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lunedì 13 maggio 2013

MUCULORDS - Lethal Laxative Power


Gruppo: Muculords
Titolo: Lethal Laxative Power
Anno: 2000 / 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: End Of Silence
Contatti: myspace.com/muculords
Autore: Leonard Z666.

Tracklist
1. Mangiacadaver
2. Disgorged Putrefy Agremele
3. In-Gore-Go
4. The Shortest Slow Song
5. Ilmanoferita
6. Valgorezer
7. Carpgrinder
8. Gorero
9. Scrotum
10. Satana
11. Torcicolon
12. Telegornale
13. Genital Erpes
14. Bozogba
15. Diarreus
16. Sick & Gore Romagna Grind-Core
17. My Dick Is Hit
18. Sadama & Camorra
19. Blues The Cul
20. Canepa Witch Forest
21. Daunofsednes
22. Sgoreggia
23. Neeno-Neeno
24. Evil Dead Copepode
25. Muculords
26. Mucuteam
27. 40 + Pedro Outro

DURATA: 28:22

Ed ecco che mi arriva diretta diretta la ristampa del primo album dei Muculords, band romagnola di grind di cui abbiamo già parlato su questa stessa testata in passato. La End Of Silence ci ripropone questo debutto che originalmente era stato autoprodotto.

Per chi non conosce la band, la ricetta è semplice: un gruppo di disturbati mentali si riunisce travestendosi come dei pazzi con mascheroni di lattice, prendendo a colpi di furioso grindcore i malcapitati che si trovino sotto il palco ad assistere ai loro concerti. La formula del cd sarà quella che verrà ripresa anche nei successivi "Carpe Diem" e "Metallosaurus 3x", ovvero brani ultrasparati conditi da testi superdemenziali: l'accoppiata vincente; a cui si aggiungono notevoli rimandi alla musica e alla cucina romagnola... assolutamente da non perdere.

Se siete fan del grindcore più marcio e volete ricevere una mattonata in testa di mezz'ora, questo è l'album che fa per voi; se poi avete già i successivi cd della band, non potete perdervi la ristampa del loro esordio. In definitiva: supportate il grind italiano... che passa anche dagli strumenti di questi folli!

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lunedì 22 febbraio 2010

ISEGRIM - Dominus Inferus Ushanas



Informazioni
Gruppo: Isegrim
Anno: 2000
Etichetta: Massacre Records
Autore: M1

Tracklist
1. Domine Ushanas
2. Witches Of The Northernlights
3. Lucifers Black Wings
4. Blasphemous Hymns
5. ...The Eyes Of Jesus Christ (Rape Jesus Christ Part 2)
6. Angel With Fire And Sword
7. A Fistfuck Of Black Metal
8. Into The War Of Satan

DURATA: 47:18

Siete stanchi di finti intellettualismi, filosofia, ortodossia e menate come il religious? Ogni tanto, a voi scegliere quanto spesso, può essere necessario scaricarsi dallo stress e da musicisti che si prendono troppo sul serio: essere investiti da un poderoso assalto a base di black metal blasfermo e ignorante ma suonato con "classe" può essere una soluzione. Per fare questo dobbiamo tornare indietro al 2000, il Millenium Bug si è rivelato una bufala colossale e così senza alcun problema nell'estate di questo anno gli Isegrim possono rilasciare il loro primo e unico album intitolato "Dominus Inferus Ushanas".


La formazione tedesca si presenta su Massacre Records con un intento ben preciso: massacrarci i padiglioni auricolari inneggiando a Satana e deridendo il Nazareno! Nelle sette vere e proprie tracce del disco la feralità del metallo nero si unisce alla solidità del death metal in una miscela arricchita inoltre da influssi svedesi specie nell'uso della melodia, in un composto in tempi più recenti proposto in maniera similare (ma con meno influenze death) dai Cirith Gorgor. Manifesto di assoluto valore può essere considerata "Witches Of The Northernlights", sette minuti e mezzo debordanti, un assalto all'arma bianca senza esclusione di colpi che si concede aperture in presenza dei refrain e sfoggia una prova al microfono da parte di A. Blackwar eccellente, sempre abile nel piazzare lo screaming più tagliente e il growl più profondo nei momenti opportuni, giocando spesso a incrociarli. Il lavoro dei due chitarristi Kvehlor e Zenturio Okkulto è altresì ottimo, macinano riff su riff, si concedono alcuni intrecci e addirittura assoli sbilenchi a velocità folli col solo scopo di fare male all'ascoltatore. Non da meno infine quanto proposto alla batteria da Soldur, motore devastante dell'Isegrim-sound. Altro brano da citare è sicuramente "A Fistfuck Of Black Metal" dove accanto al solito armageddon scatenato dalla band troviamo anche ben due stacchi, di cui l'ultimo condito da un inaspettato coro dai toni pagan/viking!

