FILM
Informazioni
Titolo: Certamente, Forse
Regista: Adam Brookes
Anno: 2012
Produzione: Universal Pictures
Provenienza: U.S.A.
Autore: Mourning
L'amore vero della nostra vita è sempre rappresentato da colei che finisce al nostro fianco, divenendo la nostra compagna o sposa? Il film ripercorre gli eventi che hanno condotto all'interno della vita di Will Hayes (Ryan Reynolds) le tre donne che ne hanno segnata indelebilmente l'esistante, attraverso il racconto che lo stesso fa alla figlia Maya (Abigail Breslin): ma quali di queste è stata il suo "true love"? E ci sarà un lieto fine? Un attore principale un po' faccia da schiaffi, un po' tenerone a tratti riflessivo; tre bellezze, una bionda (Elizabeth Banks), una bruna (Rachel Weisz) e una rossa (Isla Fisher) a contendersi il ruolo che "conta". Di contorno un'ambientazione novantiana che mette nostalgia, una colonna sonora che fa segnalare la presenza dei Nirvana con "Come As You Are" e qualche cliché del genere: sono questi gli ingredienti per un film gradevole, preferibilmente da guardare in dolce compagnia.
FILM
Informazioni
Titolo: Le Avventure Di Tintin - Il Segreto Dell'Unicorno
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2011
Produzione: Steven Spielberg
Provenienza: U.S.A. / Nuova Zelanda
Autore: ticino1

Sono sempre stato un grande fan dei fumetti di Hergé e dei cartoni di Tintin, così le mie aspettative riguardo questo film erano grandi. Mi aspettavo gli stessi colpi di scena, un burbero capitan Haddock e due poliziotti imbranati. Steven Spielberg invece mi ha deluso in pieno con il suo prodotto. L'inizio del lavoro è un poco balbettante, ma promette ancora una trama intricata e interessante. Dopo una decina di minuti constato che la storia fa acqua da tutte le parti: è diluita al massimo, rinuncia a sviluppi interessanti e la pellicola vive dunque solo della "nuova" tecnica in cui si mescolano attori in carne e ossa con figure animate. I personaggi che ho citato all'inizio si presentano come delle comparse e non riescono a stimolare lo spettatore con la loro ironia che si legge nei fumetti. Come se ciò non bastasse, la pellicola annoia. No, proprio non ci siamo e dubito che la seconda parte prevista per il 2015 possa compensare la mia delusione.
GIOCO DA TAVOLO
Informazioni
Titolo: Lego Heroica
Produttore: Lego
Autori: Nicolas Assenbrunner, Cephas Howard, Thomas Robert Van der Heiden
Provenienza: Danimarca
Anno: 2011
Giocatori: 2-4
Sito: heroica.lego.com
Autore: Duca Strige

Coloro che, sul finire degli anni Ottanta, hanno dedicato i propri pomeriggi a spade e patatine, orchetti e chinotto, non possono aver scordato "HeroQuest", il gioco da tavolo fantasy di Milton Bradley che consegnò ai giovini nerd dell'epoca un assaggio di "Warhammer" (Games Workshop in Italia era ancora un segreto custodito da Dungeon Masters più irriducibili). Le caratteristiche salienti del gioco erano il tabellone modificabile mediante l'uso di tasselli, in modo da poter creare avventure sempre nuove, e la cornucopia di oggetti di gioco: mobilio, altari, arnesi di tortura, portali... E naturalmente le bellissime miniature colorabili messe a disposizione da Citadel!
Per chi non ha avuto la fortuna di fare indigestione di patatine San Carlo e gesta eroiche all'epoca, Lego ha messo a disposizione, a partire dal 2011, l'occasione per recuperare il tempo perduto. "Lego Heroica" è una serie di giochi da tavolo facente parte della collana Lego Games che ha molte caratteristiche in comune con il gioco MB. Di Heroica sono stati sinora pubblicati cinque differenti scatole. Ogni confezione, che condivide le medesime regole, può essere giocata a sé ma, e qui viene il bello, i cinque giochi possono essere uniti per formare un unico, enorme tabellone! Essendo un prodotto Lego, la creatività è al centro di tutto: il terreno di gioco, interamente realizzato con i celebri mattoncini, è completamente modificabile; le regole, che prevedono gli eroi impegnati in varie "quest" da risolvere a colpi di dado, sono pochi fogli basilari facilmente personalizzabili; e poi ci sono i dettagli degli oggetti... Foreste, dungeons, personaggi tutti realizzati con forme stilizzate in grado di suggerire un intero mondo. È un piacere anche solo aprire le scatole e rimirarne il colorato contenuto.
Maghi, barbari, druidi e ranger di plastica sono pronti a impugnare l'aranciata e i salatini per salvare il mondo di Heroica e aspettano solo il vostro impavido animo nerd per partire alla ventura! Ah! Se fuori nevica, vanno bene anche tè caldo e Pan di Stelle...
SERIE TV
Informazioni
Titolo: Law & Order
Ideatore: Dick Wolf
Anno: 1990-2010
Stagioni: 20
Produzione: Wolf Films & Universal TV (st. 1-9), Studios USA Television (10-12), Universal Network Television (13-14), NBC Universal Television (15-20)
Provenienza: U.S.A.
Autore: M1

"Law & Order" è una delle più popolari e longeve serie tv americane della storia, che ha poi dato vita a un vero "impero commerciale" composto da numerosi spin-off, incroci con altre serie, un film per la tv e pure un videogioco. Si tratta di un legal-poliziesco che mostra il lavoro della polizia che indaga sul crimine e dei procuratori distrettuali che perseguono i criminali.
La vera forza del lavoro ideato da Dick Wolf risiede in due fattori: in primis nella caratterizzazione e nella profondità di cui sono dotati i personaggi, come nel caso del detective Lennie Briscoe, ex alcolizzato che vive un tormentato rapporto con la figlia, oppure del vice-procuratore Jack McCoy, osso duro per qualunque avvocato difensore; il secondo è la capacità di suscitare interrogativi morali e filosofici nello spettatore, grazie ai brevi dibattiti che mettono a confronto i vari protagonisti su temi sempre spinosi come la discriminazione razziale, la malattia mentale, le garanzie del sistema penale, l'aborto, la droga. Inoltre, specie nelle prime stagioni, spesso non esiste una vera distinzione "manichea" fra buoni e cattivi, fra innocenti e colpevoli, tanto che qualche dubbio sulle condanne talvolta permane, così come alcuni delinquenti evitano la prigione.
Tutti i protagonisti sacrificano le proprie vite private in pasto al lavoro, che diviene il centro nevralgico delle loro esistenze e delle storie, difatti le indagini e i processi restano gli indiscussi padroni della scena, quindi i lineamenti dei personaggi vengono delineati con lentezza, puntata dopo puntata. A completare questa miscela è infine lo humor (nero) dei poliziotti che condisce i ritrovamenti di cadaveri o i crimini più efferati.
"Law & Order" scava negli aspetti più torbidi della società americana e nelle contraddizioni del sistema giudiziario, nel quale un giudice più o meno "di larghe vedute" può fare la differenza nell'accettare la validità di una prova o nel contestare una linea difensiva. Mentre a rimetterci sono spesso i poveracci, sprovvisti di agganci importanti o dei dollari necessari a ingaggiare un principe del foro.
VIDEOGAME
Informazioni
Titolo: Bioshock Infinite
Sviluppatore: Irrational games
Distributore: 2K
Anno: 2013
Piattaforme: PC, Xbox360, PS3
Autore: Istrice

Ho sempre ritenuto sterili le discussioni riguardanti le possibilità di considerare o meno quella videoludica una forma d'arte. Ma vado oltre, cinicamente spesso mi trovo portato a pensare che l'arte abbia smesso di essere tale quando ha voluto diventare pop(olare), quando s'è autocostretta a essere fruibile da tutti, quando qualsiasi produzione è diventata finanziabile o meno in base alle potenzialità di mercato. A mente lucida trovo poco opportuno il termine anche per gran parte della letteratura moderna, per non parlare poi del cinema, forma mediatica che poco apprezzo, e che ritengo in generale inferiore per potenzialità al videogioco stesso, forte da parte sua di una immersività e di una durata tale da poter approfondire l'argomento come solo un libro è in grado di fare.
Messa però da parte la filosofia spicciola, esistono solo rare eccezioni in grado di far vacillare l'intero sistema, episodi in grado di arrivare fino alle viscere, di essere iniettati nelle vene, di andare a toccare le corde giuste, quelle inaspettate, quelle che talvolta manco si pensava di avere. E siano messe da parte le meccaniche di gioco nettamente migliorate rispetto ai due predecessori, sia messa da parte l'atmosfera onirica e surreale della città del cielo Columbia che rapisce fin dal primo momento, com'era stato per le profondità di Rapture, lasciamo da parte la presenza di un paio di personaggi fra i meglio realizzati nell'ultima decina d'anni, lasciamo da parte un gioco che umilia la banalità delle produzioni moderne, ciò che resta è un'opera, un'opera che chiunque volesse azzardare e affermare, nella querelle accennata in precedenza, che il videogioco possa essere considerato una moderna forma d'arte dovrebbe portare come esempio in palmo di mano.
