Informazioni
Gruppo: Resumed
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/resumed
Autore: Mourning
Tracklist
1. Dead Inside
2. Predicting The Future
3. Into The Trip
4. Alienation
5. Secret In Mind
DURATA: 24:50
In Italia a tecnica siam messi bene, inutile negarcelo, quando si parla di divertirsi con lo strumento di gente valida ne abbiamo e anche tanta.
I ragazzi dei Resumed di qualità e passione per lo strumento fan mezzo, con esse hanno composto le tracce che si trovano nel demo "Human Troubles".
Cynic, Atheist e i Death di Schuldiner si percepiscono palesemente come influenze principali esecutivamente, specie nelle strutture richiamanti il periodo in cui ebbe inizio l'evoluzione del technical death.
Le canzoni nel complesso sono tutte e cinque piacevoli, godono di buoni passaggi, riescono ad essere ariose quanto ficcanti, trovano il tempo di dar vita ad assoli che le abbelliscono e se dovessi citarne un paio probabilmente l'opener "Dead Inside" e la successiva "Predicting The Future" risulterebbero le migliori del lotto anche se di una spanna appena.
Dove sta la magagna? C'è purtroppo il guaio, è di quelli che rovinano un mini lavoro bello come "Human Troubles", che ti fan dire: MA PORCA PUTTANA!
La produzione fa veramente del male, non aiuta neanche minimamente i brani a spiccare ed esplodere, la batteria sembra quella di plastica dei playmobil, il che è assurdo per un demo che, come valore, dovrebbe a merito ricevere elogi su elogi e invece si vede costretto a essere gambizzato da tale punto sin troppo amatoriale.
Costatando quindi le potenzialità espresse da Nikolas e Daniele (anche voce) alle chitarre e il lavoro di base di Carlo e Filippo inquadrato sullo stile, il combo fa intravedere margini di miglioramento ampi, consiglierei loro di portare questo stesso "Human Troubles" in uno studio per dargli la forma che merita.
Se non trovano un contratto così vuol dire che le label gente che suona e che può dare qualcosa alla musica non ne vogliono, purtroppo andando in giro per la rete sta diventando sempre più una triste verità: l'autoproduzione è la via.
Passate sul loro space, date un ascolto all'operato e attendete fiduciosi come farò anch'io nuove notizie da parte dei Resumed.
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lunedì 26 luglio 2010RESUMED - Human TroublesFORLORN REMEMBRANCE - Indications Of The Coming ApocalypseInformazioni Gruppo: Forlorn Remembrance Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/forlornremembrance Autore: Mourning Tracklist 1. Humanity In Ashes, Part 2: Left In The Remnants Of A Dead Planet 2. Laid To Rest Beneath Your Shattered Skies 3. Humanity In Ashes, Part 4: Into The Nuclear Winter 4. Clouded, Forgotten DURATA: 23:15 Nuova realtà in ambito progressivo proveniente dalle lande svedesi, i Forlorn Remembrance propongono un sound che trae insegnamento sia dall'ambito più classico e intimo sia dalla parte più estrema legata al death atmosferico ormai in auge da un po' d'anni a questa parte, il tutto condito da una vena epicheggiante.In poco più di venti minuti riescono a mettere davvero tanta carne al fuoco nel loro primo demo "Indications Of The Coming Apocalypse". Sin dalle note iniziali di "Humanity In Ashes, Part 2: Left In The Remnants Of A Dead Planet" la varietà della proposta si sviscererà mostrando un'ampia modalità compositiva e un concetto open-minded del come assorbire ed elaborare l'influenza ricevuta d'altra band. Verrete al contatto con deja vù riconducibili a svariati act fra i quali Opeth e Katatonia che risulteranno fra i più citati, così come troverete una reminiscenza maideniana in "Laid To Rest Beneath Your Shattered Skies" e un assalto death black inframezzato da pause degne dei Pain Of Salvation in "Humanity In Ashes, Part 4: Into The Nuclear Winter". E' un costante susseguirsi di cambi di tempo e umore, la formazione esibisce una più discreta tecnica e dimestichezza nell'assemblare composizioni piacevoli e ricche che sanno colpire quando chiamate a tale dovere, ennesima conferma n'è l'incedere della conclusiva "Clouded Forgotten" degna delle migliori esecuzioni del periodo melodico del death che nel suo discernere si tramuta in un delicato e raffinato acustico sino all'ultimo respiro sonoro esalato. Una prova sopra le righe quella dei quattro ragazzi, il cantante Tobias Lindgren si destreggia bene sia nel growling che nelle fasi in clean, l'apporto tellurico del drummer Pontus Landgren è un moto variabile costante supportato da un lavoro di basso fine e particolare realizzato da Xin Gao, sono però le due asce a sorprendere ancor più positivamente. Il riffing di Alexander Larsson è fluido, ispirato e innovativo, il rimando come anticipatamente ho scritto è mentalmente normale anche solo per affinità, si percepisce però chiaramente come l'architettura dei pezzi viva di luce propria e tale dote in un periodo inondato da cloni è oro colato. Non posso quindi che consigliare l'ascolto di "Indications Of The Coming Apocalypse" a chi ha voglia di qualcosa di diverso, progressivismo ma non fine a se stesso, un primo atto che personalmente spero (e auguro loro) conduca alla realizzazione di un gran debutto. Segnatevi questo nome: Forlorn Remembrance, con un po' di fortuna ne sentiremo parlare molto bene in un prossimo futuro. Continua a leggere... SAEL - The Sixth ExtinctionInformazioni Gruppo: Sael Anno: 2010 Etichetta: Pictonian Records Contatti: www.myspace.com/moonlitmutilation Autore: Mourning Tracklist 1. Being Judas 2. Priest Of Nothingness 3. The Venom 4. Mantra Of The Fourth Age 5. Inner Wrath 6. I Searched For The End Of The Spiral 7. The Sixth Extinction DURATA: 46:41 I Sael sono una formazione alquanto interessante, già dai nomi che compongono la line-up della formazione teutonico/transalpina riscontrerete la presenza di musicisti di valore appartenenti o ex di band di tutto rispetto quali: Order Arcanum, Secrets Of The Moon, Reverence, Quintessence e Asmodee per citarne solo alcune."The Sixth Extinction" è l'album di debutto del combo, arriva a distanza di sette anni dal demo "Moonlit Mutilation" e a tre dall'ep "Ocean", entrambe le prestazioni avevano lanciato segnali positivi confermati dal lavoro sostanzioso adesso in commercio. Altro passo importante fu per l'ensemble la partecipazione a un tributo agli Ulver in cui diedero l'anima a "Hymne VI - Wolf & Passion" non facendo rimpiangere l'inarrivabile versione originale che Garm e soci composero nell'ormai lontano 1996 seppur rilasciata ufficialmente solo l'anno successivo. E' dunque ora di parlare di questo "The Sixth