lunedì 2 maggio 2011

FESTER


Informazioni
Autore: Mourning
Traduzione: Dope Fiend

Formazione
Bjørn "Tiger" Mathisen - Chitarra/Voce
Thomas Andresen - Voce
Jon Bakker - Basso
Jotho - Batteria



Abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Tiger, membro storico della scena metal norvegese e fondatore dei Fester, uno degli act attivi nel periodo d'oro dell'estremo scandinavo e da poco riformatosi.

Benvenuto su Aristocrazia Webzine, com'è rimettersi in moto dopo un lungo periodo di fermo?

Tiger: Rimettersi in gioco, per così dire, fa sentire bene! Non è che sono stato totalmente inattivo per diciassette anni, ma si sa: una persona deve avere qualcosa da dare. Non ho mai fatto musica solo per fare musica. L'ispirazione deve esserci e in questo periodo sono davvero ispirato e creativo.


Il passo introduttivo è legato al fornire un po' d'informazioni sulla storia della band e dei membri che ne hanno fatto parte o ne fanno parte adesso, ti lascio quindi la parola.

Abbiamo iniziato già nel 1989 come qualcosa di più di una band thrash con voce grim. Ci chiamavamo Heroic Conduct, ma abbiamo cambiato nome nel 1990 in Fester. Abbiamo pubblicato il nostro primo demo del 1991 intitolato "The Introduction" e un altro demo chiamato "Winter Of Sin" nel 1992. Quelle tracce erano state in realtà registrate nel 1991, ma abbiamo pensato che sarebbe stato bello rilasciarle l'anno dopo. Il nostro primo full-length in studio è stato rilasciato attraverso la No Fashion Records nell'estate del 1992 e il successivo "Silence" attraverso Lethal Records alla fine del 1993. Ci siamo sciolti nel '94-'95 e riuniti nel 2000, ma il nostro bassista è morto, quindi è tutto andato in pezzi. I Fester sono sempre stati Rolf Tommy alla voce e chitarra, Jan Helge alla batteria, Jørgen al basso e io alla voce e chitarre. Dopo la morte di Jorgens noi non volevamo un altro membro ed è per questo che c'è stato un lungo silenzio. Jan Helge non è più nel metal e Rolf Tommy è stato molto male per molti, molti anni, quindi un ritorno ora con i membri originali sarebbe impossibile. Con l'età la vista sulle cose cambia, ed ora ci sono altri membri, ma ne parlerò in seguito. In ogni caso, una compilation dei nostri demo è uscita l'anno scorso attraverso Kyrck, e sia "Winter Of Sin" che "Silence" sono stati appena ripubblicati in formato digitale e in vinile (Abyss Records e Ironbonehead Prod).


"Winter Of Sin" e "Silence" sono usciti in un momento in cui la Norvegia era in piena ebollizione black metal, ho spesso sentito parlare della tua band da metallari più grandi e finalmente quando ho avuto modo di ascoltarli entrambi mi son reso conto che per quanto la vostra musica non si possa catalogare come black ha un feeling primordiale vicino a quello del genere. Lo stretto contatto che descrivi nel booklet del best of "The Commitments That Shattered 1991-1992" come e quanto pensi abbia influito sul vostro sound?

I Fester non si sono mai davvero presi la briga di fare musica che suona come questo o quello. Eravamo adolescenti che volevano fare musica pesante con testi oscuri e tenebrosi. Quando abbiamo pubblicato il nostro primo materiale, molte band in Norvegia volevano fare musica che suonava come la seconda ondata, ma non noi. Noi eravamo influenzati dal vecchio heavy metal e il thrash come Motley Crue, Judas Priest, Mercyful Fate, Pestilence, Celtic Frost, Kreator, Slayer, Pestilence, ecc. e immagino sia ancora possibile cogliere alcuni di questi riferimenti nel nostro nuovo materiale. Non abbiamo mai suonato classico black, ma credo che ci possano definire come una delle band pioniere nel panorama black/death metal.


Il lavoro di remastering fatto dalla Abyss per i due lavori ha mantenuto intatta la genuinità delle canzoni, come sei entrato in contatto con loro e con la Kyrck che ha prodotto la compilation dei demo?

In realtà sono molto riconoscente verso Kyrck per questo. Un mio amico, Ravn degli Strid, mi ha chiesto di inviare della roba dei vecchi demo a Kyrck nel 2009. A Kyrck è piaciuta così tanto, voleva rilasciarla. Quando la palla ha iniziato a girare ho ritrovato la mia ispirazione e la mia creatività, quindi credo che si possa dire che se non fosse per lui, nessun nuovo materiale dei Fester avrebbe visto la luce del giorno. Stessa cosa sia per Abyss Records che per Ironbonehead Prod, le label che si occupano della distribuzione delle compilation. Entrambi mi hanno chiesto se ero interessato a ripubblicare gli album, visto che erano passati quasi venti anni dalla loro uscita, mi piaceva l'idea e il resto è storia, per così dire.


Hai visto praticamente nascere uno dei movimenti più controversi del metal, avete debuttato per una No Fashion ancora in fasce, erano anni in cui tutto era possibile? E' andata persa questo tipo di intraprendenza che permette a dei giovani di creare qualcosa che si possa definire reazionario e personale?

Hai ragione a dire che era un tempo in cui tutto era possibile. Essere parte della scena di allora era unico e non penso che la scena sarà mai più la stessa. La maggior parte delle cose che sono state fatte, la scena si è moltiplicate e lo spirito nel suo insieme è diverso. Allora la scena era molto piccola, era bello scrivere vecchie lettere e così via. E' difficile ricevere una mail che odori di sangue, giusto? Comunque, penso che ci siano ancora gruppi che rilasciano cose personali e talvolta anche visionarie, ma penso che ci siano oggi molte band che vogliono suonare come questo o quello. Rilasciare qualcosa di reazionario, oggi, sarebbe difficile penso, ma chissà cosa si agita in alcune menti malvagie là fuori... ah ah.


Quando ho messo su "Winter Of Sin" la prima volta ho percepito le stesse sensazioni di album come "Soulside Journey" e "Worship Him". Come venne accolto dalla critica e dai fan il vostro lavoro? "Silence" ebbe lo stesso riscontro?

Come è già stato detto in precedenza, la scena era ispirata dal sorgere delle prime band della seconda ondata come Burzum, Enslaved, Emperor ecc., e la classica scena del death metal svedese. Qualcosa che era nel centro non era molto facile. Detto questo abbiamo ricevuto critiche molto buone per entrambi i nostri album e ho ricevuto tonnellate di posta da fan, fanzine, tapetrader, ecc. penso ancora che i due album siano qualcosa di unico tra loro, e io non posso puntare il dito su qualsiasi altra band che suoni in modo simile, ma sì prima i Samael e poi i Darkthrone sono buoni riferimenti.


Negli anni di "pausa" hai ricevuto attestazioni di stima e affetto da chi non vedeva l'ora di un ritorno in scena del monicker Fester?

Penso che molta gente abbia visto i Fester come una antica band di culto che è da lungo sepolta e dimenticata. I responsi ora sono travolgenti e mi rende felice che tanti ricordino ancora la band in modo positivo. Non ero parte della scena a tutti gli effetti negli anni tra il 1995-2002, e non ho risposto a lettere o altro, ma ora è piacevole.


Chi sono oggi i Fester? C'è una line-up definitiva?

Come membro permanente c'è Thomas Andresen (Algol/Sincera/Deathseeker) alla voce. Come session ci sono Jontho (Ragnarok) alla batteria, Jon (Kampfar) con la chitarra e ho ulteriore aiuto da Guido degli Ysengrin e da Mr.Kyrck. Io mi sono occupato di tutte le chitarre nelle registrazioni.


Come componevate un brano all'epoca e come è cambiato (se è cambiato) il modus operandi adesso?

Ora potresti ridere, ma io mi sono sempre seduto con la chitarra quando mio figlio dorme la notte e un sacco di riff di questo album sono stati creati in questo modo! O questo o il riff portante viene da sè, quando prendo in mano la chitarra e provo da solo. Ho sempre costruito un riff portante in una canzone e gli altri li costruisco intorno a quel riff. Nulla è cambiato dai primi giorni in realtà, tranne che a quei tempi sia RT che io abbiamo composto musica e qualche volta insieme in sala prove pure. Scrivo testi che rispecchino l'atmosfera della canzone e uso un sacco di tempo per organizzare le vocals in modo che si adattino al resto della canzone. Jon ha scritto principalmente le linee di basso da solo, ma l'ho fatto anche io per certe canzoni.


A che punto è il work in progress del nuovo disco? Sotto quale etichetta uscirà?

Il nuovo, ancora senza titolo, album verrà pubblicato su cd dalla Abyss Records e su cassetta (molto limitata) da Total Holocaust Record. Abyss Records potrebbe curare l'edizione in vinile autonomamente o con la nostra licenza. Non siamo ancora sicuri. Il 95% delle chitarre è fatto. Il 95% di tutti gli effetti, violini, intro, outro, ecc. anche, il 90% delle parti di basso e la metà della voce, ma non abbiamo ancora avuto il tempo per fare la batteria. Quindi abbiamo svolto la maggior parte del lavoro e le cose stanno davvero cominciando a prendere forma!


Cosa pensi della scena metal odierna? Ci sono moltissime band che si cimentano nell'old school sound fornendo però produzioni al limite col plastificato a dischi che non dico debbano suonare noisy ma quantomeno naturali, è colpa del digitale e dell'abitudine della gente che si è conformata agli ascolti tramite mp3?