FUMETTO
Informazioni
Titolo: Essex County
Scrittore - Illustratore: Jeff Lemire
Anno: 2008-2011
Provenienza: Canada
Editore: Panini (ita) / Top Shelf (Can/USA)
Autore: Bosj

Un intreccio semplicissimo e una costruzione ancor più lineare, con una narrazione a tratti diretta e a tratti tramite flashback e null'altro, ci danno un affresco della campagna canadese, della Contea dell'Essex, tra ragazzini che cercano di ingannare il tempo e la solitudine difendendo la terra da un'invasione aliena e ottuagenari a prima vista un po' rimbambiti che fanno lucidamente i conti con gli errori del passato. Storie di ieri e di oggi, di uomini e donne, raccontate delicatamente da un giovane autore che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio sempre maggiore sulla scena internazionale (approdando addirittura a una propria serie, "Sweet Tooth", sotto la premiata egida Vertigo). Un tratto asciutto ed essenziale, una prosa di poche parole perché a parlare sono le immagini, le inquadrature, i luoghi e le espressioni. Sullo sfondo, le foreste d'acero, l'hockey e i grandi spazi di un Paese che, dopo questo trittico di racconti, è un po' più piccolo, un po' più vicino, un po' più umano.
Continua a leggere...
J.S. BACH - The Art Of Fugue
Informazioni
Gruppo: J.S. Bach, eseguito da Wolfgang Rübsam
Titolo: The Art Of Fugue
Anno: 1993
Etichetta: Naxos
Autore: ticino1

Incontrai le fughe di Bach alle scuole medie e ne fui immediatamente impressionato. Il secondo contrappunto mi tocca ancora oggi, in particolare per la sua gravità, ampiezza e compattezza. Wolfgang Rübsam è un organista tedesco affermato e, anche se non sarà dotato del virtuosismo di Glenn Gould, interpreta gli spartiti in un modo che posso immaginare sia conforme all'idea originale di Bach. Le note scorrono pacate e non invadono l'udito, lasciando tempo all'ascoltatore per registrarle e digerirle. La Naxos è stata una delle prime etichette a produrre CD classici digitali al 100% (DDD) in grande stile, coprendo Brahms, Mozart, Vivaldi e altri ancora con delle confezioni box pratiche ed economiche. I puristi della musica classica avranno urlato "scandalo!", dopo avere storto il naso; come hanno osato collegare queste sonorità al digitale? Dopo tanti anni possiedo ancora parecchi di questi CD e, quando ne sento il bisogno, ripesco qualche registrazione per staccarmi dal mondo metallico o semplicemente per meditare un poco.
LED ZEPPELIN - Led Zeppelin II
Informazioni
Gruppo: Led Zeppelin
Titolo: Led Zeppelin II
Anno: 1969
Etichetta: Atlantic Records
Autore: Dope Fiend
Il Blues che diventa Rock, Rock duro, durissimo per il periodo. Un decennio tormentato e rivoluzionario che muore per lasciare il posto a un decennio che marcherà indelebilmente (anche grazie all'eredità di questo disco) la storia della musica. Quattro ragazzi poco più che ventenni che sfoderano il loro lato più creativo, oscuro e suadente, gli stessi ragazzi che diventeranno presto delle leggende. Dai ritmi indiavolati di "Ramble On" alla toccante intimità di "Thank You", dalle piroette strumentali di "The Lemon Song" e "Moby Dick" all'inconfondibile dinamismo della celeberrima "Whole Lotta Love"... un album monumentale, un capolavoro, uno degli episodi più belli della storia della musica.
A.A.V.V. - Fivelandia 2-3
Informazioni
Gruppo: Vari
Titolo: Fivelandia 2-3
Anno: 1984-1985
Etichetta: Five Record
Autore: Mourning

Vi starete sicuramente chiedendo cosa cavolo mi sia iniettato in endovena per tirare in ballo le canzoni dei cartoni animati di "Fivelandia", eppure se ci pensate su un attimo sono forse la prima forma di musica alla quale ci si affeziona da piccoli. Queste due cassette contenenti tantissime sigle d'apertura mi hanno accompagnato in tenerà età, grazie a opere ilari come "Pollon" ("sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria!") oppure al sensuale, non saprei in quale altro modo definirlo, trio di ladre protagonista di "Occhi Di Gatto"; all'impacciata trasformazione che vedeva la piccola Yū divenire la più effervescente Creamy o ancora alle fantasmagoriche avventure di Nanà, Leonetto e Bobolo di "Nanà Supergirl".
A quella età ho scoperto tantissimi altri personaggi, poi divenuti veri e proprie icone all'interno dei miei ricordi (se iniziassi a menzionare i vari Jeeg, Mazinga e compagnia bella chi la finirebbe più...) e che una volta concluso l'episodio in tv continuavano a farmi compagnia attraverso quelle brevi sigle, che ancora oggi chiacchierando con gli amici ci fanno ridere, sognare un po' e mettere momentaneamente di lato i problemi quotidiani. Ingenuità e divertimento allo stato puro.
BURIAL - Burial
Informazioni
Gruppo: Burial
Titolo: Burial
Anno: 2006
Etichetta: Hyperdub
Autore: Istrice
Luci lontane, l'alba ancora non fa capolino nell'oscurità, mentre la upper-Londra dorme nei quartieri meridionali qualcuno ancora balla, qualcuno si gode il suo Southern Comfort riscaldandosi il corpo, qualcuno semplicemente ascolta. È un ritmo primitivo che li accomuna, il ritmo di una città notturna e inesplorata, misteriosa, ma dotata di un fascino ancestrale. L'uomo bianco senza volto si addentra in un campo fino ad allora in totale possesso dei fratelli, moderno Chet Baker, e con sensibilità sopraffina taglia, sfronda, minimalizza, dando vita a una creatura elettronica destinata nel corso di pochi anni a influenzare l'intero orizzonte musicale, ben oltre i confini del proprio genere. Un disco la cui importanza storica non può essere sopravvalutata.
Continua a leggere...
VIDEOGAME
Informazioni
Titolo: Sam & Max: Hit The Road
Sviluppatore: Lucasarts
Distributore: Lucasarts
Anno: 1993
Piattaforme: PC
Autore: Istrice
Anni '90, gli anni d'oro delle avventure grafiche, gli anni d'oro della LucasArts (fu Lucasfilm Games). Anni indimenticabili per gli amanti del "punta & clicca", del mai abbastanza celebrato "ScummVM" ideato dal genio di Ron Gilbert. Quel Ron Gilbert. Quello di "Monkey Island". Avete presente? Sì? Bene. No? Vergognatevi. E informatevi. E giocate.
Tra le menti eccelse alle prese con le perle LucasArts di quel periodo spicca l'anarchismo malato di Steve Purcell, autore del fumetto "Sam & Max" e mente creativa dietro al gioco in questione, "Sam & Max: Hit The Road", una suggestiva, comica e grottesca avventura che vede come protagonisti il detective canino e il suo psicopatico socio leporide alle prese con la scomparsa di un piedone dal circo. Il percorso che li porterà alla verità li condurrà parimenti attraverso gli Stati Uniti, in un viaggio on the road tra personaggi cinici e caricaturali, alla scoperta delle perversioni e delle stranezze di una America dai tanti lati oscuri, pennellando con ironia una pungente favola satirica.
Un gioco che travalica il concetto di assurdo. O forse, trattando di americani, non lo travalica affatto.
SERIE TV
Informazioni
Titolo: 2 Broke Girls
Ideatore: Michael Patrick King, Whitney Cummings
Anno: 2011
Stagioni: 2 (46 episodi sinora)
Produzione: Warner Bros. Television
Provenienza: U.S.A.
Autore: Mourning
 Due ragazze si incontrano: una cinica, sarcastica e totalmente disincantata; l'altra "snobbina", un po' caduta dalle nuvole e fuori dal suo mondo naturale a causa di un padre arraffone. Sono Max e Caroline, così estremamente diverse così unite, diverranno dapprima colleghe cameriere in una tavola calda di Williamsburg (Brooklyn) nella quale sono, e saranno, costantemente a contatto con personaggi divertenti come il cuoco ucraino rocambolescamente ossessionato dal sesso Oleg, il proprietario in miniatura Han e la "black soul" vecchia e saggia Earl. E da lì... da lì parte l'avventura. Fornirvi ulteriori dettagli vi toglierebbe il piacere di scoprire quale sia la vena imprenditoriale che le legherà ancora di più, quali siano i progetti e chi le aiuterà o meno a realizzarli. Godetevi una serie che tra battute al vetriolo, doppi sensi e dialoghi nonsense ne regala davvero delle belle, il perbenismo qui non è di casa.
LIBRO
Informazioni
Scrittore: Edlef Köppen
Titolo: Bollettino Di Guerra
Anno: 1930 (tradotto 2008)
Provenienza: Germania
Editore: Mondadori
Autore: Edlef Köppen
 Sono tanti i libri apparsi sul tema delle guerre, ma relativamente pochi, se si pensa al significato avuto da questo conflitto, parlano della Grande Guerra. La Prima Guerra Mondiale ha avviato una serie di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito a cambiare il Mondo e a canalizzarlo in un'evoluzione che continua ancora oggi.