Se al mio entusiasmo per la proposta sonora unite il fatto di aver trovato questo dischetto alla modica cifra di soli cinque euro capirete il perchè abbia dedicato una recensione della sezione "From The Vault" proprio a questa opera! "Dominus Inferus Ushanas" non è un disco fondamentale, nè tantomeno innovativo ma il suo sporco lavoro lo fa ancora egregiamente a dieci anni dalla sua uscita: tanto di cappello a questa band che rilascerà ancora un mini ep ("Gloria Deo, Domino Inferi") nel 2001 per poi sciogliersi non lasciando più traccia.

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giovedì 3 dicembre 2009

THE CROWN - Deathrace King




Informazioni
Gruppo: The Crown
Anno: 2000
Etichetta: Metal Blade Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. Deathexplosion
2. Executioner - Slayer of the Light
3. Back From the Grave
4. Devil Gate Ride
5. Vengeance
6. Rebel Angel
7. I Won’t Follow
8. Blitzkrieg Witchcraft
9. Dead Man’s Song
10. Total Satan
11. Killing Star (Superbia Luxuria XXX)

DURATA: 49:05


La formazione svedese dei “The Crown” nata come “Crown Of Thorns” dovette scegliere il monicker seguente per colpa della causa legale mossagli contro dalla formazione di white rock che ne possedeva i diritti d’uso.
Passata questa spiacevole vicenda il quintetto che aveva per leader Marko Tarvonen si rimise in carreggiata iniziando a produrre album di buona fattura (ne avevano già pubblicati due col nome precedente).
Il primo fu “Hell Is Here” che ebbe come successore questo “Deathrace King” picco più alto della carriera del combo.
Un disco di undici tracce che basava il suo scorrere sulla velocità, impatto, una ricerca melodica mai sdolcinata e le doti di John Lindstrand (voce) e di Tarvonen (in chiave ritmico/solistica) che spiccavano in maniera più che evidente.
Difficile dire quale siano i pezzi migliori del platter data la varietà della scelta, di sicuro le prime due tracce che ci si pongono dinanzi “Deathexplosion” e “Executioner-Slayer Of The Light” sono due vere e proprie mazzate/sveglia (la prima con un finale più lento e distensivo, la seconda con un Janne Saarenpää in spolvero, un drumming martellante e dinamico), mentre è già diversa la successiva “Back From The Grave” dove si enfatizza l’apertura alla melodia che si fa devastante, il riffing dell’accoppiata Tarvonen/Sunneson è fuori dalla norma per gusto e note azzeccate.
“Devil Gate Ride” una scheggia impazzita senza controllo, abbellita dalla partecipazione di uno dei cantanti più importanti della scena svese, quel Tomas Tompa Lindberg leader degli At The Gates che più di un capolavoro ha segnato con la sua personale timbrica.
Il disco continuerà su questa falsa riga tracciando delle vere e proprie traiettorie folli che varieranno dal melodico al veloce più determinato e travolgente vedasi “Rebel Angel” o “I Wont’ Follow”" ma non è finita qui infatti in “Total Satan” ecco spuntare il secondo ospite illustre, singer fra i più riconoscibili e malati del metal intero, Mika Luttinen leader degli Impaled Nazarene e mai scelta fu più indovinata.
La mastodontica e conclusiva “Killing Star” vive di un cambio di rotta sonoro che punta su un riffing molto più trattenuto nel ritmo tanto da renderla monolitica e possente chiudendo in bellezza il platter.
Per chi non conoscesse la band il giusto punto d’approccio con essa, uno dei migliori lavori di una Svezia che si affacciava al secondo millennio come sempre in forma e produttiva.