Ho detto qualcosa a proposito della scena precedente. Quando si tratta di come fare in materia di produzione, registrazione, ecc., propongo che ognuno dovrebbe fare quello che pensa sia giusto. Uno dei problemi è ancora gente che fa quello che pensa che gli altri vorrebbero. So che ora producono band noisy perchè fa "true", la gente pensa che questa sia la strada giusta. Le persone pubblicano album con disegni infantili di teschi, perché quello era il modo in cui le cose venivano fatte venti anni fa, ecc. La scena non sarà mai più come era nei primi anni Novanta e penso che le band dovrebbero fare ciò che è giusto per loro. Per il mio lavoro di chitarre per il nuovo album ho registrato per lo più cose digitali. E' un aspetto economico, certo, ma mi consente anche di utilizzare dieci chitarre diverse, cosa che non potrei avere la possibilità di fare nel "mondo reale". Sarà sicuramente un suono diverso rispetto a ogni altro disco metal, ma la cosa principale è che uscirà qualcosa di cui io sono soddisfatto. Indipendentemente se suona old school, new school o non school. Naturalmente è importante che il sound non sia plastificato e abbia un feeling, ma non bisogna registrare in un piccolo garage per ottenere questo.


Molte label sono passate alla promozione tramite piattaforma digitale, da un lato le comprendo, sono più comode, veloci e visto che qualche pirla di collega "rippa" i dischi immettendoli in rete facendo anche perdere soldi... D'altro canto il proliferare di questa forma fatta di 01010 non è svalutante per chi vuole far conoscere la propria arte? Come si fa anche in sede di recensione a descrivere un album se spesso per leggere i testi devo diventare cieco, se è una ristampa non posso fornire dettagli utili a invogliare chi legge? Non credi che
l'andare troppo avanti stia penalizzando il lato artistico della musica?

Utilizzare Myspace, Facebook, ec.c è un modo facile ed economico e posso capire che venga fatto. So che per molte persone "true" il fatto che una band sia su Myspace o simili significa che è una band da non ascoltare, ma queste cose si sanno. Sono assolutamente d'accordo che fare una recensione ricevendo dei promo digitali sia molto lontano da come dovrebbe essere. L'intero cd, il booklet, ecc. sono importanti per l'impressione complessiva. Per quanto riguarda l'aspetto finanziario penso non sia possibile regalare supporti fisici per ogni 'zine, stazione radio, ecc. che lo vuole. Questo in realtà è una vergogna, ma ripeto: per molti di loro. Posso parlare solo per me ma se dovessi dare cd ad ogni 'zine che l'ha chiesto, avrei dato via tutte le copie personali che abbiamo avuto dalle label. Diverse volte. Ma, come detto, penso che sia un peccato, perchè ogni parte dell'album è un pezzo di arte, anche se la musica naturalmente è la cosa principale.


Cosa ti manca delle decadi passate? Cosa credi abbiano perso di fondamentale del periodo anni Ottanta/Novanta (tape trading, concerti, fanzine cartacee, ecc...)?

Mi mancano tutte le cose che hai menzionato. Mi manca essere giovane e avere il tempo di spendere tutta la fottuta vita nelle cose che hai menzionato... Ah ah!


Stai lavorando anche su un altro progetto, i Sincera, ce ne vuoi parlare? Che novità ci sono in proposito?

Sì, Sincera è un progetto di cui fanno parte alcuni musicisti locali provenienti da Fester, Algol, Decipher e Wither che hanno unito le forze per formare qualche merda infernale. Avviato nel 2002, è un po' attivo e un po' inattivo, per così dire. Alcune cose sono prese dai vecchi Fester, alcune dai vecchi Dissection, Rotting Christ, qualcosa dai Kreator, qualcosa dal black metal. Un mix di diversi generi, si potrebbe dire! Il nuovo vocalist dei Fester canta anche in questa band e un demo/live uscirà questa estate! E' intitolato "Cursed And Proud" e uscirà nel mese di giugno tramite Abyss Records. Se volete ascoltarne un'anteprima, andate alla pagina Myspace (www.myspace.com/sinceranorway). Sarà anche pubblicato uno split 12" con i tedeschi Ungod tramite Ironbonehead Production a fine anno.


Se dovessi consigliare a un giovane che si vuole approcciare alla vostra musica cinque dischi che hanno fatto sì che i Fester diventassero ciò che sono, su quali titoli ricadrebbe la scelta?

Ahhh, bella domanda! Direi: Mercyful Fate - "Melissa", Celtic Frost- "Morbid Tales", Kreator- "Endless Pain", Darkthrone- "Soulside Journey" e Obituary - "Cause Of Death".


Ci sono acts appartenenti all'underground norvegese che ti piacevano particolarmente e hanno avuto poco riscontro magari per colpa di qualche deal sbagliato?

In questo momento direi che la migliore band da lungo, lungo tempo siano i The Konsortium, il debutto è di questa estate, fottutamente brillante!! Anche gli Hedning sono grandi, il nuovo materiale di Strid è una bomba e adoro gruppi di classico black/thrash come Dead To This World e Blood Tsunami. Se menzionassi grandi band di altre label, potrei parlare per molto tempo, ah ah.


Chi è Tiger al di fuori della band? Com'è la vita di tutti i giorni?

Il mondo fuori diventa migliore quanto più ci sono anziani. Fuori dalla mia testa oscura, trascorro la maggior parte del mio tempo con la mia famiglia e gli amici e ovviamente il lavoro occupa gran parte del mio tempo. Lavoro presso un istituto psichiatrico.


Ti ringrazio per la disponibilità e il tempo concessoci, è un piacere scavare nel passato per guardare al futuro e ti auguro quindi il meglio per entrambe le situazioni che stai portando avanti, ti lascio la parola per concludere l'intervista come meglio credi.

Grazie mille per il vostro tempo e per le interessanti domande, Gabriele, e vorrei chiedere alle persone di venire sul nostro Myspace per avere notizie aggiornate e a coloro che non ci hanno ascoltato che lo facciano! www.myspace.com/festernorway

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BARBARIAN PIPE BAND


Informazioni
Autore: Mourning

Formazione
Tuak - (Pipaiolo) Piva Medioevale, Cornamusa Scozzese, Piva Piemontese, Zampogna
Diabolus In Musica VII-M - (Pipaiolo) Piva Medioevale, Cornamusa Scozzese, Bombarde, Flauti
Devsko - (Pipaiolo) Piva Medioevale, Cornamusa Scozzese, Piva Piemontese, Zampogna, Bombarde
Madrasko - (Tamburista) Abbellitore Tonante, Cantore
Clarinzia - (Davullista) Portante Tonante



Do il benvenuto a una band particolare, un gruppo di artisti che con la propria musica mantiene viva la cultura e le tradizioni legate a un passato poi non così recente, è oggi con noi la Barbarian Pipe Band.

Benvenuti ragazzi, inizio subito col chiedervi com'è stato scelto il nome della formazione?

Per scherzo, per gioco, per caso e per presa per il culo delle normali e mooolto più serie "pipe band" usualmente di stampo semi-militare. Insomma, la pipe band è un organismo molto organizzato, tecnico ed efficiente. Il termine "barbari", che ci si addice parecchio, va in netto contrasto con "pipe band" e di fatto il nostro nome serviva a comunicare una differenza fra i gruppi di una volta all'interno dell'ambiente medioevale e celtico. Siamo sì una pipe band, ma di barbari e dunque vi avvisiamo... facciamo punk!


Un passo che affrontiamo puntualmente è quello dell'evoluzione e crescita delle band, com'è nata la vostra? E chi sono i componenti che la costituiscono? Diamo un po' d'informazioni a chi non avesse ancora avuto il piacere di conoscervi.

La band nasce nell'ormai lontano 2001 e dopo lunghe odissee nello spazio i vari membri si trovano, assolutamente non per caso, nello stesso continuum spazio-temporale e iniziano ad interagire delirando. Ognuno ha un background musicale diversissimo dall'altro. Chi arriva dal punk e dal metal, chi dalla techno e dalla powernoise, altri dal gothic e dall'industrial solo per citarne alcuni. Dal delirio, dal gioco, dal caos ecco prendere forma la Barbarian Pipe Band che in sè nasce come motivo di disturbo sonoro e razzia durante le feste. In dieci anni d'attività molte cose si sono evolute, molte sono le persone con cui abbiamo felicemente collaborato, da musicisti, a gruppi di teatro, a compagnie di giocolieri. La band ha prodotto e distribuito tre cd propri: – 2004 "Sacra Losna" (Promo CD) – 2005 "Fosfeni" – "Spiritica Fosfenica Sonatica" – 2008 "RotA" e svariati videoclip facili da trovare su Youtube o visitando il nostro sito ufficiale. Col passare del tempo la formazione ha assunto una sua stabilità e si è esibita nei più importanti eventi medioevali di quasi tutta Europa e ovunque fosse richiesta un po' di sana energia barbarica in grado di far ballare una folla fino allo svenimento.
La Barbarian Pipe Band è composta attualmente da cinque elementi: tre suonatori di cornamusa, Devsko (piva medioevale, piva piemontese, higland bagpipe, bombarda, fifra, schalmej, zampogna molisana), Tuak (piva medioevale, piva piemontese, higland bagpipe), Diabolus in Musika VII-M (piva medioevale, higland bagpipe, flauti, tammorra, nakkere, bomborda) e due percussionisti, Klarinzia (davul, davullino, gong) e Madrasko (set di tamburi tonanti, rullante napoleonico, nakers, tromba marina).


Com'è nata la passione per la cultura tradizionale? Cos'è che vi attira nel suonare e rappresentare visivamente la vostra musica in un costante legame con il passato?

La passione per l'antico, per il precedente nasce con i membri della band. Crediamo sia "genetica". Una sorta d'istinto innato che da sempre ci spinge ad interessarci al passato, forse per meglio comprendere il presente e la nostra attuale condizione. Ognuno a suo modo ha sempre fatto ricerche e s'è spinto fin dove interessava per trovare risposte soddisfacenti alle proprie domande o esigenze. Questo tipo di ricerca si vede tramutato in oggetto reale e funzionante nella costruzione artigianale da parte di Devsko delle nostre cornamuse e vari "tubi sonori". Visitare il sito: www.deivliutaio.com/ per vedere le sue creazioni.
Il legame fra il passato e la nostra musica è inscindibile perchè sono i mezzi stessi, gli strumenti, da noi usati a collegarsi in automatico all'antico. Pensa al semplice e primitivo funzionamento di un tamburo che di base è un "tronco" di legno vuoto che vibra sollecitato dalla pelle (una volta d'animale, ma ora sintetica per lo più) montata da uno o più lati. La cornamusa stessa è catalogata come "tubo sonoro", dunque come pezzo di legno in grado di amplificare e modulare, attraverso i buchi, le vibrazioni di un'ancia sollecitata dal passaggio di aria. L'aria necessaria viene raccolta in una sacca per pura praticità e facilità di gestione in modo da far vibrare l'ancia senza usare per forza una respirazione circolare necessaria all'emissione di un suono continuo. Se vedi bene i materiali usati e più ricorrenti sono: pelli di animali e diversi tipi di legno, dunque ciò che furono bestie e alberi. Dalla "morte sacrificale" di questi due elementi e dalla loro lavorazione "rinascita" ecco venire alla luce i nostri strumenti che di base sono "spiriti" di alberi e animali che cantano e vibrano. Noi siamo solo il "ponte" attraverso cui tutto ciò è possibile.