Edlef Köppen era un artigliere ed è sopravvissuto a quattro anni di tortura fisica e psicologica su un fronte pieno di sudore, sangue, dispiaceri, delusioni e morte. "Bollettino Di Guerra" è un diario narrato in prima persona sotto forma di novella, che racconta il lento rassegnarsi di un combattente pieno di sé all'inizio, a confronto poi con le prime disfatte e la perdita costante di camerati. Ho incontrato finora raramente un utilizzo di visioni letterarie tanto crude per illustrare la realtà di un soldato disperato che trova la forza nella sua penna, nei suoi ricordi dei tempi che furono e nella felicità (o nella delusione?) di essere sopravvissuto un altro giorno. Questo lavoro al momento della sua pubblicazione trova riscontro solo presso pochi interessati, affascinati dal nuovo stile di scrittura che collega esperienze individuali con paragrafi estratti da ordini militari e articoli di giornale.
Il libro mi ha lasciato davvero amareggiato, non per la qualità, ma per la durezza e la dolorosa capacità di proiettare sullo schermo della fantasia una realtà che pare attuale come non mai, anche se sono passati quasi cento anni dalla fine di quel conflitto unico nella storia umana.
LIBRO
Informazioni
Scrittore: Marcel Proust
Titolo: Alla Ricerca Del Tempo Perduto
Anno: 1913 - 1927
Provenienza: Francia
Editore: Vari
Autore: 7.5-M
 La nostra immagine della realtà, ciò che la nostra memoria e la nostra immaginazione ci fanno sovrapporre a quello che esiste fuori di noi, è la base delle nostre esperienze e la loro ragione. Quante sono le verità sull'abitudine, sulle necessità dei bisogni, sulle relazioni e sulla fascinazione che Proust ci mostra, tante sono le menzogne che ci racconta. Ma per noi lettori non saranno mai menzogne, al più finzioni, in quanto sono verità per lui, essendo l'unico se stesso attraverso cui filtrare la realtà, ovvero l'unico se stesso al quale attingere nell'opera della scrittura. E a questo punto diventano verità anche nostre, perché sincere. Proust costruisce un'opera che racchiude tutta la realtà: la sua realtà. Ed è perfetta. Non ci risparmia nulla e si estende, come la memoria, da un dettaglio a un altro, fino a comporsi, enorme come la nostra immagine della realtà.
Scrive W. Benjamin su Proust: "Se i romani chiamavano un testo il tessuto, è difficile trovarne uno che lo sia di più e sia più fitto di quello di Marcel Proust. Il suo editore Gallimard ha raccontato come il modo in cui Proust usava rivedere le bozze costituisse la disperazione dei compositori. Le bozze tornavano sempre indietro scritte fino all'orlo. Ma non era stato corretto neanche un errore di stampa; tutto lo spazio disponibile era stato riempito di nuovo testo."
FILM
Informazioni
Titolo: Mega Shark Vs Giant Octopus
Regista: Jack Perez
Anno: 2009
Produzione: David Michael Latt
Provenienza: U.S.A.
Autore: M1
 "Mega Shark Vs Giant Octopus" è la dimostrazione di come si possa creare un culto (di serie Z) senza che nemmeno un singolo elemento del film analizzato in fase di critica raggiunga la benché minima soglia delle sufficienza (o della decenza?). Bastano due mostri marini ancestrali risvegliati dall'Uomo che lottano fra loro come i più acerrimi nemici e poco altro...
Potrei narrarvi la tragica e debole trama fantascientifica e le scene che sfidano ogni legge della fisica oppure accennare ai dialoghi ai limiti dell'assurdo o all'interpretazione di un cast tutt'altro che trascendentale, senza dimenticare effetti speciali che sarebbero stati considerati indegni già quaranta o cinquanta anni fa per i cosiddetti "b-movie" dell'epoca. Eppure sarà soltanto la visione del mega squalo che balza dal mare fino alla quota di un aereo di linea per "addentarlo", insieme alla presenza del "Renegade" Lorenzo Lamas, a farvi capire quali livelli di bruttezza raggiunga questo film, indipendentemente dai canoni coi quali lo si analizzi: siano essi quelli del tipico frequentatore di cinema multisala o del fanatico degli splatter più beceri.
Non c'è tensione, non c'è umorismo, non c'è nulla: dopo la visione si resta esterrefatti e sbigottiti, quasi imbarazzati. Esortarvi a non guardare "Mega Shark Vs Giant Octopus" sarebbe vano, poiché una tale dose di "turpitudine" possiede una forza attrattiva inaudita e ineguagliabile, quindi beccatevi 'sti novanta minuti e soffrite!
Continua a leggere...
Informazioni
Autore: 7.5-M
Abbiamo un corrispondente dalla Cina? Davvero? Son stupito. Chi l'ha mandato a quel paese? Sarà perché ha fatto qualcosa di male? O semplicemente perché è stato antipatico con qualcuno? L'unica cosa da fare è chiederglielo.
7.5-M: Caro LordPist, come mai sei in Cina? Quali ragioni ti hanno portato lì?
LordPist: Innanzitutto buongiorno a tutti, anche se da me sono le dieci di sera. Il motivo principale per cui mi trovo qui è da ricercare nel mio background accademico. Sono laureato in letterature e culture comparate, per l'esattezza inglese e cinese. Durante l'ultimo anno di specialistica, nel 2011, ho già trascorso un semestre in Cina per motivi di studio. Dopo la laurea mi è sembrato giusto cercare un'opportunità qui.
Shanghai deve essere enorme, naturale che le possibilità di vita siano moltiplicate. Io non riesco ad immaginarla. Una curiosità: dove vivi? Grande centro, periferia, aperta campagna, montagna eremitica? Shanghai coprirà di certo un territorio che comprende tutti questi luoghi!
Abito non lontano dal centro della città, nella parte occidentale del fiume (lo Huangpu), quella "storica"; quindi sì, metropolitane, traffico, palazzoni, centri commerciali, tutto quello che ci si aspetta.
Qualche dettaglio ancora più preciso: quanto grande è la tua stanza? Di che colore ha le pareti? C'è appeso qualcosa a quelle pareti?
Condivido un appartamento con altre cinque persone di diversi paesi. La mia stanza non è esattamente la più grande del mondo (larga giusto quanto il letto). Sulle pareti c'è di tutto: una mappa della Cina, una mappa di Shanghai, biglietti di concerti vari.
Come avrai capito son interessato ai dettagli. Partiamo perciò dai biglietti dei concerti: sappiamo dalle tue testimonianze che sei un assiduo frequentatore di concerti, festival, eventi. Che rapporto hai con il concerto, con la musica dal vivo?
Grazie della domanda. È probabilmente la più grande differenza rispetto alla mia vita italiana. Come forse sai, vengo dalla provincia di Napoli, non proprio il centro della vita cultural-musicale d'Italia da un punto di vista di concerti e tutto il resto. Quindi, per me, già essere in grado di andare ai concerti a piedi e di avere artisti del calibro di 65daysofstatic, Godspeed You! Black Emperor (per non parlare delle decine di band locali) a venti minuti da casa è tutta un'altra storia. Inoltre, da grande fan del rock locale, sono sempre lieto di poter andare a vedere gruppi dei generi più disparati. Tra i concerti di cui ho parlato sul sito, sicuramente segnalo quello degli Ataraxia, che è stato una sorpresa: la prima volta che ho visto una band italiana qui; e, chiaramente, la mia seconda volta al Midi Festival di Pechino.
Mi ricorda la situazione che vivo io, qui a Venezia: posso andare a tutti i concerti a piedi, in autobus o in vaporetto. È molto stimolante, perché non c'è limite di spazio che tu non possa superare senza uno sforzo minimo. Inoltre a Shanghai credo ci siano molti concerti, sicuramente più che a Venezia. Quindi è un bell'incentivo alla volontà di partecipare agli eventi. Invece prendiamo ora l'altro lato della medaglia: la musica su disco. Quale è il tuo rapporto con la musica su disco? Che differenze percepisci tra l'ascolto della musica dal vivo e quella riprodotta?
Sono un grandissimo fan della musica su disco, non avendo avuto in passato molte chance di andare a concerti. Il mio primo concerto "grosso" è stata la data dei Blind Guardian a Firenze nell'ottobre 2006. Tra l'altro ho una discreta mania per la precisione nella mia collezione di cd (che adesso è in Italia), cercando di tenerla sempre in ordine e anche quando "rippo" tutto in formato digitale o lo trasporto sul mio lettore mp3, lo faccio sempre con tutti i tag e le cartelle ben divise.
Quanti dischi hai? Dove li tieni? Un maniaco sa sempre il numero delle sue vittime e dove ne ha nascosto i cadaveri!
È un po' che non li conto e, non avendoli adesso a portata di mano, ti rispondo a naso: saranno oltre i trecento. Niente in confronto ad altri oscuri personaggi che popolano Aristocrazia, ma ancora le scarse chance di comprare in zona hanno pesato. Gran parte dei pezzi viene infatti da acquisti online o festival.
Di nuovo sui tuoi ascolti, partendo però dall'inizio: quali sono stati i tuoi primi dischi e canzoni ascoltati? In generale e anche metal.