Extinction", un disco poco istintivo, progressivo, dal tratto avanguardistico ma che si concede libertà esclusive per sfoggi di violenza controllata, il platter possiede al suo interno una varietà di soluzioni che forzano o diluiscono la presa alimentandosi con sferragliate sfoggianti l'irruenza del thrash e momenti espansi, seppur dai ritmi mai completamente azzerati, dal forte sentore atmosferico richiamanti alla lontana il doom. Le chitarre infuriano gelide configurando melodie taglienti e costantemente in agitazione che vengono sorrette e sfamate dalla cattiveria delle basi perennemente operanti su dinamiche che cercano e pretendono variazione, purtroppo si nota dopo un paio d'ascolti che le tracce vantanti a pieno titolo queste caratteristiche sono unicamente le tre iniziali: "Being Jesus", "Priest Of Nothingness" e "The Venom" dove con la spregiudicatezza di chi ha tanto da dare i Sael mettono in terra tutte le carte a loro disposizione. La preparazione tecnica della band non è in discussione, così come l'esecuzione dei brani, ci s'immerge e andando avanti si avrà un calo dal punto di vista del feeling espresso dalle canzoni, "Mantra Of The Fourth Age" detiene ancora quel taglio scuro e freddo degno dei precedenti episodi non riuscendo però a conquistare con le melodie, cosa che si ripercuoterà anche nelle successive "Inner Wrath" o "I Searched For The End Of The Spiral" dove gli istanti che facciano riemergere il valore qualitativo della triade posta in capo non mancano ma non ne garantiscono la continuità. I quarantesei minuti trascorrono ed è il turno della titletrack, conclusione dell'album, di venire incontro alle nostre orecchie, la traccia apre leggermente la morsa che ci stringeva con le sue sfuriate e si attesta su tempi maggiormente lenti e improntanti a infondere un marchio profondo. La voce di Serge si esalta ancor più maligna e graffiante, le cadenza doomica ne acuisce la violenza portando a termine il platter con una dirompente onda d'urto inaspettata che dilaga mietendo vittime e scemando col passare dei secondi. I Sael hanno messo su un lavoro che dal punto di vista prettamente formale ha davvero poco o nulla di cui farsi rimproverare, il sound e la strumentazione in genere non hanno problemi nell'esecuzione e nella riproduzione delle canzoni, anzi come per i compagni di label Annthennath (anche se in maniera meno vistosa) il basso non solo è presente e non svolge il mero ruolo di accompagnatore ma si diletta a far sentire la propria vitalità. Mancano in parte o meglio dire "traballano" quell'aria che "trasporti" e le melodie "chiave" che sappiano ficcarsi in testa affascinando l'ascoltatore, in una proposta del loro tipo diventano caratteri di fondamentale importanza. Alti e bassi in "The Sixth Extinction", un album che gli amanti della progressione in ambito black farebbero comunque bene ad ascoltare dato che di spunti interessanti ne contiene, Iconoclast & co. sono sicuramente da seguire, appuntatevi questo nome. Continua a leggere... ANNTHENNATH - States Of Liberating DepartureInformazioni Gruppo: Annthennath Anno: 2010 Etichetta: Pictonian Records Contatti: www.myspace.com/annthennath Autore: Mourning Tracklist 1. Survival Activation 2. Emotional Balance 3. Symbolic Awareness 4. Sexual Transcendence 5. Somatic Hedonism 6. Electric Destiny 7. Bloody Rivers 8. Atomic Demise DURATA: 50:38 Annthennath nuova realtà francese? Sicuramente il monicker a molti dirà poco o nulla, come spesso accade però i personaggi che rivestono i vari ruoli all'interno appartengono ad act conosciuti e di buona qualità.In questo specifico caso troviamo in line-up membri ed ex di formazioni quali Deathspell Omega, Sael, Otargos, Diskarial e Order Arcanum, non poca cosa come presentazione, basterà a regalarci un buon lavoro? I dubbi vengono sciolti già dalle prime note del debutto "States Of Liberating Departure", il riffing è serrato e la presenza del basso vivace, attiva e molto più che percettibile. E' proprio lo strumento che di frequente nelle produzioni viene bistrattato ad avere ampia possibilità di mettersi in mostra e caratterizzare il sound della formazione, negli otto brani che danno vita al platter oltre a una prestanza palese dei pezzi che si slanciano in durate per lo più medio/lunghe, si nota come il lavoro della sei corde sia in costante e repentina mutazione, la varietà di passaggi e melodie che N° 6 e Lyshd Mordrak inanellano rende le tracce agili e mai ripetitive. Ne sono già chiari esempi l'accoppiata iniziale formata da "Survival Action" ed "Emotional Balance" entrambe basate su ritmiche sostenute e coinvolgenti, una delle tante svolte camaleontiche avviene all'interno di "Symbolic Awareness" dove la batteria si arresta lasciando alla chitarra pulita e al basso piena libertà d'azione con Shaxul che bisbiglia, un pieno centro atmosferico capace di scatenarsi impetuoso nel suo ultimo minuto. Ci provano gusto a sferragliare, si passa così a "Sexual Transcendence", se la partenza in quarta faceva presagire un pieno e duraturo attacco frontale, l'animo interno orientale si prende una breve pausa prima di riserrare i ranghi alternando un riffato pienamente distorto ad altro che gode della chitarra nella sua versione più limpida. La scia che la metà iniziale dell'album ha segnato è quella che la restante continuerà a calcare muovendosi con equilibrio fra spunti in piena velocità e momenti rilassati dediti all'atmosfera dando vita ancora a canzoni interessanti quali "Electric Destiny" e la conclusiva "Atomic Demise". Il mood tetro arricchito da assoli pungenti, la vena ispirata delle asce, la voce maligna di Shaxul, sono parecchie le armi a disposizione di un combo che sembra aver sin da subito trovato una propria strada. Gli Annthennath si presentano dunque con il loro black metal che sarà di gradimento soprattutto agli amanti della scena d'oltralpe, c'è qualche lieve difetto che in corsa potrà esser corretto ma dato che è di un lavoro d'apertura che vi parlo, ci si può ritenere più che soddisfatti. Consiglio quindi di dare più di un ascolto a questo "States Of Liberating Departure", ne vale davvero la pena. Continua a leggere... ANNTHENNATH (english version)Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post. Continua a leggere...lunedì 19 luglio 2010SHADOW OF THE COLOSSUSInformazioni Autore: Mourning Traduzione: Fedaykin Formazione Bryce Yuson - Chitarra Devin Durrett - Basso Jacob Durrett - Batteria Drew Winter - Voce Richie Gomez - Chitarra Ciao ragazzi! Benvenuti su Aristocrazia Webzine. Potete darci una breve presentazione del