Come nasce un vostro brano? La stesura del pezzo o il riarrangiare un brano non vostro coinvolge tutta la band o c'è qualcuno che si occupa dello studio dello stesso e poi propone?

Per rispondere alla prima domanda i nostri brani nascono con la più assoluta spontaneità creativa, mentre i brani tradizionali o medioevali vengono imbastiti e poi, sfruttando la stessa spontaneità, si modificano attraverso il gioco. Per quanto riguarda la stesura finale del pezzo possono accadere due cose. La prima è che un cornamusiere scriva un pezzo di sua ispirazione e poi passi lo spartito agli altri. Una volta che tutti hanno imbastito il pezzo ci si trova in sala prove e si delira lasciando libero spazio alla creatività. La seconda è che due o più cornamusieri abbiano dei giri in mente ed allora si riuniscano per vedere se combaciano. Molte volte da questi incontri nasce un'idea di pezzo che poi subisce gli stessi procedimenti formativi. Sinceramente pensiamo che per ogni band funzioni più o meno nello stesso modo.


C'è una scena italiana riguardante questo tipo di musica?

Bella domanda..... Che sappiamo noi no! Di fatto la band si muove in contesti a volte diversissimi fra loro. Può capitare di suonare ad una festa medioevale un giorno e ad un motoraduno il giorno dopo. La settimana succesiva magari ad un buskers festival e ad un concerto da palco in teatro e così via. La gente ad ogni evento è diversa e di diverso tipo, ma di norma veniamo apprezzati da tutti senza distinzione di stile, età o ceto sociale. Di fatto ci siamo inventati il termine "Extreme Folk Music" per definirci al mondo. Non crediamo di rientrare in nessun stile specifico e settoriale. Noi andiamo e veniamo dai molti mondi.


Un cd come "RotA" possiede la capacità di trasportare un uomo al di fuori della routine giornaliera, dimenticare per un attimo la frenesia del nostro millennio lasciandosi andare a un approccio più intimo e naturale. Com'è portare in giro i brani di questo lavoro e dei precedenti? C'è una forma di spettacolo a supporto?

Il concerto, sia esso acustico che amplificato su un grande palco, è la nostra forma d'espressione e attraverso la nostra musica interagiamo con gli ascoltatori e con la "realtà". Alla sola performance musicale stiamo ora aggiungendo la possibilità di video proiezioni pilotate da un video-dj. Pensiamo che lo stimolo suono e luci più immagini sarà d'impatto ancora maggiore per il pubblico. Ovviamente lo scopo finale di tutto ciò è di risvegliare in noi e in chi ascolta la parte più atavica ed animale e con essa gioire per un attimo. Far ballare, saltellare e pogare un'orda inferocita è una soddisfazione senza pari sia per l'orda che per i musicisti. Da questa azione sgorga un fiume d'energia primitiva e pura che si spera sempre "spacchi qualche cervello" facendo capire che la realtà non è quello che sembra e che l'essere umano non è una scimmietta in gabbia.


Che riscontri ha avuto la Barbarian Pipe Band sinora? C'è qualche piccola soddisfazioni che vi siete tolti o il commento di qualcuno non abituato ad ascoltare la vostra proposta che vi ha lasciato particolarmente contenti dell'averlo colpito?

Abbiamo avuto ottimi riscontri e vendite, contando che facciamo tutto con le nostre forze. Negli anni ci siamo levati infinite soddisfazioni, ma non basta e vogliamo levarcene altre. La nostra più grande soddisfazione comunque è stata vedere un punkabbestia e una vecchietta ballare contenti sottobraccio a fianco ad un gruppetto di metallari che facevano headbanging durante un nostro concerto. L'abbattimento di ogni giudizio e pregiudizio e la trasformazione di una brutta folla di umani in un bellissimo gruppo di animali in festa è di fatto un atto magico.


Come sono i festival ai quali partecipate? Sono principalmente legati alle vostre sonorità o vi è capitato di miscelarvi con proposte di altro tipo?

Come ti abbiamo già detto partecipiamo ad ogni tipo di evento artistico che ci va a genio. Ci interessa esibirci là dove si possa suonare in buone condizioni e fare esperienze nuove ed interessanti.


Si riesce a vivere d'arte? Con il metal e l'estremo in genere è abbastanza complicato per una band trovare il modo di sostenersi, a meno che non siano realtà rodate e supportate da grandi label. Voi riuscite a far combaciare lavoro e passione ricavandoci anche sostentamento?

Ah ah ah ah ah!!! La domanda migliore sarebbe, ma ultimamente si riesce a vivere in Europa? In alcuni posti ancora sì, in altri molto, ma molto meno. Finora è andata molto bene e la nostra passione, la nostra arte è stata di fatto anche il nostro lavoro. Lavoriamo in tutta Europa e questo è un bel vantaggio, ma gli ultimi eventi stanno portando ad una situazione meno bella. Guerra, problemi diplomatici con altri paesi, la sempiterna crisi che ha portato tagli enormi a tutti i festival e via dicendo stanno prospettando uno scenario apocalittico per chiunque non sia inserito nel "giro grosso" ad alti livelli. In attesa di un miglioramento i barbari affilano le loro asce bipenni pronti a vendere molto cara la loro pelle...


Quali sono gli ascolti che vi hanno fatto innamorare di queste sonorità? Ci sono dei lavori che ritenete imprescindibili e che consigliereste per iniziare a conoscere il mondo musicale a cui appartenete?

Questa domanda è molto difficile perchè ognuno di noi consiglierebbe roba diversa e disparata anche come generi musicali. Per rimanere sul neo-folk e similari potremmo dirti: Stille Volk, Hedningarna, Garmarna, Corvus Corax, Poeta Magica e così via...


Le realtà di cui parlate contrastano aspramente con quella odierna così frenetica, per certi versi lobotomizzante e mediaticamente capace di direzionare le scelte di massa anche con un semplice click del mouse. Quali valori riprendereste dal passato che narrate e quali difetti pensate esso abbia trascinato con sé sinora?

Anche questa è una domanda la cui risposta è difficile da contenere in poche righe. Degli errori che l'uomo si trascina dal passato ne abbiamo ampi esempi e dimostrazioni ogni giorno. Oggi però siamo alla versione amplificata della bruttura umana e visto che non c'è mai un limite al peggio c'è da preoccuparsi. A proposito dei valori.... non crediamo ne esistano. L'uomo ha ottime qualità da sempre e, in alcuni momenti della sua esistenza su questo pianeta, ha avuto modo di sfruttarle nel giusto modo creando realtà sicuramente molto più armoniche e vivibili dell'attuale o di tante altre in passato. L'uomo dovrebbe accettare di essere quello che è ed esserlo invece di rimanere nella sua gabbietta in preda alla schizofrenia e alla paura di tutto. Le qualità per farlo le possiede, la volontà... molto meno per ora.


Ci sono date live programmate? Ne vogliamo dare notizia in modo che i nostri lettori possano parteciparvi?

Stiamo definendo l'inizio della stagione 2011 proprio in questo mese, ma stiamo aspettando ancora parecchie conferme. Di base basta visitare il nostro sito ufficiale (www.barbarianpipeband.com) e andare nella sezione "campagna de guerra" per vedere in tempo reale tutte le date confermate.


Quali sono i progetti futuri della Barbarian Pipe Band? Nuovo disco? Ancora in giro all'estero?

Sempre in giro all'estero! In cantiere abbiamo anche il nuovo cd che speriamo di far uscire per il 2012/2013. Sempre in preparazione abbiamo due nuovi video di brani che saranno contenuti nel nuovo cd. A livello di performance abbiamo intenzione d'incrementarla, laddove sia possibile, con il supporto d'immagini e, se riusciamo, coordinare il nostro spettacolo con un crescendo di fuochi artificiali ed esplosioni. Stiamo lavorando ad entrambi i progetti più a qualche collaborazione musicale con altri artisti, ma è ancora prematuro parlarne.


Vi ringrazio per il tempo dedicatoci, siamo arrivati al termine dell'intervista, vi lascio la parola per concludere come meglio credete.

Grazie a voi per lo spazio e l'interesse! Speriamo di suonare presto anche a qualche festival metal così da far pogare con soddisfazione tutti quelli che vorranno cimentarsi con la nostra musica!
Concludiamo con una vecchia massima del Maestro della Montagna o Maestro degli Assassini: "Nulla è reale. Tutto è permesso". Cari lettori siete sicuri di avere letto quello che credete con sicurezza d'aver letto?

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KOZA NOZTRA


Informazioni
Autore: M1

Formazione
L'Onorevole - Voce
Recupero Crediti - Chitarra
Tritolo - Batteria
Il Diacono - Chitarra e Voce
Calibro 9 - Basso e Seconde Voci



Avevo già sentito parlare dei Koza Noztra in passato, d'altronde con un nome del genere non si può di certo passare inosservati ma purtroppo una sorta di mio pregiudizio personale mi portò a scartarli dopo aver sì e no ascoltato mezzo pezzo. Errore imperdonabile al quale cerco oggi di porre rimedio presentandovi questi loschi figuri che rispondono al nome di: L'Onorevole, Recupero Crediti, Tritolo, Il Diacono e Calibro 9.

Ciao ragazzi, vi do il benvenuto sulle pagine della nostra webzine, è un piacere avervi qui. Per prima cosa vorrei sapere come è nata la band e per quali ragioni avete scelto il nome Koza Noztra.

