Informazioni
Gruppo: Hollywood Groupies
Anno: 2010
Etichetta: Nomadism Records
Contatti: www.myspace.com/thehollywoodgroupies
Autore: Mourning
Tracklist
1. Babylon Hotel
2. Pretty Bitch
3. High Voltage Electric King
4. Crucified Love
5. Thru The Fire
6. Good Girl Overload
7. Destroyer Commando
8. Swallow This
9. Carcrash 666
DURATA: 30:05
Gli Hollywood Groupies sono una formazione spezzina, ci ricordano come negli anni Ottanta quando il metal impazziva per gente come gli Slayer e i Metallica che innalzavano la bandiera del thrash, in contemporanea si fosse formata una scena glam e street fatta di gente come Motley Crue e Twisted Sister che era amata/odiata, musicalmente ineccepibili, non tutti potevano e possono digerire il modo di vestire scelto da tali band tutte lustrini e fortemente rock oriented.
Dissolute, godereccie e alcoliche le prove di quel periodo come il debutto di questa nostrana realtà, dopo aver prodotto tre demo sul finire del 2010 gli sforzi hanno trovato concretizzazione nel full "Punched By Millions Hit By None".
Due donne, Foxy DeVille (voce) e Kelly Mc Coy (chitarra), e due uomini, Condor (basso) e Ace From Space (batteria), danno forma fisica a questo quartetto che si diletta a proporre un'energica tracklist di nove pezzi per appena trenta minuti, ritmi per lo più sostenuti e trascinanti sin dall'opener "Babylon Hotel" che con "High Voltage Electric King" si guadagna un posto sulla ribalta, seguite da un'altra accoppiata arrembante che vede "Crucified Love" e un altro cavallo in corsa, "Good Girl Overload", farsi strada.
Adrenalina e tanto divertimento, non c'è altro in un album che non dichiara né vuole farlo d'inventare chissà cosa ma che al tempo stesso permette di godersi buona musica in una mezz'ora che vola via come nulla fosse.
Il disco tira dritto per dritto, non ci sono pause né canzoni memorabili è un'onesta prestazione che fa il proprio dovere ogni volta che viene inserito nello stereo.
L'operato di Foxy dietro il microfono è ammicante, accattivante nei fraseggi più melodici mutando in un corrispettivo più arcigno e rude quando richiesto tale uso (chissà perché ascoltando "Thru The Fire" mi è venuto più volte in mente "Slaves And Masters" dei Deep Purple, unico platter che vede Joe Lynn Turner come singer, chissà che non capiti anche a qualcun altro).
Un solo appunto legato alla produzione: la batteria è penalizzata da un suono che la rende poco esplosiva e che in alcune occasioni la impasta col basso, nulla di realmente lesivo però senza questo difettuccio i brani ne avrebbero giovato in quanto a carica, che non manca di sicuro, pur se un'aggiunta non avrebbe fatto male.
E' un buon esordio questo "Punched By Millions Hit By None", uno di quei dischi che ti risolleva da una giornata grigia, ci vuole la hit però, quella/e canzone/i che diventino traino e inni da cantare a squarciagola, piazzandone un paio il salto di qualità diverrebbe cosa fattibilissima per chi ha delle solide basi come gli Hollywood Groupies, bravi.
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lunedì 7 marzo 2011HOLLYWOOD GROUPIES - Punched By Millions Hit By NoneWINTER GRIEF - Руины СознанияInformazioni Gruppo: Winter Grief Anno: 2009 Etichetta: Satanarsa Records Contatti: http://wintergrief.narod.ru - www.myspace.com/wingrief Autore: M1 Tracklist 1. Руины Сознания 2. Одиночество DURATA: 25:08 Parliamo sempre di black metal grezzo e di brani estremamente prolungati a livello di durata, "Руины Сознания" si muove per poco meno di venti minuti sostenuta da un riffing estremamente semplificato e ripetitivo, una drum machine dai suoni rivedibili, che nelle accelerazioni più furiose e mal inserite nel contesto sembra più adatta ad un brano grind, e uno screaming molto filtrato e ancora da centrare a pieno. Giunti a metà traccia fa la sua comparsa un momento pianistico piuttosto semplice che occupa l'intera scena cercando di accentuare sensazioni malinconiche, per poi farsi da parte per il riemergere del canovaccio precedente. L'intero brano più che una composizione a sè stante da l'idea di essere una sorta di lunga sessione in studio di registrazione dove le stesse identiche parti strumentali sono state provate e riprovate più volte di seguito. L'approccio emotivo dai toni freddi e tristi prosegue anche nella seconda "Одиночество" ma questa volta sono i synth ad essere protagonisti. A conti fatti per questo demo valgono le medesime considerazioni già proposte per Burial Mist: il lavoro da fare per Eligor è molto, il livello qualitativo raggiunto insufficiente rispetto ad un panorama sempre ricco di nuove proposte. A giudicare però da quel prezioso strumento che è Myspace (nonostante l'ignobile versione più recente) anche in questo caso dei passi avanti sono stati compiuti e "Скорбь Зимних Лесов" uscito a inizio 2010 ne è già testimone. Continua a leggere... CREMATORIA - Embodiment Of RealityInformazioni Gruppo: Crematoria Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/crematoriadeath Autore: Mourning Tracklist 1. Plague Called Man 2. Sempiternal Disgust 3. Dødsdrift 4. Unveiling The Apocalypse DURATA: 18:28 Suonano una versione dello stile ricca d'influenze, thrash, qualche variante grindish nel comparto vocale e una vena melodica che fa da congiunzione fra il versante oltreoceanico rappresentato da gente come Suffocation e Cannibal Corpse e quello classico della Svezia primi anni Novanta. Le quattro tracce inserite nell'ep "Embodiment Of Brutality", da poco rilasciato a succedere il demo "Demo(lish)", sono compatte, ben studiate offrendo una prestazione che si divide fra prestanza, groove e un discreto dinamismo, aggiungete una prova eccellente dal punto di vista strumentale del combo e una solistica che quando entra in gioco ti fa sperare ce ne siano ancora d'entrate simili e le canzoni scivolano via come nulla per un re-play che va praticamente in automatico. Il mini-lavoro autoprodotto ha ricevuto una cura non da poco dietro il mixer, il sound è molto equilibrato e definito, eviterò quindi di dilungarmi nello sterile track by track e lascerò a voi farvi un'idea, alla fine dei conti diciotto minuti della vostra vita per metter su un lavoro simile non sono sprecati di sicuro, perché sì, i Crematoria hanno sicuramente tanta strada da fare ma con un biglietto da visita come "Embodiment Of Brutality" credo che una label attenta all'underground a breve potrebbe metterli sotto contratto, perché non supportarli? Attendo con piacere il rilascio di un full, sono da attenzionare, diamo loro un po' di tempo per una piena maturazione, se continuano di questo passo dovrebbe scappar fuori un album di valore considerevole, segnateveli. Continua a leggere... DESART - Stoned FrenzyInformazioni Gruppo: Desart Anno: 2009 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/desart2k Autore: Mourning Tracklist 1. Gasoline 2. Goblins 3. Swerve 4. Nebular Sunrise 5. Freefall 6. Desert Sun (live) DURATA: 23:59 Sono teutonici sì ma il sound è quello classico di Palm Desert, della California dal sole cocente, inutile fare i nomi delle influenze perchè quando si parla di stoner rock i monicker che vengon fuori son sempre gli stessi, quello che vi posso dire è che i ventiquattro minuti racchiusi nell'ep "Stoned Frenzy", prima prova del combo, non sono privi di difetti ma hanno il potenziale che mi fa pensare che siano da seguire e attentamente. Formalmente infatti è tutto in ordine, ci sono la carica, l'adrenalina, i ritmi coinvolgenti del sound stoner più classico, i rallentamenti a infarcire un riffing abbastanza dinamico accompagnato da una batteria che mantiene vivo il groove pompando quando serve e un trio di pezzi, l'opener "Gasoline", "Goblins" e "Nebular Sunrise", già maturi, colpi ben assestati da far innamorare qualsiasi ascoltatore del genere. Non è facile arrivare a competere con glorie come Kyuss, Fu Manchu e Orange Goblin, i Desart però hanno le carte in regola per fare davvero bene, bella la voce sporca del cantante Kay, il fuzzy della sua chitarra dovrebbe avere un suono un po' più robusto ma è comunque in linea con quanto si sente sempre più spesso oggi, in fase solistica ci mette lo zampino lasciando segno positivo. Tenendo in conto che è solo il passo iniziale dei Desart, "Stoned Frenzy" è assolutamente godereccio, la band nel 2010 ha cambiato il bassista avvicendando Dennis con Sascha e si è rimessa in carreggiata pronta per un 2011 che a quanto sembra dovrebbe regalarci una nuova release. Che dire, si deve attendere per ascoltare in questo prossimo futuro quali migliorie avranno apportato al loro raw, hot and cool rock'n'roll, intanto verso un po' di whisky nel bicchiere a farmi compagnia (un solo cubetto di ghiaccio, non diluiamolo troppo) e mi sparo a palla "Stoned Frenzy", si trova sempre una buona scusa per metter su un disco stoner. Continua a leggere... IMPALED BITCH - Scavenger Of CorpseInformazioni Gruppo: Impaled Bitch Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/impaledbitch Autore: Advent Tracklist 1. Fatherless Child 2. GodSuck 3. Kill The Pedopriest 4. May 5. Liberati 6. Your Mind DURATA: 21:32 Impaled Bitch, one man band nata unicamente come grindcore/brutal death diretto e ignorante come tradizione impone, ora si sta muovendo verso nuove sperimentazioni, che però non sembrano funzionare. La componente death metal affiora molto meglio adesso, ma la voce di "Scavenger Of Corpse" rovina il contesto strumentale meticolosamente studiato per dare un tocco atmosferico alla produzione di una