare è qualcosa che ci va bene ma non da chiunque non senta la musica. Assolutamente no! Sono d'accordo che l'autoproduzione è una via sicura per mantenere la propria musica vera. Progetti a breve: promozione, tour, altro video? L'album sta per uscire in formato fisico il 2 maggio, forse faremo un altro video. Stiamo scrivendo nuovo materiale per un nuovo album o EP. Faremo un tour a settembre per promuovere "Burn" e poi entreremo in studio per registrare le nuove canzoni. E la fine è giunta (sa di apocalittico eh?). Rivolgiamo le ultime parole ai nostri lettori, un saluto o qualsiasi cosa tu voglia dir loro... Grazie mille per il VOSTRO tempo e supporto. Unitevi al thrill seekers team qui: www.facebook.com/GasolineThrillUk. Continua a leggere... GASOLINE THRILL (english version)Information Today I have the pleasure of talking with Samara Kain, frontwoman of Gasoline Thrill, this British band has just released its debut "Burn" which we reviewed, so let's see who are them. Hi Samara and welcome on Aristocrazia Webzine, how are you? Samara: Very well. Thank you. It's been a year since when we met you as Catfight, why did you choose to change to Gasoline Thrill? We noticed that another band in the US was called Catfight and it was hard to find us on the Internet because if you google Catfight, you’ll find loads of videos of women wrestling or cats fighting so we decided to change our name to make it easier for people to find us on the Internet, a name no one had. We also felt it was time to change and find a name that described us better and the music direction we are taking . Gasoline Thrill is more dynamic and filled with energy. From an all-female line up now you are a women trio with a man, Dave Guy, at the drums. What happened? A change of direction? That’s right! Dave came in just to record drums on the album and as we were looking for a drummer after the departure of our previous drummer and as it worked so well with Dave in the studio while recording the album, we asked if he could stay . Dave is really tight and brought the right energy to the songs. We also get on so well with Dave so here we are! Let's start from the beginning, please tell us how the band was born, which are the fundamental stages of your artistic growth and introduce us the members of the band. The band started in 2009 by myself. I had a few songs ready and then spent a year finding the right members. Guitarist Martha Lewis joined me first followed by bassist Monica and lastly Dave Guy. Once we got together, everything went pretty fast. We recorded and released our EP in Dec 2010 and a year later our single was ready followed by our album Burn which was made available digitally last month and physically on May 2nd 2012. Our songs, we believe, keep getting better and we’re maturing as a band. Having everyone joining the writing process from when they joined enriched the creative force that we are. What is evident after some listenings of the album is that this project is the continuation of what you did in the past: the musical choices, that set-up that allows you to change from the purest Rock to the one mixed up with Grunge and Punk. Did your musical tastes change during the years? Which are the albums that formed you as an artist? I wouldn’t say that my musical tastes changed but that I embrace more musical genres or artists as I grow (in age and musically). I’ll always like what I listened to as a kid , as a teenager and as an adult. Whatever you once loved musically, you will always love but you will add more to your library so to say as you grow. I always loved punk rock from a very early age and the genre is so wide and so rich with so many bands that you can always innovate playing punk rock esp if you can incorporate other genres in it : Grunge, rockabilly or even metal . I don’t know what albums formed me as an artist but I can say that some albums/songs/artists made me want to pick up the guitar and play every time I heard their tracks and that’s Green Day, Social Distortion, The Misfits, The Ramones, The Distillers, Joan Jett And The Blackhearts and Hole. So much adrenaline but also catchiness, nice rhythms and catchy choruses, how much is it difficult to create a good song today? How do you create a song, both about the music and the lyrics? I don’t think it is difficult to create a good song; it is just hard to have it heard among the zillion bands and music available today. Yes our songs are both about the music, the groove, the lyrics, the energy and emotion. Surfing the net, I read in another interview that you and Monica live your lives in different ways, pessimistic vein vs optimistic vein, is this comparison helpful when you write your songs? Haha, yes Monica always keeps a happy ending, a positive note