Nella sua attuale formazione, la band è nata nel 2007. Il nome è direttamente correlato al concept, anzi è l’idea da cui scaturisce tutto. Rappresentare quello che noi, intesi come italiani in senso lato,siamo effettivamente quando ci guardiamo allo specchio: quelli che pensano solo alle “cose nostre”.


Approcciando a prima vista con voi un ignaro ascoltatore potrebbe erroneamente "catalogarvi" come una sorta di band demenziale, leggendo titoli di canzoni quali "Minka Dura" o "Colazione Col Travestito". Invece i vostri intenti sono ben altri, potete illustrarceli?

Vedi, penso che l’etichetta "demenziale" sia stata inventata per sterilizzare e neutralizzare chi risultava "scomodo". Non esistono le band demenziali, non sono mai esistite. Dire che un gruppo è demenziale è tentare di far passare per giullare di corte colui che prova a dire che il re è nudo. E’ lo stesso gioco che si fa quando si definisce Beppe Grillo "un comico". Grillo non è un comico e non lo è mai stato. E’ chiaro che nella realtà si mischiano in ugual misura tragedia e farsa, spesso indissolubilmente legate tra loro. Ma il bello è proprio quello e noi italiani siamo maestri nel vivere le farse come fossero tragedie e le tragedie come fossero farse.


Nella fotografia che fate del nostro Paese mettete in evidenza una serie di comportamenti e modi di fare negativi (menefreghismo, individualismo, corruzione, pedofilia). Quali sono invece i valori in cui vi riconoscete a livello di band e personale?

Siamo tutti corrotti marci, al 100%. Non esistono più, specialmente in Italia, comportamenti "negativi" e altri "positivi", ma solo comportamenti "costosi" e altri "economici". Viviamo in un mondo che ha definitivamente legittimato l’idea che chi ha i soldi può fare quello che vuole. E’ inutile oramai starsi a chiedere se è giusto o sbagliato. Questa domanda bisognava farsela molti anni fa. Ora ci si può solo adeguare ed organizzarsi.


Il vostro suono è un connubio di heavy metal e hard rock davvero trascinante: quali sono i gruppi che più amate o vi hanno influenzato?

Grazie dei complimenti. Abbiamo tutti gusti musicali diversi, ma su alcune band convergiamo: Judas Priest, Iron Maiden, Ozzy Osbourne, Metallica, Motorhead, AC/DC… i classici insomma.


Cosa deve avere un pezzo per rendervi soddisfatti e ritenerlo completo?

Deve essere diverso dagli altri, deve raccontare una storia e nascere da un’idea precisa. In realtà, gran parte dei nostri pezzi sono già stati composti da tempo. Abbiamo materiale per cinque o sei album poi ci scioglieremo. Quando avremo detto tutto quello che volevamo dire, non andremo più avanti, non avrebbe alcun senso.


Chi si occupa della stesura dei testi? La scelta dei temi da trattare è collettiva?

I testi nascono da uno schema che si chiama "autobiografico collettivo"... tutte cose realmente accadute a noi o gente che conosciamo o che potrebbero accadere e che ci vedrebbero in mezzo. Ma tutto nasce dall’idea di base, dalla storia che si vuole raccontare.


Quanto è difficile trovare un'etichetta che supporti (e "sopporti") il vostro lavoro? Si tratta per voi di una scelta cruciale oppure con l'autoproduzione ci si può muovere comunque bene?

Quello dell’etichetta è stato l’ultimo problema che ci siamo posti. Noi suoniamo lo stesso, con o senza etichetta. Poi, se qualcuno crede in noi, si faccia pure avanti. Siamo dei corrotti, no? Quindi disponibili ad ascoltare qualsiasi offerta…


Ho letto di diverse situazioni in cui avete avuto problemi con la censura o siete stati boicottati. In diversi vostri pezzi compaiono bestemmie o pesanti allusioni verso personaggi noti. Fin dove credete possa spingersi la libertà di opinione?

Non lo so e non ci interessa neanche. Noi facciamo uno spettacolo e raccontiamo delle storie. Queste storie prevedono dei personaggi che si esprimono in una certa maniera. Non accetteremo mai di troncare, modificare o ridurre il nostro spettacolo per motivi di censura. Ogni volta che ci siamo imbattuti in questo problema, abbiamo preferito non suonare neanche. Le cose o si fanno bene fino in fondo o non si iniziano neppure. Sappiamo bene che il rischio della censura è sempre presente; ma fare heavy metal sperando nella benedizione degli altri è un controsenso. Chi fa questa musica, sa dal principio di andare in guerra contro il mondo. Anzi, la fa perché è già in guerra contro il mondo. Quindi, è inutile aspettarsi la misericordia del nemico ma meglio partire subito con l’artiglieria pesante.


In "La Cura Del Diavolo", il vostro brano che preferisco, citate una serie di sparatutto e videogiochi violenti (Halo 2, Doom, Quake, Karmageddon, Resident Evil). Siete (stati) dei giocatori oppure li avete inseriti solo ai fini del tema della canzone?

Certo che lo siamo e lo siamo stati, con punte di vera e propria dipendenza tossica. I videogames sono una delle più grandi rivoluzioni del mondo moderno.


So che state preparando un nuovo album intitolato "Tragedia Della Follia (In Un Supermercato Dell'Hinterland)": che differenze dovremo aspettarci a livello di suoni e di tematiche trattate rispetto a "Koza Noztra"? Si tratta per caso di un concept album, i brani hanno un qualche collegamento?

Un vero e proprio concept no, ma tutte le canzoni parlano di esaurimento nervoso, delitto, psicofarmaci e degrado vario. Insomma, una buona e sana lettura della pagina di cronaca nera di un giornale che trova il suo degno epilogo nella strage al supermercato. A livello di sound siamo sempre noi stessi, forse un po’ più metal ma, come ti ho detto prima, i brani devono essere molto diversi l’uno dall’altro per andare a comporre un nostro album.


Come mi muoverete una volta pubblicato il nuovo disco?

Cominceremo subito a registrare quello nuovo... Semplice.


Come vanno invece le cose sul fronte dei concerti? Ne avete alcuni già in programma?

Gli unici concerti che facciamo sono quelli che ci auto-organizziamo… e quindi ben pochi.


Voi offrite la possibilità di scaricare dal vostro sito ufficiale i brani di "Koza Noztra" e "Humanitas" (un mini ep di tre tracce, n.d.r.): il futuro della musica è affidato unicamente al formato digitale? Come vi rapportate a fenomeni quali il download selvaggio e le nuove tecnologie?

Anche il nuovo album sarà a breve disponibile per il download gratuito in mp3. A noi di vendere dischi non ce ne frega nulla, non siamo dei piazzisti. Ci interessa solo far sentire la nostra musica, è il nostro magnifico passatempo, la nostra passione da condividere con gli altri. Se qualcosa possiamo darla gratis, lo facciamo. Se ci costa soldi, chiediamo soldi in cambio. Il futuro della musica? Dipende da cosa si vuole. Se ci si accontenta degli mp3, il futuro è solo digitale ed è anche gratis. Meglio che ci sia più libertà di scelta. Il vero dramma sarebbe il contrario.


Avreste band del panorama underground italiano che vorreste consigliare ai nostri lettori?

Come metal estremo mi piacciono i Profanal, che hanno idee da vendere. In ambito più classico mi vengono in mente i Kurnalkool e i Rude Forefathers ma ci sono molte band che danno più soddisfazioni di tante altre molto famose… tanto per fare nomi e cognomi: l’ultimo degli Iron Maiden vale molto meno…


Chi sono i Koza Noztra nella vita di tutti i giorni?

Cinque italiani medi: corrotti, menefreghisti, nepotisti appena possono, allergici alle regole e che rispettano la legge solo quando non ne possono proprio fare a meno. Sempre pronti ad inveire contro tutti perché la colpa non è mai nostra ma sempre di qualcun altro e sempre pronti a dare il buon consiglio ed il cattivo esempio a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro. In fondo, dei gran maleducati, degli incredibili cafoni e dei millantatori, ma come tutti ci teniamo alla "faccia", alle apparenze. Potremmo persino delinquere pur di salvare la reputazione di cittadini onesti…

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GIANLUCA FERRO

Informazioni
Autore: Mourning



Nel salotto di Aristocrazia abbiamo oggi il piacere d'ospitare Gianluca Ferro. Il chitarrista ha da poco pubblicato il secondo album da solista "Unheimlich" (la recensione è online, date un'occhiata) vediamo quindi di conoscerlo un po' meglio.

Benvenuto Gianluca, iniziamo subito evitando preamboli, come sta andando la promozione del disco?

Molto bene, grazie! Sono molto soddisfatto del lavoro che sta facendo SG Records e anche sul fronte live le cose vanno benone. Negli ultimi mesi ho avuto l'occasione di suonare con Michael Angelo Batio, Reb Beach e Kiko Loureiro e Jeff Loomis; inoltre sto facendo molte clinics con la mia band S.H.I.N.E. con la quale siamo appena tornati dall'Inghilterra.


Ho avuto il piacere d'ascoltare entrambi i tuoi lavori, "Involution" lo si può definire più classico? Quest'ultimo "Unheimlich" è estremamente diverso, una maturazione poliedrica che non fa distinzione fra old e new, fra suoni da sci-fi, vedasi l'effetto robotico in "Crimson Robotron", e il calore delle atmosfere mediterranee di "Moroccan Dilemma". Com'è stato comporlo? Ti sei distaccato da gente come Holdsworth e Zappa (mi sembrano riferimenti evidenti nel primo) a favore di una gamma d'influenze più ampia?

Credo tu abbia ragione; nel primo disco ho cercato di definire un mio stile nel quale confluissero gli elementi che più avevo a cuore, in questo senso si è trattato di un lavoro "a tavolino", programmatico. Al contrario, "Unheimlich" è frutto di un approccio più spontaneo, che riflette maggiormente la mia vera dimensione musicale e soprattutto le mie influenze, anche quelle "inconsapevoli". Per quanto riguarda l'idea di "old" e new" hai ancora ragione, l'idea alla base del disco era quella di trovare un bilanciamento tra gli elementi, tra dissonanze e consonanze, tra le dinamiche, tra velocità e lentezza e anche tra suoni "vintage" e ultramoderni!


