lunedì 31 ottobre 2011

RECLUSA - The Anticonscience


Informazioni
Gruppo: Reclusa
Titolo: The Anticonscience
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Crucial Blast
Contatti: www.facebook.com/pages/Reclusa/186017494751014?sk=info
Autore: Dope Fiend

Tracklist
1. -98.6F
2. Frozen Embrace
3. Systematic Abandonment
4. Snowcrashed Glare
5. In The Shadow Of Jade
6. Solitary Definement
7. The Cursed Gift
8. Hermit Shell Hollow
9. The Voice Of Sadus
10. The Black Whirlpool
11. Chernobyl Winter
12. The Anticonscience

DURATA: 01:17:44

Reclusa è una one-man band proveniente dagli Stati Uniti, precisamente da Byesville, nell'Ohio.
Il mastermind del progetto, The Recluse, non si perde in preamboli e sforna come primo atto un full intitolato "The Anticonscience".
Prima di tutto è necessario dire che la carne al fuoco è davvero molta e che il disco è tutt'altro che immediato.
La base della proposta è ben udibile in tracce come "-98.6F" e "The Cursed Gift" e potrebbe essere individuata come un Death/Doom macilento e strisciante influenzato da gente come Coffins e Hooded Menace. Non è però così semplice la questione: nel sound si infiltra infatti una spiccatissima componente Noise, spesso ipnotica e quasi ritualistica, che frammenta e dilata i baratri aperti dalla pachidermica pesantezza del riffing.
Vi sono poi episodi come "Frozen Embrace", "In The Shadow Of Jade" e "Chernobyl Winter", ossessivi e disturbanti, in cui la fitta oscurità emanata si tinge di minacciose sfumature Industrial.
"Snowcrashed Glare" e "Hermit Shell Hollow" sono invece i momenti in cui è concesso qualche brevissimo (e ingannatore) istante di respiro; il mood generale è più "dinamico" (per quanto consentito dal contesto, ovviamente), la chitarra è più ronzante e irrequieta, senza comunque rinunciare mai a quella patina melmosa e soffocante che impregna tutto il lavoro.
La quintessenza di "The Anticonscience" esce comunque allo scoperto senza più veli in brani particolarmente inquietanti quali "Solitary Definement" e "The Voice Of Sadus", in cui un'aura di orrore degna dei migliori incubi lovecraftiani si insinua in un contesto formato da synth spettrali e onde cosmiche che, insieme ad un andamento chitarristico sinistro e opprimente, dipingono un quadro impregnato di pura e semplice insania.
Gli strumenti (ad eccezione della batteria) sembrano perennemente ricoperti da uno strato di polvere millenaria che ne strangola la risonanza, favorendo però la formazione di una cappa di malignità ancora maggiore.
La voce è ridotta all'essenzialità, è poco presente e si manifesta soltanto sotto forma di un growl bassissimo e impossibile da decifrare.
L'album in questione tuttavia è molto difficile da descrivere a parole.
Il carico sperimentale è notevole e non a tutti potrebbe fare lo stesso effetto.
Il minutaggio è molto elevato (parliamo di quasi ottanta minuti) e la proposta non immediata da cogliere, quindi sono necessari svariati ascolti per entrarvi in contatto.
Non lasciatevi però scoraggiare da questi elementi: una volta che "The Anticonscience" sarà entrato nelle vostre corde ne potrete rimanere molto soddisfatti.
Questo disco è infatti un ricettacolo di morbosità e oscura malsanità, chi può dire quindi quali visioni potrebbe evocarvi o quali serrature mentali potrebbe scardinarvi?
Il modo per scoprirlo è uno soltanto.

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SHADED ENMITY


Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Joe Nurre - Chitarra, Voce
Simon Dorfman - Batteria


Il death melodico ha i suoi natali in Svezia, qualcuno può negarlo? Ormai il genere è stato però assorbito anche oltre oceano e per nostra fortuna c'è ancora chi non lo contamina con il metalcore, è il caso degli Shaded Enmity, giunti al terzo album con "Hijo Perdido" e di cui approfondiremo la conoscenza con questa intervista.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine Joe, come stai?

Joe: Ciao Gabriele e grazie per avermi ospitato su Aristocrazia Webzine. Sto bene oggi. È domenica e sono appena tornato dal fare colazione con un amico.


Stranamente il vostro nome ha poco seguito rispetto a ciò che meritereste, siete già al terzo disco, com'è nata e si è evoluta la band in questa decade d'attività?

La nascita degli Shaded Enmity in realtà è stata un po' strana. Avevo quindici anni ed ero al secondo anno di scuola superiore, era il primo anno che vivevo a Seattle e non conoscevo nessuno della mia scuola. Ero in una classe di produzione video al liceo e in questa classe di una trentina di ragazzi c'erano Eric Haugland (il bassista originale) e Andy Mannino (il batterista originale). Ho sentito i ragazzi parlare un giorno del modo in cui stavano suonando in questa band chiamata Shaded Enmity ma stavano avendo problemi a trovare un cantante. Mi sono avvicinato a Eric un giorno e ho parlato un po' con lui e gli ho mostrato alcune cose che avevo scritto con la chitarra che hanno finito per essere la canzone "Tears Of Anger", uscita nell'EP fuori stampa del 2003 "From The Heavens They Fell". In quel momento gli Shaded Enmity non stavano cercando un chitarrista ma una voce. Gli Shaded Enmity erano Rob Steinway (chitarra), Chris Mannino (chitarra), Eric Haugland (basso) e Andy Mannino (batteria). La band non era un gruppo melodic death metal e non ho avuto alcuna influenza sulla scrittura delle canzoni o dei testi. Chris Mannino originariamente aveva coniato il nome e questa era una band death metal. Eric mi invitò a casa di Chris per provare e ho cantato una canzone dei Morbid Angel (non ricordo quale), "I Am The Black Wizards" degli Emperor e "Worlds Within A Margin" degli In Flames. I ragazzi mi chiesero di entrare nella band immediatamente e di andare in studio la settimana successiva per registrare la voce del mal prodotto EP "Tyranny Within" che, per fortuna, non molte persone hanno sentito. Dopo aver suonato alcuni live con la band, Rob e Eric erano interessati a portare la band in una direzione diversa e Chris voleva rimanere sul sentiero death metal. Rob e Eric avevano sentito una parte del materiale che stavo scrivendo e ne erano entusiasti e così abbiamo iniziato a provare alcune delle canzoni che avevo scritto. Abbiamo finito per dividerci da Chris che andò a formare gli Evangelist mentre noi abbiamo mantenuto il nome Shaded Enmity e io ho preso il controllo del songwriting. Poco dopo, chiesi al mio buon amico Ger Keller (batteria) di unirsi alla band e questo è quello che furono gli Shaded Enmity fino a quando Ger ed Eric lasciarono il gruppo poco dopo l'album del 2005, "Thought And Remembrance". Questo è il modo in cui gli Shaded Enmity sono nati. La più grande evoluzione della band, ovviamente, c'è stata quando Simon Dorfman è entrato a farne parte come batterista. Anche noi non suoniamo più ogni canzone di "Like Prayers On Deaf Ears", perché il nostro stile è drasticamente cambiato da allora. Può essere frustrante a volte perché, come hai detto tu, siamo giunti al nostro terzo disco e ancora molte persone non conoscono la band, soprattutto negli Stati Uniti. Noi continueremo comunque a prescindere da questo.


Ho avuto il piacere di contattarti già l'anno passato in occasione dell'uscita di "Like Prayers On Deaf Ears", disco che mi piacque non poco. Com'è andata con quell'album? Per ciò che ho letto in rete i responsi sono stati alquanto positivi.

"Like Prayers On Deaf Ears" è stata una grande esperienza. Tutti noi eravamo un po' preoccupati perchè non sapevamo su chi puntare per registrarlo. Non volevamo solo registrare un suono "da locale" e trovammo Don Gunn che ci aiutò facendo un ottimo lavoro per il nostro album. Abbiamo poi collaborato con Troy Glessner, il quale ha lavorato con molte band, etichette e produttori, per la masterizzazione dell'album. Eravamo tutti molto contenti della produzione ed era solo questione di tempo prima che fossimo in grado di distribuire l'album. Dopo l'uscita del disco, l'ho presentato a diverse riviste per una recensione e qualcuno da quelle riviste ha finito per caricare il nostro album su un sito di Torrent e così gli Shaded Enmity iniziarono a farsi conoscere. Questo album è stato recepito in maniera estremamente positiva. Ci sono stati fan che mettevano le nostre canzoni su Youtube e Last.Fm e iniziavano ad arrivare le mail provenienti da tutto il mondo dicendo quanto piaceva la band e chiedendo dove era possibile comprare il cd. Internet è stato di grande aiuto a questa band. Siamo rimasti ancora poco conosciuti anche dopo che l'album è uscito ma il nostro nome ha sicuramente girato là fuori.


Nuovo capitolo ma coordinate stilistiche non tanto diverse dal precedente, "Hijo Perdido" continua a essere un figlio legittimo del Gothenburg sound dotato di un piglio moderno, quali sono stati i vostri riferimenti ideali? Quali sono le band che vi hanno influenzato e fatto amare il genere?