Dunque, in generale, come gran parte dei ragazzini cresciuti negli anni '90 (sono classe 1986), ho fatto incetta di 883, e pop vario ed eventuale: Backstreet Boys e Aqua su tutti. Sono stato un grandissimo fan di Britney Spears della prim'ora e tuttora torno volentieri su quei lidi, soprattutto in sede di karaoke o con una chitarra in mano. Per quanto riguarda il metal, a parte i soliti Linkin Park e System Of A Down (che erano quelli "katteevi" a inizio anni '00), il primo incontro è stato con i Blind Guardian.
Hai detto "con la chitarra in mano" (sei un italiano...)? Suoni?
Sì, principalmente scemenze. Ho iniziato a suonare a diciannove anni, e mai seriamente. Lo vedo sia come un passatempo che un bel modo di esprimere disagio vario ed eventuale; mi diletto a suonare cose come Death In June e Agalloch con la mia acustica cinese.
Acustica cinese! Uno spettacolo!
Sì, era fondamentale, l'ho comprata la prima settimana che sono arrivato qui!
Parlando di strumenti, qual è lo strumento del quale preferisci il suono?
Ho un debole per il violino e per il Guzheng (uno strumento cinese a corda).
Il Guzheng è ad arco? O pizzicato a plettro?
Eccolo, pizzicato: http://yztyqz.no3.cuttle.com.cn/guzheng/im...ng10ql_g005.jpg
Scusami, sono un fanatico degli strumenti musicali. Ogni tanto quando sento qualcosa che non conosco voglio farlo subito mio!
Te lo consiglio vivamente, è uno degli strumenti cinesi più belli secondo me.
È la mia perversione di suonare tutto quello che mi capita sotto mano. Lo ascolterò sicuramente (sognando di possederlo, oppure cercando di convincerti entro la fine di questa intervista a regalarmene uno e portarmelo!).
[ride] Purtroppo costano tantissimo e sono enormi! Io per adesso sono riuscito a suonare un Guqin a una lezione dimostrativa.
Hai distrutto un cuore fragile! Mi riprendo... Cos'è un Guqin?!! (con gli occhi sgranati e la bava alla bocca). Scusami. Ritorno in me. Torniamo a te. Qual è il gruppo più bello che hai ascoltato di recente? La tua ultima scoperta: che sia un gruppo di ora oppure del passato.
Vediamo, i maggiori "nuovi ingressi" tra i miei ascolti sono stati probabilmente i Kvelertak e i Ladytron (sicuramente sto dimenticando qualcuno). I secondi sono un po' più vecchiotti, i primi sono forse una delle cose più "nuove" in ambito metal negli ultimi quattro o cinque anni. E poi tanto pop cinese!
Basta parlare di musica (una volta tanto che possiamo parlare d'altro!): dove andrai i prossimi mesi? Verrai a trovare noi poveri aristocratici qui in Italia? Ci porterai un messaggio dall'imperatore? Mi porti un Guzheng?
Certo che torno in Italia, sarò lì a inizio luglio, di nuovo nella bella Napoli della pizza e del mandolino, dopodiché ad agosto sarò in spedizione Brutal Assault con altri brutti ceffi di Aristocrazia e probabilmente farò una comparsata nell'Indiana nella seconda metà del mese, prima di tornare a lavorare qui a Shanghai a settembre. L'imperatoreèmmorto, ma Xi Jinping potrebbe volerci dire qualcosa, chiederò. Ti porterei un Guzheng più che volentieri!
Bene, con quest'ultima mi hai fatto felice. Ti saluto da lontano con la mano. E tu saluta me e tutti noi! Fa' ciao ciao!
Ecco, ora mi sento in imbarazzo perché non ho una chiusura degna, e non ho parlato nemmeno un po' di doom metal, sto proprio perdendo colpi. Che dire? Seguite i nostri articoli e contattateci se avete richieste relative alla musica (non solo metal)!
Continua a leggere...
KAMPFZONE - Aussenseiter
Informazioni
Gruppo: Kampfzone
Titolo: Aussenseiter
Anno: 1998
Etichetta: Dim Records
Autore: ticino1
Teste rasate appartenenti alla classe lavoratrice, malviste dalla società perché sono rozze, puzzano e hanno la lingua che taglia ferro? Al più tardi Don Camillo e Peppone ci hanno insegnato che basterebbe grattare per scoprire molto di più sotto una crosta schifosa. Questi crucchi si muovono nella zona grigia della legge (legge di chi?), amoreggiano apparentemente con la destra seppur giocando a dama con la sinistra, parlano di una libertà non definita... dove metterli? "Bombe Per Baghdad" non è davvero qualcosa che tocchi la nostra società e rispecchia ciò che fu il pensiero classico nei Novanta, il "diritto al lavoro" non spetta a tutti? Mah, il disco spaccava nel '98 e impressiona ancora oggi. Qualche salva di Oi! tedesco di qualità, con riff taglienti e marziali, non ha mai fatto male. Oi! Oi! Oi!
RENARD - Intensive Care Unit EP: Extended And Remastered
Informazioni
Gruppo: Renard
Titolo: Intensive Care Unit EP: Extended And Remastered
Anno: 2010
Etichetta: Lapfox Trax
Autore: Insanity

Cosa dovremmo aspettarci da una volpe dalle sembianze umane, asessuata e vestita da infermiera? La risposta ce la da Renard Queenston, creatore della Lapfox Trax e di tutti i personaggi che ne fanno parte. "Intensive Care Unit" è senza dubbio uno dei suoi lavori più conosciuti, grazie anche al fatto che il titolo è diventato una sorta di meme. Ciò che ci propone sotto questo alias è un mix di Breakcore, Happy Hardcore, campioni vocali, melodie orecchiabili e sonorità da videogioco anni '80 - '90; album perfetto per entrare in contatto con il piccolo mondo furry creato da questo folle canadese. È stato pubblicato una prima volta nel 2009, ma un anno dopo è stato esteso con ben cinque tracce nuove: ovviamente buttatevi direttamente sulla seconda, la sua pagina Bandcamp vi aspetta.
SCIALPI - Estensioni
Informazioni
Gruppo: Scialpi
Titolo: Estensioni
Anno: 1983
Etichetta: RCA
Autore: Mourning

Scheletri nell'armadio? Ovvio che sì, tutti li hanno e il sottoscritto non fa di certo eccezione. A tre anni circa, correva l'ormai lontano 1984, giravo per casa con il mio "mangiadischi" portatile con a palla "Rocking Rolling" del signor Scialpi. Sì, avete letto bene, un uomo che con quel cappero di canzone mi ha devastato e che al tempo stesso mi faceva sorridere. L'album "Estensioni" non è di quelli indimenticabili e tolta quella hit non l'ho mai calcolato più di tanto, è solo un ricordo che condivido con voi cari lettori. Non v'invito all'ascolto, ma chissà che qualche impavido, anche solo per farsi due risate, non si diverta a metterlo su.
LUCIO DALLA - Automobili
Informazioni
Gruppo: Lucio Dalla
Titolo: Automobili
Anno: 1976
Etichetta: RCA Italiana
Autore: 7.5-M

Roversi e Dalla. Parola e suono. Un tema: l'automobile; nel suo valore sociale, politico, epico, umano. Un disco, che nasce innanzitutto come spettacolo, che segna un momento complesso e felice della musica di Dalla, quando ancora era in bilico tra la musica progressiva e la popolarità più semplice. Sulla strada c'è un'Italia con i suoi personaggi: l'avvocato è il gran borghese torinese dalla lingua scat-enata; Nuvolari è un eroe epico, un bronzo greco; del ragazzo del 2000 non possiamo capire la macchina del cuore, nonostante la nostra conoscenza tecnica, che vuole essere illimitata; seguiamo la Mille Miglia del '47 col cuore in mano; ammiriamo due ragazzi che vivono un amore in un'auto in demolizione. Un'Italia degli anni '70 da rivedere, su specchietti retrovisori, per capire da dove veniamo, dove andiamo, velocissimi.
MISFITS - Walk Among Us
Informazioni
Gruppo: Misfits
Titolo: Walk Among Us
Anno: 1982
Etichetta: Ruby Records
Autore: Dope Fiend

Orrore, semplicità, cattiveria, melodia e un "devilock" davanti a giovani facce truci. Sapete di chi sto parlando? No? Meritate di morire, subito e malissimo. Sto parlando di vampiri, di zombie e di diavoli portati in trionfo con la più becera qualità da B-movie. Sto parlando di ragazzi americani malamente truccati, ragazzi a cui piace far convivere i Ramones con il dubbio gusto orrorifico. Sto parlando della storia, sto parlando della nascita di una nuova corrente musicale, sto parlando di una band che influenzerà maree di musicisti. Sto parlando di un disco grezzo, malamente prodotto e malamente registrato che conquisterà buona parte del mio cuore.
...Armies of the dead surviving
Armies of the hungry ones...
DAFT PUNK - Random Access Memories
Informazioni
Gruppo: Daft Punk
Titolo: Random Access Memories
Anno: 2013
Etichetta: Columbia
Autore: Istrice

Non penso esista al mondo oggi un artista di musica elettronica più in vista dei Daft Punk, duo francese sulle scene da ormai oltre un quindicennio, capaci di raggiungere uno status da "intoccabili" come poche altre band nella storia. I tre album precedenti li hanno consegnati all'Olimpo, prima del lungo silenzio, durato ben otto anni, intervallato tre anni fa dalla colonna sono di "Tron 2" (pregevole peraltro).