Quali erano i tuoi ascolti frequenti in quel periodo?

A dire il vero la maggior parte del disco è stato registrata l'estate scorsa, quando prima di mettermi al lavoro facevo una breve corsa nel parco vicino a casa ascoltando la playlist del mio I-pod... Mi vengono in mente Tower Of Power, Ritchie Kotzen, il live dei Genesis, Black Sabbath, Ron Thal, Extreme, Stravinsky...


L'on air di un album guitar-oriented di solito divide sempre fra chi si annoia e chi si esalta, ho notato che i commenti sia fra conoscenze che in rete invece sono abbastanza concordi nell'affermare che il tuo modo di gestire l'arte dello shred riesca ad allontanare la sensazione negativa prima citata. Qual è la ricetta adeguata per dar vita a un platter di questo tipo? O meglio qual è la tua?

Beh, ti ringrazio! Io cerco di inserire elementi diversi ma concatenati tra loro; questo, nel mio intento, dovrebbe rendere la musica più "visiva" come se fosse una storia; inoltre, tento di bilanciare gli elementi in contrasto in modo che si compensino attraverso il contrasto stesso. Alcune volte non è semplice connettere elementi armonicamente o ritmicamente molto diversi fra loro ma è divertente provarci, ci sono momenti in cui sembra di dover risolvere un rompicapo ma credo che quando cerchi la sintesi fra le diversità ti avvicini al senso più vero della creatività.


Creare arte e riporla in generi che siano lo shred o il metal in generale: non lo si fa (quasi mai) per motivazioni economiche, quand'è che ti sei accorto di voler comporre e vivere all'interno di un certo mondo musicale?

Fin dall'inizio della mia "vita musicale" ho provato una forte attrazione verso l'astrazione e tutti i generi strumentali, sul versante opposto sono sempre stato un vero "metallaro" e ho sempre adorato ascoltare le band. Dopo qualche anno si era materializzata nella mia testa un'idea di progressive/jazz/metal che è stato il "leitmotiv" di tutta la mia produzione. Durante i primi anni musicali ero più focalizzato sull'idea di far parte di una band in cui tutti avessimo lo stesso identico punto di vista. Con il tempo ho capito che il bello di avere una band è proprio l'opportunità di far incontrare diversi punti di vista e ho deciso di ricavare uno spazio di tempo mio, seppur piccolo, per realizzare il mio progetto individuale.


Sei fra i "responsabili" di uno dei più grandi dischi prodotti dal metal italiano, "Resound The Horn" (sarò di parte ma ho un debole per questo capolavoro), è una pietra fondamentale della carriera dei Doomsword e dell'epic in genere. Come hai vissuto il periodo di "militanza" interno alla band?

E' stato un periodo bellissimo, difficile immaginare dei compagni di band migliori dei Doomsword... Ricordo con particolare piacere le registrazioni dei soli, in piena estate (torrida) in netto contrasto con il feeling epico del disco! Ricordo dei momenti fantastici anche in Grecia (un'accoglienza calorosissima) e ad Amburgo quando io e Raffaele ci perdemmo senza cartina nè navigatore e girovagammo tutta la notte antecedente allo show!


Hai da poco superato la trentina, sei in piena attività da quasi tre lustri, se dovessi tirare le somme di quanto fatto finora quali sarebbero le vette più alte raggiunte e i momenti più critici che ormai ti sei lasciato alle spalle?

Beh sai, tra i momenti più belli degli anni passati sicuramente ricordo i Time Machine ai tempi di "Evil", quando erano in piena attività e i due epici Gods Of Metal... Ma anche le recentissime esibizioni al fianco di Loomis, Reb Beach, Andy Timmons, Kiko Loureiro hanno rappresentato fonte di grande soddisfazione personale. Di momenti duri francamente non ce ne sono stati molti, mi è dispiaciuto vedere i Time Machine fermarsi per tanto tempo ma, parlando con Lorenzo Dehò, credo ci saranno presto i presupposti per rimettere la band in carreggiata, nel frattempo mi concentrerò sul debutto degli S.H.I.N.E.!


In questi anni confrontandoti con i tuoi colleghi di altre nazioni hai avuto l'impressione che in Italia o nell'italiano ci sia una visione del mondo artistico, e di quello metal e alternativo in generale, che tende a sottovalutarne il potenziale? E' solo una questione di mentalità come ci ripetiamo da una vita o la carenza di strutture e l'assenza di voglia di dar vita a un progetto collettivo serio non permette di fare quel salto di qualità che offrirebbe l'opportunità ai nostri produttori musicali e radiofonici di esser aperti a una visione più approfondita e realmente interessata nei confronti di gente che si fa il di dietro per sfornare un disco?

Bella domanda! Sul fatto che in Italia, ad un certo punto, qualcosa sia andato storto musicalmente non ci sono dubbi; lo dimostra il fatto che per esempio Germania e Scandinavia siano riusciti a sfornare produzioni che competono col mercato anglosassone mentre noi ci siamo riusciti solo in pochi casi. Credo che la mentalità, come dici tu, ci abbia penalizzato molto. Ho discusso di questa cosa con tantissimi musicisti anche all'estero e mi sono convinto che la mentalità musicale italiana sia molto chiusa e a "compartimenti stagni". Se ascolti metal non puoi ascoltare fusion o musica classica... E' un atteggiamento di chiusura mentale che penalizza la musica. Poi credo che abbiamo perso la dimensione più genuina della musica e siamo attirati dai grandi club super-fashion, all'ultima moda che spesso chiudono per i costi eccessivi oppure si buttano sulla disco-dance. In Inghilterra per esempio è pieno di piccoli pub in cui si possono ascoltare ottimi musicisti . E' normale poi che le infrastrutture manchino quando manca l'attitudine.


Una cosa che ho notato con dispiacere è che i giovani sempre più spesso si approcciano con la musica non da "classifica" partendo in quarta con l'extreme, se dovessi consigliare a un ragazzino cinque dischi che sono stati fondamentali per la tua crescita artistica su quali ricadrebbe la scelta?

Allora... "Passion And Warfare" di Steve Vai, "Hard Hat Area" di Allan Holdsworth, "Elegant Gypsy" di Al Di Meola, "And Justice For All" dei Metallica e "Images And Words" dei Dream Theater"!


Parliamo un po' della situazione live, com'è stato riproporre la musica di "Involution" in quella sede? Hai già avuto modo di presentare il nuovo album on stage? Reazioni?

Devo dire che quest'anno sono stato davvero fortunato per quanto riguarda i live; ho avuto l'occasione di suonare alcune tracce del disco nuovo al Guitar Day di Milano a cui ha partecipato Michael Angelo Batio, Poi ho suonato al SHG di Milano con i compagni MMI ed in diverse fiere. Con la mia band S.H.I.N.E. suoniamo anche alcuni brani tratti dal disco solista, abbiamo così avuto l'opportunità di presentare i pezzi anche nel clinic tour della Paiste di cui Edo (il batterista) è endorser. Ho poi suonato con Kiko Loureiro, Reb Beach e Jeff Loomis aprendo le loro clinic e, nel caso di Reb Beach, chiudendo la serata con una bella Jam improvvisata ! E, dulcis in fundo, abbiamo realizzato un breve tour in Inghilterra suonando i brani degli S.H.I.N.E. e qualche pezzo tratto dal mio disco. Sono felicissimo, le reazioni sono state entusiastiche e la cosa mi ha stupito non poco, considerando che i brani sono parecchio ostici!!


C'è un tour programmato? Vogliamo anticipare qualche data in modo che i nostri lettori possano avere il piacere di venire a vedere l'esibizione?

Stiamo realizzando un tour insieme ai ragazzi degli speaker "Dragoon", alcune date sono già state confermate e si possono trovare facilmente sul mio sito. Stiamo anche pianificando un secondo tour in UK, questa volta più lungo, in occasione dell'uscita dell' album degli S.H.I.N.E., infatti continueremo a proporre anche i miei brani strumentali insieme a quelli cantati. Con la band, poi, organizzeremo una serie di concerti in Italia appena l'album verrà pubblicato. Dato che il sito degli S.H.I.N.E. è "under construction" è possibile trovare tutte le mie date sul sito www.gianlucaferro.com.


Siamo giunti al termine, ti ringrazio per il tempo passato in nostra compagnia, non rimane che indirizzare un ultimo messaggio o un saluto a chi ci segue, a te la parola.

Ragazzi, andiamo a vedere i concerti, soprattutto quelli delle piccole band emergenti, un abbraccio a tutti i lettori di Aristocrazia!

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FESTER (english version)


Information
Author: Mourning
Translation: Dope Fiend

Line Up
Bjørn "Tiger" Mathisen - Guitar, Vocals
Thomas Andresen - Vocals
Jon Bakker - Bass
Jotho - Drums



We are pleased to talk with Tiger, historical member of the Norwegian metal scene and founder of Fester, an active act in the golden age of the extreme Scandinavian scene and recently reformed.

Welcome to Aristocrazia Webzine, what you feel when you get back on their bike after a long period of inactivity?

Getting back in the game, so to speak, feels good! It's not that one has been total inaficient for seventeen years, but you know: one have to have something to give. I have never made music just to make music. The inspiration has to be there and these days I am really inspired and creative.


The induction step is linked to provide more information about the history of the band and about the members who have been involved in or are part of it now, so I leave you the word.

We started up back in '89 as more of a thrash band with grim vocals. Used to be called Heroic COnduct, but changed that name in '90 to Fester. We released our first demo in '91 called " The Introduction" and another demo called " Winter Of Sin" in '92. Those tracks where actually recorded in 91, but we thought it would be cool to release it the year after. Our first studio full-length where released through No Fashion Records in summer of '92, and the followup, "Silence" through Lethal Records in the end of 93. We split up in 94-95, and where to get together in 2000, but our bassman died, so it all fell to pieces. Fester has always been Rolf Tommy on vocals and guitars, Jan Helge on drums, Jørgen on Bass, and myself on vocals and guitars. After Jørgens death we didnt want to get another member, and thats why there has been such a long silence. Jan Helge isn't into metal anymore, and Rolf Tommy has been very ill for many, many years now, so a comeback now with the original members would be impossible. As one grows older the view on things are more reflected, and now other members has been joining, but we can take that later. Anyway, a compilation of our demowork where released last year through Kyrck, and both "Winter Of Sin" and "Silence" has just been re-issued on digi's and vinyl (Abyss Records and Ironbonehead Prod ).