È molto lusinghiero quando qualcuno ci paragona al Gothenburg sound perché tante delle band che ho ascoltato per prime venivano da quella zona. Non ho mai cercato di copiare o imitare quel suono, tutto quello che sapevo era che questo stile di metal è stato uno dei primi generi di musica che mi ha veramente commosso emotivamente ed evocato tante cose. Una canzone di death melodico può trasmettere emozioni che vanno dalla rabbia, alla felicità, alla tristezza, alla distruzione e alla bellezza. La prima canzone che ho sentito da una band di melodic death fu "Warhearts" dei Children Of Bodom. Dopo di che ho saputo che era la musica che volevo suonare. Alcune delle prime band che ho sentito erano Gardenian, In Flames (il cd di "The Jester Race" ha girato nel mio stereo centinaia di volte), Children Of Bodom, Eternal Tears Of Sorrow, Amon Amarth e Kalmah. Io, ovviamente, prendo influenze anche da altri stili di musica, ma per quanto riguarda il melodic death metal, queste sono state le band che mi hanno convertito ad esso. Il primo concerto a cui sono andato con una band melodic death era degli In Flames che aprivano per gli Iced Earth. C'erano anche i Jag Panzer. L'album "Clayman" era appena uscito e io ero così sorpreso di vedere gli In Flames sul palco. Avevo sedici anni o giù di lì in quel momento e vedere questi ragazzi era semplicemente incredibile. Aprirono con "Bullet Ride" che fu il mio primo contatto con loro e mi ricordo di aver pensato quella notte che questo era tutto quello che volevo fare, volevo andare in tour e fare esattamente quello che quei ragazzi stavano facendo. La loro armonia strumentale era abbastanza impressionante per me a quell'età e non ero troppo sicuro di come una band che suonava così bene su cd avrebbe suonato dal vivo, ma superarono le mie aspettative.


Ho notato dinamiche e impostazioni più varie su quest'ultimo lavoro, c'è più atmosfera ma non mancano le sfuriate in velocità, ci sono state differenze sostanziali in fase di composizione dei brani?

Per quanto riguarda il processo di scrittura, non c'è stata molta differenza. Mi occupo di tutte le canzone degli Shaded Enmity, Simon gestisce tutte le parti di batteria e non ho quasi mai dovuto dirgli cosa suonare. L'unica cosa che volevo con "Hijo Perdido" erano canzoni con un po' più di atmosfera e meno voce. Riascoltando "Like Prayers On Deaf Ears" penso di urlare un po' troppo e probabilmente avrei potuto organizzare meglio la disposizione delle parti vocali, ma si vive e si impara ed è per questo che si tenta di fare cose diverse ogni volta. Ero molto più soddisfatto di come ho organizzato la voce questa volta e ho cercato di rendere le melodie di chitarra più orecchiabili. Canzoni come "Man At The Edge Of The World" o "The Botanist" erano sicuramente molto diverse da tutte le canzoni di "Like Prayers On Deaf Ears", ma canzoni come "Hijo Perdido" e "One Way Out" suonano stilisticamente simili a quelle del disco precedente.


L'evoluzione sembra in corso, vi state avvicinando pian piano a scrivere il disco perfetto degli Shaded Enmity. Come mai non avete riproposto un pezzo totalmente acustico come "Adventures In Suicide"?

Questo è in realtà qualcosa che mi ha un po' deluso di "Hijo Perdido". Non ero in grado di proporre una strumentale nel disco. Io in realtà avevo scritto una strumentale acustico, abbiamo avuto due ore rimanenti in studio e ho provato a registrare e finire la canzone, ma quando l'ingegnere mi ha mandato il mix della canzone, non ne ero soddisfatto e abbiamo deciso di non metterla sul disco. Se avessimo avuto un budget più grande con cui lavorare, sicuramente ci sarebbe stata una strumentale in questo disco. Ho intenzione di metterne almeno una nel lavoro successivo. A volte apriamo i nostri live con "Adventures In Suicide" suonata come intro, ma sarebbe bello farla acustica sul palco.


Siete un duo ormai avviato, come si trovano gli stimoli per comporre e dare forma ai propri testi? Quali sono le tematiche che trattate e come le affrontate? Chi è "Hijo Perdido"? C'è un riferimento chiaro alle figure ecclesiastiche nella cover ed è difficile non notare un decadimento costante di parole quali "fede", "religione" e "credo". Sono crollati i dogmi ed essi ne stanno pagando le conseguenze?

Negli ultimi nove mesi c'era un ragazzo di nome Steven Cheng che suonava la chitarra con noi e sembrava che dovesse diventare un membro permanente della band. Stessa cosa con Jesse Heidner che attualmente suona il basso per noi. Consideriamo lui e Steven membri permanenti della band. Durante il tempo siamo stati un duo con solo Simon e me, ma questo non ha influenzato la band, perchè in realtà gli Shaded Enmity sono Joe Nurre e Simon Dorfman. Rob e Zach non hanno mai avuto alcuna influenza sulla scrittura da quando mi occupo di tutto io. Ho scritto tutte le loro parti (basso compreso), le tablature e poi le ho date loro da suonare. Simon è l'unico, oltre a me, che ha un input creativo. La mia motivazione per comporre musica viene dalle lotte quotidiane della vita. Ricordate sempre che da qualcosa di triste può sempre venire fuori qualcosa di bello ma a voi non succede. Devi fare qualcosa di bello per vivere. Scrivo di tutto: passata tossicodipendenza, amici intimi con problemi di droga, pedofilia, la Chiesa e la religione in generale, la depressione, le relazioni personali e il suicidio. Tutte le mie lotte passate e anche quelle attuali sono trattate nella mia musica e Shaded Enmity è il mio sfogo per tutto questo. "Hijo Perdido", o "Lost Son", sono io stesso e chiunque si sia mai sentito come me. Durante tutta la mia vita mi sono sentito perso e non appartengo a nessun posto. No, questo non è un grido emo, questo è un essere umano che sta dicendo che c'è qualcosa nel mio cervello che dice che io sono il figlio diverso e che nella mia mente c'è un richiamo costante che mi dice che per qualche motivo questa vita non sembra essere la mia. Se vi siete mai sentiti così, questo album dovrebbe colpirvi il cuore e dovreste tenerne conto quando leggete i testi. I testi provengono direttamente da un'anima che ha perso la sua strada. Il "Hijo Perdido" puoi essere tu, io o la ragazza di sedici anni che si è appena impiccata in strada. Non c'è nulla nei miei testi che offra una soluzione, ma possono essere uno specchio per chiunque si senta così. La copertina è un riferimento a tutti coloro che sono caduti preda della perversione che si trova all'interno della Chiesa Cattolica e della cristianità in generale. E in sostanza, anche il prete è un Lost Son.


La scena metal è completamente intasata da uscite, molte delle quali, diciamocelo francamente, sono prodotti studiati a tavolino, cazzate per adolescenti e specchietti per allodole con tanto di figa al microfono. C'è stata secondo te una "svendita" morale della mentalità metal dopo la metà degli anni Novanta?

Non potrei essere più d'accordo con la tua affermazione. La scena metal è completamente intasata e inondata di merda. Purtroppo circa il 70% delle band che sono sotto contratto delle etichette non merita nemmeno di esistere. Penso che sia solo più un mucchio di persone senza più stimoli creativi che continuano a suonare così perchè fa loro comodo. Vi è una grande mancanza di creatività ed è molto più facile copiare che creare. Quindi non so se il "tutto esaurito" ha molto a che fare con quella che è una totale mancanza di spirito creativo.


"Una volta" quando si parlava di death melodico (e non si aggiungeva neanche il melodico) i nomi che saltavano subito fuori erano At The Gates, Dark Tranquillity, In Flames, Eucharist, A Canorous Quintet ecc.. Adesso, in molti dei casi, quando mi ritrovo fra le mani un platter dello stile e devo scriverne, capita spesso e volentieri d'avere a che fare con riff metalcore, coretti pop e non voglio neanche pensare a quelli che inseriscono elettronica a casaccio. Qual è il tuo pensiero sulla scena odierna? In fin dei conti il vostro sound per quanto sia cresciuto anche in termini di produzione è ancora legato a una forma ortodossa del genere, anche in questo caso è solo questione di soldi e di una sfortunata evoluzione generazionale?

Non ascolto molto death melodico moderno. Anche se sono sempre aperto ai suggerimenti di ascolto delle varie band, penso che il genere sia diventato estremamente sovraffollato. C'è un motivo per cui alcuni album sono diventati dei classici del melodic death come "Mirrorworlds" degli Eucharist, "The Jester Race" degli In Flames e "Once Sent From The Golden Hall" degli Amon Amarth. Questi ragazzi non stavano cercando di copiare nessuno, scrivevano solo la musica migliore che potevano. Penso che man mano che invecchio la mia musica cambi e progredisca, ma non potrò mai tralasciare gli elementi chiave che rendono gli Shaded Enmity ciò che sono. Siamo una band estrema e vogliamo continuare così. Noi non usiamo coretti pop e beat elettronici, ma aggressività, rabbia, passione e odio. Alcune band sembrano essere più concentrate sull'immagine che sulla musica attualmente.


Come dicevo prima siete migliorati anche per quanto concerne l'aspetto legato alla produzione, avete sempre rilasciato del buon materiale, è mai possibile che non sia arrivata nessuna offerta decente? Non c'è stata una label che abbia voluto scommettere su di voi?

Non solo non abbiamo avuto nessuna offerta decente, ma non abbiamo ancora avuto una sola offerta da parte di una label. Ho presentato il nostro disco del 2009 "Like Prayers On Deaf Ears" ad oltre quaranta etichette e non ho ricevuto nemmeno una risposta. Ho presentato anche "Hijo Perdido" a diverse label, ma non ho sentito nulla in cambio.


L'autoproduzione è comunque la via fra le più utilizzate da sempre e ha portato in molti casi risultati di qualità, pur non sostenuti da budget "importanti", oltre a garantire la piena libertà d'espressione. Vedendo la situazione in cui navigano o hanno navigato alcune etichette (la Regain in piena crisi, una Spv che stava per finirci alla grande) e l'oppurtunità di sfruttare internet come si vuole, è ancora fondamentale averne una alle spalle?