canzone che si riesce ad ascoltare piacevolmente solo nel primo e nell'ultimo minuto.A causa della virtualizzazione della musica proposta un parere oggettivo non può che essere negativo, i riff sincopati sono letteralmente strazianti, quanto minimamente sufficienti, ecco che su dei pattern non proprio ottimi di batteria si impone un vocalist che deve assolutamente cambiare impostazione di canto, buono il pig squeal e alcuni inhale di "God Suck" ma in linea generale molto è da perfezionare. "May" è la migliore offerta del platter, aggressiva e melodica al punto giusto, le altre canzoni sono comunque originali però non abbastanza carine da essere citate. Fortunatamente per SoSo le capacità ci sono (anche se è da troppo tempo che si aspetta un salto di qualità) ma per arrivare ai degni livelli di realtà mediterranee come Haemophagus, Necrass, Balatonizer. Ho citato solo band siciliane per il monicker Impaled Bitch che è calabrese, proprio della mia Vibo Valentia. E' da prefersi una produzione meno numerosa e più curata, soprattutto perchè gli ascoltatori di grind hanno a che fare con infinite realtà al giorno: non possono che skippare nuove proposte che si differenziano di niente (a livello di qualità) dalle precedenti. Bisogna rendere più interessante l'act Impaled Bitch, e ci vuole un lavoro dedito sì spassionatamente ma soprattutto serio. Continua a leggere... FOLKEARTH - Viking's AnthemInformazioni Gruppo: Folkearth Anno: 2010 Etichetta: Stygian Crypt Contatti: www.myspace.com/folkearth Autore: Mourning Tracklist 1. Beasts From The Blizzards 2. Ragnarok 3. There Is No Death 4. The Eternal City 5. Viking's Anthem 6. To Avalon 7. A New Day Is Rising 8. Warrior Code 9. The Conquering Nightmare 10.Set Sails To Conquer 11.Legacy Of Steel DURATA: 49:48 Dico ciò perché i Folkearth, il gruppo di musicisti che ogni volta si riunisce cambiando qualche pezzo al proprio interno per regalarci dischi tutto sommato piacevoli di folk/viking, stavolta è a un passo dall'insufficienza. Passi per i clichè ripetuti e ripetuti, passi per un growl che è intellegibile come Luca Giurato quando tenta di spiegare una qualsiasi teoria partorita dal suo cervello illuminato, passino pure gl'interventi quasi mai indovinati della cantante Anaïs che tranne nella bella opener "Beasts From The Blizzards" sembra una che gira per lo studio infilandosi nel pezzo quando meno serve, c'è comunque bisogno di una registrata generale. La tracklist vanta canzoni dal buon piglio e gradevolissime d'ascoltare come "The Eternal City", "The Conquering Nightmare" e l'acustica "Legacy Of Steel" posta in chiusura come a indorare la pillola, il resto è un alternarsi di brani che vanno da "ok ce la posso fare" a "no per favore questo no". Le prestazioni di "Ragnarok" e "A New Day Is Rising" per citarne solo due sembrano messe lì tanto per far numero, il termine riempitivo purtroppo in "Viking's Anthem" trova abbondante spazio e paragonandolo al precedente "Rulers Of The Sea", non un capolavoro ma di sicuro un disco che si faceva ascoltare, ne esce sconfitto e non di poco. Un solo punto gioca a favore e contemporaneamente riesce comunque a far danni, la produzione è finalmente corposa, robusta peccato che si dimentichi quasi del tutto di valorizzare la componente fondamentale del progetto Folkearth: il lato folk. La strumentazione che rende caratteristiche le prove del genere viene praticamente sbattuta il più delle volte in un angolo dando spazio alla classica, tanto da poter pensare che un episodio come "To Avalon" se non fosse per un inizio delicato e rimembrante una traversata in mare aperto sia una brutta copia di un pezzo Amon Amarth, buono l'intento ma la riuscita sa d'occasione sfruttata decisamente male. Cosa c'è di esaltante in questo disco? Il lavoro di grafica, ancora una volta Kris Verwimp (Moonsorrow, Arkona) ha dato vita all'ennesima front cover d'impatto, bella la rappresentazione della figura del guerriero vichingo in mezzo a un sentiero contorniato dalle montagne alle cui spalle si scorge una legione in completo assetto da combattimento pronta ad avviare la marcia, la scelta cromatica dai toni malinconici e al tempo stesso fieri è fantastica. Se come me avete accolto gli album precedenti con la sola certezza che fossero di compagnia e nulla più, troverete anche in "Viking's Anthem" del buono ed effettivamente qualcosa c'è, ripeto comunque il ritornello posto nell'incipit del testo, Folkearth per il prossimo: aspettate!!! Continua a leggere... OTIVM - Sever The SunInformazioni Gruppo: Otivm Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/otivm Autore: Mourning Tracklist 1. A Heap Of Broken Images 2. Idols Of Ashes 3. Portrait 4. Silence And Awakening 5. The Dividing Veil DURATA: 32:53 Mi è arrivata fra le mani finalmente un'opera nostrana che finalmente posso porre al livello di quelle europee, una prestazione che testa a testa, spintone dopo spintone può rappresentare il biglietto da visita per entrare nel circolo che conta per i ragazzi friulani degli Otivm. La formazione di Udine composta da Giovanni Faidutti (voce), Leonardo Rizzi e Riccardo Morandini (chitarre), Andrea Floreani (batteria) ed Emanuele Sutto (basso) ha nel 2010 rilasciato l'ep "Sever The Sun", cinque brani per oltre mezz'ora di musica che faranno la felicità di chi cerca nell'estremo tecnica, melodia e soprattutto assenza di stasi compositiva, il quintetto possiede un ventaglio d'influenze ampio di cui le due band citate sopra fanno sì parte insieme a davvero tante altre. Si propongono come una band di progressive death metal e non si può che concordare con il termine progressivo che sostanzialmente indica la voglia di voler valicare un limite, la musica degli Otivm non ha limite, guarda al metal quanto al rock più sofisticato, sia odierno in chiave Porcupine Tree, sia vecchia scuola d'avanguardia e chissà che una certa cultura anni Settanta un po' fuori di testa (vedi Frank Zappa) non li abbia sedotti. Formalmente ci troviamo delle canzoni eseguite in maniera impeccabile, tutto gira al meglio, cambi di tempo, incastri delle melodie, la modulazione della voce perfetta nell'alternare il clean al growl, assoli che s'inseriscono con un tempismo perfetto, signori quando la ruota prende il verso giusto c'è poco da fare, uno ascolta e stop. Il platter pur godendo di un dosaggio tecnico elevato è fruibilissimo, mi è capitato d'avere al mio fianco un amico non appassionato del genere che n'è rimasto colpito (non è un ascolto leggero per chi non è abituato), il che fa pensare a una qualità fondamentale per uno stile simile che si può racchiudere in una sola parola: comunicazione, se le note arrivano anche a chi è distante anni luce da questo tipo di on air, signori miei, si è fatto bingo. Non c'è istante in cui gli Otivm rinneghino la dualità sonora scelta, è evidente che il lato melodico risulti privilegiato da soluzioni che si accostano sempre più a una ricerca intimista tanto che un brano come "Silence And Awakening" non vede traccia di linee vocali in growl preferendo una costante esecuzione clean, più equilibrata è la canzone antecedente, "Portrait", che fonde il binomio aggressivo/armonioso nella maniera più adeguata e meglio proposta. E' difficile trovare una pecca a "Sever The Sun", forse avrei fatto più attenzione alla produzione, se lo si prende come un disco di death metal puro i suoni sono per lo più azzeccati, data la tipologia di sound affrontata sarebbe stato più opportuno, come del resto ormai fanno moltissimi act, orientarsi su una che riuscisse a bilanciare meglio le controparti soprattutto, penso a una "The Dividing Veil" in cui il fattore prog è spiccatissimo. Faccio i miei personali complimenti agli Otivm, non mi resta che attendere un full e se le premesse offerte con "Sever The Sun" fossero confermate, beh signori si potrebbe dire: è nata una stella, mi raccomando ragazzi tenetela in vita però! Detto questo, se siete fra gli appassionati che seguono voracemente le uscite di questo tipo non potete farvi mancare in collezione "Sever The Sun", buy or die!!! Continua a leggere... RITUAL NECROMANCY - DemoInformazioni Gruppo: Ritual Necromancy Anno: 2010 Etichetta: Parasitic Records Contatti: www.myspace.com/ritualnecromancy Autore: ticino1 Tracklist 1. Ritual Necromancy 2. Desecrated Omniscence 3. The Chasm 4. Troops Of Doom (Sepultura cover) DURATA: 21:03 Questo quartetto proveniente dall’Oregon, Stati Uniti, si dedica totalmente al death classico. La voce gutturale è accompagnata da strumenti che tentano di cavare le tonalità più pesanti e oscure dalla tastiera e dalle pelli. La gamma di sonorità è comunque limitata. Lo stile si situa attorno al 1992. Mi ricorda un poco alcune demo sentite in quegli anni. Il brutal death era appena entrato nella coscienza degli ascoltatori e i gruppi iniziavano a staccarsi dal tipico suono alla Morbid Angel. I Ritual Necromancy paiono proprio saltati fuori da quel periodo e non si danno sfortunatamente neppure la briga di presentare un minimo d’idee proprie. Non amo essere disfattista. Il gruppo però non riuscì a svegliare in me nessuna sensazione o entusiasmo alcuno. Credo che avrei scartato questa cassetta già diciannove anni fa. La cover di "Troops Of Doom" non contribuisce certo a cambiare la mia opinione. Anzi, consolida in me l’idea di trovarmi davanti a una band che dovrebbe continuare a suonare solo pezzi altrui. Ascoltate le piste sul loro sito e decidete voi stessi, se volete spendere i vostri soldi per questo nastro o