"Winter Of Sin" and "Silence" came out at a time when Norway was in full black metal boil, I have often heard to talk of your band from the biggest metalheads and when I finally got to listen the album, I realized that, as for your music you can not categorize as black, has a primordial feeling with this genre. The close contact that you describe in the booklet of the best of "The Commitments That Shattered 1991-1992" how and what do you think has influenced your sound?

Fester has never really bothered making music sounding this or that.We where teenagers who wanted to make heavy music with obscure and dark lyrics. When we released our first stuff, many bands in Norway wanted to make music sounding like the second wave, but we didnt. We where influenced by old Heavy Metal and thrash acts like Mötley Crue, Judas Priest, Mercyful Fate, Pestilence, Celtic Frost, Kreator, Slayer, Pestilence etc, and I guess you still can pick up some of those references in our new stuff as well. We never sounded classical black, but I guess you can call us one of the pioneers in the landscape of black/death metal acts.


The remastering work done by Abyss for the two jobs has preserved the authenticity of the songs, how did you come in contact with them and with the Kyrck that produced the compilation of the demo?

Actually I have a lot to thank Mr Kyrck for. A friend of mine, Ravn in Strid, asked me to send some old demo stuff to Kyrck in 2009. Kyrck enjoyed it so much, he wanted to release it. When the ball started rolling I got my inspiration back, and my creativity, so I guess you can say that if it wasnt for him, no new Fester material would see the light of day.. As for both Abyss Rec and Ironbonehead Prod, those where labels I where in contact with distributing the compilation album. They both asked me if I was interested in releasing those albums again, since it was almost 20 years since they came out, I liked the idea, and the rest is history so to speak.


You have seen practically born one of the most controversial movements of the metal. You have debuted with an infant No Fashion, those were years when everything was possible? Is lost this kind of initiative that allows young people to create something that can be called reactionary and personal?

Your right that the time was a time when everything was possible. Being part of the scene back then was unique, and I cant see that the scene will ever be the same. Most of the things has been done, the scene is multiplied bigger, and the spirit as a whole is different. Back then the scene was very small, it was good old letter writing and so on. It's hard to recieve a blood stenched mail, right? Anyway, I think there are still bands who release things that are personal, and sometimes even visionary, but I think there are to many bands nowadays who want to sound like this or that. Releasing something reactionary today would be quit difficult I think, but who knows what lurkes in some evil minds out there... ha ha.


When I listen "Winter Of Sin " the first time I experienced the same feelings of albums like "Soulside Journey" and "Worship Him" as he was welcomed by critics and fans your work? "Silence" had the same response?

As you mentioned earlier the scene was flavoured by the rising of early second wave bands like Burzum, Enslaved, Emperor etc., and the classic Swedish death metal scene. Being something in the middle wasn't very easy. That being said we recieved very good critics on both our albums, and recieved tons of mail from both fans, fanzines, tapetraders etc. I still think both albums has something unique by them, and I cant point my finger on any other band sounding quit simular, but yes first Samael and Darkthrone are good references.


Over the years of "pause" have you received certificates of appreciation and affection by those who could not wait for a return to the scene of the monicker Fester?

I think most people has seen on Fester as an ancient cult band that is long by burried and forgotten. The respons now is quit overwhelming, and it makes me happy that so many still remembers the band in a positive way. I wasnt part of the scene at all in the years between 1995-2002, and didnt answer any letters or anything, but now its just pleasent.


Who are today Fester? There is a final line-up?

As permanent members Thomas Andresen (Algol/Sincera/Deathseeker) has joined in on vocals. As session members Jontho (Ragnarok) is doing drums, Jon (Kampfar) handles the axe, and I have additional help from Guido of Ysengrin and Mr.Kyrck. I have handled all guitars on the recordings.


How do you compose a song at the time and how has it changed (if changed) the modus operandi now?

You might laugh now, but I always sit down with the guitar when I bade my son at night, and lots of riffs to this album has been created that way! Either that or the mainriffs comes by themselves when I pick up the guitar just jammin' by myself. I always fint a "mainriff" in a song, and build riffs around the feel of that riff. Nothing has changed since the early days actually, exept back then both RT and I made music, and sometimes together in the rehearsing room as well. I make lyrics that suits the feel of the song, and I use alot of time arranging the vocals so fit the rest of the song. Jon has mainly done the basslines himself, but also on sertain themes, I have made it.


At what point is the work in progress of the new album? Under what label will be it released?

The new, untitled, album will be released on cd by Abyss Records and on cassette (very limited) on Total Holocaust Records. Abyss Recors might do the vinyl editions themselves, or we licence them out. Not quit sure yet. 95% of all guitarworks are done. 95% on all effects, violins, intros, outros etc, 90% of all bass, half the vocals, but we still havent had time to do any drums. So we have done most of the work, and things are really starting to take shape!


What do you think about the metal scene today? There are so many bands who engage in the old school sound, but supplying production at the limit with plastic at discs that, I don't say that should play noisy, but at least natural, the fault is of digital and habit of the people who has complied to listen only mp3?

I have mentioned something about the scene earlier. When it comes to how one does regarding production, recording, etc., I suggest that everyone should do what they think is right. One of the problems is still people who doeas what they think others would like. I know bands now produce noisy because "true" people think this is the true way. People release albums with children drawed paintings of skulls, because that was the way it where twenty years ago etc. The scene will never be like it was back in the early 90's, and I think bands should do what is right for them. On my guitarwork for the new album I have mostly recorded things digital. It's an economic aspect, of course, but it also allows me to use ten different guitars, that I wouldnt have the possibility to get my hands on in "the real world". It will surely sound different to every other metal release, but the main thing is that I will release something I am satisfied with. Regardless if it sounds old school, new school or no school. Of course it's important that it doesnt sound plastic, and it has to have a feel, but you dont have to record your stuff in a carboard box to get that.


Many labels are passed to the promotion via digital platform, by the side I understand them, is more convenient, fast and because of some idiot fellow ripping discs placing them on the network was also losing money. On the other hand, the proliferation of this form made of 01010 is not denigrating those who want to give his art? How can you do, even in the review, to describe an album where often to read the texts I go blind, if it is a reprint I can not give useful details to entice the reader? Do not you think that going too far is penalizing the artistic side of music?

Using Myspace, Facebook, etc. is an easy, and cheap way, and I can understand that one does that. I know many "true" people means that bands on Myspace or similar, is a band that they wouldnt even listen to, but you know. I totally agree that making a review only after receiving a digital promo package is far from the real deal. The whole cd, booklet, etc. is important for the impression as a whole. As for the company aspect it wouldnt be possible to give away physical items to every Zine, Radio station, etc who wants it. Thats actually a shame, but then again: to many of them. I can only speak for myself, but if I where to give cd's to every zine who has asked for it, I could have given away every personal item that we have got from the labels. Several times. But, as mentioned, I think it's a shame, cause every bit of the release is a part of the art, though the music of course is the main thing.


What do you miss the past decades? What do you think they have lost of basic, that was present during the eighties/nineties (tape trading, gigs, paper fanzine, etc...)?

I miss all the mentioned. I miss being young and having time to spend my whole fucking life envolving the mentioned things... Ha ha!


You are working on another project, the Sincera, you tell us something? What's news about it?

Yes, Sincera is a project of local metallers from Fester, Algol, Decipher and Wither who joined forces to make some infernal shit. Started up back in 2002, and is on and off so to speak. Some of the stuff are right there in the old Fester vain, some like old Dissection, Rotting Christ, some Kreator, some black metal. A mix of several genres you might say! The new Fester vocalist sings in this band too, and a demo/live recording will come out this summer! It's entitled "Cursed and Proud" and has release in June through Abyss Records. If you wanna have a preview listen, go to the myspace page (www.myspace.com/sinceranorway). There will also be released a split 12" with german Ungod on Ironbonehead Production late this year.


If you were to advise to a young man who wants to approach your music five albums that have meant that Fester become what they are, on what titles would fall the choice?

Ahhh, good one! I would say: Mercyful Fate - "Melissa", Celtic Fros t-  "Morbid Tales", Kreator - "Endless Pai"n, Darkthrone - "Soulside Journey" and Obituary - "Cause Of Death".


There are acts belonging to the Norwegian underground that you particularly like and have had little response perhaps because of some wrong deal?

Right now I think the best band in a long, long time is The Konsortium, debut this summer, fucking brilliant!! Hedning is also great, Strid's new stuff kills and I enjoy classic black/thrash acts like Dead To This World and Blood Tsunami. Mentioning bands that could have been big with another label is to many to mention, ha ha.


Who is Tiger outside the band? How is your everyday life?

The world outside oneself gets bigger as one gets older. Outside my own dark head, I spend most of my time with my family and friends and of course work takes a whole lot of my time. I work at a psychic institution.


Thank you for your availability and the time granted us, is a pleasure to dig into the past to look to the future and I wish you the best for both situations you're doing, I leave you the word to end the interview as you like.

