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lunedì 20 maggio 2013

DESOLATION ANGELS - Desolation Angels


Informazioni
Gruppo: Desolation Angels
Titolo: Desolation Angels
Anno: 1986
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: desolationangels.co.uk
Autore: ticino1

Tracklist
1. Spirit Of The Deep
2. Evil Possessor
3. Valhalla
4. Unsung Hero
5. Death Machine
6. Wild Gypsy Woman
7. Dance Of The Demons
8. Angry Rain

DURATA: 45:51

Questa recensione fa parte dell'articolo intitolato "New Wave Of British Heavy Metal - Una Retrospettiva".

Desolation Angels è un nome veramente diverso da quelli utilizzati nel movimento NWOBHM. La musica non lo è di meno. Certo, si trovano altre stranezze ma questa formazione spunta particolarmente dalla massa, nonostante molti non lo abbiano mai notato.

Sei anni interi furono necessari per pubblicare questo disco, ora naturalmente dimenticato, composto anche da pezzi contenuti nelle demo dell'inizio carriera. Nel 1986 il thrash era già grande e il death era pronto a lasciare il trampolino. Il lavoro dei Desolation Angel mostra comunque nuovamente che il metal puro non era ancora morto e sepolto. Molti riff accattivanti e pezzi pieni di varietà allietano l'ascoltare attento e propenso agli stili più classici dell'espressione metallica. L'inizio è quasi malinconico, poi preceduto da una parte oggi definibile "ambient", ancora più straziante. Questo filo è teso durante tutta la durate dell'ellepì. Sono cosciente di utilizzare paroloni. I Demolition Angels erano una formazione che fornì metallo veramente resistente e che non deve necessariamente nascondersi dietro i grandi che ebbero più successo. La ritmica tende a volte la mano alla frazione hard rock, restando comunque nettamente metal.

Col passare del tempo la musica si evolse verso un power metal sobrio.

Ascoltate quello che volete di questi londinesi; non ne sarete delusi.

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lunedì 11 gennaio 2010

SENTINEL BEAST - Dephts Of Death


Informazioni
Gruppo: Sentinel Beast
Anno: 1986
Etichetta: Roadrunner Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Depths Of Death
2. Mourir
3. Dogs Of War
4. Corpse
5. Evil Is The Night
6. Sentinel Beast
7. Revenge
8. The Keeper
9. Phantom Of The Opera

DURATA: 34:30





Ascoltare Barry Fischel e soci è un piacere, uno di quelli che ti passi quando con gli anni ti rendi conto che dischi che avevano realmente qualcosa da dire erano stati obliati da miriadi di uscite inutili o dal dimenticatoio in cui spesso cadono le cosidette band minori.
I Sentinel Beast sono una di quelle perle misconosciute ai più che con un solo disco riuscirono a farmi innamorare.
La formazione californiana suonava un solido power/thrash che trovava spunto finale nella voce della bella e brava Debbie Gunn, dotata di una timbrica particolare che caratterizzava i brani come poche possono vantare.
Un album che ha come punti forti un riffing ispirato e dei solos solidi come mattoni e che nella sua semplicità riesce a sprigionare una carica devastante.
Brani come "Mourir", "Corpse", "Revenge" o l'omonima "Sentinel Beast" dove la band dimostra appieno tutto il potenziale che in essa risiede, concedendosi il lusso di chiudere il disco con una "Phantom Of The Opera" (cover dei Maiden) fra le migliori che abbia mai ascoltato, riescono a far godere l'ascoltatore dandogli una bella scossa.
Correva il 1986 e si sente, la genuinità e il fervore che si possono riscontrare nei lavori di tali anni adesso sono solo un sogno che si reincarna quando fra le mani vi capita uno di questi esempi di puro metal.
Il fattore che penalizzò probabilmente quest'opera fu la produzione, sin troppo cruda e poco curata che non diede il giusto spessore e la risonanza dovuta ad un platter che pur con questo difetto rimane di gran lunga superiore a tanto di quello che molti si ostinano a produrre oggi, ricalcandone magari inconsapevolmente lo stile.
Amanti dello speed in stile Anthrax o dei primi Flotsam & Jetsam non possono farsi sfuggire l'occasione di avere nella loro collezione questo piccolo gioiello.