meno. Continua a leggere... NEMOST - The Shadow's TrailInformazioni Gruppo: Nemost Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/nemost Autore: Mourning Tracklist 1. Prelude 2. Sardanapale 3. Skin For Skin 4. Whisper 5. Unexpected 6. Fading Ember 7. Orcus 8. Ritual 9. Through Life DURATA: 36:36 L'album è ben lontano dal poter essere inserito nel filone death classico, è una miscela che vede al proprio interno aperture di tipo gotico che ricordano non poco la maturazione di formazioni finniche quali Sentenced e Amorphis, scelte di suono tendenti a richiamare nomi quali Cemetary, Opeth e Katatonia (soprattutto atmosfericamente). E' sicuramente un disco che ha tanto da dire ma che al tempo stesso dimostra come la band abbia bisogno di maturare, considerando le due facce della medaglia, quella intimista scandita frequentemente dall'uso dell'acustica e da varianti di stampo progressivo non sempre trova un corrispettivo adatto in quella più grintosa, prendo a esempio il brano più significativo del lotto in tal senso, "Whisper", traccia lunga e ben orchestrata che recita la sua parte al meglio quando si nutre delle minuzie e dell'atmosfera offerta dalle soluzioni meno grevi, sfocianti in una sorta di malinconia pressante, le sfuriate sono cattive al punto giusto ma potrebbero essere rese ancor più dinamiche per segnare con maggiore evidenza il divario fra gli stati emotivi. I Nemost sono fortemente debitori agli anni Novanta, release come "Tales From The Thousand Lakes", "Elegy" e "Amok" sono punti di riferimento neanche tanto complicati da individuare, basterà immergervi in "Sardanapale" e "Skin For Skin". Superato però il breve strumentale "Fading Ember" c'è una sorta di cambio di marcia, la pressione aumenta, le canzoni acquistano una cattiveria maggiore e anche se l'acustica continua a presenziare in certe occasioni, vedasi l'incipit di "Through Life", si sfiora il limite con una deriva viking/pagan comunque lontana dal tirare in ballo gente come gli Amon Amarth, tengo pure in conto il cantato di Timcod che nelle soluzioni in growl è tutt'altro che fine o lontanamente tendente allo scream come capita in molte realtà swedish, lui affonda proprio la botta. Sempre in bilico fra le nature che si contendono la supremazia sonora nei Nemost si presentano quindi "Orcus" e la conclusiva "Through Life" sì appesantite e rocciose ma mostranti ancora una volta una forte carica emotiva, riescono a non staccare la spina dalla facciata legata alle sensazioni melancoliche pur irrobustendosi, molto belli i momenti in cui la solistica di Johan Nat ruba la scena, altrettanto piacevoli sono i pattern di batteria che caratterizzano l'episodio conclusivo. Per i Nemost "The Shadow's Trail" è un buon biglietto da visita, l'album è gradevole e abbastanza vario da poter suscitare interesse sia negli amanti del filone melodico svedese, sia in chi cerca atmosfere più particolari e magari ascolta roba più incline a interagire con gli stati del proprio carattere come i già citati acts finnici e in aggiunta sempre dalla stessa terra gli Insomnium, musica che va ben oltre la concezione death metal e marciume. Un unico appunto mi sento di fare per quanto riguarda la produzione che, se nel complesso regge bene, singolarmente vede il basso messo in una posizione defilata, in certi frangenti quasi insabbiato, peccato perché per quello che si recepisce il lavoro svolto da Merry è tutt'altro che malvagio. Teneteli d'occhio, se aveste bisogno di uscire dai soliti schemi del panorama death melodico i Nemost potrebbero essere una soluzione adatta, passate sul myspace di questi giovani francesi e fatevene un'idea più chiara. Continua a leggere... HENKER - The Slave Of My ArtInformazioni Gruppo: Henker Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/henker1 Autore: Mourning Tracklist 1. Slave Of My Art 2. Breath Of Death 3. Mental Corruption 4. New Era 5. Bloody Sword 6. Executioner 7. Joy To Kill 8. No Turning Back 9. I Break Your Bones 10. Chaotic System 11. The End Of The Road DURATA: 46:21 Col passare degli ascolti però sono riuscito a entrare in contatto con ciò che il combo propone, il death metal moderno e brutale di cui sono fautori è fatto di minuzie, brevi rallentamenti che dilatano per un attimo il sound dando la possibiltà di far galleggiare il basso in piena superficie come accade in "Breath Of Death", scariche dallo scheletro thrash in "New Era", melodie forsennate e attitudine che vira abilmente sul versante core in stile All Shall Perish primordi in "Mental Corruption" e "Bloody Sword" (mi hanno ricordato anche i Decapitated di "Organic Hallucinosis") sono solo alcuni dei punti a favore di una release che martella fottutamente il cervello. Il batterista Morgan è una macchina, precisa, pulita, devastante che imperterrita avanza schiacciando, triturando ciò che gli si pone contro, fantastico l'accompagnamento di basso di David, le linee sono pulsanti, ben presenti all'interno del sound e si ritagliano spazi in superificie, è giusto che si faccia notare. L'assalto ritmico delle basi vede poggiarsi al di sopra un riffato dinamicamente eccellente, la coppia d'asce formata da Laurent e Seb è scatenata, infila note una dietro l'altra creando melodie e dissonanze come se piovessero, cosa importante però non dimenticano la forma canzone riducendo il lavoro a una gettata continua di riff messi lì tanto per far numero e mostrare le proprie capacità sullo strumento, in molti sottovalutano quest'aspetto e i risultati si vedono nei sin troppi dischi technical che sparano continuamente cartucce a salve, a completare il quadro la voce di Frantz che in growl come nelle fasi in cui è richiesto un operato scream si distende sui brani minacciosa e severa. Il disco snocciola perle una dietro l'altra, sono un fiume in piena che dilaga bypassando gli argini e con "Executioner", "Joy To Kill", "No Turning Back" e una "Chaotic System" fermamente groovy rifilano dei sonori schiaffi in faccia all'ascoltatore, terminato "Slave Of My Art" o lo si rimette subito su lasciandosi sommergere dalla sua costante aggressione, cosa che male non è, o dopo una bella pausa lo riprendete per esaminarlo con la beata calma cercando di godervi i particolari, in entrambi i casi la scelta risulterebbe felice. Prodotto veramente bene, la strumentazione si percepisce nel complesso in maniera più che soddisfacente, "Slave Of My Art" si eleva dalla massa di inutili uscite pseudo death, metalcore cloni e melodico inventate dell'ultimo momento, gli Henker suonano death metal, potrà non piacere alla schiera purista del genere ma 'sti ragazzi sono pronti a scatenare una guerra, mi domando come mai una label non li abbia messi sotto contratto visto la merda che certi roster si vantano di possedere. Volete un album spietato? Che sia una bastonata sui denti? Tenete in considerazione questi francesi, sapranno darvi una sveglia che non dimenticherete facilmente. Continua a leggere... NECROPHOBIC - The Nocturnal SilenceInformazioni Gruppo: Necrophobic Anno: 1993/2011 Etichetta: Hammerheart Records Contatti: www.necrophobic.net Autore: ticino1 Tracklist 1. Awakening... 2. Before The Dawn 3. Unholy Prophecies 4. The Nocturnal Silence 5. Inborn Evil 6. The Ancients Gate 7. Sacrificial Rites 8. Father Of Creation 9. Where Sinners Burn DURATA: 41:12 Svezia: paese fresco ma accogliente situato in Scandinavia. Tutti sono biondi, gli uomini sono senza eccezione metallari, alti, muscolosi, capelloni e il sogno di ogni donna su questa terra. Le femmine sono tutte fighe con gli occhi azzurri, seni grandi e sodi, bei sederi da sculacciare e sono ninfomani selvagge. Lasciamo le VOSTRE fantasie perverse per dedicarci ora a un disco assolutamente reale e perlomeno composto da un gruppo svedese. I Necrophobic (qualcuno alza la mano e chiede: chi sono?)... Cosa?! Lei non conosce i Necrophobic? Ma non si vergogna?! Neppure io so chi sono. Prima di ricevere le registrazioni promozionali ne avevo solo sentito il nome della formazione (si auto flagella). Il massacro inizia. Gruppi di cosiddetti innocenti armati fino ai denti giocano la loro ultima carta fuggendo in tutte le direzioni. Un carro dotato di armi lumeoatroci a base d'idrogeno e con una corazza d'iridio saturnizzato avanza marziale e impietoso. Il suo fronte simile al viso di un demone sembra arroventare la via davanti a sé. Attenzione! Questo é solo il prologo e allo stesso tempo una manovra diversiva! Dal cielo investono il nemico raffiche di dardi infuocati che brutalmente divorano le carni delle vittime. Quello che cominciò come un massacro, si trasforma in genocidio. Lo stato maggiore della divisione Necrophobic ha pianificato tutto in maniera pignola e piena di acribia. Errori da parte della truppa non sono ammessi. Non temete: non ce ne saranno. Le armi sono precise e impietose come quelli che le usano! Un nemico dopo l'altro cade lacerato o massacrato dai colpi esatti e secchi provenienti dalle corde della portentosa arma ritmica. Le sue onde seguono scale, linee e ritmi variati che provocano nelle cellule cerebrali un surriscaldamento lento. Un colpo dopo l'altro devasta e maciulla. L'uomo di punta della batteria sibilla ordini perversi e crudeli. Il suo piacere per il dolore delle vittime é enorme. La morte é malefica, molto sadica e, soprattutto, per nulla gloriosa. Lo stesso potrebbe succedere a voi, se non v’interessaste per questo disco pesante, duro, brutale e molto oscuro! Continua a leggere... VIVID REMORSE - The Seed Of MalaiseInformazioni