Thanks a lot for your time, and interesting questions Gabriele and I would ask people to clash in our myspace zite for updated news and if those who havent heard us can check us out! www.myspace.com/festernorway

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domenica 1 maggio 2011

HYPNO5E - Des Deux L'Une Est L'Autre

Informazioni
Gruppo: Hypno5e
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/hypno5e
Autore: Mourning

Tracklist
1. Maintained Relevance Of Destruction Part 1
2. Maintained Relevance Of Destruction Part Part 2
3. Daybreak At Slaughter-House
4. H492053
5. The Hole
6. Scarlet Fever
7. Tutuguri
8. Naked Lunch I
9. Naked Lunch II
10. Remords Posthumes

DURATA: 1:13:18

Sono alternativi, poetici, profondi e sicuramente vanno ascoltati a mente sgombra, parlo dei francesi Hypno5e una realtà sin troppo variegata e difficile da assorbire in una botta sola.
I ragazzi transalpini pur pescando da gente come Gojira, Mastodon, The Ocean e Between The Buried And Me (quest'ultimi non è che mi esaltino particolarmente) riescono nel liquefare le influenze internamente a un magma compositivo zampillante.
E' esplosiva quanto riflessiva la proposta insita in "Des Deux L'Une Est L'Autre", un variegarsi continuo di bordate hardcore/death/grind inframezzate da rilassamenti in cui la musica diviene colta e recitata esprimendo al meglio la voglia di comunicare che trova spazio in una ribellione che fa rumore.
Aggiungete un carico atmosferico di livello superiore fatto di movenze electro-prog, di chitarre che sembrano lamenti più o meno soffocati e da uno strato melancolico "pulitino" ma che nasconde una patina grigia di sofferenza a velare un animo che si divide fra il reagire e il ritornare nel proprio angolino indebolito dal tentativo fallito.
E' una dualità in pieno scontro che si presenta con continuità, le tracce d'apertura, i due movimenti di "Maintained Relevance Of Destruction" ne ricoprono bene lo spettro emotivo giocando col soffice e altrettanto spigoloso modo di porsi del combo.
Lo svolgersi dai tratti dolciastri di "Daybreak At Slaughter-House", compagnia che fa dell'acustica, della voce appena accennata una delle caratteristiche portanti, è comunque spezzato dall'improvvisa e "attesa" rivalsa della parte più mastina.
La band rispetto a tantissimi dei colleghi che tentano di coniugare tali elementi con frequenti fallimenti visti i polpettoni "melo-schifo-core" che ho dovuto sorbirmi in certe serate, ha il buon gusto di favorire il comparto atmosferico, è altrettanto vero che la proposta in alcuni suoi momenti diviene talmente catchy e abbordabile dall'orecchio (non è detto che venga però assimilata) da risultare frustrante per chi è abituato a vivere l'ondata metal in generale unicamente con il motto "only violence and raw is good" stampato in testa.
Andare avanti e descrivere il resto del disco sarebbe solo un perdere tempo, un album come "Des Deux L'Une Est L'Autre", con il suo umore bipolare, il riffing sincopato e questo groviglio stilistico che può esser disciolto esclusivamente da un ascolto attento e continuato dell'opera, farà breccia nel cuore di chi è alla ricerca di sonorità che vadano ben oltre la classica visione metal.
Non dico ciò perché manchino le fasi sorpresa e i cambi sia di tempo che d'ambientazione che intrighino, contrariamente sono convinto che lo sviscerare un complesso simile sia un processo estremamente personale, tanto da risultare sin troppo soggettivo e quindi non perfettamente indicativo del carico emotivo che si trascina dietro, ogni singolo che vi porrà orecchio avrà la propria parte e il proprio riscontro.
Ovviamente tutti sono invitati a dar possibilità agli Hypno5e e chissà, magari incrociare la teatralità e le capacità artistiche evidenti della band transalpina potrà esser d'aiuto per scardinare anche le armature più solide e riluttanti avvicinandole alle sonorità odierne.

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BOLERO - Voyage From Vinland


Informazioni
Gruppo: Bolero
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/bolerometal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Voyage From Vinland
2. Send Of the War-Summons
3. When The Legends Die
4. Risen Victorious
5. Our Land, Our Sea, Our Skies
6. Pints Held High
7. O' Hail To The Northlander
8. Throne Of Storms
9. A Silence Prolonging
10. Way To Forgotten Lands
11. Sworn Under The Winter's Majesty / Onward We March

DURATA: 45:18

Una band canadese che si cimenta negli stili di matrice vichinga? L'arte del pagan, folk e viking si miscela nella proposta dei Bolero, la formazione originaria dell'Ontario sembra esser cresciuta a pane e Scandinavia, è anche vero che storicamente il territorio nord americano ha sempre avuto punti di contatto con le popolazioni provenienti da quelle lande ancor prima della scoperta riconosciuta del 1492 che condusse gli europei all'America di Colombo.
Non c'è quindi poi tanto da meravigliarsi del fatto che le influenze che da un certo punto di vista intasano "Voyage From Vinland", album di debutto del quintetto, siano ricollegabili a nomi quali Moonsorrow, Ensiferum, Turisas, Finntroll, la fortuna (almeno dal punto di vista prettamente personale) è di non trovarmi all'orecchio un disco "umpa lumpa style" in tutta la sua durata che mi avrebbe devastato nel senso più negativo del termine.
I toni sono accessi, allegrotti ma esulano dalle forzature ilari proposte da gruppi tipo i Korpiklaani e gli stessi Finntroll dell'ultimo periodo, si esaltano nei momenti in cui il sound diventa evocativo in modo battagliero ("Send Of The War-Summons") o narrante ("O' Hail To The Northlander", l'uso dei cori la rende imponente), possiedono sprazzi alcolici alternati all'irruenza di una scatenata corsa in mezzo alle foreste ("Pints Held High") e brani in cui il lavoro di synth ("Risen Victorius) e il racconto nella sua forma più intima ("A Silence Prolonging") forniscono ulteriori sfaccettature a un lavoro che si dimena per evitare la staticità e il cadere forzatamente nel ripetere clichè ormai sin troppo dozzinali.
Sono indovinate le posizioni in cui sono stati inseriti gli strumentali, l'apertura affidata alla titletrack che immerge l'ascoltatore nel viaggio che si sta per intraprendere, "Our Land, Our Sea, Our Skies" collegamento intermedio fra la carica melodica fatta di raffiche di chitarra e synth di "Risen Victorius" e l'esplosività divertita di "Pints Held High" e "Way To Forgotten Lands" che svolge il compito di preludio per la conclusiva, solenne "Sworn Under The Winter's Majesty / Onward We March" che porta a termine il corso dell'opera come avvenne per il suo nascere usando l'acustica.
Formalmente parlando i Bolero rispettano i canoni, hanno però una marcia in più rispetto ai tanti cloni che girano in quanto sono capaci di mischiare le carte in tavola facendolo con gusto, hanno dalla loro anche il possedere un uomo dietro il microfono, Morgan (anche bassista), che sa come fare il proprio mestiere e non è lontano dall'eguagliare il valore di colleghi più illustri vedasi il duo Sami Hinkka/Petri Lindroos (lui da solo copre l'intero spettro vocale sia harsh che clean, aspetto che negli Ensiferum è affidato ai musicisti citati).
Se c'è una pecca o meglio una nota che non ho del tutto apprezzato in una produzione così ben curata anche per quanto riguarda suoni e volumi, è quella d'avere la batteria un po' troppo morbida, nelle fasi arrembanti soprattutto sembra proprio leggerina rispetto alla mole musicale che deve supportare.
Un esordio, "Voyage From Vinland", di quelli che lasciano il segno, se le band chiamate in causa in cima al testo sono fra i vostri ascolti ricorrenti i ragazzi dei Bolero entreranno nelle vostre grazie con estrema facilità, basterà davvero poco perché vi convinciate del loro valore.

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UNSILENT - Black Spell Session


Informazioni
Gruppo: Unsilent
Anno: 2010
Etichetta: Australis Records
Contatti: www.myspace.com/unsilent
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. La Poderosa Muerte
3. A Morbid Obssession
4. The Return Ov Sin
5. Godless Life
6. The Realm Inside
7. I Am Holocaust
8. Manifesto
9. Shadows Ov Death
10. Unsilence
11. Storms
12. Black Spell Ov Death
13. Bitter End
14. Pure Evil And Hate

DURATA: 1:06:17

I cileni Unsilent sono uno dei tanti casi in cui una realtà che ha preso vita come una band di più elementi per vari motivi si riduca a divenire un solo project. Sorti nel 2004 hanno perso un pezzo alla volta sino a quando è rimasto il solo Ea fondatore a condurne l'operato.
In passato avevano già rilasciato demo e un disco autoprodotto, è però con "Black Spell Session", che riprende il titolo dell'ep rilasciato nel 2009 e che da esso trae anche parte della tracklist in condivisione proprio con l'album "The Return Of Sin", riducendo il numero dei pezzi realmenti nuovi ed estranei sinora a qualsiasi altra uscita alla solitaria unità di "La Poderosa Muerte", che tornano in pista.
Il platter possiede più anime, è papabile l'influenza di gente come Burzum, il settore atmosferico in genere ha spazio ampio in brani quali la già citata e "I'am Holocaust" nella quale una lieve e serpeggiante ombra depressiva si fa strada fra sentori epici e sferzate thrashy inaspettate.
Non mancano però gli sforzi più metallicamente inclini al grezzume che vengono esaltati nell'accoppiata post opener che vede in sequenza "A Morbid Obsession" e "The Return Ov Sin" e da "The Realm Inside", per quanto si sia solo a metà strada o poco più gli argomenti per intrigare più ascoltatori "Black Spell Possession" sembra averli e la tracklist li rivela con la dovuta calma e furbizia.
Di sicuro c'è che le tracce convivono con una visione alquanto ortodossa dello stile che si rifà ai Novanta, non ci sono esperimenti e soluzioni ricollegabili alle ultime tendenze che tanto spopolano nell'ambiente, soprattutto evita le ormai strabusate uscite al di fuori del mondo metal.
E' una proposta non corrotta dal mercato, il ronzio delle chitarre è stridente, la produzione non male con quel gusto retrò ma che esula dall'essere volutamente caotico e inascoltabile come quella di sin troppi progetti in serie limitata più inutili di un sottobicchiere.
"Black Spell Session" continua nel suo martellare evocante sensazioni delle decadi trascorse, vomita odio in pezzi come "Shadows Ov Death", pesta come un matto in "Unsilence" e abbandona la scena chiudendo la sua opera di morte con due cover: una dei Placebo (eh? perché?...chi gliel'ha fatto fare?), "Bitter End" di cui già ritengo oscena l'originale quindi preferisco non esprimermi in merito e una dei Behemoth del periodo black, quelli di "And The Forests Dream Eternally", "Pure Evil And Hate" che non sposta di una virgola i valori espressi né in positivo, né in negativo, trascurabile.
Si poteva fare di più? Probabilmente sì, è giusto far conoscere a chi non era entrato in contatto con questa realtà quello che è il suo recente passato a cui è stata data una forma full ma tirando le somme gli Unsilent sono ancora a un punto morto.
Vedremo solo in futuro quale sia la reale pasta di cui è fatto il progetto di Ea, per ora ha sfruttato ciò che aveva "in cantina", da domani toccherà confermare questa discreta prova, attendiamo e speriamo in frutti che siano quantomeno degni di dare un seguito a "Black Spell Session".