Internet è un ottimo strumento per le band, specialmente per le band senza contratto. Non ho però mai pensato che questo sostituisca la necessità di una label. Credo che per avere successo come band metal sia necessario avere una buona etichetta alle spalle. Credo che gli Shaded Enmity stiano lentamente arrivando al punto in cui avremo fatto tutto ciò che possiamo fare da soli, sia come band che finanziariamente. Molte band hanno bisogno della guida di una label che contenga professionisti esperti nel settore della musica e che possa aprire le porte alla band in tutto il mondo. L'etichetta giusta può anche fare una grande promozione, organizzare grandi tour e fornire un budget per la registrazione.


Recensioni, amici e fan che vi seguono da tempo come hanno accolto l'album?

Quasi tutte le reazioni dei fan sono state estremamente positive. Le nuove canzoni stanno andando anche molto bene in sede live. Ricevo diverse email al giorno da parte di persone che amano l'album e sono felice che i nostri fan che amano "Like Prayers On Deaf Ears" apprezzino anche "Hijo Perdido". Abbiamo anche ottenuto ottime recensioni dalle diverse webzines tra cui Metal.de, Metalnews.de e Muzik Portal.


Avete l'occasione di presentare "Hijo Perdido" in pubblico, quali sono i pezzi che eseguireste e con quali termini lo descrivereste?

In realtà abbiamo suonato brani del nuovo album in alcuni recenti live che abbiamo avuto. Abbiamo suonato ogni canzone del nuovo album in un concerto e quelle che suoniamo di più sono "One Way Out", che parla di suicidio e "Man At The Edge Of The World" che parla di un uomo avido che conduce una vita solitaria ai margini del mondo e il suo unico amico è un uccello che tiene in una gabbia e che finisce per volare via. Suoniamo anche molto "A Crystal For Your Life", una canzone che parla della dipendenza da metanfetamine. Questi sono i termini che uso per descrivere le canzoni quando suoniamo dal vivo.


Quali sono i tuoi ascolti giornalieri in questo periodo? Ci sono dei dischi da cui non riesci a staccarti e che ti hanno segnato in maniera particolare (metal e non)?

Ho ascoltato un sacco una band chiamata Die Apokalyptischen Reiter. Il loro album "Licht" è veramente bello. Ho ascoltato anche molto il nuovo Rammstein e una band chiamata Fair To Midland che ha pubblicato un album straordinario chiamato "Arrows And Anchors". "The Eerie Cold" degli Shining è stato anche nel mio lettore cd per molto tempo. Per quanto riguarda la roba non metal, ho ascoltato un sacco un artista reggae, Alborosie. Ha fatto uscire un album intitolato "Escape From Babylon", che è molto bello. Ascolto molto anche "Flesh Of My Flesh, Blood Of My Blood" di DMX e "The Chronic 2001" di Dr. Dre. Tutti questi dischi sono stati in rotazione costante degli ultimi mesi nel mio lettore cd.


Gli Shaded Enmity hanno avuto o hanno una dimensione live? Ci sono state esperienze che ti va di raccontare?

Da quando c'è stata l'aggiunta di Steven Cheng e Jesse Heidner alla band siamo stati in grado di continuare a suonare dal vivo. Ci fu un breve periodo di alcuni mesi in cui non siamo riusciti a fare nessun live perché Rob e Zach avevano lasciato la band, ma è durato poco. Abbiamo fatto un paio di spettacoli folli quest'anno. Un paio di mesi fa abbiamo avuto una serata in un piccolo bar a Seattle e ci sono stati scontri scoppiati durante il nostro intero set e la birra volava dappertutto. Siamo anche l'unica band metal di Seattle che fa il controllo del pubblico! Durante la nostra canzone "Black Diamond", Simon ha smesso di suonare nel bel mezzo del brano per sedare una rissa che stava per diventare davvero brutta in mezzo alla folla. Abbiamo suonato un live lo scorso weekend, il mosh pit era molto selvaggio e sono stato colpito più volte in bocca dall'asta del microfono che continuava ad arrivarmi in faccia. Il concerto si è svolto per un po' anche sul terreno, perché alcune persone ubriache avevano buttato roba sul palco. Insomma, un live interessante.


Chi è e cosa fa Joe Nurre una volta al di fuori dalla realtà band? Altre passioni?

Non so esattamente chi sono, ma posso dire la mia. Lavoro molto con la comunità "Medical Marijuana" di Seattle e lo faccio da diversi anni. Lo stato di Washington è uno dei pochi stati in America che permette l'uso medico della marijuana e io mi qualifico per la marijuana medica perchè sono molto appassionato di erbe. Come ho detto, la maggior parte del mio tempo al di fuori degli Shaded Enmity è dedicato al lavorare all'interno della comunità "Medical Marijuana". Ho pochi amici intimi a cui tengo davvero, come credo sia in ogni buona amicizia davvero importante. Mi piace anche collezionare film horror e d'azione degli anni '80 e '90. A parte questo, sono una persona piuttosto noiosa.


Dove e come si può acquistare "Hijo Perdido"? Diamo un paio di link e il modo a chi è al di fuori degli States di poterlo far suo.

Certo! Potete comprare "Hijo Perdido" e "Like Prayers On Deaf Ears" da www.cdbaby.com. Potete comprarli anche da noi direttamente mandando una mail all'indirizzo shadedenmity@gmail.com e io vi risponderò con tutte le informazioni per l'acquisto. Potete anche scaricare le copie digitali da Itunes, Amazon, Emusic e Cdbaby. È anche possibile trovare tutto il nostro merchandise e i nostri cd sotto la sezione delle foto sulla nostra pagina facebook, www.facebook.com/shadedenmity. Spediamo in tutto il mondo.


Cosa c'è in cantiere adesso? Vi siete già rimessi in moto oppure...

In questo momento stiamo spendendo il nostro tempo per promuovere il disco e per inviare cd e pacchetti promozionali a diverse riviste/label. L'obiettivo è quello di ottenere un contratto con un'etichetta discografica e iniziare un tour, preferibilmente in Europa. La maggior parte dei dischi che vendiamo sono in Europa e sembra che abbiamo lì più fan che negli Stati Uniti. Il nostro obiettivo è quello di suonare di più in Europa nel 2012. Ho scritto anche due o tre nuove canzoni, ma probabilmente non saranno registrate per un po' dal momento che vorremmo prenderci un po' di tempo per promuovere gli album che abbiamo.


È stato un piacere averti qui con noi, siamo però giunti al termine della nostra chiacchierata, ti lascio quindi per un'ultima volta la parola, a te chiudere con un saluto o un messaggio diretto ai nostri lettori.

Grazie di nuovo per lo spazio concesso agli Shaded Enmity sulla vostra webzine. Senza riviste come la vostra e molte altre noi non avremmo i fan che abbiamo oggi e i nostri dischi non sarebbero in vendita in tutto il mondo. Spero di vedere tutti i nostri fan europei molto presto.

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SHADED ENMITY (english version)


Information

Author: Mourning
Translation: Dope Fiend

Line Up
Joe Nurre - Guitars, Vocals
Simon Dorfman - Drums


Melodic death has its birth in Sweden, can anyone deny that? But now the genre has been absorbed across the ocean and fortunately there are still people who do not contaminate it with metalcore, is the case of Shaded Enmity is the case, they have come to the third album with "Hijo Perdido" and which we learn more about with this interview.

Welcome to Aristocrazia Webzine Joe, how are you?

Joe: Hey Gabriele and thanks for having me on the Aristocrazia Webzine. I am doing well today. It's Sunday and I just got back from breakfast with a friend.


Strangely, your name has little public in comparison to what you deserve, you are already on the third disc, how did the band born and how has it evolved in this decade of activity?

Shaded Enmity actually had a very strange beginning. I was fifteen and a sophomore in high school and it was my first year living in Seattle and i didn't know anyone at my school. I was in a video production class at the high school and in this class of about thirty kids, were Eric Haugland (original bassist) and Andy Mannino (original drummer). I overheard the guys talking one day about how they were playing in this band called Shaded Enmity but they were having problems finding a vocalist. I approached Eric one day and talked with him a little bit and I showed him some stuff that i had written on guitar which ended up being the song "Tears Of Anger" which is off the 2003 EP "From The Heavens They Fell" which is out of print. At this point in time, Shaded Enmity was not looking for a guitarist but they were looking for vocals. Shaded Enmity was Rob Steinway (guitar), Chris Mannino (guitar), Eric Haugland (bass) and Andy Mannino (drums). The band was also not a melodic death metal band and I had no influence on the writing or the lyrics. Chris Mannino originally came up with the name and the band was a straight up Death Metal band. Eric invited to Chris's house to try out and I screamed a Morbid Angel song (I can't remember the song), "I Am The Black Wizards" by Emperor and "Worlds Within A Margin" by In Flames. The guys asked me to join the band immediately and asked me to enter the studio the following week to record vocals to the poorly produced EP "Tyranny Within" which, thank god, not many people have heard. After playing some shows with the band, Rob and Eric were interested in taking the band in a different direction, and Chris was wanting to stay on the death metal path. Rob and Eric had heard some of the material I was writing and they were really into it and so we started jamming some of the songs I had written. We ended up splitting from Chris who went on to form the band Evangelist, and we kept the name Shaded Enmity but I took control over the writing part of the band. Shortly after jamming with Eric and Rob, I asked a good friend Jer Keller (drums) to join the band and this is what became Shaded Enmity until Jer and Eric left the group shortly after 2005 "Thought and Remembrance" album. This is how Shaded Enmity was born. The biggest evolution in the band obviously came when I had Simon Dorfman take over the drums for Shaded Enmity. We also don't play any of the songs from before "Like Prayers On Deaf Ears" because our style has drastically changed so much. It can be frustrating at times because like you said, we are on our third disc and still not many people know about the band, especially in the United States. We will continue on regardless.