Gruppo: Vivid Remorse Anno: 2010 Etichetta: Autoprodtto Contatti: www.myspace.com/vividremorse Autore: Mourning Tracklist 1. May (If You Can?t Find A Friend) 2. World Of Plasticine 3. Sammy 4. Lizzy's Rain 5. Inside 6. Mental Disorder 7. Mind Killers 8. The Bed You Lie In 9. Myself And Nothing Else 10. Slave Of Freedom 11. That Moment Is Now 12. (The Culture Of) Malaise 13. Ocean's DURATA: 40:57 Si aggiunge a questa schiera l'ennesima nuova formazione che coniuga lo stile old school con il moderno groove, è il turno dei Vivid Remorse con il debutto "The Seed Of Malaise" tentare di dir la loro. Ascoltando il platter di questi ragazzi mi è sembrato di avere on air in certi momenti i Lazarus A.D., altra band giovane e che sta andando per la maggiore, le influenze in entrambi i casi sono disparate, gli iberici vanno dall'intensità profonda del groovy Machine Head e Pantera a varianti che tirano in causa nomi come Death Angel, la velocità degli Slayer e la prestanza affidata ad alcuni richiami di matrice Sepultura. E' un prodotto imbastardito, hardcore e derive al limite col death metal si fanno largo, è nelle situazioni più spinte che i Vivid Remorse danno il meglio, ve ne renderete conto incrociando "Mental Disorder", "Mind Killers", "The Bed You Lie In" (l'assolo è molto old Metallica) e "Slave Freedom", quest'ultima il pezzo più scapocciante e interessante del lotto soprattutto grazie alla buonissima prestazione del cantante Joel Repiso. Provano a dare all'album una sorta di varietà che non sempre fa centro, se il cantato in lingua madre di "Sammy" in fin dei conti è piacevole, una nota non proprio inaspettata, capita spesso di sentire soprattutto nelle release proveniente dai paesi di lingua ispanica eseguire i testi usando l'idioma nazionale, è con "Lizzy Rain" che mi spiazzano. Il pezzo è carino però alquanto fuori contesto, una ballad poco indovinata con la voce che quando evita di andare i territori metal ne asseconda la natura malinconica e che quando forza perde contatto, le chitarre stesse non convincono appieno, è una via di mezzo che mostra più indecisione che altro, un attimo di rock metallizato dalle buone melodie ma non efficace inserito in una tracklist ricca di episodi mordi e fuggi dall'impatto fugace che la riduce al ruolo secondario di filler. Sono in fase di maturazione i Vivid Remorse, non hanno la minima intenzione di standardizzarsi e seguire un filone preciso ma pur mettendoci del proprio non è stato ancora trovata la quadratura del cerchio, "The Seed Of Malaise" possiede picchi elevati e qualche caduta, nulla di cui preoccuparsi in realtà, la formazione dal punto di vista formale è compatta e vanta un singer che tranne nell'occasione del "lento" fa la differenza in positivo alternando le classiche linee ficcanti di stampo thrash a parti tendenti al growl e qualche strana reminiscenza System Of A Down. Buono anche il sound: sia la batteria ma soprattutto le chitarre godono parecchio della cura in fase di produzione offerta da Mr. Ax e per un autoprodotto come il loro è manna dal cielo. In definitiva se amate la corrente più contaminata del thrash un ascolto a questi spagnoli dovreste proprio darlo. Continua a leggere... DORNENREICH - FlammentriebInformazioni Gruppo: Dornenreich Anno: 2011 Etichetta: Prophecy Productions Contatti: www.dornenreich.com Autore: ticino1 Tracklist 1. Flammenmensch 2. Der Wunde Trieb 3. Tief Im Land 4. Wolfpuls 5. Wandel Geschehe 6. Fährte Der Nacht 7. In Allem Weben 8. Erst Deine Träne Löscht Den Brand DURATA: 46:54 Lessi qualche intervista nelle riviste tedesche e fui incuriosito da questo disco. Solo il fatto che il trio ritorni verso il metal mi rende ansioso di ascoltare il nuovo lavoro. Questi bardi sono sempre stati pronti a sorprendere il pubblico e non furono in nessun momento interessati a produrre qualcosa di scontato. Sono come dei sarti di qualità che cuciono vestiti a misura per il cliente esigente. Al primo ascolto noto qualcosa che all’inizio mi sfugge... la voce, la voce è uno strumento di puro accompagnamento impiegato localmente per dare forza alle note suonate. Evidenti sono le chitarre acustiche e i violini che, accompagnati decentemente dalla batteria, presentano all’ascoltatore una serie di visioni calme, profonde e in parte commoventi. "Erst Deine Träne Löscht Den Brand" (Solo la tua lacrima potrà spegnere l’incendio) è una pista cortissima ma intensa che inizia con la voce che recita il titolo. L’effetto è molto drammatico. Il pezzo seguente dà all’ascoltatore la possibilità di scuotere un poco il capo grazie al suo ritmo medio-lento e in parte quasi rockeggiante. Il pezzo è un complesso di mezza tristezza che provoca pelle d’oca all’ascoltatore, a me perlomeno… Per il resto appaiono qui e là tratti sfrenati che servono solo a formare un’antitesi alla depressione nell’anima umana. Non posso affermarlo con sicurezza, credo però che gli austriaci seguano in questo disco un filo d’Arianna molto ben definito, raccontando una storia toccante. Il complesso della trama è intrigante e impegna l’ascoltatore con note imponenti e veramente notevoli per un lavoro metal. In "Wandel Geschehe" (che il cambiamento succeda) scopro un filo che ricorda vagamente l’oriente. Musicisti esperti hanno ogni diritto di sostenere o contraddire questo mio giudizio. Mentre scrivo questa frase, so di esagerare. Credo che l'idea generale fornita sia paragonabile alle "Quattro Stagioni" di Vivaldi che "fotografano" musicalmente le impressioni date dai diversi periodi dell’anno. Il trio alpino ci propone un disco veramente emotivo che ci trasporta su sensazioni differenti e appassionanti le nostre fantasie. L’etichetta parla nel foglio informativo di "world of poetic Black Metal". I testi di Eviga sono sicuramente molto poetici. Leggendo varie interviste in tedesco, noto subito la qualità della lingua usata per rispondere alle domande della redazione. Quelli di voi che per un motivo o l’altro studiassero tale idioma, faranno bene a impegnarsi sui testi dei Dornenreich, scritti in modo molto poetico e composti in maniera espressamente complessa. Non so cosa proporvi come altro argomento per istigarvi ad ascoltare quest’opera. Il mio testo è nato senza seguire il disco fino alla fine. Finora non sono riuscito a scoprire una sola pecca e sono sicuro che mi procurerò presto la copia fisica del lavoro. E voi? Continua a leggere... AMBER TEARS - Key To DecemberInformazioni Gruppo: Amber Tears Anno: 2010 Etichetta: Solitude Productions Contatti: www.myspace.com/ambertearsband Autore: Mourning Tracklist 1. Voice Of Hollow Winter 2. Gray Days Eternity 3. Away From The Sun 4. Beyond The Edge Of Skies 5. When Snow Will Melt Away 6. Like A Silent Stream 7. Gray Hill's Sadness 8. Through The Snows DURATA: 42:10 Non so in realtà quanto l'etichetta pagan metal possa esser affine al doom/death di stampo classico offerto dalla formazione russa, quello che vi posso anticipare è però che quest'album non è un monolite prettamente scuro, le atmosfere melancoliche e una vena sottilissima che potrebbe richiamare il folk grazie all'uso sparuto di passaggi acustici ne sorreggono le sorti. L'incedere è per lo più massiccio, fatto di dinamiche semplici, raramente vi sono cambi di tempo che possono spiazzarvi anche se il batterista Victor Kulikov svolge il suo compito con la dovuta attitudine, tali classiche cadenze supportate da synth a tappeto coniugate danno vita al grosso della mole musicale, sostengono un riffing dal gusto dolce/amaro ma che cade nel territorio del già sentito più volte. La pecca evidente di un disco come questo non sta nel rappresentare lo stile in maniera canonica, affidando la propria anima compositiva a scelte conosciute, quanto al tendere una sorta d'imposizione d'esse che le rende costanti, è l'omogeneità dei brani che appiattisce lo sviluppo di "Key To December". Mi è capitato di leggere in giro esaltazioni quanto critiche efferate a quest'album, quello che mi vien da dire è che facendo girare nello stereo "Gray Days Eternity", "Away From The Sun", "When Snow Melt Away", "Like A Silent Stream" (bella la semplicità con cui si esprimono le percussioni) e "Gray Hill's Sadness" non ho provato nessuna difficoltà nell'assimilarle, si lasciano godere piacevolmente se si è appassionati del genere e se non ci si fissa a cercare qualcosa che non c'è seguendo alla lettera le classificazioni indicanti questo o quello fornite da terzi. La produzione stessa stavolta è stata curata con i crismi dovuti, in passato sia il basso che la ritmica venivano penalizzati non poco, in "Key To December" la situazione è decisamente migliorata. Guardando il bicchiere mezzo pieno fra melodie di buona compagnia alquanto rilassanti, una discreta esecuzione seppur troppo ancorata e rimandante ad altre realtà e una prestazione discreta del singer Anton, mi sento di consigliarvi l'ascolto di questo platter, non scartatelo a priori. Gli Amber Tears non saranno dei fenomeni ma fanno onestamente il loro mestiere e anche queste band con la passione e devozione che ci mettono mantengono vivo il metal, non si può essere tutti primi della classe e nessuno lo pretende, pensiero improbabile quanto stupido. Continua a leggere... AEDERA OBSCURA - Aedera ObscuraInformazioni Gruppo: Aedera Obscura Anno: 2011 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/aederaobscura Autore: Insanity Tracklist 1. My Murmurous Mind 2. Beyond The Sands Of Time 3. The Tree And The Rope 4. Hanging Your Heart 5. The Greenish Horse 6. A