vostro gruppo? Jake: Siamo gli Shadow Of The Colossus, da Sacramento, California, Stati Uniti. Siamo in attività da poco meno di un anno e solo recentemente abbiamo rilasciato un album omonimo auto-prodotto, lungo più di quaranta minuti. Siamo cinque tizi che amano suonare brutal death metal. Che cosa vi ha dato l'ispirazione per chiamare il gruppo in questo modo? C'è un videogame per Playstation 2 che si chiama Shadow Of The Colossus, letteralmente il gioco più epico e figo che esista. Volevamo rendere onore al gioco facendo musica ispirata alla sua brutalità. Qual'è stato il motivo che vi ha spinto a formare questo gruppo? Siamo quel genere di musicisti che sentono il bisogno di scrivere e rilasciare materiale costantemente. Quando il nostro vecchio gruppo si è sciolto, ci siamo presi una piccola pausa e ci siamo riformati con un nuovo nome, un nuovo stile e molta più maturità. Quali gruppi ascoltate regolarmente e/o vi hanno influenzato nel vostro percorso musicale? Decapitated, Behemoth e Killswitch Engage. Il vostro album di debutto è un buon lavoro pieno di groove, melodia e un grande impatto. Come lo descriveresti e quali sono le caratteristiche chiave che gli hanno dato vita? Il primo album è la musica più diretta che abbiamo composto finora. Volevamo scrivere della roba con molte parti groovy e pesanti, uno spruzzo di influenza hardcore come anche delle sezioni super melodiche. Come scrivete una canzone? Bryce (chitarra) e Devin (basso) si incontrano e lavorano incessantemente su nuovi riffs, raffinandoli di continuo, fin quando non ottengono lo stile di riff che vogliono. Poi infilano le parti di chitarra nella canzone, assicurandosi che ci sia una struttura definita. Io intervengo dopo che la parte chitarristica è stata completamente composta e inserisco la batteria. Di solito poi sistemiamo il testo direttamente sul luogo, in studio, anche se in realtà il testo è scritto in precedenza. Quanto è importante il testo per voi e quali sono gli argomenti che trattate? Trattiamo di tutto, da argomenti politici a discorsi emozionali o anche gore puro. Davvero, di tutto. I testi sono importanti per sentire il pezzo, le canzoni brutal hanno bisogno di liriche brutal. Allo stesso modo i pezzi più melodici sono più adatti a testi più riflessivi. Come mai avete scelto di suonare Metal? Che cos'è che vi ha fatto pensare: "è questo che voglio suonare"? Per noi è lassù tra i generi più estremi e complessi di musica in circolazione, insieme al Jazz e alla Classica. La velocità, la resistenza, la precisione e lo spessore rendono il Death Metal il genere che ci mette di più alla prova. Che cosa pensi della scena di Metal estremo attuale? E' un po' sovraccarica recentemente. Ma devo anche dire che ci sono un mucchio di album fantastici che sono stati rilasciati nel 2010, e siamo appena a giugno! Che cosa cambieresti o elimineresti della scena attuale? La cosa che mi fa imbestialire di più con i gruppi di questi tempi sono le registrazioni pessime. Se tutti avessero la capacità di registrare decentemente il livello della scena si alzerebbe un po', e questo costringerebbe i gruppi a rendersi più creativi. Che cosa pensi dei P2p? Secondo te può aiutare a diffondere la musica o, al contrario, può essere una causa di decaduta per il metal? Prima di tutto, io penso che la popolarità del metal stia decisamente crescendo! Voglio dire, prova a guardare le line-up dei tour congiunti quest'anno, tutti gruppi heavy metal e deathcore. E diventerà ancora più grande di così. Secondo poi credo che l'unico metal (o più genericamente musica, perché no) che il P2P danneggi veramente sia la roba auto-prodotta. Supportate SEMPRE l'auto-prodotto! Che cosa pensi dei media (riviste, webzine ecc...)? Ci sono degli aspetti di questa realtà che trovi fastidiosi o poco professionali? Credo che tutte le 'zine e i siti in circolazione diano un supporto enorme all'industria musicale. Questa gente compone una linea di trasporto dalle band ai fans. Una linea vitale. Che cosa pensi dei Social Networks? Credi che potrebbero essere utili per la scena oppure no? Decisamente. Moltissimi gruppi si affidano al proprio Myspace per vendere merchandise online alle persone che non possono andare agli show e per informare sulle date e sulle locazioni del proprio tour. Come suonano gli Shadow Of The Colossus in sede live? Ci sono stati, ad oggi, dei concerti che vi hanno esaltato o altri in cui avete ricevuto meno di quanto non vi aspettaste? Ora come ora abbiamo suonato un solo show ed è stato quello del rilascio del nostro album. Abbiamo suonato come gruppo spalla dei Conducting From The grave (Sumerian Records) alla data del loro tour che si teneva a Orangevale, CA (il nostro paese natale). Abbiamo avuto una risposta grandiosa, con oltre quattrocento persone che sono andate fuori di testa in questo locale, saltando su e giù e facendo stagediving! Il rapporto con i fans: come lo mantenete e quanto lo sentite importante? Cerco di parlare con i fans tutti i giorni, rispondendo a tutte le domande o dubbi. Il fatto che i fan ci cerchino per informazioni è molto importante e credo che debbano sapere in che stato è il gruppo per restarne interessati. Che cosa state facendo per rilasciare e promuovere il vostro album? Ci siamo fatti promozione online per un bel po' per il rilascio digitale dell'album e puoi ascoltare cinque pezzi dell'album in anteprima ad ottima qualità su: shadowofthecolossus.bandcamp.com. Piani futuri e sogni che vi piacerebbe avverare? Trovare un'etichetta che produca il disco e fare di nuovo un tour sarebbe bello! Suonare al Summer Slaughter tour. Grazie per il tempo che hai speso con noi, l'ultimo messaggio per i nostri lettori lo lascio a te. SUPPORTATE LE BAND AUTO-PRODOTTE, E SUPPORTATE QUESTA ZINE! Continua a leggere... GARGOYLE (JPN) - KuromittenInformazioni Gruppo: Gargoyle (Jpn) Anno: 2009 Etichetta: First Cell Contatti: http://firstcell.net/gargoyle/paso_index.html Autore: Insanity Tracklist 1. Shi Ni Itaru Kizu 2. Memento Mori 3. I Am Joker 4. Zero Blood 5. Bucchigiri Crash! 