I already had the pleasure to contact you last year for the release of "Like Prayers On Deaf Ears", album that I liked much. How did it go with that album? For what I read on the network the responses were very positive.

"Like Prayers On Deaf Ears" was a great experience as far as making a record goes. All of us were a little apprehensive about who to go to for our record. We didn't just want your average "local" sounding recording, and we found Don Gunn who ended up doing a great job with us for our album. We then had Troy Glessner master the album and he has worked with many bands, labels, and producers. We were all very happy with the production and it was just a matter of time before we were able to get the album out to the world. After the pressing of the album, I submitted it to several magazines for review and someone from those magazines ended up leaking our album on a Torrent site which is how Shaded Enmity really started to get recognized. That album was received extremely positive. There were fans putting our songs up on Youtube and Last.Fm and I was starting to get emails from all over the world saying how much they enjoyed the band and wondering where they could buy a cd. The internet has been a tremendous help to this band. We still remained fairly unknown though after that album came out, but our name was definitely out there.


New chapter, but not different stylistic coordinates from the previous one, "Hijo Perdido" continues to be a legitimate child of the Gothenburg sound with a modern look, what were your references? What are the bands that influenced you and that have made you love that genre?

It's very flattering when someone compares us to the Gothenburg sound because so many of the bands I first started listening to were from that area. I have never set out to copy or mimic that certain Gothenburg sound, all I knew was that this style of metal was one of the first genres of music that really moved me emotionally and evoked so many things. A melodic death metal song can have emotions ranging from angry, happy, sad to destruction and beauty. The very first song I heard from a European melodic death band was "Warhearts" by Children Of Bodom. After that, I knew that was the music I wanted to play. Some of the first bands that I heard were Gardenian, In Flames (I spun "The Jester Race" cd hundreds of times), Children Of Bodom, Eternal Tears Of Sorrow, Amon Amarth and Kalmah. I obviously take influences from other styles of music, but as far as the Gothenburg/Melodic Death Metal genre, these were the bands that really got me into it. The very first concert I went to with a melodic death band was In Flames opening for Iced Earth. Jag Panzer was on the bill as well. The "Clayman" album had just came out and I was so amazed when In Flames hit the stage. I was sixteen or so at the time and seeing these guys was just awesome. They opened with "Bullet Ride" which was my first introduction to In Flames and I remember thinking to myself that night that this was all I wanted to do was to tour and do exactly what these guys were doing. The live dueling harmonies that In Flames did were quite impressive to me at that age and I wasn't too sure how a band that sounded so good on cd, would sound live, and they exceeded my expectations.


I noticed more various dynamics and settings of this latter work, there's more atmosphere but there are no lack of outbursts of speed, there were substantial differences in the process of songwriting?

As far as the writing process goes, there wasn't a whole lot done differently. I handle all the song writing in Shaded Enmity, and Simon handles all his drum parts and I almost never tell him what to play. The one thing I did want to do with "Hijo Perdido" is I wanted the songs to have a little more room in them and a little less vocals. In looking back at "Like Prayers On Deaf Ears" I think I screamed a little too much and I probably could have done the arrangement of vocals better, but you live and you learn and that is why you try to do different things every record. I was a lot happier with the way I arranged the vocals this time, and I tried to make the guitar melodies even catchier. Songs like "Man At The Edge Of The World" or "The Botanist" were definitely a lot different than all the songs on the "Like Prayers On Deaf Ears" record, but songs like "Hijo Perdido" and "One Way Out" sound like stylistically they could have been on the "Like Prayers On Deaf Ears" record.


Evolution seems underway, you were slowly approaching to write the perfect disk for Shaded Enmity. Why you have not revived a fully acoustic track like "Adventures In Suicide"?

That's actually something I was a little disappointed about as far as "Hijo Perdido" goes. I wasn't able to get a proper instrumental on the record. I actually did have an acoustic instrumental written and we only had two hours left in the studio and I tried to record and finish the song but when the engineer sent me the mix of the song, I was not happy with it and decided not to put it on the record. If we would have had a bigger budget to work with, you definitely would have seen an instrumental on this record. I plan to put at least one on the next record. Sometimes we open our live shows with "Adventures In Suicide" playing as our intro but it would be cool to do it live.


You are a duo now started, how you find the motivation for composing and shaping your texts? What are the issues you face and how you treated it? Who is "Hijo Perdido"? There is a clear reference to the ecclesiastical figures in the cover and it's hard not to notice the constant decay of words like "faith", "religion" and "believe", are the dogmas dropped and now they are paying the consequences?

Actually, for the past nine months or so we have had a guy named Steven Cheng playing guitar with us, and it looks like he is going to be a permanent member of the band. Same thing with Jesse Heidner who is currently playing bass for us. We consider him and Steven permanent members of Shaded Enmity. During the time we were a duo with just Simon and myself, it didn't affect the band at all because in all reality, Shaded Enmity is Joe Nurre and Simon Dorfman. Rob and Zach never had any influences on the writing since I handle all of it. I wrote all their parts including bass, and then I would tab them out and give it to the guys to practice. Simon is the only other one besides myself who has creative input in Shaded Enmity. My motivation for composing music comes from the daily struggles in life. Always remember that from something sad can always come something beautiful but it won't just happen for you. You have to make that beauty come alive. I write about everything from past drug addictions, close friends with bad drug problems, child molestation, the church and religion in general, depression, relationships, and suicide. All my past struggles in life and even my current ones are dealt with in my music, and Shaded Enmity is my outlet for all of that. "Hijo Perdido" or in English "Lost Son", is myself and anyone who has ever felt like me. My entire life I have felt lost and that I didn't belong anywhere. No, this is not some emo cry for help, this is a human being saying that there is something in my brain that says I am the child that was not meant to be like the rest and that in my mind there is a constant reminder that for some reason this life doesn't seem like it is for me. If you have ever felt like this, this album should hit your heart and you should take this into consideration when reading the lyrics. The lyrics come directly from a soul that has lost its way. "Hijo Perdido" can be you, me, or the sixteen year old girl down the street who just hung herself. There is nothing in my lyrics that offer a solution, but they can be a mirror to anyone who lets it. The front cover is a reference to all those that have fallen prey to the perversion that lies within the catholic church and the christian church in general. And in essence, even the priest is a Lost Son.


The metal scene is completely clogged with releases, many of which, frankly, are products designed around a table, bullshit for teenagers and mirrors for larks with pussy to the microphone. Do you think there was a moral "sellout" of metal mentality after the mid-nineties?

I couldn't agree more with your statement. The metal scene is completely clogged and flooded with utter crap. Unfortunately about 70% of bands that are on labels don't even deserve to be on one either. I think it had more to do with song writers getting stuck in certain ruts and not wanting to do anything creative or original because they were comfortable in the style they were playing in. There is a big lack of creativity and it's much easier to copy than it is to create. So I don't know if "selling out" has as much to do with that as there is being a complete lack of creativity.


"Some time ago" when we talking about melodic death (and not even added melodic) the names that jumped out immediately were At The Gates, Dark Tranquillity, In Flames, Eucharist, A Canorous Quintet, etc.. Now, in many cases, when I find in my hands a platter in this style and I have to write of it, it happens more often to have to do with metalcore riffs, pop choruses and I don't want to think of those who enter electronic at random. What is your thought on the scene today? After all your sound, although it is also grown in terms of production, is still tied to an orthodox form of the genre, even in this case is only a matter of money and an unfortunate generational development?

I don't really listen to much modern melodic death metal although I am always open to suggestions to check out various bands, I just think that the melodic death genre has become extremely overcrowded. There is a reason you have such classic melodic death albums such as Eucharist "Mirrorworlds", In Flames "Jester Race" and Amon Amarth "Once Sent From The Golden Hall", these guys weren't trying to copy anyone, they were just writing the best music that they could. I think as I get older my music is going to change and progress but I will never leave out the key elements that make Shaded Enmity what it is. We are an extreme band and I want to keep it that way. We are not about pop choruses and electronic beats, we are about aggression, anger, passion, and hate. Bands also seems to be more focused on image than the actual music these days.


As I said earlier you are also improved in the regard of production, you have always released good material, is not got no decent offer? There was not a label that he wanted to bet on you?

Not only have we not had a decent offer, we haven't even had one single offer from any label. I submitted our 2009 album "Like Prayers On Deaf Ears" to over fourty labels and didn't get one response. I have been submitting "Hijo Perdido" to several labels but I haven't heard anything back.


Selfproduction is one of the most used path and has always led in many cases quality results, while not supported by "important" budget and it guarantees freedom of expression. Seeing the situation in which sail few labels (Regain in crisis, an SPV that was about to fail) and the opportunity to use Internet as you want, it's still important to have one label behind?

The internet is a great tool for bands, especially unsigned bands. I don't ever think that this will replace the need for a record label. I do believe that in order to be successfull as a metal band, you need a good record label behind you. I believe that Shaded Enmity is slowly getting to the point to where we will have done just about everything we can do for ourselves that is within our knowledge and capacity as a band as well as financially. A lot of bands need the guidance of a label that contains experienced professionals in the music industry and can open doors for bands all over the world. The right label can also give great promotion to a band, get the band on national tours, and provide a recording budget.


Reviews, friends and fans who are following you for some time, how they are welcomed the album?