Sunless Sky 7. Nyx 8. Black Eve's Drama 9. Arcana Coelestia 10. Lost DURATA: 43:01 Chi dice che il Black Metal italiano è inferiore al resto del mondo probabilmente non conosce le piccole realtà dell'underground come questa, soprattutto in ambito sinfonico il nostro paese è decisamente attivo; gli Aedera Obscura possono essere inseriti proprio in questa corrente, noterete fin da subito come le orchestrazioni di Eric Facchinetti riescano ad intrecciarsi con il riffing melodico e tipicamente Black di Marco Michelin e Nicola Giovannini, "The Tree And The Rope" ne è un esempio perfetto. Dietro al microfono Alessio Cremonesi si destreggia tra uno scream deciso ed un clean che qua e là fa la sua piacevole comparsa, come in "Beyond The Sands Of Time". La sezione ritmica è curata da Luca Valdameri al basso e Francesco Corsini alla batteria, entrambi offrono una performance più che buona dando spessore al sound. Il disco contiene molti episodi da ricordare, bella ad esempio la parte di piano e batteria a metà di "Hanging Your Heart", mi ha ricordato vagamente i Cradle Of Filth e ciò per me non è che un piacere; proprio a proposito delle tastiere vorrei sottolineare l'ottimo lavoro in tutta la durata del disco, sanno prendersi i loro spazi nella giusta misura e senza toglierne alle chitarre, in questo caso sarebbe stato davvero un peccato data la qualità e una certa personalità dei riff. Espedienti come il flauto nel finale di "Black Eve's Drama", gli arpeggi e le clean vocals della malinconica "A Sunless Sky" rendono il lavoro vario e molto gradevole, la band dimostra comunque di saper spaziare anche su canzoni più possenti come la successiva "Nyx", veramente un bel pezzo. Un'altra nota di merito è da dare sicuramente alla qualità del suono, il disco è autoprodotto ma il risultato è comunque più che buono. Difetti evidenti non ce ne sono, margini di miglioramento ovviamente sì (è pur sempre il primo album) ma siamo già ad un ottimo livello; personalmente terrò d'occhio questa band, se apprezzate il Black più melodico vi consiglio di fare la stessa cosa, anche se ora sono poco famosi sono sicuro che in un futuro non troppo lontano verrà riconosciuto loro ciò che meritano. Continua a leggere... BLOODWRITTEN - Thrashin' FuryInformazioni Gruppo: Bloodwritten Anno: 2010 Etichetta: Witching Hour Productions Contatti: www.myspace.com/bloodwrittenofficial Autore: Mourning Tracklist 1. Whore 2. Drums Of War 3. Bullet Overdose 4. Zombie Survival 5. Thrashin' Fury 6. Radiation 7. Unleash The Unholy 8. Return To Tortuga Bay 9. Bestial Desolation 10. Watch The World Burn... DURATA: 40:52 Il combo ha inserito le due tracce di quel contesto in questo più ampio, sia "Whore" che "Bullet Overdose" fanno entrambe parte di un platter che non sposta di una virgola il modo di approcciarsi irruento e devoto al sound teutonico con sprazzi slayeriani e tinte black che sin qui li ha sorretti, i problemi nascono però se fra le mani ti ritrovi dieci canzoni che hanno un incedere sin troppo similare e che mancano di quello spunto che ti permetta di dire a fine ascolto: "cazzo questa la rimetto su". I quaranta minuti scorrono, i sobbalzi legati agli episodi noti e qualche altro appiglio fornito da passaggi piacevoli che due o tre situazioni innescano non possono bastare per rompere quel muro di omogeneità misto noia, si può sbattere la testa con il bel gancio in pieno viso di "Radiation" e una "Watch The World Burn" palesemente (forse troppo) Slayer e il resto? La produzione "pulitina" rispetto agli standard passati penalizza una prestazione che fa della velocità sostenuta e della brutalità le sue armi più utilizzate, in alcuni casi sembra che stiano sparando a salve talmente è sottile e priva di quel nero che era riconducibile alle venature rimaste del periodo black della band. Tirando le somme non tutto è da buttare, il songwriting orecchiabile di cui sono in possesso sente il bisogno di esser supportato gioco forza da un drumming decisamente più vario e centrato in primis però, si deve riacquistare quella cattiveria che caratterizzava i lavori antecedenti, "Thrashin` Fury" assomiglia troppo a un cane da monta che ahimè è stato sterilizzato, tenta, ritenta ma è cosa vana. Provate a dargli una chance, soprattutto gli accaniti sostenitori del thrash/black potrebbero trovare qualcosa di proprio gradimento, per ora non posso far altro che augurare ai Bloodwritten un cambio di passo repentino, più cattivi ragazzi, si deve essere più cattivi. Continua a leggere... INSIDIOUS OMEN - Anointed With The Blood Of ChaosInformazioni Gruppo: Insidious Omen Anno: 2010 Etichetta: Ahdistuksen Aihio Productions Contatti: http://insidiousomen.blogspot.com/ Autore: Dope Fiend Tracklist 1. Serpents Gate (Thus Malkuth Be Reborn) 2. Feasting At The Trough Of Lies 3. Through Stone And Steel The Flesh Speaks Deceit DURATA: 28:22 Il Canada ci ha abituato piuttosto bene negli ultimi tempi, sfornando gruppi in alcuni casi immaturi ma a cui raramente faceva difetto la capacità di trasmettere emozioni e interiorità.Gli Insidious Omen provengono proprio da questa terra e l'Ep qui discusso è la loro terza uscita ufficiale. Il Black Metal che propongono è intenso e carico di vibrazioni, senza rinunciare a un retrogusto più melodico che ha ricordato al mio orecchio soluzioni provenienti soprattutto dalla Svezia. "Anointed With The Blood Of Chaos" è un'iniziazione, un invito a una rivoluzione interiore: che il rituale abbia inizio. "Serpents Gate (Thus Malkuth Be Reborn)" prende il via con un canto solenne, una mistica introduzione alla carneficina che sta per abbattersi sull'ascoltatore. Non è un massacro fine a se stesso, ma l'obbiettivo è quello di creare il Caos interiore, l'unico elemento puro, incontaminato da cui potrà rinascere una personalità nuova, libera. I rallentamenti presenti nelle tre tracce non danno respiro, non offrono spiragli di luce, ma hanno la funzione di incrementare la potenza e la portata del messaggio trasmesso. Le successive "Feasting At The Trough Of Lies" e "Through Stone And Steel The Flesh Speaks Deceit" sono più cadenzate, più ragionate, ricolme di veleno nero che brucia e purifica l'anima cancellando da essa ogni minima traccia di futilità. La batteria sembra scandire ogni attimo di un infinito conflitto, il riffing è dissacrante e tagliente come un rasoio, le voci sono acide, vomitano una furia e un odio dissonanti e primordiali. La loro alternanza, a volte urla lancinanti a volte tetri ringhi, è un'invocazione volta a sovvertire ogni presunto equilibrio spirituale. E' un insieme compatto che penetra l'anima, ferisce e dona nuova linfa vitale indispensabile alla riscoperta delle forze ataviche da cui siamo dominati. Il rituale è prossimo alla conclusione: l'atmosfera che ci circonda è sacrale, fitta, pregnante. E' ossessiva, disturbante e gratificante allo stesso tempo. Un violentissimo assalto frontale chiude il disco, come un marchio a fuoco, il cui scopo è quello di non permettere mai che la lezione impartita venga dimenticata. A questo punto non rimane molto da dire. Ovviamente il mio consiglio è quello di ascoltare questo lavoro, ma non solo: soprattutto vivetelo! Continua a leggere... NEAR - The Opening Of The Primordial WhirlInformazioni Gruppo: Near Anno: 2010 Etichetta: Atmf Contatti: non disponibili Autore: Mourning Tracklist 1. Ventrar 2. Aquile Nere 3. The Mountain's Blood 4. Old Wolf 5. Vein's Cut On Man 6. Human Illusion 7. Pian Della Cenere 8. The Dead Side Of Human Nature DURATA: 41:03 I musicisti coinvolti in tali progetti a molti saranno noti per le passate e presenti esperienze in band conosciute come i Beatrik, Tenebrae In Perpetuum e Chelmno, si presentano con un black di matrice prettamente nineties e a un primo ascolto l'album sembrerebbe soffrire di una sorta di omogeneità compositiva che potrebbe annoiare, non è proprio così. Al cospetto di un sound spesso primordiale e nero nell'avventurarsi in terreni evocanti il periodo darkthroniano di "Transilvanian Hunger", i Near vanno studiati nei minimi dettagli, sono infatti le atmosfere e il mood interno al disco a fare la differenza, lo strato propriamente scuro delle tracce viene appesantito da una coltre di malinconia struggente disperata che si posa sulle note rendendole melodicamente dolciastre e al medesimo tempo tristemente grevi. L'aspetto buio e nebbioso che cela il contorno avvolgendolo è dominante, la sensazione di vuoto senza fine provocata in "Human Illusion" e il corso naturale intriso di cupe emozioni di una "The Dead Side Of Human Nature" vengono affiancati dall'eleganza e l'elementare visione del genere dell'accoppiata composta da "Aquile Nere" e "The Mountain's Blood" a cui si aggiunge la ferale e famelica "Old Wolf". Per quanto si possa definire nulla di nuovo, il platter fila davvero bene, il songwriting è fluido, privo d'intoppi o cadute di stile con istinti catchy o esageratamente raw spiattellati per attrarre forzatamente questa o quella frangia d'ascoltatori e mette in evidenza l'operato di Vidharr dietro le pelli che supporta con i suoi pattern in evoluzione il lavoro delle chitarre e la prestazione di Polninus alla voce che con il suo raschiare si sbatte sui pezzi annerendoli al pari di un lupo che con il proprio richiamo attende la luna piena per attaccare, menzione particolare poi va fatta all'uso dei synth, efficaci, mai invasivi e inquadrati nel ruolo d'accompagnamento nel modo più adatto, sono incisivi. Il punto debole di "The Opening Of The Primordial