6. Sora E To Tuduku Saka 7. Enigma 8. Magma Kid 9. Psychological Treatment 10. Kaze No Shiro 11. Garapon DURATA: 51:51 La formula è all'incirca quella che ha caratterizzato la band giapponese, Thrash Metal condito da parti Prog e da un marcato senso melodico tipico del J-Rock. Se la descrizione a parole dovesse lasciare qualche perplessità sulla validità della proposta, l'opener dell'album toglie ogni dubbio. "Shi Ni Itaru Kizu" contiene infatti l'essenza della band: un brano energico ma che non lascia da parte la melodia e che mette in mostra il sound tipico della loro terra. Una nota speciale va sicuramente al particolare stile del cantante Kazuhisa "Kiba" Tochihara, supportato spesso da cori che sanno molto di Punk. L'album risulta molto vario e ricco di episodi di alta qualità: "Zero Blood" riprende la formula del primo brano, e anzi la migliora, diventando una delle tracce migliori grazie anche a riff e ritornelli molto catchy; con "Sora E To Tuduku Saka" ed "Enigma" dimostrano prima di essere capaci di dosare la melodia senza sfociare in passaggi smielati che poco si incastrerebbero in questo album, poi di saper essere possenti come una vera Thrash Metal band. Come se non bastasse, alla penultima traccia ci regalano una ballata dal sapore vagamente malinconico ma ben inserita nel contesto. A chiudere l'album ci pensa "Garapon", una traccia orecchiabile sulla scia dell'opener che quasi mette voglia di riascoltare dall'inizio questo lavoro. A quanto pare i Gargoyle non ne vogliono sapere di mollare e con "Kuromitten" hanno dimostrato che nonostante il lungo periodo di attività hanno ancora molto da dire. Ovviamente non è un ascolto consigliato a chi dal Thrash Metal pretende la sporcizia e la carica che da quasi trent'anni caratterizza il genere, ma a chi cerca qualcosa di diverso e soprattutto agli amanti del made in Japan piacerà sicuramente. Continua a leggere... NEMESI - Re Di StracciInformazioni PATHOGENInformazioni Autore: Mourning Traduzione: Insanity Formazione Willie Desamero - Voce e Chitarra Erwin Javier - Chitarra Nino Jerome Aranza - Basso Vic Jarlego - Batteria Willie: Saluti morbosi Gabriele e anche a tutti i lettori di Aristocrazia Webzine! I Pathogen si sono formati quasi un decennio fa, nel gennaio del 2001 per essere precisi. Durante i nostri nove anni di vita abbiamo pubblicato tre demo, due split e due full-length. Oggi gli unici membri originali rimasti siamo io e Erwin (Javier) chitarra. Vic (Jarlego) batteria è entrato a fine 2002 e il nostro attuale bassista, Nino (Aranza) nel 2007. Questa line up oggi è stabile. Che cosa vi ha spinto a creare la band? È stata un’idea mia, nel 2000. In quel periodo suonavo in una band Thrash/Heavy, gli Effluvium, che poi hanno cambiato nome in Negatron. E volevo suonare quel Death Metal violento, bestiale come i vecchi maestri che mi hanno influenzato come adolescente metallaro. Un altro motivo è la mia volontà di reagire ai trend del così detto "Metal estremo" che saltano fuori continuamente. All’inizio Pathogen era solo un side project e quando abbiamo registrato il nostro primo demo "Invoking Disease" (luglio 2001) non ci aspettavamo di durare più di un anno a dire il vero. Non eravamo particolarmente soddisfatti del sound e della nostra performance su quel demo. E non sapevamo suonare molto bene i nostri strumenti a quel tempo, così abbiamo pubblicato solo poche copie di quel demo. Penso che fossero solo quaranta-cinquanta copie e la maggior parte le abbiamo date ad amici, fanzine e band. Abbiamo anche partecipato ad una compilation della Maelstrom 666 Production in Thailandia. Quella è stata la nostra prima pubblicazione su cd-r, che stava iniziando ad essere usato molto in quel periodo. Comunque, appena dopo aver registrato il nostro secondo demo "Into The Subconscious Void" nel 2004 abbiamo cominciato ad essere una band a tempo pieno per le ottime reazioni della rete internazionale di commercianti di demo, zine e altre band. E questo ci ha spinto a continuare e produrre più Death Metal. Ho ascoltato il vostro primo album "Blasphemous Communion", una vera bomba, nel vostro sound la presenza di Slayer, Possessed, Autopsy o band europee come Nihilist e Carnage è ottima e sa di old school, quali sono le vostre band preferite a cui vi ispirate per fare Death Metal? Aarrgghh!!!!! Quelle band che hai citato sono i nostri maggiori ispiratori insieme ad altre band come primi Sodom, primi Sepultura, Obituary, Impetigo, Sarcofago, Repulsion, Bathory, Celtic Frost/Hellhammer, primi Tiamat, Mindrot, Deceased, Thergothon, Morgion, Beherit, Macabre, Master, Terrorizer, primi Xysma, Nuclear Death, Radiation Sickness, Loudblast e molti altri. Quelle sono le band che ascoltiamo quando vogliamo essere ispirati per scrivere canzoni! A dire il vero non pensavamo che molti metallari del mondo avrebbero apprezzato il nostro primo album "Blasphemous Communion". Non potevamo credere che sarebbe piaciuto a molti vecchi metallari perché la produzione era orrenda e non era neanche stato mixato bene. La nostra intenzione originale era semplice: volevamo solo che "Blasphemous Communion" suonasse come se fosse stato registrato nel 1986 proprio come i primi demo e album di Sodom, Sepultura , Hellhammer, Possessed, Death e Sarcofago. Noi semplicemente scriviamo riff che ci suonano bene. Non ho mai voluto scrivere musica troppo tecnica perché penso che tolga molto sentimento dalla musica e l’atmosfera oscura, maligna. Spesso i riff più semplici sono i più potenti e rimangono in testa. "Blood Orgy", "Necrovore", "Vultures Of War" e "Towards The Infernal Oblivion" sono brani totalmente devote al Metal old school, come componete le canzoni? Non c’è un vero e proprio modo in cui componiamo le canzoni. Se chiunque di noi trova un buon riff ci lavoriamo su e aggiungiamo diverse parti per formare una canzone. E poi aggiungiamo i testi, ecc. Non ci sforziamo troppo per avere nuove idee. Semplicemente aspettiamo che la creatività arrivi da sola. L’unica cosa è che la creatività arriva quando meno te lo aspetti. Mi sono divertito molto a creare musica senza l’approvazione di qualche "esperto" che ci desse indicazioni su come lavorare. Non mi è mai importato di cosa gli altri pensassero della nostra musica perché noi ci divertiamo a suonarla e questa è l’unica cosa che ci interessa. È sempre stato un mio interesse scrivere musica, fin da quando ero giovane. Ammiro davvero le band che scrivono canzoni belle e ben strutturate piuttosto che band molto "tecniche". Venite pagati per i vostri concerti? Raramente veniamo pagati, ma è un piacere suonare gratis visto che ci piace farlo. Chi scrive i testi? Quali tematiche trattate? La maggior parte dei testi li scrivo io. Mi è sempre piaciuto leggere i testi delle altre band e anche libri, poesie, ecc… Mi piacerebbe credere di essere bravo in questo. Comunque, i nostri testi di base parlano dell’angoscia della morte e di morire, delle crudeltà della storia, guerra, nichilismo, argomenti macabri, misantropia e altre cose belle. In realtà non sono i classici testi e temi del Death Metal ma cerco di