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mercoledì 2 dicembre 2009

VENOM - Eine Kleine Nachtmusik



Informazioni
Gruppo: Venom
Anno: 1986
Etichetta: Neat/Combat
Autore: G.B. Morbosus

Tracklist
1:Intro / Too Loud For The Crowd
2:Saven Gates Of Hell
3:Leave Me In Hell
4:Nightmare
5:Countess Bathory
6:Die Hard
7:Schitzo
8:Guitar Solo: Mantas
9:In Nomine Satanas
10:Witching Hour
11:Black Metal
12:The Chanting Of The Priests
13:Satanachist
14:Flytrap
15:Warhead
16:Buried Alive / Love Amongst The Dead
17:Bass Solo: Cronos
18:Welcome To Hell / Bloodlust

DURATA 01:11:22



“Ladies And Gentlemen, From The Very Dephts Of Hell… VENOM” con questa presentazione si apre questo monumentale live album che con pezzi tratti da due diversi concerti, le prime dieci tracce registrate all’Hammersmith di Londra nell’ottobre del 1985, e le successive al Ritz di New York nell’aprile del 1986 immortala una band al massimo della sua forma che propone quanto di meglio avesse prodotto all’epoca. Molto meglio di qualsiasi raccolta questo live è una perla per chi si avvicinasse al terzetto di Newcastle per la prima volta, sia per i fans di sempre che si vogliono godere le hit del gruppo tutte in un singolo compact disc.
Ascoltando l’album la prima cosa che si percepisce è la potenza che la band riusciva a sprigionare dal palco attraverso gli amplificatori. Mantas massacra la folla con raffiche di riff e assoli in rapida successione, mentre Cronos annichilisce con la sua voce, e devasta i timpani del pubblico con le pulsazioni del suo basso. A dare il colpo di grazia ci pensa la batteria di Abaddon, che come un rullo compressore devastante passa sopra la folla e non lascia supertisti. Il suono esce dalle casse pieno e potente, proprio come dovrebbe suonare un disco dei Venom, caciarone, ignorante e massiccio.
Penso sia superfluo soffermarsi molto ad analizzare la tracklist, come potete vedere da soli è una cavalcata trionfale nella guerra contro cristo. Come posso descrivervi pezzi come “Seven Gates Of Hell”, “Countess Bathory”, “Witching Hour”, “Black Metal”, “Warhead” o “Welcome To Hell” senza scadere nel già detto o nel banale? Signori, qui siamo dinnanzi alla storia del metal estremo. E questo live è un antologia che dovrebbero insegnare in tutte le scuole del mondo.
Passando ad analizzare la confezione, questa mia versione (l’edizione della Meat Recods del 2002) si presenta ricca e carica di contenuti. La copertina non fa gridare al miracolo, con il logo della band, il titolo e una foto del live. Una soluzione comunque molto old school e senza tante pretese. Il piatto forte però è contenuto nel booklet di dieci pagine che oltre ad essere strabordante di gustosissime foto dell’epoca racchiude anche una bella intervista alla band, ovviamente in inglese. Per concludere questa recensione, ci tenevo a citarvi questo passaggio, la risposta che Cronos da all’intervistatore che gli chiede come mai optarono per il titolo di un opera di Mozart per il loro live. “Mettila così, eravamo dei giovani capelloni, black metal hooligans (troppo bella per essere tradotta) che arrivavano dal nord est dell’inghilterra, cos’altro potevamo inventarci di più irrispettoso per i critici musicali che non rubare il titolo di una sinfonia di Wolfgang Amadeus Mozart?”