Whirl" è la produzione, ben fatta, si percepisce più che discretamente il suono della strumentazione in toto e anche il basso di Ferghus ha abbastanza spazio per farsi notare ma, e c'è il ma, è fredda, in certi momenti addirittura distaccata stridendo mortalmente con l'alto tasso atmosferico di cui la formazione si fa carico più che positivamente. E' un bel progetto, chi segue la scena italiana dovrebbe quanto meno inserire questo disco più volte prima di esporsi in un semplice parere su esso, sul lungo corso guadagna e si fa apprezzare non poco. Consiglio pertanto di godervi il parto musicale dei Near, hanno imboccato il sentiero che conduce a risultati prestigiosi, vedremo il futuro cosa riserverà loro. Continua a leggere... DOOMSOWER - Vintage EraInformazioni Gruppo: Doomsower Anno: 2010 Etichetta: Doom Metal Alliance Contatti: www.myspace.com/ovdoom Autore: Mourning Tracklist 1. Cimmerian Sunrise 2. Sower Mighty Sower 3. Der Hexenjager 4. As The Sword Splits The Air DURATA: 45:44 Justin Doom (chitarra e voce), Christian (basso) e Kalvin Doom (batteria) sono i protagonisti di questo piccolo gioiellino pesante, greve, dove il classico seventies ed eighties s'incrociano e si alcolizzano di psichedelia, quattro tracce di durata imponente che mostrano altrettanti modi di approcciare lo stile. Se c'è una cosa che non conoscono è la stasi, ascoltando l'opener "Cimmerian Sunrise" vi troverete nelle orecchie un pezzo che si compone e ricompone più volte, le atmosfere interne subiscono variazioni costanti, attimi più sinistri vengono intervallati da altri ossessivi, asfissianti che sia il riffing capace di mutare la sua natura che la batteria tesa a fornire un continuo e cangiante movimento esaltano. E' una proposta che non disdegna calcare la mano, vi sono passaggi disturbati che non sono lontani dal noisy ma collocati in modo da non disturbare il lento fluire doomico del pezzo. Con "Sower Mighty Sower" lo sguardo vaga attraversando una coltre psych che comincia pian piano ad assumere forma consistente, i solchi sono sempre scavati affondando com'è di dovere ma le infiltrazioni blues, un basso che ha modo di farsi ascoltare nel tentativo d'ipnotizzarci col suo giro e una ritmica che aumenta i giri mi fan chiedere quando sian passati questi otto minuti perché non me ne son proprio accorto, stesso discorso può esser preso in considerazione per la successiva "Der Hexenjager" nella quale la melodia portante realmente malsana e i cambi di tempo che tramutano il brano da slow (ma veramente slow) a un possente mid-tempo la rendono una traccia memorabile. Sin qui son stato notevolmente sorpreso dai Doomsower, ciò che mi ha catturato di "Vintage Era" è che suona doom ma con una personalità che se nelle note trova riscontri lievi in act di spessore quali Saint Vitus, Witchfind General e altri soliti noti, per quanto riguarda il comparto vocale è totalmente fuori da quello che sono i canoni a cui si è abituati, la prestazione di Justin è sbilenca, quasi sguaiata in certi momenti, sembra più un abitante della Seattle del periodo Nirvana o un figlio dei Sonic Youth che un cantante del genere, eppure calza a pennello in un quadro sonoro dipinto con abilità e impreziosito dalle infiltrazioni noise. Si percepisce però che amino questo mondo fatto di oscurità e lentezza in tutte le sue forme, la conclusiva "As The Sword Splits In The Air" fa respirare aria di tempi andati, è epica, massiccia, coniuga al riffing frantumante una equilibrata dose di psichedelia percorrendo un sentiero che predilige per lo più le soluzioni strumentali dilatate, prive sì dell'irruenza degli episodi antecedenti ma che possiedono un fascino riflessivo ammaliante. "Vintage Era" è un album puro, genuino, uscito così per com'è dalla testa dei tre, la produzione lo dimostra chiaramente, sporca, ruvida, non copre le imprecisioni e i piccoli errori commessi bensì li sfrutta portandoli a galla come valore di pregio della sincera musica che i Doomsower scrivono, in più il sound è loro, ripeto difficile scovare qualcuno che abbia un minimo di fottuta personalità, Justin, Christian e Kalvin mi fan prendere nota che c'è ancora speranza. Fatevi un giro sullo space, ascoltate i brani dal player di bandcamp: http://doomsower.bandcamp.com/, non aspettatevi miracoli, non aspettatevi sterilità e "wall of sound" costruiti a pennello e più falsi di una Monna Lisa con i baffi, prendete il doom dei Doomsower solo per ciò che è: buona musica. Continua a leggere... DOOMSOWER (english version)Information Author: Mourning Line Up Justin Doom - Guitar, Lead Vocals Kalvin Doom - Drums, Vocals Spontaneous and doom lovers, today we have Doomsower here with us. How are you guys? Justin: We’re doing pretty good. We really appreciate the interview...good to know our reach has spread to Europe! Let’s begin introducing your band and telling us your story. You are active since 2008 and last year you released “Vintage Era”, about which era are you talking in the title? What is this “Vintage Era”? Kalvin and myself (Justin), met in the summer of 2008 and started jamming together. We released a crude first demo that October entitled, "Ov Doom". We played our first gig with The Gates of Slumber that November too. In 2009 we worked endlessly on new songs and played as many shows as we could. 2010 was pretty much a repeat of 2009 but with even better shows (like the first annual Seattle Doomfest) and in December we recorded, “Vintage Era.” Which was actually released in January of this year. The “Vintage Era” to us, is the last two years of our existence. We look at the songs as being vintage because they are old to us and “classic” Doomsower tracks if you will. There’s really not much else to it...haha One of the best things of listening to your album was that i couldn’t mention bands which dominate the scene, this show that you have a strong personality which isn’t a common thing today. If i’m not wrong the monicker Doomsower comes from a song by Reverend Bizarre, right? So i suppose that they influenced you as well, but which are the other bands which made you think that you wanted to play doom metal? Yes that is a Reverend Bizarre track. Since they no longer exist, we figured it would be a good homage to the band. Plus the name is cool isn’t it? As far as other bands that influenced us to play doom, well it’s a long list of course. Cathedral, Saint Vitus, Trouble, Candlemass etc etc. We are very influenced by other genres of music though. We don’t limit ourselves and say, “we have to sound like this and do that.” That isn’t a very fulfilling way to go about things. If I came up with a riff that sounded like say, Morbid Angel, we’d probably use it some way or another. In "Doomsower" i noticed some parts near to noise and blues, which are your non metal listenings? Are there any bands in those genres which you like? I’m personally a huge blues fan. Muddy Water, Howlin’ Wolf, BB King...like I said earlier, we have very diverse tastes in music (of course doom metal being the main center). I’m personally a huge folk music fan as well. Neil Young will always rule. I would say though between Kalvin and I, Thin Lizzy and other old school rock n roll bands will always be a huge inspiration (even if we don’t sound like them, it’s more about the attitude). Justin’s performance is really good, he’s not a standard vocalist, it seems like he is more oriented to other genres, but anyway its vocals fit the music. Is there any vocalist which inspired him? Thank you! Very much appreciated. As far as a vocalist who inspires me... Mark Farner of Grand Funk Railroad is certainly on the top of my list. But of course, Scott Wino, Lee Dorian, Ozzy, Phil Lynott... another long list of influences you see. Jim Morrison is also a huge influence in that he did a lot more, "talk-singing". The production is 100% natural, the imperfections of the sound are a good thing in this kind of albums. Who took care of it? How was recording the album? Did you create the songs from some jam sessions or do you have a modus operandi about composition? We recorded everything ourselves in the Hellhole here in Oregon. It was all done live with only solos and vocals over dubbed. It was frustrating but in a good way. The songs were already done and we just finally sat down and recorded them. So again, while these songs are new to the world, they are “Vintage” to us. haha I’m not 100% happy with how things turned out, but we worked with what we had to the best of our abilities. Needless to say our next step is to get into an actual studio with someone who knows how to work with recordings. On our songs themselves though, I usually come up with a riff and then it goes from there. We’re a very riff based band, but we always jam and improvise a lot. It adds a lot more character to the songs I feel, much like the old 70s bands would do. Which are the themes of your lyrics? -The first demo is more or less warnings against evil. Like in the Black Sabbath sense. The new album deals with Robert E Howard, witchfinders, ourselves, and overcoming obstacles. Personally, I like to leave the lyrics up to the listeners though. The Doom Metal scene is probably the one who kept the highest quality in these years, are there any bands of the new generation which impressed you? New generation? hmmm... that’s tough to say. Just like any genre, there are a few good bands and a lot of shit bands. I don’t really listen to new bands per say. So many new “doom” bands either