renderli interessanti e più comprensibili. Non voglio scrivere testi troppo poetici o filosofici. Ho voluto creare un equilibrio tra frasi poetiche e frasi dirette per renderli più forti. Non ho mai studiato poesia. Ma sono affascinato da come alcune parole, se messe insieme coerentemente, possono innescare la nostra immaginazione in qualsiasi cosa tu stia cercando di dire. Quest’anno è la volta di "Miscreants Of Bloodlusting Aberrations", come lo descrivereste? È difficile descriverlo a parole per me ma penso che il nostro secondo album sia “spaccatimpani, marcio e infernale dall’inizio alla fine”. È un modo per descriverlo. È come "Blasphemous Communion", solo che sotto il secondo album c’è più lavoro, ma è comunque devastante e grezzo. Penso che stiamo migliorando come musicisti perché suoniamo insieme da molti anni e questo si può sentire nelle nostre registrazioni. (Sarei di curioso di sapere cosa ne pensi tu del secondo album rispetto a "Blasphemous..."). (Potete leggere la recensione relativa qui: http://aristocraziawebzine.blogspot.com/2010/07/pathogen-miscreants-of-bloodlusting.html). Quali sono le principali differenze tra i due album? "Miscreants..." è stato registrato in molto meno tempo e con meno soldi rispetto a "Blasphemous…" ma suona un po’ meglio di quest’ultimo. Questo perché ci siamo soffermati un po’ più di tempo sul mixaggio. Inoltre il songwriting di "Miscreants..." è più potente rispetto al nostro primo album. Per quanto mi riguarda "Miscreants..." è il nostro miglior lavoro finora. Siete soddisfatti su come è stato fatto? Non siamo mai soddisfatti al 100% dei nostri lavori, ma siamo molto contenti e fieri di "Miscreants...". È una cosa che abbiamo sognato per molto tempo ed ora è diventato realtà, raggiungendo un perfetto equilibrio tra durezza e chiarezza con un songwriting devastante. Come state preparando la promozione dell’album? Abbiamo inviato molti promo del secondo album a molte zine, label, band e contatti d’oltreoceano. Per cui c’è bisogno di un lavoro più duro e più dedizione per promuoverlo. Inoltre "Miscreants…" è già stato pubblicato su cassetta dalla Satanized Productions in Francia lo scorso marzo. Attualmente stiamo cercando una label per pubblicarlo su vinile. Stiamo anche negoziando per un accordo con la Triumph Of Darkness Records negli Stati Uniti per una pubblicazione su cd per fine 2010. La versione cd sarebbe dovuta uscire per la Berdugo Records ma sembra che non se ne sia più fatto niente, così abbiamo iniziato a cercare altre label interessate che potessero realmente occuparsi della nostra musica. Cosa potete dirci sulla scena Metal delle Filippine? Potete suggerirci qualche band dal vostro Paese? La scena qui non è grande come in altri Stati dell’Asia come Giappone, Malaysia o Thailandia. Ci sono molte band qui che non sanno niente di come registrare un demo, di commercio, e tutte quelle attitudini da poser o wanna-be. Penso che suonino solo per avere ragazze. Fortunatamente, ci sono band degne di essere citate e che conoscono bene l’underground e i metodi per promuoversi oltreoceano come Incisor, Rabies, Demonic, Maniak, Infestor, Riit, Servorum, Paganfire, Corrupt Insanity, Kratornas, e qualcun altro. Ci sono anche alcune zine che fanno bene la loro parte per supportare il vero Metal underground. È una comunità piccola e affiatata ma niente male. Cosa pensate della scena Metal odierna? Non ho mai amato particolarmente la nuova generazione di Metal estremo. Suona troppo sterile e pulita. Ma comunque apprezzo band che continuano le tradizioni della vecchia scuola e che aggiungono le loro idee ad essa. Molte grandi nuove band sono molto nascoste nella scena underground così bisogna cercare un po’ di più. Tutte le grandi label underground che hanno pubblicato musica devastante negli anni ’80 e ’90 come Relapse, Nuclear Blast, Earache, Osmose, Century Media, Noise Records oggi fanno schifo! Hanno pubblicato merda veramente terribile negli ultimi dieci anni! Spero che le grandi label indipendenti dell’Asia daranno a molte band asiatiche il riconoscimento che meritano. Penso che in pochi anni buona parte della scena asiatica sarà molto conosciuta nel mondo. Avete quasi dieci anni di carriera alle vostre spalle, quali sono i momenti che ricordate con piacere? E quelli che vi hanno deluso? Abbiamo avuto molti momenti memorabili durante tutti questi anni inclusi tutti i concerti buoni o meno buoni, sessioni di registrazione, feste di bevute, trombate, viaggi e fare l’autostop per andare in altri posti. Non penso che ci siano mai stati momenti che ci hanno deluso. Ci siamo divertiti in ogni singolo minuto, fin dai momenti difficili di quando eravamo agli inizi. Anche gli altri membri penso che si siano divertiti. Andiamo avanti alla grande come compagni di band. Ci consideriamo come dei fratelli. Che relazione avete con i vostri fan? Cosa pensate delle community virtuali e dei social network? Beh, mi piacerebbe pensare tutti i nostri fan come amici e compagni metallari legati dalla fratellanza del Metal. Non ci siamo mai visti "superiori" ai nostri fan. Siamo persone come loro perché amiamo tutti il Metal e amiamo le stesse band. Per cui non c’è motivo di avere un atteggiamento da "rockstar" o cose simili, come per le community virtuali ci sono i pro e i contro. Li uso solo per tenermi in contatto con vecchi amici o per comunicare con zine, label o altre band. Scrivo molte mail comunque. Vi vedremo mai in Italia? Chi lo sa? Magari un giorno qualcuno ci darà la possibilità di fare un tour in Europa. Spero di suonare in Italia un giorno. Credo che sarebbe fantastico suonare Metal a tutti i metallari italiani. Il nostro chitarrista, Erwin (Javier), vorrebbe farlo perché i suoi genitori, suo fratello e qualche cugino vivono in Italia. Grazie per averci dedicato il vostro tempo, a voi l’ultimo messaggio per i nostri lettori. Un grazie metallaro a te, Gabriele, per questa bellissima intervista. Mi è piaciuta davvero molto. Grazie per il vostro supporto e speriamo di vedervi tutti un giorno se avremo la possibilità di suonare da voi. Contattateci metallari! Pathogen c/o Willie Desamero, #4M. Fule Sahagun street, San Pablo City, Laguna 4000 Philippines Email: pathogenic_virulence@hotmail.com Continua a leggere... RAMESSES - Take The CurseInformazioni Gruppo: Ramesses Anno: 2010 Etichetta: Ritual Productions Contatti: www.myspace.com/ramesses666 Autore: Leonard Z Tracklist 1. Iron Crow 2. Terrasaw 3. Black Hash Mass 4. Take The Curse 5. Vinho Dos Mortos 6. Baptism Of The Walking Dead 7. Another Skeleton 8. Hand Of Glory 9. The