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martedì 1 dicembre 2009

ANGEL DEATH - Death To Christianity


Informazioni
Gruppo: Angel Death
Anno: 1986
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Intro
2. Angel Of Death
3. Disaster
4. Bestial Attack

DURATA : 10:45

Gli Angel Death erano una formazione reatina che non arrivò mai a vedere pubblicato un full-lenght ma lasciò in eredità svariati demo ed un 7 pollici.
Il loro sound era basato su ritmiche fortemente thrashy e “Death To Christianity” è il primo demo che rilasciarono nel 1986.
Tre musicisti che incisero tracce di death metal, rozzo, sporco, semplice come si faceva nell’era primordiale dello stile.
La produzione è alquanto sballata, ne viene penalizzato il basso sovrastato da chitarra e batteria (l’unico pezzo in cui si sente decentemente è la conclusiva “Bestial Attack”), gli assoli al limite col noise, sbilenchi e totalmente atecnici sono adrenalinici e Satanic Exterminator (Mauro Grillotti) sembra si stia scartavetrando l’ugola tanta è la foga.
Pur essendo composizioni a dir poco elementari quello che la band propone possiede quel fascino che solo certe realtà passate sanno regalare, con “Disaster” miglior pezzo del platter.
La cover della tape è disarmante tanto è la sua dura ed esplicita ammissione d’intenti, la morte con una croce rovesciata di dimensioni umane appoggiata al petto, la testa di un angelo nella sua mano sinistra, con il corpo dello stesso che privo di vita giace ai suoi piedi, più diretto di così il messaggio voluto non credo si possa esprimere.
Una band della nostra Italia che non c’è più, perchè dimenticarsene?

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MORBID ANGEL - Abomination Of Desolation





Informazioni
Gruppo: Morbid Angel
Anno: 1986
Etichetta: Earache
Autore: G.B. Morbosus

Tracklist
1. The Invocation / Chapel Of Ghouls
2. Unholy Blasphemies
3. Angel Of Disease
4. Azagthoth
5. The Gate / Lord Of All Fevers
6. Hell Spawn
7. Abominations
8. Demon Seed
9. Welcome To Hell

DURATA: 42.34



Ogni tanto quando sono a casa e mi rompo le palle, mi diverto a rispolverare album e cd che non ascolto da parecchio tempo, per vedere se e come la mia percezione degli stessi cambia col passare degli anni. Oggi mi sono ritrovato tra le mani questa piatra miliare di cd,e con un sorriso l’ho messo nel lettore.
Originariamente registrato nel 1986, questo non è un vero e proprio album dell’ Angelo Morboso, ma bensì il primo succosissimo demo registrato dalla band. La formazione era ancora quella con Mike Browning (poi nei Nocturnus) alla batteria e voce ,Sterling von Scarborough (poi negli Incubus) al basso e ovviamente alle chitarre troviamo l’omnipresente Trey Azaghtoth,fondatore della band, coaudiuvato dal fido Richard Brunelle con cui si dividono la parte solista.
Registrato da quattro musicisti poco piu che ragazzini, il demo contiene alcuni fra quelli che in futuro diventeranno grandi classici della band, e che poi ritroveremo , riregistrati, nei primi album con David Vincent alla voce e basso. Ascoltando le canzoni, per certi versi la produzione,molto secca e thrashosa (in quegli anni era “la regola”,diciamo) fa sorridere, in quanto ci si rende conto di come gli stessi brani suonino totalmente in maniera differente. Ascoltare con il senno di poi i cavalli di battaglia “Angel Of Disease”, “Chapel Of Ghouls” o “Unholy Blasphemies” registrati e suonati con un sound molto grezzo e che ricorda il thrash “bay area”, e sopratutto privati di quella complessità e da quell’aura malata che divenne poi il trademark della band nei primi lavori, non può non strappare qualche sorriso. Ma si tratta di un sorriso di tenerezza ed approvazione.
Detto questo, il valore del lavoro è parecchio alto, per il diverso fascino che assumono i pezzi, ma soprattutto per la grande importanza storica di questo demo, che si può senza timore di smentite definire l’inizio della leggenda. Un plauso speciale alla ormai decaduta Earache per aver ristampato questa perla, che è possibile trovare sia in cd che in vinile. Ammetto che il vinile mi fa molta gola ma l’ho trovato solo a prezzi alti. Se proprio dovessi fare il pignolo e cercare il solito pelo nell’uovo l’unica critica che posso muovere a questo lavoro è la scarsezza della confezione. Nemmeno una biografia, una nota, foto, o testi. Peccato. Trovo che questi piccoli accorgimenti avrebbero reso ancora piu ricca la soddisfazione e la goduria di possedere un pezzettino di storia nella propria collezione.
Concludendo, cosa posso dire di più? Se vi piace il death metal e non avete questo album, siete solo dei falliti.

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