Just about everything I have heard from various fans reactions has been extremely positive. The new songs have been going over really well live. I get several emails a day from people that enjoy the album, and I am glad that the fans of ours who like "Like Prayers On Deaf Ears" album also enjoy "Hijo Perdido". We have also gotten great reviews from several webzines including Metal.de, Metalnews.de, and Muzik Portal.


If you have the opportunity to present "Hijo Perdido" in public, what are the pieces that you play and with what terms you describe it?

We actually have been performing tracks off the new album for a few recent shows that we have had. We have played every song from the new album in a live concert, and the ones we play the most are "One Way Out" which is about suicide, "Man At The Edge Of The World" which is about a lonely greedy man living at the edge of the world and his only friend is a bird he keeps in a cage that ends up flying away, and we play "A Crystal For Your Life" a lot as well which is a song about addiction to methamphetamine's. These are the terms I use to describe the songs when playing live.


What are your daily listeners in this period? There are discs where you can not detach yourself and that have marked you in particular way (metal and not)?

I have been listening a lot a band called Die Apokalyptischen Reiter. Their album "Licht" is really good. Also been listening to the new Rammstein, and a band called Fair To Midland who have an amazing album out called "Arrows And Anchors". Shining "The Eerie Cold" has also been in my cd player a lot. For the non metal stuff, I have been listening a lot to a reggae artist by the name of Alborosie. He has an album called "Escape From Babylon" which is very good. Also been listening to DMX "Flesh Of My Flesh, Blood Of My Blood" and Dr. Dre "The Chronic 2001". All these discs have been in constant rotation the past several months in my truck cd player.


Shaded Enmity have had or have a live dimension? There have been experiences that you like to tell?

Ever since the addition of Steven Cheng and Jesse Heidner to the band, we have been able to keep playing live shows. There was a short period of a few months where we were unable to do any shows because Rob and Zach had left the band but we fixed that after a while. We have actually have a couple crazy shows this year. A couple months ago we played a small bar in Seattle and there were fights breaking out during our entire set and beer was flying all over the place. We are also the only metal band in Seattle that does our own crowd control! During our song "Black Diamond" our drummer Simon stopped playing in the middle of a song to break up a fight that was about to get really bad in the crowd. We played a show last weekend and the mosh pit was very wild and i got hit several times in the mouth from my mic stand which kept getting knocked into my face. The stand also spent some of the show on the ground because some of the more drunk people would get knocked into the stage and lay on the stand. Definitely an interesting show.


Who is Joe Nurra and what he does once out of the band? Other passions?

I don't exactly know who I am myself, but I can give you my best idea. I work a lot with the "Medical Marijuana" community in Seattle and have done so for several years. Washington state is one of the few states in America that allows the medical use of marijuana and I qualify for medical marijuana so I am very passionate about the herb. Most of my time outside Shaded Enmity is dedicated to working inside the "Medical Marijuana" community in Seattle. I have a few close friends that I hang out with as well, as I believe good friendships are really important. I also like collecting 80's and 90's action and horror movies. Other than that, I am a pretty boring person.


Where and how we can buy "Hijo Perdido"? Let's take a couple of links and the opportunity to those who are outside of the States to be able to buying it.

Sure! Right now you can purchase "Hijo Perdido" and "Like Prayers On Deaf Ears" from www.cdbaby.com. You can also purchase them directly from us by emailing shadedenmity@gmail.com and I will respond to you with purchasing info. You can also download digital copies from Itunes, Amazon, Emusic, and Cdbaby. You can also view all of our merchandise and cds under the photos section of our facebook at www.facebook.com/shadedenmity. We ship worldwide.


What's in the pipeline now? We're already back to work or...

Right now we are spending our time promoting the record and sending cds and promo packs out to various magazines/labels. The goal is to get signed to a record label and start touring, preferable over in Europe. Most of the cds I sell are to Europe and it seems that we have a larger fanbase than in the States. Our goal is to be playing over in Europe in 2012 so that is something we are looking forward to. Although I have written two or three new Shaded Enmity songs, we probably won't record for a while as we would like to take some time and promote the albums we have.


It's been a pleasure having you here with us, but we are coming to the end of our conversation, so I'll leave you one last time the word, you could close the interview with a greeting or a direct message to our readers.

Thank you once again for giving Shaded Enmity the time of day on your webzine. Without zines like yours and many others, we would not have the fans that we have today, and we would not be selling cds all over the world. I hope to see all our European fans very soon.

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lunedì 24 ottobre 2011

MORS SUBITA - Human Waste Compression


Informazioni
Gruppo: Mors Subita
Titolo: Human Waste Compression
Anno: 2011
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
Contatti: www.myspace.com/morssubita
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Sermon
2. One Million Flies
3. Glance Of Fear
4. Route Of Final Dusk
5. Human Waste Compressor
6. Entrance Of Sickness
7. S.C.S.
8. World Hallucinated
9. Burden
10. Dead Belief
11. The Banned Exit

DURATA: 50:14

Da una band finlandese in termini death metal solitamente ci si attende o una prestazione rude e marcia classicamente old school o una variante del melodico svedese che assuma connotazioni maggiormente melancoliche, beh, i Mors Subita fuoriescono come molti loro colleghi, vedasi gli Amoral (ormai diventati un inutile power metal act), da tale schema producendo musica moderna ma non per questo meno valida.
Tenendo conto che il panorama melodic-death continua a essere invaso da band cloni, i ragazzi finnici, che vantano in formazione personaggi ormai rodati del circuito metal come il chitarrista degli Eternal Tears Of Sorrow Mika Lammassaari e l'altro chitarrista e cantante nei Dark Flood Tero Piltonen, hanno rilasciato tramite Violent Journey Records il debutto "Human Waste Compression" atteso da tempo visto che erano ben quattro i lavori fra demo ed ep che l'avevano anticipato.
Riffing aggressivo, batteria martellante, una percezione del sound vicina sia alla scena nord-europea dalla quale provengono che a quella stelle e strisce che coniuga death di stampo melodico e attitudine core con virate improvvise in altri territori, i Mors Subita se la cavano egregiamente mettendo sul piatto della bilancia soluzioni per lo più conosciute ma di sicuro impatto.
E così facile venir presi dalle prove più arcigne insite in "Route Of Final Dusk" e nella titletrack, dal lieve quanto evidente cambio di passo allentato e maggiormente riflessivo di "Entrance Of Sickness" che stempera i toni aumentando il fattore atmosferico succeduta dagli eccessi in velocità di "S.C.S." sino alle ultime note espresse ancora in pienissima forma da "The Banned Exit".
"Human Waste Compression" è un bel disco, non soffre di particolari momenti di calo, è adornato da melodie intriganti e da fasi solistiche intricate e sviluppate con gusto oltre a possedere una prestazione corale compatta ed eseguita con destrezza con tanto di cantato convincente di Antti Haapsamo.
Si può muovere la critica di un'assenza costante di originalità, d'altro canto è innegabile che un platter di una solidità simile valga sempre la pena farlo girare nel proprio stereo, è utile quanto dilettevole e in qualità di primo passo di una band che può e deve ancora crescere fa ben sperare.
Seguite le vicende dei Mors Subita, la Finlandia è riuscita per l'ennesima volta a darmi soddisfazione.

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AENAON - Cendres Et Sang


Informazioni
Gruppo: Aenaon
Titolo: Cendres Et Sang
Anno: 2011
Provenienza: Grecia
Etichetta: Code666
Contatti: www.myspace.com/aenaonband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Kafkaesque
2. Suncord
3. Psychonautic Odyssey
4. Grand Narcotic Harvest
5. Once Finite
6. Carnivora's Lair
7. Necroscope
8. Kraanerg
9. Black Nerve
10. In Heaven

DURATA: 52:54

Capita alle volte che le band facciano il passo più lungo della propria gamba, capita quando si hanno le potenzialità e le qualità per realizzare un gran disco e poi ci si perda magari nel cervellotico o contrariamente nel voler calcare la mano sui toni aggressivi, è questo il caso dei greci Aenaon.
La Code666 ha l'occhio lungo e metterli sotto contratto è stata mossa alquanto indovinata, del resto dal 2007 ad oggi la formazione di gavetta ne ha fatta e da essa son venuti fuori un "Demo" (2007), l'ep "Phenomenon" (2009) e lo split "A Parallel Zoetrope" in compagnia dei romeni Satanochio (2010), era giunto il momento di dare un senso a tanto lavoro confluendo il potenziale sinora espresso all'interno di un full-lenght, l'occasione è giunta quest'anno con l'uscita di "Cendres Et Sang".
Il black metal di cui sono portatori è tutt'altro che canonico, le derive avanguardistiche, le varianti jazzate che volentieri vengono applicate e che provano a far sfociare il sound in direzione consona a realtà quali DHG e Arcturus, la fredda schiettezza aggressiva e il flavour di alcune soluzioni che ricordano l'Ihsahn degli ultimi Emperor e dei suoi progetti solisti e le venature che affluiscono in maniera naturale dai suoni della madre terra Grecia, similarmente accomunabili a band quali Septic Flesh e Rotting Christ, potrebbero bastare a fornire un curriculum di tutto rispetto, peccato che la lunga durata del platter e una incostanza nel mantenere il range qualitativo su di un livello d'eccellenza li penalizzi.
Abbiamo a che fare con un album dotato di almeno tre o quattro pezzi davvero spettacolari ("Suncord", "Psychotic Odyssey", "Once Infinite" e "Black Nerve") che coniugano nel migliore dei modi le capacità compositive del combo negli attimi in cui tendono al progressivo, nei ricami chitarristici solistici, nell'uso dei synth e nel mostrare una energia dirompente grazie anche all'ottima prova di Panos dietro il microfono riscontrabile in "Suncord".
Vi sono poi un altro paio di episodi gradevoli ma nulla più ("Grand Narcotic Harvest" e "Necroscope"), due filler ("Carnivora's Lair" e "Kraanerg") poco lucide ed efficaci e altrettanti brani che andrebbero considerati a parte dato che l'intro "Kafkaesque" pur essendo breve è perfetta per innescare la miccia atmosferica con un'entrata jazzy che è un vero e proprio assist per la canzone che le succederà, mentre la conclusiva "In Haven", rivisitazione della traccia contenuta nella pellicola di David Lynch "Eraserhead", per quanto pretenziosa e ammiccante a un intellettualismo di nicchia, risulta pregevole e interessante seppur sia una bella macchia di colore quasi del tutto fuori contesto.
"Cendres Et Sang" è prodotto in maniera favolosa, strumentalmente ed esecutivamente organizzato ma proprio questa organizzazione è una delle pecche di un platter che porta in più di un'occasione la mente altrove.
Gli Aenaon sono bravi e avranno sicuramente la possibilità di trovare il modo di far quadrare il loro cerchio, mi sento comunque di consigliare una release simile a coloro che hanno una sviscerata passione per l'ambito black non legato ai canoni old school, troveranno di sicuro pane per i propri denti e perché no, l'acquisto non è da escludere e di sicuro non lo escludo io.