Weakening 10. Khali Mist DURATA: 53:43 Innanzitutto va detto che l'impatto grafico del lavoro è di tutto rispetto: ben due, dico due booklet per un totale di ventiquattro pagine con quintali di foto della delirante opera d'arte “Fucking Hell” dei fratelli Jake e Dinos Chapman. Solo questo meriterebbe il prezzo “del biglietto”, ma andiamo alla musica: cinquantatré minuti di puro e granitico doom con la voce di Adam a ricordarci l'imminente fine del mondo. Rispetto al predecessore, questo “Take The Curse” si apre a influenze differenti, un esempio è la devastante “Black Hash Mass” in cui si percepiscono chiaramente le intrusioni del death metal (da cui dopotutto la band attinge per il cantato) grazie a una sparata in blast beat che spezza la monotonia megalitica del pezzo regalandoci un headbanging come solo il buon vecchio death metal degli anni '80 può fare. In definitiva un album da avere assolutamente per tutti coloro che amano il sound “Ramesses-Electric Wizard”. Unico punto dolente, la scelta della band di far uscire un mini intitolato “Baptism Of The Walking Dead” prima di questo lavoro: tutte le tracce di quel mini sono ripresentate identiche anche in questo cd... che dire... non essendo un collezionista mi sento un po' preso per il culo! Eccheccazzo! Continua a leggere... SEPTYCAL GORGE - Erase The InsignificantInformazioni Gruppo: Septycal Gorge Anno: 2009 Etichetta: Permeated Records Contatti: www.myspace.com/septycalgorge Autore: Advent Tracklist 1. Deformed Heretic Impalement 2. Redneck Slanderous Mutation 3. Aprioristic Discharge 4. Forgotten Faces Of Human Prism 5. Lobotomia 6. Psychotic Redemption 7. Confronting The Dead 8. Elegy For The Wretched 9. Speeches Of Inadequacy DURATA: 30:53 Partiamo dall'etichetta che ha creduto in loro per questa release: la Permeated Records. Pochi cazzi, un roster con band totali come i Degrade (tra i miei preferiti in assoluto), gli Enmity, i nostrani Putridity e gli intensi Infested, già recensiti da me in questa sede. Ogni traccia è pervasa da splendidi ripassi della scuola americana, non una rivisitazione bensì una reinterpretazione della macelleria inaugurata da Suffocation e figli. Dalla furiosa "Lobotomia", traccia cantata interamente in italiano (semplicemente sopraffina) alla dura "Redneck Slanderous Mutation", si ha un alto livello tecnico che permette all'ascoltatore di sentire il particolare influsso sui Septycal Gorge di band come Deeds Of Flesh e Severed Savoir, con una chiarezza cristallina vengono eseguiti con cura e maestria passaggi originali che si differenziano in modo acuto dalla loro controparte californiana. "Psychotic Redemption" è un altro bell'esempio di continuità tra la scena di ieri e oggi, ricorderete che oltre dieci anni fa gli Antropofagus pubblicarono "No Waste Of Flesh", ecco fa molto piacere vedere che non è morto tutto in quell'anno, anzi che sono rimasti attivi monicker ormai affermati come Zora e Blasphemer. Proseguendo nell'ascolto l'album rasenta la perfezione chirurgica appartenuta ad act precedenti come Disgorge o Sarcolytic, se familiarizzerete con "Erase The Insignificant" capirete come sia stupendamente assimilabile. Stacchi graffianti e accelerazioni che perforano, come se i ragazzi volessero cimentarsi in una ardua scalata. Ogni riff eseguito dal duo Diego-Marco è concatenato ad un intreccio duro e crudo di pattern, il batterista incalza con la giusta cattiveria tutti i trenta minuti che costituiscono la release. Il comparto vocale è assolutamente vincente, diverso e di gran lunga superiore alla sfilza di band dedite al non-sense-bree-bree. Durante l'evocativa intro "Elegy For The Wretched" (una piccola perla) viene epicamente preannunciata la final-track "Speeches Of Inadequacy". E' su questo epilogo che ci si dovrebbe soffermare particolarmente. Udito fine o no, questa magistrale chiusura si presenta ancor più aggressiva, combinata ad un gutturale marcio, exhale dannatamente feroce e comparto strumentale stupendo. I rallentamenti che in pochi attimi fanno accaponare schizzando in alto elevano la loro bravura, quattro minuti di crepacuore, sembrano di più senza risultare pesanti. Questa breve visita al pandemonio creato dai Septycal Gorge viene terminata con perizia dal bassista Clod (validissima nuova entrata insieme al drummer Dave) che mette il lucchetto all'enorme inferriata posta all'ingresso del tormentato luogo creato dai ragazzi. Il tutto con tanto di citazione di "The Waste Land" del poeta americano T. S. Eliot, i ragazzi esagerano dando però una corposa anima a questa uscita. Del resto, dal punto di vista dei testi non si può far altro che chinare il capo, stiamo parlando di brutal death, ma ci manteniamo su un alto livello di critica sociale e non. Anche se dal punto di vista strettamente generale l'album è amabilissimo (dubito che a tutti gli ascoltatori piaccia seguire passo passo le lyrics di un album death metal), una volta acquistato "Erase The Insignificant" dovrete dare un occhio alle composizioni di Mariano! Tecnica e tenacia i nuovi elementi per una lega indistruttibile, che si stia ritornando ai tempi d'oro dell'old school con le adeguate aggiunte? Poco importante, nostro compito è godere di questa musica supportando il lavoro onesto svolto appassionatamente dai Septycal Gorge. Inarrestabili. Continua a leggere... OERJGRINDER - Pig Dig Pick NickInformazioni Gruppo: Oerjgrinder Anno: 2010 Etichetta: One Life One Crew Records Contatti: www.myspace.com/oerjgrinder Autore: Advent Tracklist 1. Grindizer 2. GangBang Jim 3. Bukkake Huggies 4. Intestinal Milkshake 5. Psy 6. Midget Sodomizator 7. I Broke Your Arse 8. Mental Supremacy 9. Cumjob Speeder 10. The Best Candies 11. Can - A - Bitch 12. The Taste Of Lollypop 13. Enjoy The Torture 14. Down With The Cunt 15. Stupid Bitches 16. Footjob Expertise 17. Pigfuckers 18. Spit On It 19. Deeper We Go DURATA: 35:36 Continua a leggere... THE GLOOMINOUS DOOM - The FeatureInformazioni Gruppo: The Gloominous Doom Anno: 2010 Etichetta: Drp Records Contatti: www.myspace.com/lotsofdeadkids Autore: Mourning Tracklist 1. Portal Potty 2. Urine Trouble 3. Deuces Wild 4. The Feature 5. Lager Jam '87 6. Rigormortits 7. Old Bay, Old And Grey 8. White Worms From Hell 9. The Night Of The Scrappelizer 10. Extreme Glacial Movement 11. The White Mist Of Summer Mountain Road 12. Thrashphault 13. JFKFC 14. Desolation Of Smaug 15. Midnight Murder Rampage DURATA: 01:07:59 Nel mondo thrash diviso fra il revival ottantiano di derivazione classica/core e la scena moderna che suona ibridi melodici svedesi ci sono anche mosche bianche