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mercoledì 2 dicembre 2009

ARTENSION - Machine





Informazioni
Gruppo: Artension
Anno: 2000
Etichetta: Shrapnel
Autore: Mourning

Tracklist
1. Machine
2. The Way
3. Madness Calling
4. Mother Earth
5. Wings of War
6. Evolution in Reverse
7. Time Goes Slowly by
8. The Loser Never Wins
9. I See Through Your Eyes

DURATA: 48:59



La band del virtuoso tastierista Vitalij Kuprij è una delle più rappresentative nell’ambito progressive metal, “Machine” è il quarto lavoro di questo combo che al tempo vedeva in line up oltre agl’ancora presenti frontman John West e il chitarrista Roger Staffelbach la sezione ritmica formata da John Onder e Shane Gaalaas rispettivamente al basso e batteria.
Siamo nel 2000 e tocca loro il duro compito di bissare quanto di buono avevano fatto con il predecessore “Forces Of Nature” e non si smentiscono riuscendo a comporre l’ennesimo disco di valore.
Gli Artension sono una di quelle poche realtà che può effettivamente vantarsi di non aver mai sbagliato un’uscita, nessun mezzo disco bensì lavori sempre ben al di sopra della media.
La varietà della proposta insita all’interno di “Machine” è grande, vi sono aperture classic heavy, progressive, richiami prettamente settantiani e tratti neoclassical metal.
Di brano in brano sembra d’ascoltare sempre una band nuova per i cambi di tempo e le scelte che vengono di lì a poco effettuate, ci si trova così dinanzi composizioni veloci ed aggressive come una “Wings Of War”, più evocative ed estremamente cariche di pathos “Mother Earth”, di facile presa e con un chorus accattivante “The Loser Never Wins” o iperefficaci per tecnica e melodia come la conclusiva “I See Through Your Eyes”.
La vena di Kuprij è un fiume in piena che in ogni brano personalizza e spande atmosfera e con un John West in piena forma dietro al microfono qualsiasi vetta vocale può essere fatta propria.
Quali sono le pecche di questo disco? A mio parere nessuna, sono una di quelle band un po’ come i Symphony X dove ci si trova non a confrontarsi sulle scelte più o meno sbagliate che vi possan esser dentro ma su una diatriba infinita che pone il quesito su quale sia il disco che uno ama di più e perchè e i ragazzi riescono con il loro operato a mettere in seria difficoltà gli amanti del genere.
L’ennessimo tassello di un puzzle che non può mancare nella vostra collezione, se non li conosceste, non vi consiglio con quale iniziare più che altro fatelo al più presto avrete solo da guadagnare dalla loro musica.

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CEREMONY - The Day Before The Death





Informazioni
Gruppo: Ceremony
Anno: 2000
Etichetta: Hammerheart Records
Autore: Mourning

Tracklist

1. Parade The Insane
2. Instrumental
3. Crucifixion
4. Sculpted Humanity

DURATA: 14:05




I Ceremony formazione death metal americana primi anni novanta venne fondata per volonta dell’ex bassista/cantante dei Morbid Angel Steve Tucker che chiamò intorno a sè un gruppo d’amici fra i quali spicca il nome del Cannibal Corpse’s Member Pat’O Brien.
Nel 2000 il loro demo “The Days Before The Death” rivenne dato alla luce dalla Hammerheart, che lo ristampò sottoforma d’ep e fu una fortuna visto che si tratta di un piccolo gioiellino di old school death metal, appena quattro tracce che bastano però a far rendere conto del potenziale di cui disponeva la band.
Si viaggiava sotto forte influenza thrash, con un batterista dinamico e preparato come Shannon Purdon ed un riff maker ispirato come O’Brien si viene investiti da un vera e propria onda death che si anima e acquista voce nelle corde gutturalmente acide di Tucker.
Tre hit ed un brano strumentale che valgono la pena d’esser ascoltate e riascoltate più volte, le composizioni sono quanto di meglio ci si potesse attendere da gente del loro livello, contengono una solistica non complessa ma che calza a pennello (e la bravura di O’Brien non credo si possa mettere in dubbio a tal proposito) e dei rallentamenti degni dei Cannibal Corpse delle migliori annate.
La vena in effetti richiama proprio il sound di Tampa marchio di fabbrica facilmente identificabile.
Solo quindici minuti possono bastare per lasciare un ricordo positivo a chi ascolta? In questo caso direi proprio di sì.
Per gli amanti dell’old e non solo, un lavoro che è cosa giusta possedere.

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