just play drone or rip off Eyehategod. I’m not sure though who would be considered in a "new generation of doom". Did you have a goal before the release of the album? How are the comments you received by the critics and your fans? Our only goal is to better ourselves and do the best we can with what we have. Of course we want to gain as many fans as possible, but we don’t want to compromise anything. But to answer your question directly, the only goal was to make a demo/album/ep/whatever you want to call it that we’re proud of. It was released on the Doom Metal Alliance and so far the response has been pretty good. I think it will only get better. Wino, Leif Edling, Lee Dorian, how would you describe these artists? Do you think that one of them is the father of the modern doom metal generation? To put it bluntly, if it weren’t for these three guys, I wouldn’t be doing this interview! haha Wino of course with his many bands is just an unstoppable force of energy. Leif Edling and Candlemass are the reason why Sweden even had metal (next to Bathory of course). As a side note...I’m a huge Swedish Death Metal fan! Anyway, Lee Dorian and Cathedral are huge. Without the band and Rise Above records, a lot of bands wouldn’t be where they are. To say one is more important than the other, I don’t know if I could do that. If anything Tony Iommi would be the father of metal in general! Five albums that a Doomsower fan should listen to? Reverend Bizarre - "In The Rectory Of The Bizarre Reverend" Saint Vitus - "Born Too Late" Sleep - "Holy Mountain" Pentagram - "Relentless" Grand Funk Railroad - "Grand Funk" Free download, digital files, file sharing, we hear more and more about stuff which is just a sequence of 0 and 1. How can we prompt young guys to buy cds, tapes and vinyl? That’s a really tough issue and more of a social problem. The people who are dedicated buy the cds, tapes, vinyl, etc.... it’s really easy to just go online and download something and kids (and adults too) see that and jump on it. From a musicians stand point, it’s brutal. To put so much effort into something and have it turned into a sequence of 0s and 1s and too not make a single penny off of it, isn’t good (not that it's about the money by any means, but it would be nice to make a living off our music). But then again maybe those people who download our album come out to a show and buy a shirt? It’s a really tough subject. I don’t download and I don’t believe it should happen, but it’s too late to say "no". About live shows, how are they going? Are doing some gigs? Is there a beautiful experience which you’d like to share with us? We haven’t had a show since last November, but hopefully we can pick up some gigs with friends here and there. Of course our ultimate goal is to tour and even go to Europe, but that’s not going to happen anytime soon. I would like to think all of our gigs are a beautiful experience. They are for us at least. There certainly is something ethereal about our songs. The sword mic stand I use, the axe covers for my speaker cabs, and the snakes that dawn Kalvin’s drums all make for a memorable experience. When I talk to people, the usually say something like, “Oh you’re the band with the sword!” Which in once sense I’m proud of, but in the other I wonder if they remember us more for that than our music... How will be the future of Doomsower? What should we wait for? Well we just got back down to a two piece. Our bassist decided that he didn’t want to play with us anymore (due to his personal issues, not Kalvin or myself), so we are on the lookout for a bassist. Other than that, we plan on getting more merchandise. Actual cds, shirts, patches etc. There’s at least one gig set up for this year in Seattle but I can’t really say too much. But it will be awesome. But what should people wait for? Nothing! They should be active and find us online, send me an email asking for a cd, or be going to our shows (or getting us shows). Thanks for the time you spent with us, the last message for our readers is up to you. Kalvin and I really appreciate the exposure. It’s an honor to be recognized clear across the Atlantic. As a final statement: go listen to our songs, tell your friends, buy our merch if you can, and just remember that what you’re getting into with Doomsower is something Raw and Real! We don’t try to copy anyone and are certainly on our own with style/sound. We love what we do and we hope you will love our songs. Find us on facebook, listen to our bandcamp page, and support our label. http://doomsower.bandcamp.com/ http://www.doommantia.com/ All the best!! Continua a leggere... MARTINA TOSIInformazioni Viste le peculiarità del suo "My Life", ecco l'occasione per approfondire la conoscenza di Martina Tosi. Ciao Martina, ben arrivata sulle nostre pagine virtuali. Vuoi presentarti ai nostri lettori? Ciao a tutti io sono Martina Tosi, sono nata nel 1983 e vivo in un paesino delle valli Giudicarie in provincia di Trento. Sono appassionata di musica, soprattutto emergente metal e rock. Nel tempo libero scrivo testi per gruppi emergenti. "My Life" ci ha offerto quattro pezzi appartenenti a tre gruppi diversi per i quali tu hai scritto i testi. Puoi raccontarci come sei entrata in contatto con Nowhere, In5omnia e Grimwald? Da dove è nata l'idea di donare loro alcuni tuoi testi? Una sera ho scritto il testo di "Declaration" dedicato al mio ragazzo (ora marito) e non mi bastava che fosse scritto solo su un foglio, ho deciso che le cose che provavo dovevo manifestarle in un’altra maniera. Visto che in quel periodo non suonavo neanche uno strumento ho deciso di fare una ricerca di gruppi su Myspace e da lì ho conosciuto i Nowhere che nel 2006 hanno pubblicato "Declaration" nel loro ep che è stato scelto anche per una compilation della Akomproduction. Poi da allora ho conosciuto altri gruppi a cui ho passato i testi. Tutte e tre le band sono accomunate dal fatto di suonare musica pesante. Quando è nata in te la passione per il rock duro e il metal? Quali sono i tuoi ascolti preferiti? Diciamo che avevo tredici anni quando ho cominciato, mi sono fatta prestare due cd e mi hanno proposto il "Black Album" dei Metallica e "The Mind’s I" dei Dark Tranquillity, devo dire due album veramente stupendi che mi hanno coinvolto sin dal primo ascolto. Andando avanti con gli anni non ho mai perso la passione per questo genere, anzi lo ascolto tuttora. I testi delle quattro canzoni di "My Life" si muovono su temi molto diversi fra loro. A cosa ti ispiri per scriverli? Magari un film, un libro oppure è sufficiente la vita di tutti i giorni? Le canzoni che scrivo per la maggior parte riguardano momenti trascorsi nella mia vita e persone che mi circondano. Diciamo che uso carta e penna per sfogarmi e da lì nascono i testi delle canzoni. Ho letto che a febbraio uscirà un nuovo lavoro degli Impaled Bitch che ti vedrà presente come autrice di testi. Cosa puoi dirci di questa collaborazione con Soso? E’ stata una cosa un po’ casuale. Ho scritto molti testi e non mi piaceva tenerli racchiusi in una teca e ho deciso di pubblicare un annuncio in bacheca su Facebook. Soso, degli Impaled Bitch, mi ha risposto subito, gli ho passato un testo e "Your Mind" in poco tempo era già composta e registrata; vista la sua capacità musicale e la sua disponibilità gliene ho passati altri cinque. Lui li pubblicherà canzoni nel suo prossimo album "Emblematic II", invece io li pubblicherò in un album a parte con canzoni scritte da me, che s’intitolerà "Enigma". In alcune foto presenti su Facebook e Myspace ti si vede imbracciare un basso. Ti diletti anche a suonare? Sì, diciamo che ho imparato da autodidatta a suonare il basso, ho creato un gruppo ma causa la lontananza e vari problemi di line up ho abbandonato tutto e al momento sono ferma. Cosa fai nella quotidianità? Hai altre passioni oltre alla musica? Ho lavorato per un po’ di anni come barista in un hotel, ora sono a casa in maternità. Sono la responsabile di una webzine nata due anni fa: Undergroundzine (www.myspace.com/l39undergroundzine). Altre passioni oltre alla musica... eheheh... sempre la musica... Siamo arrivati al momento dei saluti, a te la parola per chiudere. Ringrazio te Simone per l’intervista e il sito che mi ha ospitato. Chi fosse interessato all’ep "My Life" e al nuovo disco "Enigma" o a una collaborazione per i testi delle canzoni mi può contattare a: www.facebook.com/martina.tosi1 www.myspace.com/martiansongwriting Grazie, ciao, Martina. Continua a leggere... DOOMSOWERInformazioni Autore: Mourning Traduzione: Dope Fiend Formazione Justin Doom - Chitarra e Voce Kalvin Doom - Batteria e Voce Spontanei e amanti del doom, oggi abbiamo con noi i Doomsower. Come va ragazzi? Justin: Stiamo abbastanza bene. Apprezziamo l'intervista... buono a sapersi che ci stiamo facendo conoscere in Europa! Cominciamo introducendo la band e raccontandone la storia. Siete attivi dal 2008 e lo scorso anno avete pubblicato "Vintage Era", di quale era sta parlando nel titolo? Che cos' è "Vintage Era"? Kalvin e io (Justin) ci siamo incontrati nell'estate del 2008 e abbiamo iniziato a provare insieme. Abbiamo pubblicato un primo demo grezzo a ottobre dal titolo "Ov Doom". Abbiamo suonato il nostro primo concerto con i The Gates Of Slumber quello stesso novembre. Nel 2009 abbiamo lavorato senza sosta a nuove canzoni e abbiamo suonato in tutti gli spettacoli che potevamo. Il 2010 è stato praticamente una ripetizione del 2009, ma con live