che si divertono ancora a fare qualcosa di "trasgressivo" e simpatico prendendosi non troppo seriamente.I The Gloominous Doom vengono dalla Pennsylvania e seppur attivi solo da un lustro hanno in discografia una sfilza di demo, singoli ed ep oltre ad un altro full "Doomed If You Do, Doomed If You Don't" che precedono l'uscita di questo nuovo "The Feature". La singolarità della formazione statunitense sta nel fatto che nel suono thrash di derivazioni Metallica e Municipal Waste condito da sfuriate veloci oltre a un'attitudine punk, che con una parte del genere ha un forte legame storico, vi sono passaggi riconducibili al blues e allo ska. Le quindici tracce sono goderecce, scanzonate, fanno del disco uno di quegli ascolti rilassati con cui il tempo scorre in allegria pur non tralasciando una evidente preparazione in fase di costruzione e di riproposizione. S'incontrano così brani dove l'additivo ganja è inserito, vedasi "Portal Potty" e la titletrack alternati ad altri come "Deuces Wild", un classico pezzo thrash/core e "Rigormortis" che vede la presenza di Shawn Riley degli Rumpelstiltskin Grinder, al primo impatto pacato, poi si sviluppa in una canzone dall'incedere moderno e battente condita da stop'n'go e dal ponte ska rappresentato ancora una volta dalla chitarra riverberata con wah wah. Se con la prima parte hanno già dimostrato d'avere un'ampia gamma d'idee, non si limiteranno a questo ed ecco che ci s'imbatte in una delle hit del platter: "Old Bay, Old And Grey" dove fra coretti e aria da spiaggia si viene catapultati in un'altra dimensione, prenderà corposità con l'entrata della voce graffiata di Jeff e un riffato più solido. Sulla scia della precedente si muove anche "White Worms From Hell", ci sono dei momenti in cui il ballo è una reazione quasi naturale invocato dalle note pulsanti e divertite, le atmosfere pacate intervallate da attimi dediti a prove di mascolinità sonora creano una sorta di altalena che non sempre rende al massimo del proprio potenziale. La surf music fa capolino in "The Night Of The Scrappelizer", "Extreme Glacial Movement" vira sul death metal, non si fanno mancare nulla, "The White Mist Of Summer Mountain Road" dopo quasi quattro minuti di spensieratezza si scatena violenta, i The Gloominous Doom non hanno mezze misure, questo è un dato di fatto ormai. "Thrashphault" al contrario manterrà una natura calma e di compagnia, arrivare in fondo al cd è stato alquanto agevole, è rimasta appena una triade di canzoni a chiusura composta da "JFKFC", una decisa e sonora mazzata, "Desolation Of Smaug" dal cuore morbido e coretti hardcore annessi e la conclusiva "Midnight Murder Rampage" che pone la parola fine con una esecuzione strumentale. La prova del combo fra una ricerca chitarristica ben assemblata, la voce di Jeff pungente e la vena "cazzona" riversata nelle tracce fa il suo sporco lavoro alla grande. "The Feature" farà storcere il naso agli old schooler così come a tanti altri che ritengono qualsiasi innesto sconsiderato quando si parla di generi classici, eppure nel suo sperimentare possiede degli spunti davvero molto interessanti. Se avete bisogno di un album che vi faccia respirare fra una dose di violenza e l'altra i The Gloominous Doom vi danno la possibilità di farlo con la loro musica d'ampie vedute, disco solido e che guarda costantemente oltre. Continua a leggere... EVA'S MILK - ZornInformazioni HUKKUNUD HINGED - Hukkunud HingedInformazioni Gruppo: Hukkunud Hinged Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/hukkunudhinged Autore: Mourning Tracklist 1. Loojangu Laulu 2. Surmasuudlus 3. Ootuste Kõrb 4. Mulla Äng 5. Juurte Nukrus 6. Kahe Katku Vahel 7. Tulesorg 8. Unetus DURATA: 01:13:25 Hukkunud Hinged, formazione doom metal proveniente dall'Estonia, la band si rifà al movimento classico che si nutre di Black Sabbath, Candlemass e Saint Vitus trovando punti di contatto con i più moderni Reverend Bizzare.Hanno da poco pubblicato l'album di debutto omonimo, otto tracce arricchite di venature stoner ma che hanno due pecche di base: l'eccessiva lunghezza del complessivo, un'ora e un quarto è veramente troppo dato che alcuni passaggi potevano essere snelliti, e l'uso prettamente della loro lingua nazionale che limita la comprensione dei testi al minimo o l'annulla del tutto. Superando in partenza questi due handicap seppur di relativa importanza in quanto il secondo di questi viene messo fuori gioco dal fatto che gli Hukkunud Hinged hanno inserito le traduzioni in inglese sul loro sito ufficiale (http://www.hukkunudhinged.com), si viene a contatto con una prestazione alquanto interessante per gli amanti del genere, l'incrociarsi e sovrapporsi delle voci di Janek e Katrina è particolare non contando che, nelle singole apparizioni, sanno ritagliarsi gli spazi adatti per infondere un'aura scura ma evocativa a tracce che nel complesso avanzano forti di una carica primordiale. Le sensazioni trasportate dalle note si evidenziano per un'emotività dalla forte spiritualità, lo stesso monicker e titolo dell'album in inglese hanno come traduzione "Perished Souls", perciò si ricollegano allo stato d'animo che si prova nel lento discernere delle canzoni che in alcuni punti più d'altri sembrano lì per lì far esalare il respiro finale. Si respirano le atmosfere a cavallo fra il proto-doom naturalista di fine anni Settanta e quello che avrebbe dato vita alla virata più metallicamente accentuata degli Ottanta, episodi quali "Surmasuudlus" e "Ootuste Kõrb" immaginateli con la voce di Messiah Marcolin al suo interno o se preferite (e preferisco) quella di Johan Lanquist e vedrete che trip! Non vi è dubbio che lo sviscerato amore per lo stile sia padrone indiscusso delle composizioni che si snocciolano una dopo l'altra da "Mulla Äng" a "Kahe Katku Vahel" (in cui appare l'armonica a bocca) arrivando sino alla conclusiva "Unetus". Verrette avvolti da un circolo greve che la leggiadra interpretazione di Katrina e quella arcigna di Janek non renderanno più agevole ma al contrario angosciante. La cantante è una delle note liete di questo "Hukkunud Hinged", niente "urla" liriche nè interpretazioni striminzito-pop, si pone invece sulle basi affondando il colpo, emozionando ed impostando la prova sulla scia settantiana di cui i pezzi sfruttano la matrice vivendola in pieno. Sul resto del combo c'è poco da dire in quanto si ha una prestazione complessiva sia come stesura dei brani, sia per quanto riguarda l'esecuzione, più che soddisfacente, altra nota di merito va a un sound che identifica il basso di Madis correttamente dandogli spazio e