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GOATFUKK - Goatfukk II


Informazioni
Artista: Goatfukk
Titolo: II
Anno: 2011
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.goatfukk.ch
Autore: ticino1

Tracklist
1. Uwięziony W Lodzie Krainy Mgły
2. 3 - Loch Hure
3. Trespassing The Dark Ruins Of The Past
4. Perwersja Człowiek
5. Todestraum
6. The Last Warrior's Return

DURATA: 38:08

Goatfukk... chi avrà letto la mia rece riguardante il primo CD demo saprà che si tratta di una formazione emergente. Un anno dopo ci offre un disco che ha la durata di un full. Quale sarà la qualità offerta? M’immolo come sempre sull’altare del metal per riportarvi l’esperienza fatta!

L’esordio era assolutamente contenuto nello standard abituale, seppure di buona qualità. “Goatfukk II” è un passo in avanti che sorprende un poco. Il piede è meno pigiato sul gas e il riffing è molto più maturo e variato. Il duo impiega tutti i mezzi per trarre l’essenza dal metal oscuro, presentandolo così in una maniera non prettamente originale ma senz’altro piacevole per l’ascoltatore. Se solo esistessero più formazioni che vivono in maniera tanto intensa la loro musica.

L’inizio dell’opera è forse troppo prevedibile per il pubblico. Per fortuna appaiono subito parti che inducono irresistibilmente a un “headbanging” sfrenato. Chi non vorrebbe perdere il suo tempo a un concerto con una grande festa legata all’immancabile mal di collo del “day after”?

Il campanilismo è una malattia diffusa, certo. Sono però ancora dell’opinione che questi zurighesi siano da seguire con attenzione!

Quanti gruppi conoscete poi che offrono testi in polacco e che fanaticamente celebrano il black???

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CONCRETE - Revelations Of Perdition


Informazioni
Gruppo: Concrete
Titolo: Revelations Of Perdition
Anno: 2011
Provenienza: Ungheria
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/concrete666
Autore: Mourning

Tracklist
1. Prisoner Of Life
2. Cockroach
3. Diseases Of The Mind
4. Blackwater Rising
5. Communication Gap
6. Denial Of God
7. Cover The Stigmas
8. Venom Of Society
9. Garden Of Spiders

DURATA: 31:06

Neanche un paio di settimane fa sfogliavo l'ennesimo libro che vuole portare all'attenzione del metallaro i cento dischi thrash fondamentali per conoscere il genere, fra decisioni discutibili (Gama Bomb ed Evile inseriti Messiah e Sadus esclusi), scelte dei dischi anch'esse basate più sul gusto che sulla storicità degli stessi e l'aver ammesso anche porcate immonde come Trivium all'interno, di un volume che dovrebbe parlare di THRASH, mi getto all'ascolto del lavoro degli ungheresi Concrete intitolato "Revelations Of Perdition" e dopo aver finito il primo giro nello stereo mi domando seriamente cosa abbiano in meno questi ragazzi di quei segoni nominati?
A) Suonano realmente thrash, B) non hanno i ritornelli da quindicenni, C) ah cavolo, il contratto con una major che permetta loro di sperperare soldi per produrre delle cagate inenarrabili.
Ovviamente è alla terza delle band scadenti citate che il mio pensiero è maggiormente rivolto, i Trivium, le altre soffrono soprattutto per la plastica di cui grondano le produzioni e una voglia di vendere senza convincere mai.
Nessuno pretende di avere a che fare ogni giorno con band come i Vektor, quantomeno però di poter godere di una salutare e genunina botta che ti arrivi al cervello, in trentuno minuti di musica i Concrete ci riescono, siamo lì, le basi sono quelle che tutti più o meno conosciamo.
Il sound Bay Area e l'area teutonica come sempre sono punti di riferimento praticamente quasi del tutto imprescindibili, in questo caso il bilanciamento fra le due fazioni thrash è equilibrato, si possono riscontrare sprazzi di Exodus quanto di Sodom, tratti Death Angel e virate Destruction, si potrebbe continuare e tirare in ballo gli Slayer e chissà quante altre realtà, non è un problema perché se c'è una cosa che deve risaltare in un disco simile è il riffato e in tal senso l'operato di Arsonist e Ricsi è di quelli che ti fan venire voglia di prendere una bella birra in mano e girare la testa a ripetizione, soprattutto in pezzi dotati di carica travolgente quali "Disease Of The Mind" e "Blackwater Rising" dove si viene a riscontrare anche la miglior coesione con il reparto ritmico nel quale Bende dietro le pelli e Necrofaust al basso agiscono a pieno regime.
I brani sono orecchiabili ma non vi sono inflessioni ultracatchy o derive "Black Album", i ritornelli intonati da Stofi sono spesso di facile presa come quelli contenuti in "Denial Of God" e "Cover The Stigmas", ciò gioca sicuramente a favore della formazione attirando l'ascoltatore e invitandolo a seguirli canticchiando.
E' un platter godereccio "Revelations Of Perdition" in cui gli assoli incastonati in "Communication Gap" ti esaltano, c'è tanto di cui cibarsi e quando le ultime note di "Garden Of Spiders" sono state emesse, aprire un'altra lattina di bionda e rispararselo a un discreto volume sarebbe avere ancora mezzora di puro e alcolico thrash al vostro fianco.
Siete delusi da grandi monicker che sfornano schifezze di prim'ordine, vedasi gli Anthrax e l'immondo "Worship Music"? Siete stanchi di leggere thrash accanto a release che sembrano uscite dal peggior catalogo di ciuffi-emocorer? Lasciate perdere i dischi di vetrina e andate a ricercare ancora una volta nel mare florido dell'underground e delle autoproduzioni, è lì il terreno fertile che mantiene vivo il genere affiancandosi ai giganti intoccabili non per nomea ma per fatti (Overkill, Slayer, Exodus, Sodom, Kreator), in questo mare navigano anche i Concrete, date loro la possibilità di visitare il vostro stereo.

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CADAVEROUS CONDITION - Burn Brightly Alone


Informazioni
Gruppo: Cadaverous Condition
Titolo: Burn Brightly Alone
Anno: 2011
Provenienza: Austria
Etichetta: Starry
Contatti: www.myspace.com/cadaverouscondition
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ghost
2. Driftwood
3. We Knew They Were Coming
4. We Both Go Down Toghether
5. Alone I Will Travel In Time Tonight
6. Wicklow Nightall
7. Use Your Blood
8. Into My River
9. Order Of The Forlorn
10. The Clearing
11. The Small Roads Out Of Town
12. Shine Unseen, Then Disappear
13. Deathless

DURATA: 51:04

Gli austriaci Cadaverous Condition sono una di quelle realtà che negli anni si è reinventata più volte, nati come una solida band di grind a tinte gore successivamente virata su del salutare e ortodosso death metal, hanno sfoderato una passione e dedizione per l'ambiente neo-folk di band come Death In June e Current 93 che sono finite per divenire parte integrante di un sound arricchitosi anche di sfumature doom e rock.
La proposta è quindi ricca, assortita particolarmente bene ed ormai matura, non abbiamo di fronte dei novellini bensì un combo ormai giunto con "Burn Brightly Alone" alla settima produzione full e con oltre un ventennio di attività alle spalle.
Una line-up solida che ha subito poche variazioni ed è adesso composta da Peter Droneberger (basso), Paul Droneberger (batteria), René Kramer (chitarre) e Wolfgang Weiss (voce) presenta un lavoro di quasi un'ora capace di conquistare un range d'ascoltatori alquanto ampio e diversificato.
Se è vero infatti che la natura death metal rimane in molti casi la base primordiale del loro operato, aspetto riscontrabile nell'irruenza pura e semplice evidenziata in "Alone I Will Travel In Time Tonight" e "Order Of The Forlorn", è altrettanto reale la dimostrazione di preparazione e abilità di cambio in corsa da parte di un sound abile nel ripiegare senza nessun tipo di ostacolo sulla forma più intima e melancolica di "Wicklock Nightfall", groovy di "The Clearing", sfociante in lidi cari al "destino" metal ("Ghost" e "Shine Unseen, Then Disappear"), sfoggiando il vestito folk elegante in "Into My River", facendosi sedurre dalla distensiva interpretazione di "We Both Go Down Toghether" in cui partecipa in veste di prima voce Mark Breyer (Skooshny) o dall'addolarato percorso conclusivo segnato da "Deathless".
Inutile dire che gli altri guest, artisti del calibro di Tobias Nathaniel dei Black Heart Procession con le sue intrusioni di piano e Andrew Liles, nome conosciuto per le sue prestazioni in combo fantastici quali Current93 e Nurse With Wound fondamentali per la scena inglese sperimentale e neo-folk con i suoi suoni aggiuntivi che percepirete facilmente in quanto connessi nei momenti più inaspettati, danno una marcia in più a un album praticamente perfetto e prodotto in maniera eccelsa.
"Burn Brightly Alone" non è consigliabile a chiunque, si deve possedere una mentalità aperta, potrà sembrare una frase fatta, pensate però a quanto sono state criticate scelte già non esageratamente deformanti come le svolte death'n'roll di Carcass e Gorefest, perché certi conservatori dovrebbero mandarsi giù un platter che addirittura si spinge in direzioni come il neo-folk?
Approcciatelo come si dovrebbe fare sempre con l'arte, analizzatelo traccia dopo traccia prendendo ciò che i Cadaverous Condition possono e riescono a darvi, di sicuro chiunque ami la musica rimarrà affascinato dal loro modo così "snaturante" ma evolutivamente coerente con la decisione di suonare ciò che preferiscono.
Band da rispettare e conoscere.