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lunedì 25 aprile 2011

IT CAME FROM OUTER SPACE #2

AC/DC - Blow Up Your Video

Informazioni
Gruppo: AC/DC
Titolo: Blow Up Your Video
Anno: 1988
Etichetta: Atlantic
Autore: ticino1

1988, anno memorabile per un giovanotto che voglia di studiare non ne aveva e la cui testa piena di fronzoli trasformava in un fanatico di rock'n'roll autodistruttivo. Questo lavoro lo fece innamorare per un lungo periodo di questa formazione proveniente dagli antipodi. Quante volte portò questa cassetta il vicino sul terrazzo, gridando "Abbassa la musica, porco Dio!"? Tante. Gli AC/DC stessi riuscirono a distruggere quell'entusiasmo.

GO-ZONE!



EDOARDO BENNATO - Sono Solo Canzonette

Informazioni
Artista: Edoardo Bennato
Titolo: Sono Solo Canzonette
Anno: 1980
Etichetta: Ricordi
Autore: Akh.

Perché "Sono Solo Canzonette"? Perché credo sia l'apice di questo artista, nel suo piccolo un album perfetto. Ogni canzone ti entra dentro e non ti lascia più, come regalandoti la voglia di restare sempre bambino dentro, con i suoi pro e i suoi contro. Un album intenso a 360 gradi, dove il divertimento e la critica dissacrante sono il motivo d'unione sia nei momenti più poetici ("L'Isola Che Non C'è") sia in quelli piu scanzonati (vero Spugna?), ma tutto mi prende in questo disco e sono orgoglioso di dirlo: fra i Diabolicum e gli Emperor, una volta ogni tanto passa anche il "Rockcoccodrillo" e non me ne pento mai; in fondo "sono solo canzonette".



:WUMPSCUT: - Bunkertor 7

Informazioni
Gruppo: :Wumpscut:
Titolo: Bunkertor 7
Anno: 1997
Etichetta: Beton Kopf Media
Autore: Leonard Z
Secondo album per Rudy Ratzinger (sic!), dj teutonico e mente alla base del suo progetto :Wumpscut:. Che dire di questo disco? Semplice... riesce nel trasmettere tutte le emozioni negative dell'uomo usando solo sintetizzatori, campioni, drum machine e voce acida. Vince là dove molti album black metal falliscono. Da avere assolutamente se volete ascoltare un album impregnato di malvagità e distruzione.







VINICIO CAPOSSELA - Ovunque Proteggi

Informazioni
Gruppo: Vinicio Capossela
Titolo: Ovunque Proteggi
Anno: 2006
Etichetta: Atlantic / Warner Music
Autore: 7.5-M

Non è questione di cuore e non è questione di mente. La straordinaria forza evocativa di Capossela, melomane col pallino delle arti (letteratura, pittura, teatro, folclore, religione, etc), è un sottilissimo confine tra emotività e pensiero, tra cultura e sensazione. Il suo "Ovunque Proteggi" porta in sé un eclettismo egocentrico centripeto che tutto divora e distilla. Quello che rimane poi è altamente poetico, catartico, commovente. Un lavoro da ascoltare tutto d'un fiato per farsi catturare. Splendido.






FRANCESCO GUCCINI - D'Amore Di Morte E Di Altre Sciocchezze

Informazioni
Gruppo: Francesco Guccini
Titolo: D'Amore Di Morte E Di Altre Sciocchezze
Anno: 1996
Etichetta: EMI
Autore: Dope Fiend

La futilità delle visioni dell'uomo, amori terminati, amori che fioriscono, il beffardo umorismo dell'esistenza, le disillusioni e i dolori di cui la vita di ogni essere umano è costellata. Cosa si può fare se non imparare a vivere queste cose come sciocchezze? In questo album Francesco Guccini, con la sua consueta acidità e il raffinato cinismo con cui da sempre si balocca, dona un agrodolce spaccato di situazioni la cui morale è soltanto una: la vita non va combattuta, ma vissuta per come si presenta, senza mai rinunciare ai propri sogni e alle proprie speranze. Un piccolo grande album che ha lasciato un segno indelebile nella mia esistenza.

...io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai...



FIONA APPLE - Tidal

Informazioni
Gruppo: Fiona Apple
Titolo: Tidal
Anno: 1996
Etichetta: Columbia / Sony
Autore: Mourning

Rimanere incantati da un'artista ancora ragazzina che nel 1996 pubblica un debutto di rock-pop dalle tinte blues raffinato, elegante, irriverente e istintivo? Scrivere di chi, se non di una Fiona Apple che con "Tidal" ci offre una gamma d'emozioni infinita, racchiuse in un album di cinquanta minuti nel quale brillano gemme quali "Shadow Boxer", "Criminal", "Slow Like Honey" e "Never Is A Promise". Un ascolto leggero e illuminante, carezzevole e riflessivo, così aggraziatamente melancolico da lasciare un sorriso di sovraggiunta soddisfazione sul finire. È un'opera d'arte "popular" che tanto adatta al popolo non è. Entrate in contatto con il mondo contenuto in "Tidal" e non ne potrete più fare a meno, è passione che si fa musica.


MIKE OLDFIELD - Tubular Bells II

Informazioni
Artista: Mike Oldfield
Titolo: Tubular Bells II
Anno: 1992
Etichetta: Warner
Autore: Fedaykin

Nel 1992, dopo il suo definitivo distacco dalla Virgin, Mike Oldfield decide di dare una rilettura del suo primo capolavoro "Tubular Bells", che lo aveva reso celebre venti anni prima, tentando di mantenere intatta la struttura originaria dell'opera, pur cambiandone i temi e la sonorità. Il risultato è un disco ancora a due movimenti, dai colori caldi e dall'appeal moderno, in cui Mike si distacca definitivamente, dopo "Amarok", dalla corrente Pop che aveva caratterizzato i suoi anni '80 e ritorna alle origini, riprendendo quei canoni progressivi e classici che erano stati il suo punto di forza negli anni '70. L'inglese torna qui a dimostrare le sue enormi doti di polistrumentista e soprattutto la sua capacità di parlare, coinvolgere, lasciare ammutoliti senza bisogno di parole, solo con la melodia; ogni stanza di questo disco è un'emozione diversa e la sensazione alla fine sarà quella di aver percorso un lungo viaggio. Nonostante non sia il suo lavoro più riuscito, scelgo questo album perché ha siginficato per me lo sbocciare di un grande amore nei confronti di questo artista così poliedrico; il magnifico "Live" di questo disco, girato nel castello di Edimburgo e registrato da MTV su un vecchio VHS, mi tenne incollato alla televisione per innumerevoli pomeriggi.

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FORGOTTEN TOMB - Under Saturn Retrograde


Informazioni
Gruppo: Forgotten Tomb
Anno: 2011
Etichetta: Agonia Records
Contatti: www.myspace.com/darknessinstereo
Autore: Bosj

Tracklist
1. Reject Existence
2. Shutter
3. Downlift
4. I Wanna Be Your Dog
5. Joyless
6. Under Saturn Retrograde Part I
7. Under Saturn Retrograde Part II
8. You Can't Kill Who's Already Dead
9. Spectres Over Venice

DURATA: 50:45

Pieno di diverse influenze, il quinto disco dei Forgotten Tomb, ancor più del precedente e ormai lontano "Negative Megalomania".
L'approccio non è variato molto da quando li abbiamo lasciati nel 2007, abbiamo sempre quell'ibrido indefinibile di depressive black degli esordi, doom alla Katatonia, post-punk di derivazione Joy Division, chitarre smussate secondo il trend che trova in Alcest la sua più celebre affermazione.
L'incipit ci riporta bruscamente ai Katatonia anni '90, con una vicinanza a "Discouraged Ones" che più palese non si può, ovviamente con la pur personale interpretazione del combo nostrano. Si continua poi con inserti di cantato pulito qui e là, come già disposto da "Negative Megalomania", con bordoni di sei corde che davvero sembrano usciti dalle sessioni di "Écailles De Lune" di un Alcest meno raffinato e più palustre.
Purtroppo il disco, pur nella sua indubbia varietà, risulta poco incisivo se considerato nel suo complesso, causa un songwriting incapace di lasciare il segno, con tracce che si susseguono senza imprimere alcunchè nell'ascoltatore, in una commistione di spunti che pare non trovare la propria giusta misura espressiva.
Complice di questa mancanza di carisma nel platter è sicuramente la produzione, decisamente troppo incentrata sulle distorsioni di chitarra, a discapito delle linee vocali, che risultano molto basse e confuse, e della batteria, che viene così smussata come non mai.
Certo non aiuta neanche la lunghezza: cinquanta minuti abbondanti di depressive (non più) black metal possono rivelarsi interminabili se incapaci di catalizzare l'attenzione dell'ascoltatore con le giuste corde. La sensazione è quella di un disco quasi misurato, di mestiere, con idee che spuntano ogni tanto, ma sono ancora relegate al sottobosco; unico caso azzeccato è "Joyless", che a metà disco cambia fortemente i toni (da segnalare un'impostazione vocale iniziale assolutamente identica a quella di Frode Forsmo dei Funeral dell'epoca "From These Wounds") e lascia intravedere margini di creatività. Purtroppo si tratta di un caso isolato, poichè dalla titletrack si torna sui "soliti" binari ibridi e blandi dei Forgotten Tomb degli ultimi tempi.
Dopo quattro anni, con "Springtime Depression" sempre più distante nel tempo, nel piglio e nei suoni, era lecito aspettarsi qualcosa di più.

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