presenza. Se non fosse per qualche passaggio a vuoto dovuto come già accennato alla "forzata" lunghezza degli episodi ci sarebbe da fare un bell'applauso a questi ragazzi, ancor più perché il riffing di Martin come il drumming di Ville sono un'espressione classicamente calzante di ciò che si cerca quando si parla di Doom. Se siete affamati di questa musica ed è ciò che cercate, tenete d'occhio questa realtà estone, la qualità e quello che vi propongono possono tranquillamente rientrare nelle vostre grazie se date loro la possibilità di farlo. Continua a leggere... ZOMBIESLUT - BraineaterInformazioni Gruppo: Zombieslut Anno: 2010 Etichetta: Autoprodotto Contatti: www.myspace.com/zombieslutdeathmetal Autore: Mourning Tracklist 1. (Return Of) The Zombie 2. Self-Exhumed 3. Theater Pf Beautiful Deaths 4. Whores Of Christ 5. Lycantrophic Funeral 6. Sentenced 7. By The Chainsaw (The Evil Dead) 8. Braineater 9. Forces Of Chaos DURATA: 35:21 Il trio death metal degli Zombieslut prende vita in Germania nel 2008 con il chiaro intento di suonare lo stile senza compromesso alcuno, citando infatti una loro frase che appare sul myspace: "We abdicate melodious monstrosities and highly complicated song-structures and zoom in on the essential: rumbling and grooving right into your face!". La dichiarazione di fedeltà è alquanto esplicita.I trentacinque minuti di "Braineater" sono quindi all'insegna della semplicità, zero fronzoli, riffato che punta sull'impatto, le venature thrash sono costanti e primordiali così come il ringhio del cantante chitarrista Tank mantiene eguale esecuzione peccando di staticità ma non in profondità. Il disco ha buoni spunti, fra questi spicca la piacevole "Self Exhumed", il riff portante è da spezzacollo, nulla che non si sia già ascoltato ma fa il suo sporco lavoro con dedizione. "Whores Of Christ" e "Lycantrophic Funeral" colpiscono nel segno, altri due brani che pur percorrendo strade arcinote e ricollegabili a non si sa quante realtà, lanciano segnali positivi per quanto riguarda la genuinità e la passione che gli Zombislut infondono al platter. Leggo spesso molte critiche a dischi di questo tipo, autoproduzioni magari carenti d'innovazione o con una produzione sporca, quello che mi preoccupa realmente è che si supportino band che producono plastica industriale, la conseguenza frequente è la poca resa live di act che su cd risultano essere praticamente dei mostri, vi torna questa cosa? Beh a me sì, purtroppo. E' capitato più volte di vedere on stage band più o meno grandi toppare mostruosamente per colpa di un suono irriproducibile dal vivo che gambizza gli episodi scelti lasciando con l'amaro in bocca chi sotto il palco si attendeva tutt'altro. E' quindi gradevole mettere su un album come "Braineater", vi sono un altro paio di tracce discrete come "By The Chainsaw (Evil Death)" e "Forces Of Chaos" che alla fine fanno pendere per un ascolto di quelli che non cambierà la vita a nessuno ma che ci sta se si vuole passare un po' di tempo in compagnia con del "reale" e non artefatto death metal. E' anche vero che la produzione poteva essere fatta meglio, non dico assolutamente di no, alle volte c'è una sorta di disordine che si annida nelle tracce ma se uno dovesse pensare alle tape di cui molti di noi fanno ancora uso o a certi album dei Novanta quello che vi riscontrerete è realmente un nonnulla. Per quanto riguarda invece le dinamiche interne delle canzoni, pur restando ancorati al genere old primario, gli Zombieslut possono comunque modificare un paio di punti: lavorare di più sulle linee vocali trovando incastri meno standard e variegare un minimo il riffato per dare una propensione ancora più arcigna ai pezzi senza snaturarne il credo. Un disco consigliato quindi solo a chi vive, mangia e dorme old school, i restanti ne stiano alla larga, non c'è trippa per gatti. Continua a leggere... HOGJAW - IronwoodInformazioni PATHOGEN - Miscreants Of Bloodlusting AberrationsInformazioni Gruppo: Pathogen Anno: 2010 Etichetta: Satanized Production Contatti: www.myspace.com/pathogenonline Autore: Mourning Tracklist 1. Atrocity Exhibit 2. Monolith 3. Heretical Wisdom 4. Abyss Of Perpetual Upheaval 5. Leviathan 6. Idological Strife 7. Afterlife (Sacrifice cover) 8. Uranium Messiah DURATA: 37:09 I filippini Pathogen dopo il buon massacro sonoro creato tre anni fa con il debut "Blasphemous Communion" tornano ora fuori con "Miscreants Of Bloodlusting Aberrations".Rispetto al primo album, per quanto il sound sia rimasto ancorato fermamente al death primordiale che rimanda a Morbid Angel, Massacre, Benediction, Autopsy e ai primissimi Cannibal Corpse. il lavoro svolto dal quartetto è adesso meno caotico, le otto tracce sono dei puri assalti all'arma bianca in vecchio stile, tanta violenza, zero fronzoli con riff che giocano sia sulla velocità e l'impatto, sia sul rallentamento macerante, l'esempio lampante è "Heretical Wisdom", la traccia sfrutta tali caratteristiche mostrando il lato più marcio e blasfemo del genere. L'opener "Atrocity Exhibit" potrebbe risiedere in uno dei tre dischi che hanno marchiato a fuoco l'epoca d'oro dei Cannibal con Chris Barnes dietro il microfono, ciò è dovuto all'attitudine malevola che sprigiona merito soprattutto del growl di Willie Desamero particolarmente efficace nello sfoderare linee vocali semplici ma di una cattiveria non da poco. Il disco si conferma come una mazzata senza scrupoli e, per quanto i rimandi ai maestri al genere siano quasi dovuti, godersi canzoni come "Abyss Of Perpetual Upheaval", "Ideological Strife" o "Uranium Messiah", ricche di riconoscenza sonora a chi ha dato vita al corso death metal, per chi è fruitore abituale dello stile sarà alquanto naturale, un piacere. Nello spirito dei Pathogen è il passato che detta legge, è quindi normale che la cover scelta non possa che esser ripescata da uno dei platter storici degli anni Ottanta: "Forward To Termination" dei Sacrifice, il brano estratto è "Afterlife" proposta con il giusto piglio, nulla di trascendentale alla fine, ma va bene anche così. "Miscreants Of Bloodlusting Aberrations" è un album dedicato agli amanti del death metal, una di quelle prove che non ha la minima intenzione di portare una ventata innovativa, al contrario lotta per far riemergere quei fasti che ne hanno caratterizzato i primi irrequieti e istintivi anni del movimento. I Pathogen si possono ritenere soddisfatti, per gli sfegatati c'è un altro lavoro da tenere in considerazione come acquisto per la loro collezione. Continua a leggere...
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