Il ritorno sulle scene è di quelli che fanno discutere, "Random Access Memories" è un album spiazzante, dimenticatevi l'elettronica più aggressiva, dimenticatevi le reminiscenze house, e preparate le orecchie ad immergervi nel passato. Nell'anno 2013 in cui ormai chiunque si dedica con risultati alterni a giocare a fare il dj, la formazione ritorna alle origini, regalando un disco quasi interamente analogico, dai ritmi retrò, dalle atmosfere funky, ricco di citazioni ("Giorgio By Moroder" ripercorre i passi di Giovanni Giorgio Moroder, pioniere dell'utilizzo di sintetizzatori), rilassante, brillante, orecchiabile senza essere mai scontato. Un passo avanti con un tuffo carpiato all'indietro.
C'è chi la definisce una "poserata", passatemi il termine, e potrei quasi essere d'accordo, ma una cosa è certa, è una "poserata" fatta davvero, davvero bene.
ULVER - Teachings In Silence
Informazioni
Gruppo: Ulver
Titolo: Teachings In Silence
Anno: 2002
Etichetta: Jester Records
Autore: Akh.

Chi non conosce gli Ulver?
Chi non conosce il loro approccio musicale?
Chi non conosce la loro attitudine che li ha portati ad abiurare il Black Metal, perché ritenuto un genere ormai omologato e incline al piacere di una certa massa?
Chi non conosce la versatilità istrionica di Garm?
Chi non conosce il loro lato sperimentale ed introverso?
Chi non conosce il lato notturno degli Ulver?
Chi non conosce la loro volontà di allontanarsi dagli stereotipi e dal riciclaggio di se stessi?
Ovviamente tutti in coro mi risponderete: noi tutti sappiamo già queste cose.
Bene, gli Ulver allora mettono in musica... il silenzio.
INCUBUS - S.C.I.E.N.C.E.
Informazioni
Gruppo: Incubus
Titolo: S.C.I.E.N.C.E.
Anno: 1997
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Immortal / Epic
Autore: M1

Non posso raccontarvi nulla di "S.C.I.E.N.C.E." con gli occhi dei primi anni del 2000, poiché ricordo davvero poco dell'album, se non che lo comprai nel periodo di esplosione del nu metal, spinto anche dalla "pubblicità" fatta agli Incubus da uno dei miei migliori amici (un saluto a Chicco / Homer!). Riascoltato oggi per me è un buon disco crossover, dalla regia mi dicono fortemente influenzato dai Faith No More (io non me ne intendo) e nel quale troverete riffoni potenti in stile "nu" e ritmiche funky, cantato rap e ampie dosi di elettronica, un basso pompatissimo e pure un brano dal tocco "vintage" come "Nebula". Scordatevi gli Incubus in versione edulcorata che vi passa MTV e godetevi un pezzone come "A Certain Shade Of Green".
Continua a leggere...
THE FINDER - Serie Tv
Informazioni
Titolo: The Finder
Ideatore: Hart Hanson
Anno: 2012
Stagioni: 1 (13 episodi)
Produzione: Josephson Entertainment / Far Field Productions / 20th Century Fox Television
Provenienza: U.S.A.
Autore: Mourning
Cari lettori, vi chiederete perché vi consiglio di guardare una serie televisiva chiusa alla prima stagione, beh, la mia risposta è semplice. "The Finder", nato come spin off di "Bones", è stata un'avventura divertente fatta di personaggi strampalati: del protagonista Walter Sherman (Geoff Stulz) e del suo stravagante modo di ritrovare ciò che si è perduto; di altri corretti, dal passato tormentato ma infinitamente positivi nella loro massiccia presenza, come Leo Knox (il gigante buono Michael Clarke Duncan); e di episodi andati in crescendo come storia, che ci hanno fatto sperare in un possibile proseguimento. Speranza stroncata dalla prematura scomparsa di Michael, attore amato da moltissimi e da un seguito stranamente altalenante. Il gradevole divertimento offerto e ciò che è divenuto l'ultimo atto visivo del gigante di colore mi fanno pendere a favore di quei 13 episodi, date un'occhiata.
NEL SEGNO DELLA PECORA - Libro
Informazioni
Scrittore: Murakami Haruki
Titolo: Nel Segno Della Pecora (Originale: 羊をめぐる冒険 - Hitsuji Wo Meguru Bōken)
Anno: 1982
Provenienza: Giappone
Editore: Einaudi
Autore: Istrice
Giappone, fine anni '70, la disperata ricerca di una pecora mistica porta l'innominato protagonista, grafico pubblicitario di Tokyo, ad affrontare suo malgrado un viaggio che lo vedrà risalire il paese fino alla regione più settentrionale, l'Hokkaido. Un viaggio folle, durante in quale il lettore verrà a contatto con personaggi assurdi e grotteschi, come la ragazza dalle orecchie bellissime, croce e delizia del protagonista, il Maestro, rappresentazione dell'uomo dietro le quinte della politica, l'Uomo Pecora, figura con pochi eguali, che tornerà anche in altre opere. Un viaggio che si trasforma in viaggio spirituale, e per estensione diventa metafora ed allegoria dell'essenza stessa dell'uomo.
Disillusione, nostalgia e profonda solitudine dell'essere, perplessità politiche e tanta musica permeano il romanzo. Il libro che ha imposto Murakami all'attenzione mondiale, che ne segna con forza la cifra stilistica, un libro surreale, a tratti oscuro, ma capace anche di regalare momenti di grande tenerezza e di toccare le corde più profonde dell'animo.
SKYFALL - Film
Informazioni
Titolo: Skyfall
Regista: Sam Mendes
Anno: 2012
Produzione: EON
Provenienza: Gran Bretagna
Autore: ticino1
Bond, James Bond... quante generazioni sono già state accompagnate da questa frase? La serie di film nata dai romanzi di Ian Fleming ha infatti rotto tutti i record possibili: la più cara, la più longeva (festeggia con "Skyfall" il cinquantesimo), la più redditizia, la più sexy, la pubblicità più lunga del Mondo...
"Skyfall" mostra James Bond, l'agente più conosciuto del Pianeta e il più amato, almeno su pellicola, da un lato scomodo a molti. Sì, ci troviamo davanti a un uomo come te e me, che invecchia. Andiamo per ordine. Il film diretto da Sam Mendes, regista britannico, inizia con un inseguimento mozzafiato e originale dalla triste fine che sfocia in un preludio, accompagnato dal tema principale cantato da Adele, in stile molto classico che non lascia rimpiangere l'epoca di Sir Sean Connery. La storia ricorda forse un poco lo stile usato già dai francesi nei Film Noir e ha un fascino molto retrò. Lo svolgimento è all'inizio un poco diluito e può forse annoiare. Un nuovo Q, giovante e imberbe, fornisce al nostro eroe solo il materiale strettamente necessario, rinunciando alle battaglie con mezzi molto raffinati, ma sa inserirsi con umorismo e bravura al momento cruciale. Sam Mendes calca la mano sulla tensione in tante scene e lascia in sospeso a lungo l'identità del cattivo, offrendo sporadicamente qualche informazione vaga che non lascia sperare nulla di buono. Non perde inoltre l'occasione di attingere a esempi stilistici come "Batman" o altri modernismi con un cattivo che... no, non voglio togliervi l'interesse, svelandovi i tanti colpi di scena mozzafiato che decorano un James Bond targato 2012.
Il nostro agente ritorna virile come non mai e rinuncia a esperimenti filmografici che gli tolgano la linfa vitale come già successo in passato. Questo film è un omaggio ai tempi d'oro della serie e piacerà tanto ai puristi quanto ai più giovani.
KODOMO NO JIKAN - Fumetto
Informazioni
Titolo: Kodomo No Jikan
Scrittore/Illustratore: Kaworu Watashiya
Anno: 2005 - In corso
Provenienza: Giappone
Editore: Futabasha
Autore: Insanity
Il lolicon è continuamente oggetto di discussione, il suo significato è spesso frainteso e ciò porta a controversie e informazioni sbagliatissime.
"Kodomo No Jikan" è a mio parere uno dei migliori esempi relativi a questa tematica: il modo in cui viene trattato l'amore infantile della piccola Rin verso il suo nuovo insegnante Daisuke Aoki — che cerca di conquistare attraverso comportamenti tipici del mondo adulto, ma mantenendo l'innocenza dei suoi otto anni — mostra appunto come l'apparente perversione nasconda in realtà una ricerca di affetto dovuta alla sua difficile situazione familiare. Ad accompagnarla in questo già complicato percorso troviamo le amiche Kuro, segretamente (ma neanche troppo) innamorata di lei, e Mimi, timida e fin troppo sviluppata fisicamente.
Il manga tratta un tema per niente semplice, ma offre una situazione non troppo lontana dalla realtà (seppur portata all'estremo), il falso perbenismo dei bambini visti come angioletti viene evitato a favore di un'innocenza applicata alla scoperta della pubertà e di tutto ciò che gira intorno ad essa, sessualità compresa. Esiste anche una serie animata del lavoro, non perfettamente identica a quella su carta, eppure godibile, divertente e comunque profonda.