ancora migliori (come la prima edizione del Seattle Doomfest) e a dicembre abbiamo registrato "Vintage Era". Il quale è stato effettivamente rilasciato a gennaio di quest'anno. La "Vintage Era" per noi sono gli ultimi due anni della nostra esistenza. Consideriamo le canzoni come Vintage, perchè sono le tracce vecchie e "classiche" dei Doomsower se volete. Anche se in realtà non c'è molto oltre a queste... haha. Una delle cose migliori di ascoltare il vostro album è stato che non ho potuto far a meno di citare le band che dominano la scena, questo dimostra che avete una personalità forte, cosa non comune oggi. Se non sbaglio il monicker Doomsower proviene da una canzone dei Reverend Bizarre, giusto? Quindi suppongo che vi abbiano influenzato, ma quali sono le altre band che vi hanno fatto pensare che volevate suonare doom metal? Sì, è una canzone dei Reverend Bizarre. Dal momento che non esistono più, abbiamo pensato che sarebbe stato un buon omaggio alla band. In più è un nome freddo, non è vero? Per quanto riguarda le altre band che ci hanno influenzato nella scelta di suonare doom, beh è una lunga lista. Cathedral, Saint Vitus, Trouble, Candlemass ecc. Siamo molto influenzati da altri generi di musica però. Noi non ci limitiamo a dire: "dobbiamo suonare come questo e fare quello." Quello non è un modo molto appagante di fare le cose. Se avessimo avuto un riff che suonava come, non so, Morbid Angel, lo avremmo probabilmente utilizzato in un modo o nell'altro. In "Doomsower" ho notato alcune parti vicine al noise e al blues, quali sono i vostri ascolti non metal? Ci sono band appartenenti a quei generi che vi piacciono? Personalmente sono un grande fan del blues. Muddy Water, Howlin' Wolf, BB King... Come ho detto prima, abbiamo gusti molto diversi nella musica (ovviamente il doom metal è il nucleo principale). Io sono anche un grande appassionato di musica folk. Neil Young sarà sempre il migliore. Direi però che fra Kalvin e me, Thin Lizzy e gli altri della vecchia scuola rock' n' roll saranno sempre una grande ispirazione (anche se non suoniamo come loro, è più per l'attitudine). La tua performance Justin è veramente buona, non sei un cantante standard, sembra che sia più orientato verso altri generi, ma comunque la tua voce si adatta alla musica. C'è qualche cantante che ti ha ispirato? Grazie! Apprezzo molto. Per quanto riguarda un cantante che mi ispira... Mark Farner dei Grand Funk Railroad è certamente in cima alla mia lista. Ma, naturalmente, Scott Wino, Lee Dorian, Ozzy, Phil Lynott... un altro lungo elenco di influenze. Jim Morrison è anche una grande influenza in questo. La produzione è 100% naturale, le imperfezioni del suono sono una buona cosa in questo tipo di album. Chi l'ha curata? Come è stato registrato l'album? Avete creato le canzoni da alcune jam session o avete un modus operandi per la composizione? Abbiamo registrato tutto da soli negli Hellhole qui in Oregon. È stato fatto tutto dal vivo con assoli e voce solo sovraincisi. E' stato frustrante, ma in senso buono. Le canzoni erano già fatte e ci siamo solo seduti a registrarle. Quindi, di nuovo, mentre queste canzoni sono nuove per il mondo, sono "Vintage" per noi, haha. Io non sono al 100% contento di come sono andate le cose, ma abbiamo lavorato con quello che avevamo al meglio delle nostre capacità. Inutile dire che il nostro prossimo passo è quello di entrare in uno studio vero e proprio con qualcuno che sappia come lavorare con le registrazioni. Per le nostre canzoni, io di solito parto da un riff e poi continuiamo da lì. Siamo una band molto basata sul riffing, ma abbiamo sempre provato e improvvisato molto. Si aggiunge qualcosa in più alle canzoni secondo me, molto simile a ciò che facevano le vecchie band anni '70. Quali sono i temi trattati nei vostri testi? Nel primo demo erano avvertimenti contro il male, più o meno. In stile Black Sabbath. Il nuovo album parla di Robert E. Howard, cacciatori di streghe, noi stessi e superamento degli ostacoli. Personalmente, mi piace lasciare il senso del testo agli ascoltatori però. La scena doom metal è probabilmente quella che ha mantenuto la massima qualità in questi anni, ci sono band di nuova generazione che vi hanno impressionato? Di nuova generazione? Hmmm... è difficile da dire. Proprio come ogni genere, ci sono alcune band buone e un sacco di band di merda. In realtà non ascolto molti gruppi nuovi. Tante nuove "doom" band o semplicemente suonano drone o sono un rip-off degli Eyehategod. Non sono sicuro che questa possa essere considerata come una "nuova generazione del doom". Avevate obbiettivi prima dell'uscita dell'album? Come sono i commenti che avete ricevuto dalla critica e dai vostri fan? Il nostro unico obiettivo è quello di migliorare noi stessi e fare del nostro meglio con quello che abbiamo. Ovviamente vogliamo ottenere più fan possibile, ma non vogliamo compromettere nulla. Ma per rispondere alla tua domanda direttamente, l'unico obiettivo era di fare un demo/album/ep/qualsiasi modo in cui tu la voglia chiamare ed esserne orgogliosi. E' stato pubblicato su Doom Metal Alliance e finora la risposta è stata piuttosto buona. Penso che possiamo solo migliorare. Wino, Leif Edling, Lee Dorrian, come descrivereste questi artisti? Pensate che qualcuno di loro sia il padre della moderna generazione doom metal? Per dirla senza mezzi termini, se non fosse stato per questi tre ragazzi, io non starei facendo questa intervista! Haha. Wino naturalmente con le sue molte band è semplicemente una forza inarrestabile piena di energia. Leif Edling e i Candlemass sono la ragione per cui la Svezia ha avuto del metal (accanto a Bathory, ovviamente). Come nota a margine... sono un grande fan del death metal svedese! Comunque, Lee Dorian e i Cathedral sono enormi. Senza questa band e la Rise Above Records molte band non sarebbero dove sono. Non so se potrei dire che uno è più importante degli altri. Semmai che Tony Iommi sia il padre del metal in generale! Cinque album che un fan dei Doomsower dovrebbe ascoltare? Reverend Bizarre - "In The Rectory Of The Bizarre Reverend" Saint Vitus - "Born Too Late" Sleep - "Holy Mountain" Pentagram - "Relentless" Grand Funk Railroad - "Grand Funk" Free download, file digitali, file-sharing, sentiamo sempre più cose che sono solo una sequenza di 0 e 1. Come è possibile incoraggiare i ragazzi giovani a comprare cd, tape e vinili? Questo è un problema veramente duro e più di un problema sociale. Le persone appassionate acquistano, cd, tape, vinile, ecc... è davvero facile andare solo online e scaricare qualcosa e vedere bambini (e anche adulti) che poi ne parlano. Da un punto di vista del musicista, è bruttissimo. Mettere tanto impegno in qualcosa e vederla trasformata in una sequenza di 0 e 1 e anche non fare un solo centesimo con essa è brutto (non si tratta di una questione di fare soldi con ogni mezzo, ma sarebbe bello vivere con la nostra musica). Ma forse poi quelle persone che scaricano il nostro album escono per un live e l'acquisto di una maglietta? È un argomento davvero difficile. Io non scarico e non credo che dovrebbe succedere, ma è troppo tardi per dire "no". A proposito di live, come stanno andando? State facendo concerti? C'è una bella esperienza che vi piacerebbe condividere con noi? Non facciamo un concerto dallo scorso novembre, ma speriamo di poter raccogliere alcuni live con gli amici qua e là. Naturalmente il nostro obiettivo finale è quello di un tour e persino andare in Europa, ma questo non accadrà molto presto. Mi piace pensare che tutti i nostri concerti siano una bella esperienza. Che lo siano per noi almeno. C'è sicuramente qualcosa di etereo nelle nostre canzoni. Il microfono-spada che uso e i serpenti che si arrampicano da sotto la batteria di Kalvin rendono memorabile ogni nostra esperienza. Quando parlo con la gente, di solito dicono qualcosa del tipo: "Oh, tu sei quello della band con la spada!" cose che a volte mi rendono orgoglioso, ma altre mi chiedo se si ricordino più di noi che della nostra musica... Come sarà il futuro dei Doomsower? Cosa dobbiamo aspettarci? Beh, abbiamo appena finito due pezzi nuovi. Il nostro bassista ha deciso che non voleva più suonare con noi (a causa di sue questioni personali, non Kalvin o me), quindi siamo alla ricerca di un bassista. Oltre a questo, abbiamo intenzione di fare più merchandise. Cd, magliette, toppe, etc... c'è almeno un concerto programmato per quest'anno a Seattle, ma non posso davvero dire di più. Pero' sarà impressionante. Ma cosa dovrebbe aspettarsi la gente? Niente! Dovrebbero attivarsi e trovare il nostro sito, mandarmi una e-mail chiedendo un cd, o andare ai nostri live (o farcene fare). Grazie per il tempo trascorso con noi, a voi la parola per un ultimo messaggio ai nostri lettori. Io e Kalvin abbiamo apprezzato molto lo spazio che ci avete dato. E' un onore essere conosciuti oltre l'Atlantico. Come dichiarazione finale: andate ad ascoltare le nostre canzoni, ditelo ai vostri amici, acquistate i nostri merchandising se è possibile e ricordate che ciò che avete con i Doomsower è qualcosa di Crudo e Reale! Noi non cerchiamo di copiare nessuno e abbiamo un nostro stile/suono. Amiamo quello che facciamo e ci auguriamo che voi amiate le nostre canzoni. Cercateci su Facebook, ascoltate la nostra pagina Bandcamp, e supportate la nostra label. http://doomsower.bandcamp.com/ www.doommantia.com/ Vi auguro il meglio!! Continua a leggere...
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