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GUILTY AS SIN - Psychotronic


Informazioni
Gruppo: Guilty As Sin
Titolo: Psychotronic
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/guiltymusic2008
Autore: Mourning

Tracklist
1. Start Transmission
2. Destroyed Reptoid 1.0
3. Frothing At The Cunt
4. Into Dust
5. Boston Beatdown
6. Addicted To Cyanide
7. Gobekli Tepe
8. When Machines Eat Flesh
9. Psychotronic

DURATA: 36:50

I Guilty As Sin continuano la loro marcia al ritmo serrato di un disco l'anno, il trio formato dal batterista Zak Ovoian, il bassista Ryan Dilberian e il chitarrista Dan Mcadam ci ha fatto omaggio del terzo full-lenght "Psychotronic", quali saranno stavolta le sorprese al suo interno? Sono una band che ha da sempre prediletto le sezioni strumentali e il miscellaneous di più sound, saranno ancora una volta queste le armi vincenti in loro possesso?
Inserito il disco nel lettore la risposta non tarda ad arrivare, "Start Transmission", l'opener prettamente elettronica totalmente rilassata, viene sostituita in un battito di ciglio da un'arrembante punk e rock addicted "Destroyed Reptoid 1.0" in cui spiccano le tirate di stampo death spaccacranio di Zak, ciò che si prospettava si sta pian piano avverando e quando l'attitudine punk già mostrata nella precedente si coniuga con quella thrash in "Frothing At The Cunt" è facile comprendere che ci si dovrà aspettare di tutto.
Sì, la prima parte del platter vola via con una rapidità disarmante, pezzi brevi e sparati, divertenti i colpi di tromba in "Into The Dust" e come non godersi ancora uno sfogo libero e piacevole qual è "Boston Beatdown" sprezzantemente core?
Di lì in poi la natura di "Psychotronic" ha una svolta, le tracce cambiano sia per estensione che impostazione e ad aprire le danze di questa seconda parte è "Addicted To Cyanide", uno strumentale essenzialmente thrashy fatto di riff pesanti e accordi allungati con fughe improvvise in splettrato velocissimo e mini tirate che nasconde una gradevole sacca di tranquillità nella quale la chitarra si diletta con la solistica.
Le segue l'evoluzione orientaleggiante di "Gobekli Tepe" (nome derivante da un sito archeologico turco nel quale fu ritrovato il più antico tempio in pietra sinora scoperto risalente all'era neolitica) fantastica nelle sue movenze tribali scandite dal darbuka, nelle rifiniture offerte dalla solistica di tromba e dai finger-cymbals eseguiti dagli ospiti John Eskici, Matt Rivero e Sabrina Tarulli.
La carne al fuoco è molta di più, la proposta è varia e non ha perso la voglia di guardare oltre che caratterizzava il percorso intrapreso dapprima con "Led To The Slaughter" e rafforzato in "III" tant'è che incontrare una "When Machines Eat Flesh" leggermente più standard e pesante rispetto alle altre mi aveva leggermente ingannato, pensavo a un finale più "classico" ma "Psychotronic" nei suoi dodici minuti alternanti fasi psichedeliche, voce distorta, una continua jam-session portata a termine da una cacofonia-noisy inattesa è l'ulteriore tassello messo al posto giusto nella discografia di questi ragazzi.
Per i Guilty As Sin è come se lo spirito da sala prova che ti permette sempre e comunque di fare ciò che vuoi non fosse mai scomparso, lo si nota dal modo in cui affrontano senza farsi troppi problemi i vari cambi di stile, alle volte non sono perfetti ma riescono a trasmettere qualcosa di loro e per il sottoscritto questo conta molto di più di una tecnica invidiabile o un arrangiamento curato all'inverosimile.
Se avete avuto già a che fare con la musica del trio, "Psychotronic" è da ascoltare ed acquistare per supportare la passione con cui la creano, se non vi fossero mai capitati all'orecchio, date loro una chance, non sono i tanto (forse troppo) decantati Opeth, non produrranno genialità come i Leprous, possiedono però spunti alquanto interessanti e soprattutto personali.

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EMREVOID - Emrevoid


Informazioni
Gruppo: Emrevoid
Titolo: Emrevoid
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/emrevoid - facebook.com/emrevoid
Autore: Akh.

Tracklist
1. Ibrido
2. Due Vite
3. Attraverso
4. Resta Il Silenzio
5. Abitudine
6. Rapaci
7. Velociraptus
8. Fiamme
9. Dentro Di Me
10. Emrevoid

DURATA: 44:15

Emrevoid, i più fortunati li avranno sicuramente già visti esibirsi su qualche palco; per i più raccomandati la fortuna estrema di vedersi arrivare una richiesta di recensione da Alessandro Rossi (già con i mai dimenticati Blackdrone Inc. ed Alien Syndrome 777), che gli procura il cdr dritto dritto a casa.
I quattro ragazzi sono attivi dal 2004e.v. ma escono allo scoperto solamente ora. Cosa possono aver combinato fino a questo momento?
Vi accontento subito, hanno creato un suono devastante, dinamitardo ed altamente maligno, a base di Death Metal, quando il D.M. era roba seria, non tecnica fine a se stessa (per quanto i ragazzi dimostrino assolutamente capacità a riguardo, "Fiamme" è solo uno degli esempi), o vocine accessibili entrate nei refrain, quando ti scapocciavi involontariamente dal primo all'ultimo minuto rischiando lesioni gravi alla spina dorsale; ma aggiungiamoci alcuni spaccati dal sapore quasi post B.M., una dose più cattiva di pura matrice blackish, una virgola accennata di brutalità ("Abitudine"), alcune riconoscenze al D.M. anni '80 (come si possono udirne in "Ibrido" o in "Emrevoid") e una produzione che è a dir poco spaventosa.

Allora ricapitoliamo, come è possibile intuire qui abbiamo dieci inni di deflagrazione a potenza, le vocals e la timbrica di Rocco sono a modestissima opinione le più belle che abbia udito negli ultimi cinque anni in campo puramente D.M. e rasentano veramente la perfezione, giungo a dire che il finale di "Dentro Di Me" mi ha scosso fino alla commozione, dandomi più di una volta l'impressionante consapevolezza di una morbosa bellezza insita nella violenza.
Interessanti anche i suoni utilizzati per la drums con un'ottima sonorità acustica, contrastata da una forte spinta sintetica scelta invece per l'utilizzo della doppia cassa creando un fantastico e ben amalgamato mixing che si profonde nelle linee corpose di basso; mentre sta alle chitarre ritagliarsi larghe fette di scudisciate a suon di riff malefici e a tratti acidi come dimostrato in "Due Vite" oppure nella corposità compositiva di "Resta Il Silenzio" in cui gli stop & go alternati a ripartenze mirate mineranno la vostra cervicale, come tutto il cd!
D'altro canto le cose sono due: o spegnere immediatamente lo stereo per mantenere la vostra incolumità o prenotare immediatamente una visita al Pronto Soccorso più vicino postuma all'ascolto.

Mirabili gli stacchi dove lo sdoppiamento delle asce ricrea un pathos di altissima scuola, in cui ogni amante di certe sonorità morbose e sulfuree non potrà che godere come un demone risorto dalle fiamme infernali, mentre si snocciolano "melodie" al fulmicotone da pura antologia, associate ad un'immensa mole di badilate nelle gengive, che per un estremista musicale sono meglio dell'ossigeno che respira.

Potenza, Aggressività, Originalità, songwriting memorabile, avrete sicuramente compreso che seppur non conosciate questo nome sia da inserire nella lista degli acquisti obbligatori, dirvi che ci sono solamente duecento copie a disposizione non dovrebbe far altro che spingervi ad asser più che celeri nell'accaparrarvelo; se in caso contrario non doveste entrare in possesso di questo cd, potreste mangiarvi le mani e anche qualcos'altro in futuro.
Non solo promossi (a pieno diritto), ma sicuramente rientreranno nella mia (già difficilissima scelta per l'ottima qualità di gruppi incontrati) top list di fine anno.

Un nome da orgasmo???
EmrevoiD... DiovermE!!!!!!!!!!!!