CRONICA - Libro
Informazioni
Scrittore: Salimbene de Adam
Titolo: Cronica
Anno: Ignota (unico manoscritto superstite: 1857)
Provenienza: Italia
Editore: Vari (Laterza, Garzanti, Diabasis, Xenia, etc)
Autore: 7.5-M
Una voce da lontano, dal Medioevo. Una voce che aggiorna tutte le nostre immagini su un periodo storico: noi lo intendiamo oscuro, decadente, insicuro. Molto spesso ci dimentichiamo cosa è nato in quell'epoca: Dante, Giotto da Bondone, e molti altri artisti (artigiani si chiamavano allora) che non hanno lasciato i loro nomi, ma i loro colori e le loro chiese, i loro altorilievi e monasteri, et cetera.
Salimbene de Adam, parmense, ci informa sui fatti e sui personaggi (dagli alti santi, papi, imperatori ai poveracci, al giullare, alla sua famiglia e alla sua biografia vocativa) di un'epoca ricchissima, dal 1198 al 1286, per cultura, potenza espressiva, umanità. La lingua latina di Salimbene è raffinata da una eclettica e colta trasfusione di sangue volgare, ed i toni della narrazione passano dalla fortissima orazione biblica (molto spesso a giudizio morale di eventi accaduti) agli scherzi giocati dai predicatori di strade alle loro folle in ascolto col naso all'insù, a bocca aperta.
Un affresco, un mosaico, che mostra tutto lo splendore e la miseria d'un'età, per ricordarci che ogni età ha il proprio splendore e la propria miseria. E in ogni epoca bisogna saper riconoscere i buoni narratori che sanno raccontare.
ALIENS VERSUS PREDATOR - Videogame
Informazioni
Titolo: Aliens Versus Predator
Sviluppatore: Rebellion Developments
Distributore: Sierra
Anno: 1999
Piattaforme: PC / Mac
Autore: M1
Alieni giganti che si muovono rapidissimi e invisibili, nutrendosi delle proprie vittime. Predatori tecnologici in gita a caccia di "selvaggina". Sì certo, ma ai poveri e sfigatissimi marine spaziali chi ci pensa? Troppo comodo vedere al buio o ripristinare la propria vita tramite iniezioni di energia, provate invece ad aggirarvi solitari, al buio, armati di fucili dalla dubbia efficacia e con munizioni scarse, dovendovi confrontare con ogni genere di mostro e sfiga immaginabile.
Ora fatelo al buio della vostra stanzetta, di notte, col volume di gioco al massimo. E preparatevi a infarti multipli durante le sessioni di gioco di "Aliens Versus Predator", fortunato e sottovalutato FPS (sparatutto in prima persona) che sul finire del XX secolo ha portato sui computer di tutto il mondo le atmosfere claustrofobiche e spaziali del capolavoro "Alien" e i temibili cacciatori del film "Predator". Forse non tutti sanno che l'origine di questa "fusione" risale al periodo fine 1989 - fine 1990 a opera di Randy Stradley, che scrisse una storia originale per un fumetto.
Tre diverse razze per tre modi completamente diversi di affrontare le proprie rispettive campagne: offre soddisfazione seguire il proprio xenomorfo che si sviluppa da piccola larva a gigante affamato, mentre ogni istante vissuto nei panni del marine garantisce adrenalina a bizzeffe. Dal canto loro i predator sono i più dotati a livello di armamentario ma anche qui servono pratica e concentrazione per sfruttare al meglio il proprio arsenale.
Tre giochi in uno per uno sparatutto davvero piacevole, vario ed emozionante.
Continua a leggere...
Informazioni
Autore: ticino1
INDICE
- CHE COS'È LA NWOBHM?
- INTERVIEW WITH DEMON PACT [ENG]
- INTERVISTA AI DEMON PACT [ITA]
- INTERVIEW WITH JAGUAR [ENG]
- INTERVISTA AI JAGUAR [ITA]
- VOLETE CONOSCERE QUALCHE ALTRO DISCO?
I. TEMA E OBIETTIVO
Molti ne parlano, pochi sanno che cosa fosse. Come al solito è difficile con il senno di poi tracciare dei confini precisi. Questo movimento soffre dello stesso fenomeno ed è discusso nel medesimo modo dei gruppi dei miei tempi e di altri veterani che oggi sono ridotti di valore da cosiddetti esperti "googleiani" col pannolino.
L'obiettivo principale della mia elucubrazione mentale è di offrirvi qualche informazione di base sulla NWOBHM e alcuni consigli d'ascolto per avvicinarvi a questa cultura metal un poco dimenticata. Pignoli e Bastian Contrari vogliano per cortesia tenere conto del fatto che una dissertazione esauriente supererebbe notevolmente, come farà comunque quest'articolo, le possibilità offerte dalla nostra modesta piattaforma e strazierebbe in ogni modo la pazienza del lettore più interessato e accanito.
II. ORIGINE DELLA DEFINIZIONE
Innanzitutto: cosa significa NWOBHM? "New Wave Of British Heavy Metal" che in italiano è "Nuova Onda Dell'Heavy Metal Britannico" oppure, come si diceva a volte, parlando allegramente, e qui cito la versione vocale: "Nuòbem". Da dove viene il termine NWOBHM che usiamo in continuazione? A seconda della sorgente d'informazioni troverete versioni diverse. Ritengo che quella trovata su Wikipedia English sia la più realistica e credibile. Questa è anche sostenuta da gran parte degli autori che si occupano del fenomeno. Nel lontano 1979 suonarono a Londra Samson, Iron Maiden e altri in una data della tournée Metal Crusade Music Machine. Geoff Barton scrisse una critica per la rivista Sounds in cui definì lo stile comune a questi gruppi come New Wave Of British Heavy Metal. Barton fu co-fondatore della rivista Kerrang Magazine.
III. UN POCO DI STORIA
Non vissi personalmente quegli anni storici del movimento e il mio primo contatto con il genere fu, ma pensate voi, con gli Iron Maiden. I miei ricordi metal di allora si compongono di mostri stra-truccati e con pettinature alquanto... originali come quelle dei Motley Crue o Poison americani. Era questo il vero metal? Come compresi presto, no. Resta comunque da dire che gli americani furono quelli che sbafarono la fetta più grande della torta. La Gran Bretagna restò nello scaffale malgrado Venom, Black Sabbath e compagnia bella.
Mentre i musicisti delle formazioni storiche dell'hard rock provenivano sovente da famiglie benestanti e avevano approfittato di un'educazione di buon livello, il terreno della NWOBHM era simile a quello del punk. Questi artisti erano spesso figli di operai che non si potevano permettere di vivere nei quartieri raffinati.
Parlando di punk: il genere affascinava grazie alla sua crudezza e velocità. Qui giace la differenza con l'hard rock o lo pseudo-metal degli inizî Anni Settanta. Mentre l'ultimo si basava ancora sul blues seguendo la tradizione del Sessantotto, la Nuova Onda Metallica tentava di ignorare questo genere tradizionale per seguire il connubio con le sonorità più cruente provenienti dal punk.
Durante l'ascolto di parecchie registrazioni molto oscure e di altre conosciute ai più, ho notato che non tutte le formazioni erano veramente "metal". Erano parte del movimento che è ora conosciuto come NWOBHM e ciò basta. Gruppi come i White Spirit contenevano ancora parti molto connesse a quello che offrirono i Deep Purple, una decina d'anni prima. Il risultato è molto interessante e di buon ascolto. Gli assoli di tastiera non sono del Signor Lord, ma molto appetibili.
Non si può definire esattamente il punto di nascita del fenomeno. Sembra che furono i Budgie, vecchia formazione di Cardiff, a influenzare fortemente i giovani musicisti selvaggi della NWOBHM con le strutture dei loro pezzi. Questo è quanto viene a galla ascoltando testimonianze dei musicisti d'allora e leggendone le interviste. Fu sul tardi degli Anni Settanta che il metal investì la Gran Bretagna come un grande Tsunami, dando alla luce gruppi negli angoli più sperduti delle lande che, a volte seguendo lo spirito del pomeriggio domenicale allo stadio, vivevano fra loro una forte concorrenza. Concretamente parlando, si può fissare l'inizio della NWOBHM alla metà Anni Settanta, l'apice intorno al 1980 e la fine verso la metà degli Ottanta.
Così, tanto per curiosità... negli Anni Novanta apparve una serie di uscite pirata, di regola raccolte, che segnò una specie di revival in contumacia. Infatti, malgrado gran parte delle formazioni non esistesse più, in Giappone soprattutto vivevano ancora fanatici che volevano avere la possibilità di ascoltare la musica uscita in quegli anni passati. È interessante il fatto che durante il boom della NWOBHM i gruppi fossero ospiti ben visti a concerti in Francia e Olanda, nazioni che ancora oggi mantengono viva la loro tradizione heavy metal.
IV. IL PRODOTTO
La casa discografica più conosciuta per il genere è sicuramente la NEAT Records che pubblicò un'infinità di 7" e raccolte oggi impagabili. Quegli anni erano ancora molto legati alla cultura del singolo di sette pollici. Se oggi il sogno più grande per un musicista è tenere in mano il proprio disco, a quel tempo il singolo era un mezzo affidabile per raggiungere il pubblico affamato di sonorità dure.