to her lyrics whereas I m just cynical lol Martha isn’t that positive either lol It is great to have different messages, different vibes for lyrics yes! How much was it difficult to create "Burn"? The studio work, the recording, the varied stages, is it difficult to enter in a studio and see that your work is taking its shape? It wasn’t difficult, it was just hard work and pretty tiring because we sadly have to work as well so we would work all day and spend all our evenings and weekends in the studio which is pretty tiring and takes longer than if you had 1 month solid, full days in the studio. The way we did it meant little sleep so it was physically challenging. We also had a very small budget so we couldn’t waste time with taking breaks and it was full on from the minute we were in the studio. With the wisdom of hindsight, are you completely satisfied of what you did? Since we had a small budget, we had to work around the engineer and couldn’t take the time we wished mixing and mastering but we’re all happy with the result and needless to say that we were super happy when it was completed. I m very satisfied with it but wished we had a bigger budget and more time to do it to make it sound exactly like we sound live. Was it entertaining to make the video for "Not Afraid"? Do you have any anecdote happened during the filmingthat you want to share with us? Yes it was a lot of fun and again we worked hard as we only had one day to do it all so no time to fool around lol. No anecdotes except for when came the time to credit everyone on the video interview that was done on set, we almost made a mistake and credited Paul Bugler , the director’s assistant as Paul Burglar and the fact that he was wearing a t shirt that looked like he was real burglar was funny ;) Check it out: www.youtube.com/watch?v=HOib8ijYhl4. UK is surely the land of Rock, from the 70s hard rock scene to the coming of metal with NWOBHM, to the post-punk/dark, electronic, brit-pop eras and now also the alternative one, it's really difficult to think about United Kingdom without talking about Rock. How do you live this situation? Which are the bands with which you have relations and you shared the stage with in some live shows? That’s true and it makes it quite difficult for a band to break through here because there s so many great bands over here, so many shows , so many choices that it is hard to stand out. We shared the stage with so many local and national bands. We had the chance to open for Die So fluid and I personally was delighted to open for Rose Tattoo when I toured with Nemhain and meet Mick Cocks before he died. When we talk about female Rock usually we think about big names and not so useful for comparisons, now taking account of the fact that the charts are made mostly for the look of the band, who are the other female musicians with which you'd like to work withh for a live show with Gasoline Thrill? You’re very right! I personally would love to tour with the likes of Horropops, Dragster, Civet and we’re in talks with the Smears and Obsessive Compulsive for a few UK dates. You have aggressive and captivating traits, from what I saw in some vides the stage presence, is important in the Rock world, what if I compared you to Brody Dalle (singer of splitted up band Distillers and Spinnerette, and also Joshua Homme's wife)? Is there anything in common with her way of living her music and her body? Yes she is definitely an artist I really like. I loved the Distillers and really like Spinnerette too. Loved the energy and rawness of the Distillers and her warm voice in Spinnerette. She wasn’t afraid to move on with a new musical venture and kept true to herself rather than cash in on what was working so well although I would have loved another Distillers album! Compromises and softer attitude to sell more copies or fuck the labels and their tricks? You self-produced your work, is this the right way to keep your music genuine today? No compromises!! Incorporating ideas or suggestions from a producer we want to work with is something we’re totally for but not from anyone who isn’t feeling the music. No way! I agree that self producing your album is a safe way to keep your music genuine. Next future: promotion, tour, another video? The album is coming out physically on May 2nd, another video possibly. We are currently writing new material for a new album or EP. We’ll be touring in September to promote Burn and then go into the studio to record our new songs. Thanks for the time spent with us, the last message for our readers is up to you: Thanks a lot for YOUR time and your support. Join the thrill seekers team here: www.facebook.com/GasolineThrillUk. Continua a leggere...
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