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domenica 3 giugno 2012

3,14 - Funeral Of Bestfriend


Informazioni
Gruppo: 3,14
Titolo: Funeral Of Best Friend
Anno: 2012
Provenienza: Azerbaijan
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/314doom
Autore: Mourning

Tracklist
1. True Path
2. Save And Buried
3. Shadow Play
4. Get Out
5. Riposte
6. It
7. Conscience
8. Conversation With The Living Soul
9. Funeral Best Friend
10. Symphony Theatre Of Shadows

DURATA: 01:46:49

L'Azerbaijan a memoria non mi ricorda nulla di particolarmente rilevante per la storia del metal, è stata quindi una sorta di sfida l'approccio con la realtà dei 3,14 che già dal monicker avrebbe scoraggiato in molti facendo pensare a chissà quale tipo di ridicolaggine moderna/sputtanamento da adolescenti in pseudo rivolta, pensiero erratissimo.
La band proveniente dalla capitale Baku è un act di melodic doom/death preparato, molto maturo e soprattutto "bastardo", quest'ultimo aggettivo è fondamentale per comprendere il modo con il quale il quintetto espone la prorpia musica, è infatti abituato a rilasciare lavori dalle dimensioni particolarmente estese.
Dei tre sinora pubblicati quest'ultimo "Funerals Of Best Friend" è l'assoluto e incontrastato colosso, per durata potrebbe stendervi come farebbe un album di stampo funeral visto che si parla di dieci brani che fanno registrare quasi 107 minuti di "on air".
Pesante? Indubbiamente è tutto tranne che una passeggiata l'ascolto del platter, d'altro canto è però una questione d'impatto perché i 3,14 sono coscienti di creare dei "mattoni" ma son mattoni dotati di una componente melodica insistente, che pervade con elegante e suadente decadenza i pezzi ammorbidendone il vissuto.

Immaginate idealmente una commistione di band quali Paradise Lost, My Dying Bride e Moonspell, con la formazione di Ribeiro che viene presa spesso in considerazione anche per quanto concerne la parte rituale/recitata del cantato e molte delle realtà che si muovono odiernamente nel filone doomico russo, mantenendo però la visione del sound gradevolmente retrò, sono gli anni iniziali della decade nineties che sembrano aver allevato i sogni e le speranze grigio-annerite che si riflettono e infrangono nei brani.
Alle volte le canzoni tendono decisamente a schemi psicotico/schizzati nella loro forma cantilenante e ossessiva, vedasi "Riposte", altre addolcite e tragiche dalla presenza della voce femminile di passaggio ma efficace nei suoi brevi intermezzi come avviene in "Conversation With A Living Soul" e ancora folkloristica e ricercata nella conclusiva "Symphony Of Theatre Of Shadows".
"Funerals Of Best Friend" necessita di vari passaggi nel lettore, di tanto tempo da dedicare al suo viscerale e prolungato svolgersi che se accompagnato da un minimo d'attenzione porterà a galla più di una nota interessante.
Ha i suoi difetti, non lo posso negare, a molti sembrerà interminabile, ad altri sin troppo derivativo, non sono comunque motivazioni che ritengo valide per evitare l'incrocio dell'orecchio con l'album partorito dai 3,14.
Si parla spesso di valorizzare l'underground, beh, dopo una decade d'attività qualcuno potrebbe anche accorgersi di questi ragazzi, soprattutto adesso che il movimento doom sta vivendo un momento di vero splendore, potrebbe essere l'anno giusto per permettere ai 3,14 di metter fuori la testa con il supporto di una discreta label che fornisca loro una produzione e distribuzione decenti, chissà che queste parole non siano loro d'aiuto. In bocca al lupo.

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lunedì 27 giugno 2011

373°K - Spiriti Bollenti

Informazioni
Gruppo: 373°K
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/373kelvin
Autore: Mourning

Tracklist:
1. 373°K
2. Sciarpe Vintage
3. Comunque Vada
4. Eterno Ritorno
5. Lascia Che Sia
6. La Vita è Mia
7. 30....
8. Il Paradiso Insieme A Te
9. Dentro Di Te

DURATA: 35:58

Il rock è da sempre il percorso musicale più adatto per esprimere i propri pensieri di rivolta, disagio, ribellione, sia la versione più acida o quella più riflessiva e melancolica la risultante è il più delle volte coincidente riuscendo nel compito d'inviare il proprio messaggio.
Il quintetto bolognese dei 373°K debutta con l'album "Spiriti Bollenti", il monicker espresso in gradi Kelvin equivale ai 100 gradi della scala Celsius cioè il punto d'ebollizione dell'acqua, sì, perché la gioventù in ogni generazione che si rispetti ha le sue reali motivazioni per farsi girare le palle e giungere a quella temperatura pronta a ribaltare qualsiasi situazione, oggigiorno possiamo dire manchino gli stimoli che possano ricondurre il nostro stato d'animo al ribollire? Purtroppo ne abbiamo a iosa.
Pensate al rock nostrano di gente come Movida, Ritmo Tribale, i primi Timoria prima che Pedrini li mandasse a puttane o i Litfiba e Ligabue dell'alba dei tempi incrociati con le influenze blues dei Doors, passaggi Led Zeppelin o se volete in chiave più moderna similari ai Wolfmother ("Sciarpe Vintage" calza a pennello in tal senso).
E' rock stradaiolo, schietto, un po' grunge nell'animo, che sente il bisogno di prendersi le dovute pause in cui lasciar fuoriuscire la vena più dolciastra, bella ad esempio la breve esecuzione pianistica di "Eterno Ritorno" che fa da preludio a una disincantata "Eterno Ritorno", disincanto che è costantemente esplicato nei testi.

Ci son passaggi come questo:

"Soffocati anche se qui l'aria c'è,
dalle regole che questo mondo fa
siamo pronti comunque a dire che
che di prediche e omelie ce ne saranno ma...
non cambieranno questa verità...


che comunque vada moriremo tutti qui, tutti sì
che comunque è vero siamo in 'sto fottuto..."



che per fortuna trovano un contraltare positivo in altri spinti dalla voglia di guardare avanti con fiducia:

"Ogni giorno è una sfida
provo a vincer' la partita
e comunque vada sai io proverò
Faccia a faccia con la sfiga
che sotto sotto sa di vita
e comunque vada sai ce la farò

tanta gente dice sia impossibile, impossibile
mentre tutto sembra raggiungibile..."



"Spiriti Bollenti" è una scarica d'adrenalina, è la vita vissuta con gli occhi di un gruppo di giovani come noi che si dibatte e combatte con le problematiche che attanagliano tanti (forse troppi), lo si può paragonare a un diario di viaggio in cui ognuno può attingere riconoscendosi in parte, è una versione ritmata, condita da solistiche calde che ti danno una scossa e la propensione adeguata per alzarti ancora una volta e guardare in faccia la realtà, è rock.
Fra la moltitudine di emo-band, punk rocker che di punk hanno a stento la magliettina (ahimè pulita da far schifo) e ragazzini usciti da laboratori di plastica quali X-Factor e Amici, perché non concedersi il beneficio del dubbio ponendosi una semplice domanda: è possibile far rock in Italia? La risposta è sì, i 373°K come tanti che rimpolpano il folto bosco underground continuano piacevolmente a mantenere vivo il sogno, a loro va il mio personale supporto, voi ci state o no?

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