Molti gruppi, in parte anche veramente validi, andarono persi nell'oceano di uscite e/o sorseggiarono il vino, oh scusate la birra, della grande popolarità locale. La situazione di allora non era molto differente da oggi: un genere o un movimento si mettono in moto con formazioni valide per affondare in una marea di uscite spesso inutili.
Come detto sopra, la musica non era heavy nel senso compreso solitamente oggi; la gamma di stili variava dall'hard rock al prog, dall'heavy al doom. Chi fosse davvero interessato alla storia musicale avrà di che divertirsi nello strato fossilifero dell'era NWOBHM.
V. INFLUENZE PORTATE
Il movimento fu tanto diffuso da dover provocare una scia che spinse molti giovani a imbracciare uno strumento. I più conosciuti sono indubbiamente i Metallica, che in più occasioni mostrarono il loro amore per la NWOBHM suonando cover dei Raven o dei Blitzkrieg. I Judas Priest non sono considerati come puri rappresentanti del genere (erano attivi già molto prima di questo periodo), ma furono responsabili per i grandi riff che ci offrì Kerry King con gli Slayer. Venom e Motorhead posarono le pietre che portarono alla costruzione del death e del black. Ricordo a lato che Lemmy considera il suo gruppo non come metal ma rock'n'roll!
Lasciate di lato i pregiudizî, scavate nel passato per essere sorpresi d'apprendere che non tutto ciò che arrivava dagli Stati Uniti fosse genuino con un marchio DOC sull'etichetta...
Dulcis in fundo... la cosiddetta "Air Guitar" nacque anch'essa in quegli anni e fu suonata spesso e volentieri alle feste...
VI. DIECI DISCHI DA CONOSCERE
C'è molto di più da scoprire ma, per iniziare, ascoltatevi questi lavori, dieci sono pochi lo so, scelti fra i più rappresentativi e facili da trovare! Per chi acquistasse ancora dischi originali, vogliate essere attenti a non ingrassare chi offre bootleg di disgustosa qualità.
Blitzkrieg – "A Time Of Changes"
Budgie - "Squawk"
Cloven Hoof – "Dominator"
Grim Reaper – "See You In Hell"
Jaguar - "Power Games – The Anthology"
Legend - "Anthology"
Pagan Altar – "Volume 1"
Satan - "Court In The Act"
Tokyo Blade – "Genghis Khan Killers"
Venom – "Welcome To Hell"
FONTI:
I miei dischi e CD
Google in generale (siti di gruppi, interviste, ecc.)
"Heavy Metal Britannia" (documentario)
Metal-Archives
"The NWOBHM Enciclopedia", Malc Mc Millan, Edizioni Iron Pages (ISBN 978-3-931624-16-3)
Wikipedia (diverse lingue)
Continua a leggere...
VOX BLENII - L'Umetin
Informazioni
Gruppo: Vox Blenii
Titolo: L'Umetin
Anno: 1991
Etichetta: Autoprodotto
Autore: ticino1
Diciannove anni, il death metal è la regola, tutto ciò che è più "morbido" si evita. La musica popolare? Fatemi il favore! È tutta musica per vecchi inebetiti e ultraconservatori... Oltre vent'anni dopo ascolto il gruppo di musica popolare Vox Blenii che non solo suona, ma tenta di documentare tradizioni, testi e frasi dialettali tramandate da persone anziane che altrimenti le trascinerebbero nell'oblio della loro tomba. Alcuni passaggi sono, malgrado nati in altri tempi, già tinti di critica sociale e raccontano non solo vicende di povertà, ma concedono pure qualche dritta su come godersi la vita senza stress. Quest'ultimo termine non esisteva ancora allora e, dunque, un poco di musica analogica in compagnia non pare dolere...
FRANCESCO GUCCINI - Via Paolo Fabbri 43
Informazioni
Artista: Francesco Guccini
Titolo: Via Paolo Fabbri 43
Anno: 1976
Etichetta: EMI Italia
Autore: Dope Fiend
L'eco si è smorzato appena, ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo. Se tu te la sei voluta, a loro non importa niente, te l'avevan detto che finivi male. Poeti, santi, taumaturghi e vati, voi che siete capaci fate bene ad aver le tasche piene e non solo i coglioni: io fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi!
M-PROJECT - Hardcore Illusionist
Informazioni
Artista: M-Project
Titolo: Hardcore Illusionist
Anno: 2009
Etichetta: Terraform Music/Guhroovy
Autore: Insanity
Svestite per un'oretta i panni dei metallari cattivi e preparatevi a ballare: sarà difficile resistere al mix di Happy Hardcore e Makina di M-Project, uno dei nomi di punta della scena J-Core. Con brani come la splendida "Vibrations" e remix quali "Time To Say Goodbye" (l'originale altro non è che "Con Te Partirò" del nostro Andrea Bocelli), "Hardcore Illusionist" è un album che riesce a intrattenere e divertire senza mai dare segni di cedimento, grazie a melodie molto orecchiabili, ritmi coinvolgenti e alcune parti vocali ben inserite ("My Little Fantasy" su tutte). Provatelo, se non per la musica almeno per il look decisamente poco appariscente dell'artista: guardatelo qui!
HYPE - Glitch
Informazioni
Gruppo: Hype
Titolo: Glitch
Anno: 2008
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Akh.
La musica Rock da sempre è un crocevia di delizie e sudore. Gli Hype da Bergamo sicuramente non fanno che confermare tale cosa. In quaranta minuti riescono a passare in rassegna cinquanta anni di storia musicale, suonando la loro musica senza pretendere di inventare o sollevare masse, ma con la vera intenzione di divertirsi su un palco, legati ad un ampli e a una sana birra, ovviamente assieme a chiunque abbia la stessa passione da condividere con loro. Si passa quindi attraverso ballate acustiche e chitarre distorte, semi ballate e tutto ciò che il genere abbia prodotto nella sua lunga storia, nella più classica tradizione del miglior Rock U.S.A. Il repertorio è completo e variegato, ce n'è per tutti i gusti, quindi attacchiamo la spina degli Hype e lasciamoci scorrere addosso quaranta minuti di sano, incontaminato, energetico Rock & Roll.
SEX PISTOLS - Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols
Informazioni
Gruppo: Sex Pistols
Titolo: Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols
Anno: 1977
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Virgin Records
Autore: Leonard Z666.
Parlando di Punk non può non venirvi subito in mente quest'album. Siamo nel 1977, in Inghilterra... i Sex Pistols escono con questo vinile e il mondo della musica non sarà più lo stesso. I negozi di dischi si trovano a esporre un LP con la scritta "coglioni" in copertina, con dentro pezzi contro la monarchia in un periodo in cui la Regina è ancora vista da molti come un'icona da venerare. I brani sono uno più valido dell'altro e non verranno mai a noia, nemmeno tra millenni. Questo lavoro rappresenta anche la nascita della stella Sid Vicious, quella sì una vera speculazione monetaria fine a se stessa, visto che il tizio in questione non ha registrato né suonato alcunché, essendo totalmente incapace di suonare il basso. Per chi non ha quest'album: acquisto obbligatorio, soprattutto se siete giovani e volete sapere da dove i gruppi Punk moderni hanno copiato.
PORNORIVISTE - Codice A Sbarre
Informazioni
Gruppo: Pornoriviste
Titolo: Codice A Sbarre
Anno: 2001
Etichetta: Tube Records
Autore: M1
Ma quanto cazzo ero ingenuo e inesperto da "sbarbo"? La voce spesso sgraziata e sbilenca dei Pornoriviste doveva sembrarmi un passo avanti verso l'anticonformismo rispetto alla roba che passava su MTV, mentre "Codice A Sbarre" altro non è che (pop-)punk cantato in italiano, ricco di ritornelli da urlare in coro che entrano facilmente in testa, brani elementari di presa spesso travolgenti e tematiche sociali. Insomma una scarica di energia istantanea che si disperde poi in breve tempo. L'ideale per bere birra, farsi una canna e pogare, nient'altro...
E per stare in tema col tragico momento politico attuale:
Tempi cupi stamattina ho sentito delle elezioni
Tempi cupi della tele ce ne abbiamo pieni i coglioni
Quanti mesi settimane c'è un domani
E poi c'è un passato
68 77 chi si chiede cos'è cambiato
REGINA SPEKTOR - 11:11
Informazioni
Gruppo: Regina Spektor
Titolo: 11:11
Anno: 2001
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Istrice
Iniziava qui l'epopea di Regina Spektor, moscovita di nascita, newyorkese d'adozione, che da un quindicennio a parte riscalda i cuori con i suoi orgasmi vocali e le sue rime sghembe. "11:11" è l'inizio sgomitante di una carriera condotta sempre sul filo di lana, fra il pubblico più underground ed esigente e la massa che richiede melodie immediate, riuscendo sempre ad accontentare entrambe le fazioni, seppure la deriva degli ultimi dischi propenda decisamente verso la seconda. Ventun'anni e una carriera di fronte a sè che probabilmente non era nemmeno in grado di sognare quando ancora cercava di crearsi spazio suonando nei bar periferici della Grande Mela. Ed in nuce c'era già tutto: il piano, vagamente jazz, stonato e saltellante e la sua voce meravigliosa, unica, acerba, infantile. J'adore.