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OLD SILVER KEY - Tales Of Wanderings


Informazioni
Gruppo: Old Silver Key
Titolo: Tales Of Wanderings
Anno: 2011
Provenienza: Francia / Ucraina
Etichetta: Season Of Mist
Contatti: myspace.com/drudkhofficial - myspace.com/alcestmusic
Autore: Bosj

Tracklist
1. What Once Was And Will Never Happen Again
2. November Nights Insomnia
3. Cold Spring
4. Nineteen Winters Far Away From Home
5. Star Catcher
6. Burnt Letters
7. About Which An Old House Dreams

DURATA: 37:30

Parliamoci chiaro: il progetto Alcest è trendy. Neige è diventato un'immagine riconoscibile nella scena internazionale, e non per merito del suo naso; che ciò sia un bene o un male non tocca a me dirlo, sta di fatto che i Drudkh di "Handful Of Stars" sono stati sicuramente influenzati dalle scorribande dell'oltralpino, e il ritrovarsi a parlare di questo disco a nome Old Silver Key è solo la naturale evoluzione della piega presa dagli Ucraini.
Perchè, per chi ancora non ne avesse sentito parlare, gli Old Silver Key altro non sono che gli stessi Drudkh al gran completo con lo stesso Neige dietro al microfono. Nomi altisonanti, che non potevano non attirare l'attenzione della Season Of Mist, subito pronta a dare alle stampe questo "Tales Of Wanderings" dei suoi coccolati Ucraini.
Il lavoro si presenta molto bene, dunque: artisti celebri, un'etichetta di primo piano, un bell'artwork e dei titoli accattivanti, il tutto corredato da una presentazione promozionale che parla di un disco che apre la porta di un mondo di streghe, astute volpi, lupi parlanti, e dove un garzone di campagna vince la mano di una principessa in barba ad un imbronciato principe ranocchio.
Ora, premesso il fatto che non capirò mai per quale motivo il novanta per cento delle copie promozionali arrivi senza lo straccio di un testo (e l'album in questione purtroppo non fa eccezione), di tutte queste belle parole e migliori speranze bisogna dire che in verità c'è piuttosto poco.
Quando si viene alle questioni pressanti, ossia cosa davvero ci sia in questo "Tales Of Wanderings" che giustifichi l'esborso dei propri quattrini, la risposta purtroppo è... Niente.
Sayenko e compagni hanno composto cose meravigliose, al cui confronto queste sette tracce sono solamente un magro esercizio di stile, che prosegue sì quanto fatto in "Handful Of Stars" (disco che, specifico onde evitare fraintendimenti, mi ha lasciato piuttosto indifferente), ma senza un briciolo di emozione o ispirazione. Le melodie di chitarra contaminate dal post-rock potevano cogliere impreparati qualche anno fa, e "Souvenirs D'Un Autre Monde" è stato maestro, ma oggi, mancante quel senso di novità, un lavoro di tali coordinate deve essere dannatamente ispirato per potersi sopraelevare sugli innumerevoli altri album di genere. "Tales Of Wanderings" purtroppo non riesce nell'impresa; il senso di già sentito si impadronisce dell'ascoltatore dopo molto poco, l'attesa per il "decollo" del disco non viene ripagata e si arriva all'ultima traccia chiedendosi cosa ci sia che non va e perchè non è rimasto niente, nessun riff, nessun ritornello, nessun passaggio impresso in mente. La strumentazione rasenta davvero il monocordismo più piatto, mentre Neige, dal canto suo, non aiuta affatto, inanellando una dietro l'altra prestazioni canore al limite dello scolastico, con pochissime variazioni, tutte in un clean che definire apatico è eufemistico. Saranno i testi in lingua d'Albione a non trovarlo a suo agio, chissà.
Col senno di poi, è meglio che ognuno torni a badare ai propri affari; magari in futuro...

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ENID - Munsalvaesche


Informazioni
Gruppo: Enid
Titolo: Munsalvaesche
Anno: 2011
Etichetta: Code666
Contatti: www.facebook.com/enidofficial
Autore: Insanity

Tracklist
1. Red Knight
2. Legends From The Storm
3. Belrapeire
4. Munsalvaesche
5. Condwiramurs
6. The Journey
7. Valley Under Two Suns
8. Sheafs Of Sparks

DURATA: 53:21

Dopo ben sette anni di pausa da quella piccola perla chiamata "Gradwanderer" è giunto il momento di tornare sulla scena per Martin Wiese e i suoi Enid; è il quinto full per questo progetto che da quasi tre lustri produce un Metal difficilmente catalogabile fatto di orchestrazioni, epicità e atmosfere da Medioevo. "Munsalvaesche", questo il titolo dell'ultimo parto basato sulla figura di Parsifal, conferma il valore e l'originalità della proposta di questa realtà tedesca.
L'intro "Red Knight" mostra fin da subito quanto sia curato il lato sinfonico del sound trasportandoci in pochi istanti ai tempi di Re Artù e del Sacro Graal; l'atmosfera è senza ombra di dubbio ciò che rende speciale questo progetto, la capacità del mastermind di creare sonorità che riportano l'ascoltatore indietro di svariati secoli si riflette in brani quali la lunga e melodica titletrack, la blackeggiante "Valley Under Two Suns" o "Condwiramurs", che nella sua semplice struttura suona come una semi-ballata. I riff per nulla intricati ma non per questo banali della già citata "Munsalvaesche" e di "The Journey", le linee vocali da cantastorie di quest'ultima e di "Legends From The Storm" ed altri elementi che fanno la loro comparsa qua e là quali i cori o le note di piano che seguono l'intro fanno di questo disco un lavoro piacevole che non annoia neanche dopo più ascolti consecutivi. Una nota di merito va anche alla produzione, pulita per permettere ad ogni sfumatura di essere colta dall'ascoltatore, decisamente adatta a questo album.
Nel complesso di difetti veri e propri non ve ne è, è sicuramente un sound particolare che non tutti apprezzeranno, anche senza tirare in ballo i fanatici dell'Old School potrebbe risultare troppo melodico pure agli ascoltatori più aperti alle sperimentazioni. Chi già conosce ed apprezza gli Enid non si lasci scappare quest'ultima uscita, agli amanti del Metal sinfonico che non sia una scopiazzatura di Within Temptation, Nightwish e compagnia bella consiglio di dare uno ma anche più ascolti a "Munsalvaesche".

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PERVERSITY - Ablaze


Informazioni
Gruppo: Perversity
Titolo: Ablaze
Anno: 2011
Provenienza: Slovacchia
Etichetta: Lavadome Productions
Contatti: www.myspace.com/perversityband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Reach Of Hell
2. Behind The Diabolical
3. Merciless Messiah
4. Hailing The Thieves Of Souls
5. Devoted To Perdition
6. Necrophiliac Beast
7. The Banished
8. Vzplanutie
9. Palace Of Skin
10. Blood Of Hastur

DURATA: 34:44

I Perversity sono una delle tante band che per un motivo o l'altro sono rimaste inabissate nell'oceano dell'underground, gli slovacchi non sono di recente formazione, anzi è davvero da un bel po' che girano, contate infatti che il primo demo "The Embarassed" è datato 1997.
Dopo quel passo iniziale e il susseguirsi di cambi in line-up, demo e dischi, in questo ormai inoltrato 2011 forti di un deal con la Lavadome Productions di Jan, personaggio simpatico e disponibile che abbiamo intervistato nel recente passato (http://aristocraziawebzine.blogspot.com/20...roductions.html), giungono a noi con il quarto album della loro brutale carriera intitolato "Ablaze".
E' gente che suona e ragiona alla vecchia maniera, c'è tanta violenza, una produzione efficace ma non perfetta che rende "reale" l'impatto marcio e feroce dei brani legati a un sound che si divide equamente nel richiamare l'irruenza devastante di act statunitensi quali Suffocation, Morbid Angel, Incantation (i rallentamenti) ed europei come i Sinister primordi, tutto condito da cupe atmosfere .
Un assalto che ritmicamente non si distacca da standard prestabiliti, i midtempo scandiscono inesorabili le parti cariche di groove, le tirate vengono chiamate in causa nell'attimo in cui si necessita di quella spinta aggiuntiva per staccare definitivamente la testa del malcapitato e anche quando le soluzioni tendono a far ingranare una marcia diversa dal punto di vista tecnico, si nota come tracce in stile "Behind The Diabolical", "Devoted To Perdition" e "Palace Of Skin" abbiano un registro lievemente diverso rispetto alle mazzate prive di fronzolo a titolo "Merciless Messiah", "Necrophiliac Beast" e "Blood Of Hastur", il senso di death metal interpretato alla "vecchia maniera", senza strafare ma puntando al centro dell'obbiettivo non viene mai perso di vista.
Ben inserite nel contesto le parti ambientali che aggiungono una gradazione ancor più nera e malsana all'aria che si respira, l'intro "Reach Of Hell" e le note di pianoforte che scandiscono l'apertura di "Necrophiliac Beast" non stravolgeranno il mondo ma producono il loro effetto, così come fa la sua parte il growler della situazione, Juraj "Kazatel" Handzus, profondo, scuro probabilmente meno vario di altri suoi colleghi, è comunque sempre sul pezzo pronto ad affondare il coltello nella piaga.
"Ablaze" è death metal, è una di quelle release che nascono per servire fedelmente il genere rappresentandolo ancora una volta per ciò che è, nessun modernismo, zero aperture o spiragli a territori catchy, solo una sequenza impostata con ordine e passione di mattonate.
I Perversity del resto si confermano nel ruolo di band che non ha nessuna intenzione di distaccarsi da quello che è l'habitat a essa consono, l'underground, è giusto però dare un po' di spazio a dischi simili perché sono la felicità di chi, ammorbato dalla piega pro-business che ha infestato il panorama extreme del metal, sente necessariamente il bisogno di liberarsi e sfogarsi ascoltando musica genuina, teneteli quindi in considerazione.

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