FUGAZI - Red Medicine
Informazioni
Gruppo: Fugazi
Titolo: Red Medicine
Anno: 1995
Etichetta: Dischord Records
Autore: Mourning
Una formazione unica quella messa in piedi da Ian MacKaye (ex Minor Threat), sì, parlo dei Fugazi (Fucked Up, Got Ambushed, Zipped In). Una di quelle realtà che di anno in anno ha sviluppato il proprio modo di suonare, arrivando con "Red Medicine" a distinguersi per una produzione rock sghemba, disallineata, cantilenante e allo stesso tempo melodica e maggiormente fruibile rispetto agli inizi più ruvidi e minacciosi collegati alla pura esperienza hardcore. Questo album è per alcuni la vetta più alta raggiunta dalla band, per altri il segno di un collasso iniziale che li avrebbe condotti allo stato di "pausa" che perdura anche odiernamente. Ciò che io posso dirvi è che vale la pena conoscerlo e attenti... potreste rischiare di non staccarvene più.
Continua a leggere...
Informazioni
Gruppi: Vader + Melechesh + Sterbhaus + W.I.L.D.
Data: 25/04/13
Luogo: The Theatre, Rozzano, Milano
Autore: Bosj
Avevamo mancato l'occasione di vedere all'opera Piotr Wiwczarek al suo ultimo passaggio nel nord Italia, meno di tre mesi fa, così quando in redazione è arrivato l'invito all'evento del 25 aprile da parte della promotion dei W.I.L.D. (che ringraziamo), considerato che al seguito dei Polacchi, oltre alla formazione francese, ci sarebbero stati nientemeno che i Melechesh, l'occasione era troppo ghiotta per farsela scappare. Tuttavia, prima di entrare nel vivo della serata, è doveroso un discorso iniziale che provi a spiegare — almeno dal mio umilissimo punto di vista di non addetto ai lavori, ma persona qualunque — per quale ragione, davanti a nomi del genere, gli spettatori paganti fossero meno di trenta. Sì, avete letto bene. Trenta persone a vedere i Vader e i Melechesh. Un numero agghiacciantemente basso, però a mio modo di vedere almeno in parte prevedibile per una serie di motivi.
Prima di tutto: la combriccola polacca è passata da queste parti, come accennato in apertura, meno di tre mesi fa. Dettaglio non da poco, considerando il secondo punto: a Milano, la sera del 25 aprile, c'erano tre-dico-tre date heavy. Ai Merdazzini Generali suonavano infatti i Killswitch Engage con altri due gruppi metalcore, e sopratutto al Blue Rose di Bresso si esibivano sei gruppi capitanati da Girlschool, Forgotten Tomb e Isole. Se è vero che chi va a vedere i Killswitch Engage non è certamente l'ascoltatore medio dei Vader, il secondo evento invece era già più "allettante", soprattutto considerando che rispetto a quello in programma al Theatre aveva un enorme vantaggio, che è anche la terza voce di questo elenco: il prezzo. Il live a Bresso, con due gruppi in più e un headliner storico (ok, le Girlschool, ma sono pur sempre in giro da trentacinque anni) costava poco più della metà dei 25€ invece richiesti per Peter e compagni. E venticinque euro (più eventuale tesseramento obbligatorio) per un concerto underground sono proprio tanti; c'è la crisi... Proseguendo, gli stessi gruppi si sono esibiti in terra italica la sera precedente, a Roma (totalizzando centosettanta presenze, a sentire le voci), cancellando così la possibilità di attirare qualcuno dalle regioni del centro Italia. In ultimo, e questa è molto semplicemente questione di Sfiga con la "S" maiuscola, l'evento cadeva in un giovedì di festa e di miracolato bel tempo dopo settimane di pioggia e/o gelo, tipico caso in cui il milanese coglie la palla al balzo e si allontana per il lungo weekend. Eppure, nonostante tutto, nemmeno io mi aspettavo così poca affluenza, e vedere il locale a tal punto impunemente vuoto mi ha rattristato, perché in fondo, guardiamo in faccia la realtà: i metallari italiani sono pochi, molti di quei pochi sono pure pigri, e ai concerti "minori" siamo sempre i soliti quattro stronzi.
Poco importa che il thrash/death, molto death e mediamente poco thrash, dei W.I.L.D. (ex Wild Karnivor) faccia la sua porca figura sul palco e che il quartetto d'oltralpe si sia speso con convinzione e dedizione nonostante l'inevitabile sconforto dato dall'esibirsi davanti alla sala vuota: il locale non si è riempito. Punto e basta. Eppure i poveri Francesi non si sono persi d'animo e hanno fatto la propria parte, aggiungendo anche una cover di "Slave New World" a metà esibizione, e per ripagare i due (due!) spettatori indefessi che hanno seguito l'intero show da sotto il palco, a fine esibizione sono arrivati a offrir loro una birra. Ah, il buon cuore dei metallari. Date un occhio, o meglio un orecchio, alla formazione di Lille, on stage hanno saputo dire la loro, e hanno accumulato abbastanza esperienza da saper comporre e registrare un album con tutti i crismi come il loro "Agony Of Indecision".
A seguire, ammetto di essermi perso gran parte dell'esibizione degli svedesi Sterbhaus, formazione che non conoscevo assolutamente e che con il primo paio di tracce non è riuscita a catturarmi, facendomi finire all'esterno a scartabellare i dischi della bancarella Punishment 18 (gradita sorpresa della serata) prima che il buon Corrado smontasse e tornasse a casa, visto che dei trenta presenti chi aveva qualcosa da comprare lo aveva già fatto. Per il quartetto di Stoccolma, quindi, mi spiace, ma non ho informazioni da dare, a parte dirvi che suonano thrash/death anche loro, canonico anzichenò, e si presentano sul palco discutibilmente pittati.
È però con il gruppo successivo che la serata prende il volo. I Melechesh, nonostante non abbiano nulla di nuovo da proporre ai propri fan da ormai tre anni, dal vivo sono sempre divertimento assicurato. Rispetto alle mie precedenti esperienze la formazione era rimaneggiata: il turnista al basso non era sicuramente Scorpios e non ho idea di chi fosse (perdonatemi), né Moloch era presente sul palco, si presume a causa della sua avversione ai tour, il che è un peccato, ma il giovane che ne ha fatto le veci, per quanto piuttosto statico (forse timoroso) ha svolto egregiamente le proprie funzioni. E Ashmedi, con il suo piglio perennemente incazzato, magari non bello, ma certamente con quel sapor mediorientale, non si è risparmiato nel pur poco tempo a sua disposizione. Il piri-piri molto poco fedaino della formazione Israeliana, sebbene di israeliano nel momento specifico ci fosse poco sul palco, mantiene gli specifici connotati arabeggianti e non può che divertire con il proprio particolarissimo sound. Poche parole, al di là della grama constatazione "heh, you're not that many", tanta musica: "Ladders To Sumeria", "Triangulr Tattvic Fire" e ovviamente le immancabili "Grand Gathas Of Bahal Sin" e il "piri-piri" per eccellenza, il singolone da classifica sumera "Rebirth Of The Nemesis" dall'ormai non più recentissimo "Emissaries". Proprio con questa hit danzereccia, seguita da un breve ringraziamento, Ashmedi e compagni ci salutano.
Stante la desolazione del luogo, ora che non c'è più nemmeno un banchetto di dischi con cui tenersi occupati, ringrazio Belzebù di avere uno smartphone da qualche settimana e commento i numeri della serata in diretta con i fedelissimi Mourning e Istrice. Inganno così il tempo fino a che le luci si abbassano di nuovo e parte un'intro registrata ad annunciare l'avvento del messaggero del Lato Oscuro per eccellenza. Come già chi li ha preceduti, nemmeno i Vader sono stati favorevolmente colpiti dalla (non) affluenza all'evento, ma nonostante la grama "portata" della serata l'inossidabile Peter non si è perso d'animo: "probabilmente abbiamo più canzoni noi da suonare di quanti siete voi qui stasera... meglio, così possiamo dedicarvene una ciascuno". Tra un brano e l'altro, un assolo e l'altro, una bestemmia e l'altra (una, in particolar modo, cantata quasi baritonalmente e in perfetto accento italiano), maestro Pietro ci porta a scuola per l'ennesima volta. La lezione odierna: come fottersene dei grossi numeri e regalare mazzate ai pochi venuti. Come sempre, aggiungete in calce.
Setlist non lunghissima questa volta, che contiene però un totale di brani che definire tritatutto è eufemistico, da "Black To The Blind" a "Fractal Light" a "Return To The Morbid Reich". Nonostante i numerosissimi cambi di formazione che hanno contraddistinto la creatura polacca nel suo trentennio di esistenza, il sound dei Vader è inconfondibile, così come altrettanto inconfondibili sono la voce e il materiale creato da Peter. Con l'annuncio di un nuovo lavoro in uscita all'inizio dell'anno prossimo, terminata un'ora scarsa di esibizione (stando alle scalette trovate online, concerto ben più breve del solito, ignoro per quale motivo) i quattro lasciano il palco sulle immancabili note della marcia imperiale di Guerre Stellari dopo aver regalato la solita prestazione maiuscola.
A questo punto rimane poco da fare, e con le orecchie distrutte e un po' di tristezza per le sorti concertistiche (e non solo) del nostro Paese, prendo la via di casa.
Continua a leggere...
|